Iniziative sulle casse malati, dopo Pasqua il messaggio al Parlamento

Iniziative sulle casse malati, dopo Pasqua il messaggio al Parlamento

Nell’incontro tra governo e Commissione della gestione non si è entrati nei dettagli

La Commissione della gestione del Gran Consiglio ticinese ha incontrato martedì il governo per discutere delle due iniziative cantonali legate alle casse malati e approvate dalla popolazione ticinese lo scorso settembre. Non si è entrati nei dettagli ma è stato comunicato che dopo Pasqua il governo presenterà il messaggio al Parlamento.
Non ci sono ancora novità sui contenuti e sulle modalità precise che porteranno ad applicare gradualmente l’iniziativa della Lega dei Ticinesi per la deduzione dei premi di cassa malati dalle imposte e l’iniziativa del Partito Socialista per limitare al 10% del reddito i premi di cassa malati. Quello di oggi, tra governo e Commissione della gestione, è sembrato un incontro preparatorio, in vista del messaggio governativo che verrà presentato dopo Pasqua.

Le linee guida del Governo
“Il Consiglio di Stato ha presentato quelle che saranno le linee guida – dice il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ai microfoni della trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI -.
In questa implementazione da un lato ci sarà una risposta all’iniziativa fiscale leghista, quindi un aumento di quelle che saranno le deducibilità, rispettivamente quella che sarà una maggiore erogazione di sussidi. Questa è proprio una risposta diretta. Sappiamo che l’implementazione piena deve tener conto di un sistema molto più grande e questo richiederà comunque più tempo. L’obiettivo è però quello di dar seguito, come detto, alla volontà popolare, perché è anche un nostro dovere”.

Il nodo della sostenibilità finanziaria
Il nodo delle due iniziative è legato soprattutto alla loro sostenibilità finanziaria. Come e dove si troveranno dunque i soldi per finanziarle? “Si troveranno nel messaggio. Quindi il messaggio conterrà da una parte l’aumento delle entrate, rispettivamente anche una riduzione delle uscite, proprio perché l’equilibrio è necessario in questa fase transitoria ma lo sarà anche, a maggior ragione, sull’implementazione piena delle iniziative” afferma ancora Gobbi.

Promotori insoddisfatti
Il governo proporrà dunque un’entrata in vigore graduale e parallela delle due iniziative, a patto che queste siano coperte finanziariamente. L’incontro non sembra però aver soddisfatto gli iniziativisti. Pochi passi avanti, secondo il capogruppo del Partito Socialista, Ivo Durisch. “Niente di veramente nuovo. Abbiamo chiesto se è vera la voce che gira nei corridoi che vogliono vincolare il finanziamento delle due iniziative alla loro messa in vigore. Dal nostro punto di vista non va bene. I cittadini hanno votato, si aspettano che entri in vigore e il governo deve farlo”.
Un’insoddisfazione condivisa anche dalla Lega dei Ticinesi. “Assolutamente non siamo soddisfatti – dice il capogruppo Boris Bignasca -. Sono passati sei mesi dalla votazione popolare del 28 settembre. Il governo non ha ancora presentato un messaggio, non ha ancora detto quando metterà in vigore le iniziative integralmente. A oggi il popolo dovrà ancora aspettare per vedere implementata quella che è una richiesta approvata dal 60% della popolazione. La richiesta è molto semplice: poter dedurre il premio di cassa malati integralmente”.
L’appuntamento è dunque per metà aprile, quando si capirà quale equilibrio finanziario vuole trovare il governo per applicare le due iniziative.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Iniziative-sulle-casse-malati-dopo-Pasqua-il-messaggio-al-Parlamento–3620232.html

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Servizio all’interno dell’edizione di martedì 24 marzo 2026 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3620517

Sostegno agli argomenti per la revisione della LMB

Sostegno agli argomenti per la revisione della LMB

Comunicato stampa di Alleanza Sicurezza Svizzera (23.03.2026). 

La popolazione è favorevole al rafforzamento dell’industria svizzera degli armamenti.
I risultati dell’attuale «Barometro delle opportunità» danno quindi un segnale positivo in vista della votazione popolare sulla revisione della Legge sul materiale bellico (LMB).
I risultati rappresentativi del 6° Barometro delle opportunità di StrategieDialog21 evidenziano un cambiamento di opinione nella popolazione svizzera verso un maggiore realismo in materia di politica di sicurezza. Sullo sfondo di crescenti tensioni geopolitiche, una maggioranza si esprime chiaramente a favore di maggiori margini di manovra a livello nazionale.
Una chiara maggioranza pari al 58% degli intervistati ritiene che gli ostacoli politici debbano essere ridotti al fine di rafforzare l’industria svizzera degli armamenti.
Inoltre, l’80% è favorevole agli investimenti nelle tecnologie di difesa e sicurezza con utilizzo sia militare che civile. Ciò dimostra un’ampia consapevolezza del fatto che le tecnologie rilevanti per la sicurezza forniscono anche importanti impulsi all’innovazione e all’economia.

Un segnale chiaro per la revisione della LMB
«Questi risultati rappresentano anche un segnale chiaro per l’imminente revisione della Legge sul materiale bellico», sottolinea il Consigliere nazionale Reto Nause, presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera. Il progetto mira a correggere le attuali restrizioni ed a migliorare le condizioni quadro per l’industria svizzera degli armamenti.
Un rifiuto della revisione della LMB consoliderebbe gli ostacoli tutt’ora in vigore e indebolirebbe la Svizzera in un contesto sempre più incerto. I risultati del Barometro delle opportunità mostrano invece che una maggioranza della popolazione prende atto della realtà in materia di politica di sicurezza e sostiene i relativi adeguamenti.

Comunicato stampa

Gobbi: «Io ho solo un piano A: lavorare per il Ticino e per i ticinesi»

Gobbi: «Io ho solo un piano A: lavorare per il Ticino e per i ticinesi»

In questi giorni il dibattito politico si è concentrato sulle prospettive elettorali dell’area di destra e sugli equilibri interni alla Lega dei Ticinesi. 
Alcune recenti interviste del consigliere di Stato Claudio Zali hanno riaperto la discussione sul futuro assetto dei dipartimenti cantonali e sulle strategie in vista delle prossime scadenze elettorali, alimentando interrogativi anche sul rapporto con l’UDC.
In questo contesto abbiamo chiesto al consigliere di Stato Norman Gobbi come interpreta queste prese di posizione e quali scenari si profilano.
 
Oggi Claudio Zali ha parlato di un piano B: Ha detto che, se uno di voi due non ce la facesse, andrebbe a Berna al Consiglio degli Stati. Cosa ne pensa?
«Io ho unicamente un piano A, nel senso che mi sto dedicando e voglio continuare a dedicarmi al Ticino e soprattutto ai ticinesi, in un periodo storico non facile in cui di prevedibile non c’è nulla».
 
Sappiamo che è difficile che la Lega faccia un raddoppio. L’uscita fatta ieri da Claudio Zali, che ha detto «meno radar», può essere letta come una gomitata nei suoi confronti?
«Di gomitate ne girano tante. Io dico sempre che la politica è un po’ come l’hockey su ghiaccio: quando si vogliono dare i colpi bisogna essere anche capaci di prenderli, altrimenti si finisce sul podio di chi è capace di picchiare ma non di ricevere. Credo che in definitiva l’obiettivo sia quello di ognuno di posizionarsi, ma penso soprattutto che ci sia un’area politica che deve essere rappresentata in Consiglio di Stato, visto che il Canton Ticino, quando si tratta di Europa e immigrazione, vota sempre a destra».

C’è anche la questione dell’arrocchino. Zali ha anche detto «Se venissi rieletto vorrei tornare al territorio». Dopo tutta la fatica fatta per convincere il Consiglio di Stato si fa dietrofront così?
«Bisogna chiederlo a lui. L’intenzione credo sia comunque quella di dare un cambiamento in generale, anche per avere nuovi stimoli, così come abbiamo avuto in questi mesi da luglio a oggi, ma in particolar modo da settembre, quando il cambio parziale di competenze è stato attuato».

Lei tornerebbe indietro?
«Io sto bene al DI, come starei bene anche al DT. Credo che ognuno possa dare di più. Nel DI, le cose funzionano operativamente all’interno. Penso che si possa migliorare in generale l’amministrazione dello Stato, tant’è che il progetto di semplificazione e miglioramento dei rapporti con i partner esterni è un obiettivo strategico su cui dovremo lavorare davvero: prima come dipartimento per fornire gli strumenti, ma poi come tutto il Consiglio di Stato. L’amministrazione cantonale oggi è un po’ lenta e il mondo sta andando molto più veloce».

Molti ritengono che questa ricandidatura di Zali sia la pietra tombale dell’alleanza con l’UDC. Lei pensa che ci sia ancora una speranza per correre insieme?
«Questo dipende da chi deve decidere. Non è Claudio Zali, non è Norman Gobbi, ma sono le varie assemblee e i vari gremi, sia della Lega sia dell’UDC, che devono decidere. Si tratta comunque di scelte strategiche. Come detto, c’è un’area politica importante in Canton Ticino, ma anche rilevante nell’interesse del sistema svizzero, visto che da Lugano — che è l’unica città importante della Svizzera governata a destra — al governo del Canton Ticino, fino alla rappresentanza alle Camere federali, c’è un interesse di area che è significativo. Le sfide dei prossimi anni, soprattutto sui rapporti con l’Unione Europea ma anche sulla migrazione e sull’impatto che l’immigrazione ha sul nostro territorio, richiederanno davvero di lavorare assieme nell’interesse dei ticinesi».

Come sono i rapporti tra lei e Claudio Zali dopo le dichiarazioni di oggi?
«Lo sapevo, non è arrivato un fulmine a ciel sereno. Ero informato, quindi sicuramente non sono saltato giù dal letto stamattina leggendo la notizia».

https://www.ticinonews.ch/ticino/gobbi-io-ho-solo-un-piano-a-lavorare-per-il-ticino-e-per-i-ticinesi-429843

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Gobbi: “Ho in testa solo un piano A: servire il Ticino e i ticinesi”
Il Direttore del DI commenta al Radiogiornale l’intervista nella quale Claudio Zali conferma la sua ricandidatura e parla di alleanze e piani B: “L’obiettivo sarà comunque quello di riconfermare due seggi”

Torniamo all’intervista concessa a laRegione dal consigliere di Stato leghista Claudio Zali in cui annuncia la volontà di ricandidarsi alle Cantonali del 2027, chiedendo al movimento di lasciar perdere l’alleanza con l’UDC. Un’intervista che ha subito generato reazioni. Il Radiogiornale ha raccolto a Palazzo delle Orsoline quella dell’altro consigliere leghista, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Oggi il suo collega Claudio Zali ha ufficializzato la sua ricandidatura e ha, da una parte, quasi lasciato intendere che si dà quasi per scontata la possibilità che la Lega non faccia due seggi in Consiglio di Stato. Ha parlato di Piano B dove, B per Berna, il seggio al Consiglio degli Stati: se uno di voi due non venisse rieletto potrebbe ambire a quello come premio di consolazione. Le chiedo se è d’accordo con questa lettura e cosa ha pensato questa mattina quando ha letto l’articolo?
“Questa sua lettura – premette Gobbi al Radiogiornale – dimostra come siamo differenti. Io in questo momento ho in testa solo il piano A, che è quello di servire il Ticino e soprattutto i ticinesi, in un periodo storico non facile. Quindi questo è il mio piano principale. Tendenzialmente i piani B li considero solo dopo”.

I derby all’interno di una lista spesso portano forza, attenzione mediatica e voti. Le chiedo: sarà il caso? Ieri Claudio Zali ha annunciato che la polizia effettuerà meno controlli radar. Questo può essere visto come un distacco da come Norman Gobbi gestiva la polizia?
“Ognuno – prosegue Norman Gobbi – gioca le sue carte. Ma poi a parlare saranno i fatti. Io credo che l’obiettivo sarà comunque quello di riconfermare due seggi. E questo, indipendentemente dalle alleanze. Credo che il Ticino è comunque un cantone di destra. E penso che questa dimensione debba essere presente – anzi, ben presente – in Consiglio di Stato”.

Ecco, dunque lei non chiude la porta all’UDC? O capisco male?
“Deciderà l’assemblea. La competenza – conclude Gobbi – non né di Claudio Zali, né di Norman Gobbi. Sta all’assemblea della Lega dei ticinesi decidere sulle alleanze e sulle candidature”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Gobbi-%E2%80%9CHo-in-testa-solo-un-piano-A-servire-il-Ticino-e-i-ticinesi%E2%80%9D–3619566.html

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Servizio all’interno dell’edizione di martedì 24 marzo 2026 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3620523