La Svizzera apre anche all’Italia

La Svizzera apre anche all’Italia

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 6 giugno 2020 del Corriere del Ticino

Dal 15 giugno cadranno le restrizioni in entrata nei confronti degli Stati UE/AELS – Si potrà tornare a fare la spesa oltre confine Norman Gobbi: «Non dobbiamo dimenticare gli insegnamenti della crisi che toccano anche la gestione delle frontiere e il loro legittimo controllo»

Dopo settimane di incertezza e considerata l’attuale situazione epidemiologica, dal 15 giugno la Svizzera revocherà le attuali restrizioni d’entrata nei confronti degli Stati UE/AELS, Italia inclusa, e del Regno Unito. La decisione non è certo un fulmine a ciel sereno: già a metà maggio il Dipartimento federale di giustizia e polizia aveva annunciato che i confini con l’Austria, la Germania e la Francia sarebbero stati completamenti aperti il 15 giugno d’intesa con le autorità di detti Paesi. Sono dunque state sciolte le riserve sull’apertura dei confini con l’Italia. La vicina Penisola, lo ricordiamo, aveva deciso per una riapertura unilaterale dal 3 giugno e in questo senso il Governo aveva disposto delle restrizioni in uscita e soprattutto in entrata, indicando il 6 luglio come data ultima per la riapertura definitiva. L’evoluzione della situazione epidemiologica è stata giudicata positiva, tant’è che tra nove giorni queste restrizioni verranno a cadere. Tra queste anche il tanto discusso divieto di effettuare viaggi allo scopo di fare acquisti.

«Nessuna sorpresa»
Come detto, l’obiettivo era quello di riaprire le frontiere, in particolare quelle con l’Italia, al più tardi il 6 luglio. Ieri il Consiglio federale ha deciso di allinearsi a molti Paesi europei a partire dal 15 giugno. Abbiamo parlato con il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi per capire se questa è una svolta che preoccupa il Governo e se il Ticino è stato coinvolto in questo processo decisionale. «Le frontiere non aprono oggi, ma tra 10 giorni. Un “cuscinetto” temporale durante il quale si spera che la situazione sanitaria in Italia e in particolare in Lombardia possa migliorare, come avvenuto negli ultimi giorni. La data del 6 luglio era circolata in ambito europeo e poi ripresa da Berna più di due settimane fa. Comunque, dai contatti con l’autorità federale avuti in questa ultima settimana e vedendo un po’ quanto si sta muovendo a livello europeo ci si poteva aspettare questa decisione di riapertura per il 15 giugno anche con l’Italia preannunciata oggi dal Consiglio federale». Il Ticino si dovrà adeguare alla decisione di Berna, che continua a sconsigliare i viaggi verso la vicina Penisola. Sarebbe stato preferibile un periodo d’attesa più lungo?, chiediamo. «Vale la pena ribadire che la competenza sul controllo alle frontiere è federale. L’auspicio era ed è quello di garantire sicurezza sotto il profilo sanitario ai nostri concittadini. Spero che i contagi in Italia abbiano la medesima curva che conosciamo in Ticino, dove negli ultimi 10 giorni vi sono stati complessivamente solo 8 nuovi casi», spiega Gobbi. Resta infine da capire cosa accadrà dopo la data del 15 giugno. «“Vi sarà un prima e un dopo COVID e niente sarà più come prima”. Questa frase in questi mesi è stata pronunciata da praticamente tutta la classe politica in tutti i Paesi. Oggi, prendendo atto della decisione del Consiglio federale di aderire a un’apertura delle frontiere coordinata a livello europeo per il 15 giugno, non dobbiamo dimenticare gli insegnamenti di questa crisi planetaria», conclude il presidente del Governo. «Insegnamenti che toccano anche la gestione delle frontiere e il loro legittimo controllo da parte degli Stati sovrani a tutela della sicurezza della cittadinanza. Abbiamo visto per esempio quasi sparire la criminalità, così come la presenza di “padroncini” e lavoratori in nero che portano un gran danno alla nostra economia. Fattori positivi che dobbiamo poter prolungare anche in questa fase. Proprio su questi aspetti avremo un incontro nel corso della prossima settimana».

Pochi turisti degli acquisti
L’apertura delle frontiere, ci spiega la portavoce dell’Amministrazione federale delle dogane Donatella Del Vecchio, è strettamente legata alla situazione epidemiologica. Detto in parole povere, se in un Paese i contagi dovessero riprendere a salire, la Svizzera potrebbe decidere di tenere chiusi i propri confini, mantenendo le restrizioni in entrata attualmente in vigore. Compreso, come detto, il divieto riguardante il turismo degli acquisti. Da parte ticinese, è bene precisare, la sfrenata corsa alla spesa non c’è stata. Insomma, i centri commerciali in Italia non sono stati presi d’assalto. «Prima dell’apertura unilaterale delle frontiere da parte italiana le infrazioni legate al turismo degli acquisti in Ticino sono state poco numerose a causa delle condizioni di entrata e di spostamento molto rigide», conferma Del Vecchio. Dopo la riapertura, invece, le multe inflitte lungo la frontiera sud erano solo «una manciata». Dall’entrata in vigore dell’ordinanza 2 COVID, a metà marzo, le multe inflitte a livello nazionale sono state in media 150 al giorno, comprese quelle inflitte a coloro che hanno forzato un valico oppure contrabbandato merce al di qua del confine. In ogni caso, conclude Del Vecchio, nelle ultime settimane si è assistito a una netta tendenza al ribasso.

Tutto come prima alla frontiera

Tutto come prima alla frontiera

Da www.rsi.ch/news

Il Governo federale ha deciso per il 15 giugno la riapertura totale anche con l’Italia. Secondo Norman Gobbi la situazione andrà monitorata.

Il Consiglio federale ha deciso che dal 15 giugno anche la frontiera con l’Italia sarà riaperta senza alcun controllo in dogana. Si tornerà dunque alla situazione precedente alla pandemia e anche il turismo degli acquisti sarà di conseguenza permesso. Una situazione che andrà monitorata, secondo Norman Gobbi: “In queste settimane abbiamo visto dei miglioramenti sui controlli, che permettono di tutelare il territorio e la popolazione. Se tutto tornerà come prima, ci saranno ancora gli stessi problemi, dalla viabilità alla vivibilità del Mendrisiotto e del Malcantone, ma anche del Locarnese”.
L’Ufficio federale della sanità deciderà se imporre eventuali controlli sanitari e il presidente del Governo ticinese garantisce che gli occhi rimarranno aperti: “Dipenderà dall’evoluzione del virus e soprattutto da quanto succederà in estate e in autunno. Se valuteremo che sarà necessario fare dei controlli alla frontiera, saremo i primi a scattare se la Confederazione non dovesse reagire per tempo”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Tutto-come-prima-alla-frontiera-13108953.html

Galleria del Ceneri, discoteche e spesa in Italia. Norman Gobbi a 360°

Galleria del Ceneri, discoteche e spesa in Italia. Norman Gobbi a 360°

Da www.tio.ch
I papiri letti da Christian Vitta? «Nei momenti liberi c’è spazio anche per le battute. Servono a scaricare la tensione».

Ritardi alla Galleria di base del Monte Ceneri, frontiere, spesa in Italia e il “dietro le quinte” del Governo durante la fase più acuta dell’emergenza coronavirus. Sono molti, talvolta anche parecchio diversi fra loro, gli argomenti toccati questa mattina dal presidente del Governo ticinese Norman Gobbi durante il morning show in onda sulle frequenze di Radio Ticino.
 
Pressione alle FFS – Sollecitato dai conduttori del programma radiofonico Angelo Chiello e Margherita Zanatta, Gobbi ha ricordato come non sia la galleria di base del Ceneri a non essere pronta, ma sono le opere accessorie che non sono state terminate. «Le aspettative sono tante, così come gli investimenti fatti. Ora metteremo sotto pressione le FFS in modo da accorciare i tempi e avvicinare l’apertura al mese di dicembre, come era stato preventivato», ha spiegato.

Apertura delle frontiere – Un altro argomento toccato è stato quello, tanto discusso in questi giorni, delle frontiere. La loro chiusura, ha sottolineato Gobbi, ha permesso praticamente di azzerare la criminalità nella zona di confine. Ci sono inoltre minori presenze di padroncini sul nostro territorio, «ciò che dà un po’ di aria agli artigiani ticinesi, confrontati negli ultimi anni a una forte concorrenza». «Bisogna ammetterlo – ha aggiunto – talvolta questi padroncini non pagano i contributi né di qua, né di là. Lavorano in nero».

Discoteche e spesa in Italia – Il presidente del Governo non ha mancato nemmeno di sottolineare il «controsenso» delle discoteche, che possono riaprire ma solo fino a mezzanotte: «Sono dei controsensi che ogni tanto ci sono nelle decisioni dell’autorità federale». Ma anche come il turismo degli acquisti non faccia per lui: «Quando vado in vacanza compro sempre qualcosa, ma andare apposta a fare la spesa no».

L’unione fa la forza – C’è stata infine anche l’occasione per parlare un po’ del dietro le quinte del Consiglio di Stato, in particolare di quando il suo predecessore Christian Vitta era costretto a leggere papiri interminabili relativi alla risoluzione governativa anti-Covid: «Siamo sempre riusciti a scaricare la tensione nei momenti liberi, facendoci reciproche battute, ma anche sostenendoci a vicenda», ha detto Gobbi. Che ha voluto sottolineare, ancora una volta, come il Governo in questo periodo sia stato unito e abbia lavorato come una squadra: «Questa è stata la nostra forza».

In un video sul canale YouTube del Cantone la conferenza sul riconoscimento facciale e controllo della distanza sociale

In un video sul canale YouTube del Cantone la conferenza sul riconoscimento facciale e controllo della distanza sociale

Comunicato stampa

“Riconoscimento facciale e controllo della distanza sociale post epidemia”: è questo il titolo di una conferenza video andata in onda sulla piattaforma Microsoft Teams e organizzata dal Gruppo Cyber Sicuro del Cantone Ticino. Tutti coloro che volessero saperne di più e che non hanno potuto partecipare in diretta alla video conferenza da oggi possono collegarsi sul canale YouTube del Cantone (https://www.youtube.com/watch?v=m2hyzhjteF0) e recuperarne i contenuti.

Lo sviluppo degli algoritmi per il riconoscimento facciale ha raggiunto una maturità tale da poter essere adottato e implementato sia negli smartphone di ultima generazione, sia negli impianti smart per videosorveglianza e in altri dispositivi di uso comune. L’arrivo del COVID-19 ha messo in prima linea le soluzioni di analisi visuale per il riconoscimento facciale del volto di una persona quando indossa una mascherina di protezione

Il Gruppo Cyber Sicuro del Cantone Ticino ha deciso di tematizzare l’argomento e ha organizzato un evento in video conferenza a cui il pubblico ha potuto partecipare utilizzando la piattaforma Microsoft Team. Il video pubblicato sul canale YouTube del Cantone (https://www.youtube.com/watch?v=m2hyzhjteF0) mostra la conferenza che ha visto la partecipazione straordinaria dell’ing. Giuseppe Amato, responsabile del Gruppo di ricerca Artificial Intelligence and Multimedia Information Retrieval (AIMIR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (CNR). La moderazione è stata assicurata dal Dr. Alessandro Trivilini, membro del Gruppo Cyber Sicuro e Responsabile del Servizio informatica forense SUPSI.

Il Gruppo Cyber Sicuro annuncia un nuovo evento, sempre in video conferenza, nel corso dell’estate. I dettagli verranno comunicati a tempo debito sul sito www.cybersicuro.ch

Il Cantone applica uno sconto del 30% sulla tassa sugli esercizi pubblici

Il Cantone applica uno sconto del 30% sulla tassa sugli esercizi pubblici

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento delle istituzioni e del Dipartimento delle finanze e dell’economia, ha deciso nella sua seduta odierna di applicare uno sconto del 30% sulle tasse annue pagate dagli esercizi pubblici. Si tratta della tassa sull’alcool e della tassa di promozione turistica. Nello stesso tempo ha pure stabilito di riversare integralmente le quote che spettano alle Organizzazioni turistiche regionali (OTR) e all’Agenzia turistica ticinese (ATT) legate a queste tasse, indipendentemente dallo sconto del 30%.
La misura adottata dal Governo dà una risposta – seppur parziale – alle difficoltà che il settore della ristorazione ha affrontato a seguito della pandemia da Covid-19. Come è noto, ristoranti e bar sono stati chiusi su decisione dell’autorità a partire dal 14 marzo. Hanno potuto riaprire l’11 maggio, applicando comunque regole sul distanziamento sociale e sull’igiene accresciuta.
Questa decisione rientra nell’ottica di aiutare un ramo fortemente colpito dalla chiusura imposta per contenere l’evoluzione dei contagi. Un sostegno concreto, che non risolverà ovviamente i problemi degli esercenti, ma che, unito alle altre misure già intraprese dal Governo, vuole rappresentare un messaggio di fiducia per tutto il turismo cantonale e per le sue organizzazioni regionali e cantonale, alle quali viene garantito dal Cantone il medesimo introito della tassa di promozione turistica. Per le casse del Cantone questo sconto corrisponde a un mancato introito di circa 400mila franchi.

«Nessuna quarantena per chi rientra dall’Italia»

«Nessuna quarantena per chi rientra dall’Italia»

Da www.tio.ch
Un confine aperto a metà. Il presidente del Consiglio di Stato chiarisce cosa cambia da domani. No al turismo «solo per la spesa».

Una frontiera aperta a metà. Dal 3 giugno in Ticino cambieranno molte cose. La riapertura unilaterale delle frontiere italiane ha creato non pochi grattacapi al governo ticinese, che oggi ha organizzato una conferenza stampa a Bellinzona per informare la popolazione.

Quali novità ci riserva il domani? Quali le strategie del Consiglio di Stato? A Palazzo delle Orsoline i giornalisti oggi hanno fatto il punto con il presidente del governo Norman Gobbi e con Francesco Quattrini, Delegato per le relazioni esterne del Cantone Ticino. La discussione ha toccato il turismo della spesa – vietato ancora fino a nuovo ordine – e le restrizioni in entrata in Svizzera. Ma anche le regole severe che attendono i ticinesi in trasferta da domani oltre confine.  

15:30
Si è concluso il momento informativo. 
 

15:29
Sul divieto della spesa oltre confine, Gobbi chiarisce che «la decisione è stata presa a livello federale». Aggiunge comunque che «per effettuare controlli alle dogane è necessario del personale che effettui i controlli. Il turismo degli acquisti richiederebbe di destinare ai controlli sulla spesa del personale che, in questo modo, non potrebbe essere destinato a controlli di altro tipo, sottrarrebbe insomma personale a funzioni più urgenti». 

 

15:27
«La normativa italiana prevede inoltre che una persona che si trova in Italia con alcuni sintomi, come la febbre superiore ai 37 gradi, è tenuto ad annunciarsi all’autorità sanitaria e a mettersi in quarantena per 14 giorni». 

 

15:26
Quattrini fa ancora alcune precisazioni. «Il cittadino svizzero che va in vacanza in Italia deve fare attenzione. Non per spaventare nessuno, ma ricordiamo che in Svizzera la sanzione è di 100 franchi per chi fa la spesa oltre confine. In Italia le sanzioni pecuniarie per chi non rispetta le disposizioni vanno da 400 fino a 3000 euro, cifre ben superiori». 

 

15:22
«La decisione unilaterale dell’Italia non è un problema solo nostro» sottolinea Gobbi. «Vale anche per gli altri paesi confinanti, come la Francia ad esempio. Di solito tra paesi ci si coordina, in questo caso non è avvenuto. L’Italia ha voluto procedere bruciando le tappe pur avendo una situazione interna non allineata, dal punto di vista epidemiologico, con altri paesi». 

 

15:20
Sui controlli sugli svizzeri che rientreranno in Ticino – dopo una visita a parenti, oppure dopo una cena – il governo chiarisce che «non sono previsti controlli particolari o misure come la quarantena» precisa Gobbi. «Il comportamento diligente per evitare i contagi, evidentemente, i ticinesi lo adotteranno anche oltre confine. È evidente che se al rientro dal soggiorno qualcuno dovesse manifestare dei sintomi, dovrà adottare tutti i comportamenti per evitare il diffondersi dei contagi». 

 

15:18
Gobbi precisa che «l’autorità federale ha precisato oggi di poter ordinare misure sanitarie al confine per determinate categorie di persone a rischio in base all’ordinanza Covid-19». Questi controlli «competono all’autorità doganale» e quindi «da domani non dovrebbe cambiare il traffico in entrata, quindi la tipologia dei controlli dovrebbe rimanere la stessa, ma i controlli saranno rafforzati». 

 

15:17
In effetti «in Italia non c’è un nuovo atto normativo» precisa Quattrini. «Si tratta di una serie di norme prese durante il lockdown che decadono oltre confine a partire da domani». 

 

15:15
Il cittadino svizzero che si recherà in Italia da domani «dovrà tenere conto di queste differenze, e anche del fatto che in Italia sono in vigore restrizioni più severe al momento rispetto alla Svizzera. Fate riferimento ai consigli di viaggio della Sem e del Dfae». 

 

15:14
«Facciamo alcuni chiarimenti. Anzitutto bisogna tenere conto che in Svizzera c’è un’unica ordinanza a livello federale, senza eccezioni locali. In Italia non è così: c’è un decreto governativo che stabilisce una riapertura dei confini nazionali e regionali dal 3 giugno, ma le singole Regioni possono fare delle ordinanze autonome. Ad esempio in Lombardia continuerà ad esserci l’obbligo delle mascherine, non in Veneto e in Piemonte». 

 

15:12
Ora la parola passa a Francesco Quattrini, responsabile delle relazioni esterne per il Canton Ticino. «Notiamo che malgrado l’apertura prevista dall’Italia, vi è uno stato asimmetrico delle disposizioni da parte dei due paesi. Abbiamo ricevuto tante domande dai cittadini per capire cosa si può e cosa non si può fare, da domani». 

 

15:11
«Le porte verso il Ticino rimangono ancora chiuse» ricapitola il presidente del CdS. 

 

15:11
«Stiamo vivendo un momento di incertezza e per questo vogliamo informare in modo trasparente la popolazione. L’obiettivo ora non è gettare al vento i risultati ottenuti con tanto sforzo, la prudenza e la responsabilità individuale sono fondamentali. Bisogna evitare una falsa partenza» osserva Gobbi. «Dobbiamo fare un passo alla volta, come il famoso montanare che sa che ogni passo falso in salita come in discesa può essere pericoloso». 

 

15:09
La data del 15 giugno vale per la riapertura tra Svizzera e Germania, Francia e Austria. «Non ancora per l’Italia. Non c’è nessuna conferma in questo senso. La data ultima per la riapertura con l’Italia rimane la fine di giugno inizio luglio» ricorda Gobbi. 

 

15:07
«Possono evidentemente rientrare in Svizzera tutti i cittadini svizzeri e i residenti con permesso C, B o L, e i titolari di permessi G. L’ingresso è vietato a chi non ha titoli di domicilio sul nostro territorio, per il turismo in generale e per chi è alla ricerca di un posto di lavoro o in ambito di studio. In quest’ultimo ambito, quello di studio, sono previsti allentamenti a partire dall’8 di giugno».

 

15:05
Se l’Italia apre «non significa che la Svizzera apra» ricorda Gobbi. «Vanno allineate le prassi anche rispetto agli altri paesi confinanti, dove ricordo che tra l’altro i contagi registrati sono molto inferiori rispetto all’Italia». 

 

15:05
Cosa cambia quindi da domani? «L’Italia apre e quindi lascia entrare tutte le persone nel proprio territorio. Ma per le disposizioni del consiglio federale non è permesso recarsi oltre confine per fare solo acquisti. Non è ammesso verso l’Italia né verso altri paesi vicini. Non c’è una disparità di trattamento» sottolinea Gobbi. 

 

15:04
Gobbi ricorda che «come Cantone siamo allineati alle posizioni del Consiglio federale» e che «al momento unicamente tra Svizzera e Liechtenstein c’è una libera circolazione garantita». 

 

15:03
«Gli spostamenti verso l’Italia rimangono sconsigliati. Guardando i dati epidemiologici in Ticino vediamo che la situazione è molto rosea, sia sul fronte dei contagi che dei decessi. Va ringraziata tutta la popolazione, ce labbiamo fatta insieme». 

 

15:01
È iniziata alle 15 la conferenza a Palazzo delle Orsoline. Prende la parola il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi

 
Italia “sconsigliata, non proibita”

Italia “sconsigliata, non proibita”

Da www.rsi.ch/news

Gobbi dopo le regole dettate da Berna: “No a controlli accresciuti sui residenti che rientrano” –
Quattrini: “Occhio alle differenze regionali e alle sanzioni”

“I viaggi verso l’Italia restano sconsigliati, ma non proibiti”. Parola di Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato ticinese. Da domani (mercoledì) infatti i cittadini svizzeri, così come tutti i residenti, potranno recarsi in Italia praticamente senza restrizioni (spesa esclusa). Lo ha confermato la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) da Berna martedì pomeriggio e lo ha ribadito il presidente del Governo ticinese poco dopo a Bellinzona in conferenza stampa.

Gobbi ha sottolineato come le direttive emanate dalla SEM (vedi correlati), contenute nella seconda ordinanza Covid del Consiglio federale, valgano anche per il Ticino e sono le stesse in vigore nei confronti di Francia, Germania e Austria. Questi tre Paesi verranno declassati da quelli a rischio, come noto, a partire dal 15 giugno, quando si tornerà alla normalità di Schengen, “ma per l’Italia Berna non ha ancora deciso, potrebbe rientrare nella stessa tempistica se le cose vanno bene, il termine ultimo resta comunque il 6 luglio” ha sottolineato il presidente del Governo.

Anche sulla questione finora più fumosa, il rientro in Svizzera per chi si reca in Italia, Gobbi ha sottolineato che “potranno rientrare tutti gli svizzeri e gli stranieri con permesso C, B, L e i frontalieri”. Su precisa domanda ha pure affermato che “non ci saranno controlli accresciuti su chi rientra”. Anche le eventuali misure sanitarie dovrebbero venire applicate solo in caso di necessità e solo su categorie di persone a rischio, e “sono comunque competenza dell’Amministrazione federale delle dogane”. Sul divieto di spesa Gobbi ha specificato pure che “non è uno sgambetto ai ticinesi, ma si tratta di avere un’unitarietà di prassi in tutta la Svizzera, le regole sono infatti le stesse in vigore verso Francia, Germania e Austria”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Italia-%E2%80%9Csconsigliata-non-proibita%E2%80%9D-13096185.html

L’Italia riapre i confini, cosa cambia per i ticinesi?

L’Italia riapre i confini, cosa cambia per i ticinesi?

Da www.liberatv.ch

Gobbi: “Viaggi sconsigliati, non proibiti”. Ecco cosa si può fare e cosa no
Gobbi: “Il turismo del solo acquisto non è ammesso. Quarantena dal ritorno? Non è prevista”. 

Le autorità cantonali si sono riunite oggi a Palazzo delle Orsoline per informare la popolazione ticinese riguardo a uno dei temi più discussi e chiacchierati del momento. Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e il Delegato per le relazioni esterne del Cantone Ticino Francesco Quattrini hanno infatti parlato della decisione unilaterale dell’Italia di riaprire i propri confini ai Paesi dell’area Schengen a partire da domani, mercoledì 3 giugno.
 
La conferenza in diretta:

“Viaggi verso l’Italia sconsigliati, ma non proibiti”
Gobbi: “Vogliamo essere trasparenti e diretti a seguito anche delle indicazioni appena emanate. Si tratta di una decisione unilaterale presa dal Governo Italiano. Per la Confederazione, quindi, i viaggi verso l’Italia rimangono e restano sconsigliati, ma non proibiti. Bisogna tenere conto della differenza del numero di contagi. La situazione in Ticino, guardando i dati, è rosea. Questo è merito dell’impegno di tutti, cittadini in primis. Il grazie maggiore va a voi”.

“Spesa vietata”
Gobbi: “La situazione con l’Italia è particolare. Come Cantone siamo allineati alla confederazione. Da domani cosa cambia? In uscita verso l’Italia rimangono consentite tutte le attività, ma non è consentito andare in Italia per fare acquisti. Così come per gli altri stati Schengen. Il turismo del solo acquisto non è ammesso. Se l’italia apre non significa che la Svizzera apra. Non è stata concordata questa riapertura. Vogliamo garantire un allineamento uniforme anche con gli altri Paesi. L’ingresso in Svizzera è consentito a tutti i cittadini svizzeri, gli stranieri residenti o con permesso, i frontalieri e i casi d’urgenza. L’ingresso è vietato a coloro che non sono cittadini o residenti, al turismo in generale, a chi cerca lavoro. In ambito di studio ci saranno degli allentamenti a partire dall’8 di giugno. Le misure valgono su tutto il territorio nazionale”.

“Attenti, la situazione in Italia è differente”
Quattrini: “In Svizzera vi è un’ordinanza a livello federale, in Italia non è così: lì c’è un decreto del Presidente dei ministri che definisce che non vi saranno più controlli tra le regioni. Questo non vuol dire che in Italia non ci saranno controlli. Ci sarà l’obbligo della mascherina. È importante che i ticinesi sappiano le normative vigenti in Italia e all’interno delle singole regioni. La situazione tra la Svizzera e l’Italia è diversa. Dobbiamo stare attenti”.

Svizzera-Italia: cosa si può e cosa non si può fare
CONSENTITO: si potrà varcare il confine per motivi turistici, incontrare conoscenti o congiunti, recarsi in una residenza secondaria oppure usufruire di servizi, per andare a cena o a bere un caffè.

VIETATO: non sarà consentito andare in Italia per fare la spesa, conformemente all’ordinanza federale 2 COVID-19. L’importazione di merci attraverso un valico di frontiera con uno Stato limitrofo resta infatti vietata se il viaggio ha il solo scopo di fare acquisti.  

Italia-Svizzera: cosa si può e cosa non si può fare

CONSENTITO: sarà consentito l’ingresso sul suolo elvetico ai cittadini Svizzeri, agli stranieri con permesso C, B, L, ai pendolari transfrontalieri. Eccezioni possono essere consentite per i casi che costituiscono un’urgenza (si pensi per esempio alla necessità di visitare un congiunto in gravi condizioni di salute). 

VIETATO: resta vietato l’ingresso dall’Italia a chi non è cittadino svizzero o residente oppure ancora per motivi legati a turismo, visite in generale, ricerche di lavoro. Medesimo discorso vale per pensionati, studenti, alunni e altre persone che non esercitano un’attività lucrativa. Questo almeno fino al 15 giugno 2020.  

“No alla quarantena per chi va in Italia”

Gobbi: “Chi torna dall’Italia dovrà sottostare a una quarantena? Al momento non è prevista”.

Occhio alle sanzioni

Quattrini: “Lo svizzero che va in vacanza in Italia deve fare attenzione. A livello di sanzioni, in Italia, ci sono sanzioni pecuniarie che partono dai 400 euro. Inoltre, bisogna stare attenti alla questione delle quarantene. Dal 3 giugno non sarà obbligo per cittadini terzi il periodo di quarantena. Chi presenta sintomi (tosse, febbre,…), la persona è tenuta ad annunciarsi e mettersi in auto-isolamento”. 

https://www.liberatv.ch/coronavirus/1441171/l-italia-riapre-i-confini-cosa-cambia-per-i-ticinesi-gobbi-viaggi-sconsigliati-non-proibiti-ecco-cosa-si-puo-fare-e-cosa-no

Italia riapre, “pianificazione stravolta”

Italia riapre, “pianificazione stravolta”

Da www.rsi.ch/news

La decisione di Roma sulle frontiere transitabili dal 3 giugno preoccupa Berna e soprattutto il Ticino
Intanto, i commerci d’oltre confine sono in crisi

Il Governo italiano ha confermato venerdì sera la data del 3 giugno per l’apertura dei confini. Una data non ancora del tutto definitiva, ma che spinge il Canton Ticino a muoversi per capire cosa implica questa decisione unilaterale. Decisione, che afferma il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, “ha stravolto la pianificazione in atto”.
La decisione di Roma di riaprire i propri confini ai cittadini dell’Unione europea e dell’area Schengen ha spinto il Ticino a chiedere chiarezza a Berna sullo scenario che potrebbe delinearsi, ci spiega Gobbi: “Grazie ai contatti avuti questa mattina con la Segreteria di Stato della migrazione, si sono attivare le autorità federali, in particolare le guardie di confine, poiché la dichiarazione del Governo italiano di Giuseppe Conte ha un po’ stravolto la pianificazione in atto, orientata a una riapertura delle frontiere dal 15 di giugno”.
Se l’Italia non dovesse tornare sui suoi passi, da mercoledì agli svizzeri sarà permesso varcare la frontiera, mentre la Confederazione non allenterà, per ora, le limitazioni all’entrata in Svizzera. Se un ticinese decidesse di andare in Italia, al suo ritorno in dogana cosa succederebbe? “Non c’è ancora chiarezze se e quali condizioni saranno poste, dobbiamo attendere chiarimenti da parte delle autorità federali. Abbiamo dato alcune indicazioni su quelle che potrebbero essere i controlli, se qualcuno andrà in determinate zone ritenute ‘rosse’”, ci risponde il consigliere di Stato.

“Definire apertura coordinata”
Negli scorsi giorni la consigliera federale Karin Keller Sutter ha sottolineato di essere in contatto con la ministra dell’interno italiana Luciana Lamorgese. La Svizzera continua a guardare al 15 giugno come data per la riapertura dei confini poiché, spiega ancora Norman Gobbi, “in questa situazione ci sono due concetti cardine da tenere i considerazione: da un lato la sicurezza a livello sanitario per i nostri cittadini, e ricordo che i dati dei nuovi contagi in Lombardia sono, in proporzione, otto volte superiori a quelli registrati in Ticino; dall’altro lato bisogna definire un’apertura coordinata, come auspicato sia dai paesi europei, sia dalla stessa Italia attraverso le dichiarazioni del ministro degli affari esteri Luigi Di Maio, ma anche da parte del Consiglio federale e in particolar modo dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Italia-riapre-pianificazione-stravolta-13088295.html

Ripartenza, frontiere e ricadute positive

Ripartenza, frontiere e ricadute positive

Riflessioni del Presidente del Governo 
La ripartenza, per quella che viene ormai già considerata la terza fase post crisi coronavirus, è di quelle sparate. Sembra almeno questo il pensiero del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi: “Ammetto che le decisioni delle ultime due settimane del Consiglio federale ci stanno traghettando fuori dalla crisi a passo di corsa. In Ticino avremmo voluto un po’ più di prudenza, ma posso capire le decisioni di Berna, confrontata con situazioni nei vari Cantoni e Regioni svizzere molto differenziate. In alcuni Cantoni soprattutto della Svizzera tedesca la pandemia ha colpito molto meno pesantemente che in Ticino e Romandia”, sottolinea Norman Gobbi. “Anche in Ticino c’è voglia di ripartenza e di normalità, soprattutto ora con la bella stagione. In settimana ho usato ancora la metafora di chi va in montagna per lanciare un messaggio: siamo arrivati in cima alla montagna; ora si tratta di ridiscendere, di tornare a casa. Siamo stanchi, le gambe ci fanno male: è il momento di fare molta attenzione per non inciampare e magari fare brutte cadute. Tutte le misure di allentamento già decretate o che entreranno in vigore il 6 giugno non devono farci dimenticare che il virus è ancora presente. Dobbiamo mettere in pratica le misure consigliate di protezione personale e di protezione verso gli altri: distanza sociale, disinfezione e lavaggio delle mani, mascherina in ambienti chiusi quando non si possono mantenere le distanze. Dobbiamo essere prudenti, ma non avere paura in questa fase”.
Uno degli aspetti più controversi è quello dell’apertura delle frontiere con l’Italia. “Beh, qui abbiamo assistito a una fuga in avanti da parte dell’Italia che ha del clamoroso, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Gli italiani non possono ancora spostarsi tra Regione e Regione (questo almeno sino a venerdì 29 maggio, ndr) e il loro primo ministro annunciava già l’apertura delle frontiere con gli altri Stati! Senza poi alcun avviso, collaborazione o intesa con queste altre Nazioni, Svizzera compresa”. La consigliera federale Keller-Sutter, responsabile di Dipartimento di Giustizia e Polizia, ha subito dichiarato unilaterale questa decisione italiana, chiedendo più tempo per contrattare questa apertura dei confini. “Esatto, ed è quanto ho detto in qualità di presidente del Governo. Peccato che poi alcune persone qui in Ticino non abbiano trovato di meglio che attaccarmi in modo strumentale in quanto leghista. Ma non fa nulla. Rimane la sostanza e un paio di considerazioni personali. La sostanza: prima di riaprire con l’Italia, la Svizzera (non il leghista Gobbi…) vuole capire bene la situazione della curva dei contagi e di quanto accade in Lombardia e Piemonte e nelle altre Regioni. Le considerazioni personali: 1) constato che la parziale chiusura della frontiera ha praticamente azzerato la criminalità (e questo è un dato di fatto). 2) Ritengo che vi siano situazioni di affetti negati per la chiusura delle frontiere che vanno risolte al più presto. E abbiamo chiesto a Berna di fare qualcosa. 3) La chiusura, o comunque i controlli alle dogane hanno impedito ai “padroncini” italiani e a eventuali lavoratori in nero di venire in Ticino a fare concorrenza sleale ai nostri artigiani nel ramo dell’edilizia e non solo. Una boccata d’ossigeno per questo settore dell’economia ticinese che ha potuto riprendere l’attività dopo il blocco imposto per questioni sanitarie in modo un po’ più sostenuto. Anche su queste considerazioni invito i ticinesi a riflettere”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.