Targhe: procedure semplificate e nuovi servizi digitali

Targhe: procedure semplificate e nuovi servizi digitali

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella seduta dell’8 luglio, ha approvato una modifica del Regolamento della legge cantonale di applicazione della legislazione federale sulla circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante (RLACS), con l’obiettivo di semplificare alcune procedure amministrative e proseguire il processo di digitalizzazione dei servizi della Sezione della circolazione. Le novità riguardano in particolare la cessione delle targhe di controllo (comunemente note come targhe dei veicoli) e l’introduzione di nuovi strumenti digitali che renderanno più rapide e semplici alcune delle pratiche più richieste.

Tra le principali novità figura l’eliminazione delle limitazioni alla cessione delle targhe di tutte le numerazioni (da una a sei cifre). Finora le targhe fino a quattro cifre potevano essere trasferite esclusivamente all’interno del nucleo famigliare o societario. Questa restrizione comportava un importante aggravio amministrativo, generando numerose richieste di chiarimento e controversie interpretative, senza apportare benefici concreti in termini di trasparenza o controllo del mercato. La nuova regolamentazione consentirà il libero trasferimento di tutte le targhe di controllo, allineando il Ticino alla prassi già adottata in numerosi altri Cantoni. Una misura che semplifica le procedure, riduce il carico amministrativo e riconosce la legittimità di un mercato ormai consolidato.  

La revisione introduce inoltre la possibilità di riassegnare, a determinate condizioni, una targa già appartenuta a un familiare defunto qualora il deposito sia scaduto da oltre dodici mesi e la numerazione non sia stata nel frattempo attribuita a un altro detentore. Una novità che tiene conto anche del valore affettivo che alcune targhe possono rappresentare.  
La modifica del Regolamento prevede un adeguamento della tassa applicata alle cessioni delle targhe al di fuori dell’ambito familiare, mentre resta invariata all’interno della famiglia, a tutela delle situazioni legate a motivi di carattere affettivo.    

Nuovi servizi digitali  
Prosegue inoltre il percorso di digitalizzazione promosso dal Dipartimento delle istituzioni con l’introduzione, da parte della Sezione della circolazione, di un nuovo servizio di consultazione online. Attraverso il semplice inserimento del numero di matricola del veicolo l’utente potrà verificare autonomamente e in modo immediato la validità della copertura assicurativa elettronica, nonché l’eventuale iscrizione del ‘codice 178’, la clausola ufficiale che sancisce il divieto di mutamento del detentore per i veicoli associati a un contratto di leasing.  
Una verifica che oggi richiede un contatto diretto con la Sezione della circolazione potrà così essere effettuata in qualsiasi momento tramite il portale online, con una sensibile riduzione dei tempi di attesa e degli oneri amministrativi, a vantaggio di cittadini, professionisti e operatori del mercato automobilistico.  
Si tratta di cambiamenti operativi che hanno un impatto positivo sui processi che coinvolgono l’utenza, in linea con le molteplici iniziative di semplificazione in corso presso il Dipartimento delle istituzioni, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni erogate, a beneficio di cittadini, aziende ed enti pubblici.

Francesco Quattrini nominato Cancelliere dello Stato

Francesco Quattrini nominato Cancelliere dello Stato

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato Francesco Quattrini quale nuovo Cancelliere dello Stato in sostituzione di Arnoldo Coduri, che passerà al beneficio della pensione a fine anno.

Francesco Quattrini ha ottenuto la licenza in scienze politiche e sociali all’Università di Losanna nel 1995. Attualmente ricopre il ruolo di Delegato cantonale alle relazioni esterne dal 2017.  
Nel corso della propria carriera professionale, Francesco Quattrini ha iniziato il proprio percorso professionale nel settore imprenditoriale, successivamente ha avviato la sua carriera nella diplomazia al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Dal 2003 al 2014 ha assunto sempre maggiori responsabilità presso il DFAE fino a divenire il Capo della sezione politica di pace per l’Africa e l’America latina. Dal 2014 è alle dipendenze del Cantone, dapprima come Delegato cantonale per i rapporti transfrontalieri e internazionali e in seguito dal 2017 come Delegato cantonale alle relazioni esterne. Il signor Quattrini si distingue per essere un dirigente dinamico con uno spiccato senso etico e orientato ai risultati, caratterizzato da una solida capacità di analisi sistemica e da un approccio pragmatico, competenze indispensabili per guidare le sfide future.  
Il nuovo Cancelliere fornirà al Consiglio di Stato un supporto strategico, organizzativo e consulenziale, assumendo un ruolo centrale nell’accompagnamento dell’attività governativa e nell’esercizio delle funzioni di Stato maggiore. Egli contribuirà ad assicurare il coordinamento tra i Dipartimenti, la coerenza dell’azione amministrativa e l’efficace attuazione delle decisioni del Governo. Nel contempo, favorirà una visione trasversale delle principali sfide che interessano il Cantone, in particolar modo nei rapporti confederali, interregionali e con gli altri livelli istituzionali.  
Tra i compiti prioritari rientrerà inoltre la conduzione dell’importante processo di trasformazione digitale dell’Amministrazione cantonale, con l’obiettivo di promuovere servizi pubblici sempre più accessibili, efficienti e orientati alle esigenze della popolazione e delle imprese. Il Cancelliere sarà infine chiamato a seguire e coordinare altri dossier strategici e progetti prioritari del Governo, contribuendo a rafforzare la capacità di innovazione, di pianificazione e di attuazione dell’Amministrazione cantonale.  
Il Consiglio di Stato formula i migliori auguri a Francesco Quattrini per il nuovo incarico e l’impegnativa sfida professionale a partire dal 1. gennaio 2027, ringraziando allo stesso tempo l’attuale Cancelliere Arnoldo Coduri per il lavoro sin qui svolto.

Per mettere in sicurezza i fiumi ticinesi il Governo chiede 5,4 milioni di franchi

Per mettere in sicurezza i fiumi ticinesi il Governo chiede 5,4 milioni di franchi

Oltre 5,4 milioni di franchi, suddivisi in diversi crediti, dedicati alla sistemazione dei corsi d’acqua, alla premunizione contro i pericoli naturali e alla valorizzazione dell’ambiente. È quanto chiede il Consiglio di Stato, che la scorsa settimana ha, appunto, pubblicato una serie di crediti dedicati ai corsi d’acqua ticinesi.
Nel dettaglio, ad esempio, ha richiesto circa 900 mila franchi quale aggiornamento per la sistemazione del fiume Maggia a Riveo- Someo nei Comuni di Maggia e Cevio. Un progetto in corso da anni ma per il quale «sono cambiate alcune condizioni quadro in relazione al mercato degli inerti e a importanti inquinamenti del suolo emersi in seguito nel comparto».
Il Governo chiede poi circa 560 mila franchi la sistemazione della camera Galletto a Castione, nel Comune di Arbedo-Castione.
Una zona soggetta a pericolo di caduta massi e per la quale, appunto, la nuova camera permetterà «di raggiungere un adeguato grado di sicurezza».
L’Esecutivo propone poi 300 mila franchi per la manutenzione straordinaria e il rinnovo della rete idrometeorologica cantonale. In sostanza, sul fronte del monitoraggio dei corsi d’acqua ticinesi, è «necessaria la disponibilità di adeguate risorse per l’acquisizione di nuove stazioni di misura, la sostituzione di strumenti obsoleti e il miglioramento generale della rete di monitoraggio e di allerta del Cantone».
Un credito ci circa 540 mila franchi viene poi proposto per la manutenzione straordinaria dell’impianto di Ponte Tresa per la regolazione del Lago di Lugano. E questo perché lo stato dello sbarramento che regola il deflusso delle acque, a circa 20 anni dall’ultimo intervento, necessita oggi di una manutenzione straordinaria. L’obiettivo generale è quello di «garantire il corretto funzionamento dello sbarramento del Lago Ceresio per i prossimi decenni, aumentando la sicurezza, l’affidabilità del sistema e prevenendo possibili inquinamenti ».
Infine, l’ultimo credito (di un milione di franchi) proposto dal Governo è dedicato all’aggiornamento dei Piani delle Zone di Pericolo ( PZP) per i fenomeni legati ai corsi d’acqua, degli strumenti tecnici indispensabili per la pianificazione territoriale e la valutazione della sicurezza nel le zone edificabili. «Nonostante investimenti complessivi per oltre 7,4 milioni di franchi dal 2005 per la documentazione dei pericoli naturali sul territorio – si legge nella nota del Dipartimento del territorio -, l’evento alluvionale della Valle Maggia del 2024 ha posto nuove sfide tenuto conto di scenari estremi aggravati dal cambiamento climatico in atto». E per questo motivo, a mente del Governo, è oggi «prioritario un aggiornamento dei PZP, considerando l’incremento di frequenza e intensità delle precipitazioni e le conseguenti modifiche morfologiche del territorio». La gestione del rischio, rileva infine il Governo, «è un processo dinamico che richiede adattamento, affinché la prevenzione e la pianificazione delle emergenze rimangano coerenti con le trasformazioni ambientali in corso».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 6 luglio 2026 del Corriere del Ticino

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https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3866147

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 3 luglio 2026 de Il Quotidiano RSI

«Ristorni: non regali, ma accordi da rispettare»

«Ristorni: non regali, ma accordi da rispettare»

Blocco parziale dei ristorni: il Consigliere di Stato Norman Gobbi fa chiarezza

Ristorni dei frontalieri: alla decisione di congelare parte del versamento destinato alla Lombardia hanno fatto seguito, da entrambe le parti del confine, critiche che hanno parlato di “paradosso” e di “improvvisazione” del Governo ticinese. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi rimette il campanile al centro del villaggio. «Il Consiglio di Stato ha sospeso cautelativamente una parte dei ristorni per difendere gli interessi del Ticino, non certo quelli dei frontalieri. La domanda da porsi è la seguente: è giusto che il Ticino continui a versare milioni all’Italia mentre la controparte non rispetta le regole del gioco? Ognuno dia la risposta che ritiene corretta, ma per me è chiaro: se cambiano le regole, cambiano anche gli importi.»

La perizia Hinny dice “imposta”
La Lombardia, regione da cui proviene l’89% dei frontalieri, ha già manifestato la volontà di introdurre la cosiddetta tassa sulla salute, ipotizzandone anche un’applicazione retroattiva.
La situazione rimane tuttora incerta sotto il profilo politico e giuridico, motivo per cui il Consiglio di Stato ha adottato la misura in attesa dei necessari chiarimenti. Intanto, a mettere nero su bianco la vera natura della “tassa”, è stato il professor Peter Hinny. La sua perizia stabilisce che il contributo sanitario previsto dalla normativa italiana ha le caratteristiche di una vera e propria imposta. Ancora Gobbi: «Sulla base di questa perizia, l’Italia finirebbe per incassare più di quanto previsto dagli accordi internazionali. Non possiamo fare finta di niente. Se qualcuno introduce nuovi prelievi aggirando gli impegni sottoscritti, il Ticino ha il dovere di reagire e di tutelare i propri interessi.»

Personale sanitario nel mirino
Per il Consigliere di Stato Norman Gobbi occorre soffermarsi anche sulle finalità della tassa sulla salute. «L’obiettivo dichiarato del Governo italiano è quello di trattenere il personale sanitario nelle regioni di confine, sottraendo al Ticino proprio quella categoria di frontalieri di cui il nostro Cantone ha un reale bisogno. Lo abbiamo visto chiaramente durante la pandemia.» Le risorse raccolte attraverso il contributo sarebbero infatti destinate a finanziare incentivi economici e premi salariali per il personale sanitario impiegato nelle province di frontiera, con l’obiettivo di ridurre la migrazione di personale qualificato verso gli ospedali ticinesi.

La latitanza di Berna
Gobbi sottolinea inoltre come questa misura si sia resa necessaria a causa dell’assenza di una presa di posizione decisa da parte della Confederazione. «Se oggi il Ticino è costretto ad adottare una misura cautelativa è perché, fin dall’inizio, Berna ha preferito lasciar correre nonostante si profilasse una palese violazione dell’Accordo fiscale. Il Consiglio federale avrebbe potuto intervenire già quando è stata introdotta la norma che apriva la strada alla tassa sulla salute. Invece ha scelto di non reagire, lasciando il Ticino da solo a difendere i propri interessi.» Una stoccata arriva infine anche sul piano politico. «Fa sorridere vedere qualcuno criticare oggi una decisione che fino a pochi mesi fa chiedeva espressamente. La mia posizione non è mai cambiata: prima vengono gli interessi dei ticinesi e, finché non ci sarà chiarezza, una parte di queste risorse deve restare in Ticino.»

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 5 luglio 2026 de Il Mattino della domenica