Le ultime serate al Peter Pan. Il ricordo di Gobbi: “Triste, se ne va un pezzo di storia”. Morici: “Ci lascio il cuore e forse qualcosa di più”

Le ultime serate al Peter Pan. Il ricordo di Gobbi: “Triste, se ne va un pezzo di storia”. Morici: “Ci lascio il cuore e forse qualcosa di più”

Da www.liberatv.ch

Ultimi giorni di vita per lo storico locale di Bellinzona, costretto a chiudere dopo la decisione dei nuovi amministratori. Il gerente: “La movida proseguirà altrove”

Un altro pezzo di storia che se ne va. Il prossimo 31 dicembre chiuderà definitivamente lo storico Peter Pan di Bellinzona, il bar che più di tutti ha animato le serate dei bellinzonesi – e non solo – per 28 anni. La chiusura – va detto – è forzata: sono stati, infatti, i nuovi proprietari dello stabile a ‘sfrattare’ il ‘Pit’, come lo amava chiamare la clientela.
“Qui ci lascio il cuore e forse qualcosa in più. Mi piange il cuore perché è una chiusura forzata contro la quale non abbiamo potuto nulla”, ha detto un triste Gianni Morici, gerente e anima del Peter Pan. Morici e il suo staff, però, non smetteranno di far ballare e cantare gli affezionati. “No – spiega –, le serate, i concerti e i karaoke proseguiranno in altre location. Anche se chiaramente qui abbiamo avevamo costruito qualcosa di bello e importate”.
Il Peter Pan si prepara a dire addio a Via Murate. E sarà un addio degno di nota. Stasera – venerdì 6 dicembre – si terrà la “serata nostalgica” con tantissimi dei protagonisti di 28 anni di storia. Da clienti a collaboratori.
Tra questi ci sarà il ministro Norman Gobbi che su Facebook ha voluto salutare a suo modo lo storico locale. “Inizio Anni Novanta – scrive –: innumerevoli litri divorando panini al tonno o hamburger e patatine con musica metal in sottofondo, intercalati da animate partite “al fotbalino”. Da cliente storico che visse gli spumeggianti primi anni del ‘Pit’, sono triste e stasera sarò con Gianni e i vecchi clienti a brindare a questi anni di storia bellinzonese e ticinese”.
Il 21 dicembre si chiude un’era. La si chiude esattamente come la si era iniziata: con il concerto dei Vomitors, che proprio nel 1992 inaugurarono il locale. Poi calerà il sipario, ma “si guarderà già al futuro”. Perché ogni inizio inizia da fine…

(Foto: www.liberatv.ch)

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i Comuni di Magliaso e Caslano

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i Comuni di Magliaso e Caslano

Comunicato stampa

Il Basso Malcantone ha fatto da scenario ad altre due visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi; questa volta è stato il turno di Caslano e di Magliaso. I grandi cantieri in corso sono stati nuovamente al centro della discussione: la collaborazione tra la Polizia cantonale e le comunali, la riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto e la riforma «Ticino 2020». La terza serie di incontri si concluderà a Lumino il 18 dicembre 2019.

Hanno avuto luogo lunedì pomeriggio a Caslano e a Magliaso i due incontri tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e le Autorità comunali delle due realtà. All’ordine del giorno dei due appuntamenti i tre grandi cantieri del Dipartimento delle istituzioni: la collaborazione tra la Polizia cantonale e le polizie comunali, la riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto e la riforma «Ticino 2020». Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a ribadire che «capire le esigenze dei Comuni serve a completare le riflessioni sulle tre riforme in corso, in modo da poter proporre agli enti locali progetti realizzabili e condivisi. Per questo motivo il dialogo e la trasparenza sono l’ingrediente essenziale per la loro riuscita». Gli incontri hanno avuto luogo in un clima positivo e colloquiale ed entrambi i Municipi hanno sottolineato quanto emerso anche in occasione delle altre visite; si tratta di uno scambio reciproco essenziale per mantenere buoni rapporti tra i due livelli istituzionali. Tutti e due i Comuni auspicano che in futuro anche altri Dipartimenti possano seguire l’esempio del Dipartimento delle istituzioni. Un accento particolare è stato messo sul concetto di polizia di prossimità promosso dall’Associazione delle polizie comunali ticinesi per conto dell’Associazione dei comuni ticinesi attraverso la pubblicazione di un documento. Dalla discussione è emerso che per entrambi i Comuni è necessario mantenere una stretta vicinanza tra i cittadini e le forze di polizia locali per assolvere una serie di compiti specifici; al concetto di prossimità gli enti locali non sono infatti disposti a rinunciare. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi a questo proposito ha tenuto a rassicurare sul fatto che nell’ambito della riforma «Polizia ticinese», il gruppo di lavoro ha tenuto conto sin dall’inizio dell’importanza per le polizie comunali di ricoprire un ruolo di polizia di prossimità nel contesto della sicurezza locale e urbana. Gli incontri proseguiranno nelle prossime settimane con Mendrisio, Chiasso, Gordola, Bellinzona e Lumino.

Acque più sicure nel 2019

Acque più sicure nel 2019

Comunicato stampa

È un bilancio positivo quello che possono tracciare alla fine del 2019 i responsabili della campagna di prevenzione “Acque sicure”, promossa dal Dipartimento delle istituzioni, analogamente alle campagne “gemelle” “Strade sicure” e Montagne sicure”. Durante l’anno è stato infatti registrato un numero di annegamenti (2) inferiore alla media dell’ultimo decennio.

“Gli sforzi di sensibilizzazione e le azioni concrete per scongiurare annegamenti nelle acque ticinesi non saranno mai troppi – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Vorremmo che più nessuno perdesse la vita praticando uno sport nell’acqua o semplicemente mentre si gode il refrigerio dei nostri fiumi e laghi. Sappiamo che è un obiettivo ambizioso e non facilmente raggiungibile. Ma ci impegniamo in questa direzione”, afferma il Consigliere di Stato.
Nel 2019 si sono purtroppo verificati due incidenti mortali nei due maggiori laghi del Cantone: uno di questi legato all’attività subacquea, l’altro ha visto coinvolta una persona intenta ad operare sul motore della sua imbarcazione. Sui fiumi invece non sono stati registrati incidenti con esito letale. Ma gli infortuni sono comunque stati numerosi, causati in particolare da un’errata valutazione della portata delle acque dei fiumi. Analogo discorso vale per l’attività di canyoning, che interessa in massima parte cittadini stranieri che scelgono i fiumi ticinesi per le loro spettacolari particolarità legate a questa disciplina. Più incidenti e feriti dovuti a tuffi mal riusciti e a una sbagliata ponderazione della profondità dell’acqua nelle pozze.
Molte le attività di sensibilizzazione messe in campo durante la stagione, ma anche misure operative quali la presenza di pattugliatori nei mesi di luglio e agosto lungo i fiumi Maggia e Verzasca, senza dimenticare l’infoline obbligatoria per i canyonisti introdotta grazie alla collaborazione con le società idroelettriche. Positiva anche la collaborazione con i Comuni direttamente toccati dalla tematica: citiamo la realizzazione e l’installazione di pannelli informativi sui rischi specifici in zona Aquino (Lavertezzo) e a Porto Crodolo (Ronco s. Ascona e Brissago).
Oltre alle classiche affissioni e alle presenze con stand informativi in occasione delle principali traversate popolari dei nostri laghi o ad eventi dalla grande affluenza quali Sportissima e la giornata di porte aperte della Polizia cantonale, la campagna si è pure avvalsa di strumenti innovativi per la sua diffusione. Tra questi si possono citare la presenza sui portali online tramite un nuovo strumento di geolocalizzazione, i numerosi post sui social media per il tramite di testimonial, senza dimenticare lo speciale concorso con ricchi premi indetto grazie al sito internet della campagna: www.acquesicure.ch

a Natale non tutti sono più buoni!

a Natale non tutti sono più buoni!

Comunicato stampa

Le festività sono alle porte e la tradizionale corsa ai regali è già iniziata. Un periodo sinonimo di mercatini natalizi e di aperture prolungate dei negozi in cui, per non incorrere in brutte sorprese, è sempre bene mantenere alta l’attenzione poiché i malviventi approfittano della calca e dell’imbrunire per compiere furti e borseggi.

La Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e le Guardie di confine, organizza anche quest’anno, durante tutto il periodo dell’Avvento e fino al 24 dicembre, l’operazione PREVENA 19. L’obiettivo è quello di garantire alla popolazione una presenza accresciuta e capillare di forze di polizia su tutto il territorio e nei luoghi di grande affluenza.

Cogliamo l’occasione per fornire nuovamente alcuni utili consigli per prevenire i furti con scasso nelle abitazioni:

  • chiudere accuratamente tutte le porte e finestre prima di uscire di casa, evitando di lasciare chiari indizi dell’assenza: biglietti sulla porta, luci spente in casa, messaggi particolari sulla segreteria telefonica, eccetera;
  • depositare gli oggetti di valore e i documenti importanti in una cassetta di sicurezza della banca;
  • evitare di nascondere le chiavi di casa sotto lo zerbino, dietro i vasi per i fiori o nella bucalettere;
  • simulare una presenza all’interno inserendo un timer su più di una luce e farlo accendere a intervalli irregolari.

Inoltre per prevenire sgradite sorprese durante gli acquisti si rinnovano i seguenti consigli:

  • evitare, nel limite del possibile, di portare con sé somme consistenti di denaro in contanti e usare preferibilmente le carte di credito;
  • custodire il portamonete nelle tasche anteriori dei pantaloni o in quelle interne della giacca;
  • portare sempre le borsette a contatto con il corpo e preferibilmente sul davanti e con la cerniera chiusa o comunque mai perderle di vista (ad esempio nei carrelli della spesa);
  • mai tenere nello stesso posto le carte bancarie/postali e i codici per il loro utilizzo. Se possibile non conservare i codici per iscritto;
  • prestare attenzione quando qualcuno vi urta nella ressa (sovente gli autori di furti e borseggi provocano lo scontro per distrarre le vittime e sottrarre loro denaro e altri valori);
  • non lasciare oggetti di valore in vista nei veicoli e verificare che le auto siano regolarmente chiuse a chiave quando si lascia il parcheggio.

Non esitate a chiamare il 117 e a segnalare situazioni che possono poi sfociare in reati contro il patrimonio. 

Prevena

Airolo premiato per il progetto di copertura dell’autostrada

Airolo premiato per il progetto di copertura dell’autostrada

Da www.laregione.ch

Il Comune leventinese ha ricevuto il premio biennale Espace Suisse e un assegno di 5’000 franchi. ‘Un esempio da seguire anche per altre regioni’

Il Premio Espace Suisse (già Premio Aspan) del valore di 5mila franchi che l’Associazione per la pianificazione del territorio (EspaceSuisse) assegna ogni due anni a enti pubblici che si sono distinti per interventi lodevoli in questo campo è stato attribuito nel 2019 al Comune di Airolo per la riqualifica del fondovalle nell’ambito del progetto di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. Nel corso della cerimonia, svoltasi ieri ad Airolo, EspaceSuisse ha inoltre assegnato una menzione speciale alle Ffs e all’Autorità cantonale ticinese per la realizzazione della ferrovia Mendrisio-Stabio-Varese-Malpensa.

Vantaggi per tutti
In occasione della premiazione, a cui hanno preso parte il consigliere di Stato Norman Gobbi, la direttrice delle Ffs Regione Sud Roberta Cattaneo, il sindaco di Airolo Franco Pedrini e il presidente di EspaceSuisse Giancarlo Ré, a nome del gruppo di lavoro che ha assegnato il premio è intervenuto Moreno Celio illustrando i motivi della scelta (poi sostenuta dal consiglio direttivo dell’associazione). “Espace Suisse ha rilevato che, nel caso del progetto di Airolo, si è riusciti a trovare una soluzione che avvantaggia tutti gli enti coinvolti: oltre al Comune di Airolo anche Cantone e Confederazione ottengono un notevole vantaggio da questa soluzione che può rappresentare un esempio da seguire per altre regioni”, è stato sottolineato. Se da una parte Ustra non è costretta a trasportare e depositare il materiale a decine di chilometri di distanza (ipotesi peraltro fronteggiata da opposizioni locali), dall’altra non si intaccano volumi in discarica per i potenziali bisogni del Cantone nei prossimi decenni e, soprattutto, il Comune di Airolo ritrova un paesaggio totalmente ricostituito.

100 milioni per 1000 metri
Il progetto previsto nell’ambito della costruzione del secondo tubo del Gottardo – che genererà circa 2,5 milioni di tonnellate di inerti – ha preso il via a seguito della richiesta del Comune di Airolo di individuare una migliore integrazione paesaggistica dell’autostrada, in modo da valorizzazione il fondovalle. Grazie a un investimento di 100 milioni l’A2 potrà essere coperta per circa mille metri di lunghezza con una galleria in parte aperta verso il lato del fiume. Una prima a livello ticinese che rappresenta di fatto un cambiamento epocale: oltre al netto miglioramento ambientale, saranno migliori anche la situazione paesaggistica e la qualità di vita.

https://www.laregione.ch/cantone/bellinzonese/1406211/airolo-premiato-per-il-progetto-di-copertura-dell-autostrada

 

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Da www.rsi.ch/news

Premiato il ridisegno di Airolo
Il comune insignito con l’Espace Suisse 2019 per la riqualifica del fondovalle – Menzione speciale per la Mendrisio-Malpensa

La capacità di Airolo di trasformare i previsti lavori alla galleria autostradale del San Gottardo in opportunità per il riassetto territoriale dell’intero fondovalle si è rivelata esemplare al punto da valere al comune il Premio Espace Suisse 2019.
La consegna del riconoscimento (fino al 2018 noto come ASPAN) è avvenuta sabato mattina nella sala del Consiglio comunale leventinese.
Il presidente Giancarlo Rè e il coordinatore del gruppo di lavoro Moreno Celio, nel motivare la scelta, hanno sottolineato come la realizzazione della copertura dell’autostrada e il deposito del materiale di scavo della seconda galleria, si tradurranno di un cambiamento epocale per buona parte dell’abitato. L’intervento permetterà un netto miglioramento ambientale, con un ritorno a una situazione paesaggistica e di qualità di vita.
Una menzione speciale è stata anche attribuita alle Ferrovie federali svizzere e al canton Ticino per la valenza della ferrovia Mendrisio-Stabio-Varese-Malpensa.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Premiato-il-ridisegno-di-Airolo-12477816.html

Gobbi con gli studenti dell’Elvetico

Gobbi con gli studenti dell’Elvetico

Non è tornato sui banchi di scuola, ma tra i banchi di scuola. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi martedì 26 novembre ha dato la sveglia, nel vero senso della parola, agli studenti dell’Istituto Elvetico di Lugano.
Infatti prima dell’entrata in aula, tutti i ragazzi che frequentano le III e IV Medie e il Liceo all’Elvetico si sono riuniti nella grande palestra, dove il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha rivolto loro il saluto del mattino.
Un momento durante il quale Gobbi ha insistito sul ruolo della formazione per la realizzazione personale di ogni individuo. In seguito, Gobbi ha incontrato i più piccoli: si tratta dei ragazzi di I e II Media. Con loro, assieme al docente Angelo Elia, ha passato quasi un’ora, in cui gli allievi hanno potuto conoscere il consigliere di Stato non solo sotto il profilo politico, ma anche sotto l’aspetto umano.
Un momento aperto dal canto dell’Inno Svizzero, cosa che ha fatto particolarmente piacere.
Uno scambio tra Gobbi e i giovanissimi studenti, piacevole, ma, come detto, anche arricchente. Poi, via di corsa per la riunione extra muros al Conservatorio della Svizzera italiana a Lugano Besso.

 

 

 

“Lugano diventa capitale della Giustizia”

“Lugano diventa capitale della Giustizia”

Il Consigliere di Stato dopo la decisione di acquistare l’ex Banca del Gottardo

È un passo decisivo quello fatto dal Consiglio di Stato: la proposta di acquistare per 80 milioni di franchi l’immobile ex Banca del Gottardo, firmato Mario Botta, oggi di proprietà di EFG Bank SA, in centro Lugano, nonché di programmare la completa ristrutturazione dell’attuale Palazzo di Giustizia permetterà di realizzare il Polo logistico delle autorità giudiziarie ticinesi. “Siamo giunti a una soluzione ottimale, dopo un lungo iter fatto di analisi, di possibili soluzioni, di proposte alternative – afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Oggi mettiamo sul tavolo la visione definitiva di quelli che saranno gli spazi necessari alla magistratura per funzionare al meglio. Da un lato avremo una sede prestigiosa, come è doveroso che sia, grazie all’edificio progettato dall’architetto Botta, e dall’altro lato ci assicuriamo la possibilità di avere per i prossimi decenni il necessario spazio a disposizione per questi servizi essenziali per la collettività.”

A Lugano si concentreranno così le Autorità inquirenti (Ministero pubblico, Magistratura dei minorenni, Polizia), le Autorità giudiziarie (Tribunale d’appello, Pretura civile di Lugano, Tribunale d’espropriazione, Uffici del giudice dei provvedimenti coercitivi, Pretura penale e Consiglio della Magistratura), altri servizi amministrativi cantonali (Servizio nuove entrate dell’Ufficio della migrazione, Ufficio dell’incasso e delle pene alternative), nonché altri servizi amministrativi del Luganese, sempre del Dipartimento delle istituzioni (e qui intendo l’Ufficio del registro fondiario, dell’Ufficio di esecuzione, dell’Autorità di prima istanza LAFE, dell’Ufficio dei fallimenti, dell’Ufficio dello Stato civile, della messaggeria e verosimilmente delle Autorità regionali di protezione). “Andiamo a realizzare – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ciò che la nostra Costituzione prevede. Se Bellinzona è capitale politica del Cantone, Lugano è la capitale della Magistratura. Senza però dimenticare che sarà assicurata in ogni regione la presenza di quelle autorità di maggior prossimità ai cittadini, ad esempio le Preture e le future Autorità di protezione una volta cantonalizzate. Il lavoro per portare a tetto questa impostazione è purtroppo ancora lungo. Ne sono cosciente. Però come politici abbiamo il dovere di trovare soluzione durature. Nel settore delle infrastrutture, che come Stato dobbiamo mettere a disposizione della Giustizia, oggi abbiamo tracciato una direzione chiara. Certamente ne beneficia la Città di Lugano e la sua popolazione, ma il servizio garantito in stabili dignitosi e rappresentativi darà quell’immagine positiva che la Giustizia merita anche dal punto di vista architettonico, che andrà a rafforzare il suo ruolo – già oggi percepito positivamente – nella popolazione ticinese tutta”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

La “frittata” della tassa militare

La “frittata” della tassa militare

Da www.rsi.ch/news

I vertici della protezione civile di Lugano denunciano gli effetti perversi delle nuove norme – Il bilancio del 2019

Militi che hanno finito l’assoggettamento con la vecchia legge devono continuare a pagare con la nuova: è il pasticcio, che riguarda centinaia di persone in tutta la Svizzera, denunciato ancora una volta venerdì in occasione dell’annuale rapporto degli ufficiali della protezione civile del consorzio di Lugano Città.

Per effetto di una mancata coordinazione fra il Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e quello delle finanze, da un lato la riforma dell’obbligo di servizio, che prevede un totale di 245 giorni da svolgere in modo flessibile fra i 19 e i 37 anni di età, non è ancora stata approvata dalle Camere e non sarà in vigore prima del 2021. Dall’altro, però, è già scattato il ricalcolo della tassa militare. Prima si faceva di anno in anno fino al 30mo o 32mo, mentre il nuovo meccanismo è cumulativo fino al 37mo, con la conseguenza che coloro che con il precedente sistema avevano effettuato relativamente pochi giorni di servizio si ritrovano confrontati a fatture salate per non aver toccato il traguardo di 245, un obbligo… che ancora non c’è. Fatture salate, oltre tutto, anche perché calcolate sulla base del reddito attuale. “Non si raggiunge così lo scopo di motivare il cittadino a prestare servizio volontario”, secondo il comandante Aldo Facchini, e se non è un sistema per far cassetta “allora bisogna fare retromarcia”.

“Questa misura ha creato una chiara iniquità che deve essere contrastata. L’autorità federale fiscale non voleva entrare in discussione, ma ha dovuto sedersi al tavolo”, spiega il consigliere di Stato Norman Gobbi, “dovranno essere fatti dei conguagli a tutela dei militi trovatisi in questa situazione che danneggia loro, ma anche l’immagine della PC”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/La-frittata-della-tassa-militare-12475635.html

Discorso pronunciato in occasione della Cerimonia di consegna dell’arma SCP 2019

Discorso pronunciato in occasione della Cerimonia di consegna dell’arma SCP 2019

Giubiasco – 28 novembre 2019

– Fa stato il discorso orale –

Care e cari aspiranti,
sono passate poco più di due settimane dal nostro incontro nella sala del Gran Consiglio, quando ho avuto il piacere di conoscervi e di presentarvi – rispondendo alle vostre domande – alcune linee guida della politica di sicurezza, ma soprattutto del lavoro che sarete chiamati a svolgere al termine della vostra Scuola cantonale di Polizia. Già allora avevo potuto introdurre il discorso sulla responsabilità di cui siete e sarete investiti. Una responsabilità che oggi diventa effettiva al cento per cento, con la consegna dell’arma. All’interno del vostro percorso di formazione questo è il momento ufficiale di maggiore rilevanza. Da oggi siete agenti a tutti gli effetti.  Non è un caso se viene data così tanta rilevanza a questo momento. Non è un caso se l’autorità di nomina – il Consiglio di Stato e per esso il capo del Dipartimento delle istituzioni – abbia voluto sottolineare con una specifica cerimonia l’atto che sto per compiere, consegnandovi l’arma che vi accompagnerà durante tutta la vostra carriera all’interno del Corpo di Polizia che avete scelto. Una cerimonia che anche per me ha un significato profondo. Certo, alla fine del vostro anno di formazione, quando avrete superato gli esami, ci sarà la cerimonia di consegna degli attestati e sarò ancora io a formalizzare la riuscita del vostro impegno di formazione. Quello sarà però soprattutto un momento di festa, di gioia per il passo che avete compiuto e per gli sforzi che avete sostenuto. Oggi invece nelle vostre mani riceverete ufficialmente l’arma. Da oggi potrebbe capitare che quest’arma sarete costretti ad usarla. E che da quest’arma potrebbe partire un colpo, se la situazione lo dovesse imporre.
In questi mesi di formazione i vostri “maestri” (poi ritornerò su questo termine) vi hanno portato a comprendere quando l’uso dell’arma può essere indispensabile. Sapete che sarà l’ultima ratio che vi resta per risolvere una situazione di grande pericolo, per voi e per altre persone eventualmente coinvolte. Vi hanno insegnato a leggere le situazioni di conflitto e di pericolo. Vi hanno insegnato a mantenere la concentrazione, a mantenere il sangue freddo. Attraverso la formazione, ne sono convinto, saprete affrontare con la giusta capacità di scelta anche le situazioni più difficili. Quelle che richiedono una decisione in pochissimi istanti. E sarete voi a scegliere l’opzione migliore, più adeguata, più proporzionata alla minaccia che vi si presenta davanti o al conflitto che sarete chiamati a risolvere. Con voi 20 giorni fa commentavo la decisione del Procuratore pubblico Moreno Capella di emanare un decreto d’abbandono nei confronti dell’agente della cantonale che 2 anni fa a Brissago si vide costretto a impugnare l’arma e a sparare, uccidendo un richiedente l’asilo di 38 anni. La perizia e le indagini, affidate agli specialisti della Polizia di Zurigo proprio per essere al di sopra di ogni sospetto, hanno appurato che quell’agente agì in modo proporzionato, corretto. A lui non si può imputare nulla. Una conclusione che riabilita l’agente, la modalità del suo intervento, ma che dà credibilità all’intero Corpo.
Una conclusione che dimostra inoltre l’alto grado di preparazione a cui gli agenti sono sottoposti. È notizia di pochi giorni fa: l’avvocato che fa gli interessi dei famigliari della vittima ha deciso di ricorrere contro la decisione del procuratore pubblico. Legittimo, anche se di fronte a queste tragedie ritengo che perseverare nel voler ottenere una ragione non concessa dopo un lavoro meticoloso di indagine può sfociare in un accanimento. In un impoverimento della credibilità.
Ma – lo sappiamo bene – il tentativo di delegittimare tutto i tutti per un mero interesse di parte è ormai sport nazionale. Lo dicevo già ai vostri colleghi lo scorso anno: se le vostre azioni saranno proporzionate alla situazione, sappiate che potrete sempre contare sul sostegno del Corpo, del Comandante e del sottoscritto. Siate coscienti che in un modo o nell’altro qualsiasi scelta che farete sarà importante e che dovrete sempre avere l’umiltà e l’intelligenza di lasciarvi guidare da chi ha più esperienza di voi. E qui mi ricollego al termine “maestro”: ecco, in questi mesi di scuola avete avuto diversi insegnanti che hanno dato il meglio per prepararvi ad affrontare un lavoro tanto affascinante, quanto di grande responsabilità. Ma al termine della scuola anche se non saranno più questi stessi docenti avrete sempre dei “maestri”: sono quei colleghi che giorno dopo giorno vi aiuteranno a crescere, a migliorare, ad affinare le vostre competenze personali. Non perdete mai l’occasione di imparare da loro. Fatene sempre tesoro e abbiate anche l’umiltà di vedere e riconoscere eventuali vostri errori. Solo così diventerete con il tempo non solo dei buoni agenti, ma degli eccellenti agenti e delle ottime persone. Abbiate sempre la consapevolezza di fare parte di un gruppo, di un team. Non per nulla si dice “Corpo di Polizia”. Dovrete sempre collaborare con i vostri colleghi. Oltre a essere il miglior sistema per risolvere un caso, per seguire un’inchiesta, è anche il miglior modo per crescere personalmente. Quest’arma che ricevete oggi non dovrà mai spaventarvi. Ma, come detto, aumenta la vostra responsabilità. Sono sicuro – e con me i vostri istruttori – che ne saprete fare l’uso migliore. Questa pistola vi assegna un nuovo status di fronte alle cittadine e ai cittadini. Siatene sempre coscienti. Siatene sempre responsabili, affinché in Ticino si possa continuare a fare una buona prevenzione, un’ottima repressione con i risultati positivi che stiamo raccogliendo in questi ultimi anni. Forza e coraggio! Con gli Auguri per gli ultimi mesi di formazione che vi vedranno spesso impegnati sul campo. Poi ci rivedremo il 28 febbraio per la cerimonia di fedeltà alla costituzione e alle leggi!

 

 

Cerimonia di Consegna dell’arma per la Scuola di polizia del V° circondario

Cerimonia di Consegna dell’arma per la Scuola di polizia del V° circondario

Comunicato stampa

Oggi a Giubiasco presso il Centro formazione di polizia si è tenuta la cerimonia di Consegna dell’arma agli aspiranti della Scuola di polizia del V° circondario. All’evento, diretto dal cap Cristiano Nenzi, sono intervenuti il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Comandante della Polizia cantonale col Matteo Cocchi. Pure presenti tutti i Comandanti, o loro rappresentanti, dei Corpi di polizia con aspiranti in formazione. 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi nel suo discorso ha sottolineato l’importanza di questo momento, la fiducia riposta dai cittadini nei confronti dei futuri agenti di polizia, il ruolo della formazione che dovrà continuare in un aggiornamento costante anche dopo la fine della Scuola di polizia e la responsabilità che ogni agente si assume, nel rispetto delle leggi e attraverso un comportamento professionale e privato all’altezza del compito a cui ognuno sarà chiamato.

Nel suo intervento il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha dal canto suo evidenziato come con la cerimonia odierna sia terminato per tutti gli aspiranti un importante tassello della loro formazione di base e che da questo momento tocca ad ognuno di loro dare prova sul terreno di quanto appreso sui banchi di scuola e sulle piazze di tiro.

Dopo un percorso di formazione impegnativo, comprensivo di allenamenti pratici e di approfondimenti normativi sull’uso della pistola d’ordinanza, 29 aspiranti agenti della Polizia cantonale (di cui 23 aspiranti gendarmi e 6 aspiranti ispettori), 15 aspiranti agenti delle Polizie comunali (rispettivamente di Bellinzona, Lugano, Mendrisio, Biasca, Chiasso, Ceresio Nord, Intercomunale Gordola), 2 aspiranti della Polizia dei trasporti, 3 aspiranti della Polizia cantonale dei Grigioni e 1 aspirante della Polizia militare, hanno così ricevuto ufficialmente la pistola d’ordinanza. I 50 aspiranti totali, fra cui si contano 11 donne, sono ora pronti per il completamento della loro formazione, che prevede un periodo di stage nei posti di polizia e presso i propri comandi di appartenenza. Questo ulteriore e fondamentale passo porterà loro al conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia, con il superamento degli esami federali di professione il pr ossimo mese di febbraio.