Aggregazione del nuovo Comune di Verzasca bocciata dal Tribunale federale

Aggregazione del nuovo Comune di Verzasca bocciata dal Tribunale federale

Il Consiglio di Stato comunica che in data odierna è stata recapitata la sentenza del Tribunale federale del 25 agosto 2015 sul ricorso del Comune di Lavertezzo contro il Decreto legislativo 10 marzo 2014 concernente l’aggregazione dei Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e dei territori in Valle dei Comuni di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo. Il ricorso è stato accolto.

Le ragioni dell’accoglimento del ricorso sono essenzialmente legate alla portata delle basi legali oggi presenti nella Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. A giudizio del Tribunale federale l’attuale legge non prevede in modo chiaro la facoltà per decretare una separazione in via coatta di parti di territorio o di frazioni di un Comune per farli confluire con altri Comuni in un nuovo Comune.

Il Consiglio di Stato esaminerà ora con attenzione la questione, coinvolgendo senz’altro i Comuni interessati. Oggetto di valutazione sarà pure l’aspetto normativo

Bellinzona soll zehntgrösste Schweizer Stadt werden

Bellinzona soll zehntgrösste Schweizer Stadt werden

Da TagesAnzeiger.ch l Die Hauptstadt des Tessins will sich mit 16 umliegenden Gemeinden verschmelzen und ein Gegengewicht zu Lugano setzen.
Es ist ein gigantisches Vorhaben, vielleicht sogar das grösste Gemeindefusionsprojekt, das die Schweiz je gesehen hat. 17 Gemeinden im Bellinzonese sind beteiligt. Kommt es zustande, wird Bellinzona mit 52’000 Einwohnern zur zehntgrössten Schweizer Stadt. Entschieden wird am 18. Oktober. Dann finden die Konsultativabstimmungen statt, zeitgleich mit den nationalen Wahlen.

Um die Bevölkerung vom Projekt zu überzeugen, wirft der Kanton 52,6 Millionen Franken in die Waagschale. «Das Vorhaben ist von grosser strategischer Wichtigkeit, weil das Bellinzonese bisher immer am Rande der Entwicklungen stand», sagt Norman Gobbi (Lega), Direktor des Justiz- und Innendepartements. Der Grund: Im Bellinzonese sind das Kirchturmdenken und die lokale Identität besonders stark verankert. Daran, so meint er, werde aber auch das Fusionsprojekt nichts ändern.

In die Deutschschweiz pendeln

Trotzdem hat das Projekt gute Chancen, realisiert zu werden. Das könnte am Vorgehen liegen. «Der Anstoss zum Projekt kam nicht von Bellinzona als Polstadt, sondern von den Agglomerationsgemeinden», sagt Stadtpräsident Mario Branda (SP), Co-Präsident des Fusionskomitees. Das ist ein entscheidender Unterschied zum Fusionsprojekt von Lugano, wo die Zentrumsstadt mit ihrer Finanzstärke die Nachbarsgemeinden köderte.

Tatsächlich waren es die Gemeinden in der südlichen Agglomeration von Bellinzona, Giubiasco und Sementina, welche 2011 unter dem Motto «Gemeinsam sind wir stark» die Initiative ergriffen. «Wir haben uns gefragt, wie es in der Region weitergehen soll», erinnert sich Giu­biascos Gemeindepräsident Andrea Bersani (FDP), zweiter Co-Präsident im Komitee. Das nördliche Tessin sei traditionell strukturschwach und hinke wirtschaftlich dem Südtessin hinterher. Um das Territorium nachhaltig und sinnvoll zu bewirtschaften, etwa Industriezonen auszuscheiden, brauche es eine einheitliche Sicht. Nur so könne man vernünftig planen und einen kleinen Gegenpol zum wirtschaftlich starken Luganese bilden.

Einen wichtigen Anstoss gab die bevorstehende Inbetriebnahme des neuen Gotthard-Basistunnels im Dezember 2016. «Wir sind die erste Haltestelle im Süden dieses Tunnels», sagt Bersani. In Zukunft sei es möglich, im Bellinzonese zu leben und in der Deutschschweiz zu arbeiten. Doch dafür müsse man gemeinsam planen. Mario Branda betont seinerseits die Vorteile, die eine Positionierung von Bellinzona als biomedizinischem Pol um das Institut für Biomedizin (IRB) im Rahmen einer städtischen Vision bietet.

Die Liste der Fusionsgemeinden ist lange und reicht von Bellinzona als Kantonshauptstadt mit 18’000 Einwohnern bis zum Dörfchen Moleno mit gerade mal 100. Durch die Aufteilung in Quartiere soll garantiert werden, dass alle Gemeinden Mitspracherecht haben. Im anhaltenden Fusionsprozess werden auch die Stimmen aus den Kleinstgemeinden berücksichtigt. «Es ist ein aussergewöhnliches und vorbildliches Fusionsprojekt mit einer innovativen und transparenten Methode», sagt Professor Rainer J. Schweizer von der Forschungsgemeinschaft für Rechtswissenschaft der Universität St. Gallen. Deshalb wurde die «Aggregazione del Bellinzonese» im diesjährigen Demokratiepreis der Neuen Helvetischen Gesellschaft eigens erwähnt.

Hindernis Steuerfuss

Wie bei jedem Fusionsprojekt gibt es auch im Bellinzonese Gegner. So hat sich in Sant’Antonino eine überparteiliche Gruppe gegen die Fusion formiert. Das erstaunt nicht: Sant’Antonino verfügt über eine wichtige Industriezone – und einen Steuerfuss von 65 Prozent. Im Grossbellinzona wird er voraussichtlich bei 90 Prozent liegen.

Wie stehen die Chancen, dass die Fusion zustande kommt? «Ich bin durchaus zuversichtlich» sagt Andrea Bersani. Kommt das Vorhaben in den projektrelevanten Gemeinden durch, dürfte das neue Bellinzona 2017 Realität sein.

(Gehrard Lob)
http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/Bellinzona-soll-zehntgroesste-Schweizer-Stadt-werden-/story/16922258

Aggregazione dei Comuni di Cresciano,Iragna,Lodrino ed Osogna: approvato lo studio e fissata la data della votazione consultiva

Aggregazione dei Comuni di Cresciano,Iragna,Lodrino ed Osogna: approvato lo studio e fissata la data della votazione consultiva

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta odierna, ha accolto la proposta della Commissione di studio per l’aggregazione dei Comuni di Cresciano, Iragna, Lodrino ed Osogna in un nuovo comune denominato “Riviera”. Nel contempo il Governo ha pure autorizzato il Dipartimento delle istituzioni a redigere e a trasmettere il rapporto alla popolazione in modo che la stessa abbia la possibilità di esprimersi in votazione consultiva il prossimo 18 ottobre 2015 contemporaneamente alla consultazione prevista per i 17 Comuni del Bellinzonese.

Per favorire la nascita del nuovo Comune, il Consiglio di Stato ha confermato misure di sostegno per un importo complessivo di 3,8 milioni di franchi così suddivisi:

  • 1,8 milioni di franchi come contributo per il finanziamento di investimenti comunali;
  • 1,0 milioni di franchi allo scopo di neutralizzare la situazione di eccedenza passiva di Iragna;
  • 1,0 milioni di franchi come contributo per la realizzazione del Centro scolastico polifunzionale previsto dall’attuale Comune di Cresciano.

Dopo l’aggregazione il nuovo Comune di Riviera avrà un territorio di 8’617 ettari con una popolazione di oltre 4’000 abitanti. Finanziariamente si prospetta una situazione di partenza sostanzialmente sana, con un moltiplicatore d’imposta pari al 95%, un autofinanziamento di 1,8 milioni di franchi, un capitale proprio di 3,8 milioni di franchi e un debito pro capite di 3’275.– franchi.

Questo progetto rappresenta un primo fondamentale passo nella giusta direzione per il rafforzamento istituzionale della Valle Riviera.

In base all’esito della votazione consultiva e alla crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio, l’entrata in funzione del nuovo Comune potrebbe avvenire nella primavera del 2017.

Aggregazione dei Comuni di Cresciano, Lodrino, Iragna e Osogna

Aggregazione dei Comuni di Cresciano, Lodrino, Iragna e Osogna

Il Consiglio di Stato ha preso atto delle richieste formulate dalla Commissione di studio per l’aggregazione dei Comuni di Cresciano, Lodrino, Iragna e Osogna, e ha comunicato la disponibilità a stanziare aiuti cantonali fino a un massimo di 3,8 milioni di franchi a favore del progetto.

In vista del coinvolgimento dei Legislativi comunali, chiamati a esprimere il proprio preavviso nei confronti dei rispettivi Municipi, il Governo ha confermato l’intenzione di stanziare un contributo finanziario cantonale, così suddiviso:

  • 1,8 milioni di franchi per sostenere investimenti che favoriscano un’adeguata integrazione delle frazioni e lo sviluppo del nuovo Comune;
  • 1,0 milioni di franchi per neutralizzare la situazione di eccedenza passiva di Iragna, sulla base del credito-quadro da 120 milioni di franchi destinato ai Comuni in dissesto finanziario.

Accanto a questi contributi diretti è poi previsto un aiuto agli investimenti – in base all’articolo 14 della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI) – per favorire la realizzazione di una struttura polivalente a Cresciano, destinata a rafforzare le infrastrutture del nuovo Comune. La determinazione definitiva di tale aiuto compete al Dipartimento delle istituzioni, che si è impegnato a confermarne l’entità entro la prima settimana di giugno, una volta sentito il parere della speciale Commissione consultiva. L’importo esatto, valutato sulla base dell’istanza inoltrata nel frattempo dal Municipio di Cresciano alla Sezione degli enti locali, dovrebbe essere compreso tra un minimo di 0,7 e un massimo di 1,0 milioni di franchi.

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Il Dipartimento delle istituzioni e l’Ufficio per lo sviluppo economico hanno incontrato ieri a Bellinzona i cinque sindaci dei comuni della Valle Onsernone interessati dal progetto di aggregazione, per una prima discussione in vista della formazione del nuovo Comune, che avverrà in concomitanza con le elezioni comunali del 10 aprile 2016. Dopo la decisione del Tribunale federale che ha respinto i ricorsi interposti contro l’aggregazione dei comuni dell’Onsernone, il Decreto di aggregazione deciso dal Gran Consiglio è diventato definitivo.

Per impostare i lavori preparatori e i passi che restano da intraprendere in vista della costituzione del nuovo Comune, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi con i collaboratori Daniela Baroni e Nicola Rossetti e il capo dell’Ufficio per lo sviluppo economico Valesko Wild hanno incontrato i sindaci Marco Garbani Nerini (Gresso), Roberto Carazzetti (Isorno), Mario Ferrari (Mosogno), Gemma Mordasini (Onsernone) e Cristiano Terribilini (Vergeletto).

Nel corso della riunione è stato concordato che la costituzione del nuovo Comune di Onsernone avverrà in occasione delle elezioni comunali generali previste per il 10 aprile 2016. Nel frattempo, con il coordinamento degli attuali sindaci, verrà istituito un gruppo operativo formato dai segretari comunali, che – con il supporto della Sezione enti locali – allestirà la documentazione necessaria ad avviare il lavoro dei futuri amministratori comunali. Nel contempo, verranno intrapresi ulteriori passi nell’ambito dello specifico programma di rilancio per le zone a basso potenziale, coordinato dall’Ufficio per lo sviluppo economico.

Un matrimonio riuscito

Un matrimonio riuscito

Il Cantone Ticino ha avviato da diversi anni ormai la politica delle aggregazioni e le esperienze fatte hanno permesso di constatare una sostanziale soddisfazione per le scelte compiute e un apprezzamento per i cambiamenti qualitativi vissuti dai cittadini dei nuovi Comuni aggregati. Un fattore non indifferente, in quanto in ogni processo di aggregazione comunale si sa cosa si lascia, mentre le certezze su quanto si andrà ad avere non sono complete.

Oggi con la vostra festa per i 10 anni dall’aggregazione di Cadenazzo con Robasacco siete la migliore dimostrazione dei risultati ottenuti.

La volontà politica dell’autorità cantonale di seguire la via del riordino istituzionale dei Comuni ticinesi ebbe inizio alla fine degli anni Novanta da una parte in risposta alle difficoltà di molti comuni con finanze deficitarie, strutture amministrative carenti e quindi servizi inadeguati; dall’altra dalla necessità di attuare una strategia di rilancio competitivo a livello regionale all’insegna di uno sviluppo sostenibile.
Voi tra i primi avevate capito che nella politica delle aggregazioni e dei flussi tra Cantone e Comuni, non si deve perdere di vista un aspetto centrale: il servizio alla cittadinanza. In questo senso piccole realtà comunali, benché ben organizzate, non possono garantire medesimi servizi di qualità e quantità paragonabile a istituzioni comunali più strutturate. Ognuno con le proprie peculiarità, ma con una convergenza di vedute sui temi regionali e sulla necessità d’affrontare i problemi in maniera unita per realizzare una regione più dinamica sul piano economico, sociale e culturale.
Alla ricerca di una maggiore efficienza nella gestione delle risorse territoriali, finanziarie ed umane, il vostro progetto ha assunto una spiccata valenza di solidarietà intercomunale.
Il Municipio di Cadenazzo, ritenuto che l’aggregazione non avrebbe portato alcun
pregiudizio finanziario ai suoi cittadini visto il risanamento di cui avrebbe beneficiato Robasacco, ritenne infatti che fosse assolutamente necessario poter aiutare i cittadini di questo Comune a mantenere o ritrovare i diritti che gli devono essere garantiti.

Anche per Cadenazzo esistevano dei vantaggi come una razionalizzazione nell’accompimento di alcuni servizi tuttoggi svolti in comune, nonché la possibilità di gestire un territorio più ampio e con maggiori potenzialità.
In conclusione, ciò che accomunava i due Enti era la convinzione che fosse necessario mirare ad un Comune moderno, dotato della forza necessaria per affrontare con maggior dinamismo e razionalità le sfide poste da una società sempre più esigente e da un territorio sempre più complesso da gestire. Senza perdere l’identità locale perché una realtà comunale più vasta non annulla comunque le piccole e vitali identità di paese, ma anzi le rafforza.

Come Consiglio di Stato e Dipartimento delle istituzioni abbiamo continuato a credere che il progetto di aggregazione sia un passo concreto per il raggiungimento di un nuovo e competitivo Cantone in grado di difendere gli interessi e le priorità della sua popolazione e del suo territorio elaborando un Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) ed al contempo sviluppando la riforma dei rapporti fra Cantone e Comuni. Una riforma che non sia soltanto prerogativa dei Comuni, ma che consenta di estendersi al Cantone stesso attraverso l’alleggerimento dell’apparato statale, con riduzione dei relativi compiti e dei corrispettivi oneri. La stessa si ripercuoterà sui Comuni, ma sarà al tempo stesso ampiamente compensata localmente dal sostanziale recupero in competenze, autonomia, e posti di lavoro.
In questo importante processo di riforma istituzionale rientrano anche i Patriziati che, nei nuovi Comuni aggregati, devono giocare e in taluni casi già giocano sempre più un ruolo di collante territoriale, profilandosi anche quali aggregatori sociali. Una funzione sempre più determinante e complementare al Comune.
Con la revisione parziale della Legge organica patriziale, in vigore il 1° gennaio 2013, si è creato il nuovo Fondo per la gestione del territorio, tramite il quale, per la prima volta si è introdotto un meccanismo di collaborazione diretta fra Comuni e Patriziati per interventi di gestione e manutenzione dello stesso. Il Governo ha così voluto riconoscere ai Patriziati, oltre al tradizionale ruolo legato al senso di appartenenza, al legame con il territorio e alle tradizioni locali, anche un ruolo sussidiario in collaborazione con i Comuni.

In questa visione rientra il pieno appoggio che il Governo ha appena confermato al progetto dell’aggregazione del Bellinzonese, progetto in cui anche voi come Comune di Cadenazzo vi rimettete nuovamente in gioco, convinti, ancora una volta, che sia la politica giusta.
Saranno sempre i Cittadini a dover decidere il prossimo autunno, ma i primi passi sembrano essere di buon auspicio.
Mi complimento quindi con tutti voi per l’atto di fiducia compiuto con lungimiranza 10 anni fa verso il futuro in cui le incognite erano molte e per la nuova sfida che avete scelto.

Un Ticino forte deve poter contare su Comuni sempre più in grado di ottimizzare ed ampliare la competenza amministrativa e l’offerta di strutture e di servizi a beneficio dei propri cittadini.

Le aggregazioni comunali hanno sin qui avuto il pregio di ridare più forza e più autonomia al Comune, riequilibrando parzialmente i rapporti fra Cantone e Comuni.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Norman Gobbi Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dei 10 anni dall’aggregazione di Cadenazzo con Robasacco.  21 marzo 2015 – Cadenazzo

– Fa stato il discorso orale –

Bellinzonese, terreno chiave del Ticino di domani

Bellinzonese, terreno chiave del Ticino di domani

Mi complimento con voi e vi ringrazio a nome del Consiglio di Stato per l’importante lavoro svolto dal Gruppo operativo e dalla Commissione di studio che ha portato oggi alla presentazione del progetto.

Un progetto aggregativo complesso, ambizioso, ma estremamente importante per l’assetto istituzionale del Cantone. Per questo motivo Il Governo ribadisce la propria disponibilità a sostenerlo in modo importante perché mira a rendere il Bellinzonese una regione più forte sul piano socio-economico, in grado di affrontare le sfide del futuro in modo propositivo e di ridurre sostanzialmente la dipendenza dai contributi perequativi.
È stata inoltre molto apprezzata la volontà dei Municipi di mettersi al voto insieme: per la prima volta nella storia ticinese infatti 17 Comuni hanno sottoscritto un’unica istanza di aggregazione. Ognuno con le proprie peculiarità, ma con gli stessi obiettivi per realizzare una regione più dinamica sul piano economico, sociale e culturale.
Il prossimo passo ora spetta al Consiglio di Stato che si impegnerà ad approvare il progetto il più presto possibile in modo da confermare la data del 18 ottobre per la votazione consultiva.

La tempistica inizialmente ipotizzata conduceva alla costituzione del nuovo Comune in concomitanza con le elezioni generali di aprile 2016. La consistenza del progetto ha ovviamente portato ad una dilatazione dei tempi che, secondo l’attuale legge, potrebbe vedere prorogata la legislatura solo in caso di un voto consultivo favorevole di tutti i Comuni. Così, se anche solo un Comune dovesse esprimersi contro l’aggregazione, un’ipotesi non del tutto impossibile, le elezioni dovrebbero tenersi per tutti nella primavera 2016, senza possibilità di posticipo. E dopo neanche un anno nuove elezioni comunali per la costituzione del nuovo Comune aggregato.
È evidente che uno scenario come questo è un impegno troppo gravoso e fuori dell’ordinario, soprattutto se consideriamo che coinvolge un intero agglomerato! Per questo motivo, il Cantone ha recentemente sottoposto al Gran Consiglio una proposta di

modifica della legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni volta a salvaguardare lo svolgimento di un progetto cosi importante: se il Gran Consiglio la accoglierà (la Commissione speciale che se ne è occupata si è già espressa positivamente), una proroga potrà essere concessa, anche in assenza di un voto unanime, per lo meno a quei Comuni che si saranno espressi favorevolmente.

Come Consiglio di Stato e Dipartimento delle istituzioni crediamo che il progetto di aggregazione sia un passo concreto per il raggiungimento di un nuovo e competitivo Cantone in grado di difendere gli interessi e le priorità della sua popolazione e del suo territorio. L’obiettivo è che ogni regione sia in condizione di valorizzare appieno il proprio potenziale profilandosi quale motore dello sviluppo economico e sociale locale.
Una aggregazione come quella bellinzonese è il passo giusto per ridare al nostro Cantone un nuovo assetto per favorire una crescita competitiva. Negli anni il divario tra Sopra e Sottoceneri è aumentato favorendo una concentrazione di attività economiche e di popolazione verso il Luganese. Questa evoluzione provoca grandi squilibri. È quindi necessario che ogni regione possa valorizzare le proprie specificità.

Il sostegno indicato alla Commissione di studio da parte del Governo è il riconoscimento di un progetto unico per dimensione e contenuto a livello cantonale: la creazione di una governance territoriale unica per un’intera agglomerazione urbana. Un sostegno che, con la costituzione della nuova città, avrà sul medio termine effetti positivi su tutto il Cantone, Comuni paganti compresi, poiché l’obiettivo già citato di ridurre la dipendenza dalla perequazione avrà ricadute dirette sui flussi intercomunali. Un sostegno che farà da base per gli altri progetti aggregativi di agglomerato urbano e per gli ulteriori progetti che coinvolgono le aree extra-agglomerato.

L’aggregazione comunale, passo compiuto già da molti Comuni, è un passo fondamentale per consentire la revisione di compiti e dei flussi finanziari tra Cantone e Comuni; la riuscita di questa riforma dipende primariamente da un assetto istituzionale più snello, contraddistinto da un numero più limitato di Comuni.
Le esperienze fatte sino ad oggi hanno permesso di constatare una sostanziale soddisfazione per le scelte fatte e un apprezzamento per i cambiamenti qualitativi vissuti dai cittadini dei nuovi Comuni aggregati. Alcuni problemi sono nati, è giusto riconoscerlo, laddove non si è proceduto con una certa analisi e una condotta stretta del processo di costituzione del nuovo ente locale.
L’impegno futuro collettivo di Comuni e Cantone deve rimanere quello di offrire ai propri cittadini servizi di qualità, forniti dal giusto livello istituzionale, per permettere una ottimizzazione delle risorse impiegate nella loro erogazione. Oggi il Ticino è confrontato con diverse sfide: vi saranno delle trasformazioni radicali che modificheranno la conformazione del Cantone sia a livello economico che territoriale; cambiamenti che, se il Ticino riuscirà a valorizzare le sue potenzialità, potranno costituire delle opportunità di crescita.

La visione “Città-Ticino” implica un ripensamento del ruolo dei Comuni per sviluppare una visione d’insieme di tutto il Cantone.
Auspico quindi che il progetto del Bellinzonese possa essere una storia di successo, e sia di esempio e di stimolo per quei Comuni che non hanno ancora deciso di intraprendere questa strada. Il Bellinzonese è il terreno chiave per iniziare a definire il Ticino di domani, e questa sfida dobbiamo affrontarla apertamente e con la fiducia di coloro che stanno creando le basi per un Ticino più coeso al suo interno e meglio capace di rispondere alle domande del futuro.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della presentazione del Progetto di aggregazione del Bellinzonese

Aggregazione del Bellinzonese: incontro con il Governo

Aggregazione del Bellinzonese: incontro con il Governo

Aggregazione dei Comuni del Bellinzonese – Il Consiglio di Stato incontra il Gruppo operativo. Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi il Gruppo operativo per l’aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese, con l’obiettivo di stabilire i prossimi passi del progetto, che dovrebbe potere essere sottoposto a votazione consultiva entro il mese di ottobre del 2015.

Una delegazione del Governo – composta dal vicepresidente Norman Gobbi e dai consiglieri di Stato Paolo Beltraminelli, e Laura Sadis, e accompagnata dal capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi e dal vice Cancelliere dello Stato Roberto Keller – ha incontrato oggi il Gruppo operativo per l’aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese, rappresentato dai sindaci Andrea Bersani (Giubiasco), Mario Branda (Bellinzona), Riccardo Calastri (Sementina) e Ivan Guidotti (Monte Carasso), con la vicesegretaria di Giubiasco Alessandra Sartore, il segretario comunale di Sementina Reto Malandrini e il consulente Michele Passardi.

La riunione ha permesso al Consiglio di Stato di essere aggiornato sull’avanzamento dello studio aggregativo e di chiarire i prossimi passi, in particolare la data di consegna della studio e quella prevedibile per la votazione consultiva. Il Governo ha inoltre avuto modo di ribadire al Gruppo operativo la propria disponibilità a sostenere il progetto, che mira a rendere il Bellinzonese una regione più forte sul piano socio-economico, in grado di affrontare le sfide del futuro in modo propositivo e di ridurre la dipendenza dai contributi perequativi.

Per quanto riguarda l’ammontare del sostegno cantonale al progetto – in forma diretta e indiretta – le parti hanno potuto trovare un accordo di fondo, in attesa di determinare gli importi in base all’esito delle verifiche richieste dal Gruppo operativo. Entro la fine di febbraio il Consiglio di Stato formulerà la propria proposta definitiva.

Fusione grande Bellinzona: il voto slitta in autunno

Fusione grande Bellinzona: il voto slitta in autunno

Ribadito dal Governo il sostegno allo sviluppo dell’agglomerato. Occorre più tempo per poter sottoporre al giudizio popolare il progetto d’aggregazione del Bellinzonese. La votazione consultiva prevista la prossima primavera slitta di qualche mese: si terrà in autunno, verosimilmente tra il settembre e l’ottobre. È quanto emerso nell’incontro che il gruppo operativo del progetto di aggregazione ha avuto ieri mattina con il Consiglio di Stato.