Nuovi ufficiali professionisti per la Protezione civile/Sezione del militare e della protezione della popolazione

Nuovi ufficiali professionisti per la Protezione civile/Sezione del militare e della protezione della popolazione

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha il piacere di comunicare la promozione di 7 nuovi ufficiali professionisti nell’ambito della Protezione civile e della sezione del militare e della protezione della popolazione.

Lo scorso 18 gennaio 2019, il Centro cantonale di istruzione della Protezione civile di Rivera ha ospitato una breve quanto significativa cerimonia. Alla presenza dei Comandanti e di diversi istruttori professionisti della Protezione civile, Il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, ten col SMG Ryan Pedevilla, si è complimentato con i neo promossi ringraziandoli per l’impegno e la disponibilità a favore della cittadinanza e consegnando loro i diplomi di riconoscimento.

I neo promossi sono:

Regione PCi Bellinzonese
tenente Gottardi Samuele

Regione PCi Lugano-Campagna
tenente Muschietti Massimo e tenente Regazzoni Stefano

Regione PCi Lugano-Città
tenente Canepa Nevio e tenente Canonica Gabriel

Regione PCi Mendrisiotto
tenente Cometta Raoul

Sezione del militare e della protezione della popolazione
tenente Bettoni Flaviano

 

Prevenzione reati informatici

Prevenzione reati informatici

Comunicato stampa

“Alto pericolo! Il tuo account è stato attaccato”.
È l’oggetto di un’email che numerose persone hanno ricevuto negli scorsi giorni nella loro casella di posta elettronica; un fenomeno non nuovo che si ripresenta a scadenze regolari. Si tratta di una missiva che riporta una serie di pressioni nei confronti del destinatario con la richiesta di pagamento di una somma in denaro mediante criptovalute, in questo caso 246 euro in bitcoin come da esempio allegato.
In particolare, gli autori dello scritto minacciano la diffusione in rete, o a famigliari, amici, conoscenti e colleghi di lavoro, di presunti filmati o immagini che mostrano il destinatario mentre compie atti di natura sessuale.
L’obiettivo è quello di individuare fra i vari destinatari le persone più vulnerabili tanto da indurle a pagare.
In realtà gli autori della truffa non sono affatto in possesso di materiale compromettente.
Rendiamo attenti al particolare che l’email inviata recentemente riporta quale mittente e destinatario lo stesso indirizzo di posta elettronica. Questo non significa necessariamente che chi sta dietro al raggiro si è “impossessato” del nostro computer. Semplicemente esistono sistemi che permettono di inviare email con lo stesso indirizzo, sia in qualità di mittente sia in qualità di destinatario.
Per evitare spiacevoli sorprese, la Polizia cantonale invita quindi la popolazione a prestare particolare attenzione quando naviga nel web, segnatamente si raccomanda di seguire queste indicazioni:

  • Diffidate delle e-mail ricevute senza sollecitazione. Solitamente, in particolare nei casi di phishing, il mittente sfrutta indirizzi riconducibili a ditte degne di particolare fiducia.
  • Diffidate delle e-mail di cui non conoscete l’indirizzo del mittente ed evitate di rispondere.
  • Non date seguito a richieste di pagamento
  • Usate prudenza se ricevete e-mail che sollecitano un’azione da parte vostra e vi minacciano altrimenti di conseguenze (perdita di denaro, querela penale, blocco del conto, occasione mancata, disgrazia)
  • In caso di e-mail sospette non aprite allegati, link, e allegati, in particolare file eseguibili (.exe).
  • Mantenete costantemente aggiornati il sistema operativo e le applicazioni presenti sui vostri dispositivi (ad es. antivirus).
Discorso pronunciato in occasione della presentazione degli atti di “Lugano Città Aperta”

Discorso pronunciato in occasione della presentazione degli atti di “Lugano Città Aperta”

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore ed egregi signori,

vi saluto anche a nome del Consiglio di Stato, esprimendo grande onore nel poter partecipare a questo incontro.
Il mio intervento prende spunto da un verbo all’infinito, ovvero “ricordare”. È un verbo saldamente ancorato alla memoria e che ci fa tornare indietro nel tempo per riportarci a ciò che è stato e che tende a sbiadire con il trascorrere degli anni.
“Ricordare” è un esercizio a volte faticoso, ma sempre molto utile in quanto ci mette a confronto con il nostro passato: un passato che può però essere estremamente doloroso.

Nel caso specifico, il dolore provocato dalla follia nazista è stato di immani dimensioni, tanto da non essere neppure misurabile.
Ma non per questo dobbiamo far finta di nulla o – peggio – sottostimare ciò che la memoria ha riportato a galla: “ricordare” significa infatti anche capire e implica uno sforzo, una precisa presa di coscienza.

La memoria, in ogni sua forma – dalla storia al racconto, dall’arte visiva alla musica – assume un ruolo di primaria importanza poiché ci permette di non cadere ancora nell’errore.
La memoria non è mai fine a se stessa, non è un semplice esercizio di stile: essa ci fornisce invece l’assist per comprendere fino in fondo la realtà che ci circonda, analizzandola in relazione ai fatti che storicamente conosciamo.
La memoria rifiuta le interpretazioni false, forzate e offensive che, ad esempio, propongono i negazionisti. La memoria è Verità. La memoria va alimentata, non avvilita. La memoria è Storia.

Chi concorre a “costruire” la Storia?
Sono le donne e gli uomini, le generazioni che si avvicendano e si sovrappongono, i protagonisti ma anche i comprimari.
In buona sostanza, siamo noi con le nostre azioni e le nostre scelte.

Occorre quindi fare in modo di non dimenticare gli errori commessi e da quelli ripartire per diventare persone migliori, in modo da costruire tutti assieme una società migliore.

“Ricordare” significa perciò anche educare. Per quanto paradossale possa apparire, sussiste il rischio che il ricordo dei milioni di morti, degli indicibili soprusi e delle nefandezze commesse allora si affievolisca anno dopo anno. Questo rischio va scongiurato in ogni modo, anche – per non dire soprattutto – attraverso l’educazione delle nuove generazioni. Va detto a chiare lettere: chi non sa, chi non ha capito o chi finge di non sapere va informato e, appunto, educato.

L’educazione passa anche dagli atti pratici, fisici, che si possono vedere e toccare con mano: un bell’esempio è senza dubbio rappresentato dal “Giardino dei Giusti” che, al Parco Ciani di Lugano, rende omaggio ad alcune figure di ticinesi che hanno contrastato l’oppressore e salvato la vita di chi era perseguitato.
Leggere le loro gesta e comprendere il contesto storico con cui sono stati chiamati a fare i conti, è quanto di più didattico ci possa essere.

E in questo solco “divulgativo” si inseriscono perfettamente la presentazione di oggi degli atti di “Lugano Città Aperta” e la conferenza del Direttor Piotr Cywinski.

Concludo il mio breve intervento, rendendo omaggio a Federica Spitzer: una testimonianza come la sua, perpetuata dall’omonima Fondazione, risulta essenziale per comprendere fino in fondo tragedie come l’Olocausto.

Ringrazio quindi chi ha contribuito a crearla e in primis il presidente Moreno Bernasconi: coerentemente con gli ideali sostenuti da Federica Spitzer per tutta la sua vita, e che ci ha lasciato quale preziosissima eredità, la Fondazione si propone di diffondere la memoria dei genocidi, delle persecuzioni e dei totalitarismi, promuovendo il valore della libertà e la comprensione tra popoli, religioni e culture diverse.

Un obiettivo nobile, a cui tutti noi dovremmo tendere. Noi che siamo i protagonisti della Storia che stiamo contribuendo a scrivere.