Come ogni estate, sole e caldo sono sinonimo anche di un aumento della frequentazione dei luoghi di villeggiatura e delle valli ticinesi. L’incremento dell’attività di polizia di prossimità è quindi fondamentale nell’ottica della prevenzione di reati, incidenti o di infortuni dovuti alle attività sportive e di svago. È in questo contesto che si inserisce il nuovo progetto della Polizia cantonale “Punto informazioni 2020” promosso come fase pilota nel Locarnese e fondato anche sulle esperienze fatte nei servizi speciali di pattuglia effettuati durante il periodo dell’emergenza sanitaria. In concreto è stato attivato uno sportello mobile della Polizia cantonale che, spostandosi di volta in volta nella regione, fungerà da punto di informazioni, allo scopo di fornire gli usuali servizi e consulenze di polizia, favorire un contatto attivo con la popolazione e con i turisti. Il furgone, adibito appunto a sportello mobile, è attrezzato per la ricezione di denunce e provvisto di diverso materiale di prevenzione. Ad esso si aggiungono due e-bike, che permetteranno agli agenti di pattugliare zone discoste e non raggiungibili sulle quattro ruote, favorendo inoltre il contatto diretto con la popolazione. Al termine della fase pilota, il “Punto di informazioni 2020” sarà promosso e impiegato in altre regioni del Cantone Ticino. L’obiettivo è quello di garantire a tutti un’estate all’insegna della sicurezza.
Per i prossimi tre giorni lo sportello mobile stazionerà nelle seguenti località:
27.06.2020
Vira Gambarogno – Piazzale Comunale (10.00-12.00)
Gerra Gambarogno – Bivio per Vairano (13.30-15.00)
Il pilota disputerà l’European Series GT4 con il team Centri Porsche Ticino assieme a Ivan Jacoma
Un particolare. Piccolo, sì. Ma significativo. Le prese d’aria della Porsche 718 Cayman GT4 hanno i colori del Ticino. Il rosso e il blu. Quando guardano la vettura, Joël Camathias e Ivan Jacoma sorridono. I due piloti rappresenteranno il nostro Cantone nella GT4 European Series, il campionato di riferimento della categoria. Un progetto al 100% ticinese, ribattezzato Team Centri Porsche Ticino. «È soprattutto una piattaforma» dice Camathias, 40 anni il prossimo febbraio ma ancora tanta, tantissima voglia di correre. E di vincere. «L’idea è nata verso la metà dell’anno passato. Un team di casa nostra impegnato a livello internazionale. È qualcosa di ambizioso. Conosco bene i circuiti nei quali gareggeremo, tranne Zandvoort fra l’altro rinnovato da poco. Bisognerà lottare con il coltello fra i denti. Penso e spero che la mia lunga esperienza possa aiutare».
Il «vecchio» non molla
Proprio così, lunga esperienza. A guardarlo, Joël è ancora un ragazzino. Ha la fortuna di quegli attori alla Ryan Gosling: non sembra invecchiare mai. «Eppure, sono alla mia ventisettesima stagione» prosegue Camathias. «Tanti miei amici, impegnati in altri sport, hanno smesso senza problemi raggiunta una certa età. Ma i motori sono diversi. Ti entrano nelle vene, è una cosa viscerale. Io, la voglia di correre, non riesco proprio a farmela passare. È la stessa di quando ho iniziato».
Assieme a Joël, dicevamo, da fine luglio a metà novembre ci sarà Ivan Jacoma. «Un ottimo pilota» garantisce Camathias, il professionista dei due. Il regime misto o, volendo usare la sigla corretta, Pro-Am è in vigore dal 2016 nella classe GT4. La SRO, società organizzatrice del campionato, permette ai team di schierare un pilota di mestiere e un altro, passateci l’espressione, per passione. Jacoma conosce bene la Cayman 718, essendo direttore del Centro Porsche Ticino. L’ha anche già guidata in gara. «Era un modello simile a questo» spiega. «Ne conosco i pregi. È una vettura ben bilanciata, un ottimo compromesso. Non è né troppo pesante né troppo leggera, sta a metà». Considerando il «balance of performance» applicato dagli organizzatori al fine di garantire una competizione il più possibile equa, la vettura «dovrebbe comportarsi bene su ogni circuito».
Al via ci saranno i marchi più importanti delle vetture sportive: Aston Martin, Audi, BMW, Chevrolet, Ford, McLaren, Mercedes, Toyota e Porsche, solo per citarne alcuni. Per ognuno dei sei appuntamenti in calendario sono previste due gare. Ancora Jacoma: «Ci saranno dodici marchi e una quarantina di auto. I distacchi di solito sono minimi, il livello è altissimo. Parlandone con Joël, abbiamo convenuto che la GT4 è il futuro delle corse. La GT3 è troppo costosa e, di fatto, possono permettersela solo i team ufficiali».
I protocolli da rispettare
Camathias e Jacoma correranno, va da sé, seguendo alla lettera i protocolli sanitari dei rispettivi Paesi. «In Italia, per le prime due tappe, dovremo sottostare ad un regolamento non molto distante da quello della Formula 1» fa notare Ivan. Ovvero, ci saranno solamente piloti, ingegneri, meccanici e inservienti della pista. «Per la gioia delle nostre amate non ci saranno le ombrelline» ribatte, sorridendo, Joël. «Difficilmente vedremo degli spettatori da qui al termine della stagione» racconta Jacoma. «Al momento, non possiamo neppure portare gli sponsor e non è consentito l’ingresso alla stampa. A tutti verrà misurata in entrata la temperatura, mentre l’utilizzo della mascherina sarà obbligatorio al di fuori della macchina». «Gli organizzatori hanno previsto anche dieci secondi extra, quando un pilota subentra all’altro in gara, per permettere la santificazione del posto guida» gli fa eco Camathias.
Il «made in Ticino» sta per accendere i motori. E potrà contare sull’affetto di Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato, intervenuto alla presentazione del progetto.
Nella sua seduta settimanale il Consiglio di Stato ha nominato il Gerente del Comune di Astano, che entrerà in carica il 3 agosto 2020 e assumerà le competenze del Municipio. Il provvedimento decadrà con l’eventuale elezione di nuovi membri dell’Esecutivo comunale in occasione delle elezioni del mese di aprile del 2021.
Il Consiglio di Stato, prendendo atto della mancata disponibilità di candidati ad assumere la carica di Municipale nel Comune malcantonese in occasione delle elezioni comunali poi annullate, ha deciso di nominare il signor Stefano Besomi quale Gerente dell’ente locale.
La carica degli attuali membri del Municipio di Astano (Sindaco e Municipali) terminerà il 3 agosto 2020 con l’entrata in funzione del Gerente. In questo senso il Governo ha incaricato la Sezione degli enti locali di seguire la procedura di avvicendamento.
Infine, il Consiglio di Stato evidenzia che si tratta di un provvedimento provvisorio, e il gerente rimarrà in carica fintantoché non dovesse essere eletto un nuovo Municipio in occasione delle elezioni comunali previste nel mese di aprile del 2021.
L’obiettivo principale rimane tuttavia quello che nell’ambito di un processo aggregativo il Comune di Astano possa finalmente confluire in un nuovo Comune entro la fine della prossima legislatura.
L’Assemblea comunale manterrà invece le sue prerogative.
Questa sera alle 19:05 su Teleticino Gianfranco De Santis e Norman Gobbi andranno sui passi della tradizione a Corzoneso Alto
La meravigliosa Valle del Sole fa da cornice a questa puntata di “Treks Vacanze in Ticino”. L’accompagnatore di Gianfranco De Santis conosce molto bene la Valle di Blenio: la passeggiata si svolge infatti in compagnia del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Queste le tappe previste lungo il percorso, un giro ad anello della durata di circa un’ora, che parte da Corzoneso Alto, passa da Casserio e Cumiasca per ammirare Ur Murin da Curzönas, la Casa Rotonda e la Targa commemorativa Buzza.
Norman Gobbi sul versamento dei ristorni e i prossimi passi: “Se entro la fine dell’anno non arriva la firma …”
Il Consiglio di Stato ha autorizzato ieri il versamento integrale all’Italia della quota di imposte alla fonte sul reddito 2019 dei frontalieri, secondo l’accordo italo-svizzero del 1974. L’importo riconosciuto è di 89,9 milioni di franchi, mentre la quota dei debiti di Campione d’Italia è stata trattenuta (3,8 milioni). Una somma che sarà versato una volta che gli enti pubblici e semi pubblici del Cantone avranno ricevuto dalle Autorità italiane competenti l’integralità della somma a loro dovuta. Per un commento i colleghi di Teleticino hanno sentito il presidente del Governo Norman Gobbi.
“Il Consiglio di Stato ha votato questo versamento perché ha voluto dar seguito a delle decisioni che abbiamo preso negli ultimi mesi. Se non avessimo inviato la lettera congiuntamente alla Regione Lombardia lo scorso 30 aprile rispettivamente non avessimo ricevuto la risposta del consigliere federale Ueli Maurer, il tema sarebbe stato molto più discusso.
La decisione presa ieri propone anche delle condizioni, sottolinea Gobbi: “Da un lato siamo in attesa del parere giuridico dell’Università di Lucerna sul fatto o meno che si possa mettere in discussione e rescindere unilateralmente l’accordo del 1974. Dall’altro chiederemo con una lettera al Consiglio federale che ci sia un piano orario chiaro per la ratifica dell’accordo da parte di entrambi i paesi. Chiediamo inoltre che entro la fine di quest’anno i rispettivi governi possano firmare questo accordo proprio perché se ne parla da troppo e il Ticino non è più disposto ad attendere”.
Quanto è probabile che si fa in questa direzione? Lei stesso si era detto scettico di una soluzione concreta dopo la visita di Di Maio in Ticino. “La settimana dopo che abbiamo scritto a Ueli Maurer (30 aprile) ci ha risposto, sottolineando che c’è la volontà di ambo le parti, e soprattutto sua, di riattivare i contatti, interrotti a causa della pandemia, in modo da giungere alla conclusione del nuovo accordo. Credo sia un impegno chiaro da parte del Consigliere federale che ha in mano il dossier. Ma se non si concretizza questa fiducia con un atto formale entro fine anno, per l’anno prossimo ci riserviamo tutte le opzioni, anche quelle di trattenere i ristorni, sebbene la Confederazione abbia sempre detto che si farà garante del versamento verso l’Italia”.
Attualmente il totale dei ristorni da versare è di quasi 90 milioni. “L’accordo parafato nel 2015 avrebbe permesso al Canton Ticino di ottenere maggiori entrate fiscali” evidenzia Gobbi. “Più il tempo passa, meno risorse fiscali rimangono per il Cantone”.
www.rsi.ch/news Gobbi conferma: “Versati interamente, esclusa la quota dei debiti di Campione. Vogliamo però firma su accordo frontalieri entro fine anno”
I circa 80 milioni di franchi di ristorni dei frontalieri del 2019 verranno regolarmente e integralmente versati dal Canton Ticino, fatta eccezione per la quota parte relativa ai debiti verso il Cantone accumulati da Campione d’Italia relativa al 2018, che continua a rimanere congelata. Lo ha spiegato il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi rispondendo a un’interrogazione di Boris Bignasca (Lega) e Tiziano Galeazzi (UDC), durante la seduta di Gran Consiglio “extra muros” a Lugano.
“Il Cantone non dispone dell’autorità discrezionale sull’utilizzo di questi fondi” ha risposto Gobbi alla richiesta contenuta nel testo di congelarli e di utilizzarli per il post coronavirus. “L’auspicio del Consiglio di Stato resta quello di arrivare presto a una firma del nuovo accordo sull’imposizione dei frontalieri del 22 dicembre 2015”, già parafato ma poi arenatosi nelle stanze della politica italiana.
Gobbi ha poi ricordato la lettera firmata dal Ticino e da Regione Lombardia lo scorso 30 aprile e indirizzata tanto a Berna, quanto a Roma, che chiede un’accelerata in questo senso proponendo anche una via alternativa (regime transitorio per i frontalieri e almeno metà del gettito da destinare a Regione Lombardia per opere infrastrutturali e di mobilità).
“Il Consigliere federale Ueli Maurer ci ha da parte sua recentemente esplicitato, in una lettera del 19 giugno, la volontà di riprendere al più presto le discussioni con Roma, e noi chiederemo a breve al Consiglio federale uno scadenzario”. L’obbiettivo del Cantone resta quello di arrivare a una firma entro fine 2020.
Eigenverantwortung oder Zwang? Während Genf als erster Kanton eine Maskenpflicht im ÖV anstrebt, will das Tessin darauf verzichten. Das bestätigt die Tessiner Regierung. Das Tragen einer Maske in Zug und Bus bleibt auch im Tessin freiwillig. Der Kanton, der landesweit von der Corona-Krise am härtesten getroffen wurde, will keine Maskenpflicht im ÖV einführen. Das sagt Regierungspräsident Norman Gobbi (43) zu BLICK.
«In dieser Krise haben die Schweizer Bürger ihre Eigenverantwortung grossartig demonstriert», so Gobbi. Darauf will die Tessiner Regierung auch weiterhin setzen: «Genau diese Eigenverantwortung, die ein Teil unserer Schweizer DNA ist, unterscheidet uns von benachbarten Staaten.»
Genf strebt Maskenpflicht inklusive Bussen an
Damit schlägt das Tessin eine andere Strategie ein als der Kanton Genf, der ebenfalls zu den am stärksten von der Corona-Pandemie betroffenen Kantonen gehört. Gesundheitsdirektor Mauro Poggia (61) ist klar für eine Maskenpflicht im ÖV. Am Mittwoch soll die Genfer Regierung darüber befinden, damit das Parlament bereits am Donnerstag eine dringliche Gesetzesänderung absegnen kann.
Damit wäre Genf der erste Kanton, der ein Obligatorium einführt. Für Poggia wäre aber ebenfalls denkbar, dass die Regierung nur unter gewissen Umständen eine Pflicht erlassen kann, berichtet die «Aargauer Zeitung». Etwa, wenn es im Kanton einen starken Anstieg an Neuinfektionen gibt.
Selbst beim Bund herrscht Uneinigkeit
Der Bundesrat hatte sich am vergangenen Freitag erneut gegen eine nationale Maskenpflicht ausgesprochen. Gesundheitsminister Alain Berset (48) wies darauf hin, dass der Ball nun bei den Kantonen liege. Der Bund beschränkt sich einzig auf eine dringende Empfehlung zum Maskentragen. Diese wird bisher jedoch kaum umgesetzt.
Das Vorgehen ist selbst beim Bund umstritten. Das Bundesamt für Verkehr (BAV) ist gegen kantonale Alleingänge. Immerhin sei das Transportrecht weitgehend Bundesrecht. Und auch im Parlament werden Forderungen nach einem nationalen Obligatorium laut. Per Motion fordert die SVP eine «risikobasierte» Maskenpflicht. «Ein zweiter Lockdown muss vermieden werden», betont Nationalrätin Verena Herzog (64, TG).
Riprende oggi Treks con la serie Vacanze in Ticino: Gianfranco De Santis e Sara Bellini ci accompagneranno alla scoperta del buon vivere a casa nostra. Questa sera si parte alla scoperta della Capriasca
Chi l’ha detto che per vedere luoghi meravigliosi bisogna andare all’altro capo del mondo? A volte basta aprire la porta di casa e guardarsi attorno. Il Ticino, in questo senso, ha un’offerta smisurata. Ogni regione ha le sue piccole grandi chicche che tutti noi possiamo assaporare in compagnia della nostra famiglia e dei nostri amici. La nuova trasmissione estiva di Teleticino “Treks – Vacanze in Ticino” vi dà alcuni spunti per trascorrere qualche ora all’aria aperta senza necessariamente essere dei provetti alpinisti: basta la voglia di uscire e di muoversi un po’! Dieci puntate per dieci passeggiate nella natura, ma vicino alla città, alla scoperta di luoghi e panorami, una camminata in compagnia di Gianfranco De Santis, Sara Bellini e di alcuni amici.
Due gli appuntamenti previsti ogni settimana: martedì 23 giugno alle ore 19.05 si partirà dalla Capriasca, un percorso tra storia e natura, un po’ in campagna e un po’ nel bosco. Tra i punti di interesse che si possono incontrare lungo il tragitto troviamo il meleto, le installazioni artistiche di “Artinbosco” da scoprire lungo il sentiero nel bosco di San Clemente e la medievale Torre di Redde.
Due giorni dopo, giovedì 25 giugno alla stessa ora, sarà la volta della Valle di Blenio, sui passi della tradizione a Corzoneso Alto, con un accompagnatore speciale: il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.
Il Consiglio di Stato e lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta comunicano che nelle scorse settimane le autorità della provincia cinese dello Zheijang hanno donato al Canton Ticino diverse decine di migliaia di mascherine, diverse centinaia di tute protettive e altro materiale. Questa mattina, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e il Direttore del DSS Raffaele De Rosa hanno ufficialmente espresso riconoscenza per questo significativo gesto presso il Centro della PCi di Rivera, luogo in cui sono momentaneamente depositati i materiali donati.
Le relazioni tra il nostro Cantone e la provincia dello Zhejiang, situata nella parte orientale della Repubblica Popolare Cinese, risalgono al 2004, anno in cui venne firmata una Dichiarazione comune d’intenti volta allo sviluppo di rapporti di cooperazione e amicizia. Le autorità delle due regioni sono state in stretto contatto fin dall’inizio della crisi pandemica per vari aspetti e questioni tra cui la fornitura di materiale sanitario, resa possibile anche grazie all’impegno delle rispettive ambasciate e uffici consolari.
Nei prossimi mesi, tutto il materiale sanitario di protezione sarà depositato nell’attuale Centro unico temporaneo in procedura di riammissione semplificata di Rancate, che da ottobre 2020 fungerà da deposito per le scorte di materiali in vista dell’evoluzione della situazione sanitaria.
Da www.ticinonews.ch Norman Gobbi sui nuovi allentamenti e la possibilità di introdurre normative ad hoc in Ticino: “Più persone a eventi, meno è facile fare controlli”
Oggi in Svizzera sono entrati in vigore nuovi allentamenti. Una riapertura che è stata criticata da più parti. Lo stesso capo della National COVID-19 Science Task Force Matthias Egger ha ritenuto premature e troppo frettolose le misure di deconfinamento annunciate venerdì dal Consiglio federale. In teoria i Cantoni avrebbero la possibilità di limitare queste restrizioni, introducendo dei paletti per implementare delle normative ad hoc in base alla propria situazione specifica. Il Ticino cosa farà? Ha intenzione di fare delle restrizioni rispetto a quanto deciso da Berna? Teleticino lo ha chiesto al presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. “Questi ulteriori allentamenti, legati in particolare ai controlli della polizia, ci preoccupano. Una delle cose che avevamo segnalato alle autorità federali erano proprio i timori legati alle manifestazioni e ai possibili assembramenti: più aumenta il numero, meno ci sono possibilità di controllo da parte delle autorità”.
Come Governo avete intezioni di fare qualche passo? “Questo dipenderà da quanto saremo sollecitati. Molti eventi sono comunque a carico degli organizzatori. Quest’ultimi devono essere in grado di garantire la tracciabilità dei contatti, un onere non indifferente. Fintanto che siamo in questa situazione, la prudenza regna ancora da regina. Per ora non siamo stati sollecitati in questo senso. Lo Stato Maggiore valuterà comunque man mano la situazione”.
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