Al posto della banca il Palazzo di giustizia

Al posto della banca il Palazzo di giustizia

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 28 novembre 2019 del Corriere del Ticino

Stabile Botta – Il Cantone intende comprarlo per 80 milioni e trasferici tribunali e Procura Un’epoca che si chiude: per decenni è stato uno dei simboli della forza della Lugano finanziaria EFG rassicura: «Restiamo legati al Ticino e rinnoveremo gli edifici di nostra proprietà in centro»

Ottanta milioni: a tanto ammonta l’investimento del Cantone per acquistare lo stabile EFG di viale Franscini (ex Banca del Gottardo) a Lugano. Insieme all’attuale Palazzo di giustizia in via Pretorio, l’immobile costruito da Mario Botta andrà a costituire un polo per la giustizia ticinese «assicurandole così – si legge in una nota del Consiglio di Stato – per i prossimi cinquant’anni spazi adeguati e coerenti dal punto di vista della funzionalità del lavoro». Il messaggio, approvato ieri dal Governo e che ora verrà trasmesso al Gran Consiglio, contiene pure la richiesta di un credito di quasi 6,5 milioni di franchi per la progettazione della ristrutturazione e dell’adeguamento dello stabile EFG, ma anche per uno studio di fattibilità e per la progettazione degli spazi destinati alla sede provvisoria necessaria al momento del cantiere al Palazzo di giustizia. Infatti, nei prossimi anni verranno intrapresi anche i lavori di rimessa a nuova dello stabile di via Pretorio (il costo preventivato ammonta a 83 milioni) e nel frattempo il Ministero pubblico verrà trasferito nella sede di via Bossi. Si tratta di lavori importanti e di cifre altrettanto importanti: sono quasi 224 i milioni di franchi che verranno investiti nel periodo 2020/2032 per completare il nuovo polo della giustizia.

Un luogo centralissimo
«Negli ultimi anni alla ricerca di uno spazio per la giustizia – spiega il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi – abbiamo valutato molte varianti, ma una delle condizioni poste era di poter disporre di uno stabile che fosse rappresentativo e degno del terzo potere» (il palazzo ex Banca del Gottardo sarà sede del Tribunale d’appello, che rappresenta il terzo potere del sistema democratico cantonale, n.d.r.). A far propendere il Cantone ad acquistare lo stabile, la disponibilità di metri quadri, la posizione centrale così come pure il suo essere un simbolo. Il palazzo è stato infatti per anni uno dei veri cuori della Lugano finanziaria. È stato la sede della Banca del Gottardo negli anni della sua massima espansione e ha poi vissuto, nel 2008, la fusione con la BSI e infine l’assorbimento in EFG.

La ripartizione e i tempi
Nella sede di viale Franscini saranno sotto lo stesso tetto tribunali e uffici, compreso il Tribunale d’appello che attualmente si trova a Locarno, il Tribunale penale cantonale e la Corte d’appello e di revisione penale, la Pretura penale e il Tribunale di espropriazione. Nel Palazzo di giustizia ristrutturato troveranno spazio invece Ministero pubblico unificato (sedi di Lugano e Bellinzona), Magistratura e Polizia. L’accordo con l’istituto bancario prevede che EFG occupi per i prossimi tre anni il palazzo Botta, dove i lavori di ristrutturazione partiranno nel 2024. Nel 2032 saranno invece terminati quelli che riconsegneranno il «vecchio» Palazzo di giustizia al Ministero pubblico.

Secondo il direttore Gobbi, «l’acquisto del palazzo EFG rappresenta non solo un miglioramento a livello logistico, ma anche un investimento per il futuro. Di immobili importanti realizzati da Mario Botta il Cantone non ne possiede molti: questo è anche un riconoscimento dell’autorità cantonale nei confronti del maestro».

Cornaredo resta un’opzione
La Città di Lugano aveva chiesto formalmente al Cantone di portare Palazzo di giustizia (o almeno una parte di esso) in una delle future due torri la cui realizzazione è prevista al nuovo polo sportivo degli eventi. Ipotesi a questo punto non più realizzabile. «Era un’opzione – spiega il capodicastero Roberto Badaracco – che abbiamo sempre tenuto in considerazione. Il Cantone però, nonostante diverse sollecitazioni, non ci ha mai fatto sapere le sue intenzioni. Le nostre porte restano comunque aperte». Ma la perdita del Cantone rischia di compromettere il progetto (che verrà tra l’altro presentato oggi)? «No», risponde il sindaco Borradori. «Una torre sarà occupata dagli uffici della città e l’altra ospiterà contenuti abitativi. Esiste ancora la possibilità che il Cantone porti degli uffici a Cornaredo. In questo caso potrebbero utilizzare parte dello stabile che sorgerà di fronte ai Pompieri». Come spiega dal canto suo Gobbi, «la variante di uno spostamento a Cornaredo era ipotizzabile per le attività amministrative, ma non certo per la giustizia». In ogni caso, conclude, «il discorso non è ancora completamente chiuso visto che abbiamo ancora altri servizi da riposizionare».

Che farà l’istituto?
EFG ha fatto sapere in una nota di «rimanere legata al Ticino» e che si concentrerà sugli stabili già di sua proprietà, come lo storico Palazzo Riva.

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Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 27 novembre 2019 de Il Quotidiano

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Il Cantone acquista lo stabile ex Banca del Gottardo e definisce la pianificazione delle sedi delle autorità giudiziarie

Il Cantone acquista lo stabile ex Banca del Gottardo e definisce la pianificazione delle sedi delle autorità giudiziarie

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta di mercoledì 27 novembre 2019, ha approvato il messaggio con la richiesta di un credito di 80 milioni di franchi per l’acquisto dell’immobile ex Banca del Gottardo dell’arch. Mario Botta a Lugano di proprietà di EFG Bank SA, e di un credito di 6.44 milioni di franchi per la progettazione della relativa ristrutturazione e adeguamento logistico. Tale credito servirà pure per uno studio di fattibilità e per la progettazione degli spazi destinati alla sede provvisoria, necessaria al momento della ristrutturazione del Palazzo di giustizia di Lugano (PGL).

È un passaggio decisivo, quello siglato dal Governo, per l’amministrazione della Giustizia nel Canton Ticino. Oltre ad entrare in possesso di uno degli stabili amministrativi di maggior prestigio nel centro di Lugano, a meno di 300 metri dall’attuale Palazzo di giustizia, il Consiglio di Stato ha definito l’assetto logistico e infrastrutturale del futuro delle Autorità inquirenti (Ministero pubblico, Magistratura dei minorenni, Polizia), delle Autorità giudiziarie (Tribunale d’appello, Pretura civile di Lugano, Tribunale d’espropriazione, Uffici del giudice dei provvedimenti coercitivi, Pretura penale e Consiglio della Magistratura), di altri servizi amministrativi cantonali (Servizio nuove entrate dell’Ufficio della migrazione, Ufficio dell’incasso e delle pene alternative), nonché di altri servizi amministrativi del Luganese (e qui si parla dell’Ufficio del registro fondiario, dell’Ufficio di esecuzione, dell’Autorità di prima istanza LAFE, dell’Ufficio dei fallimenti, dell’Ufficio dello Stato civile, della messaggeria e verosimilmente delle Autorità regionali di protezione). Alcune modifiche nell’occupazione e assegnazione degli spazi, segnala il messaggio, potrebbero intervenire in corso d’opera, anche perché l’arco temporale per completare questa importante ristrutturazione si sviluppa dal 2020 al 2032.

Un Polo per la Giustizia ticinese
Con questa decisione il Consiglio di Stato creerà a Lugano – nelle due sedi scelte, ossia nell’attuale Palazzo di giustizia completamente ristrutturato e nello stabile ex Banca del Gottardo – un polo per la Giustizia ticinese, trasferendovi anche le autorità di prima istanza penale, quando queste precedentemente erano previste a Bellinzona nel ristrutturando Pretorio. Ma a Bellinzona si rafforzerà la presenza del Tribunale penale federale, le cui esigenze di nuovi spazi legati all’istituzione di una Corte di Appello federale indipendente decisa dall’Assemblea federale il 17 marzo 2017 saranno soddisfatte con l’assegnazione di un intero piano nel futuro Pretorio, che ospiterà pure la Polizia cantonale (con Gendarmeria e Polizia giudiziaria), la Pretura civile di Bellinzona e le Strutture carcerarie cantonali con celle per la carcerazione preventiva.

Il valore dell’immobile
Il Consiglio di Stato sottolinea l’ottima collaborazione con i vertici di EFG Bank SA. Il Cantone, dopo aver valutato attentamente diverse alternative, ha individuato nello stabile costruito dall’arch. Mario Botta ed inaugurato nel 1988 la struttura potenzialmente migliore per dare alla Giustizia ticinese oltre che una sede di prestigio, anche un immobile rispondente a tutte le necessità di spazio. A questo punto EFG Bank SA si è dimostrata disponibile ad entrare in materia sulla vendita. Per stabilire il prezzo dello stabile, il Consiglio di Stato – attraverso la Sezione della logistica – ha fatto esperire dettagliate perizie, che hanno portato in ultima analisi a stabilire un valore di 80 milioni di franchi per un edificio definito in eccellente stato e composto da 6 piani fuori terra e da 3 piani interrati, suddiviso in 4 blocchi, per una superficie totale di 24’862 metri quadrati, di cui 9mila ad uso uffici, 3mila per l’autorimessa da 106 posti auto, 4’800 per archivi e 2mila per i servizi tecnici. Il 22 novembre scorso le due parti – CdS e EFG Bank SA – hanno firmato una lettera d’intenti che, riservate le competenze del Parlamento, stabilisce i termini dell’acquisto. In particolare EFG Bank potrà rimanere nello stabile per un periodo indicativo di 3 anni dal momento dell’acquisto.

Fasi del progetto, operatività e costi
Per garantire l’operatività della Magistratura ticinese nel corso di tutte le fasi di ristrutturazione, in particolare del Palazzo di giustizia di Lugano, è stata individuata una sede provvisoria nello stabile di via Bossi, che – debitamente ristrutturato per una spesa preventivata in 5 milioni di franchi – permetterà di far spazio a quei servizi, soprattutto il Ministero pubblico, che dovranno traslocare per i lavori al PGL. Gli uffici ospitati nell’edificio di via Bossi, ossia la Pretura civile di Lugano, il Tribunale delle espropriazioni e l’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi, entreranno invece nei nuovi spazi dell’ex Banca del Gottardo. Le varie fasi dei lavori si svilupperanno dal 2024, con la ristrutturazione dell’immobile progettato dall’architetto Botta, al 2032, quando il PGL sarà definitamente ristrutturato e consegnato al Ministero pubblico. Le uscite totali d’investimento per l’acquisto dell’ex Banca del Gottardo (80 milioni di franchi), per la sua ristrutturazione e adeguamento (55.9 milioni di franchi), per la ristrutturazione e adeguamento del Palazzo di giustizia di Lugano (83 milioni di franchi), nonché per l’adeguamento della sede provvisoria nello stabile di via Bossi (5 milioni di franchi) ammontano quindi a 223.95 milioni di franchi, che verranno investiti nel periodo 2020/2032. Al termine di un lungo iter, fatto di proposte, di analisi, di possibili soluzioni il Consiglio di Stato è convinto di presentare al Parlamento una proposta lungimirante, realistica e fattibile, che assicura alla Giustizia ticinese dei prossimi 50 anni spazi adeguati e soprattutto coerenti da un punto di vista della funzionalità del lavoro.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni di Ascona e di Brissago

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni di Ascona e di Brissago

Comunicato stampa

Continua la serie di incontri tra il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e i Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi di Ascona e di Brissago la collaborazione tra la Polizia cantonale, la riorganizzazione del settore della protezione del minore e la riforma «Ticino 2020». Iniziata nel giugno del 2018 a Stabio, la terza serie di incontri proseguirà nelle prossime settimane per concludersi il 18 dicembre a Lumino.

Si sono svolti lunedì scorso i due incontri tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e una delegazione dei Municipi di Ascona e di Brissago. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha rammentato in apertura di entrambi i momenti che «l’obiettivo di questi incontri è quello di rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni, partendo da un dialogo diretto e trasparente».
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha posto in entrambe le occasioni una serie di domande puntuali per conoscere le aspettative e gli spunti raccolti serviranno a completare le riflessioni delle tre riforme in corso.
Il Comune di Ascona ha ospitato il primo dei due appuntamenti. La discussione è avvenuta in un clima disteso e sereno e i rappresentanti del Municipio presenti hanno potuto esprimere le loro aspettative e le loro preoccupazioni. In particolare, il Sindaco di Ascona Luca Pissoglio ha espresso la disponibilità del Municipio a intavolare un dialogo sui dossier, e ha ribadito il ruolo di prossimità con i cittadini che giocoforza i Comuni devono mantenere sia in materia di sicurezza che per quanto concerne la protezione del minore e dell’adulto.
Dal canto suo il sindaco di Brissago Roberto Ponti ha espresso soddisfazione per questo incontro e auspica che possa fare da apripista a una serie di riunioni anche con altri Consiglieri di Stato.
Gli incontri proseguiranno nelle prossime settimane con Melide, Paradiso, Massagno, Vezia, Monteggio, Caslano, Magliaso, Mendrisio, Chiasso, Gordola, Cugnasco, Bellinzona e Lumino. Al termine di questa tornata verrà stilato un bilancio in occasione di un incontro informativo con gli organi d’informazione che sarà organizzato prossimamente. 

Divisione della giustizia: nominata la coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica

Divisione della giustizia: nominata la coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica

Comunicato stampa

Il Governo ha nominato nella sua ultima seduta la Signora Chiara Orelli Vassere quale coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica presso la Direzione della Divisione della giustizia. Una nuova figura voluta dal Dipartimento delle istituzioni cui è stata attribuita la gestione istituzionale di questa importante tematica.

Classe 1965, domiciliata nella Città di Lugano, Chiara Orelli Vassere ricopre attualmente la carica di Direttrice di SOS Ticino – Soccorso Operaio Svizzero – e vanta una solida e comprovata esperienza dal profilo istituzionale anche a livello di tematiche sociali.
La Signora Orelli Vassere implementerà, d’intesa con la Direttrice della Divisione della giustizia, la nuova figura di coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica, predisponendo in particolare il piano di azione cantonale e i vari progetti volti alla messa in atto della Convenzione di Istanbul e delle leggi federali in materia.
Oltre alla rappresentanza istituzionale in gruppi di lavoro e conferenze nazionali e inter-cantonali, questa nuova figura coordinerà altresì la comunicazione, le campagne di sensibilizzazione nonché la formazione sul tema, garantendo e promuovendo i contatti con tutti i partner del settore sul piano cantonale, inter-cantonale e federale.
La nomina di questa importante figura è resa nota oggi proprio in concomitanza con la ventesima Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e vuole segnare la risposta delle Istituzioni alla necessità di avvalersi di un punto di riferimento proprio in questo ambito. Un fenomeno, quello della violenza domestica, che già oggi nel nostro Cantone vede impegnati diversi servizi pubblici e molteplici enti sul territorio, che in questo periodo hanno promosso diverse lodevoli iniziative allo scopo di sensibilizzare la popolazione sull’argomento e promuovere la consapevolezza nei confronti della violenza tra le mura di casa, che non va assolutamente sottovalutata.

“Non si può scherzare sulla sicurezza della gente”

“Non si può scherzare sulla sicurezza della gente”

L’importanza di esercitare le capacità di affrontare le minacce

Più di 2’000 persone coinvolte in tutta la Svizzera, 70 stati maggiori di condotta attivati in tutti i Cantoni: è questo in estrema sintesi il quadro dell’esercitazione della Rete integrata svizzera per la sicurezza, che ha avuto il suo culmine nelle giornate dall’11 al 13 novembre scorso. “Immaginate un attacco terroristico, scenario che Nazioni a noi vicine hanno dovuto subire e che purtroppo non possiamo escludere che si verifichi anche in Svizzera. Ecco, l’operazione svoltasi anche qui in Ticino era proprio incentrata su una tale simulazione” – afferma il consigliere di Stato Norman Gobbi che giovedì a Berna, in qualità di presidente della conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri, nonché responsabile della Piattaforma politica della Rete di sicurezza, è intervenuto nella giornata di chiusura, dopo aver seguito, passo passo nei mesi scorsi l’organizzazione. “Poter verificare e allenare ai più alti livelli e in simulazioni realistiche le capacità di risposta e di intervento contro potenziali grandi rischi – come lo è sicuramente il terrorismo – risulta decisivo per garantire una elevata capacità di intervento, se dovessero verificarsi casi reali, e quindi poter dare la massima protezione alla nostra gente. In particolare, assieme a tutti gli altri enti coinvolti, questo tipo di esercitazione – che è la più importante che si tiene ogni due anni nel nostro Paese – permette di verificare l’interazione tra polizia ed esercito nelle situazioni di minaccia. L’esercito svolge un ruolo cruciale come partner della protezione della popolazione nell’ambito degli impieghi sussidiari di sicurezza, ad esempio per la protezione di infrastrutture sensibili. Per entrare in aspetti più tecnici, il coordinamento di tutte le nostre capacità di risposta alle crisi è un fattore essenziale. La gestione delle crisi spinge gli esseri umani ai limiti delle loro capacità prestazionali. Di fronte a una crisi, specialmente coloro che occupano una posizione di comando, possono sentirsi sopraffatti dall’urgenza, dall’incertezza e dai problemi di informazione. È dunque fondamentale che possano appoggiarsi su processi conosciuti e collaudati. Non si può scherzare di fronte alle minacce. Non si può scherzare quando avvengono sciagure e tragedie. Formare le persone per rispondere al bisogno di protezione della popolazione è un compito dunque essenziale: un’assicurazione sulla nostra vita”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.
Ma come viene valutato questo esercizio, durato 52 ore ininterrotte e che ha visto anche il Consiglio di Stato ticinese coinvolto direttamente, visto che una delle minacce principali era costituita da un possibile attacco al Tribunale penale federale di Bellinzona? “La valutazione finale deve ancora essere fatta nei suoi aspetti più tecnici. Ciò che possiamo dire è che l’esercitazione è stata un successo completo, nella consapevolezza che tali esercizi devono essere effettuati anche in futuro”, conclude Norman Gobbi.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la quarta seduta ordinaria del 2019 – la 52. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La Piattaforma ha discusso lo stato di avanzamento del progetto «Ticino 2020». Dopo la fase consultiva sul rapporto intermedio, la riforma dei rapporti istituzionali fra Cantone e Comuni è giunta a uno snodo cruciale: la variante «sostenibile» individuata dalla direzione di progetto sarà discussa dal Consiglio di Stato nella seduta extra muros di settimana prossima, per poi tornare nel Comitato strategico. L’obiettivo è di giungere a un accordo politico entro il mese di febbraio 2020.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha poi introdotto la discussione sulla partecipazione degli enti locali al finanziamento dei compiti cantonali, e sull’iniziativa «Per Comuni forti e vicini al cittadino» che chiede una riduzione del contributo di risanamento annuo a favore del Cantone. A questo proposito, i membri della Piattaforma si sono confrontati in merito a un possibile compromesso, che sarà ora approfondito con l’obiettivo di giungere a una soluzione condivisa.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi presentato le misure di politica familiare previste, nell’ambito del Pacchetto sociale approvato dal Governo, per il sostegno alle strutture extrascolastiche e agli asili nido. È stato spiegato che l’attuale quadro legale apre scenari interessanti per i Comuni, che possono predisporre – in proprio o in collaborazione con enti privati – nuovi interventi a favore delle famiglie con bambini, in età prescolastica o già iscritti alla scuola dell’obbligo.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi informato sulla consultazione, che sarà aperta a breve, sulla modifica delle prassi di applicazione cantonale della Legge federale sull’esercito e sull’amministrazione militare. Per quanto riguarda la gestione dei poligoni di tiro, non è prevista l’introduzione di nuove regole; saranno tuttavia precisate le condizioni per la collaborazione fra i gestori delle strutture e le autorità locali. Il Cantone tornerà inoltre a sussidiare gli interventi di risanamento ambientale, fonico e di sicurezza.
In merito alla riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, è stato infine spiegato che il gruppo di progetto – istituito dal Consiglio di Stato nel gennaio di quest’anno – presenterà entro la fine del mese di gennaio 2020 il proprio rapporto finale. Il Consiglio di Stato prenderà una decisione definitiva entro la fine di febbraio.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 4 marzo 2020.

Le vere alleanze vincono!

Le vere alleanze vincono!

La Lega dei Ticinesi saluta con entusiasmo l’elezione di Marco Chiesa al Consiglio degli Stati. La coalizione programmatica Lega-UDC porta a casa quindi un grande risultato, confermando che la maggioranza delle cittadine e dei cittadini ticinesi si schiera a favore della sovranità della Svizzera contro gli attacchi di chi vorrebbe svendere l’identità e le tradizioni del nostro Paese. Una conferma di quanto il nostro movimento ha sempre sostenuto in questi 30 anni di attività politica.
A uscire vincitore da questo turno di ballottaggio è il Ticino concreto, che ascolta i veri bisogni dei suoi cittadini. L’alleanza PLR/PPD nata solo per mero calcolo elettorale è stata sonoramente sconfessata dagli stessi elettori vicini ai due partiti. Questo vuol dire che non si può unire il diavolo e l’acqua santa e che le congiunzioni elettorali vanno fatte quando la storia, i programmi elettorali e gli uomini hanno una vicinanza effettiva e non solo inventata sulla carta a pochi mesi da un appuntamento elettorale. Da questo punto di vista la congiunzione Lega/UDC oggi ha dimostrato tutta la sua forza, già mostrata nel mese di aprile e in precedenti tornate elettorali a livello comunale, cantonale e federale.
Marco Chiesa sarà in grado di interpretare pienamente i postulati cari alla Lega dei Ticinesi, permettendo all’UDC nazionale di confermarsi primo partito svizzero. Nello stesso tempo tutte le cassandre che nelle passate settimane avevano sparato contro la Lega e la sua strategia elettorale sono state servite: la Lega c’è!

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della SCP19

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della SCP19

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della SCP19 Dal progetto “Polizia ticinese” al primo bilancio sulle pattuglie miste Polizia cantonale / Polizia di Stato italiana; dalle priorità del Dipartimento in ambito di sicurezza al numero di donne attive in Polizia: il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha potuto sviscerare una vasta gamma di temi incentrati sulla sicurezza, sollecitato dai 50 aspiranti agenti della Scuola Cantonale di Polizia (SCP) 2019 in un incontro avvenuto negli scorsi giorni a Bellinzona nella sala del Gran Consiglio.

È stata una presa di contatto molto interessante e privilegiata quella tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e i futuri agenti di polizia che stanno svolgendo in questi mesi il loro anno di formazione, prima di essere incorporati nei vari Corpi (Cantonale ticinese, Cantonale grigionese, Comunali, Trasporti e Militare). Durante l’incontro, inoltre, il Direttore del DI ha commentato assieme agli aspiranti la notizia sul decreto d’abbandono deciso dal Ministero pubblico nel procedimento penale aperto nei confronti dell’agente della cantonale che 2 anni fa si era visto costretto a far uso dell’arma d’ordinanza nel corso di un intervenuto a Brissago, uccidendo un richiedente l’asilo. Gobbi ha confermato che l’uso dell’arma è l’ultima ratio. “I poliziotti si trovano a dover prendere decisioni molto importanti in un breve lasso di tempo. L’abbandono del procedimento decretato dal Procuratore pubblico – ha detto Gobbi rivolgendosi agli aspiranti – mi conforta sul grado di preparazione a cui gli agenti vengono sottoposti. La formazione è una carta vincente, approfittatene ogni minuto nel corso di questa vostra scuola e lungo tutta la vostra carriera”. La Scuola prevede dodici mesi di formazione, duranti i quali gli aspiranti affiancano alla teoria anche alcuni periodi di pratica, con stage nelle polizie comunali e in quella cantonale. Il percorso formativo mira a fornire gli strumenti necessari a svolgere i compiti di crescente complessità, ai quali i futuri agenti saranno confrontati nella loro attività professionale.

Alla faccia di chi polemizzava a fini politici

Alla faccia di chi polemizzava a fini politici

Decreto d’abbandono contro l’agente che fermò con l’arma un richiedente l’asilo

Era il 7 ottobre di due anni fa e per la Polizia cantonale quel giorno è stato molto pesante: un agente nel corso di un intervento notturno in un appartamento a Brissago aveva dovuto far uso della sua arma d’ordinanza, allo scopo di proteggere le altre persone presenti e sé stesso, uccidendo un richiedente l’asilo. In questi casi spesso scoppia la polemica, con una parte (minima) dell’opinione pubblica che si scaglia contro le forze dell’ordine. Ed è stato così anche in quell’occasione. Polemiche inutili, soprattutto davanti a casi drammatici, strumentalizzate solo allo scopo di colpire la direzione della Polizia e del Dipartimento a fini politici.
Martedì scorso è arrivata finalmente la decisione penale sul caso: il Ministero pubblico ha emanato un decreto di abbandono nei confronti dell’agente che era stato inchiestato per omicidio intenzionale. “Ho ricevuto notizia proprio pochi minuti prima che incontrassi le e gli aspiranti che stanno seguendo la Scuola cantonale di Polizia, ci dice il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Donne e uomini che saranno chiamati con i loro colleghi a garantire la nostra sicurezza. Ho parlato di quanto era successo quel 7 ottobre. Della difficile situazione con in cui si era trovato il loro collega. Della scelta, proprio quale ultima ratio, di far uso dell’arma. E dell’importanza di avere una preparazione adeguata per affrontare anche quegli istanti, che – fortunatamente – non avvengono tutti i giorni. Della soddisfazione, poi, per l’esito dell’inchiesta che ha confermato come l’agente abbia agito in modo corretto e proporzionale per la difesa della propria vita e quella delle altre persone coinvolte in quella drammatica circostanza. La decisione del Ministero pubblico segue un’accurata indagine che da subito avevamo messo nelle mani degli specialisti della Polizia cantonale di Zurigo. Volevamo che non ci fosse alcuna ombra su possibili rischi di inquinamento delle indagini. Quel giorno stesso, esprimendo il cordoglio per la vittima, avevo però anche espresso – unitamente al comandante Cocchi – la mia convinzione sulla proporzionalità dell’intervento dell’agente. E questo perché conosco la preparazione impartita ai nostri poliziotti. Sanno che l’uso dell’arma deve essere davvero l’ultima possibilità per risolvere un conflitto violento in cui la vita viene messa in pericolo. Il Ticino non è il far-west, ebbi a dire in quella circostanza. Lo confermo, ben sapendo che dovremo sempre puntare sulla preparazione degli agenti, sulla loro formazione prima di entrare in funzione e durante la loro carriera all’interno del Corpo. E ben sapendo che dietro ogni divisa vi è una donna e vi è un uomo che deve fare delle valutazioni in poche frazioni di secondo, che meritano il nostro pieno rispetto”.

 

Estratti e premiati i vincitori del concorso di “Acque sicure”

Estratti e premiati i vincitori del concorso di “Acque sicure”

Comunicato stampa

Sono stati estratti a sorte i 20 vincitori del concorso indetto dalla campagna di prevenzione “Acque sicure” nel corso della stagione 2019. La numerosa partecipazione ha consentito di sensibilizzare un elevato numero di persone sui rischi e sui pericoli legati alla balneazione.  

Per incrementare il coinvolgimento dei bagnanti e della popolazione nei confronti della campagna di sensibilizzazione “Acque sicure”, il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di indire un concorso a premi a cui si è potuto prendere parte rispondendo correttamente a una domanda concernente i pericoli legati alla balneazione posta sul sito www.acquesicure.ch. Così facendo, l’elevato numero di partecipanti ha dovuto dimostrare di aver preso coscienza dei messaggi di prevenzione della campagna “Acque sicure” e dei rischi legati alla balneazione e alla pratica di attività sportive nel contesto acquatico.   Negli scorsi giorni si è proceduto all’estrazione dei 20 fortunati vincitori. Il premio principale, costituito da una “actioncam” di ultima generazione, è stato vinto da Massimo Galli. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha voluto premiare di persona il vincitore. Tra gli altri premi in palio figurano svariati ingressi presso una delle principali strutture acquatiche del Cantone, come pure degli zaini corredati dai gadget della campagna.   I fortunati vincitori sono: Massimo Galli, Andrea Toffoli, Ramona Domeniconi, Chloé Agresti, Timothy Scandella, Ralph Trippel, Giacomo Minotti, Alain Antoniello, Cesare Totti, Bendetta Cena, Antonio Boschi, Angela Basieri, Alessandro Galasso, Romina Breda, Max Heusser, Hans Streit, Gaby Cunzi-Berzi,Andrea Managlia, Alessio Nero, Federico Zgraggen.