Montagne sicure: al via la stagione invernale

Montagne sicure: al via la stagione invernale

Comunicato stampa

Anche durante questo inverno le previsioni ci dicono che le nostre montagne saranno ben frequentate dalla popolazione locale e dagli ospiti. Per questo motivo il Dipartimento delle istituzioni ripropone la campagna di prevenzione e sensibilizzazione invernale del progetto Montagne sicure. La priorità sarà data all’attività sul terreno, subordinatamente alle misure di prevenzione divulgate attraverso i canali di comunicazione del progetto e dei partner, che in numero sempre maggiore hanno aderito alla campagna, mettendo a disposizione le loro competenze settoriali a favore della sicurezza di chi frequenta la montagna.

Come già successo lo scorso anno, le limitazioni negli spostamenti imposte dalle norme di protezione Covid-19 hanno accresciuto l’interesse della popolazione locale e di quella delle regioni limitrofe verso il nostro territorio alpino, sia per la pratica dello sci, sia – soprattutto – per escursioni spesso con le ciaspole.
La campagna di prevenzione invernale assume quindi maggiore rilevanza, perché vuole sensibilizzare le persone che frequentano soltanto occasionalmente la montagna. L’obiettivo è quello di attenuare i rischi e gli incidenti, che a volte possono purtroppo avere esito letale.
Per una maggiore efficacia alla Commissione Montagne sicure presieduta da Alessandro Lava e composta da una decina di persone con competenze settoriali e di prevenzione è stata abbinata una Commissione tecnica invernale, formata da esperti che vivono e conoscono al meglio la montagna e quindi possono indicare tutti quei comportamenti da assumere nella pratica in sicurezza dello sport lungo le piste o “fuori pista”. In questo gruppo sono rappresentati i Club Alpini in Ticino, la Federazione Alpinistica Ticinese, il Soccorso alpino, il Gruppo Ricerche e Constatazioni della Polizia cantonale, il Gruppo valanghe cantonale, le capanne alpine e MeteoSvizzera.
Proprio la collaborazione diretta con e tra i principali partner presenti nel nostro Cantone consente alla campagna di sensibilizzazione e di prevenzione Montagne sicure di pilotare i messaggi più appropriati e di raggiungere un numero sempre più alto di persone.
La messa in rete di tutte queste collaborazione è stata un obiettivo voluto dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, al fine di rendere la campagna sempre più efficace ed efficiente. “Oggi Montagne sicure – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi – riesce a proporre un’azione coordinata, ottimizzando l’impegno dei numerosi attori presenti sul territorio che spesso operano su base volontaria con grandi competenze settoriali”.

Pianificare un’escursione
valutando tutti i rischi
Con il gruppo di specialisti la Commissione Montagne sicure ha elaborato una campagna che insiste sull’importanza di pianificare un’uscita, un’escursione o qualsiasi altra attività in montagna. Grazie alle conoscenze di Massimo Bognuda, rappresentante delle Guide alpine Ticino e a Mattia Soldati, coordinatore del Gruppo valanghe cantonale, la campagna lancia messaggi di sensibilizzazione che richiamano a una corretta valutazione dei rischi, legati alla meteo e alle valanghe. Un altro fattore importante da tenere sempre in considerazione è quello costituito dalle fonti da consultare prima di un’uscita. È inoltre sempre bene affidarsi a quelle ufficiali: i canali social talvolta contengono informazioni soggettive, imprecise e non attuali su una determinata escursione. In questo senso, si ricorda il sito internet www.montagnesicure.ch e la pagina Facebook Ticino sicuro, che informa pure sugli altri progetti di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni.
Sempre in un’ottica di prevenzione, il contributo del presidente del Soccorso alpino Ticino, Tiziano Schneidt, e quello di Stefano Mariani responsabile del Gruppo Ricerche e Constatazioni (GRC) della Polizia cantonale, si rileva determinante per i consigli nel caso di richiesta di soccorso per perdita dell’orientamento o infortuni, ma pure per conoscere dalla loro esperienza la tipologia di errori ricorrenti e lavorare così d’anticipo.
Infine un ruolo fondamentale lo rivestono pure le scuole svizzere di sci che contribuiscono a migliorare il livello tecnico (e di conseguenza la sicurezza personale) e i vari gremi degli sport invernali, all’interno dei quali, grazie alla collaborazione con Ticino Snowsports presieduto da Nedy Sbardella, saranno veicolati gli importanti messaggi di prevenzione del progetto. Si parla, solo per il Ticino, di circa 400 maestri e 8 scuole di sci. In questo contesto di formazione si inserisce pure l’attività impostata dal presidente della commissione e capo dell’Ufficio dello sport Alessandro Lava durante i corsi base di Gioventù e sport, rispettivamente durante i corsi di perfezionamento. Un lavoro importante che permetterà di sensibilizzare un folto numero di appassionati degli sport invernali, in particolare i giovani.
Le misure previste nelle prossime settimane inglobano in particolare l’attività sul terreno. Verrà pure riproposto, dopo il successo della versione estiva, un sondaggio per valutare le competenze delle persone che frequentano la montagna. Tale sondaggio permetterà soprattutto di dimensionare le priorità dei nuovi messaggi di sensibilizzazione da veicolare. La campagna si svilupperà prioritariamente sul terreno con alcune giornate di sensibilizzazione proposte in collaborazione con i partner di progetto (quasi una decina quelle pianificate che saranno comunicate a breve), senza però dimenticare l’utilizzo dei canali multimediali, la realizzazione di un libretto per una montagna vissuta in sicurezza e, più in generale, un’immagine coordinata che mira ad attirare l’attenzione sui temi principali: tra questi sicuramente lo sport fuori pista, la meteo, il bollettino valanghe, la segnaletica e l’orientamento, la corretta preparazione fisica e il giusto equipaggiamento. 

Se vai al fiume o al lago la prudenza fa la differenza!

Se vai al fiume o al lago la prudenza fa la differenza!

Norman Gobbi ha presentato le campagne di prevenzioni Acque sicure e Montagne sicure

“Ogni morto in montagna, sulle strade, nei laghi o nei fiumi è un morto di troppo”. È un’affermazione che usa spesso il Consigliere di Stato Norman Gobbi per far capire l’importanza di avere sempre un comportamento corretto in tutte le situazioni, perché i rischi sono sempre dietro l’angolo. “In questo ambito, quindi, diventano determinanti le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione che ci richiamano e ci ricordano come non valga la pena correre rischi o sottovalutare i pericoli. Soprattutto nei momenti di svago, o quando si fanno attività sportive a contatto con la natura. Sono momenti piacevoli, di cui occorre beneficiare e non possono trasformarsi in tragedie”, sottolinea Norman Gobbi.

Le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione sotto il cappello del Dipartimento delle istituzioni sono quattro. “Abbiamo creato una rete per informare e consigliare il cittadino a 360 gradi sui comportamenti da tenere (o da non tenere) sulle strade (con la campagna Strade sicure), lungo i corsi dei fiumi e sui laghi (Acque sicure), in montagna (Montagne sicure) e nella navigazione in rete (con l’ultima campagna attivata “Cyber sicuro”). Queste campagne cercano di essere il più possibile… comunicanti tra loro, così da ottimizzare i mezzi a disposizione, che non sono infiniti. L’intento è quello di fare sempre meglio a beneficio dei ticinesi e pure dei molti turisti che si godono la bellezza del nostro territorio. Per questo è molto importante la collaborazione in primis con Ticino Turismo, ma poi con una variegata serie di partner attivi sul territorio, che possono amplificare i messaggi di prevenzione”, afferma il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Proprio venerdì avete presentato l’attività di questa stagione per le campagne “Acque sicure” e “Montagne sicure”. “In considerazione dell’avvio della stagione turistica e in concomitanza con la chiusura delle scuole, in montagna, sui laghi e lungo i fiumi ci sarà sempre più gente alla ricerca di refrigerio, di sano svago a contatto con il nostro splendido territorio. Momenti piacevoli, che non possono, come detto, trasformarsi in tragedie. Per questo occorre sempre tener conto di alcune semplici regole di comportamento. Con le nostre campagne cerchiamo di attirare l’attenzione su questi comportamenti. Quest’anno nell’ambito di Acque sicure, per esempio, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione ad hoc su portali di informazione dei Cantoni di Berna, Lucerna e Zurigo da cui provengono i principali fruitori dei fiumi Verzasca e Maggia. Andiamo a sensibilizzare potenziali turisti quando ancora sono a casa loro e intendono partire per il Ticino… “Acque sicure” ha creato un nuovo slogan, che ben sintetizza lo spirito della campagna: “La prudenza fa la differenza”. È questo anche l’invito che rivolgo a tutte le ticinesi, a tutti i ticinesi e ai turisti, per vivere un’’estate all’insegna del benessere, a contatto con la natura, per una ritrovata normalità, dopo parecchi mesi difficili”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

 

Per una stagione estiva in sicurezza nei laghi, nei fiumi e sulle nostre montagne

Per una stagione estiva in sicurezza nei laghi, nei fiumi e sulle nostre montagne

Comunicato stampa

Anche quest’anno, analogamente a quanto avvenuto nel 2020, gli indicatori turistici dicono che in Ticino vi sarà un buon afflusso di ospiti. Sia i residenti, sia i turisti approfitteranno delle molte possibilità di svago a contatto con la natura nel nostro Cantone. Per questo motivo il Dipartimento delle istituzioni, sotto il cui cappello vengono organizzate le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione “Acque sicure” e “Montagne sicure”, ha presentato oggi a Bellinzona le iniziative grazie alle quali residenti e turisti potranno godere al meglio delle bellezze del nostro territorio, in un contesto il più possibile sicuro.

“Acque sicure” e “Montagne sicure” fanno parte della costellazione di 4 segmenti “su cui si sta investendo – ha affermato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – per attenuare rischi e incidenti, che a volte hanno purtroppo esito letale”. Le altre campagne, lo ricordiamo, toccano l’ambito stradale e quello della cybersicurezza, entrata di prepotenza tra le preoccupazioni della popolazione.
Il Consigliere di Stato nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi, venerdì 18 giugno, ha sottolineato l’indispensabile e proficuo coinvolgimento di diversi partner istituzionali e privati nelle due campagne, così da estendere i messaggi di sensibilizzazione e le azioni di prevenzione su tutto il territorio per raggiungere il maggior numero di persone.
Un’azione coordinata che si prefigge di diminuire il numero di incidenti e di vittime nel tempo libero, durante i momenti di svago e nella pratica di attività sportive all’aria aperta. “Soprattutto d’estate, quando in Ticino dobbiamo garantire la sicurezza a circa mezzo milione di turisti, oltre che ai nostri concittadini residenti”, ha puntualizzato il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.

La prudenza fa la differenza
La campagna di sensibilizzazione “Acque sicure” parte domani, 19 giugno e durerà sino al 29 agosto. È condotta dal Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Commissione consultiva del Governo nata nel 2016 quale estensione naturale della Commissione “Fiumi ticinesi sicuri”. Le attività di prevenzione sono volute per evidenziare i rischi legati alla balneazione e alla pratica di attività sportive nelle acque libere del nostro Cantone (laghi e fiumi).
Come evidenziato dal presidente della commissione Boris Donda, la campagna avrà un nuovo slogan: la prudenza fa la differenza e la promozione avverrà in quattro lingue (italiano, tedesco, francese e inglese). Per i messaggi destinati agli amanti del canyoning si aggiungerà una quinta lingua, lo spagnolo, in considerazione dei numerosi torrentisti che giungono in Ticino proprio dalla Spagna. Da osservare che nel corso del 2020 sono stati purtroppo 6 gli annegamenti (3 nei laghi, 2 nei fiumi e 1 in piscina).
Tra le novità per l’estate 2021, oltre al nuovo slogan, saranno creati pannelli informativi con una campagna che intende creare una buona convivenza tra tutti gli utenti dei laghi; un opuscolo informativo “fiumi e laghi” in formato tascabile; affissioni alle stazioni di benzina sulle vie d’accesso al Ticino dalla Svizzera interna e una sensibilizzazione ad hoc su portali di informazione dei Cantoni di Berna, Lucerna e Zurigo da cui provengono i principali fruitori dei fiumi Verzasca e Maggia. Vengono poi confermate tutte le altre attività di sensibilizzazione e prevenzione, come le affissioni lungo le strade, sui mezzi di trasporto pubblici, ecc.; la campagna informativa multimediatica con le promozioni videospot, radiospot, banner e articoli redazionali; la distribuzione di materiale informativo tramite i pattugliatori dei fiumi, le organizzazioni turistiche regionali, le sezioni della Società svizzera di salvataggio, i lidi, le piscine pubbliche e gli esercizi pubblici di valle. Interverranno ancora dal 3 luglio al 29 agosto i pattugliatori dei fiumi Maggia e Verzasca, senza dimenticare il sito www.acquesicure.ch e una campagna social sulle pagine dedicate alla prevenzione del Dipartimento delle istituzioni e dei partner della campagna.    

Affinché la montagna sia sempre un piacere
Più coinvolgimento dei partner sul terreno, nuovi messaggi da veicolare e un’immagine coordinata della campagna: sono queste le principali novità di “Montagne sicure”. Novità che hanno origine dalla costituzione – sulla scorta di quanto avviene per la campagna sorella “Acque sicure” – della nuova Commissione consultiva “Montagne sicure”, presieduta da Alessandro Lava, capo dell’Ufficio dello sport del DECS. Una Commissione che vede la partecipazione di personalità in prima linea nel mondo della montagna, come Mauro Pini (sport invernali, mountain bike), Massimo Bognuda per le guide alpine, Franca Caiocca Demarchi quale rappresentante delle capanne alpine, Paolo Menghetti, capo base Rega Ticino, Stefano Zanini di MeteoSvizzera, Kaspar Weber di Ticino Turismo, Roberto Dotti della SUVA e Pascal Agostinetti dell’UPI, senza dimenticare Stefano Mariani del Gruppo ricerche e costatazioni della Polizia cantonale.
Alessandro Lava ha ricordato che anche durante questa estate le nostre montagne verranno ben frequentate sia dai residenti, sia dai turisti, provenienti specialmente dalla Svizzera interna. “Occorre avere – ha detto Lava – il giusto rispetto della montagna e di tutti coloro che la frequentano, evitando la banalizzazione di quanto si fa e/o la sopravalutazione delle proprie capacità tecniche e fisiche”.
Per questo la campagna ha sinora sviluppato questo ultimo tema, nonché l’importanza dell’adeguato abbigliamento. Si punterà sempre di più nel far capire come la valutazione della meteo può essere decisiva per evitare incidenti o drammi e di pari passo, per il mondo bike e soprattutto e-bike, quanto sia imprescindibile il rispetto e la conoscenza delle difficoltà e dei propri limiti. La sensibilizzazione avverrà attraverso un’immagine coordinata, un uso accresciuto dei social media, del sito internet www.montagnesicure.ch e di eventi sul terreno. Senza dimenticare uno speciale toolkit nel quale i partner interessati ad attività di prevenzione troveranno il materiale ufficiale aggiornato della campagna estiva già pronto per la divulgazione. 

Il Cantone concede le autorizzazioni d’esercizio alle stazioni sciistiche

Il Cantone concede le autorizzazioni d’esercizio alle stazioni sciistiche

Comunicato stampa

Il Gruppo di lavoro “Grandi Manifestazioni” istituito dal Consiglio di Stato ha concesso oggi l’autorizzazione d’esercizio a tutte le stazioni sciistiche ticinesi, dopo aver analizzato i piani di protezione presentati da ogni singola stazione invernale. Piani che sono basati sulle attuali disposizioni imposte a livello federale.

Nel comunicare tale decisione, lo speciale Gruppo di lavoro evidenzia come le autorizzazioni non avranno una durata illimitata. La possibilità di tenere aperti gli impianti è infatti condizionata all’evoluzione epidemiologica che si registra a livello cantonale, al rispetto dei piani di protezione e a eventuali cambiamenti dell’ordinanza federale.
Per tutte le stazioni sciistiche ticinesi è previsto un contingentamento del numero di sciatori. Una restrizione che permetterà di gestire al meglio e in tutta sicurezza la pratica dello sci a coloro che raggiungeranno le piste.
Nel rispetto delle disposizioni federali e cantonali, anche sulle piste da sci i ristoranti e i bar resteranno chiusi, così come avviene nel resto del Cantone. Sarà tuttavia possibile il servizio d’asporto (take away), ma senza possibilità di consumare direttamente sul posto o nelle immediate vicinanze e in modo da non creare assembramenti con più di 5 persone.
I gestori degli impianti sciistici ticinesi hanno dimostrato una buona capacità di adattamento della loro attività alle condizioni imposte dall’attuale situazione. Saranno chiamati a far rispettare dagli utenti delle piste i piani di protezione prestabiliti. Inoltre il Cantone, in collaborazione con la Polizia cantonale, vigilerà affinché le norme siano rispettate. In caso contrario, come detto, potrebbe essere revocata l’autorizzazione d’esercizio. Per concludere si rinnova agli sciatori l’appello alla massima prudenza.

Montagne sicure: ai nastri di partenza la campagna invernale

Montagne sicure: ai nastri di partenza la campagna invernale

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Polizia cantonale, continua la sua attività di prevenzione in montagna con il lancio della campagna invernale del programma Montagne sicure. Quest’anno la campagna ha un duplice obiettivo: da un lato sensibilizzare la popolazione ad adottare un comportamento corretto in rapporto alle disposizioni anti-Covid, dall’altro sensibilizzare i frequentatori degli impianti sciistici e coloro che decidono di avventurarsi in montagna sui rischi che queste attività comportano.  

La pratica dell’escursionismo richiede particolare prudenza, poiché è sufficiente una piccola disattenzione per infortunarsi in maniera anche grave. I dati degli ultimi anni purtroppo registrano ancora un numero elevato di infortuni avvenuti in montagna. Se da una parte la pratica dell’escursionismo favorisce la forma fisica e la salute, dall’altra i dati statistici dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI) testimoniano un aumento del numero di vittime mortali nell’alpinismo e nello sci-escursionismo. Per quanto riguarda quest’ultima attività sportiva, tra il 2010 e il 2019 si sono verificati in totale 210 incidenti mortali (un aumento rispetto ai 136 incidenti avvenuti tra il 2000 e il 2009). Dal canto suo l’alpinismo conta purtroppo 238 incidenti mortali. I dati raccolti dalla Polizia cantonale nel 2020 evidenziano 5 infortuni in montagna con esito letale. Nel 2018 si erano rilevati 10 infortuni con esito letale in montagna, mentre nel 2019 i casi registrati erano stati 6.
Il programma di prevenzione Montagne sicure intende continuare a sensibilizzare coloro che decidono di avventurarsi alla scoperta dei nostri meravigliosi paesaggi innevati, con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e gli infortuni. Affinché frequentare le nostre vette sia sempre un piacere, gli specialisti alpini forniscono poche ma indispensabili raccomandazioni da seguire, sia agli esperti sia ai neofiti della montagna: ·

  • Mai avventurarsi da soli in caso di gite, di sci-escursionismo o di sci fuori pista.
  • Pianificare accuratamente le uscite con l’ausilio di una cartina topografica, tenendo in considerazione le proprie capacità fisiche e tecniche.
  • Portare sempre con sé il materiale di sicurezza primario: ARTVA, sonda, pala, farmacia, bibita calda, cartina topografica, provviste sufficienti e un mezzo per comunicare.
  • Non speculare sull’attrezzatura e l’abbigliamento.
  • In caso di poca esperienza rivolgersi alle società alpinistiche o affidarsi alle guide alpine.

In collaborazione con la Cancelleria dello Stato, sarà ulteriormente distribuito il flyer rivolto in particolare ad escursionisti, contenente questi e altri fondamentali consigli di sicurezza. Fra le diverse raccomandazioni, si richiama l’attenzione all’importanza dei preparativi (attrezzatura adatta e provviste sufficienti), della scelta di un itinerario idoneo alle proprie capacità fisiche, dell’importanza di consultare il bollettino delle valanghe e di informarsi sulle condizioni della neve. 
Con lo scopo di mantenere una linea di continuità del progetto sono inoltre stati prodotti cinque nuovi videomessaggi registrati da specialisti del settore alpino, contenenti consigli per gli escursionisti. Questi filmati saranno diffusi anche sui social dai profili ufficiali della Polizia cantonale e sul canale Youtube della Repubblica e Cantone Ticino.
Quest’anno, in relazione all’emergenza sanitaria, per la quale l’invito è di continuare a seguire le fondamentali regole di igiene accresciuta e di distanza sociale, sono stati creati dei banner con le icone della campagna cantonale di prevenzione sanitaria, i quali saranno posizionati nelle tredici stazioni sciistiche ticinesi.
Da inizio gennaio e fino al mese di marzo sarà inoltre attivo il concorso “Quizneve”. Si tratta di un concorso a premi con domande settimanali che indurrà i partecipanti a navigare sul sito www.montagnesicure.ch per poter rispondere a quesiti di carattere generale su aspetti legati alla sicurezza in montagna.  

Siate prudenti e rispettate le regole, affinché la montagna sia sempre un piacere.  

Polenta e funghi o…lo lasciamo decidere a voi!

Polenta e funghi o…lo lasciamo decidere a voi!

Comunicato stampa

È mattino presto, la luce del sole si insinua lentamente tra gli alberi del bosco,fruscio di foglie bagnate, la mano tesa per raccogliere l’agognato porcino e poi…
Il finale lo lasciamo decidere a voi: una tradizionale polenta e funghi in compagnia o un infortunio con conseguenze anche gravi con trasporto in elicottero verso l’ospedale? La stagione della raccolta di funghi è da poco iniziata e la campagna di prevenzione “Montagne Sicure” del Dipartimento delle Istituzioni torna a lanciare il suo messaggio di prevenzione, rivolto a tutti gli escursionisti ma in particolare ai “fungiatt”, affinché l’entusiasmo non vada a scapito della prudenza.

Nel 2019 vi sono state 5 morti in montagna mentre nel 2018 ve ne sono state 15. Gli interventi di soccorso sono stati effettuati dal Gruppo ricerche e costatazioni (GRC) della Polizia cantonale, all’opera nei casi più gravi e complicati, in collaborazione con i partner (SAS, REGA, 144…). Negli ultimi 5 anni questa attività ha permesso di soccorrere 136 persone, con un bilancio di 91 feriti e 45 morti. Sei persone decedute erano nei boschi per raccogliere funghi. Una passione coinvolgente quest’ultima che permette di assaporare al meglio la natura che ci circonda. Il bosco nasconde tanta bellezza, ma anche numerosi pericoli derivanti ad esempio dal terreno bagnato e dagli irti pendii. Il suolo impervio richiede al cercatore di funghi di confrontarsi con numerosi ostacoli di marcia, poiché spesso si abbandonano i sentieri per avventurarsi in zone discoste e maggiormente propizie alla raccolta. La caduta, come anche per gli escursionisti, è quindi la tipologia di infortunio maggiormente riscontrata.

Gli interventi di ricerca e soccorso si rivelano spesso complicati a causa delle difficoltà derivanti dalla conformazione della montagna e dall’individuazione precisa della zona in cui l’escursionista o il cercatore di funghi sono dispersi. In quest’ambito il maggiore pericolo, come detto, è costituito dalle cadute anche a seguito di malori generati da affaticamento eccessivo.

Seguire pochi ma importanti consigli può salvare la vita. Porre la dovuta attenzione all’equipaggiamento è basilare. In particolare bisogna calzare, anche su terreni all’apparenza poco impegnativi, gli scarponi da montagna, evitando l’uso di stivali di gomma; occorre dotarsi di bastoncini ed evitare i cestini, che tengono occupata una mano, preferendo uno zaino. Abitualmente i cercatori di funghi si muovono in solitaria, poiché vogliono mantenere gelosamente segreti i luoghi di raccolta. Una cattiva abitudine che andrebbe evitata poiché, in mancanza di compagni, gli infortuni possono risultare forieri di ulteriori difficoltà. Anche una piccola frattura a una caviglia può determinare l’immobilità e quindi l’impossibilità di ricercare soccorso. In questi frangenti un cellulare è sicuramente utile, ma spesso in montagna e nei boschi sono ancora presenti delle aree senza campo. Inderogabile diviene quindi la regola di comunicare a familiari o conoscenti il luogo e il percorso che s’intende seguire, non variarlo, e avvisare dell’avvenuto rientro. Solo così ci sarà qualcuno che potrà celermente dare l’allarme contattando la Centrale Comune di Allarme (CECAL) al 117.

Altre buone regole: valutare meticolosamente l’itinerario che si vuole affrontare, che deve essere confacente alla propria forma fisica, nonché informarsi sulle condizioni meteo per non dover fare i conti col maltempo, in particolare i temporali. Nel caso in cui ci si perdesse non bisogna mai farsi prendere dal panico. Il consiglio principale è sempre quello di tornare sui propri passi. In caso di necessità un piccolo zaino ben attrezzato sarà utile per far fronte agli imprevisti. Lo stesso dovrebbe contenere un kit di pronto soccorso (cerotti, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso, un maglione, una giacca impermeabile e antivento, un telo termico, una pila, cibo e soprattutto una borraccia d’acqua.

Con i pochi consigli e accorgimenti che sono stati elencati l’escursione e la raccolta di funghi potranno essere svolte in tranquillità e senza correre rischi eccessivi. In caso contrario rammentiamo che gli interventi di ricerca di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS) di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione a un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini di stato). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili, ma a spese di chi li richiede.

Ulteriori informazioni: https://www4.ti.ch/di/montagne-sicure/home/

 

La tua vita non vale un fungo!

La tua vita non vale un fungo!

Comunicato stampa

La stagione della raccolta di funghi si annuncia buona ma i pericoli sono sempre dietro l’angolo. Di nuovo, nell’ambito del progetto “Montagne sicure” del Dipartimento delle Istituzioni, torniamo a sensibilizzare i raccoglitori di funghi e gli escursionisti che percorrono boschi e vallate del Ticino. Negli scorsi anni vi sono stati diversi infortuni ed è estremamente importante seguire i consigli di prevenzione per evitare cadute anche con esiti letali.

Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buon stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri e i boschi. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo. Il grado di difficoltà dei sentieri è indicato chiaramente dal colore della segnaletica in base all’esperienza richiesta:
gialla per i sentieri escursionistici, gialla con punta bianco – rosso – bianco per i sentieri di montagna e blu con punta bianco – blu – bianco per i sentieri alpini. La categoria del sentiero indica sia la sua praticabilità, sia i requisiti che l’escursionista e il suo equipaggiamento devono soddisfare.

Adattare l’attrezzatura alle condizioni
È estremamente importante scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono mancare indumenti per la pioggia, il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).

Prestare attenzione al ritmo
Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.

Concedersi delle pause
Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.

Fare attenzione ai bambini

In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.

In caso di infortunio
In caso di infortunio se possibile contattare il 117 o il 112 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.

Si ricorda infine che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto
di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero.
A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini di stato). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.

 

Sicuri in montagna nella bella stagione

Sicuri in montagna nella bella stagione

Comunicato stampa

La bella stagione è il momento privilegiato per rilassarsi ma anche per incrementare l’esercizio fisico alla scoperta dei sentieri ticinesi, sempre più gettonati dai residenti e dai numerosi turisti che soggiornano per le ferie in Ticino. La pratica dell’escursionismo, unitamente alla ricerca di funghi, richiede particolare attenzione poiché è sufficiente una piccola disattenzione per mettere un piede in fallo e cadere, infortunandosi anche in maniera grave e, nei casi più seri, perdendo la vita. Per quanto riguarda gli ultimi anni i dati purtroppo testimoniano un incremento degli infortuni. Anche per questo motivo negli scorsi mesi il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Polizia cantonale, ha promosso un nuovo programma di prevenzione denominato “Montagne sicure”. In quest’ambito sono previste campagne di prevenzione con l’obiettivo di sensibilizzare sui pericoli della montagna fornendo utili consigli per evitare gli infortuni. A tale scopo è stato quindi realizzato un apposito flyer in quattro lingue, in collaborazione con la Cancelleria dello Stato, che sarà distribuito a livello cantonale nelle prossime settimane.
L’escursionismo è l’attività sportiva maggiormente praticata in Svizzera. In effetti recenti stime fanno stato di oltre 2,5 milioni di persone che lo praticano. Da un lato questo favorisce la forma fisica e la salute, dall’altro ogni anno nel nostro paese si registrano in media oltre 20’000 infortuni di escursionisti e una quarantina di loro perdono la vita, come testimoniano i dati statistici dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI). Negli ultimi tre anni solo in Ticino, dove è forte pure la presenza di cercatori di funghi, si contano 34 infortuni in montagna di cui 20 con esito letale (10 nel solo 2018).
In particolare nella bella stagione la Polizia cantonale, per il tramite del Gruppo Ricerche e Costatazioni, e i suoi partner sono sempre più chiamati a intervenire nei boschi e nelle vallate del nostro Cantone per incidenti e scomparse di escursionisti e di cercatori di funghi. Con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e gli infortuni, grazie alla nuova campagna di prevenzione estiva di “Montagne Sicure” s’intende continuare a sensibilizzare coloro che decidono di avventurarsi in montagna, affinché questo tipo di escursioni permanga un momento di svago e di divertimento in piena sicurezza. Per questo motivo in collaborazione con la Cancelleria dello Stato è stato realizzato un nuovo flyer declinato in quattro lingue da distribuire a livello cantonale, nel quale si ribadiscono i seguenti semplici consigli di sicurezza, in particolare per escursionisti e per cercatori di funghi:

Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buono stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo.

Adattare l’attrezzatura alle condizioni
È fondamentale scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono inoltre mancare indumenti contro la pioggia e il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).

Prestare attenzione al ritmo
Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.

Concedersi delle pause
Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.

Fare attenzione ai bambini
In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.

In caso di infortunio
In caso di infortunio se possibile contattare il 112 o il 117 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.

Si ricorda infine che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso d’infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini statali). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.