Sicuri in montagna nella bella stagione

Sicuri in montagna nella bella stagione

Comunicato stampa

La bella stagione è il momento privilegiato per rilassarsi ma anche per incrementare l’esercizio fisico alla scoperta dei sentieri ticinesi, sempre più gettonati dai residenti e dai numerosi turisti che soggiornano per le ferie in Ticino. La pratica dell’escursionismo, unitamente alla ricerca di funghi, richiede particolare attenzione poiché è sufficiente una piccola disattenzione per mettere un piede in fallo e cadere, infortunandosi anche in maniera grave e, nei casi più seri, perdendo la vita. Per quanto riguarda gli ultimi anni i dati purtroppo testimoniano un incremento degli infortuni. Anche per questo motivo negli scorsi mesi il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Polizia cantonale, ha promosso un nuovo programma di prevenzione denominato “Montagne sicure”. In quest’ambito sono previste campagne di prevenzione con l’obiettivo di sensibilizzare sui pericoli della montagna fornendo utili consigli per evitare gli infortuni. A tale scopo è stato quindi realizzato un apposito flyer in quattro lingue, in collaborazione con la Cancelleria dello Stato, che sarà distribuito a livello cantonale nelle prossime settimane.
L’escursionismo è l’attività sportiva maggiormente praticata in Svizzera. In effetti recenti stime fanno stato di oltre 2,5 milioni di persone che lo praticano. Da un lato questo favorisce la forma fisica e la salute, dall’altro ogni anno nel nostro paese si registrano in media oltre 20’000 infortuni di escursionisti e una quarantina di loro perdono la vita, come testimoniano i dati statistici dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI). Negli ultimi tre anni solo in Ticino, dove è forte pure la presenza di cercatori di funghi, si contano 34 infortuni in montagna di cui 20 con esito letale (10 nel solo 2018).
In particolare nella bella stagione la Polizia cantonale, per il tramite del Gruppo Ricerche e Costatazioni, e i suoi partner sono sempre più chiamati a intervenire nei boschi e nelle vallate del nostro Cantone per incidenti e scomparse di escursionisti e di cercatori di funghi. Con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e gli infortuni, grazie alla nuova campagna di prevenzione estiva di “Montagne Sicure” s’intende continuare a sensibilizzare coloro che decidono di avventurarsi in montagna, affinché questo tipo di escursioni permanga un momento di svago e di divertimento in piena sicurezza. Per questo motivo in collaborazione con la Cancelleria dello Stato è stato realizzato un nuovo flyer declinato in quattro lingue da distribuire a livello cantonale, nel quale si ribadiscono i seguenti semplici consigli di sicurezza, in particolare per escursionisti e per cercatori di funghi:

Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buono stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo.

Adattare l’attrezzatura alle condizioni
È fondamentale scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono inoltre mancare indumenti contro la pioggia e il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).

Prestare attenzione al ritmo
Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.

Concedersi delle pause
Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.

Fare attenzione ai bambini
In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.

In caso di infortunio
In caso di infortunio se possibile contattare il 112 o il 117 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.

Si ricorda infine che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso d’infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini statali). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.

Tifo violento, sì ai controlli d’identità per le partite a rischio

Tifo violento, sì ai controlli d’identità per le partite a rischio

Da www.ticinonews.ch

Raggiunto un accordo con HC Lugano e HC Ambrì-Piotta. Gobbi: “In Ticino casi gravi non ce ne sono più stati”

Dopo gli ennesimi episodi di violenza negli stadi svizzeri, la ministra Viola Amherd ha avanzato ieri il suo piano anti-hooligan, un tema decisamente caldo anche in Ticino.
Per i club ticinesi, però, non dovrebbe cambiare molto. Due delle tre misure anti hoolingan proposte ieri – il potenziamento della videosorveglianza negli stadi e il rafforzamento del vincolo licenza sportiva-sicurezza – sono già state implementate a livello cantonale. “La videosorveglianza è stata rafforzata alla Corner Arena, alla Valascia e allo stadio di Cornaredo.
La sicurezza interna è un obbligo già imposto, non solo dagli organi di polizia ma anche da quelli di sicurezza”, ha dichiarato il consigliere di Stato Norman Gobbi ai microfoni di TeleTicino.
Nuova, per contro, la misura che impone alle società sportive di procedere di fronte a casi concreti al divieto d’entrata senza tentennamenti. Per legge, infatti, non serve il giudizio di un tribunale.
“È una novità, ma caldeggiata dal sottoscritto già un anno fa – ha spiegato Gobbi – Ci rendiamo conto come l’attuale strumentario di misure (il divieto d’accesso allo stadio, d’area e l’obbligo d’annuncio in posto di polizia, ndr) richiede troppo tempo ed è troppo garante nei confronti delle persone che devono essere subito allontanate dagli stadi”.
Il giro di vite chiesto a livello federale dalla ministra dello Sport giunge dopo una stagione calcistica segnata da diversi episodi di violenza che hanno portato alla sospensione di due partite a Lucerna e Sion. Più positivo, per contro, il bilancio in Ticino dove la riforma del direttore del DI, portata avanti dopo i fatti della Valascia del gennaio 2018, sembra aver dato i suoi primi frutti.
“Casi gravi non ce ne sono stati”, ha commentato Gobbi. “E questo grazie al potenziamento della videosorveglianza e al maggiore flusso di informazioni tra club e autorità”.
Passi avanti anche per la controversa misura del controllo dell’identità all’entrata, invisa a tutte le società sportive del Cantone.
In primis all’Ambri Piotta, che un anno fa prese posizione ufficiale con una nota stampa. Nelle scorse settimane è infatti stato trovato un accordo con HCL e HCAP:
“C’è stato un incontro con i due club ticinesi e con il responsabile della sicurezza della Lega nazionale, i quali ci hanno mostrato le misure che saranno implementate per migliorare i controlli. Abbiamo anche concordato l’introduzione dell’obbligo di identificazione degli ospiti presenti nelle partite a rischio in modo da ridurre i pericoli ed evitare che le persone segnalate entrino illegalmente”, ha concluso Gobbi.

http://teleticino.ch/il-tg/si-ai-controlli-d-identita-per-le-partite-a-rischio-XJ1380321

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Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 3 luglio 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11939438

 

 

 

Entrata in funzione del nuovo capo della Polizia giudiziaria

Entrata in funzione del nuovo capo della Polizia giudiziaria

Il nuovo capo della Polizia giudiziaria, maggiore Thomas Ferrari, è entrato in funzione oggi come previsto al momento della sua nomina da parte del Consiglio di Stato. Gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante Matteo Cocchi e dagli altri membri della Direzione della Polizia cantonale. In agenda durante la prima giornata di lavoro anche il consueto rapporto mensile di coordinamento tra la Polizia cantonale e il Ministero Pubblico. Il maggiore dirigerà l’Area della Polizia giudiziaria, segnatamente i Commissariati e le Sezioni specialistiche.
Thomas Ferrari, classe 1977, si è laureato in giurisprudenza all’Università di Zurigo, ottenendo sempre a Zurigo il brevetto di avvocato nel 2004. Tra il 2005 ed il 2016 ha poi maturato un’importante esperienza nel settore bancario. Negli ultimi 3 anni è stato a capo della Sezione della Popolazione, unità amministrativa presso la quale ha in particolare portato a termine la riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione. Esperienze che costituiranno un valore aggiunto nel suo nuovo ruolo poiché anche la Polizia cantonale deve considerare l’evoluzione della società moderna, sempre più dinamica pure per quanto riguarda la sicurezza.

Ecco cosa accomuna il Giura con l’azione politica della Lega

Ecco cosa accomuna il Giura con l’azione politica della Lega

Ecco cosa accomuna il Giura con l’azione politica della Lega

“I festeggiamenti per i 40 anni di esistenza del Canton Giura sono stati un’occasione formidabile per capire la valenza del nostro sistema federale, la fortuna che abbiamo di vivere in Svizzera, ma pure l’importanza di dare sempre un senso compiuto al concetto di autonomia che i tre livelli istituzionali svizzeri devono poter sempre mantenere”. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi domenica scorsa ha partecipato in rappresentanza del Ticino alla giornata organizzata dalle autorità del Canton Giura per sottolineare la nascita del più giovane Cantone elvetico. Un Ticino ospite d’onore, perché gli amici giurassiani mai hanno dimenticato il plebiscito del popolo ticinese a favore della loro causa autonomista. In quella circostanza più del 95% (!) dei ticinesi si espresse a favore della nascita del nuovo Cantone.

“Con forza, con volontà e con lungimiranza il politico di ogni cantone – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – deve dare il meglio per rispondere alle esigenze dei suoi concittadini. Noi ticinesi – a differenza di altre realtà – lo dobbiamo fare ancora di più, perché le nostre caratteristiche (siamo una minoranza linguistica, siamo collocati geograficamente a sud della catena alpina che ci separa dal resto della Svizzera, siamo un Cantone di confine) ci impongono un’azione più vigorosa, pena il rischio di essere fagocitati dal volere delle altre regioni e dalla spinta centripeta del livello federale”.

E il Consigliere di Stato Gobbi si spinge più in là nella sua riflessione. “Per il politico attivo nel movimento della Lega di Ticinesi il principio dell’autonomia dei vari livelli istituzionali è centrale. Lo deve essere sul piano comunale, favorendo tutte le attività e i progetti che davvero rispondono ai bisogni della comunità locale per erogare i migliori servizi al minor costo e per favorire la prossimità tra politico e cittadino e una buona qualità di vita. Lo deve essere a livello cantonale: la nascita e in seguito la crescita della Lega sono la dimostrazione di quanto bisogno ci fosse e di quanto bisogno ci sia oggi e ci sarà domani di politici che affermano l’autonomia cantonale. È un impegno che sta nel nostro DNA e che a livello di Consiglio di Stato porto avanti assieme al collega Claudio. Ritengo essenziale avere davvero sempre presente questo principio. Tutti dicono di “agire per il bene del Ticino”, ma troppo spesso questo “bene” è legato a gruppi di interesse, che per definizione fanno i propri interessi, non quello di tutti i ticinesi. Qui sta il vero spartiacque che ci distingue, e che il Nano aveva insegnato a tutti noi, mettendo davanti l’interesse dei ticinesi nei confronti di certi diktat che il resto della Svizzera ci serve sotto il naso, spacciandoli per una cosa conveniente.  L’autonomia, infine, deve essere espressa a livello federale, in particolare difendendoci dall’ingerenza di questa Unione Europea, che vuole sempre di più venire a casa nostra e dirci che cosa fare e come farlo”.

Lotta ai crac pilotati, c’è l’esperto

Lotta ai crac pilotati, c’è l’esperto

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 de La Regione

Fallimenti fraudolenti, da agosto sarà operativo il Perito contabile. Nominato Peter Ranzoni
Ha un nome e un cognome il Perito contabile anti-crac fraudolenti o “pilotati”, la nuova figura amministrativa con cui il Dipartimento istituzioni intende rafforzare, in collaborazione con la magistratura, la lotta ai reati fallimentari. Si tratta di Peter Ranzoni.
Il governo lo ha nominato a fine aprile “ed entrerà formalmente in funzione nel corso dell’estate”, indica in una nota il Dipartimento. Al suo interno lo specialista farà parte dell’organico della Divisione giustizia. Ranzoni “si occuperà dell’analisi contabile-finanziaria e della valutazione degli incarti trattati dall’Ufficio dei fallimenti, d’intesa con i funzionari ivi operanti, predisponendo le eventuali segnalazioni all’attenzione del Ministero pubblico”, qualora dai dissesti societari esaminati emergano estremi di uno o più reati.
Nato nel 1972, Ranzoni ha maturato una “ventennale” esperienza nel settore bancario in “importanti istituti” presenti in Ticino. Ha inoltre conseguito alla Supsi, rende ancora noto il Dipartimento, “il Master of Advanced Studies in Diritto economico e Business crime”. «Il Perito contabile entrerà in funzione all’inizio di agosto», spiega, contattata dalla ‘Regione’, la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti. In Ticino, aggiunge Andreotti, «sono un migliaio le aperture di fallimento ogni anno. Basandoci sull’esperienza del Canton Zurigo, i casi penalmente problematici dovrebbero aggirarsi attorno al dieci per cento». I crac fraudolenti o ‘pilotati’ «rappresentano quindi una minoranza degli incarti trattati». Una minoranza «che può però provocare grossi danni al nostro sistema sociale ed economico», avverte la direttrice della Divisione giustizia. Sotto la lente di Ranzoni «finiranno tutte le aperture di fallimento: un lavoro che ovviamente svolgerà in collaborazione con i funzionari degli uffici».
Il Perito contabile, rileva a sua volta il procuratore generale Andrea Pagani, da noi interpellato, «sarà chiamato a identificare quei casi, nell’ambito delle procedure fallimentari, dove vi sono degli indizi di reato – per esempio distrazione di averi, cattiva gestione, assenza di contabilità e via dicendo – e ad allestire per il Ministero pubblico le relative denunce, allegando la documentazione necessaria per far partire l’inchiesta». Si prospetta di conseguenza un aumento dei procedimenti penali sul fronte dei reati finanziari. «Anche per questo – afferma Pagani – spero che in Consiglio di Stato si sblocchino finalmente il messaggio per l’attribuzione al Ministero pubblico di un procuratore in più e la risoluzione per l’assegnazione di tre segretari giudiziari in più». Il messaggio, sostiene Andreotti, «è nella fase finale di redazione».

Ufficiali, nuova organizzazione
Settore esecuzione e fallimenti, continua la riorganizzazione. Lunedì 1° luglio Marco Piattini, attualmente Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri, assumerà la direzione dell’Ufficio dei fallimenti del Sopraceneri (sedi di Bellinzona e Locarno con agenzie periferiche), mentre Silvio Bottegal, oggi Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri, assumerà la direzione dell’Ufficio dei fallimenti del Sottoceneri (sedi di Lugano e Mendrisio), indica il Dipartimento istituzioni. A Bottegal verrà inoltre affidato “il coordinamento dell’Ufficio dei fallimenti su scala cantonale”. Oltre all’attribuzione della responsabilità e del coordinamento cantonale del settore fallimentare presso l’Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri, “al medesimo verrà direttamente subordinato il nuovo Supplente ufficiale cantonale dell’Ufficio dei fallimenti”, si legge ancora nel comunicato del Dipartimento. È Dario Luisoli (già attivo all’Ufficio dei fallimenti del Sottoceneri “in qualità di Gestore fallimentare”) nominato e promosso dal Consiglio di Stato a questa funzione in marzo e operativo da aprile. La riorganizzazione del settore, sottolinea il Dipartimento, “mira ad adeguarne la struttura alla luce dell’evoluzione dell’attività”.

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 27 giugno 2019 de Il Quotidiano
Chi controlla i fallimenti
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11920655

Tra Roma e Berna ci sono solo le tasse

Tra Roma e Berna ci sono solo le tasse

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 de La Regione

Ticino e Lombardia promuovono un dialogo tra Svizzera e Italia per quanto riguarda la conclusione dell’annoso dossier fiscale sui frontalieri
Più che l’ottimismo della ragione, è l’ottimismo della volontà a mantenere viva la speranza che entro fine anno si arrivi, finalmente, a sottoscrivere l’accordo italo-svizzero sulla tassazione dei lavoratori frontalieri. Dossier che sta particolarmente a cuore al Cantone Ticino, da una parte e alla Lombardia, dall’altra. All’accordo parafato nel dicembre del 2015, nel senso che il negoziato è tecnicamente terminato, manca in calce ancora la firma politica dei rispettivi governi. Passo fondamentale per arrivare a una ratifica da parte dei Parlamenti dei due Paesi e l’entrata in vigore dello stesso. Ancora ieri, a margine della riunione dell’Ufficio presidenziale e del comitato direttivo della Regio Insubrica a Mezzana, tra autorità ticinesi e lombarde si percepiva una nota di fondo positiva, nonostante il parziale blocco (3,8 milioni su 84,3 milioni di franchi a causa dei debiti di Campione d’Italia nei confronti del Ticino, ndr) dei ristorni fiscali dei frontalieri. «Tra Bellinzona e Milano c’è sintonia politica e personale per arrivare a una soluzione in tempi rapidi e nell’interesse delle due parti in causa», ha affermato Norman Gobbi, consigliere di Stato e presidente della Regio Insubrica. «È su quest’asse di confine che si intende fare pressione a Roma e a Berna per sbloccare la situazione», ha continuato Gobbi. Della stessa opinione anche l’assessore lombardo ai rapporti con la Confederazione elvetica Massimo Sertori. «I lavoratori frontalieri rappresentano una risorsa importante per l’economia locale e da parte nostra c’è la volontà di non penalizzarli dal punto di vista fiscale», ha affermato l’esponente della giunta regionale lombarda.
È quindi l’aspetto del quantum fiscale, il punto dolente tra le due parti, almeno a livello della diplomazia di ‘prossimità’ o di ‘vicinato’. «A noi preme che i lavoratori frontalieri paghino il dovuto senza aumentare la pressione al ribasso sui salari ticinesi», ha aggiunto Gobbi. Eguale e contrario il punto di vista di Sertori. A questo punto si attendono soluzioni proposte da Milano e accettate da Roma. Ricordiamo che i ministeri competenti sul dossier sono il Ministero delle finanze, per l’Italia e il Dipartimento delle finanze per Berna. I rispettivi ministri degli esteri, Cassis e Moavero, possono da parte loro agevolare il dialogo. Nulla di più. Concretamente non si tratta di far ripartire da zero il negoziato. Basterebbe aprire in modo chirurgico gli aspetti più controversi ed è fatta. Facile a dirsi.

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Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 del Corriere del Ticino
Frontiera Regio Insubrica, alla lente ristorni e targhe
Si è parlato anche di ristorni ieri nel corso della riunione dell’Ufficio presidenziale della Regio Insubrica. Riuniti a Mezzana, i membri del comitato direttivo hanno discusso «della situazione debitoria e dello stato doganale del Comune di Campione d’Italia», si legge in una nota. Mercoledì, ricordiamo, il Consiglio di Stato ha infatti deciso di versare all’Italia i ristorni dell’imposta alla fonte dei frontalieri (pari a oltre 84,3 milioni di franchi), trattenendo però 3,8 milioni. Ovvero a quanto ammonta il debito di Campione nei confronti dei vari enti pubblici e semi pubblici del Cantone. Un passo questo deciso all’unanimità dal Governo e che è stato affrontato brevemente anche dalla Regio Insubrica. In particolare, presente per il nostro cantone era il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi mentre sul fronte italiano c’era l’assessore della Regione Lombardia Massimo Sertori, i rappresentanti delle province di confine e Fabio Carosso, vice presidente della Regione Piemonte. Detto dei ristorni, durante i lavori uno sguardo è poi stato lanciato al Decreto sicurezza, entrato in vigore in Italia dal 1. gennaio e che pone non pochi problemi ai frontalieri che vengono fermati oltre confine alla guida di un veicolo di servizio con targhe svizzere. Per cercare di individuare una soluzione, la Regio Insubrica ha «trasmesso una lettera al ministero dell’interno Matteo Salvini».

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 27 giugno 2019 de Il Quotidiano

Reazioni sui ristorni e Regio Insubrica
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11920664

“Biometria 2020”, approvato il messaggio

“Biometria 2020”, approvato il messaggio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta odierna il credito di 991 mila franchi per il rinnovo della piattaforma per la registrazione dei dati biometrici e l’introduzione della carta di soggiorno in formato carta di credito per i cittadini stranieri provenienti da Stati UE/AELS.
«Biometria 2020»: è questa la denominazione assegnata al progetto che concerne i servizi dell’Amministrazione cantonale coinvolti nelle procedure di rilascio dei documenti di identità ai cittadini svizzeri e dei permessi per gli stranieri residenti o che esercitano un’attività lucrativa in Svizzera. Ma che cosa cambia? In base alle disposizioni a livello federale si tratterà di procedere al rinnovo totale del sistema tecnico in uso per il rilevamento dei dati biometrici (fotografia, firma, impronta digitale), entrato in funzione nel 2010, che raggiungerà alla fine dell’anno prossimo il limite massimo di durata d’impiego (10 anni). Esso serve per emettere le carte d’identità e i passaporti svizzeri, nonché i visti, le carte di soggiorno biometriche e i documenti di viaggio per cittadini stranieri provenienti da Stati terzi. Il sistema è utilizzato anche dalle autorità di controllo alla frontiera per verificare i dati biometrici dei passaporti svizzeri e delle carte di soggiorno biometriche. Oltre alla sostituzione dell’infrastruttura tecnica i Cantoni saranno chiamati a introdurre il rilevamento dei dati necessari all’emissione del permesso per i cittadini stranieri provenienti da Stati UE/AELS, i richiedenti l’asilo e i rifugiati. Anche per queste categorie di stranieri il Consiglio federale ha deciso che, a decorrere dal 1. gennaio 2021, i permessi emessi attualmente in forma cartacea, dovranno essere confezionati in formato carta di credito.
Per tutti i cittadini svizzeri che necessiteranno di rinnovare la carta d’identità e/o il passaporto la procedura rimane invariata: essi potranno infatti continuare a rivolgersi agli sportelli del Servizio documenti d’identità dell’Ufficio cantonale di stato civile di Bellinzona, nonché agli sportelli comunali di Mendrisio, Lugano, Locarno e Biasca. Il Servizio documenti d’identità dell’Ufficio cantonale dello stato civile continuerà a occuparsi del rilevamento dei dati biometrici per l’emissione dei permessi di cittadini di Stati terzi e assumerà la competenza per il rilevamento della fotografia e della firma dei cittadini stranieri provenienti da Stati UE/AELS. Questa soluzione si è resa necessaria per evitare problematiche di tipo logistico e organizzativo che, visti i tempi di attuazione ristretti, avrebbero creato difficoltà nel rispettare il termine inderogabile previsto dal Consiglio federale per introdurre il permesso nel nuovo formato. L’attività amministrativa a Bellinzona sarà parzialmente sgravata, in quanto i rilevamenti riferiti al rilascio di un permesso B, L e G indipendenti (circa 10’000 casi) saranno gestiti dal Servizio nuove entrate dell’Ufficio della migrazione a Lugano.
Il costo complessivo di 991 mila franchi comprende sia la parte logistica del progetto per quanto attiene gli stabili di uso cantonale di Bellinzona e Lugano (totale 419 mila franchi), sia l’acquisto di tutti gli apparecchi di rilevamento dei dati (totale 415 mila franchi).

Protezione civile Camorino: misure per il periodo estivo

Protezione civile Camorino: misure per il periodo estivo

Comunicato stampa congiunto DSS / DI

In vista del periodo estivo, il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), in collaborazione con il Dipartimento delle Istituzioni (DI) ha disposto delle misure volte a migliorare le condizioni dell’alloggio nei centri collettivi per richiedenti l’asilo.

Il Ticino dispone di 4 centri collettivi per l’alloggio di richiedenti l’asilo, la cui gestione è affidata alla Croce Rossa Svizzera sezione Sottoceneri. Allo stato attuale, il grado di occupazione dei centri di Cadro, Paradiso e Castione è prossimo al 90%, con un ridotto margine di posti disponibili destinati alle nuove attribuzioni ricorrenti, decise da parte della Segreteria di Stato e della Migrazione (SEM). Mentre, nel centro di Camorino sono attualmente alloggiati 32 uomini soli, di questi: 22 sono in attesa dell’esito alla domanda d’asilo e 10 devono lasciare la Svizzera poiché l’autorità federale competente non ha riconosciuto loro lo statuto di rifugiato.
Per i richiedenti in attesa dell’esito alla domanda d’asilo è previsto un percorso di integrazione all’interno dei centri collettivi della durata di circa 9 mesi, in vista della loro successiva uscita in appartamento nel caso ottenessero il diritto a restare in Svizzera. Per gli altri, in attesa della partenza dalla Svizzera, è prevista una presa a carico limitata a vitto, alloggio e cure sanitarie. Va sottolineato che nella maggior parte dei casi il rimpatrio di queste persone può essere eseguito solo su base volontaria, quindi la loro permanenza sul territorio può durare anche anni.
Tenuto conto dell’annunciata canicola estiva e considerando la situazione creatasi la scorsa estate, il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), in collaborazione con il Dipartimento delle Istituzioni (DI), ha disposto delle misure per evitare l’innalzamento delle temperature all’interno del Centro. Si prevede in particolare la chiusura della struttura dalle 09:00 alle 18:00 in modo da consentire l’attivazione del sistema di areazione misto in linea con quanto previsto per le strutture protette di questo tipo. Contestualmente alla chiusura diurna, il DSS ha trasferito la distribuzione dei pasti nella struttura esterna adiacente al Centro, dove avevano già luogo le attività d’integrazione. Sono altresì state predisposte delle migliorie logistiche quali l’istallazione di una rete WI-FI e TV, a complemento della possibilità di fruire gli spazi verdi all’esterno.
La messa in atto di queste misure, finalizzate a migliorare le condizioni di vita degli ospiti, è stata loro comunicata durante un incontro in presenza di mediatori interculturali e delle autorità preposte. Le competenti autorità hanno preso atto che non è stato purtroppo colto lo spirito costruttivo con cui si è deciso di intervenire in chiave migliorativa. Al fine di ulteriormente migliorare la situazione sono previsti alcuni spostamenti in altri centri collettivi nell’ottica di ristabilire gli equilibri all’interno del Centro.

Bando di concorso per aspiranti Agenti di custodia presso le Strutture carcerarie cantonali

Bando di concorso per aspiranti Agenti di custodia presso le Strutture carcerarie cantonali

Comunicato stampa
Oggi, venerdì 21 giugno, sul Foglio Ufficiale è stato pubblicato il bando di concorso volto all’assunzione di aspiranti Agenti di custodia per le Strutture carcerarie cantonali. Una serata informativa rivolta agli interessati si terrà lunedì 1° luglio 2019 dalle ore 20.00 presso il Centro d’istruzione della Protezione civile di Rivera.
La professione di Agente di custodia assume all’interno delle nostre istituzioni un’importanza sempre crescente. Analogamente all’Agente di polizia, anche per questa funzione viene organizzata una specifica formazione, con lo scopo di fornire alle donne e agli uomini che intendessero intraprendere questo lavoro i migliori strumenti conoscitivi per affrontare l’impegnativo percorso professionale. Al termine della scuola sarà quindi rilasciato l’Attestato cantonale, che consentirà di accedere al posto di lavoro all’interno delle Strutture carcerarie. Il percorso formativo proseguirà quindi con il percorso volto al conseguimento dell’Attestato professionale federale, valido su tutto il territorio elvetico.
Per meglio informare coloro che volessero intraprendere la formazione, il Dipartimento delle istituzioni, per il tramite della Divisione della giustizia assieme ai responsabili delle Strutture carcerarie, organizza una serata informativa prevista il 1° luglio 2019, con inizio alle ore 20.00 presso il Centro d’istruzione della Protezione civile di Rivera. Saranno presenti alla serata il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Direttore delle Strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini-Deltorchio, il Responsabile del personale Enrico Ghilardi, il Responsabile della formazione Jean-Claude Corazzini e diversi Agenti di custodia.
La Scuola per agenti di custodia, della durata di 8 mesi, prenderà avvio nel primo trimestre del 2020. Il concorso è aperto a donne e uomini nati fra il 1974 e il 1995. Le candidature dovranno pervenire entro il 22 luglio ed esclusivamente on-line, attraverso il sito www.ti.ch/concorsi. Tutte le informazioni sui requisiti, le competenze e i compiti richiesti agli aspiranti, possono pure essere reperite consultando il sito www.ti.ch/carcere.