Chiusura dei valichi secondari: bene, ma il Ticino vuole di più!

Chiusura dei valichi secondari: bene, ma il Ticino vuole di più!

Il valico di Pizzamiglio non deve essere un caso isolato. Ieri il Governo ha approvato la risposta alla procedura di consultazione inerente la chiusura notturna dei valichi secondari preparata dal mio Dipartimento. Obiettivo ultimo: far sì che altri 9 valichi secondari vengano chiusi durante la notte, come accade oggi al valico di Pizzamiglio.

In questa mia prima legislatura, mi sono impegnato, tra le altre cose, per accrescere la sicurezza nel nostro Cantone, dotando la Polizia cantonale delle risorse umane e dei mezzi necessari. Al termine di una campagna in cui da tutte le parti si chiede concretezza, ecco i fatti: diminuzione dei furti nel 2014, collaborazione interforze accresciuta, ritorno ad una maggiore prossimità con la riapertura di posti regionali di Gendarmeria, aumento del numero degli agenti della Polizia cantonale nei prossimi anni. Se non si riesce a vedere la concretezza in tutto questo, vi rimando all’ottimo lavoro svolto da tutti nel caso della rapina di Novazzano. Più concreto di così!

Aver vinto le importanti battaglie di cui sopra non deve farci pensare di aver vinto la guerra contro la criminalità; si possono e si devono studiare e decidere altri provvedimenti che vanno a collocarsi nella visione, e nelle susseguenti strategie, messe in atto dal 2011. La chiusura dei valichi secondari rappresenta uno dei tasselli di questa strategia volta ad incrementare la nostra sicurezza. Già il 5 febbraio dello scorso anno, avevo formalmente proposto all’Amministrazione federale delle dogane di chiudere, durante le ore notturne, una serie di valichi secondari. Una prima proposta non condivisa da Berna per svariati motivi, tra essi le obbligazioni della Svizzera nel quadro dell’Accordo di Schengen. Ispirata dalla della serata organizzata dal mio Dipartimento a Mendrisio sull’emergenza furti che ha toccato il Mendrisiotto a inizio 2014, la nostra Consigliera nazionale Roberta Pantani ha quindi presentato il 5 marzo 2014 la mozione “Chiusura dei valichi secondari tra Svizzera e Italia”. Il 14 maggio il Consiglio federale ha poi accolto la mozione. A contribuire a questo importante risultato, è stata anche la visita in Ticino, avvenuta il 7 maggio 2014 sull’onda della votazione sull’immigrazione di massa, della Consigliera federale Widmer-Schlumpf, dove ho potuto renderla attenda sulle nostre preoccupazioni circa la gestione e la difesa dei confini nazionali, sulla necessità di rafforzare il Corpo delle Guardie di confine e sui margini di manovra legali che permettono la chiusura dei valichi secondari.

10 valichi secondari da chiudere
Il Consiglio di Stato si è quindi espresso ieri in merito allo studio preliminare redatto dalle Guardie di confine per l’attuazione della mozione Pantani. E, confermando quanto da me indicato alla Consigliera federale Widmer-Schlumpf il 7 maggio 2014, ha proposto la chiusura notturna (dalle ore 23.00 alle ore 05.00) dei seguenti valichi: Novazzano, Ponte Faloppia, Pedrinate, Pizzamiglio, San Pietro di Stabio, Ligornetto, Arzo, Ponte Cremenaga, Cassinone e Indemini. Rispetto al rapporto delle Guardie di confine, il Governo propone di chiudere anche i valichi di Ponte Faloppia, Ligornetto e Indemini, così da poter sviluppare una strategia di sicurezza maggiormente efficace. La richiesta, anticipata il 7 maggio 2014 dal sottoscritto alla Consigliera federale Widmer-Schlumpf, si basa sul fatto che questi tre valichi sono già stati utilizzati in passato da bande di delinquenti per aggirare i controlli; inoltre, la loro chiusura non corre il rischio d’impedire il traffico residuo, visti gli altri passaggi aperti nelle vicinanze. Ed è proprio quest’ultimo aspetto derivante da un accordo in materia doganale concluso tra Svizzera e Unione europea che va valutata l’implementazione della mozione Pantani.

Difendere la porta sud della Svizzera
L’ho ripetuto più volte: il Ticino è la porta sud della Svizzera! Un Cantone confrontato con fenomeni d’importazione preoccupanti (criminalità transfrontaliera, passatori, ecc.), acuiti dalla vicinanza con l’Italia, che fatica, e non poco, a combattere la criminalità e ad avere un controllo sui flussi migratori. La chiusura dei valichi, da me sempre sostenuta, è una risposta chiara ai Ticinesi, che da tempo chiedevano misure più restrittive nel controllo dei nostri confini. Una risposta che s’impone, dato il momento storico in cui viviamo e visto che gli Accordi bilaterali hanno reso più difficile il presidio di queste zone. Per questo il Consiglio di Stato ha chiesto un’ulteriore chiusura dei valichi; ed è per questo che, con la fiducia dei Ticinesi, continuerò a sostenere questa misura, così come tutte quelle volte a rafforzare la sicurezza sul suolo ticinese. Perché la sicurezza è un bene primario che va salvaguardato e difeso, a favore della tranquillità di ogni singolo cittadino!

Norman Gobbi

‘Non si fa, si è pompieri’

‘Non si fa, si è pompieri’

L’importante ricorrenza è stata sottolineata anche con un libro commemorativo e con l’inaugurazione della nuova bandiera in Piazza Grande. In questa occasione si sono presentati in alta tenuta: i quadri in completo grigio, camicia bianca e cravatta rossa, i militi (almeno in parte) con la divisa della festa e con i guanti bianchi. Non siamo certo abituati a vederli così i cir- ca millesettecento militi iscritti alla Federazione cantonale ticinese dei corpi pompieri (Fctcp). Uomini (e qualche donna) che durante tutto l’an- no dedicano al volontariato la maggior parte del loro tempo libero con dedi- zione e non senza sacrifici per formare un fronte altamente professionale d’intervento. La loro specialità è porta- re aiuto in tutte le situazioni dove gli eventi colpiscono la popolazione o feriscono l’ambiente.

Ma sabato era giorno di festa e Piazza Grande a Locarno ha accolto dirigenti e militi provenienti da tutto il Cantone e il festoso dispositivo scenico per sottolineare i 75 anni di vita della Fctcp: cerimonia d’inaugurazione della nuova bandiera, concerto della Musica dei pompieri ticinesi e veicoli e mezzi d’intervento. Di prima mattina si è tenuta anche l’assemblea della Federazione e la presentazione del libro evocativo per i 75 anni “Di fuoco e di fatiche” cu- rato da Aldo Morosoli, svoltesi nella sala della Sopracenerina. “Pompieri in Piazza” è la cornice che ha accolto per tutta la giornata centinaia di persone che hanno voluto conoscere l’alto grado di preparazione, ammirare veicoli e mezzi e seguire dal vivo le varie esercitazioni; molti i bambini che si sono divertiti trasformandosi in Grisù in erba nel “villaggio 118” allestito dai pompieri.

Impegno esemplare
L’assemblea – presieduta dal presidente della Fctcp, nonché comandante del Corpo pompieri di Locarno maggiore Alain Zamboni – si è caratterizzata an- che per il riconoscimento di fedeltà a vari pompieri (da 15 a 35 anni di appartenenza), attaccamento sottolineato anche dall’intervento di Margrit Elbert (delegazione Compagnie assicurazioni svizzere) che ha definito «eccezionale e inestimabile la fedeltà e la dedizione dei militi ticinesi, ben più dure- vole rispetto alla media svizzera». È seguita la presentazione del volume “Di fuoco e di fatica”. «Un testo di grande storia – ha detto il presidente Alain Zamboni – sono pagine che ci riempio- no di orgoglio».

Poi, sulla piazza affollata, un grande applauso ha salutato il nuovo vessillo. Un “battesimo” che ha avuto per madrina e padrino il sindaco di Locarno Carla Speziali e il maggiore Ivan Weber; la benedizione è stata impartita dal vicario episcopale don Claudio Mottini. Nel suo intervento il consigliere di Stato Norman Gobbi si è rifatto allo spirito che 75 anni or sono ha animato il dire del generale Henri Guisan, invitando (allora i soldati, oggi i pompieri) a essere uniti e a impegnarsi per il bene comune: «Questo gonfalone è il simbolo dell’unione di tanti cuori» ha detto, aggiungendo: «Non si fa, si è pompiere».
Il significato della nuova bandiera è stato illustrato dal comandante ten col Alain Zamboni: «È un elemento di identificazione che riassume le peculiarità che ci caratterizzano; fondo rosso e blu (i colori del Ticino) con cinque fiammelle ondeggianti di diverso colore a rappresentare le varie casisti- che d’azione: incendio, inquinamenti, danni della natura, incidenti stradali e di natura diversa».

di Fausta Pezzoli-Vedova, LaRegione Ticino, 13.04.2015

LR Pompieri

Il Ticino ha bisogno di voi!

Il Ticino ha bisogno di voi!

Votiamo Lega (Lista 1) e vinciamo le elezioni. Mancano sei giorni. Alle 12.00 di domenica prossima si con­cluderà il voto per l’elezione di Governo e Parlamento. Sette giorni in cui il Popolo ticinese può ancora scegliere i suoi rappresentanti. Verrebbe da dire “fi­nalmente”, data la lunga campagna degli ultimi mesi, fatta di troppe parole e pro­clami inconsistenti. Nonostante il periodo elettorale, ho voluto continuare nel lavoro di tutti i giorni, portando avanti progetti concreti e raccogliendo importanti risul­tati.

Per questo sono stato anche criticato da coloro che hanno confuso la mia laborio­sità con propaganda elettorale. A torto. Mesi fa avevo detto ai miei collaboratori che la campagna, per quanto fondamen­tale, non avrebbe dovuto bloccare né i progetti né le decisioni a favore dei Tici­nesi; così è stato e sarà ancora per una set­timana e per i successivi quattro anni se i Ticinesi riconfermeranno la loro fiducia nel sottoscritto e nella Lega. La Lega è nata per tutti i Ticinesi, nessuno escluso; in particolare quelli dimenticati dal vec­chio “tavolo di sasso” e che non si inte­ressavano più della politica. È proprio anche per questa ragione che ho scelto questo Movimento!

Negli anni abbiamo combattuto molte battaglie, ultima delle quali quella del 9 febbraio 2014, la cui applicazione è vitale per il futuro del Ticino. Nonostante ciò, sono consapevole dei problemi che an­cora attanagliano i cittadini, primo fra tutti quello del lavoro. So anche che la so­luzione non è facile e che lo sconforto nei confronti della politica può in certi casi prendere il sopravvento. Vorrei però dire una cosa a tutte le persone scontente e che magari non hanno voglia di votare, pen­sando che nulla cambierà: fate sentire la vostra voce!

Come rappresentante della Lega posso as­sicurarvi il mio impegno nel proseguire sulla strada intrapresa; una strada fatta di progetti concreti e di una politica libera da interessi personali e di partito. Un cammino indicatoci dal Nano 24 anni fa e la cui meta è una e una sola: essere vicino alla gente, a ogni singolo Ticinese!

NORMAN GOBBI

Quadri: “Gobbi ha fatto benissimo”

Quadri: “Gobbi ha fatto benissimo”

Dal Mattino della domenica, 12.04.2015
Vuoi il permesso B o G? Prima mostra l’estratto del casellario giudiziale

Il consigliere nazionale leghista, autore già nel 2013 di una mozione al Consiglio federale per il ritorno ai controlli sistematici dei prece­denti penali dei cittadini UE che vogliono dimorare in Svizzera: “Finalmente si ha il coraggio di dare la priorità agli interessi dei ticinesi e non all’applicazione pedissequa di clausole balorde che siamo i soli a rispettare”

Il Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi ha preso una decisione impor­tante. Da inizio aprile, per ottenere un permesso B (dimora) o G (frontaliere) il richiedente deve allegare un estratto del casellario giudiziale, datato di al massimo tre mesi. Niente estratto? Niente permesso.

Il tema non è nuovo in casa Lega. Nell’aprile 2013 il Consigliere nazio­nale leghista Lorenzo Quadri depo­sitò una mozione al Consiglio federale chiedendo per l’appunto il ritorno alla richiesta sistematica del casellario giu­diziale, decaduta a seguito della deva­stante libera circolazione delle persone.

Come valuta Quadri la decisione del Direttore del dipartimento delle Isti­tuzioni?

In modo molto positivo, ovviamente. E’ una decisione benvenuta e necessaria. Gobbi ha avuto il coraggio di infran­gere il muro del “sa po’mia”. Forse la novità introdotta non sarà del tutto in linea con i disposti della devastante li­bera circolazione delle persone. L’ap­posita direttiva UE prevede infatti che la richiesta di informazioni sui prece­denti penali dello straniero che chiede di dimorare in Svizzera non può essere sistematica. Ma poco importa. La si­curezza del Ticino è evidentemente prioritaria rispetto all’applicazione pedissequa di accordi che il popolo ti­cinese non ha mai approvato. Quindi, si cominci a richiedere sempre l’estratto del casellario giudiziale. Che non sarà una garanzia assoluta, visto che le modalità d’iscrizione ed i tempi di cancellazione variano da paese a paese; ma è comunque un bell’aiuto in più. Del resto, qualsiasi paese UE nella nostra posizione avrebbe fatto ciò che ha fatto Gobbi. Spero che, in generale, questo sia solo un primo passo. Basta con il garan­tismo autolesionista. Si abbia il coraggio di pren­dere delle decisioni nel­l’interesse del paese. Anche a costo di perdere qualche ricorso.

Appunto: i ricorsi. E se ce ne fossero?

Si vedrà se ce ne saranno. Del resto, voglio proprio vedere chi adirà le vie le­gali per non presentare l’estratto richiesto. Solo chi ha qualcosa da na­scondere. Quindi, giusto che gli venga negato il permesso. Del resto sap­piamo bene che una volta concesso, il permesso B o G è assai difficile da riti­rare. Anche quando si scopre che i titolari hanno commesso gravi reati in patria. Si impone dunque estrema prudenza al mo­mento del rilascio.

Lei ha presentato una mozione al Consiglio federale chiedendo il ri­torno alla richiesta sistematica del­l’estratto del casellario giudiziale prima del rilascio del permesso. A che punto è l’esame?

La mozione è del 17 aprile 2013. Il go­verno, “naturalmente”, ha espresso parere contrario. Il Consiglio nazio­nale non l’ha ancora esaminata. E non è detto che esprima una posizione di­versa rispetto a quella dell’esecutivo.

Il PLR accusa Gobbi di aver “copiato” una sua mozione…

Il PLR, abituato a fare po­litica con la Xerox (prima denigra le proposte “po­puliste e xenofobe” della Lega, poi le fotocopia) ha perso un’occasione per tacere. Allora io dico che il PLR ha copiato la mia mozione a Berna, visto che quella inoltrata dal­l’ex partitone in Gran Consiglio è del settembre 2013, mentre la mia è di 5 mesi prima.

Questo tanto per mettere i puntini sulle “i”. Comun­que, al di là dei diritti di primogenitura, l’impor­tante è che i controlli si facciano. Perché, ormai è ampiamente dimostrato, la libera circolazione delle persone ha mandato a ra­mengo non solo il nostro mercato del lavoro, ma anche la nostra sicurezza. Pretendere di far fede ad autocertificazioni in mate­ria di precedenti penali è una barzelletta. Ogni delinquente stra­niero che, grazie alla nuova prassi in­trodotta da Norman Gobbi, non otterrà di trasferirsi in Svizzera, sarà un suc­cesso.

Norman Gobbi chef a sorpresa all’Osteria del Ponte a Iragna

Da GastroTicino, 29.03.2015
Gradita sorpresa nel vedere un politico famoso ai fornelli di uno dei ristoranti più conosciuti della Riviera. Nelle scorse settimane, infatti, Mauro Sinigaglia, ha invitato il Consigliere di Stato Norman Gobbi a cucinare per una scelta platea di buongustai all’Osteria del Ponte a Iragna. All’aperitivo gli ospiti erano curiosi sull’esito della serata, ma una volta accomodatisi a tavola, le perplessità hanno lasciato il posto a una certezza: l’illustre politico aveva tutte le carte in regola non solo per riconfermare il proprio seggio in Governo, ma anche per stupire grazie alla sua competenza tra pentole e padelle. E agli scettici, possiamo dire che l’aiuto di Mauro è stato davvero limitato.

Per i più curiosi possiamo dire che la serata è iniziata gustando delle ottime lumache, seguite da un superbo tartare di manzo, da un filetto di maiale con gorgonzola e noci e da una crema di carote al curry. Ma è a questo punto che Norman Gobbi ha lasciato tutti a bocca aperta. Prima con un risotto ai lamponi e aceto balsamico di Angelo Delea, e poi con un filetto di manzo della Valle di Simmental cotto intero e tagliato al tavolo con eleganza. E per concludere in bellezza una mousse al cioccolato.

Ottimi i vini abbinati; dopo l’aperitivo con i profumi del Trentino grazie alle bollicine della Cantina Ferrari, ottimi i vini ticinesi della cantina di Angelo Delea come il Sauvignon, seguito da Carato Riserva e Saleggi Merlot di Losone; al dessert il Ben Ryé passito di Pantelleria di Donna Fugata. Una bella serata conclusasi nelle cantine dell’osteria dove i commenti sull’esperienza gastronomica si sono alternati a quelli politici. “Un’esperienza gradevole – spiega Mauro – che ripeterò mettendo ai fornelli altre personalità”.

Leggi il PDF: ilca-_main_-2015-03-29-046

Gobbi: i 4 anni di concretezza del nostro 4 x 4 della politica

Gobbi: i 4 anni di concretezza del nostro 4 x 4 della politica

Dal Mattino della domenica, 05.04.2015 

Obiettivi 2015-2019

Sicurezza: garantire la protezione di beni e persone

· Rafforzamento ulteriormente della sicurezza sul nostro territorio

· Regionalizzazione della gendarmeria con servizi di polizia aperti 24h24

· Chiusura notturna dei valichi secondari

Lavoro: favorire le opportunità di impiego

· Tutelare la manodopera indigena, applicando l’iniziativa del 9 febbraio

· Favorire assunzione giovani e over 50

· Combattere gli abusi nel mondo del lavoro (task-force permanente presso la Polizia cantonale)

Stranieri: stringere i bulloni

· Continuare la lotta contro chi abusa della nostra ospitalità

· Espellere gli stranieri che delinquono

· Ridare al Cantone la gestione dell’immigrazione sul proprio territorio, applicando l’iniziativa del 9 febbraio

Relazioni Cantone – Comuni/Confederazione/Italia

· Alimentare costantemente i rapporti tra Cantone e Comuni

· Mantenere un contatto diretto con Berna per difendere gli interessi del Ticino

· Affrontare senza timore le difficili relazioni con l’Italia: il blocco ai ristorni è sempre attuale!

SICUREZZA

La sicurezza è al centro dell’attenzione, non da ultimo a causa della preoccupante situazione nelle vicine regioni italiane (in Lombardia, una casa svaligiata ogni 2 minuti!). Norman Gobbi è intervenuto con mano ferma: la Polizia cantonale è stata riorganizzata e potenziata a livello tecnologico e logistico. Grazie ai 50 agenti in più, anche in futuro si potrà continuare sulla via tracciata. Una via che nel solo 2014 ha permesso di ridurre tutti i reati del 12.7%. L’obbiettivo fissato lo scorso anno da Gobbi è stato raggiunto: aveva promesso meno reati, e così è stato. 

-25 % furti nelle case 

RAPPORTI CITTADINO-AMMINISTRAZIONE

Norman Gobbi ha avvicinato l’Amministrazione ai cittadini garantendo dei servizi più efficienti, per uno Stato più moderno e interattivo. Cambiamento drastico, se si pensa che fino a poco tempo fa sperare che in un ufficio cantonale si potesse rispondere al telefono dopo le 16.00 non era che una pia illusione. I cittadini hanno oggi più facilità di contatto telefonico con l’ufficio dello stato civile e quello della migrazione che sono stati dotati di un centralino telefonico unico. È anche stato attivata una linea telefonica preferenziale per i Comuni, che facilita tra l’altro le segnalazioni di abusi commesse da stranieri. Anche la Sezione della circolazione è stata dotata di un centralino unico per favorire l’utenza, che può ora far capo ai servizi 24/24 ore anche attraverso internet: è infatti possibile fissare appuntamenti per collaudi ed esami, richiedere targhe e permessi, ecc., senza muoversi da casa.

900 telefonate/giorno alla Circolazione 

STRANIERI

Gobbi ha stretto i bulloni! La priorità è stata data al controllo approfondito dei dossier degli stranieri che richiedono un permesso. In seno all’Ufficio della migrazione, è stato creato un gruppo specializzato che tratta i casi problematici. I risultati sono lì da vedere: solo sui permessi B sono stati rilevati oltre 50 abusi in soli quattro mesi poi revocati o non rinnovati. Tutto questo in attesa che la piena applicazione dei contingenti votati dal 68% dei Ticinesi consenta al Ticino di tornare a gestire direttamente l’immigrazione sul proprio territorio.

10 permessi revocati al mese

GIUSTIZIA

L’organizzazione giudiziaria ticinese ha cent’anni. Criminalità e leggi sono però cambiate e la vecchia organizzazione non risponde più efficacemente alle esigenze dei cittadini. Metterci le mani non è stato facile: interessi di partito e privilegi avevano finora impedito ogni intervento. Gobbi non ha avuto paura: lui – che nulla deve ad alcuna lobby – ha ascoltato i bisogni di tutti e ha iniziato a ridisegnare l’organizzazione della giustizia cantonale. Parte dei cambiamenti è già stata attuata e parte è ancora in divenire. Norman Gobbi sta rimediando a sprechi di risorse, fondando la nuova giustizia sull’efficacia e l’efficienza, ciò che consentirà pure di accorciare la durata dei procedimenti.

 4 anni di cambiamento

MILITARE

Nell’ambito dell’Ulteriore sviluppo dell’Esercito, Norman Gobbi è riuscito a mantenere in Ticino gli stazionamenti militari. Salvaguardando la presenza delle truppe, non solo si è potuto garantire più di 750 posti di lavoro per cittadini svizzeri, ma si sono potuti convogliare nel Cantone ben 200 milioni di franchi di investimenti della Confederazione. Il tutto per merito del lavoro portato avanti dal nostro Norman Gobbi a Berna, un partner affidabile per le questioni di sicurezza.

Mantenimento di 750 posti di lavoro in Ticino

I superpoteri di Norman Gobbi 

I superpoteri di Norman Gobbi 

Di Roberta Pantani-Tettamanti, Mattino della domenica 05.04.2015

Nelle scorse settimane, sull’Informatore (settimanale del Mendrisiotto) è apparso un trafiletto, firmato da un cittadino del Mendrisiotto, indignato perché sulla sponda sinistra del ponte di Castello, nel comune di Breggia, era stato apposto uno striscione che sosteneva la rielezione di Norman Gobbi in Consiglio di Stato. Ora, va detto che il sedime utilizzato normalmente per pubblicizzare feste campestri e appuntamenti della Valle di Muggio non è pubblico e che i sostenitori del Consigliere di Stato, ignari del fatto e assolutamente in buona fede, hanno pensato che lo spazio potesse essere utilizzato. Il comunicato esposto in questo momento, sul quale si chiede di non affiggere materiale legato alle lezioni, è comparso dopo la rimozione dello striscione in questione. Per dovere di cronaca va inoltre aggiunto che ai proprietari del sedime sono giustamente state porte le scuse di Gobbi. 

Lo scritto di questo signore mi dà l’occasione, come momò e responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica di Chiasso, di evidenziare come il nostro distretto abbia beneficiato e beneficerà delle decisioni del Ministro Gobbi. 

È delle scorse settimane la conferenza, non a caso organizzata nel Mendrisiotto, nella quale si è presentata la nuova riorganizzazione della Polizia cantonale, che dal 1° luglio approfitterà della creazione di cinque reparti. Ciò significa per il Mendrisiotto, un ritorno di una sede della Polizia cantonale aperta 24 ore su 24. Dopo un primo periodo transitorio che lo vedrà operativo presso la gendarmeria di Chiasso, il reparto del Mendrisiotto e Basso Ceresio troverà la sua sede definitiva nel nuovo Centro di Pronto Intervento di Mendrisio, dove gli agenti della Cantonale lavoreranno a stretto contatto con quelli della Comunale del Magnifico Borgo. Quella della collaborazione fra Corpi di polizia non è una conseguenza dell’occupazione di locali attigui, bensì l’attuazione di una strategia messa in atto nell’ambito della sicurezza dal Cantone e dai Comuni, voluta e sostenuta in prima persona dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Essa ! è più ampia di quanto fin qui detto e coinvolge pure il Corpo federale delle guardie di confine. La collaborazione interforze significa poter moltiplicare le pattuglie che giorno e notte sorvegliano il confine e le strade del Mendrisiotto, significa ridurre i tempi di intervento, significa aumentare la reale possibilità di catturare i malintenzionati fino a renderla talmente alta dal farli desistere nei loro intenti. 

Vedere le auto delle pattuglie sulle nostre strade, indipendentemente dal corpo d’appartenenza, e sentire il drone volare sopra i tetti del Mendrisiotto, non instaura in me la sensazione di vivere in un luogo poco sicuro. Al contrario, mi dice che nelle nostre strade e nei nostri cieli sono messi in atto gli strumenti necessari a prevenire i crimini e a tutelare i cittadini. Mi sento quindi protetta. 

Nei prossimi mesi il Ticino, Mendrisiotto compreso, approfitterà dei benefici di un altro provvedimento voluto dal Ministro Gobbi: l’aumento degli effettivi della Polizia cantonale. La sicurezza è un investimento oneroso, ma tutti ne beneficiamo. 

Un esempio concreto del successo di questa collaborazione si è avuto con la brillante operazione di Polizia seguita alla rapina di lunedì scorso a Novazzano, conclusasi con il fermo (immediato) di 6 persone. Il dispositivo di chiusura dei valichi ha funzionato, così come la collaborazione messa in atto tra le forze di Polizia del distretto. Un plauso alla Cantonale e alla Comunale di Chiasso per l’ottimo risultato ottenuto. I fatti che parlano da soli sono questi. 

Sempre in questo trafiletto sull’Informatore, la persona ironizzava sulla caricatura de Il Mattino, che presenta Gobbi e gli altri candidati al Consiglio di Stato vestiti dei supereroi. Non so se si tratta di un superpotere, ma la capacità straordinaria del Consigliere di Stato Norman Gobbi è rappresentata dalla sua dedizione per il bene dei Ticinesi e dal suo lavoro indefesso per trovare le soluzioni adatte ai bisogni dei cittadini; di tutti i cittadini. Lui, che è originario e abita in Alta Leventina, ha sempre preso decisioni i cui benefici sono andati a favore di tutto il Cantone e quindi anche del nostro Mendrisiotto. Forse questo non fa di Norman Gobbi un supereroe, sono però sicura che ne fa un buon membro del nostro Governo.

Un Cantone che ha bisogno riforme

Un Cantone che ha bisogno riforme

Di Michele Foletti, Mattino della domenica 05.04.2015

Per anni questo Cantone non è stato capace di proporre nuovi modelli e nuove visioni a livello di amministrazione, di gestione e di sviluppo. Solo un Governo a maggioranza leghista potrà dare un futuro al Ticino.

L’ultimo quadriennio prima della rivoluzione del 2011 con il cambiamento della maggioranza relativa in Consiglio di Stato è risultato praticamente inutile. E’ stato un quadriennio di attesa e preparazione al pensionamento dei tre consiglieri uscenti. Tempo perso per cittadini e aziende, ma tempo guadagnato per i tre partiti storici che lo hanno utilizzato per consolidare il proprio potere nell’amministrazione in attesa del sorpasso leghista. 

E’ sufficiente ricordarsi di tante nomine e tante promozioni per capire che i partiti storici hanno solo cercato di piazzare le proprie pedine nei punti nevralgici dell’amministrazione in modo da evitare il peggio. 

L’attuale Consiglio di Stato – a maggioranza relativa leghista – con tre consiglieri nuovi su cinque, ha dovuto tentare di recuperare il tempo perso, praticamente in tutti gli ambiti: pianificazione ospedaliera, riforma Cantone-Comuni, nuova giustizia, riforma territoriale (PCA), riforma della scuola media, riforma della polizia, riforma del settore amministrativo (esecuzione fallimenti, ecc.), riforma della mobilità, riforma della logistica, riforma della gestione del personale, riforma dei sussidi e via dicendo. 

E questo non perché il nuovo Governo a maggioranza relativa leghista fosse impazzito di colpo e si fosse messo in testa che era tutto da cambiare; no, unicamente perché il tempo perso con l’ultimo governo a maggioranza liberale-radicale aveva portato il Canton Ticino in fondo a tutte le classifiche di competitività intercantonale: dagli studi PISA sulla scuola, ai dati sulla criminalità, dalla competitività insediativa, alla capacità di trattenere pazienti ospedalieri sul proprio territorio. E molto altro. 

Non lo dico io: lo dicono i dati, purtroppo. 

L’attuale Consiglio di Stato (a maggioranza relativa leghista) è stato capace a proporre le prime riforme in questa legislatura, mentre l’attuale Parlamento (a maggioranza dei partiti storici) le ha avversate sistematicamente. 

Noi cittadini non possiamo permetterci di tornare indietro di quattro anni o continuare come nella precedente legislatura: abbiamo bisogno di persone che guardano avanti e che pensano al futuro di questo Cantone. Abbiamo bisogno di Consiglieri di Stato coraggiosi e visionari e di parlamentari capaci di concordare le migliori soluzioni. Il Cantone deve cercare di essere competitivo e di essere autonomo nelle sue scelte. 

Se crediamo nel nostro futuro di ticinesi dobbiamo votare per un Consiglio di Stato a maggioranza leghista e per un Parlamento in grado di sostenere l’azione di governo. Ce lo insegna la storia recente degli ultimi otto anni. 

E scrivo queste cose con tutta l’umiltà possibile, di chi due anni fa si è assunto la responsabilità di riformare una Città che era sul baratro della bancarotta e che con tanto lavoro, senza promesse e senza avere il solo desiderio di compiacere i propri elettori, sta mettendo in ordine i conti, sta creando gli strumenti necessari per una sana gestione e contenere i debiti: tutto questo, allo scopo di dare un futuro ai nostri cittadini.

Apertura di procedimenti penali contro tre agenti di custodia

Apertura di procedimenti penali contro tre agenti di custodia

Nell’ambito dell’inchiesta a carico di un prevenuto per violenza contro funzionari, in relazione all’episodio che ha portato il 21 marzo scorso al ferimento di un agente di custodia presso il Penitenziario cantonale e alla successiva apertura di un procedimento penale per il reato di abuso di autorità con conseguente sospensione di un collaboratore del servizio di custodia, il Dipartimento delle istituzioni informa che il Ministero pubblico ha aperto dei procedimenti penali a carico di ulteriori tre agenti di custodia per titolo di abuso di autorità. Eventuali procedure disciplinari verranno comunicate in seguito dal Consiglio di Stato.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ribadisce la sua piena fiducia nel lavoro della Direzione delle Strutture carcerarie e nel personale che giornalmente lavora a contatto con i detenuti. Gli eventuali errori di pochi non possono e non devono mettere in cattiva luce il buon lavoro di tutti gli altri, i quali svolgono irreprensibilmente un compito estenuante, reso ancor più difficile dalle frequenti provocazioni dei detenuti e dall’alto tasso di occupazione delle Strutture carcerarie (vicino al 100%). I comportamenti oggetto dei procedimenti penali, se confermati dall’esito della procedura, sono comunque delle eccezioni che non possono essere giustificate e che, evidentemente, anche in futuro non saranno tollerate.

Come esposto in occasione della conferenza stampa del 10 febbraio 2015, le misure introdotte dal Direttore Stefano Laffranchini stanno già contribuendo a un miglioramento delle condizioni lavorative all’interno delle carceri. La Direzione del Dipartimento delle istituzioni è convinta che l’attuazione e il consolidamento di tutte le nuove misure volute dal Direttore delle Strutture carcerarie contribuiranno ulteriormente al miglioramento della qualità dell’ambiente professionale, con conseguenze positive anche sull’operato degli agenti di custodia. 

Per le Valli ci sono anche i fatti!

Per le Valli ci sono anche i fatti!

Regolarmente alla vigilia di ogni appuntamento elettorale diversi candidati propongono misure a sostegno delle zone periferiche. Per la prima volta nel corso degli ultimi decenni, in questo quadriennio il Governo su proposta del mio Dipartimento ha promosso serie e vere idee per una valorizzazione delle zone periferiche che passa dal rafforzamento dei centri valligiani.

Quale abitante del “profondo nord” di questo Cantone e con numerose relazioni personali con le valli ticinesi sono estremamente sensibile al mantenimento di servizi amministrativi nelle zone periferiche, poiché sono la base di sviluppo per posti di lavoro e opportunità economiche. In tal senso, come Consigliere di Stato ho operato per il mantenimento delle Preture (la giustizia di prossimità), dei servizi del mio Dipartimento (registri, esecuzione), puntando poi a possibili delocalizzazioni di servizi che grazie allo sviluppo dell’informatica possono spostarsi in zone non urbane, in quanto non necessitano di uno sportello come il futuro contact-center (servizio informazioni telefonico) del settore esecuzione.

Tutto ha avuto inizio con la decisione, discussa ma poi sfatata dai fatti, di delocalizzare l’ufficio cantonale del registro di commercio da Lugano a Biasca. Una proposta da me lanciata ancora da giovane deputato e mai concretizzata sino al mio arrivo in Consiglio di Stato. Una decisione che ha fatto sorgere dubbi, ma che alla luce dei fatti si è trasformato in un successo su più livelli. Da un lato l’efficienza dell’ufficio non ha subito flessioni, anzi: il nostro Cantone è ancora tra i più rapidi nell’evasione delle richieste sottoposte all’ufficio del registro di commercio. In secondo luogo ha permesso di occupare giovani residenti nella regione delle Tre Valli che hanno recuperato brillantemente le conoscenze tecniche del settore, mentre il personale precedentemente occupato a Lugano ha trovato altre soluzioni nell’amministrazione cantonale. Infine, lo spostamento ha sfatato il mito del “non è fattibile” in ambito di delocalizzazione dei servizi cantonali, ovviamente dopo aver valutato la fattibilità e la sensatezza della stessa dal punto di vista del servizio al cittadino e alle aziende, rispettivamente dei principi di efficacia e efficienza.

Questa positiva esperienza mi ha poi spinto ad avviare una riflessione generale su quali servizi cantonali possano essere delocalizzati nelle zone periferiche. Una riflessione condivisa dal Governo che ha trovato naturali resistenze nell’amministrazione, ma grazie ad un approccio tecnico nella valutazione della fattibilità e del servizio al cittadino ha potuto avanzare, con il supporto della SUPSI. Prossimamente il Governo dovrà decidere in merito e sono certo che l’esperienza positiva dell’Ufficio del registro di commercio potrà essere replicata senza diminuire il principio di prossimità e la qualità del servizio al cittadino; elementi quest’ultimi che devono sempre essere al centro dell’attenzione.

In questi quattro anni il Governo ha svolto su mia indicazione queste riflessioni e compiuto i primi passi per delle delocalizzazioni di servizi cantonali nelle valli. Il mio impegno è stato mantenuto e che – con la fiducia che il Popolo ticinese vorrà nuovamente concedermi – potrò continuare a concretizzare con misure vere e fatti concreti a sostegno delle zone periferiche e dell’occupazione della sua popolazione.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato