“I tre seggi sono a rischio”

“I tre seggi sono a rischio”

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 3 febbraio 2020 de La Regione

Il movimento di via Monte Boglia lancia l’allarme e intima agli elettori: ‘Votate secco per la Lega!’
Nella festa pre-elettorale della Lega dei Ticinesi a Pregassona contrattacco al Plr e un solo obiettivo: ‘Desideriamo continuare a governare’

L’anno prossimo la Lega dei Ticinesi compirà trent’anni, una maturità che ha portato il movimento di via Monte Boglia dalle barricate e dalle carovane alle stanze dei bottoni. Presente in 63 Comuni su 107 cerca oggi nuove conferme, soprattutto a Lugano. Perché è proprio qui, sulle sponde del Ceresio, che si giocherà una campagna elettorale delicata: «Rivincere – ha esordito il sindaco leghista Marco Borradori alla festa tenutasi al capannone di Pregassona – è sempre più difficile che vincere. Nessuno ci regalerà nulla e per questo non esistono seggi o uscenti al sicuro. Ma a Lugano vogliamo continuare a governare, anche con gli altri, perché la Lega non ha mai messo da parte nessuno». Un terzo seggio, dunque, «tutt’altro che sicuro» non ha nascosto Borradori, plaudendo alla ‘velocità di crociera’ raggiunta con l’alleanza con l’Unione democratica di centro. Poi l’accenno alle “voci strane” che si sono fatte largo nelle ultime settimane e il chiaro riferimento al Partito liberale radicale: «Fa un po’ strano vedere questo defilarsi, questo buttare terra sugli altri per mascherare pasticci in cui si sono loro stessi infilati, questo far ricadere tutto su di noi, come se tutti non dovessero prendersi le proprie responsabilità, anche degli errori».

‘Più radici nei Comuni’
Un movimento che ieri – intonando più volte l’inno del ‘vota Lega e non esitar!’ – ha schierato, fra un salamino e un piatto di risotto, consiglieri di Stato e granconsiglieri, consiglieri nazionali e agli Stati, municipali e consiglieri comunali: «Dobbiamo mettere sempre più radici nei Comuni – ha annotato il direttore del Dipartimento del territorio Norman Gobbi –, da quel terreno dove arrivano mal di pancia e disillusioni. Perché, anche se gli altri stanno facendo peggio, non dobbiamo fermarci né sottovalutare le insidie. Occorre mobilitarci se vogliamo continuare a crescere».

Tre seggi a rischio, evocati anche dal municipale uscente Lorenzo Quadri: «Ogni voto conta» si è rivolto alla numerosa platea ribadendo i valori fondanti del movimento, quel ‘prima i nostri’, «anche nel sociale e nell’emergenza occupazionale». Dopo di lui è salito sul palco Michele Foletti, “l’uomo del pallottoliere” (nell’esecutivo luganese è responsabile delle finanze, ndr): «Siamo tre municipali complementari, che andiamo d’accordo e non siamo gelosi l’uno degli altri, capaci di condurre una città solida». La parola è poi passata all’unica candidata leghista, Sabrina Aldi: «La Lega dei Ticinesi – ha ribadito – può contare su donne valide e competenti e per una presenza, dunque, non solo per ragioni di quote». L’altra metà del cielo luganese: «La Lega – non ha mancato di dire – è nata sul Ceresio ed è qui che deve tornare a vincere». Vittoria che si fa quindi non scontata tanto che il consigliere comunale nonché cerimoniere della giornata, insieme a Michael Nyffeler, Andrea Sanvido lo ha detto chiaro: «Non è stato facile trovare i nomi per la lista dei candidati, anche per una certa diffidenza per chi oggi gestisce la politica. La Lega deve dunque mantenere i propri valori e utilizzare un linguaggio in grado di attirare i giovani. Se speculiamo sugli altri perderemo le elezioni».

I candidati
Il 5 aprile per la Lega ci saranno il sindaco Marco Borradori, i municipali uscenti, Michele Foletti e Lorenzo Quadri, e la grancosigliera Sabrina Aldi. Ad affiancarli, in quota Udc (partito alleato), ci saranno Raide Bassi, Tiziano Galeazzi e Alain Bühler. Per il Consiglio comunale i candidati leghisti sono: Luisa Aliprandi, Alessandro Barbero, Franco Bernasconi, Lukas Bernasconi, Moreno Berta, Samuele Berta, Gian Maria Bianchetti, Boris Bignasca, Marco Bortolin, Marcello Caduff, Andrea Censi, Stefano Di Casola, Michele Foletti, Stefano Gilardi, Laura Kämpf, Nirman Luraschi, Nicholas Marioli, Ero Medolago, Lucia Minotti, Michael Nyffeler, Alain Noser, Marusca Ortelli, Flavio Pesciallo, Rodolfo Pulino, Lorenzo Quadri, Gianluca Sala, Andrea Sanvido, Fabio Snaldi, Christian Tresoldi e Omar Wicht.
L’Udc schiera Paolo Andreetti, Raide Bassi, Gregory Bronz, Alain Bühler, Leonardo Bussi, Antonio Chiesa, Ivano Foraboschi, Carlo Frey, Tiziano Galeazzi, Stefano Gambazzi, Eleni Mandilas, Siro Mazzuchelli, Eros Nicola Mellini, Fabio Padovan, Claudio Paoletta, Antimo Queleroso, Maurizio Reichlin, Paolo Reichlin, Alan Rusconi, Zahra Rusconi, Ferenc Szerdahelyi, Rosita Testorelli, Marco Vigilante.

I mafiosi e gli smemorati

I mafiosi e gli smemorati

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 17 gennaio 2020 de La Regione

La puntata di ’60minuti’ (Rsi) sulle infiltrazioni del crimine organizzato in Ticino e l’ex pp Stauffer che sminuisce il fenomeno. Incredibile. Vediamo allora di ricordare

È un vero peccato che gli autori della puntata di lunedì sera di ‘60 minuti’ (Rsi), dedicata alle infiltrazioni del crimine organizzato in Svizzera, non abbiano allestito e mostrato un elenco delle indagini, dei processi e degli arresti a fini estradizionali che negli ultimi quaranta, quarantacinque anni hanno interessato in Ticino situazioni e persone in (forte) odor di mafia. Sarebbe stato un importante e utile esercizio di memoria. Che nel dibattito in studio, seguito all’intervista al magistrato italiano Alessandra Dolci, avrebbe forse evitato all’avvocato luganese Emanuele Stauffer, già procuratore pubblico e aspirante procuratore generale, di sostenere, fra l’altro, che “se veramente avessimo un’emergenza criminale di questa natura, penso che qualche condanna e qualche inchiesta concreta le avremmo viste”. Invece le abbiamo viste, e non poche, come racconta la storia giudiziaria di questo cantone, anche attraverso i resoconti giornalistici (contrariamente a ciò che ha asserito il consigliere nazionale Marco Romano, i nostri media hanno riferito e riferiscono ampiamente del fenomeno mafia).
 
Se guardiamo al passato, meno e più recente, in Ticino, vuoi per la sua posizione geografica, vuoi per i suoi collaudati servizi finanziari, hanno operato soggetti legati a tutte le principali organizzazioni di stampo mafioso: Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta, Sacra corona unita. Insomma, non ci siamo fatti mancare nulla. Lo attestano indagini e processi, che hanno portato anche a modifiche legislative di peso, per esempio quella che ha introdotto nel Codice penale svizzero l’articolo sul riciclaggio di denaro. Parlavamo di processi. Come quello sulla ‘Pizza connection’ (erano gli anni Ottanta). O quello (era il 2003) nei confronti del titolare di uno studio legale in centro a Lugano: di origini calabresi, da tempo trapiantato in Svizzera, era accusato di aver candeggiato per conto di Cosa Nostra e della ’Ndrangheta, segnatamente delle cosche radicate nel Nord Italia, almeno 75 miliardi delle vecchie lire: il primo caso nel quale una Corte svizzera, nella fattispecie ticinese, ha applicato il 260ter, l’articolo del Codice penale sull’organizzazione criminale. Un verdetto confermato dal Tribunale federale. Senza dimenticare le condanne inflitte nel 2017 dal Tribunale penale federale a un 63enne italiano, considerato dagli inquirenti una sorta di banchiere della ’Ndrangheta, e a un ex fiduciario e già municipale di Chiasso. Parlavamo di inchieste giudiziarie. Come quelle sul contrabbando di stupefacenti e armi, con relativa ripulitura dei proventi, da parte delle mafie calabrese e siciliana: indagini quali la ‘Grave’, la ‘Igres’ o la ‘Roscoba’, per citarne alcune.
 
L’elenco è tutt’altro che esaustivo. Ma quanto citato è sufficiente per ricordare, ancora una volta, che il Ticino non è al riparo dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. “La Mafia? Invisibile, ma attiva”, dichiarò nel 2010 in un’intervista alla ‘Regione’ l’allora procuratore federale Pierluigi Pasi. Una mafia che da noi non spara (per ora almeno), per non destare quell’allarme sociale che finirebbe per comprometterne i traffici illeciti. Per contrastarla non basta adeguare l’arsenale giuridico. La cultura investigativa la si apprende investigando. Purché si indaghi. Servono quindi inquirenti (cantonali e federali) – nonché giudici – capaci, tenaci. E ci sono. Le inchieste e i processi menzionati lo dimostrano. Ma è pure necessario, come ha evidenziato a ‘60 minuti’ il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, che gli operatori onesti di settori economici esposti al rischio di infiltrazioni mafiose individuino per tempo e segnalino situazioni sospette. Serve un’azione concertata.
“Quante volte abbiamo lasciato che un amico…”

“Quante volte abbiamo lasciato che un amico…”

Da www.liberatv.ch

Le riflessioni tra privato e politico del ministro delle Istituzioni: “Disattenzione, velocità e spesso alcol: dobbiamo fare di tutto per richiamare in modo forte che la guida comporta responsabilità!”

Dopo la strage della strada in Val Pusteria, esprimo qui un paio di riflessioni. La prima è quella più personale: la tragedia di sei giovani vite spezzate da un folle ubriaco mi fa pensare alla fragilità della persona umana; un giovane uomo apparentemente tranquillo si mette alla guida con un tasso di alcol nel sangue tale da annullare ogni capacità. Una persona fragile e incosciente, senza rispetto in primo luogo per la propria vita, ma soprattutto per quella degli altri.
Un abisso quello in cui si è trovato l’autore della strage, che rivela l’incapacità spesso di molte persone di avere una responsabilità individuale in grado di sconsigliare derive del genere.

Cosa possiamo fare di fronte a questo? Forse chiederci quante volte abbiamo lasciato che un amico o un’amica guidasse in condizioni non idonee e capire che in quelle circostanze avremmo dovuto responsabilmente intervenire. E farlo ancora prima che l’amico assumesse un quantitativo smisurato di alcol.

La seconda riflessione – quella di politico responsabile della sicurezza in Ticino – tocca invece l’ambito della sensibilizzazione e della prevenzione verso tali comportamenti in auto. L’ho sempre detto e oggi non posso che ripeterlo: ogni morte sulle strade è una morte di troppo. Disattenzione, velocità e spesso alcol: dobbiamo fare di tutto per richiamare in modo forte che la guida comporta responsabilità!

In questo senso le campagne condotte in Ticino cercano di aumentare questa responsabilità individuale. Il Consiglio di Stato ha sempre dato appoggio alle mie richieste di investimenti su campagne stradali e sull’impegno della nostra Polizia su questo fronte. Sarà così anche in futuro. Ognuno di noi può fare qualcosa. Come politico ne tengo conto giornalmente.

 

 

Un felice Natale anche dai politici

Un felice Natale anche dai politici

Da www.ticinonews.ch
Sui social non mancano gli auguri da parte dei parlamentari ai cittadini ticinesi

In questo giorno di festa e gioia anche i politici si fermano per festeggiare con i propri cari e non mancano gli auguri postati sui social.
“Auguroni a tutti, che la magia del Natale ci coinvolga come da piccoli!” scrive il consigliere di stato leghista Norman Gobbi sulla sua pagina Facebook.
“Cari amici, al termine di questo anno per me particolare di cambiamento e di ripartenza, di cuore vi auguro Buon Natale e felice 2020 ricco di soddisfazioni anche ai vostri cari. Un abbraccio” sono invece gli auguri di Paolo Beltraminelli (PPD).
“La persona non è altro che il risultato delle innumerevoli interazioni che segnano una vita.” – (Tzvetan Todorov) è con questa citazione che il consigliere di Stato (PS) Manuele Bertoli augura buone feste, allegando un video in cui suona al piano una canzone di Natale.
Christian Vitta, consigliere di Stato (PLR), ha postato sulla sua pagina Facebook un’immagine creata ad hoc per le feste in cui cita la frase di Shakespeare “Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi” aggiungendo “Tanti cari auguri a tutti voi di Buone Feste, da vivere in armonia e serenità”.
Su Instragram la consigliera degli Stati Marina Carobbio (PS) scrive “Vi auguro di passare delle belle feste, di poter staccare anche voi dallo stress della quotidianità e passare dei momenti di calma con i vostri cari. Buon Natale e felice anno!”
“Un caro augurio di sereno periodo natalizio e felice Anno nuovo” l’augurio di Marco Chiesa, consigliere agli Stati, accompagnato con una foto di famiglia e una seconda che ritrae un albero di Natale.
“Auguri di Buon Natale da tutto il mondo, e anche da parte mia! Bonnes fêtes und einen guten Rutsch ins 2020. Bellas festas da Nadal ed in bun onn nov!” Ignazio Cassis, consigliere Federale (PLR), sulla sua pagina Facebook augura buon Natale in più lingue.

Après les minarets, la burqa?

Après les minarets, la burqa?

Servizio all’interno della puntata di Infrarouge/RTS di mercoledì 18 dicembre 2019

Dix ans après le choc des minarets, c’est l’interdiction de la burqa, du niqab et de toute forme de dissimulation du visage qui commence à enflammer le débat en Suisse. A l’initiative lancée par la droite dure, le parlement oppose un contre-projet, qui obligerait seulement à dévoiler son visage devant les autorités. Alors faut-il bannir de nos rues la burqa et ce qu’elle représente? Ou ce texte est-il la mauvaise réponse à un non problème? Après les minarets, la burqa?

https://www.rts.ch/play/tv/emission/infrarouge?id=404386

(dal minuto 27.40)

Tutto sulla Città in una ‘app’

Tutto sulla Città in una ‘app’

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 18 dicembre 2019 de La Regione

Mendrisio diventa il primo ‘comunemio’ del cantone e apre la strada a un progetto pilota.
È tutta momò la piattaforma che mira ad avvicinare il cittadino all’amministrazione. Obiettivo ‘contagiare’ il Paese.

Cambia lo sguardo
Anche i Comuni, ormai, si sono lasciati prendere nella… rete. L’era digitale è una realtà e l’amministrazione pubblica non può restare alla finestra. Così, quando a Mendrisio è stato proposto di essere parte integrante di un progetto pilota che aspira a ‘conquistare’ (quasi) tutti i Comuni non solo del Ticino bensì della Svizzera intera, non ha faticato a rispondere di ‘sì’. La Città sarà, insomma, protagonista di una ‘app’ (un’applicazione per dirla tutta) già definita “futuristica” e gratuita. Chi l’ha immaginata – ovvero localsearch, marchio di Swisscom directories – ha voluto ribattezzarla ‘comunemio’, in modo da rimarcare la volontà di traslare nell’universo locale un’attitudine che è globale. E la scelta di prendere il ‘la’ dal Mendrisiotto, coinvolgendo altresì un’azienda momò – la Dos group – per sviluppare l’operazione, è stata voluta. Del resto, il capoluogo ha già fatto il salto nel digitale, decidendo di diventare una città ‘smart’.

La missione dell’‘app’, concretizzata in un anno di lavoro, è chiara: essere utile al cittadino. Su questa piattaforma di comunicazione si metteranno, infatti, in contatto l’utente con l’amministrazione comunale e le istituzioni e associazioni culturali e sportive presenti sul territorio. Come dire che si può animare la vita comunale anche da un telefonino. Stefano Santinelli, Ceo di localsearch, non nasconde le ambizioni dell’iniziativa. «L’obiettivo è quello di digitalizzare 2mila Comuni, 40-50mila associazioni e raggiungere così 5-6 milioni di cittadini. Questa app – rilancia – ha un grande potenziale». In più, ha fatto capire, sarà alla portata pure dei piccoli Comuni, svantaggiati a fronte delle possibilità (anche finanziarie) dei grossi centri. D’altro canto, l’applicazione è quanto mai legata alla territorialità, come ha tenuto a osservare Stefano Doninelli, Ceo di Dos group. Tanto più che ‘comunemio’ darà l’opportunità di personalizzare le informazioni nel solco degli interessi dell’utente che la consulta. Dunque i diversi calendari (dal proprio Comune al sodalizio) non avranno più segreti, al pari dei servizi e, al contempo, non ci si lascerà sfuggire più nessuna a manifestazione. «La piattaforma permette di essere più vicini alla nostra realtà – ha constatato il sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini –. Non solo, di conoscere ciò che accade sotto l’aspetto delle attività sociali e culturali».

Una Città già ‘smart’
La Città, d’altra parte, aveva già intrapreso questa strada. «In effetti, anche Mendrisio sta andando in quella direzione, per valorizzare altresì il patrimonio che possiede. Ad esempio, la nostra è stata la prima città in Ticino, al suo fianco la Supsi, a entrare a far parte del Concetto Smart City». Il passo successivo, ci ha fatto capire il sindaco, sarà quello di portare piu servizi sullo sportello elettronico. «Ma senza – ha precisato subito – dimenticare il contatto umano». Nel Distretto, del resto, il capoluogo non è il solo a misurarsi col mondo digitale. A Morbio Inferiore, come in altri Comuni del cantone, si è deciso di provare l’esperienza dell’e-cittadino, favorendo lo scambio di informazioni fra palazzo (comunale) e abitanti. In fondo, ha reso attenti dal canto suo il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, «dall’albo comunale all’‘app’ sul cellulare oggi il passo è breve». Riconosciuto il ritardo sulla digitalizzazione dell’apparato statale, resta l’ineluttabilità di un cambiamento in atto. «E come dipartimento – ha ribadito – è da anni che ci stiamo muovendo in questa direzione, proprio per migliorare la relazione fra cittadino-utente e servizi dello stato».

Una ‘app’ che dà una mano, quindi, serve sempre.

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Servizio all’interno dell’edizione di martedì 17 dicembre 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12546513

Con «comunemio» Mendrisio entra nel futuro

Con «comunemio» Mendrisio entra nel futuro

Da www.cdt.ch

Presentata una nuova App che avvicinerà cittadini e amministrazioni comunali, a partire dal capoluogo momò

«Usare la tecnologia per scoprire il territorio e apprezzare una comunità». Le parole del sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini racchiudono il senso dell’App «comunemio», una novità presentata oggi nella sede della DOS Group di Mendrisio, la società che ha sviluppato l’applicazione insieme a localsearch.

«comunemio» è nata dalla constatazione di un paradosso – ha spiegato il CEO di localsearch Stefano Santinelli -: «In Svizzera siamo ormai tutti ipertecnologici e iperconnessi, ma le amministrazioni pubbliche sono poco digitalizzate».

Quest’App darà a tutti la possibilità di interagire con il proprio Comune – a partire dagli abitanti di Mendrisio, ma presto il servizio sarà esteso e coinvolgerà 2.000 Comuni svizzeri circa e 40.000-40.000 associazioni -, «digitalizzando tutte quelle informazioni che di solito sono appese al frigo di casa». Appuntamenti, calendari sportivi, allenamenti, orari di apertura degli sportelli comunali, ecocentri e chi più ne ha più ne metta. Ma l’App andrà anche oltre: «Il servizio impara a conoscere i nostri interessi e gusti e quindi ci proporrà le informazioni che ci servono più delle altre», ha spiegato Stefano Doninelli, CEO di DOS Group.

«Dobbiamo essere più digitali, anche come Cantone. Le amministrazioni devono però essere predisposte a questo cambiamento, anche di mentalità, che è inevitabile», ha aggiunto il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Localsearch e DOS Group presentano in anteprima l’applicazione Comunemio

 

Valorizzazione della donna in ambito lavorativo: l’esperienza nel DI

Valorizzazione della donna in ambito lavorativo: l’esperienza nel DI

Non basta parlare, occorrono fatti concreti

Si fa un gran parlare in queste ultime settimane del “fattore donna”, legato ai risultati elettorali delle ultime federali. Lo si è invece sempre citato – almeno negli ultimi trent’anni – per quanto riguarda la presenza nel mondo del lavoro, legato sia alle disparità salariali sia all’assunzione di ruoli di responsabilità. Spesso però i politici si sciacquano un po’ la bocca, parlando di valorizzazione della donna nel mondo del lavoro. Non così il consigliere di Stato Norman Gobbi, che alle parole ha preferito di gran lunga i fatti. “Ho sempre considerato importante che nell’amministrazione cantonale vi siano più donne in ruoli-chiave. È un valore aggiunto – sostiene il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. “Quando ho assunto la responsabilità del Dipartimento nel 2011 i funzionari dirigenti donne costituivano appena statisticamente il 7.22% del totale dei funzionari dirigenti all’interno del DI. Stiamo parlando di 4 donne su 49 funzionari dirigenti. Ho subito posto l’obiettivo di incrementare questo numero. Non lo si può certo fare dall’oggi al domani, ma siamo riusciti a migliorare la situazione anno dopo anno. E così nel 2015 le donne dirigenti erano un paio in più, ma soprattutto adesso hanno raggiunto il 22 per cento. Sono quindi triplicate: 12 donne su 52 funzionari dirigenti”, dice il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Un risultato che assume maggior valore anche per il peso specifico delle funzioni occupate dalle donne nel Dipartimento delle istituzioni. “In effetti è così. Il DI è l’unico dipartimento cantonale ad avere una donna nella carica di capo Divisione (Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia, ndr). Inoltre nel corso di quest’anno Silvia Gada è stata nominata alla testa della Sezione della popolazione. Una sezione importante per il lavoro che svolge (si occupa di tutti i permessi per stranieri e dello Stato civile) e per il numero di collaboratori (sono circa 140). È un caso particolare quello della Sezione della popolazione: oltre al capo Sezione donna, anche l’aggiunto capo Sezione è una donna, così come il capo dell’Ufficio migrazione. L’obiettivo che mi sono posto è quello di valorizzare le figure che all’interno delle varie unità amministrative dimostrano capacità importanti. Non importa se siano uomini o donne. Significa che in questi ultimi anni sempre più donne hanno dimostrato di valere e quindi di meritarsi i posti di responsabilità a cui sono state chiamate. D’altronde una politica del personale corretta non può che portare a questo risultato”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Per chiudere aggiungiamo che nei Consigli di amministrazione delle aziende statali tra tutte le persone proposte dai partiti l’unica donna in carica è Valeria Canova Masina in seno all’EOC voluta dalla Lega dei ticinesi. Idem come sopra: c’è chi parla e si riempie la bocca e c’è chi fa.

Le ultime serate al Peter Pan. Il ricordo di Gobbi: “Triste, se ne va un pezzo di storia”. Morici: “Ci lascio il cuore e forse qualcosa di più”

Le ultime serate al Peter Pan. Il ricordo di Gobbi: “Triste, se ne va un pezzo di storia”. Morici: “Ci lascio il cuore e forse qualcosa di più”

Da www.liberatv.ch

Ultimi giorni di vita per lo storico locale di Bellinzona, costretto a chiudere dopo la decisione dei nuovi amministratori. Il gerente: “La movida proseguirà altrove”

Un altro pezzo di storia che se ne va. Il prossimo 31 dicembre chiuderà definitivamente lo storico Peter Pan di Bellinzona, il bar che più di tutti ha animato le serate dei bellinzonesi – e non solo – per 28 anni. La chiusura – va detto – è forzata: sono stati, infatti, i nuovi proprietari dello stabile a ‘sfrattare’ il ‘Pit’, come lo amava chiamare la clientela.
“Qui ci lascio il cuore e forse qualcosa in più. Mi piange il cuore perché è una chiusura forzata contro la quale non abbiamo potuto nulla”, ha detto un triste Gianni Morici, gerente e anima del Peter Pan. Morici e il suo staff, però, non smetteranno di far ballare e cantare gli affezionati. “No – spiega –, le serate, i concerti e i karaoke proseguiranno in altre location. Anche se chiaramente qui abbiamo avevamo costruito qualcosa di bello e importate”.
Il Peter Pan si prepara a dire addio a Via Murate. E sarà un addio degno di nota. Stasera – venerdì 6 dicembre – si terrà la “serata nostalgica” con tantissimi dei protagonisti di 28 anni di storia. Da clienti a collaboratori.
Tra questi ci sarà il ministro Norman Gobbi che su Facebook ha voluto salutare a suo modo lo storico locale. “Inizio Anni Novanta – scrive –: innumerevoli litri divorando panini al tonno o hamburger e patatine con musica metal in sottofondo, intercalati da animate partite “al fotbalino”. Da cliente storico che visse gli spumeggianti primi anni del ‘Pit’, sono triste e stasera sarò con Gianni e i vecchi clienti a brindare a questi anni di storia bellinzonese e ticinese”.
Il 21 dicembre si chiude un’era. La si chiude esattamente come la si era iniziata: con il concerto dei Vomitors, che proprio nel 1992 inaugurarono il locale. Poi calerà il sipario, ma “si guarderà già al futuro”. Perché ogni inizio inizia da fine…

(Foto: www.liberatv.ch)

Airolo premiato per il progetto di copertura dell’autostrada

Airolo premiato per il progetto di copertura dell’autostrada

Da www.laregione.ch

Il Comune leventinese ha ricevuto il premio biennale Espace Suisse e un assegno di 5’000 franchi. ‘Un esempio da seguire anche per altre regioni’

Il Premio Espace Suisse (già Premio Aspan) del valore di 5mila franchi che l’Associazione per la pianificazione del territorio (EspaceSuisse) assegna ogni due anni a enti pubblici che si sono distinti per interventi lodevoli in questo campo è stato attribuito nel 2019 al Comune di Airolo per la riqualifica del fondovalle nell’ambito del progetto di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. Nel corso della cerimonia, svoltasi ieri ad Airolo, EspaceSuisse ha inoltre assegnato una menzione speciale alle Ffs e all’Autorità cantonale ticinese per la realizzazione della ferrovia Mendrisio-Stabio-Varese-Malpensa.

Vantaggi per tutti
In occasione della premiazione, a cui hanno preso parte il consigliere di Stato Norman Gobbi, la direttrice delle Ffs Regione Sud Roberta Cattaneo, il sindaco di Airolo Franco Pedrini e il presidente di EspaceSuisse Giancarlo Ré, a nome del gruppo di lavoro che ha assegnato il premio è intervenuto Moreno Celio illustrando i motivi della scelta (poi sostenuta dal consiglio direttivo dell’associazione). “Espace Suisse ha rilevato che, nel caso del progetto di Airolo, si è riusciti a trovare una soluzione che avvantaggia tutti gli enti coinvolti: oltre al Comune di Airolo anche Cantone e Confederazione ottengono un notevole vantaggio da questa soluzione che può rappresentare un esempio da seguire per altre regioni”, è stato sottolineato. Se da una parte Ustra non è costretta a trasportare e depositare il materiale a decine di chilometri di distanza (ipotesi peraltro fronteggiata da opposizioni locali), dall’altra non si intaccano volumi in discarica per i potenziali bisogni del Cantone nei prossimi decenni e, soprattutto, il Comune di Airolo ritrova un paesaggio totalmente ricostituito.

100 milioni per 1000 metri
Il progetto previsto nell’ambito della costruzione del secondo tubo del Gottardo – che genererà circa 2,5 milioni di tonnellate di inerti – ha preso il via a seguito della richiesta del Comune di Airolo di individuare una migliore integrazione paesaggistica dell’autostrada, in modo da valorizzazione il fondovalle. Grazie a un investimento di 100 milioni l’A2 potrà essere coperta per circa mille metri di lunghezza con una galleria in parte aperta verso il lato del fiume. Una prima a livello ticinese che rappresenta di fatto un cambiamento epocale: oltre al netto miglioramento ambientale, saranno migliori anche la situazione paesaggistica e la qualità di vita.

https://www.laregione.ch/cantone/bellinzonese/1406211/airolo-premiato-per-il-progetto-di-copertura-dell-autostrada

 

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Da www.rsi.ch/news

Premiato il ridisegno di Airolo
Il comune insignito con l’Espace Suisse 2019 per la riqualifica del fondovalle – Menzione speciale per la Mendrisio-Malpensa

La capacità di Airolo di trasformare i previsti lavori alla galleria autostradale del San Gottardo in opportunità per il riassetto territoriale dell’intero fondovalle si è rivelata esemplare al punto da valere al comune il Premio Espace Suisse 2019.
La consegna del riconoscimento (fino al 2018 noto come ASPAN) è avvenuta sabato mattina nella sala del Consiglio comunale leventinese.
Il presidente Giancarlo Rè e il coordinatore del gruppo di lavoro Moreno Celio, nel motivare la scelta, hanno sottolineato come la realizzazione della copertura dell’autostrada e il deposito del materiale di scavo della seconda galleria, si tradurranno di un cambiamento epocale per buona parte dell’abitato. L’intervento permetterà un netto miglioramento ambientale, con un ritorno a una situazione paesaggistica e di qualità di vita.
Una menzione speciale è stata anche attribuita alle Ferrovie federali svizzere e al canton Ticino per la valenza della ferrovia Mendrisio-Stabio-Varese-Malpensa.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Premiato-il-ridisegno-di-Airolo-12477816.html