Lavoro, investigatori ad hoc

Lavoro, investigatori ad hoc

La proposta del ministro: in polizia un gruppo di specialisti contro gli illeciti in cantieri e ditte. Favorevoli il comandante della Cantonale e il pg. Gobbi: necessario anche un maggior coordinamento fra le varie autorità. Il capo del Dipartimento istituzioni: dobbiamo evitare il ripetersi di quanto accaduto per il Lac.

La lista degli illeciti penali nel mondo del lavoro può essere lunga. Usura, estorsione, falsità in documenti e appropriazione indebita di contributi sociali i reati più frequenti. Quando si riesce a scoprirli. Secondo il capo del Dipartimento istituzioni «urge» un giro di vite. «Oggi in Ticino – dice alla ‘Regione’ Norman Gobbi – s’impone, anche in ottica preventiva, un’azione maggiormente incisiva di contrasto a ogni forma di abuso in cantieri e ditte, con tempestiva segnalazione alla magistratura inquirente dei casi di violazione del Codice penale». Il ministro ritiene quindi «indispensabile» la presenza in seno alla Polizia cantonale «di un gruppo di agenti che monitori costantemente la situazione e coordini gli interventi». Ne ha parlato di recente «con il comandante e con il procuratore generale». E, assicura il ministro, «la volontà è di procedere in tal senso». Per Gobbi occorre dunque dar vita in polizia «a un nucleo di specialisti», sul modello «di altre sezioni specialistiche» della Polgiudiziaria «che si avvalgono della collaborazione di enti di vigilanza e dell’impiego puntuale di gendarmi e ispettori per operazioni appunto mirate». Insomma, anche nella lotta agli abusi in aziende e cantieri «serve una squadra di agenti ad hoc». Ancora da definire la sua composizione. L’entrata in funzione? «Spero in tempi brevi». Inizialmente, aggiunge il direttore del Dipartimento istituzioni, «potrebbe essere formata da due, tre poliziotti provenienti dalla Giudiziaria e dalla Gendarmeria: penso a un nucleo di specialisti che funga da centro di competenze e di coordinamento delle varie istanze cantonali preposte alla sorveglianza del settore, come gli ispettori del lavoro e quelli delle assicurazioni sociali, come anche la stessa Gendarmeria, che già oggi esegue controlli anti lavoro nero». Questo «per una condivisione rapida di segnalazioni, informazioni e dati, cosa che permetterebbe interventi più efficaci e la trasmissione in tempi brevi al Ministero pubblico dei dossier di rilevanza penale».

‘Un sottobosco preoccupante’

Sulla necessità di un maggior coordinamento fra le diverse autorità pongono l’accento pure il comandante della Polcantonale Matteo Cocchi («Approfondiremo la proposta del consigliere di Stato nel quadro della riorganizzazione del corpo») e il pg John Noseda . «Sono senz’altro d’accordo con quanto suggerisce il capo del Dipartimento istituzioni; attualmente dei reati legati al mondo del lavoro si occupa, a dipendenza delle singole situazioni, questo o quel settore della Polizia cantonale: commissariati, sezione Reati economico-finanziari, Scientifica, Gendarmeria», spiega Noseda da noi interpellato. «Poter contare su un gruppo di agenti con conoscenze specifiche sul mercato del lavoro, che sia in contatto con gli uffici del Cantone incaricati di controllare questo mercato e che coordini gli interventi è senz’altro utile anche per noi magistrati», afferma il procuratore generale ribadendo ciò che aveva dichiarato sul tema poco più di un mese fa in un’intervista a ‘Liberatv.ch’. Emblematico, riprende Gobbi, «quello che è accaduto sul cantiere del Lac: inchieste e processi hanno fatto emergere un sottobosco di illegalità assai preoccupante». Preoccupante «per la sicurezza degli operai e per la sicurezza in generale: bisogna perciò mettere in campo al più presto anche delle misure a livello di polizia per evitare che fenomeni come il caporalato attecchiscano pure da noi e per scongiurare eventuali abusi derivanti dal franco forte». Misure volte pure «a tutelare la parte sana dell’economia di questo cantone».

di Andrea Manna, LaRegione Ticino, 25.02.2015

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L’importanza dell’Esercito in Ticino, per l’economia e la sicurezza

L’importanza dell’Esercito in Ticino, per l’economia e la sicurezza

L’Esercito incarna i valori fondanti della Svizzera e costituisce un elemento essenziale dell’identità nazionale; un’istituzione importante sia in termini di sicurezza che a livello economico. In questi anni mi sono impegnato in prima persona affinché il Ticino mantenesse la presenza grigioverde sul proprio territorio. Come si usa dire nel gergo militare, l’ordine era “tenere”, ed abbiamo tenuto!

Oggi infatti possiamo affermare con orgoglio di essere riusciti a mantenere in Ticino la maggior parte degli stazionamenti militari e di aver ottenuto dal Dipartimento della difesa molto di più rispetto ad altri Cantoni. Un successo che ha ricordato a tutti come il Ticino debba affrontare il confronto con Berna senza paura, portando quelle che sono le sue ragioni e con la consapevolezza delle proprie forze.

Oltre 200 Milioni di investimenti nei prossimi anni
È di questa settimana la decisione del Consiglio federale di dare via libera a 67 Milioni di investimento per la realizzazione della nuova Caserma di Isone e della terza tappa del Centro Logistico del Monte Ceneri, col risanamento dell’attuale Arsenale sul passo. A questi importi, vanno aggiunti gli investimenti già decisi per 60 Milioni per la realizzazione della 1a e 2a tappa del Centro Logistico, mentre nei prossimi anni arriveranno ulteriori 80 Milioni per le caserme di Airolo e Monte Ceneri. Un totale di oltre 200 Milioni di investimento, a garanzia della presenza militare e di posti di lavoro federali in Ticino.

Una riserva strategica, anche per noi!
L’Esercito costituisce la riserva d’intervento del Consiglio federale e, pertanto, è anche a disposizione dei Cantoni. Esso è fondamentale per la sicurezza del Popolo svizzero; sicurezza che rappresenta un bene primario per tutti i cittadini, specialmente in un momento in cui siamo confrontati con una situazione d’instabilità a livello globale. Gli attacchi terroristici degli ultimi mesi, come quello di settimana scorsa a Copenaghen, devono spingere tutti i Paesi a impegnarsi ulteriormente per tutelare la tranquillità dei loro cittadini. In quest’ottica, è necessario che la Svizzera e il Canton Ticino possano continuare a contare su truppe formate e capaci di difendere la nostra popolazione! L’Esercito in Ticino è indispensabile anche per il suo supporto alle Autorità civili, e i molteplici interventi a favore della popolazione, come avvenuto a Locarno in occasione dell’esondazione del lago, dimostrano quanto sia importante mantenere i militi sul territorio cantonale.

Posti di lavoro riservati a Svizzeri
La presenza grigioverde nel nostro Cantone è fondamentale anche a livello economico. L’Esercito rappresenta infatti un datore di lavoro sicuro che predilige, come tengo sempre a rimarcare, l’assunzione di cittadini svizzeri. Uno dei motivi principali per cui mi sono battuto per mantenere gli stazionamenti militari in Ticino è proprio la salvaguardia dei 750 posti di lavoro garantiti da questi stazionamenti; la salvaguardia di quasi un migliaio di famiglie ticinesi!
Non dimentichiamo poi che la presenza dei militi ha delle ricadute positive sull’economia del nostro Cantone grazie agli acquisti, ai militari in libera uscita, agli affitti e alle diverse attività svolte dalla truppa. Proprio in queste settimane in Ticino sono in servizio, oltre alla già importante presenza di truppa stazionata normalmente sulle nostre piazze d’armi, circa novecento militari incorporati nel battaglione d’aiuto alla condotta 23 e nel battaglione d’aiuto in caso di catastrofe 3.
Da domani, altri cento ufficiali incorporati nello stato maggiore della regione territoriale 3 assolveranno i loro doveri militari. Sono mille persone! Una presenza, assolutamente non scontata, dal notevole beneficio economico e che è frutto del lavoro svolto dal sottoscritto e dai collaboratori della Sezione del militare e della protezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni.

Tutto questo è un importante lavoro diplomatico portato avanti in maniera costante con l’Autorità federale, che dimostra come andare nella Capitale non sia tempo perso, ma, al contrario, un investimento a favore del Ticino e dei Ticinesi. Ed è per questo che i lunghi viaggi verso Berna non mi pesano affatto!

Norman Gobbi

Visita alla Imerys Graphite & Carbon di Bodio

Visita alla Imerys Graphite & Carbon di Bodio

Il Dipartimento delle istituzioni informa che il Consigliere di Stato Norman Gobbi, nella serie di incontri volti a meglio conoscere il tessuto imprenditoriale ticinese delle regioni periferiche, si è recato giovedi scorso in visita alla Imerys Graphite & Carbon di Bodio, un centro di competenza mondiale specializzato nella produzione di grafite sintetica, un minerale che si adatta benissimo alla sostenibilità ambientale e alle più moderne tecnologie per l’ottima conducibilità elettrica.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni si è intrattenuto con l’Ing. Edo Rossetti, Direttore e responsabile della produzione di Bodio e il Dott. Davide Cattaneo, già Direttore della Business Unit Graphite & Carbon di Imerys e attuale Direttore dello Sviluppo Industriale e Innovazione della stessa divisione del gruppo. Con loro si è presa conoscenza dell’attività dell’azienda, caratterizzata da un forte orientamento al cliente grazie a una generazione di prodotti altamente personalizzati. La produzione di Bodio viene venduta nei cinque Continenti, con un tasso di esportazione del 99%.

Fondata nel 1908 con il nome Officine del Gottardo, per iniziativa dell’Ing. Agostino Nizzola, per essere poi acquisite dalla Lonza nel 1924 e svilupparsi successivamente come Timcal nel 1994 e scalare le classifiche internazionali diventando leader nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione di grafite sintetica, dallo stesso anno è un’azienda del gruppo francese Imerys, già Imetal. Nel 1999 lo stabilimento di Bodio è stato trasformato nella sede manageriale, di ricerca e di sviluppo e di marketing di tutta la divisione Imerys Graphite & Carbon, con succursali in Germania, Belgio, Canada, Cina e Giappone. I prodotti sono venduti in tutto il mondo, anche in Cina che è il primo produttore mondiale di grafite naturale. In molte batterie dei cellulari, in molte pile alcaline, nei computer e negli elettrodomestici troviamo la grafite sintetica prodotta a Bodio; ciò che dimostra l’alta competitività sviluppata in oltre 100 anni di storia dell’azienda.
Nella sede di Bodio lavorano 223 collaboratori di 16 nazionalità diverse.

L’occasione è stata inoltre propizia per visitare gli stabilimenti produttivi e per approfondire quanto le interazioni Stato-imprenditoria possano essere ulteriormente migliorate al fine di facilitare l’attività imprenditoriale nelle zone periferiche del nostro Cantone. Già presente con materiali a base di carbonio per le batterie agli ioni di litio sul mercato delle automobili ecologiche e ibride, oggi l’azienda sta già pensando alle auto elettriche del domani e, pur con tutte le incertezze del mercato, ha in programma molti investimenti, sperando in condizioni quadro maggiormente favorevoli.

Visita alla Juri Elettronica di Ambrì

Visita alla Juri Elettronica di Ambrì

Il Dipartimento delle istituzioni informa che il Consigliere di Stato Norman Gobbi, nella serie di incontri volti a meglio conoscere il tessuto imprenditoriale ticinese delle regioni periferiche, si è recato lunedi scorso in visita alla Juri Elettronica di Ambrì, una interessante realtà a conduzione familiare legata al territorio.

Visita alla Gesitronic SA di Claro

Visita alla Gesitronic SA di Claro

Il Dipartimento delle istituzioni informa che il Consigliere di Stato Norman Gobbi, nella serie di incontri volti a meglio conoscere il tessuto imprenditoriale ticinese delle regioni periferiche, si è recato giovedi scorso in visita alla Gesitronic SA di Claro, una interessante realtà a conduzione familiare legata al territorio. 

Mafia, Gobbi esorta avvocati e notai a segnalare casi sospetti

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Nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, spunta anche la richiesta alla Magistratura di risparmiare sui costi. All’inaugurazione dell’anno giudiziario 2014/2015, avvenuta oggi, lunedì, al palazzo dei Congressi a Lugano, sono stati diversi i temi affrontati dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Ma mafia, risparmio dei costi giudiziari, e celerità nei processi sono stati i temi più caldi che il direttore del Dipartimento delle Istituzioni ha rilanciato.

Gripen: un volano per le nostre PMI

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La battaglia per l’acquisto dei 22 aerei Gripen non si combatte unicamente nei cieli – in nome della nostra sicurezza – ma anche in termini di importanti ricadute economiche per le piccole e medie imprese (PMI) svizzere e ticinesi.

Gripen: un’assicurazione per la nostra sicurezza

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Il dibattito sull’acquisto dei Gripen si sta intensificando in vista della votazione del prossimo 18 maggio. Un tema, quello del rinnovamento della nostra flotta aerea, che data l’ampiezza della spesa ha sempre suscitato grandi dibattiti. Il comitato referendario contrario all’acquisto dei Gripen nasconde un proposito abilmente camuffato, proprio come in occasione dell’iniziativa “Sì all’abolizione del servizio militare obbligatorio” in cui si volevacolpire il sistema di milizia per re