Il nuovo ponte di Visletto sarà agibile entro fine anno

Il nuovo ponte di Visletto sarà agibile entro fine anno

Visita al cantiere con le autorità, Gobbi: “Tempi e costi rispettati”

A meno di due anni dall’alluvione che ha duramente colpito la Vallemaggia, il Consigliere di Stato Norman Gobbi e gli ingegneri della Divisione delle costruzioni hanno incontrato il Municipio di Cevio per fare il punto sullo stato dei lavori nel cantiere per la costruzione del nuovo ponte di Visletto. Un momento di aggiornamento istituzionale, ma anche un segnale di continuità e vicinanza alla Valle, che è ormai entrata pienamente nella fase di ricostruzione. Il manufatto militare sta svolgendo il suo compito e, da luglio 2024, permette la viabilità verso l’Alta Vallemaggia, ma comporta una serie di importanti limitazioni, oltre a essere un collegamento provvisorio.

Un segnale concreto di ritorno alla normalità
La ricostruzione del nuovo ponte è stata fin da subito una priorità per il Consiglio di Stato e il Dipartimento del territorio. I lavori sono iniziati a luglio 2025 e procedono spediti. “L’alluvione del giugno 2024 è una ferita ancora aperta per tutti – ha commentato il Consigliere di Stato incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi –. Il Governo è stato presente fin dall’inizio nella gestione della crisi, dimostrando la propria vicinanza alla Vallemaggia sia nella fase emergenziale sia in quella di ricostruzione. Arrivati a questo punto era importante confermare che il cantiere sta procedendo come previsto e discutere insieme i prossimi interventi. Questo dialogo ci permette di guardare al futuro con fiducia e di dare un segnale di ottimismo alle autorità e alla popolazione.”

Ponte: pronto a novembre 2026
Il nuovo ponte di Visletto verrà consegnato alla popolazione nei tempi previsti, a novembre 2026. Durante l’incontro, che si è svolto nella Casa Comunale di Cevio, i tecnici della Divisione delle costruzioni hanno illustrato la tabella di marcia. Allo stato attuale, tutte le principali opere di fondazione sono terminate. Da gennaio sono in corso i lavori di posa della carpenteria metallica e, a partire da maggio, seguirà l’esecuzione della sovrastruttura del ponte, vale a dire la parte portante destinata ad accogliere la pavimentazione stradale, le finiture e tutte le componenti funzionali. L’opera garantirà anche il funzionamento ottimale delle infrastrutture essenziali, come le condotte per l’evacuazione delle acque luride, la rete di approvvigionamento di acqua potabile, la fornitura di energia elettrica e i sistemi di comunicazione. L’investimento complessivo ammonta a 8.9 milioni di franchi – di cui 8.45 milioni per il manufatto e i raccordi stradali e 450 mila franchi.

Aiuti dalla Confederazione, le tempistiche bernesi…
Intanto scadrà a breve la consultazione del Consiglio federale con la proposta di stanziare un aiuto straordinario di 17 milioni, da suddividere tra le zone più duramente colpite dal maltempo nell’estate del 2024. Da Berna, per la ricostruzione dell’Alta Vallemaggia, dovrebbero arrivare circa 10 milioni di franchi aggiuntivi. Il Consiglio di Stato ha già risposto alla consultazione che scadrà il 12 marzo. “Metteremo nero su bianco le nostre ragioni – commenta Gobbi – e il Ticino chiederà di poter ottenere qualcosa in più. Quello che mi lascia una certa amarezza sono le tempistiche. Questa decisione sarebbe potuta arrivare molto prima, senza farci aspettare oltre due anni.” Fortunatamente la ricostruzione non segue le tempistiche bernesi e il ponte di Visletto sta prendendo forma e garantirà, entro la fine del 2026, la piena ricucitura dell’Alta Vallemaggia con il resto del Cantone.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 1 marzo 2026 de Il Mattino della domenica

Circonvallazione Agno-Bioggio

Circonvallazione Agno-Bioggio

Il Cantone ha fatto il punto sul progetto dopo un incontro con il DATEC – Gobbi: “La novità è stata data dal DATEC, che ha aperto al finanziamento di grandi opere per i piani di agglomerato” 

Il Cantone, sulla circonvallazione Agno-Bioggio, sta pensando di “procedere a tappe”. Lo ha comunicato martedì il Dipartimento del territorio ticinese in una conferenza stampa per fare il punto sul progetto dopo un incontro con il DATEC. La variante presentata nel giugno del 2025, e avversato dai Comuni del Malcantone, prevedeva un tracciato interamente in superficie (dopo la rinuncia per motivi finanziari alla parte sotterranea), per un costo di 338 milioni di franchi. Quel messaggio viene ora ritirato.
A Palazzo delle Orsoline a Bellinzona era presenti per l’occasione il consigliere di Stato incaricato della divisione delle costruzioni Norman Gobbi, il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali ed il direttore della divisione delle costruzioni Diego Rodoni.
“La principale novità è stata data dal DATEC, che ha aperto al finanziamento di grandi opere per i piani di agglomerato”, ha premesso Gobbi. “E per il mese di giugno è attesa una valutazione sui piani di agglomerato che potranno essere finanziati da Berna”, ha aggiunto.
“L’apertura in una linea teorica di un finanziamento da parte di Berna ci pone di fronte ad un bivio. Sta maturando una riflessione: l’ipotesi è quella di procedere a tappe. L’idea è quella di contenere al massimo i costi di una prima tappa. Con la prospettiva di realizzare più avanti, una seconda tappa (dalla Piodella di Muzzano al Vallone di Agno, .ndr), che è quella più interessante per tutti”, ha poi precisato Zali.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Zali-%E2%80%9CL%E2%80%99ipotesi-%C3%A8-quella-di-procedere-a-tappe%E2%80%9D–3495043.html

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Si aggira prima Bioggio, poi Agno

La Circonvallazione Agno-Bioggio (Cab) sarà scorporata e realizzata in tappe. Lo ha deciso il Dipartimento del territorio (Dt), dopo aver incontrato a Berna il 20 gennaio due rappresentanti del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec). Si congela quindi il messaggio licenziato nel giugno del 2025, che potrebbe venir ritirato e poi riscritto oppure semplicemente integrato. Il Consiglio di Stato presenterà questo nuovo messaggio entro la fine dell’anno e riguarderà unicamente la tappa 1 dell’opera, ovvero l’aggiramento del nucleo di Bioggio. Questo progetto, assieme a una valutazione più generica sulla tappa 2 – l’aggiramento di Agno, la parte più controversa – verrà poi inserito per una richiesta di finanziamento nel Programma di agglomerato del Luganese di sesta generazione (Pal6).

Valutazioni sul Pal5 cruciali
Questo in estrema sintesi il contenuto dell’infopoint convocato a Palazzo delle Orsoline da Claudio Zali e Norman Gobbi per aggiornare sul tribolato iter dell’attesa opera, attesa da decenni e che dovrebbe contribuire a ridurre il traffico nel Malcantone. Una conferenza stampa convocata dopo aver incontrato la Delegazione delle autorità, ovvero i rappresentanti dei Comuni (Agno, Bioggio, Muzzano, Lugano) e della Commissione regionale dei trasporti del Luganese. «La principale novità scaturita dall’incontro con il Datec è l’apertura sul finanziamento di grandi opere d’agglomerato. Questo cambiamento di paradigma, non indifferente – ha spiegato Gobbi – è dovuto alla maturità che i programmi d’agglomerato stanno raggiungendo in Svizzera. Questo è evidentemente positivo, ma a fronte di un deficit informativo: non sono ancora chiare le regole di approvazione, si sa solo che devono essere virtuosi e di qualità. Entro giugno avremo le valutazioni sul Pal5, da queste capiremo come impostare il Pal6».

‘La mentalità a Lugano deve cambiare’
«È un’apertura in linea teorica ad alcuni progetti – smorza Zali –, la concorrenza con quaranta programmi di agglomerato sarà molto agguerrita e per essere finanziati sarà necessario rientrare sul podio nel confronto con gli altri. Se dalle valutazioni sul Pal5 uscirà una sufficienza o peggio, è difficile pensare che riusciremo a diventare i primi della classe con il Pal6. È chiaro che occorre un cambio di mentalità, in una città che boccia le zone 30, che non vuole rinunciare al traffico veicolare sul lungolago e che dà un peso così forte al trasporto su gomma». La frecciatina del consigliere è chiaramente rivolta alla Città di Lugano. In una situazione di tale incertezza è stato dunque deciso di scorporare il progetto. Un’ipotesi che, a nostra domanda lo scorso giugno – quando era già emerso il malcontento di Agno per una variante integralmente a cielo aperto –, il direttore del Dt aveva escluso, spiegando che non avrebbe risposto agli obiettivi principali del progetto, ossia sgravare il nucleo di Agno dal traffico. «Qualunque sia il destino della parte più costosa (quella di Agno, dalla Piodella al Vallone, ndr), riteniamo corretto proseguire con la parte settentrionale, meno problematica».

Costi contenuti per la fase 1
A settembre erano state agendate delle serate pubbliche e una votazione consultiva. Questa procedura non verrà riproposta, proprio perché la parte di Bioggio è ritenuta meno divisiva. «Ai Municipi è stato chiesto di esprimersi nuovamente», ha tuttavia precisato Gobbi, aggiungendo che già durante l’incontro odierno i Comuni hanno chiesto delucidazioni e garanzie. Agno in particolare. «Le preoccupazioni locali sono comprensibili, ma la Confederazione entrerebbe in materia solo valutando entrambe le tappe. Quindi abbiamo dato questa garanzia e non ci deve essere la preoccupazione che si voglia fare solo la prima». La procedura scelta, hanno spiegato i due consiglieri di Stato leghisti, sarebbe vantaggiosa anche dal profilo finanziario, in quanto un primo credito per la Cab è stato già approvato nel 2011 e per realizzare la prima tappa – sostanzialmente costruire una strada che costeggi aeroporto e fiume e in zona Piodella si ricongiunga con la Cantonale – sarebbe sufficiente aggiornare i costi. Il messaggio attualmente, ricordiamo, stima in quasi 338 milioni i costi per la Cab, interamente a carico di Cantone e Comuni, ma pur sempre meno degli oltre 500 milioni che verrebbe a costare la parte interrata.

Errore di valutazione? Zali: ‘Possibilità che farà fatica a concretizzarsi: è vera gloria?’
Sulla questione ha sollevato diverse perplessità l’Udc, sottolineando che il Dt avrebbe dovuto inserire la Cab nel Pal5 per chiedere una parte dei finanziamenti per la variante più costosa, ritenuta migliore da entrambi i Comuni. Alla luce di questa decisione, non ritiene il Dt di aver fatto un errore di valutazione un anno fa? «La Cab interrata è certamente meritevole – premette Zali –. La prospettiva per questo progetto è di 700 milioni, Berna ci coprirebbe circa il 30%. Rimarrebbe una fattura a carico di Cantone e Comuni che rischia di essere insopportabile, laddove sottoposta a un voto popolare di referendum finanziario obbligatorio. Per rispondere alla domanda: è vera gloria aver ottenuto una teorica possibilità di finanziamento che farà fatica a esplicitarsi nella pratica?».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 febbraio 2026 de La Regione

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Circonvallazione, si cambia
Dopo aver ricevuto, il 20 gennaio, rassicurazioni da Berna su un possibile cofinanziamento dell’opera si procederà passo dopo passo, iniziando dalla tratta Bioggio/Piodella – Gobbi: «C’è stato un importante cambio di paradigma» – Zali: «Sì, ma non sarà scontato farsi sussidiare»

Per la circonvallazione di Agno-Bioggio si procederà a tappe, a partire dal tratto Bioggio– Piodella, così da cercare di ricevere un finanziamento federale. È questa la novità forse più concreta sull’opera infrastrutturale del Malcantone emersa ieri a Bellinzona sulla scorta di un incontro avuto lo scorso 20 gennaio con il segretario generale del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni (DATEC), Yves Bichsel e il vice direttore dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, Ulrich Seewer. Ad aggiornare la situazione sono stati il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, il direttore del Dipartimento del territorio (DT), Claudio Zali e il direttore della Divisione delle costruzioni del DT, Diego Rodoni. «Quello del DATEC e dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale è un cambio di paradigma non indifferente – ha spiegato Gobbi -; questo perché c’è ora la disponibilità ad entrare in materia di un finanziamento federale per le grandi opere infrastrutturali, che possono essere inserite nei Programmi di agglomerato. Non abbiamo ancora tutti gli elementi tecnici, ma l’apertura c’è ed è positiva».
Una delle prime conseguenze di questo cambio di paradigma è il ritiro del messaggio del DT all’indirizzo del Gran Consiglio – presentato lo scorso giugno – che non prevedeva finanziamenti federali e immaginava la realizzazione della circonvallazione con un tracciato tutto in superficie per un costo di 338 milioni di franchi. Messaggio che aveva cercato di trovare «un compromesso tra le esigenze finanziarie del Cantone sempre più ristrette e le aspettative dei Comuni», ha specificato ieri Zali, senza però trovare, appunto, la convergenza completa tra questi ultimi, dato che favorevole si era detto soltanto Bioggio.

Messaggio entro fine anno
Questa è comunque musica del passato, perché da oggi, come detto, per la circonvallazione (un progetto di cui si parla da decenni) si entra in una nuova fase. «Il primo passo sarà quello di contenere al massimo i costi della prima tappa che si andrà a realizzare con il credito già approvato nel 2011 integrandolo con un credito aggiuntivo di entità ragionevole, di sicuro inferiore ai 100 milioni», ha proseguito il direttore del DT, prima di precisare che per questa prima tratta non contestata, quella tra Bioggio e Piodella, l’intenzione è quella di presentare un messaggio all’attenzione del Gran Consiglio entro la fine dell’anno.
Dal profilo tecnico sarà per questa prima tappa che verrà richiesto un finanziamento federale nell’ambito del sesto Piano di agglomerato del Luganese (PAL). Anche se, ha puntualizzato Rodoni, «nel PAL 6 indicheremo anche quello che vogliamo realizzare successivamente, ovvero la seconda e la terza tappa della circonvallazione », così da presentare un progetto il più possibile organico e strutturato. Guardando indietro, l’esito dell’esame del PAL 5,
che contempla tutta una serie di altre misure e interventi di mobilità, è atteso invece per il mese di giugno di quest’anno. Il PAL, lo ricordiamo, è lo strumento attraverso il quale la regione del Luganese, per il tramite dell’omonima Commissione regionale dei trasporti (CRTL) e del Cantone Ticino, quale ente responsabile della sua attuazione, sottopone alla Confederazione una richiesta di cofinanziamento di misure infrastrutturali nel settore dei trasporti volte a migliorare il quadro complessivo delle condizioni di mobilità all’interno dell’agglomerato.

Coinvolti i Comuni
Oltre ad aver incontrato la stampa per fare il punto della situazione ieri Gobbi e Zalli hanno incontrato nel pomeriggio anche i rappresentanti dei Comuni coinvolti, è stato spiegato. Comuni ai quali, «attraverso i loro Municipi chiederemo di esprimersi anche sulla prima tappa», ha specificato il presidente del Governo. Solo dopo, è stato indicato, verrà allestito il messaggio che sarà presentato entro la fine dell’anno. Di sicuro, oltre a raccogliere le indicazioni dei Comuni coinvolti, ovvero Agno, Bioggio e Muzzano, il DT dovrà anche studiare come portare a termine la prima tappa della circonvallazione dal punto di vista tecnico. «Dovremo fare degli approfondimenti », ha chiarito Rodoni.

Obiettivo salire sul podio
Approfondimenti li dovrà però fare anche la Confederazione, che dovrà decidere se finanziare o meno il primo tratto della circonvallazione, una volta che avrà ricevuto la candidatura del Cantone. « Non sarà semplice arrivare sul podio » . Zali ieri, a margine della conferenza stampa, non si è fatto troppe illusioni. «Bisogna capire che a essere finanziati saranno pochi progetti, questo a fronte di decine di iniziative che arriveranno sul tavolo di Berna ». Sembra di capire che per riuscire nell’intento, il Cantone dovrà dimostrare di aver impostato la sua domanda di finanziamento anche su criteri più ambientali rispetto a quelli attuali. « Occorre un cambio collettivo di mentalità », si è lasciato sfuggire il direttore del DT.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 febbraio 2026 del Corriere del Ticino

La Maggia (in miniatura) in un capannone di Iragna

La Maggia (in miniatura) in un capannone di Iragna

Il modello permetterà di testare la portata del fiume. I risultati aiuteranno a pianificare gli interventi naturalistici e di messa in sicurezza nel tratto del nuovo ponte di Visletto a Cevio, distrutto dall’alluvione del 2024

Un chilometro in 25 metri: il fiume Maggia all’altezza di Cevio, in scala ridotta. Una riproduzione fedele non solo nella lunghezza ma anche e soprattutto nelle componenti fisiche. Ogni masso è posizionato con precisione. L’hanno realizzata in poche settimane gli esperti del Laboratorium 3D a Iragna. “Come ogni progetto che possiamo portare in laboratorio, l’idea è di riprodurre la realtà in condizioni controllate, studiarne i fenomeni per poi trovare soluzioni concrete ai problemi che abbiamo durante la progettazione e sui cantieri”, spiega alle telecamere del Quotidiano della RSI Christian Tognacca, contitolare di Laboratorium 3D.
Questo modello permette di simulare le piene del fiume. Quel che si vuole osservare è la risposta dell’alveo, degli argini e delle infrastrutture presenti in un tratto stravolto dall’alluvione del 2024. “Il Cantone fa un monitoraggio regolare dei rischi naturali e quindi anche quello che attiene alle infrastrutture, come i ponti, ma anche alla protezione dei nostri nuclei abitati. In quest’ottica i modelli informatici possono rispondere ma talvolta ci vogliono anche dei modelli fisici, come quello che oggi qui presentiamo a Iragna, proprio nell’ottica di capire come la natura si comporta in caso di grandi eventi”, spiega il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore incaricato della Divisione delle costruzioni.
Trecentomila franchi di mandato cantonale per ottenere delle risposte rapidamente, perché la costruzione del nuovo ponte di Visletto prosegue. “Fondamentalmente abbiamo due obiettivi: uno è la riqualifica ambientale e l’altro è la stabilizzazione dell’alveo in questo tratto del fiume Maggia, che globalmente si presenta con un trend erosivo molto importante già da decenni. E qui, proprio in corrispondenza dei due ponti, del ponte nuovo e della passarella ciclopedonale, dobbiamo ricreare il punto fisso che è collassato nel 2024”, spiega dice Christian Tognacca.
Sicurezza ed ecologia. La Vallemaggia aspetta i risultati, frutto di un team di ricerca ancorato al territorio da Biasca al Comune di Riviera. “Crea e genera posti di lavoro di grande qualità e poi rafforza l’immagine del Comune a livello proprio di tecnologia applicata e innovazione concreta”, dice Cristiano Triulzi, sindaco di Riviera.
Innovazione chiamata a produrre soluzioni entro giugno. I primi test inizieranno venerdì.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/La-Maggia-in-miniatura-in-un-capannone-di-Iragna–3429285.html

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La Maggia in miniatura per studiare i rischi in zona Visletto

Inaugurato ad Iragna il centro di ricerche idrauliche trasferito da Biasca. In funzione anche il modello fluviale della Maggia a Visletto per testare il comportamento del fiume in caso di eventi estremi.
Studiare il comportamento dei fiumi per affrontare il rischio di piene ed esondazioni. È questo l’obiettivo del nuovo laboratorio di ricerche idrauliche, inaugurato oggi a Iragna, dove è stata trasferita l’attività precedentemente svolta a Biasca.
 
In funzione il modello della Maggia a Visletto
Contestualmente è stato messo ufficialmente in esercizio anche il modello fluviale della Maggia a Visletto, che consente di analizzare in laboratorio il comportamento del fiume in caso di eventi estremi. «Serve a studiare le condizioni idrodinamiche e morfologiche, così da sviluppare e ottimizzare le misure di stabilizzazione dell’alveo e di riqualifica ecologica», spiega a Ticinonews Christian Tognacca, direttore di Laboratorium 3D. Nel laboratorio arriveranno anche altri modelli. «Siamo un gruppo di ingegneri, glaciologi, idrologi ed esperti di idraulica fluviale e morfologia», precisa Tognacca. «Ci occupiamo di risanamenti dei corsi d’acqua e di opere di premunizione contro i pericoli naturali, studiando i fenomeni su modelli ridotti in un ambiente controllato».
 
Il ruolo del Cantone e il caso Visletto
Alla doppia inaugurazione (modello e laboratorio) ha partecipato anche il presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento del territorio Norman Gobbi. «Il Cantone monitora costantemente i pericoli naturali. Sul ponte di Visletto vogliamo testare come la natura reagisce a eventi futuri importanti, per garantire collegamenti sicuri con l’alta Valle Maggia». Il nuovo ponte, con piloni più profondi rispetto a quello crollato nel 2024, è già oggi più resistente.
 
Un valore aggiunto per Riviera
Soddisfazione anche a livello locale. «È una grande opportunità», afferma il sindaco di Riviera Cristiano Triulzi. «Porta posti di lavoro qualificati e rafforza il profilo innovativo del nostro Comune».
Rete Tram-Treno, si parte: “Una mobilità più integrata”

Rete Tram-Treno, si parte: “Una mobilità più integrata”

Gobbi e Zali hanno difeso il credito supplementare plebiscitato dal Parlamento

Rete Tram – Treno del Luganese (RTTL): via libera del Parlamento al credito supplementare di 87,3 milioni di franchi relativo alla tappa prioritaria.
Finalmente si può avviare la fase realizzativa di un progetto fondamentale che collegherà il Malcantone e la Bassa Valle del Vedeggio al centro di Lugano.
Giovedì si è assistito a un largo sostegno da parte del Gran Consiglio a questo importante progetto; in sede di voto si è infatti sfiorata l’unanimità in termini di consensi. E in aula si è vista anche una Lega dei Ticinesi compatta come non la si vedeva da tempo, schierata con i suoi due Consiglieri di Stato che hanno difeso a spada tratta il progetto: il presidente del Governo e direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi e il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali.
Sul tema a inizio settimana si era espresso anche il sindaco di Lugano Michele Foletti, fortemente preoccupato per un eventuale battuta d’arresto del dossier, dal momento in cui in relazione a questo progetto il principio era già stato approvato dal Parlamento.
Ora il Cantone Ticino, dopo un iter durato oltre 16 anni e 6 sessioni parlamentari dedicate a questo progetto, può finalmente accedere a un’opera viaria fondamentale, finanziata per quasi due terzi dalla Confederazione. La Rete Tram-Treno del Luganese entra così ufficialmente nella sua fase esecutiva. Il cantiere verrà infatti avviato tra poco più di un anno. La RTTL è uno dei progetti strategici del DT che, grazie ai tempi di percorrenza drasticamente ridotti e a una frequenza di collegamenti intensificata offrirà una valida alternativa per gli spostamenti in tutta la regione.

Norman Gobbi: “Guardiamo a una mobilità sempre più integrata”
“Prima dell’apertura, nel 2020, della Galleria di Base del Monte Ceneri, muoverci in Canton Ticino, spostandosi da un centro all’altro nel giro di dodici-quindici minuti era quasi inimmaginabile” – ha evidenziato il presidente del Consiglio di Stato e direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi in occasione nel suo intervento in aula, aggiungendo che “questo è quello che succederà con l’apertura della Rete Tram – Treno del Luganese. Le opere di miglioramento, di minor impatto ambientale, di minor impatto sulla circolazione anche stradale e oltretutto di inserimento nell’ambito della rete urbana, rispettivamente con la rete di collegamento ferroviario nazionale – e penso in particolar modo con la stazione sotterranea di Lugano, rispettivamente con il pozzo di collegamento che unirà le due infrastrutture – sono dei grandissimi cambi di paradigma e soprattutto rappresentano un’integrazione moderna in una mobilità che è sempre più integrata oltre che sostenibile. Ed è uno degli sforzi che il DT sta compiendo da anni nell’ottica di sviluppare la rete di trasporto pubblico ma anche, sempre di più, di integrare i vari vettori.” Il Presidente del Consiglio di Stato ha successivamente ricordato che la Confederazione finanzia con quasi cinquecento milioni di franchi “un’opera interamente ticinese. Si tratta quindi di un riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto dai vari servizi del Dipartimento prima e da RTTL SA poi. Ciò significa che la qualità del lavoro svolto è stata riconosciuta.”
Norman Gobbi ha infine sottolineato che “questa infrastruttura darà avvio a un cantiere epocale che permetterà soprattutto di riunire il Luganese migliorando la mobilità, cambiando sì i paradigmi ma anche le nostre abitudini; un cambio di mentalità e anche di modalità di vivere la mobilità. Sicuramente sarà un passo per la sostenibilità e una maggior coesione del nostro territorio.”

Claudio Zali: “Il più grande progetto infrastrutturale promosso dal Cantone negli ultimi 100 anni”
Il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali nel corso del suo intervento ha evidenziato, riferendosi alla Rete Tram – Treno del Luganese, come si tratti del “più grande progetto infrastrutturale, in termini di costo d’investimento, promosso dal Cantone negli ultimi cento anni (e magari nell’intera storia del Canton Ticino), cruciale, atteso da decenni, per alleviare i problemi di mobilità della città di Lugano, di un’intera regione – il Malcantone – e la Bassa Valle del Vedeggio.”

Il progetto
La RTTL ambisce a ridefinire in modo importante l’intero agglomerato urbano. Un solo esempio quanto ai tempi di percorrenza: in soli sette minuti da Bioggio a Lugano. Essa prevede, oltre al mantenimento in esercizio della linea esistente tra Ponte Tresa e Bioggio, la creazione di due nuovi collegamenti, verso Manno-Suglio e verso il centro di Lugano, attraverso la realizzazione di una galleria di 2,2 chilometri che connetterà la piana del Vedeggio con la Stazione FFS di Lugano e il centro città. L’opera permetterà di dimezzare i tempi di percorrenza e porterà dunque a vivere il territorio in modo più efficace e sostenibile.

Le fasi salienti dal 2023 ad oggi
Conformemente alle esigenze espresse dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT), per poter beneficiare del finanziamento del programma di sviluppo strategico dell’infrastruttura ferroviaria (PROSSIF), il 26 ottobre 2023 viene costituita la RTTL SA, società interamente di proprietà di Ferrovie Luganesi SA (FLP), per la realizzazione della tappa prioritaria del progetto RTTL. L’organizzazione di progetto (governance) della fase esecutiva è stabilita da un’apposita convenzione sottoscritta da Cantone, FLP e RTTL SA e prevede che quest’ultima assuma il ruolo di committente per l’esecuzione dell’opera. Tra i primi compiti di RTTL SA vi è quello di consolidare con la Confederazione la convenzione di attuazione PROSSIF. Ad inizio 2025, RTTL SA completa le verifiche sul preventivo e informa FLP, Cantone e Confederazione circa la necessità di un aggiornamento delle basi del finanziamento. In data 23 giugno 2025 l’UFT dà luce verde alla versione finale della Convenzione di attuazione, con la quale di fatto sancisce il definitivo via libera al finanziamento federale PROSSIF e garantisce che la Confederazione assumerà la propria quota parte del finanziamento del progetto. La Convenzione di attuazione viene sottoscritta da RTTL SA il 14 luglio 2025. Il 18 luglio 2025 l’UFT autorizza RTTL SA a procedere con la fase di realizzazione. RTTL SA ha nel frattempo già messo a concorso e aggiudicato importanti mandati per la progettazione esecutiva dell’opera. Il 27 agosto 2025, l’UFT approva in via definitiva, con la propria sottoscrizione, la convenzione di attuazione. L’approvazione del credito aggiuntivo, giunta giovedì scorso, ha consentito di completare le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione della tappa prioritaria.

I prossimi passi
Con i consorzi di progettazione sono state avviate tutte le necessarie verifiche volte ad individuare eventuali ottimizzazioni, soprattutto per quanto concerne la concatenazione delle diverse attività. La durata complessiva della fase di cantiere è stimata in 8 anni, con inizio dei lavori nel 2027 e la messa in esercizio della tappa prioritaria della RTTL prevista nel 2035.

Costi e finanziamento
Il preventivo complessivo per la realizzazione della tappa prioritaria della Rete Tram-Treno del Luganese ammonta a poco più di 765 milioni di franchi. Dedotti i finanziamenti federali PROSSIF e PAL (due terzi della spesa complessiva a carico della Confederazione) e le partecipazioni dei Comuni di Bioggio e Manno, l’importo restante è suddiviso fra Cantone (58%) e Comuni della CRTL (42%). Come già accennato, per quanto concerne la quota parte di finanziamento a carico della Confederazione, nel frattempo tutti i passi formali sono stati espletati.

Per maggiori informazioni sul progetto: www.rttl.ch

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 21 dicembre 2025 de Il Mattino della domenica

“Lugano entra in una nuova dimensione”

“Lugano entra in una nuova dimensione”

Inaugurato il sottopasso pedonale di Lugano-Besso, aperto ai viaggiatori stamattina

Il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso è ufficialmente aperto da oggi (come previsto dal cambio orario, introdotto questa notte) ma è stato inaugurato giovedì: un’intera giornata dedicata alla popolazione – alla presenza di autorità cantonali e comunali, oltre ai vertici di FFS – che ha potuto visitare in anteprima un tunnel moderno e all’avanguardia.
La strategia che il Cantone ha promosso negli ultimi anni – come evidenzia il Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi – “consiste nel realizzare e migliorare tutti gli spazi del trasporto pubblico. Da un lato, con l’apertura del tunnel di base del San Gottardo prima e del Monte Ceneri poi, si sono aperti nuovi orizzonti che sono stati sviluppati in seguito ampliando l’offerta del trasporto pubblico, in particolar modo con TiLo. Si necessitava, però, anche di infrastrutture moderne; si è pertanto investito su tutte le stazioni ferroviarie, da Chiasso fino a Biasca e oggi Lugano che con questa ulteriore opera entra in una nuova dimensione.
Con i suoi oltre 100 metri di lunghezza distribuiti su 2 livelli, 11 metri di larghezza e puntualmente anche 5 metri di altezza, il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso si distingue per la sua modernità e per la generosità degli spazi che consentono una percezione immediata e ordinata dei volumi e degli ambienti – che permetteranno di accogliere fino a 15’000 utenti al giorno. Inoltre l’abbondante apporto di luce naturale e le aperture verso l’esterno rendono l’attraversamento ancora più funzionale e confortevole. Nella parte che si affaccia sulla città sono stati inseriti tre spazi commerciali: un chiosco e due attività di ristorazione da asporto. Il costo dell’opera, pari a circa 60 milioni di franchi, è stato finanziato dal Cantone, dalla Città di Lugano, dai Comuni della Commissione regionale dei trasporti del Luganese e dalla Confederazione, secondo la chiave di riparto dei Programmi d’agglomerato di prima generazione per un totale di 50 milioni di franchi; 10 milioni di franchi sono inoltre stati garantiti dalle FFS, per le parti di propria competenza.
Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione sono intervenuti: il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Sindaco di Lugano Michele Foletti, la Direttrice FFS SA Regione Sud Roberta Cattaneo e il Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann. Presente anche il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali.

Pianificazione e investimenti
Grazie alla sua posizione, il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso permette di unire la parte alta della città (Besso alta) con la sua parte bassa (parco del Bertaccio), garantendo inoltre l’accesso diretto, tramite nuove scale e comodi lift, ai marciapiedi della stazione FFS di Lugano, al nuovo nodo d’interscambio dei bus, all’autosilo di Besso e, in particolare, alla futura fermata sotterranea della Rete tramtreno del Luganese.
Nel corso del suo intervento in occasione dell’inaugurazione di giovedì, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricordato, in particolare, che la stazione FFS di Lugano è “uno dei principali nodi della mobilità in Ticino e da anni oggetto di una pianificazione sostenuta da importanti investimenti cantonali promossi dal Dipartimento del territorio per una mobilità più moderna e sostenibile. I progetti, sviluppati in sinergia con la Città di Lugano, le FFS e la Commissione regionale dei trasporti del Luganese, mirano a riorganizzare il nodo intermodale e la viabilità attorno alla stazione, potenziando il trasporto pubblico e rafforzando il ruolo di Lugano quale polo urbano attrattivo per l’intera regione”. Dal canto suo, il Sindaco di Lugano, Michele Foletti ha evidenziato come “Il nuovo sottopasso non rappresenti un punto di arrivo, ma un tassello fondamentale per il futuro della mobilità dell’agglomerato. Grazie al collegamento con la futura stazione sotterranea del tram-treno, esso costituisce un elemento centrale del nodo di interscambio della stazione di Lugano, garantendo un accesso coordinato ed efficiente alla rete FFS e al trasporto pubblico su gomma. Oggi il sottopasso ricongiunge Besso e Lugano, ricucendo la parte alta e quella bassa della città. Ciò che nel XIX secolo aveva diviso, oggi diventa il luogo di un nuovo passaggio, più comodo e più accessibile. Questo passaggio non appartiene solo a chi viaggia in treno. È un’infrastruttura al servizio dei passeggeri e dei pendolari, di chi da Besso vorrà raggiungere il centro a piedi, di quanti lo attraverseranno per andare al lavoro o a scuola e di tutti coloro che lo integreranno nel loro percorso quotidiano.

Un ampio cantiere
La Direttrice di FFS SA Regione Sud, Roberta Cattaneo ha invece colto l’occasione per ricordare come per le FFS la stazione di Lugano è la stazione principale per numero di passaggi giornalieri. Ha poi aggiunto “Siamo orgogliosi di poter dire che, in questi quattro anni e quattro mesi di lavori, treni e viaggiatori hanno continuato a transitare quasi senza accorgersi dell’ampio cantiere sottostante. E da oggi la stazione si presenta ancora più bella, accessibile e moderna – anche grazie al nuovo tabellone orario posato da poco nell’atrio principale. Infine, il Presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann ha ricordato che “La nuova infrastruttura si inserisce nell’ambito del più ampio progetto di rinnovo del Comparto stazione che prevede, accanto ad altre opere in via di realizzazione, il collegamento diretto alla fermata Lugano della Rete Tram-Treno del Luganese, uno dei progetti strategici principali promossi dal Cantone Ticino per il futuro della mobilità”.
I lavori di realizzazione del sottopasso hanno richiesto un impegno considerevole sotto il profilo tecnico e ingegneristico. Durante tutte le fasi di cantiere sono state realizzate importanti opere provvisorie, indispensabili per garantire la viabilità ferroviaria, stradale e del trasporto pubblico su gomma, limitare al massimo i disagi e consentire la continuità delle attività. Come, per esempio il ponte provvisorio su via Maraini che ha permesso di lavorare alle opere di scavo senza intralciare il transito dei bus e dei veicoli di servizio su Piazzale Stazione. Sempre per poter procedere con i lavori di scavo, nell’estate del 2022 è stato inoltre spostato di 40 metri un edificio di servizio di oltre 600 tonnellate, protetto per la sua importanza storica e architettonica. Importanti successi, questi, che sono stati raggiunti grazie all’impegno e alla professionalità delle maestranze.

Sinergie fra partner
Va infine sottolineato come la stazione FFS di Lugano rappresenti uno dei principali nodi della mobilità in Ticino. Da diversi anni l’area circostante è infatti oggetto di un’intensa pianificazione, con numerosi progetti interconnessi e sviluppati in sinergia tra diversi partner, tra cui il Dipartimento del territorio, la Città di Lugano e le FFS. In particolare, il progetto StazLu1 prevede la riorganizzazione della viabilità nell’area della stazione FFS di Lugano, con l’obiettivo di adeguare le infrastrutture di mobilità alle esigenze di un moderno e attrattivo nodo del trasporto pubblico. Nei prossimi anni si prevedono ulteriori interventi: un autosilo interrato, un nodo intermodale per tutte le linee regionali e comunali, un nuovo sottopasso stradale e opere inerenti alla mobilità stradale per migliorare l’accesso alla stazione.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 15 dicembre 2025 de Il Mattino della domenica

Inaugurato il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso

Inaugurato il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso

Comunicato stampa

Il Dipartimento del territorio (DT), le Ferrovie federali svizzere (FFS SA), la Città di Lugano e la Commissione regionale dei trasporti del Luganese (CRTL) comunicano che è stato inaugurato questa mattina, presso la Stazione FFS di Lugano, il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso.

Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione sono intervenuti il Presidente del Consiglio di Stato e Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni, Norman Gobbi, il Sindaco di Lugano, Michele Foletti, la Direttrice di FFS SA Regione Sud, Roberta Cattaneo e il Presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann.
Per l’occasione l’accesso all’infrastruttura è stato aperto a tutta la popolazione che ha la possibilità di visitare l’infrastruttura in anteprima fino alle 20.00 di oggi. Il sottopasso sarà in seguito accessibile dal cambio orario del 14 dicembre prossimo.
Grazie alla sua posizione, il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso permette di unire la parte alta della città (Besso alta) con la sua parte bassa (parco del Bertaccio), garantendo inoltre l’accesso diretto, tramite nuove scale e comodi lift, ai marciapiedi della stazione FFS di Lugano, al nuovo nodo d’interscambio dei bus, all’autosilo di Besso e, in particolare, alla futura fermata sotterranea della Rete tram-treno del Luganese.
Nel corso del suo intervento in occasione dell’inaugurazione odierna, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricordato che la stazione FFS di Lugano è “uno dei principali nodi della mobilità in Ticino e da anni oggetto di una pianificazione sostenuta da importanti investimenti cantonali promossi dal Dipartimento del territorio per una mobilità più moderna e sostenibile. I progetti, sviluppati in sinergia con la Città di Lugano, le FFS e la Commissione regionale dei trasporti del Luganese, mirano a riorganizzare il nodo intermodale e la viabilità attorno alla stazione, potenziando il trasporto pubblico e rafforzando il ruolo di Lugano quale polo urbano attrattivo per l’intera regione”.  
Dal canto suo, il Sindaco di Lugano, Michele Foletti ha evidenziato come “Il nuovo sottopasso non rappresenti un punto di arrivo, ma un tassello fondamentale per il futuro della mobilità dell’agglomerato. Grazie al collegamento con la futura stazione sotterranea del tram-treno, esso costituisce un elemento centrale del nodo di interscambio della stazione di Lugano, garantendo un accesso coordinato ed efficiente alla rete FFS e al trasporto pubblico su gomma. Oggi il sottopasso ricongiunge Besso e Lugano, ricucendo la parte alta e quella bassa della città. Ciò che nel XIX secolo aveva diviso, oggi diventa il luogo di un nuovo passaggio, più comodo e più accessibile. Questo passaggio non appartiene solo a chi viaggia in treno. È un’infrastruttura al servizio dei passeggeri e dei pendolari, di chi da Besso vorrà raggiungere il centro a piedi, di quanti lo attraverseranno per andare al lavoro o a scuola e di tutti coloro che lo integreranno nel loro percorso quotidiano.”
La Direttrice di FFS SA Regione Sud, Roberta Cattaneo ha invece colto l’occasione per ricordare come per le FFS la stazione di Lugano è la stazione principale per numero di passaggi giornalieri. Ha poi aggiunto “Siamo orgogliosi di poter dire che, in questi quattro anni e quattro mesi di lavori, treni e viaggiatori hanno continuato a transitare quasi senza accorgersi dell’ampio cantiere sottostante. E da oggi la stazione si presenta ancora più bella, accessibile e moderna – anche grazie al nuovo tabellone orario posato da poco nell’atrio principale.”
Infine, il Presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann ha ricordato che “La nuova infrastruttura si inserisce nell’ambito del più ampio progetto di rinnovo del Comparto stazione che prevede, accanto ad altre opere in via di realizzazione, il collegamento diretto alla fermata Lugano della Rete Tram-Treno del Luganese, uno dei progetti strategici principali promossi dal Cantone Ticino per il futuro della mobilità.”  

Il nuovo sottopasso pedonale di Lugano – Besso
Con i suoi oltre 100 metri di lunghezza distribuiti su 2 livelli, 11 metri di larghezza e puntualmente anche 5 metri di altezza, il nuovo sottopasso si distingue per la sua modernità e per la generosità degli spazi – che consentono una percezione immediata e ordinata dei volumi e degli ambienti – che permetteranno di accogliere fino a 15’000 utenti al giorno. Inoltre l’abbondante apporto di luce naturale e le aperture verso l’esterno rendono l’attraversamento ancora più funzionale e confortevole. Nella parte che si affaccia sulla città sono stati inseriti tre spazi commerciali: un chiosco e due attività di ristorazione da asporto, che apriranno i battenti il 14 dicembre prossimo.
I lavori di realizzazione, della durata di poco più di quattro anni, hanno richiesto un impegno considerevole sotto il profilo tecnico e ingegneristico. Durante tutte le fasi di cantiere sono state realizzate importanti opere provvisorie, indispensabili per garantire la viabilità ferroviaria, stradale e del trasporto pubblico su gomma, limitare al massimo i disagi e consentire la continuità delle attività. Come, per esempio il ponte provvisorio lungo 40 metri e largo 6,5 metri a sbalzo su via Maraini che ha permesso di lavorare alle opere di scavo senza intralciare il transito dei bus e dei veicoli di servizio su Piazzale Stazione. Sempre per poter procedere con i lavori di scavo, nell’estate 2022 è stato inoltre spostato di 40 metri un edificio di servizio di oltre 600 tonnellate protetto per la sua importanza storica e architettonica. Importanti successi, che sono stati raggiunti grazie all’impegno e alla professionalità delle maestranze.

Costi e finanziamento
Il costo dell’opera, pari a circa 60 milioni di franchi, è stato finanziato dal Cantone, dalla Città di Lugano, dai Comuni della Commissione regionale dei trasporti del Luganese e dalla Confederazione, secondo la chiave di riparto dei Programmi d’agglomerato di prima generazione per un totale di 50 milioni di franchi; 10 milioni di franchi sono inoltre stati garantiti dalle FFS, per le parti di propria competenza.

Il progetto StazLu1
La stazione FFS di Lugano è uno dei principali nodi della mobilità in Ticino. Da diversi anni l’area circostante è oggetto di un’intensa pianificazione, con numerosi progetti interconnessi e sviluppati in sinergia tra diversi partner, tra cui il Dipartimento del territorio, la Città di Lugano e le FFS. In particolare, il progetto StazLu1 prevede la riorganizzazione della viabilità nell’area della stazione FFS di Lugano, con l’obiettivo di adeguare le infrastrutture di mobilità alle esigenze di un moderno e attrattivo nodo del trasporto pubblico. Segnatamente, nei prossimi anni si prevedono ulteriori interventi: un autosilo interrato, un nodo intermodale per tutte le linee regionali e comunali, un nuovo sottopasso stradale e opere inerenti alla mobilità stradale per migliorare l’accesso alla stazione.

Ponte di Spada, cantiere al via dopo un’attesa di 150 anni

Ponte di Spada, cantiere al via dopo un’attesa di 150 anni

Le autorità hanno sottolineato la giornata storica per i due versanti della valle del Cassarate, che saranno collegati dalla nuova passerella ciclopedonale (il Ponte di Spada) in un percorso «ad anello».
Le autorità hanno sottolineato la giornata storica per la valle del Cassarate.
Francesco Canonica: ‘Per noi capriaschesi è un sogno che si avvera’

Autorità in grande spolvero sottolineano la giornata storica per i due versanti della valle del Cassarate, che saranno collegati dalla passerella ciclopedonale in un percorso ‘ad anello’.
«I ponti uniscono, i muri dividono. Noi abbiamo scelto di costruire un ponte», così ha esordito ieri il sindaco di Capriasca Francesco Canonica all’inaugurazione del cantiere per la realizzazione del Ponte di Spada. Un’inaugurazione attesa: l’idea di collegare i due versanti della valle risale alla fine dell’Ottocento, mentre il progetto era stato premiato il 4 settembre 2018 all’ex caserma di Tesserete e ci sono voluti ben sette anni per vedere i rappresentanti delle istituzioni, tra cui anche il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann e il sindaco di Lugano Michele Foletti, svelare la targhetta commemorativa che segna la data di ieri come il giorno d’inizio dei lavori.

Consentirà un percorso ‘ad anello’
L’iter progettuale non è stato semplice, si sono susseguiti ricorsi durante la pubblicazione del progetto e nella fase di aggiudicazione, nonché altri impedimenti determinati dal complesso quadro europeo scosso da una crisi economica e geopolitica. Il Vecchio continente con l’invasione russa dell’Ucraina ha sopportato un aumento dei prezzi delle materie prime e una componente essenziale alla realizzazione del ponte è l’acciaio. Questo ha generato incertezze sui costi e rallentato i lavori. Il Ponte di Spada segnerà un ulteriore passo importante in direzione della sostenibilità e della mobilità lenta nel Luganese. La passerella ciclopedonale consentirà di unire in modo continuo due dei principali assi ciclabili regionali, disegnando un percorso “ad anello” che collegherà il fondovalle con Tesserete da un lato e Sonvico dall’altro. Rispetto al tema della sostenibilità, Foletti sottolinea che «è stato privilegiato un tracciato che interessi solo marginalmente l’area boschiva, così da tutelare al massimo l’ambiente». Un’opera che permetterà spostamenti più agevoli, inserendosi nella strategia, ricordata dal sindaco di Lugano, di rafforzare una rete ciclopedonale «estesa, sicura, attrattiva, ben segnalata e ben integrata nel territorio», anche necessaria per ovviare al problema dell’aumento del traffico e «alla necessità di offrire un approccio integrato a tutti i mezzi».

Ampio il sostegno popolare
Nel comunicato diramato dal Cantone, si annuncia anche la prossima fine dei lavori sulla passerella di Sarone (Lugaggia), convertita da percorso pedonale a ciclopedonale. Una passerella, quest’ultima, che permetterà di evitare i ripidi dislivelli che caratterizzano la valle del Cassarate e la valle del Capriasca, irrobustendo la rete ciclabile di 140 km del Luganese con un nuovo ramo che si unisce alla già esistente e frequentata ciclopedonale che congiunge Tesserete e Canobbio. Dal canto suo, Norman Gobbi ha espresso la propria soddisfazione soprattutto «per il sostegno manifestato dalla nostra popolazione. La volontà e l’interesse dei cittadini hanno rappresentato uno stimolo importante sia per il Cantone sia per tutti i partner coinvolti in questo progetto». Oltre all’aspetto di utilità pratica rispetto a quest’opera infrastrutturale, il sindaco di Capriasca ha messo in evidenza il valore simbolico del nuovo attraversamento: «Costruire un ponte significa unire… un dialogo tra passato e futuro, tra natura e modernità, tra tradizione e innovazione».

Una passerella sospesa di 150 metri
L’investimento finanziato dalla Confederazione, dai Comuni del Luganese e dal Cantone è stimato complessivamente in circa 11 milioni di franchi nell’ambito del Programma di agglomerato del Luganese (Pal2). La “spada” che collegherà le due sponde del Cassarate ha caratteristiche tecniche di rilievo: il progetto d’ingegneria leggera e rispettosa del paesaggio è stato ideato dallo studio d’ingegneria Ruprecht Sa, Messi & Associati Sa di Bellinzona e lo studio d’architettura Moro & Moro di Locarno ed è nato da una lettura attenta del contesto naturale, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto paesaggistico. La struttura, interamente in acciaio, sarà una passerella sospesa di circa 150 metri in un’unica campata, sostenuta da un traliccio tridimensionale e quattro cavi portanti ancorati alle due sponde, per una lunghezza complessiva di 168 metri. L’impalcato, largo 3,80 metri, offrirà una visuale aperta sulla valle anche grazie a parapetti dal disegno alternato che creeranno un “effetto visivo dinamico”. Il progetto vedrà luce nell’estate del 2027.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 dicembre 2025 de La Regione

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Il Ponte di Spada è in cantiere «È un sogno che si avvera»
L’avvio dei lavori, che si concluderanno fra un anno e mezzo, è stato sottolineato con un momento ufficiale e la posa di una targa: «È una grande emozione essere qui a salutare l’inizio di un’opera attesa per almeno 150 anni».

Finalmente ci siamo. Sono ufficialmente iniziati i lavori per realizzare il Ponte di Spada, la passerella ciclopedonale che collegherà i due lati della valle del Cassarate, riducendo drammaticamente le distanze fra Sonvico, Cadro, Dino, Tesserete e Lugaggia. Ci siamo, ma c’è voluto un po’. Tanto che dei relatori presenti il 4 settembre 2018 all’ex caserma di Tesserete per premiare il progetto vincitore – gli allora sindaci di Capriasca e Lugano Andrea Pellegrinelli e Marco Borradori e il consigliere di Stato Claudio Zali – ieri nel proprio ruolo ufficiale non c’era più nessuno (Pellegrinelli era fra il pubblico): al loro posto, i corrispettivi Francesco Canonica, Michele Foletti e Norman Gobbi.
Sette anni sono passati da allora. In mezzo una pandemia e una guerra che hanno restituito un mondo diverso e hanno fatto traballare il Ponte di Spada, a causa dell’aumento dei costi. D’altronde, già in passato altri Ponti di Spada – l’idea di collegare le due sponde del Cassarate in quest’area è vecchia di almeno 150 anni – erano sfumati a un passo dal cantiere, sempre a causa degli eventi mondiali. Stavolta no.

Le dichiarazioni
Ieri si è quindi salutato un momento storico per le valli del Cassarate e per il Luganese. «I ponti uniscono e i muri dividono. Noi abbiamo deciso di costruire un ponte – ha esordito il sindaco di Capriasca Francesco Canonica. – È un giorno storico, in cui finalmente inizia un’opera che per tanti e troppi anni era rimasta sulla carta. Non è solo un’opera infrastrutturale, ma un simbolo di storia, identità e futuro. Per noi capriaschesi è un sogno che si avvera». Sentimenti poi rievocati in varie forme anche negli altri interventi. Il sindaco di Lugano Michele Foletti ha in particolare sottolineato quanto l’opera entusiasmi la popolazione, citando a mo’ di esempio la Banca Raiffeisen del Cassarate che si è proposta per realizzare a sue spese un’area di sosta attrezzata per le bici sul lato di Dino, nei pressi del Ponte di Spada. Idem il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann: «È una grande emozione essere qui a salutare l’inizio di un’opera attesa così tanto a lungo. L’auspicio è che possa anche essere di sprone per il turismo». In questo senso potrà aiutare l’eccezionalità dell’opera, come sottolineato dal presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi: «Sarà una delle strutture più particolari del Ticino e di tutta la Svizzera per le sue caratteristiche ».
Dal punto di vista tecnico, l’opera immaginata dallo studio d’ingegneria Ruprecht SA di Lugano (capofila), Messi & Associati SA di Bellinzona e lo studio d’architettura Moro & Moro di Locarno è infatti complessa, e così lo sarà il cantiere, che impone metodi esecutivi particolari e una qualità nel montaggio e fabbricazione particolarmente elevate. Il manufatto del ponte Spada presenta infatti un’unica campata di 146 metri sostenuta da un traliccio in acciaio di circa 400 tonnellate che va montato a un’altezza di oltre 80 metri sopra la vallata sottostante.
Gobbi ha infine ricordato la «pazienza e determinazione» che sono stati necessari per arrivare al cantiere, sottolineando come l’entusiasmo della popolazione sia stato uno sprone ad avallare il comunque ingente investimento: 11 milioni di franchi circa. Il cantiere dovrebbe concludersi fra primavera ed estate 2027.

Il suo scopo
Il pregio del Ponte di Spada sarà quello di avvicinare le due sponde del Cassarate come mai prima. Sponde ora collegate da un ripido e scomodo sentiero che scende e risale la stretta valle di Spada. La passerella permetterà di collegare il percorso che dal fondovalle si estende fino Tesserete e il percorso che da Cadro sale in direzione della Valcolla fino a Sonvico. Nello specifico si creerà un collegamento «ad anello» che darà continuità ai percorsi ciclabili già realizzati senza dover superare dislivelli elevati e rendendo quindi il tragitto molto più diretto e agevole. Quale opera accompagnatoria è stata anche resa ciclabile la vicina passerella Sarone, in modo di agganciare ottimamente il Ponte di Spada all’esistente percorso ciclopedonale all’altezza di Lugaggia.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 dicembre 2025 del Corriere del Ticino

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Il Ponte di Spada, una lama d’acciaio che taglierà le distanze.
Dal 2027 Capriasca e Lugano saranno unite da una passerella ciclopedonale lunga 150 metri
Al via i lavori per l’opera su una sola campata che costerà 11 milioni di franchi

Per oltre un secolo si è parlato del Ponte di Spada e, negli ultimi anni, l’attesa sembrava infinita. Prima i rincari dell’acciaio dovuti alla pandemia e alla guerra russo-ucraina, poi i ricorsi. Per questo l’avvio dei lavori, celebrato martedì dalle autorità, rappresenta un passo importante. Le due sponde del Cassarate, da Capriasca a Lugano, saranno finalmente collegate.
“In quattro e quattr’otto si raggiungerà l’altra sponda senza utilizzare i mezzi pubblici o altri veicoli a motore. Senza inquinare”, sottolinea ai microfoni del Quotidiano Francesco Canonica, sindaco di Capriasca.
Uno degli obiettivi della passerella ciclopedonale, che si svilupperà su un’unica campata di circa 150 metri,  è di promuovere la mobilità lenta, creando un percorso ad anello. “Per noi è qualcosa di estremamente interessante”, afferma il sindaco di Lugano, Michele Foletti. “Perché mette in collegamento due ciclopiste, la Lugano-Tesserete e la Lugano-Cadro-Dino, che sono tra le più frequentate. Anche perché passano sui tracciati delle due ex ferrovie”.
Il nuovo Ponte di Spada, molto atteso dalla popolazione, renderà accessibili in bicicletta itinerari che oggi si possono affrontare solo a piedi dal vecchio ponte e con dislivelli impegnativi. “Questa passerella si aspettava da almeno cinquant’anni. Forse di più”, dice un cittadino.
Il manufatto sarà realizzato interamente in acciaio. “Dal punto di vista tecnico è quasi un unicum – afferma il direttore della Divisione delle costruzioni, Norman Gobbi -. Proprio perché ha una sola campata, senza pilastri in mezzo, e questa era una delle condizioni poste dal Cantone per inserire il ponte nel paesaggio nella maniera meno impattante possibile”.
L’opera non rappresenterà un vantaggio solo per chi vive qui, ma anche per i turisti. “Tanti scelgono come meta di vacanza le zone ben servite da piste ciclabili. La passerella – sostiene il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann – potrebbe essere un ulteriore sprone per chi vuole visitare la nostra regione”.
I lavori si concluderanno nell’estate del 2027, con un investimento di circa 11 milioni di franchi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Il-Ponte-di-Spada-una-lama-d%E2%80%99acciaio-che-taglier%C3%A0-le-distanze–3324818.html

(Immagine: DT Render)

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Dopo decenni, lavori al via per il Ponte Spada.
Gobbi: “Quasi un unicum in Svizzera”

Dovrebbero concludersi nel corso dell’estate 2027. La spesa totale ammonta attorno agli 11 milioni di franchi e sarà finanziata da Confederazione, Cantone e Comuni del Luganese.

Si è tenuta oggi la cerimonia di avvio lavori del Ponte di Spada che collega il Comune di Capriasca e Lugano. La realizzazione dell’opera, si legge in un comunicato del Dipartimento del territorio, «permetterà di garantire la continuità tra due dei principali percorsi della rete ciclabile del Luganese, creando un percorso ad anello che dal fondovalle si sviluppa in un senso verso la Capriasca fino a Tesserete, e nell’altro senso in direzione della Valcolla fino a Sonvico». «Finalmente, sono molto emozionato e felice», commenta il sindaco di Capriasca Francesco Canonica che sottolinea l’attesa durata decenni: «Ho sentito parlare del Ponte di Spada quando ero bambino».

L’opera
Il progetto della passerella ciclopedonale Ponte di Spada nasce con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sulla natura circostante. «In Ticino abbiamo 250’000 biciclette, una per abitante. Poter fornire loro delle adeguate piste ciclabili è assolutamente importante», afferma il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann. La passerella si svilupperà su un’unica campata di circa 150 metri, che permetterà una vista panoramica senza ostacoli con una lunghezza complessiva di 168 metri e un’altezza massima in campata di 7,5 metri: «Questo progetto, dal punto di vista tecnico, è quasi un unicum in Svizzera», ricorda orgogliosamente il direttore incaricato della Divisione dei traporti Norman Gobbi. L’impalcato avrà una larghezza totale di 3,80 metri, di cui 3,30 destinati al passaggio di ciclisti e pedoni. Questa soluzione «offrirà un effetto visivo dinamico: una percezione di chiusura per chi attraversa rapidamente la passerella e, al contempo, una visuale panoramica per chi procede lentamente o si ferma a osservare il paesaggio».

Costi e tempistiche
I lavori dovrebbero concludersi nel corso dell’estate 2027. La spesa totale ammonta attorno agli 11 milioni di franchi e sarà finanziata da Confederazione, Cantone e Comuni del Luganese. «Quest’opera è fonte di soddisfazione anche e soprattutto per quanto concerne l’accoglienza da parte della popolazione, che ha fortemente voluto questo progetto e con il suo sostegno ha nutrito la motivazione del Cantone e di tutti coloro che sono coinvolti nella realizzazione dell’infrastruttura», ha dichiarato Norman Gobbi a cui fa eco il sindaco di Lugano Michele Foletti: «È estremamente importante per il benessere delle persone. È chiaro che a Lugano è complicato muoversi nel centro città con la bicicletta e di questo ne siamo tutti coscienti, però, per territori periferici, la bici è un mezzo interessante per la mobilità».

Rete Tram-Treno del Luganese, avanti tutta!

Rete Tram-Treno del Luganese, avanti tutta!

Credito supplementare: del Governo e luce verde da Berna

La Confederazione ha sottoscritto il 27 agosto la nuova convenzione che garantisce il finanziamento supplementare necessario per la realizzazione della rete treno tram del luganese, un riconoscimento questo che premia sia la bontà dell’opera che il lavoro svolto finora.
Parallelamente nella sua seduta di mercoledì 10 settembre il Consiglio di Stato ha approvato la parte cantonale di credito supplementare, richiesto dal DT, di 87,3 milioni di franchi.

Pertanto quest’opera – premesso l’accordo che naturalmente deve ancora arrivare dal Gran Consiglio per la parte cantonale – è finanziata, e la sua realizzazione può procedere nei modi e nei tempi che erano preventivati.

Norman Gobbi: “Un investimento che guarda in maniera strategica a un Ticino sempre più interconnesso”
“La Rete Tram-Treno del Luganese rappresenta uno dei progetti strategici principali promossi dal Cantone Ticino per il futuro della mobilità. L’opera s’inserisce nella visione di una rete di trasporto più sostenibile, efficiente e attrattiva, capace di ridurre il traffico stradale”, ha sottolineato nel corso del suo intervento il Consigliere di Stato e Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi, aggiungendo che si tratta di “un progetto che mira al futuro della mobilità così come la si vuole oggi: sempre più integrata, sempre più intermodale, soprattutto capace di essere in risposta a una sostenibilità sempre più richiesta. Nell’ambito di questo progetto l’obiettivo è quello di ridurre il traffico stradale offrendo delle alternative in un territorio che sappiamo è fortemente caricato, sia per la sua conformazione territoriale, ma anche per la sua frequentazione e le entrate da oltre confine.
La RTTL rappresenta un investimento per il futuro che guarda in maniera strategica a un Ticino sempre più interconnesso ma soprattutto più sostenibile”.

Claudio Zali: “Un riconoscimento della bontà del lavoro svolto”
“Il riconoscimento da parte della Confederazione evidenzia che il Cantone ha lavorato seriamente su questo progetto. Perché non si può andare a vendere fumo a Berna”, ha commentato dal canto suo il Consigliere di Stato Claudio Zali, aggiungendo che “c’è stato un aumento dei costi che ci è stato concesso, il che è un riconoscimento della bontà del lavoro fin qui svolto e siamo convinti che ci siano le migliori premesse per vedere l’opera realizzata – contrariamente a quello che si è detto ultimamente – e vedere finalmente la mobilità, almeno quella del Luganese, cambiare radicalmente.” Quanto ai cinque ricorsi ancora pendenti, il Direttore del DT ha affermato che gli stessi, oltre ad essere “marginali, non mettono in discussione questo progetto.”  

Le fasi salienti dal 2023 ad oggi
Conformemente alle esigenze espresse dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT), per poter beneficiare del finanziamento del programma di sviluppo strategico dell’infrastruttura ferroviaria (PROSSIF), il 26 ottobre 2023 viene costituita la RTTL SA, società interamente di proprietà di Ferrovie Luganesi SA (FLP), per la realizzazione della tappa prioritaria del progetto RTTL. L’organizzazione di progetto (governance) della fase esecutiva è stabilita da un’apposita convenzione sottoscritta da Cantone, FLP e RTTL SA e prevede che quest’ultima assuma il ruolo di committente per l’esecuzione dell’opera. Tra i primi compiti di RTTL SA vi è quello di consolidare con la Confederazione la convenzione di attuazione PROSSIF. Ad inizio 2025, RTTL SA completa le verifiche sul preventivo e informa FLP, Cantone e Confederazione circa la necessità di un aggiornamento delle basi del finanziamento. In data 23 giugno 2025 l’UFT dà luce verde alla versione finale della Convenzione di attuazione, con la quale di fatto sancisce il definitivo via libera al finanziamento federale PROSSIF e garantisce che la Confederazione assumerà la propria quota parte del finanziamento del progetto. La Convenzione di attuazione viene sottoscritta da RTTL SA il 14 luglio 2025. Il 18 luglio 2025 l’UFT autorizza RTTL SA a procedere con la fase di realizzazione. RTTL SA ha nel frattempo già messo a concorso e aggiudicato importanti mandati per la progettazione esecutiva dell’opera. Infine, in data 27 agosto 2025, l’UFT approva in via definitiva, con la propria sottoscrizione, la convenzione di attuazione. L’approvazione del credito aggiuntivo, oggetto del Messaggio, consentirà di completare le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione della tappa prioritaria.

I prossimi passi
Con i consorzi di progettazione sono state avviate tutte le necessarie verifiche volte ad individuare eventuali ottimizzazioni, soprattutto per quanto concerne la concatenazione delle diverse attività. La durata complessiva della fase di cantiere è stimata in 8 anni, con inizio dei lavori nel 2027 e la messa in esercizio della tappa prioritaria della RTTL è prevista nel 2035.

Costi e finanziamento
Il preventivo complessivo per la realizzazione della tappa prioritaria della Rete Tram-Treno del Luganese ammonta a 765,9 milioni di franchi. Dedotti i finanziamenti federali PROSSIF e PAL (due terzi della spesa complessiva a carico della Confederazione) e le partecipazioni dei Comuni di Bioggio e Manno, l’importo restante è suddiviso fra Cantone (58%) e Comuni della CRTL (42%). Come già accennato, per quanto concerne la quota parte di finanziamento a carico della Confederazione, nel frattempo tutti i passi formali sono stati espletati.

Comunicazione attiva
In vista della fase di cantiere è in via di allestimento un concetto di comunicazione attiva che si basi su contatti diretti con i diversi attori interessati. Saranno inoltre organizzate serate informative ed occasioni di visita al cantiere.

In conclusione di conferenza stampa, Norman Gobbi, in qualità di Presidente del Consiglio di Stato ha osservato come uno storytelling (narrazione) continuamente negativo su quanto fa lo Stato danneggia il Ticino e il suo sviluppo.
Nell’interesse di tutti, nell’interesse del sistema Ticino è bene tener sempre presente il ruolo di servitori delle istituzioni, della popolazione e del nostro territorio, ed essere più coesi.
Ed è ciò che è stato ricordato in occasione dell’incontro del Governo (mercoledì scorso a Locarno, ndr) con i cento Comuni del Canton Ticino: occorre lavorare assieme, uniti nell’interesse della comunità.
Secondo Gobbi la garanzia federale e cantonale del finanziamento della rete treno tram del luganese è la miglior risposta per contrastare questa narrazione negativa, e dimostrare che il lavoro costante e serio viene riconosciuto a beneficio del Cantone e della comunità.

Per maggiori informazioni sul progetto: www.rttl.ch

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 14 settembre 2025 de Il Mattino della domenica

Rete Tram-Treno del Luganese: nuova convenzione e approvazione del credito aggiuntivo

Rete Tram-Treno del Luganese: nuova convenzione e approvazione del credito aggiuntivo

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto con grande soddisfazione della nuova convenzione siglata con la Confederazione che garantisce il finanziamento supplementare del progetto; nella  stessa seduta settimanale, ha licenziato il Messaggio del Dipartimento del territorio (DT) all’indirizzo del Gran Consiglio concernente lo stanziamento di un credito aggiuntivo di 87’390’000 franchi e l’aggiornamento dell’autorizzazione a effettuare una spesa di 262’500’000 franchi per la realizzazione della tappa prioritaria della Rete Tram-Treno del Luganese (RTTL), nell’ambito dell’attuazione delle opere del Piano dei trasporti del Luganese (PTL) e del Programma di agglomerato del Luganese (PAL).  

Oggetto del Messaggio – presentato in occasione di una conferenza stampa convocata questa mattina a Bellinzona alla presenza del Presidente del Consiglio di Stato e Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi, del Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, del Direttore della Divisione delle costruzioni Diego Rodoni e del Direttore della Rete Tram-Treno del Luganese SA (RTTL) Alberto Del Col  è la convenzione siglata con la Confederazione e l’aggiornamento del credito di competenza cantonale, al fine di poter procedere alla realizzazione della tappa prioritaria della RTTL, un’opera considerata decisiva per lo sviluppo del territorio e della mobilità di tutta la regione.

L’incontro odierno con i media è stato l’occasione per il Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi, per sottolineare come la RTTL rappresenti “uno dei progetti strategici principali promossi dal Cantone Ticino per il futuro della mobilità. L’opera si inserisce nella visione di una rete di trasporto più sostenibile, efficiente e attrattiva, capace di ridurre il traffico stradale.” Il Presidente del Consiglio di Stato ha inoltre precisato che si tratta di “un investimento che guarda in maniera strategica a un Ticino sempre più interconnesso ma soprattutto più sostenibile.”
Il Direttore del DT Claudio Zali ha dal canto suo evidenziato come “quest’opera, premesso l’accordo del Gran Consiglio, è finanziata in quanto la Confederazione ha già garantito la sua parte di superamento dei costi. Siamo convinti – ha aggiunto Zali – che ci siano le migliori premesse per vedere l’opera realizzata e la mobilità del Luganese cambiare radicalmente.”
Con decisione del 19 giugno 2018, il Parlamento aveva approvato il credito di realizzazione della tappa prioritaria della RTTL. Parallelamente alla trattazione del credito, nell’ottobre 2017 il progetto definitivo era stato pubblicato secondo la procedura prevista dalla Legge federale sulle ferrovie (Lferr). Come conseguenza dell’elevato numero di opposizioni riscontrate nella fase di pubblicazione, il Consiglio di Stato, nel 2019, in accordo con la Commissione Regionale dei Trasporti del Luganese (CRTL) e i Comuni interessati, aveva deciso di introdurre delle importanti modifiche al progetto, volte a renderlo meno impattante dal punto di vista espropriativo e a tener maggiormente conto delle esigenze espresse dai Comuni, da USTRA e dai privati toccati. Nel giugno 2020 è stata quindi avviata la nuova procedura di approvazione dei piani, mediante la quale il progetto con le modifiche è stato ripubblicato integralmente (2a pubblicazione), procedura che è sfociata nella Decisione di approvazione dei piani del 7 marzo 2023, da parte dell’Ufficio Federale dei Trasporti (UFT). Contro tale decisione sono stati inoltrati cinque ricorsi al Tribunale Amministrativo Federale (TAF).    Successivamente sono stati avviati da Ferrovie Luganesi SA (FLP) e DT i passi necessari per intraprendere la fase esecutiva, andando in primo luogo a consolidare gli aspetti finanziari del progetto; aspetto questo che ha comportato la verifica e l’attualizzazione dei costi di preventivo e delle basi del finanziamento.

Il finanziamento dell’opera e le fasi salienti dopo l’approvazione dei piani
Il 16 settembre 2014 il Parlamento federale approva il decreto che libera i crediti per il programma di agglomerato (PAL) a partire dal 2015, comprendente il prolungamento da Bioggio a Manno della linea FLP.
Successivamente, nel 2019, il Parlamento federale approva il decreto concernente la fase d’attuazione 2035 del Programma di sviluppo strategico dell’infrastruttura ferroviaria (PROSSIF), sulla base del Messaggio licenziato nell’ottobre 2018. Tra le opere finanziate viene annoverata la tratta Bioggio – Lugano centro della RTTL.
Tali decreti federali costituiscono la base del finanziamento federale all’opera, parte preponderante del credito per la sua realizzazione. Nell’aprile 2021 hanno inizio le negoziazioni tra Cantone, FLP e UFT, volte alla stipula della convenzione d’attuazione prevista dalla Legge federale sulle ferrovie (Lferr) per gestire il finanziamento PROSSIF. Conformemente alle esigenze espresse dall’UFT, per poter beneficiare del finanziamento PROSSIF, il 26 ottobre 2023 viene costituita la RTTL SA, società interamente di proprietà di FLP, per la realizzazione della tappa prioritaria del progetto RTTL. L’organizzazione di progetto (governance) della fase esecutiva è stabilita da un’apposita convenzione sottoscritta da Cantone, FLP e RTTL SA e prevede che quest’ultima assuma il ruolo di committente per l’esecuzione dell’opera. Tra i primi compiti di RTTL SA vi è quello di consolidare con la Confederazione la convenzione di attuazione PROSSIF. Ad inizio 2025, RTTL SA completa le verifiche sul preventivo e informa FLP, Cantone e Confederazione circa la necessità di un aggiornamento delle basi del finanziamento.

In data 23 giugno 2025 l’UFT dà luce verde alla versione finale della Convenzione di attuazione, con la quale di fatto sancisce il definitivo via libera al finanziamento federale PROSSIF e garantisce che la Confederazione assumerà la propria quota parte del finanziamento del progetto.
La Convenzione di attuazione viene sottoscritta da RTTL SA il 14 luglio 2025.
Il 18 luglio 2025 l’UFT autorizza RTTL SA a procedere con la fase di realizzazione. RTTL SA ha nel frattempo già messo a concorso e aggiudicato importanti mandati per la progettazione esecutiva dell’opera.
Infine, in data 27 agosto 2025, l’UFT approva in via definitiva, con la propria sottoscrizione, la convenzione di attuazione.
L’approvazione del credito aggiuntivo, oggetto del Messaggio, consentirà di completare le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione della tappa prioritaria.

L’iter progettuale e procedurale per arrivare all’approvazione del progetto, avvenuta il 7 marzo 2023 con la Decisione di approvazione dei piani (DAP) da parte dell’UFT, ha rappresentato uno sforzo molto importante a livello tecnico e politico ma, allo stesso tempo, ha dotato il progetto di un vasto consenso nonché della necessaria solidità sotto tutti i suoi aspetti.
Si prevede che entro la fine del corrente anno il Tribunale amministrativo federale (TAF) emetta la sua sentenza in merito ai cinque ricorsi pendenti sulla Decisione di approvazione dei piani (DAP), trattandosi di contestazioni su aspetti meramente puntuali. Sulla scorta di tale prospettiva l’inizio dei lavori è programmato nel 2027 e la messa in esercizio nel 2035. RTTL SA è già attiva nell’allestimento del progetto esecutivo e nelle diverse attività preparatorie.
Il preventivo complessivo per la realizzazione della tappa prioritaria della Rete Tram-Treno del Luganese, segnatamente dei comparti oggetto del Messaggio, ammonta a 765’900’000 franchi (IVA inclusa). Dedotti i finanziamenti federali PROSSIF e PAL (due terzi della spesa complessiva a carico della Confederazione) e le partecipazioni dei Comuni di Bioggio e Manno, l’importo restante è suddiviso fra Cantone (58%) e Comuni della CRTL (42%).

Per maggiori informazioni sul progetto RTTL: www.rttl.ch