Flussi migratori: la posizione del Dipartimento delle istituzioni

Flussi migratori: la posizione del Dipartimento delle istituzioni

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha preso parte oggi a Berna alla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e Polizia (CDDGP), durante la quale sono state discusse le misure da adottare per gestire il previsto aumento dei flussi migratori. Un tema che interessa direttamente il Canton Ticino e che desta forti preoccupazioni considerando il probabile ripetersi di una situazione straordinaria sulla frontiera con l’Italia.

Nel corso dell’incontro odierno sono state discusse la pianificazione e la suddivisione dei compiti tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Si tratta di misure che potrebbero diventare operative nel caso in cui si verificasse una situazione di emergenza, ovvero al presentarsi di uno dei seguenti scenari:
1. 10 000 domande d’asilo in 30 giorni;
2. 10 000 domande al mese per tre mesi;
3. 30 000 attraversamenti irregolari delle frontiere nell’arco di pochi giorni.

Nelle scorse settimane il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha sollecitato a più riprese i Consiglieri federali Sommaruga, Maurer e Parmelin nel voler prestare attenzione alla situazione migratoria. Secondo gli scenari ipotizzati, infatti, è altamente probabile che si verifichi una situazione straordinaria al sud della Svizzera interessando in particolar modo il Canton Ticino.
Di fatto, gli arrivi di migranti attraverso il Mediterraneo in Sud Italia hanno fatto registrare una forte impennata nei primi tre mesi del 2016 passando dai circa 11mila del 2015 18mila; tendenza confermata anche nel mese in corso, dove nell’aprile 2015 approdarono 16’063 persone mentre nei soli primi 12 giorni del 2016 gli arrivi sono stati ben 22’140.

A questo proposito si rammenta che a livello cantonale il Dipartimento delle istituzioni collabora con profitto unitamente ai servizi del Dipartimento della sanità e della socialità nell’affrontare attivamente e preventivamente le misure da adottare su suolo ticinese. Tutto ciò a stretto contatto con il Corpo delle guardie di confine e la Segreteria di Stato della migrazione, allo scopo di gestire la situazione anche in caso di forti afflussi alla frontiera sud e garantire che lo svolgimento dei diversi compiti venga assolto in modo efficace.
Nei giorni scorsi il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto con soddisfazione della decisione del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di adeguare le date dei corsi di ripetizione di alcune formazioni militari con la finalità di poter appoggiare le autorità civili nella gestione di un’eventuale situazione straordinaria. In questo senso, è stata mostrata una particolare sensibilità al problema dei flussi migratori recependo anche le preoccupazioni manifestate dal Canton Ticino a riguardo.

Il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha quindi potuto oggi esprimere durante i lavori della Conferenza le preoccupazioni del Ticino all’attenzione della Consigliera federale Simonetta Sommaruga, nonché delle colleghe e dei colleghi degli altri Cantoni presenti. Preoccupazioni che sono state recepite, ad esempio prevedendo nella pianificazione in caso d’urgenza che la Segreteria di Stato della migrazione operi anche durante il fine settimana (periodo nel quale si registrano per il momento il maggior numero di arrivi a Chiasso); inoltre la proposta, già formulata peraltro dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni, di voler valutare scenari per un’intensificazione dei controlli alla frontiera sui migranti e per altre misure per frenare l’afflusso dei migranti è stata condivisa da diversi Cantoni, portando la CDDGP a scrivere prossimamente una lettera al Consiglio federale con questa richiesta.

La Sezione della circolazione sempre più vicina ai cittadini

La Sezione della circolazione sempre più vicina ai cittadini

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2015 mostrano infatti che sono state più di 453.000 le pratiche evase, con una media di circa mille telefonate ricevute ogni giorno. L’incasso totale si è attestato a poco più di 160 milioni di franchi.
Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un ulteriore consolidamento dell’attività, che si è tradotta in 453.218 pratiche gestite dai diversi settori durante lo scorso anno, per un introito finanziario complessivo di 160.146.331,15 franchi.

La situazione delle immatricolazioni ha confermato anche nel 2015 le tendenze pluriennali. Il parco veicoli del Cantone Ticino è ulteriormente aumentato, e a fine anno contava 321.531 fra autoveicoli, motoveicoli, veicoli di lavoro, agricoli, rimorchi e altro; un dato che segnala un aumento del 2% circa rispetto a quello di fine 2014 (315’178). A incidere particolarmente sono state le automobili, passate da 220.893 a 224.322 unità. È in crescita anche il settore della navigazione, che conta oggi 7.551 natanti immatricolati contro i 7’201 del 2014.
Particolarmente significativi sono anche i dati dell’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione. Nel 2015 sono state emanate 58’757 decisioni, con una crescita di oltre il 3%. A motivare questo aumento, che si inserisce in una tendenza pluriennale, sono soprattutto le nuove norme e i maggiori controlli, dai quali deriva anche una maggiore complessità nella gestione dei procedimenti amministrativi e penali.
Per quanto riguarda infine il contatto con i cittadini, il 2015 è stato il terzo anno nel quale è stato attivo in modo completo il «Contact center», nuovo sistema di gestione dei contatti in entrata alla Sezione della circolazione. Le sollecitazioni si sono confermate altissime, con un totale di 216.273 chiamate telefoniche e un aumento del traffico sulla pagina internet della Sezione della circolazione.
La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è infine un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, e alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato proprio la Sezione della circolazione. Il nuovo applicativo informatico adottato nel 2014, in particolare, ha consentito di velocizzare le procedure e contenere i costi, migliorando il servizio ai numerosissimi utenti: oggi è infatti possibile fissare l’appuntamento per il collaudo del proprio veicolo o per l’esame di guida semplicemente visitando la pagina www.ti.ch/circolazione, e selezionando il menu «online».

Roma ascolta il Ticino

Roma ascolta il Ticino

Da RSI.ch l “Il viaggio è stato positivo”. È un bilancio favorevole quello che il consigliere di Stato Norman Gobbi traccia al termine della prima giornata della trasferta romana che lo ha visto impegnato con il collega di Governo Christian Vitta in vari incontri con le istituzioni italiane per affrontare il rapporto tra il Ticino e l’Italia.

“Gli incontri ci hanno permesso di arricchire le nostre conoscenze, esporre le nostre visioni, spesso condivise”, rileva Norman Gobbi che domani, giovedì, lascerà Roma. Per Christian Vitta invece gli incontri nella capitale italiana proseguiranno: “Con un consigliere economico vicino a Renzi ho avuto la possibilità di presentare il modello di clausola di salvaguardia che il canton Ticino sta portando avanti, abbiamo sensibilizzato a livello svizzero, ora si tratta di sensibilizzare anche al di fuori dei confini nazionali”.

Al centro dell’agenda del titolare del dipartimento delle Istituzioni e di quello dell’Economia vi sono temi inerenti l’immigrazione, la sicurezza e il sistema fiscale su cui stanno condividendo informazioni ed esperienze. In mattinata Gobbi e Vitta hanno partecipato ai lavori della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale presieduta da Giancarlo Giorgetti, hanno incontrato il consigliere Vieri Ceriani, capo negoziatore degli accordi fiscali per il ministero dell’Economia e Finanze e hanno avuto un colloquio con Amedeo Teti, dirigente generale del Ministero dello sviluppo economico.

“Abbiamo anche avuto un pranzo di lavoro con esponenti dei ministeri che si occupano di immigrazione – spiega Norman Gobbi – con lo scopo di capire quale sia la situazione reale in Italia perché quel che succede oggi in Italia, domani sarà una realtà anche al confine italo-svizzero di Chiasso. Qui abbiamo potuto discutere con chi ha una visione più ampia, come l’Organizzazione internazionale dell’immigrazione, che ci ha dato una visione su tutto l’arco del Mediterraneo”. Per il direttore del Dipartimento delle istituzioni significativo è stato anche l’incontro con la Direzione Antimafia.

Noemi La Barbera/alaNEWS

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Roma-ascolta-il-Ticino-7188644.html

Tre giorni romana per Gobbi e Vitta

Tre giorni romana per Gobbi e Vitta

Da La Regione del 13 aprile 2016

Fino a domani Norman Gobbi e Christian Vitta saranno a Roma per una serie di incontri istituzionali, invitati dalla commissione parlamentare italiana per l’attuazione del federalismo fiscale.

Economia, negoziati fiscali, migrazione e sicurezza. Ma anche incontri con personaggi svizzeri e italiani attivi su vari fronti: da quello militare a quello diplomatico. Senza negare un saluto a chi da centinaia d’anni difende il papa e la Città del Vaticano. Fino a domani i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta saranno a Roma per una serie di incontri istituzionali. “Il viaggio dei rappresentanti del governo ticinese – tra martedì 12 e giovedì 14 aprile – è stato programmato a seguito dell’invito della Commissione parlamentare italiana per l’attuazione del federalismo fiscale”. Una commissione, si legge nel comunicato diramato ieri dal Consiglio di Stato, “che desidera raccogliere informazioni sul sistema elvetico, in vista di una possibile riforma che interessi le Regioni” italiane. La riunione dedicata a questo tema, si precisa nella nota stampa, avverrà nella Camera dei deputati di Palazzo San Macuto.

Cogliendo l’occasione offerta dalla riunione, Gobbi e Vitta parteciperanno inoltre a una serie di momenti istituzionali. Previsti in particolare incontri con l’ambasciatore svizzero a Roma Giancarlo Kessler e con il consigliere Vieri Ceriani, che rappresenta l’Italia del delicato negoziato fiscale con la Svizzera e che nelle scorse settimane su queste colonne aveva definito vantaggioso per il Ticino l’accordo trovato tra i due Paesi. I consiglieri di Stato potranno poi intrattenersi con il generale di Divisione Nunzio Antonio Ferla, della Direzione antimafia, con il colonnello Christoph Graf, comandante della Guardia svizzera pontificia, e con alcuni esponenti del parlamento italiano.

La Lega si organizza. Ma non troppo

La Lega si organizza. Ma non troppo

Da La Regione del 12 aprile 2016

Confermato Attilio Bignasca, si cercheranno coordinatori regionali. Gobbi: ‘Aspetto movimentista ancora centrale’.

«Dai, andiamo». Manca una manciata di minuti alle otto e in via Monte Boglia è da poco terminato il vertice dei ‘colonnelli’. Si è discusso, tra le altre cose, di chi ricoprirà il ruolo di coordinatore. E per Attilio Bignasca è ora di andare. Di andare a cena: si è riservato in un grotto del Luganese e lui siederà a tavola ancora da coordinatore del movimento. Nessuna rivoluzione dunque. Anche se il ‘conte zio’, come viene talvolta chiamato negli ambienti leghisti, aveva più o meno ufficialmente rimesso il suo mandato, sarà ancora lui il ‘comandante in capo’ della Lega. Lega che, alla luce del successo alle Comunali dello scorso weekend, ha dunque deciso di cambiare forma o, perlomeno, di abbozzare una struttura interna simil-partitica. Si cercheranno infatti delle persone che facciano da tramite fra i colonnelli e i rappresentanti nei vari Municipi e Consigli comunali. Come si possono definire? «Chiamateli poi come volete», risponde sorridendo Attilio Bignasca. «Diciamo – riprende il confermato coordinatore – che si è scelto di alleggerire la mia posizione tramite dei coordinatori regionali». Coordinatori regionali sia, quindi. Figure necessarie alla luce della vittoria alle Comunali? «I nuovi eletti, specialmente i municipali, avranno bisogno di maggior supporto». Attilio Bignasca rimane però coordinatore? «Io – conclude il diretto interessato – rimango il vecchio portafortuna». Insomma, la Lega ‘diventa grande’. «La nuova Lega – commenta il consigliere di Stato Norman Gobbi – è già una realtà, basta guardare i risultati delle Comunali. Penso sia però opportuno riflettere su come strutturarsi: con un maggior radicamento sul territorio è necessaria una migliore organizzazione. Ciò non deve però sradicare l’aspetto movimentista che ci ha sempre lasciato grande libertà e anche grande capacità di reazione». E quando si sceglieranno i coordinatori regionali? «In un certo senso – rileva Gobbi – ci sono già ora. Si tratta di anelli di congiunzione, di persone in grado di dare risposte immediate ai nuovi municipali, così come ai cittadini. Ribadisco però: l’aspetto movimentistico rimane centrale. Non possiamo irrigidirci troppo, preferendo un dibattito sulla struttura all’azione politica».

Due giornate di incontri diplomatici a Roma per i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta

Due giornate di incontri diplomatici a Roma per i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta

I Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta saranno ospiti nei prossimi giorni a Roma per una serie di incontri istituzionali, che permetteranno di discutere con le autorità italiane alcuni argomenti di attualità legati ad economia, negoziati fiscali, migrazione e sicurezza.

Il viaggio dei rappresentanti del Governo ticinese – tra martedì 12 e giovedì 14 aprile – è stato programmato a seguito dell’invito della Commissione parlamentare italiana per l’attuazione del federalismo fiscale, che desidera raccogliere informazioni sul sistema elvetico, in vista di una possibile riforma che interessi le Regioni della vicina Penisola. La riunione dedicata a questo tema avverrà nella Camera dei deputati di Palazzo San Macuto.
Cogliendo l’occasione offerta dalla riunione, i Consiglieri di Stato Gobbi e Vitta parteciperanno inoltre ad una fitta serie di momenti istituzionali, che prevede in particolare incontri con l’Ambasciatore svizzero a Roma Giancarlo Kessler, con il consigliere Vieri Ceriani – responsabile per l’Italia del negoziato fiscale con la Svizzera –, con il Generale di Divisione Nunzio Antonio Ferla, della Direzione Antimafia, con il colonnello Christoph Graf, Comandante della Guardia Svizzera Pontificia e alcuni esponenti del Parlamento italiano.

Dipartimento delle istituzioni: nominato il nuovo capo della Sezione della popolazione

Dipartimento delle istituzioni: nominato il nuovo capo della Sezione della popolazione

Il Consiglio di Stato ha nominato, tramite assunzione diretta, l’avvocato Thomas Ferrari quale nuovo capo della Sezione della popolazione in sostituzione di Attilio Cometta, nominato negli scorsi mesi Delegato cantonale per l’integrazione degli stranieri.

Thomas Ferrari, classe 1977, ha conseguito la licenza in diritto nel 2001 all’Università di Zurigo e nel 2004 nel medesimo cantone ha ottenuto il certificato di capacità per l’esercizio dell’avvocatura. Dal 2005 lavora nel settore bancario dove ha maturato una solida esperienza nell’ambito giuridico così come a livello di conduzione e di gestione delle risorse umane, occupandosi inoltre di alcuni importanti progetti strategici.

Il nuovo responsabile avrà il compito di assicurare la direzione dell’intera Sezione, continuando gli importanti sforzi intrapresi negli scorsi anni per rivedere l’organizzazione del settore offrendo prestazioni sempre più qualitative ed efficienti, soprattutto nell’ottica di contrastare gli abusi nel rilascio di permessi a cittadini stranieri.
Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per formulare al nuovo Capo sezione i migliori auguri per la sfida professionale che l’attende in seno all’Amministrazione cantonale.

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Ufficio registri del Distretto di Mendrisio: nominata la nuova Ufficiale

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta odierna Elisa Quadri Parravicini quale nuova responsabile dell’Ufficio dei registri del Distretto di Mendrisio. Il settore del registro fondiario, che si occupa di tenere aggiornate costantemente tutte le informazioni e gli atti relativi ai fondi situati nel nostro Cantone, è tra i servizi più importanti dell’Amministrazione cantonale: nel 2015 le pratiche evase sono state infatti 78’000 per 72 milioni di incassi.

Elisa Quadri Parravicini, classe 1982, ha conseguito la licenza in diritto nel 2005 all’Università di Ginevra. Nel 2009, dopo il periodo di pratica legale, l’alunnato giudiziario svolto alla Pretura di Mendrisio Sud, al Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato e al Tribunale penale cantonale, ha ottenuto il certificato di capacità come avvocato. In seguito, ha lavorato fino ad oggi in uno Studio legale e notarile del Mendrisiotto, coniugando la sua attività professionale con la nascita dei suoi due figli.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per rivolgere alla nuova funzionaria dirigente i migliori auguri per l’inizio della sua nuova sfida lavorativa, rallegrandosi per un dato che riflette l’impegno della Direzione del Dipartimento delle istituzioni nel rispettare le pari opportunità: si tratta infatti della nona funzionaria dirigente donna nominata all’interno del Dipartimento.

Ref, in vista nuovi rinforzi

Ref, in vista nuovi rinforzi

Da LaRegione Ticino, di Andrea Manna l Gobbi: alla Sezione reati economico-finanziari della Polcantonale saranno assegnati altri tre analisti

Si profila un nuovo potenziamento della Ref, la sezione della Polizia cantonale che in stretta collaborazione con la magistratura inquirente indaga sui reati economico-finanziari. «Come Dipartimento e come governo abbiamo accolto la richiesta del procuratore generale di un adeguamento del numero di specialisti chiamati a cooperare con il Ministero pubblico nelle inchieste sugli illeciti di natura finanziaria: abbiamo così deciso di attribuire alla Ref tre analisti», dice alla ‘Regione’ il ministro di Giustizia e polizia Norman Gobbi . I tre, aggiunge il capo del Dipartimento istituzioni, «verranno reclutati all’esterno del Corpo di polizia e dovrebbero essere assunti, questa perlomeno è la mia intenzione, nel corso dell’anno. La durata del loro mandato sarà definita nella risoluzione che il Consiglio di Stato sta formalizzando, tenendo conto anche dei parametri fissati nell’annunciata manovra di risparmio da 180 milioni».

Temporanei o meno, rinforzi comunque in arrivo per la Sezione reati economico-finanziari guidata dal commissario Fabio Tasso. Sezione che lo scorso anno è stata confrontata con un incremento del “24 per cento” del numero di inchieste “rispetto alla media degli incarti trattati dal 2010 al 2014”, si legge nel rapporto, pubblicato l’altro ieri dalla Cantonale, riguardante i risultati del lavoro svolto dalla Ref nel 2015. In ballo soprattutto “grosse inchieste”. Che implicano l’esame “di una notevole mole di documenti e informazioni”, si puntualizza nel rendiconto. «I tre analisti – riprende Gobbi – dovranno coadiuvare gli investigatori della Ref e i magistrati del Ministero pubblico nel vagliare la documentazione acquisita nel corso delle indagini e quindi nella ricostruzione – estremamente importante per l’esito dei procedimenti penali – dei flussi contabili».

Le inchieste in Ticino «su reati finanziari e fallimentari sono in crescita», sottolinea, da noi interpellato, il pg John Noseda . Ed è ciò che il procuratore generale ha scritto in gennaio al governo nel trasmettergli il bilancio dell’attività 2015 del Ministero pubblico. “Si conferma l’evoluzione, già segnalata nei rendiconti relativi agli anni 2013 e 2014, nel settore dei reati finanziari con un costante aumento dei procedimenti penali aventi per oggetto reati fallimentari, abusi societari, malversazioni nel settore bancario o fiduciario e riciclaggio nonché nel settore dell’edilizia e in altri ambiti di lavoro con impiego di persone prive di permesso, con sfruttamento della manodopera e con evasione o frode degli oneri sociali e fiscali”. Dal profilo quantitativo, prosegue il pg, “questa tendenza è confermata dall’incremento delle decisioni emanate nel settore finanziario (da 541 a 786) e soprattutto degli atti e dei decreti d’accusa (da 240 a 378). Il maggior onere derivante dai procedimenti di carattere finanziario è peraltro confermato dall’importante incremento del numero dei casi che richiedono inchieste laboriose da parte di specialisti dell’Efin (l’Equipe finanziaria del Ministero pubblico) e della Ref, anch’essi purtroppo confrontati con un sovraccarico di lavoro per carenza di effettivi”.

Nel 2015 alla Ref, ricorda Gobbi, «erano già stati attribuiti due specialisti con una solida esperienza in ambito bancario, prossimamente a questa sezione della Polizia cantonale saranno assegnati altri tre analisti, dopo aver valutato anche i profili che ci perverranno dagli uffici di collocamento». Il contrasto alla criminalità economica, rileva il direttore del Dipartimento istituzioni, passa però anche dalla cooperazione tra settori dell’Amministrazione. «La maggior collaborazione, voluta dal Dipartimento, tra uffici esecuzione e fallimenti, uffici dei registri, Procura e polizia sta dando – sostiene il consigliere di Stato – i suoi frutti».

Sicurezza: ben fatto, avanti così!

Sicurezza: ben fatto, avanti così!

Dal Mattino della Domenica del 10 aprile 2016

Il 2015 è stato un anno positivo per la sicurezza: un impegno per i Ticinesi che prosegue

La sicurezza rappresenta un aspetto fondamentale per la vita di una persona. Chiunque si è trovato confrontato ad esempio con un ladro nella propria abitazione potrà confermarlo. Sono episodi che purtroppo segnano profondamente una persona, una famiglia. Per questo motivo non finirò mai di sottolineare che la sicurezza è un bene primario che lo Stato deve garantire e tutelare sul proprio territorio; per questo motivo l’aumento della sicurezza, sia quella oggettiva che quella percepita dai cittadini, ha sempre costituito per me un obiettivo da raggiungere ogni giorno, sin da quando nell’aprile 2011 ho avuto l’onore di assumere la carica di Consigliere di Stato e di Direttore del Dipartimento delle istituzioni. I risultati positivi raggiunti nel 2015 evidenziano che la strada è quella giusta; una strada da continuare a percorrere anche nell’avvenire, per una sempre maggiore sicurezza del Ticino e dei Ticinesi tutti.

Nel 2015, i furti nel nostro Cantone sono diminuiti rispetto all’anno precedente, seguendo la tendenza positiva registrata negli ultimi anni. Accanto a questo dato, v’è da rimarcare pure l’importante diminuzione delle rapine, a dimostrazione degli ottimi risultati ottenuti grazie all’impegno della Polizia cantonale nel contrastare questo grave fenomeno. Una Polizia cantonale, la nostra, che nel 2015 si è ulteriormente avvicinata ai cittadini, con la regionalizzazione della Gendarmeria entrata in vigore il 1. luglio. Una riorganizzazione da me fortemente voluta allo scopo di riportare gli agenti sul terreno, vicino ai Ticinesi, con il I°Reparto della Gendarmeria situato proprio nel Mendrisiotto; una regione più esposta di altre, data in particolare la sua posizione geografica, a fenomeni preoccupanti come ad esempio quello relativo al frontalierato dei furti.
In quest’ottica, la regionalizzazione della Gendarmeria non è assolutamente un progetto a sé stante, ma s’inserisce nella strategia intrapresa dal mio Dipartimento nel corso degli ultimi anni volta ad accrescere l’efficacia delle forze dell’ordine e di riflesso la sicurezza della popolazione.

Alla base di tutto v’è stato il rafforzamento della Polizia cantonale, sia in termini di uomini che di mezzi a disposizione, e della collaborazione tra quest’ultima e gli altri partner attivi sul nostro territorio, a cominciare dalle Polizie comunali e dalle Guardie di confine. Collaborazioni essenziali alfine assicurare il presidio sull’interno territorio cantonale, che in futuro dovranno essere ulteriormente consolidate a beneficio di tutti i cittadini. In questo ambito fondamentale non si può infatti mai abbassare la guardia, in particolare oggi dove siamo confrontati con un contesto internazionale difficile ed incerto. Per questa ragione i traguardi positivi raggiunti negli ultimi anni devono rappresentare uno stimolo per continuare ogni giorno a garantire la nostra sicurezza; sicurezza che, oltre ad essere un bene primario, è un bene da costruire insieme, per il quale tutti sono chiamati a fornire il loro prezioso contributo. A cominciare proprio dai cittadini, che, come amo ripetere, sono le nostre prime sentinelle attive sul territorio. Avanti così, dunque: per una sempre maggiore sicurezza del Ticino e dei Ticinesi!