Il Gruppo di lavoro “Grandi Manifestazioni” istituito dal Consiglio di Stato ha concesso oggi l’autorizzazione d’esercizio a tutte le stazioni sciistiche ticinesi, dopo aver analizzato i piani di protezione presentati da ogni singola stazione invernale. Piani che sono basati sulle attuali disposizioni imposte a livello federale.
Nel comunicare tale decisione, lo speciale Gruppo di lavoro evidenzia come le autorizzazioni non avranno una durata illimitata. La possibilità di tenere aperti gli impianti è infatti condizionata all’evoluzione epidemiologica che si registra a livello cantonale, al rispetto dei piani di protezione e a eventuali cambiamenti dell’ordinanza federale.
Per tutte le stazioni sciistiche ticinesi è previsto un contingentamento del numero di sciatori. Una restrizione che permetterà di gestire al meglio e in tutta sicurezza la pratica dello sci a coloro che raggiungeranno le piste.
Nel rispetto delle disposizioni federali e cantonali, anche sulle piste da sci i ristoranti e i bar resteranno chiusi, così come avviene nel resto del Cantone. Sarà tuttavia possibile il servizio d’asporto (take away), ma senza possibilità di consumare direttamente sul posto o nelle immediate vicinanze e in modo da non creare assembramenti con più di 5 persone.
I gestori degli impianti sciistici ticinesi hanno dimostrato una buona capacità di adattamento della loro attività alle condizioni imposte dall’attuale situazione. Saranno chiamati a far rispettare dagli utenti delle piste i piani di protezione prestabiliti. Inoltre il Cantone, in collaborazione con la Polizia cantonale, vigilerà affinché le norme siano rispettate. In caso contrario, come detto, potrebbe essere revocata l’autorizzazione d’esercizio. Per concludere si rinnova agli sciatori l’appello alla massima prudenza.
Il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Polizia cantonale, continua la sua attività di prevenzione in montagna con il lancio della campagna invernale del programma Montagne sicure. Quest’anno la campagna ha un duplice obiettivo: da un lato sensibilizzare la popolazione ad adottare un comportamento corretto in rapporto alle disposizioni anti-Covid, dall’altro sensibilizzare i frequentatori degli impianti sciistici e coloro che decidono di avventurarsi in montagna sui rischi che queste attività comportano.
La pratica dell’escursionismo richiede particolare prudenza, poiché è sufficiente una piccola disattenzione per infortunarsi in maniera anche grave. I dati degli ultimi anni purtroppo registrano ancora un numero elevato di infortuni avvenuti in montagna. Se da una parte la pratica dell’escursionismo favorisce la forma fisica e la salute, dall’altra i dati statistici dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI) testimoniano un aumento del numero di vittime mortali nell’alpinismo e nello sci-escursionismo. Per quanto riguarda quest’ultima attività sportiva, tra il 2010 e il 2019 si sono verificati in totale 210 incidenti mortali (un aumento rispetto ai 136 incidenti avvenuti tra il 2000 e il 2009). Dal canto suo l’alpinismo conta purtroppo 238 incidenti mortali. I dati raccolti dalla Polizia cantonale nel 2020 evidenziano 5 infortuni in montagna con esito letale. Nel 2018 si erano rilevati 10 infortuni con esito letale in montagna, mentre nel 2019 i casi registrati erano stati 6.
Il programma di prevenzione Montagne sicure intende continuare a sensibilizzare coloro che decidono di avventurarsi alla scoperta dei nostri meravigliosi paesaggi innevati, con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e gli infortuni. Affinché frequentare le nostre vette sia sempre un piacere, gli specialisti alpini forniscono poche ma indispensabili raccomandazioni da seguire, sia agli esperti sia ai neofiti della montagna: ·
Mai avventurarsi da soli in caso di gite, di sci-escursionismo o di sci fuori pista.
Pianificare accuratamente le uscite con l’ausilio di una cartina topografica, tenendo in considerazione le proprie capacità fisiche e tecniche.
Portare sempre con sé il materiale di sicurezza primario: ARTVA, sonda, pala, farmacia, bibita calda, cartina topografica, provviste sufficienti e un mezzo per comunicare.
Non speculare sull’attrezzatura e l’abbigliamento.
In caso di poca esperienza rivolgersi alle società alpinistiche o affidarsi alle guide alpine.
In collaborazione con la Cancelleria dello Stato, sarà ulteriormente distribuito il flyer rivolto in particolare ad escursionisti, contenente questi e altri fondamentali consigli di sicurezza. Fra le diverse raccomandazioni, si richiama l’attenzione all’importanza dei preparativi (attrezzatura adatta e provviste sufficienti), della scelta di un itinerario idoneo alle proprie capacità fisiche, dell’importanza di consultare il bollettino delle valanghe e di informarsi sulle condizioni della neve.
Con lo scopo di mantenere una linea di continuità del progetto sono inoltre stati prodotti cinque nuovi videomessaggi registrati da specialisti del settore alpino, contenenti consigli per gli escursionisti. Questi filmati saranno diffusi anche sui social dai profili ufficiali della Polizia cantonale e sul canale Youtube della Repubblica e Cantone Ticino.
Quest’anno, in relazione all’emergenza sanitaria, per la quale l’invito è di continuare a seguire le fondamentali regole di igiene accresciuta e di distanza sociale, sono stati creati dei banner con le icone della campagna cantonale di prevenzione sanitaria, i quali saranno posizionati nelle tredici stazioni sciistiche ticinesi.
Da inizio gennaio e fino al mese di marzo sarà inoltre attivo il concorso “Quizneve”. Si tratta di un concorso a premi con domande settimanali che indurrà i partecipanti a navigare sul sito www.montagnesicure.ch per poter rispondere a quesiti di carattere generale su aspetti legati alla sicurezza in montagna.
Siate prudenti e rispettate le regole, affinché la montagna sia sempre un piacere.
È mattino presto, la luce del sole si insinua lentamente tra gli alberi del bosco,fruscio di foglie bagnate, la mano tesa per raccogliere l’agognato porcino e poi… Il finale lo lasciamo decidere a voi: una tradizionale polenta e funghi in compagnia o un infortunio con conseguenze anche gravi con trasporto in elicottero verso l’ospedale? La stagione della raccolta di funghi è da poco iniziata e la campagna di prevenzione “Montagne Sicure” del Dipartimento delle Istituzioni torna a lanciare il suo messaggio di prevenzione, rivolto a tutti gli escursionisti ma in particolare ai “fungiatt”, affinché l’entusiasmo non vada a scapito della prudenza.
Nel 2019 vi sono state 5 morti in montagna mentre nel 2018 ve ne sono state 15. Gli interventi di soccorso sono stati effettuati dal Gruppo ricerche e costatazioni (GRC) della Polizia cantonale, all’opera nei casi più gravi e complicati, in collaborazione con i partner (SAS, REGA, 144…). Negli ultimi 5 anni questa attività ha permesso di soccorrere 136 persone, con un bilancio di 91 feriti e 45 morti. Sei persone decedute erano nei boschi per raccogliere funghi. Una passione coinvolgente quest’ultima che permette di assaporare al meglio la natura che ci circonda. Il bosco nasconde tanta bellezza, ma anche numerosi pericoli derivanti ad esempio dal terreno bagnato e dagli irti pendii. Il suolo impervio richiede al cercatore di funghi di confrontarsi con numerosi ostacoli di marcia, poiché spesso si abbandonano i sentieri per avventurarsi in zone discoste e maggiormente propizie alla raccolta. La caduta, come anche per gli escursionisti, è quindi la tipologia di infortunio maggiormente riscontrata.
Gli interventi di ricerca e soccorso si rivelano spesso complicati a causa delle difficoltà derivanti dalla conformazione della montagna e dall’individuazione precisa della zona in cui l’escursionista o il cercatore di funghi sono dispersi. In quest’ambito il maggiore pericolo, come detto, è costituito dalle cadute anche a seguito di malori generati da affaticamento eccessivo.
Seguire pochi ma importanti consigli può salvare la vita. Porre la dovuta attenzione all’equipaggiamento è basilare. In particolare bisogna calzare, anche su terreni all’apparenza poco impegnativi, gli scarponi da montagna, evitando l’uso di stivali di gomma; occorre dotarsi di bastoncini ed evitare i cestini, che tengono occupata una mano, preferendo uno zaino. Abitualmente i cercatori di funghi si muovono in solitaria, poiché vogliono mantenere gelosamente segreti i luoghi di raccolta. Una cattiva abitudine che andrebbe evitata poiché, in mancanza di compagni, gli infortuni possono risultare forieri di ulteriori difficoltà. Anche una piccola frattura a una caviglia può determinare l’immobilità e quindi l’impossibilità di ricercare soccorso. In questi frangenti un cellulare è sicuramente utile, ma spesso in montagna e nei boschi sono ancora presenti delle aree senza campo. Inderogabile diviene quindi la regola di comunicare a familiari o conoscenti il luogo e il percorso che s’intende seguire, non variarlo, e avvisare dell’avvenuto rientro. Solo così ci sarà qualcuno che potrà celermente dare l’allarme contattando la Centrale Comune di Allarme (CECAL) al 117.
Altre buone regole: valutare meticolosamente l’itinerario che si vuole affrontare, che deve essere confacente alla propria forma fisica, nonché informarsi sulle condizioni meteo per non dover fare i conti col maltempo, in particolare i temporali. Nel caso in cui ci si perdesse non bisogna mai farsi prendere dal panico. Il consiglio principale è sempre quello di tornare sui propri passi. In caso di necessità un piccolo zaino ben attrezzato sarà utile per far fronte agli imprevisti. Lo stesso dovrebbe contenere un kit di pronto soccorso (cerotti, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso, un maglione, una giacca impermeabile e antivento, un telo termico, una pila, cibo e soprattutto una borraccia d’acqua.
Con i pochi consigli e accorgimenti che sono stati elencati l’escursione e la raccolta di funghi potranno essere svolte in tranquillità e senza correre rischi eccessivi. In caso contrario rammentiamo che gli interventi di ricerca di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS) di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione a un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini di stato). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili, ma a spese di chi li richiede.
La stagione della raccolta di funghi si annuncia buona ma i pericoli sono sempre dietro l’angolo. Di nuovo, nell’ambito del progetto “Montagne sicure” del Dipartimento delle Istituzioni, torniamo a sensibilizzare i raccoglitori di funghi e gli escursionisti che percorrono boschi e vallate del Ticino. Negli scorsi anni vi sono stati diversi infortuni ed è estremamente importante seguire i consigli di prevenzione per evitare cadute anche con esiti letali.
Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buon stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri e i boschi. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo. Il grado di difficoltà dei sentieri è indicato chiaramente dal colore della segnaletica in base all’esperienza richiesta:
gialla per i sentieri escursionistici, gialla con punta bianco – rosso – bianco per i sentieri di montagna e blu con punta bianco – blu – bianco per i sentieri alpini. La categoria del sentiero indica sia la sua praticabilità, sia i requisiti che l’escursionista e il suo equipaggiamento devono soddisfare.
Adattare l’attrezzatura alle condizioni
È estremamente importante scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono mancare indumenti per la pioggia, il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).
Prestare attenzione al ritmo
Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.
Concedersi delle pause
Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.
Fare attenzione ai bambini
In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.
In caso di infortunio
In caso di infortunio se possibile contattare il 117 o il 112 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.
Si ricorda infine che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto
di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero.
A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini di stato). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.
La bella stagione è il momento privilegiato per rilassarsi ma anche per incrementare l’esercizio fisico alla scoperta dei sentieri ticinesi, sempre più gettonati dai residenti e dai numerosi turisti che soggiornano per le ferie in Ticino. La pratica dell’escursionismo, unitamente alla ricerca di funghi, richiede particolare attenzione poiché è sufficiente una piccola disattenzione per mettere un piede in fallo e cadere, infortunandosi anche in maniera grave e, nei casi più seri, perdendo la vita. Per quanto riguarda gli ultimi anni i dati purtroppo testimoniano un incremento degli infortuni. Anche per questo motivo negli scorsi mesi il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Polizia cantonale, ha promosso un nuovo programma di prevenzione denominato “Montagne sicure”. In quest’ambito sono previste campagne di prevenzione con l’obiettivo di sensibilizzare sui pericoli della montagna fornendo utili consigli per evitare gli infortuni. A tale scopo è stato quindi realizzato un apposito flyer in quattro lingue, in collaborazione con la Cancelleria dello Stato, che sarà distribuito a livello cantonale nelle prossime settimane.
L’escursionismo è l’attività sportiva maggiormente praticata in Svizzera. In effetti recenti stime fanno stato di oltre 2,5 milioni di persone che lo praticano. Da un lato questo favorisce la forma fisica e la salute, dall’altro ogni anno nel nostro paese si registrano in media oltre 20’000 infortuni di escursionisti e una quarantina di loro perdono la vita, come testimoniano i dati statistici dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI). Negli ultimi tre anni solo in Ticino, dove è forte pure la presenza di cercatori di funghi, si contano 34 infortuni in montagna di cui 20 con esito letale (10 nel solo 2018).
In particolare nella bella stagione la Polizia cantonale, per il tramite del Gruppo Ricerche e Costatazioni, e i suoi partner sono sempre più chiamati a intervenire nei boschi e nelle vallate del nostro Cantone per incidenti e scomparse di escursionisti e di cercatori di funghi. Con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e gli infortuni, grazie alla nuova campagna di prevenzione estiva di “Montagne Sicure” s’intende continuare a sensibilizzare coloro che decidono di avventurarsi in montagna, affinché questo tipo di escursioni permanga un momento di svago e di divertimento in piena sicurezza. Per questo motivo in collaborazione con la Cancelleria dello Stato è stato realizzato un nuovo flyer declinato in quattro lingue da distribuire a livello cantonale, nel quale si ribadiscono i seguenti semplici consigli di sicurezza, in particolare per escursionisti e per cercatori di funghi:
Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buono stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo.
Adattare l’attrezzatura alle condizioni
È fondamentale scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono inoltre mancare indumenti contro la pioggia e il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).
Prestare attenzione al ritmo
Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.
Concedersi delle pause
Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.
Fare attenzione ai bambini
In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.
In caso di infortunio
In caso di infortunio se possibile contattare il 112 o il 117 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.
Si ricorda infine che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso d’infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini statali). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.
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