Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

Acque e Montagne sicure in Ticino «Prevenzione? La miglior difesa

I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia della sensibilizzazione
«Il Ticino, l’angolo più bello della Svizzera, deve essere anche il più sicuro». Con questo monito del consigliere di Stato Norman Gobbi si è conclusa la presentazione delle nuove immagini delle campagne Acque Sicure e Montagne Sicure. 
Un progetto che rinnova slogan e strumenti di comunicazione, ma che continua a puntare sullo stesso obiettivo: fare prevenzione e aumentare la consapevolezza dei rischi legati alla frequentazione degli ambienti naturali. I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’importanza del lavoro svolto dal Dipartimento delle istituzioni e dai numerosi partner coinvolti nelle campagne di sensibilizzazione. Nonostante il costante aumento di persone che frequentano laghi, fiumi e montagne per attività sportive e ricreative, il numero di incidenti gravi e mortali è infatti rimasto contenuto grazie a un intenso lavoro di informazione, formazione e prevenzione. Per il 2026 le due campagne presentano nuove immagini e slogan inediti: «Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso» per Acque Sicure e «Ogni passo merita rispetto» per Montagne Sicure. Due messaggi che, pur rivolgendosi a contesti diversi, promuovono comportamenti prudenti e responsabili. «Il Ticino è uno dei Cantoni precursori nella prevenzione sulla pericolosità di fiumi e laghi », ha ricordato Gobbi, sottolineando come il successo delle campagne sia il risultato di una «collaborazione costante tra istituzioni, professionisti e cittadini». Sul fronte delle attività acquatiche, la campagna richiama l’attenzione sui pericoli spesso sottovalu-tati di laghi e fiumi: tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in aree non sorvegliate o utilizzo imprudente di canoe. Saranno inoltre confermati i pattugliamenti lungo i fiumi Maggia e Verzasca e il servizio informativo
dedicato ai torrentisti. «La mi-glior difesa, ancora oggi, è la prevenzione», ha sottolineato Marcel Luraschi, responsabile della Sezione lacuale della Polizia cantonale. «I dati registrati dopo la pandemia mostrano una diminuzione degli incidenti, ma in un cantone caratterizzato da un forte turismo giornaliero non possiamo abbassare la guardia».

Non solo fiumi e laghi
Anche la montagna continua ad attirare un numero crescente di appassionati. Un fenomeno che, dopo la pandemia, ha visto avvicinarsi ai sentieri molte persone con un’esperienza limitata. «Abbiamo registrato un forte aumento di frequentatori non necessariamente esperti», ha spiegato Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva Montagne Sicure. «Per questo invitiamo tutti a fare una scelta consapevole, come si legge anche nell’immagine della campagna. Ciò non significa fare una scelta giusta o sbagliata, ma bensì di farla conoscendo le proprie capacità e condizioni esterne». Per rendere le campagne sempre più efficaci, la Commissione ha avviato un’analisi approfondita degli incidenti avvenuti sul territorio. In questo senso, Stefano Doninelli, presidente del consiglio per l’innovazione di Survive, società che aiuta i soccorritori a essere più veloci e sicuri, ha mostrato una serie di dati provenienti da Polizia cantonale, REGA e Soccorso Alpino: «Abbiamo voluto capire meglio dove, quando e in quali condizioni avvengono gli incidenti per orientare in modo più mirato le future azioni di prevenzione », ha spiegato. L’analisi ha individuato le zone maggiormente interessate dagli interventi di soccorso, le fasce orarie più critiche e la distribuzione stagionale degli incidenti. Dai dati emerge inoltre che molti incidenti avvengono anche in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli, segno che il rischio è spesso legato alla sottovalutazione delle difficoltà o a una valutazione non corretta delle
proprie capacità. Proprio il tema del meteo è stato al centro dell’intervento di Stefano Zanini, responsabile del Centro regionale Sud di MeteoSvizzera. «In montagna, come sappiamo, il tempo può cambiare molto rapidamente e oltre a questo il Ticino registra un numero di fulmini nettamente superiori rispetto a tutte le regioni svizzere. Il meteo, dunque, non è solo previsione ma anche prevenzione».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 del Corriere del Ticino

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‘Inci­denti con­te­nuti, ma non si abbassi la guar­dia’
Mon­ta­gne, laghi e fiumi sono sem­pre più fre­quen­tati. Cio­no­stante il numero di inci­denti gravi e mor­tali è rima­sto con­te­nuto. È in que­sto dato che il Dipar­ti­mento isti­tu­zioni trova con­ferma dell’effi­ca­cia e dell’impor­tanza delle atti­vità di sen­si­bi­liz­za­zione. Un impe­gno, fa sapere il Di in una nota, che si rin­nova anche nel 2026 con una nuova imma­gine coor­di­nata delle cam­pa­gne ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure’ e con mes­saggi aggior­nati per rispon­dere alle nuove moda­lità di frui­zione del ter­ri­to­rio.
“Il Ticino – si legge dun­que nel comu­ni­cato – attira ogni anno un numero cre­scente di visi­ta­tori, in estate come in inverno. Una fre­quen­ta­zione più intensa di laghi, fiumi, piscine e mon­ta­gne comporta ine­vi­ta­bil­mente una mag­giore espo­si­zione ai rischi”. In que­sto con­te­sto, riven­dica il Di, “man­te­nere sta­bili i dati rela­tivi agli inci­denti rap­pre­senta un risul­tato signi­fi­ca­tivo che con­ferma l’impor­tanza del lavoro svolto dalle Com­mis­sioni con­sul­tive dei pro­getti ‘Acque sicure’ e ‘Mon­ta­gne sicure'”, coor­di­nati dallo stesso Dipar­ti­mento. Al con­tempo, evi­den­zia, que­sto risul­tato non deve indurre ad abbas­sare la guar­dia. Tant’è che con­ti­nuare a inve­stire nell’infor­ma­zione e nella sicu­rezza rimane una prio­rità, come sot­to­li­nea il diret­tore del Di Nor­man Gobbi, citato nella nota: “I risul­tati rag­giunti dimo­strano che la pre­ven­zione fun­ziona quando isti­tu­zioni, pro­fes­sio­ni­sti e cit­ta­dini con­di­vi­dono lo stesso obiet­tivo. Die­tro que­sti numeri vi è un impor­tante lavoro di coor­di­na­mento, for­ma­zione e sen­si­bi­liz­za­zione che con­tri­bui­sce con­cre­ta­mente a sal­vare vite umane”.
Come detto, le due cam­pa­gne di pre­ven­zione sono state rin­no­vate dal Di anche per quest’anno e, oltre alle nuove imma­gini, sono stati aggior­nati anche gli slo­gan: “Non tutti i tuffi fini­scono con un sor­riso” per ‘Acque sicure’ e “Ogni passo merita rispetto” per ‘Mon­ta­gne sicure’. Pur rivol­gen­dosi a con­te­sti dif­fe­renti, pre­cisa il Dipar­ti­mento, entrambe le cam­pa­gne per­se­guono gli stessi obiet­tivi: aumen­tare la con­sa­pe­vo­lezza dei rischi, pro­muo­vere com­por­ta­menti pru­denti e for­nire infor­ma­zioni utili a resi­denti e visi­ta­tori.
Per quanto con­cerne la cam­pa­gna ‘Acque sicure’, il Di mette in guar­dia su laghi e fiumi che “pos­sono pre­sen­tare peri­coli spesso sot­to­va­lu­tati. Tuffi in acque tor­bide, cor­renti improv­vise, balneazione in zone non sor­ve­gliate o l’uti­lizzo impru­dente di stand up paddle e canoe senza ade­guati dispo­si­tivi di sicu­rezza pos­sono avere con­se­guenze molto gravi”. Sul fronte della pre­ven­zione, è con­fer­mato il ser­vi­zio di pat­tu­glia­mento lungo i fiumi Mag­gia e Ver­za­sca e nella zona della foce del Cas­sa­rate in col­la­bo­ra­zione con la Città di Lugano. Con­ti­nuerà anche la col­la­bo­ra­zione con le aziende idroe­let­tri­che per la gestione dell’info­line dedi­cata ai tor­ren­ti­sti. Rispetto invece a ‘Mon­ta­gne sicure’, nella nota si evi­den­zia come la mon­ta­gna richieda “pre­pa­ra­zione e con­sa­pe­vo­lezza. Escur­sioni non ade­gua­ta­mente pia­ni­fi­cate, con­di­zioni meteo­ro­lo­gi­che impre­ve­di­bili, per­corsi al di sopra delle pro­prie capa­cità e attrez­za­tura ina­de­guata figu­rano tra le prin­ci­pali cause di inci­dente”. Gobbi, sem­pre citato nel comu­ni­cato, rimarca inol­tre che “l’aggior­na­mento delle cam­pa­gne è il risul­tato di un per­corso di miglio­ra­mento con­ti­nuo che ci per­mette di adat­tare i mes­saggi alle nuove esi­genze del ter­ri­to­rio e ai cam­bia­menti nelle moda­lità di frui­zione della natura”.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 giugno 2026 de LaRegione

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Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso
https://www.tio.ch/ticino/attualita/1932404/non-tutti-i-tuffi-finiscono-con-un-sorriso

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Verso l’estate con Montagne ed Acque sicure, «necessario formare»
https://www.ticinonews.ch/ticino/verso-lestate-con-montagne-ed-acque-sicure-necessario-formare-436052

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Svago in sicurezza
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3822899
Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 15 giugno 2026 de Il Quotidiano

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Le nuove campagne per acque e montagne sicure
https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Le-nuove-campagne-per-acque-e-montagne-sicure–3822422.html

Acque sicure e Montagne sicure: nuova immagine, stesso impegno

Acque sicure e Montagne sicure: nuova immagine, stesso impegno

Comunicato stampa

I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia e l’importanza delle attività di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento delle istituzioni, insieme ai numerosi partner coinvolti nelle campagne di prevenzione. A fronte di un numero sempre crescente di persone che frequentano laghi, fiumi e montagne per attività sportive e ricreative, il numero di incidenti gravi e mortali è infatti rimasto contenuto grazie a un intenso lavoro di informazione, formazione e prevenzione. Questo impegno si rinnova nel 2026 con una nuova immagine coordinata delle campagne Acque sicure e Montagne sicure e con messaggi aggiornati per rispondere alle nuove modalità di fruizione del territorio.

Il Ticino attira ogni anno un numero crescente di visitatori, in estate come in inverno. Una frequentazione più intensa di laghi, fiumi, piscine e montagne comporta inevitabilmente una maggiore esposizione ai rischi. In questo contesto, mantenere stabili i dati relativi agli incidenti rappresenta un risultato significativo che conferma l’importanza del lavoro svolto dalle Commissioni consultive dei progetti Acque sicure e Montagne sicure, coordinati dal Dipartimento delle istituzioni. Al tempo stesso, questo risultato non deve indurre ad abbassare la guardia. Continuare a investire nell’informazione e nella sicurezza rimane una priorità come sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni: “I risultati raggiunti dimostrano che la prevenzione funziona quando istituzioni, professionisti e cittadini condividono lo stesso obiettivo. Dietro questi numeri vi è un importante lavoro di coordinamento, formazione e sensibilizzazione che contribuisce concretamente a salvare vite umane”.

Una strategia condivisa per la sicurezza
Il Dipartimento delle istituzioni rinnova per il 2026 le campagne Acque sicure e Montagne sicure, che si presentano con una nuova immagine coordinata e due nuovi slogan: “Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso” per Acque sicure e “Ogni passo merita rispetto” per Montagne sicure. Pur rivolgendosi a contesti differenti, entrambe le campagne perseguono gli stessi obiettivi: aumentare la consapevolezza dei rischi, promuovere comportamenti prudenti e fornire informazioni utili a residenti e visitatori.

Acque sicure: “Non tutti i tuffi finiscono con un sorriso”
Laghi e fiumi possono presentare pericoli spesso sottovalutati. Tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in zone non sorvegliate o l’utilizzo imprudente di stand up paddle e canoe senza adeguati dispositivi di sicurezza possono avere conseguenze molto gravi. Con il nuovo slogan, la campagna richiama l’attenzione sull’importanza della prudenza e della responsabilità personale. Il «tuffo» diventa il simbolo di ogni scelta compiuta nell’ambiente acquatico, ricordando che anche i momenti di svago richiedono consapevolezza e rispetto delle regole di sicurezza. Sul fronte della prevenzione, è confermato il servizio di pattugliamento lungo i fiumi Maggia e Verzasca e nella zona della foce del Cassarate in collaborazione con la Città di Lugano. Continuerà la collaborazione con le aziende idroelettriche per la gestione dell’infoline dedicata ai torrentisti.    

Montagne sicure: “Ogni passo merita rispetto”
La montagna affascina per la sua bellezza, ma richiede preparazione e consapevolezza. Escursioni non adeguatamente pianificate, condizioni meteorologiche imprevedibili, percorsi al di sopra delle proprie capacità e attrezzatura inadeguata figurano tra le principali cause di incidente. Con il nuovo slogan, la campagna invita ad affrontare l’ambiente montano con umiltà e senso di responsabilità. Il «passo» rappresenta ogni progressione sul territorio, a piedi, in bicicletta o attraverso altre attività outdoor, e richiama l’importanza di valutare attentamente i rischi e le proprie capacità.   Il Consigliere di Stato Norman Gobbi sottolinea inoltre: “L’aggiornamento delle campagne è il risultato di un percorso di miglioramento continuo che ci permette di adattare i messaggi alle nuove esigenze del territorio e ai cambiamenti nelle modalità di fruizione della natura”.

Una comunicazione capillare e multicanale
Per raggiungere il maggior numero possibile di persone, le campagne – realizzate prevalentemente nelle lingue nazionali e in inglese – saranno diffuse attraverso un piano di comunicazione integrato e multicanale che prevede affissioni, inserzioni sulla stampa, e-panel digitali e supporti informativi. La pianificazione comprende inoltre una presenza capillare sul territorio mediante installazioni e materiali informativi collocati in punti strategici, nonché la promozione attraverso il sito web e i canali social. Saranno attivate campagne radiofoniche e televisive, oltre all’organizzazione di momenti di sensibilizzazione sul territorio (tra cui quelli al Campo scout cantonale BeSTiale26) e alla partecipazione a eventi popolari sulle rive dei laghi e nelle località montane. L’obiettivo è garantire una presenza costante, riconoscibile ed efficace dei messaggi di prevenzione nei luoghi e nei momenti di maggiore affluenza.
Attraverso informazione, sensibilizzazione e presenza sul territorio, Acque sicure e Montagne sicure continueranno a promuovere una solida cultura della prevenzione, affinché laghi, fiumi e montagne possano essere vissuti da tutti con maggiore consapevolezza e sicurezza.
Gli aggiornamenti, il materiale informativo e i consigli pratici sono disponibili sui siti ufficiali www.montagnesicure.ch e www.acquesicure.ch, oppure sulle pagine Facebook e Instagram di @Ticinosicuro.

Neve in abbondanza in montagna, ma attenzione alle valanghe.

Neve in abbondanza in montagna, ma attenzione alle valanghe.

L’esperto: «La formazione è fondamentale»
Massimo Bognuda, rappresentante delle guide alpine ticinesi, dopo le nevicate registrate tra sabato e domenica: «Il fattore umano rappresenta la prima causa degli incidenti in montagna»
Il colpo di coda dell’inverno ha portato la neve, anche tanta, sulle montagne ticinesi e non solo. Un paesaggio incantato che nasconde diverse insidie, soprattutto per quanto riguarda le valanghe. L’allerta diramata dalle autorità è stata di livello 4 (pericolo forte) nella giornata di ieri, mentre oggi è di livello 3+ (pericolo marcato). «Non bisogna sottovalutare questi dati», spiega a Ticinonews Massimo Bognuda, rappresentante delle guide alpine ticinesi, «anche perché il 50% degli incidenti avviene proprio con un pericolo valanghe di livello 3».

Tutto parte dalla formazione
Chi vuole avventurarsi in montagna al di fuori dei comprensori sciistici deve quindi prendere determinate precauzioni, che vanno dalle conoscenze tecniche all’abbigliamento adeguato. «La base di partenza è la formazione, perché solo in questo modo si può imparare a leggere un bollettino valanghe, che contiene tutta una serie di informazioni fondamentali per la pianificazione di una gita». L’errore principale commesso dagli appassionati «è infatti quello della sopravvalutazione delle proprie conoscenze». In altre parole: «si sentono troppo sicuri». Proprio il fattore umano «rappresenta la prima causa degli incidenti da valanga o in montagna». Poi, come scritto, c’è l’equipaggiamento. «Pala, sonda e artva (apparecchio di ricerca in valanga) acceso sono la base, ma anche un telefono carico con già installata l’applicazione della Rega per un eventuale soccorso». Apparecchi fondamentali, «che però bisogna saper utilizzare».

«Il rischio zero non esiste»
In ogni caso, ricorda Bognuda, «il rischio zero non esiste in nessuna situazione, ma è possibile ridurlo». Come? «Formazione, valutazione corretta e autocritica» ad esempio.

https://www.ticinonews.ch/ticino/neve-in-abbondanza-in-montagna-ma-attenzione-alle-valanghe-lesperto-la-formazione-e-fondamentale-429165

Montagne sicure: domenica giornata di formazione sulle valanghe ad Airolo Pesciüm

Montagne sicure: domenica giornata di formazione sulle valanghe ad Airolo Pesciüm

Domenica 8 marzo 2026, dalle 9.00 alle 15.00, presso il Centro di formazione sulle valanghe (Avalanche Training Center), si terrà ad Airolo Pesciüm una giornata dedicata alla prevenzione dei rischi legati alle valanghe.
Il Gruppo Ricerche e Costatazioni (GRC) della Polizia cantonale, insieme ad alcuni soccorritori del Soccorso Alpino Ticino (SATI), sarà a disposizione degli interessati per fornire utili consigli e proporre esercitazioni di ricerca di persone utilizzando il kit ARTVA.
Durante la giornata sarà inoltre presente l’unità cinofila del SATI per un momento di formazione: l’occasione per vedere all’opera i cani da valanga e conoscere il loro prezioso contributo nelle operazioni di soccorso.
L’evento è gratuito, non richiede iscrizione ed è organizzato in collaborazione con Valbianca SA.
L’iniziativa rientra nelle attività di sensibilizzazione sul territorio promosse nell’ambito del progetto di prevenzione “Montagne sicure” del Dipartimento delle istituzioni.

«Vivere la montagna in sicurezza»: prevenzione valanghe ad Airolo-Pesciüm

«Vivere la montagna in sicurezza»: prevenzione valanghe ad Airolo-Pesciüm

Polizia cantonale e Soccorso Alpino in campo per sensibilizzare sci-escursionisti e ciaspolatori su rischi, formazione e uso dell’Artva.

Vivere la montagna in sicurezza, con la giusta formazione e la giusta esercitazione. È quanto si è cercato di fare con la giornata di prevenzione dei rischi legati alle valanghe, proposta nel quadro della campagna Montagne Sicure ad Airolo-Pesciüm. Sul posto erano presenti Gruppo ricerche e constatazioni della polizia cantonale e Soccorso Alpino Svizzero, per sensibilizzare su rischi e buone pratiche in materia di sci-escursionismo e racchettate. Ticinonews si è recata sul posto per saperne di più. 

La giornata
«È una giornata di prevenzione che effettuiamo periodicamente qui a Pesciüm. Qui c’è una piccola formazione teorica, e poi abbiamo installato un campo d’allenamento che simula i sepolti sotto la neve», ci spiega Stefano Mariani, responsabile del Gruppo ricerche e constatazioni. La seconda fase, di esercitazione pratica, si è svolta nel Centro di formazione sulle valanghe, uno spazio appositamente pensato per questo tipo di esercitazioni. Qui gli interessati hanno potuto sperimentare l’utilizzo dell’Artva, la sonda di rilevamento che viene utilizzata per individuare chi dovesse rimanere sepolto dalle valanghe. «Qui si testa con mano il proprio apparecchio, si simulano dei sepolti con delle piastre. L’utente arriva e cerca queste piastre. Una volta trovato deve sondare, sondando, con tre colpi sulla piastra. La stessa dà poi l’esito della ricerca», ci dice Matteo Umiker, caposoccorso della stazione di Lugano del Soccorso Alpino Svizzero.

Sensibilizzazione
La sensibilizzazione ha un ruolo particolarmente prezioso nel periodo del cambiamento climatico, che può rendere più pericoloso un pendio innevato. A maggior ragione, dal momento che si constata un aumento degli appassionati di sport di montagna. D’altra parte, ci sono diversi accorgimenti che permettono di vivere la montagna in sicurezza. «È fondamentale fare periodicamente corsi di formazione con degli esperti, guide alpine ed associazioni. È anche molto importante avere il materiale adeguato, come anche consultare il bollettino meteo. Del giorno della gita ma anche dei giorni precedenti», spiega ancora Mariani. Gli interessati potranno approfittare della prossima giornata di formazione che si terrà ad Airolo-Pesciüm, prevista il prossimo 8 marzo.

Montagne sicure: giornata di formazione sulle valanghe ad Airolo Pesciüm

Montagne sicure: giornata di formazione sulle valanghe ad Airolo Pesciüm

Venerdì 20 febbraio 2026 e domenica 8 marzo 2026, dalle 9.00 alle 15.00, si terranno ad Airolo Pesciüm presso il Centro di formazione sulle valanghe (Avalanche Training Center) due giornate dedicata alla prevenzione dei rischi legati alle valanghe.
Il Gruppo Ricerche e Costatazioni (GRC) della Polizia cantonale e alcuni soccorritori del Soccorso Alpino Ticino (SATI) saranno a disposizione degli interessati per fornire utili consigli e proporranno esercitazioni pratiche di ricerca persone (kit ARTVA).
L’evento, gratuito e senza obbligo di iscrizione, è svolto in collaborazione con Valbianca SA e rientra nelle attività di sensibilizzazione sul terreno nell’ambito del progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni.

 

Capire la montagna per evitare le valanghe

Capire la montagna per evitare le valanghe

Dopo la tragedia in Leventina, rischi e precauzioni spiegati da una guida alpina. “L’esperienza è anche saper rinunciare”

L’incidente mortale avvenuto venerdì scorso in Valle Leventina — dove due sciescursionisti belgi di 35 e 30 anni hanno perso la vita travolti da una valanga tra il Pizzo Prevat e il Pizzo Centrale sopra Airolo — riporta l’attenzione sui rischi legati alla frequentazione della montagna in inverno. Con loro si trovava una terza persona, rimasta illesa. In quella zona era in vigore un grado di pericolo valanghe 3 su 5.
Per comprendere meglio il contesto e gli accorgimenti necessari, SEIDISERA ha interpellato la guida alpina Massimo Bognuda, membro dell’Associazione Guide Alpine della Svizzera italiana e della Commissione Montagne Sicure.
Secondo la guida alpina il rischio in quell’area è strutturale: “La zona Gottardo, quindi in alta montagna innevata, è una zona dove il rischio valanghe c’è”. Quando sono presenti strati deboli nel manto nevoso, anche pendii apparentemente normali possono diventare letali: “La montagna non deve chiamarsi Eiger o Cervino per essere pericolosa”.

Il grado di pericolo non è da sottovalutare
Al momento dell’incidente era in vigore un grado di pericolo marcato, un livello che richiede particolare attenzione: “Per chi fa scialpinismo, fuoripista o escursioni su terreno innevato, e in zone non controllate, il grado 3 non è da sottovalutare”. Secondo le statistiche dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe, molti incidenti avvengono proprio con questo grado di pericolo, mentre con il grado 4 spesso si rinuncia già alle uscite.

La formazione resta determinante
Secondo Bognuda, la preparazione è centrale. Molti frequentatori della montagna, osserva la guida, sopravvalutano le proprie competenze: “Come guida alpina, nei corsi di formazione vedo che molte persone pensano di sapere, ma poi effettivamente si rendono conto che ne sanno ben poco. Se uno non sa leggere e interpretare un bollettino valanghe sbaglia già di partenza”.
Anche affidarsi alle esperienze altrui o ai social può essere pericoloso, poiché fuorviante: secondo Bognuda, spesso si prendono come riferimento foto e racconti di uscite riuscite, senza considerare che le condizioni possono cambiare già nei giorni successivi.

Un inverno con neve fragile
Quest’anno, spiega Bognuda, la situazione del manto nevoso è particolarmente delicata. La presenza di strati deboli nella neve vecchia può favorire distacchi anche di grandi dimensioni.
Molti escursionisti, osserva la guida, si limitano a guardare il colore della cartina del pericolo senza leggere il testo del bollettino, dove sono spiegate le criticità specifiche. Anche l’evoluzione climatica influisce: gli inverni con poca neve iniziale e terreno ancora caldo favoriscono la formazione di uno strato basale fragile destinato a persistere nel tempo.

Informazione e cautela
I bollettini valanghe, oggi, sono facilmente accessibili anche per chi arriva dall’estero, ma la valutazione finale resta individuale, spiega la guida. Per questo, conclude, l’esperienza passa anche dalla capacità di fermarsi e rinunciare quando le condizioni non convincono.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Capire-la-montagna-per-evitare-le-valanghe–3509269.html

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‘Questa poca neve è molto insidiosa’
Dopo la morte di due belgi la guida Massimo Bognuda sensibilizza chi pratica scialpinismo: ‘Leggere bene la situazione e capire i bollettini sulle valanghe’

Sono state identificate le vittime della slavina staccatasi venerdì pomeriggio sopra Airolo tra il Pizzo Centrale e il Pizzo Prevat. La Polizia cantonale spiega che gli scialpinisti morti erano entrambi di nazionalità belga, un 35enne residente in Belgio e un 30enne in Germania. La tragedia si è consumata verso le 14 quando una valanga di neve si è staccata travolgendo tre escursionisti impegnati in un’uscita con le pelli di foca. Per due di loro non vi è stato nulla da fare, mentre il terzo se l’è cavata senza ferite. La Rega e il Soccorso alpino svizzero di Andermatt hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Le verifiche avviate mirano a capire se il terzetto fosse cosciente che venerdì nell’intero arco alpino, a tutte le esposizioni poste sopra i 2’000 metri di quota, vi fosse un grado di pericolo slavine 3+ su un massimo di 5. Un grado dunque ‘marcato’, caratterizzato da strati deboli persistenti, che richiede un’approfondita analisi della situazione generale, a cominciare dalle condizioni dell’intero manto nevoso formatosi dall’autunno in avanti. Grado che ieri, a causa della neve soffiata, è diventato ‘forte’ passando a -4.

Un corso questo venerdì a Pesciüm
Di fronte a un simile quadro gli esperti sconsigliano di assumersi rischi inutili. E in ogni caso preziose sono le informazioni da raccogliere sia sul posto prima di avventurarsi, sia sui bollettini valanghe, come pure le nozioni apprese affidandosi a corsi specialistici organizzati dai vari sodalizi. A questo riguardo venerdì 20 febbraio, dalle 9 alle 15, si terrà ad AiroloPesciüm, al Centro di formazione sulle valanghe, una giornata dedicata alla prevenzione dei rischi legati alle valanghe. Il Gruppo ricerche e constatazioni della Polizia cantonale e alcuni operatori del Soccorso alpino Ticino saranno a disposizione degli interessati per fornire utili consigli e proporranno esercitazioni pratiche di ricerca persone. L’evento gratuito rientra nelle attività di sensibilizzazione del progetto ‘Montagne sicure’ promosso dal Dipartimento istituzioni ormai da alcuni anni.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 16 febbraio 2026 de La Regione

Oltre la traccia – Imparare a conoscere la montagna d’inverno

Oltre la traccia – Imparare a conoscere la montagna d’inverno

Come muoversi in sicurezza su un pendio innevato?
Come interpretare correttamente il bollettino valanghe?
Come usare ARTVA, pala e sonda in modo efficace?

Queste sono domande fondamentali per chi ama vivere la montagna d’inverno e sono al centro di Oltre la traccia, il nuovo progetto formativo promosso dalle Guide Alpine Ticinesi (GAT).
Si tratta di cinque giornate dedicate alla prevenzione degli incidenti da valanga e alla promozione della cultura della sicurezza in montagna. Tutte con identico programma e pensate per le appassionate e gli appassionati di sport invernali: sci alpinismo, freeride e racchette da neve. Le date sono separate e autonome, pensate per essere più comode per la popolazione.
L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico ticinese, fornendo strumenti pratici e conoscenze fondamentali per muoversi con maggiore consapevolezza e responsabilità nel territorio alpino.
Le giornate si svolgeranno tra dicembre 2025 e gennaio 2026 in cinque località della Svizzera italiana: Cios Prato, Airolo, San Bernardino, Carì e Nara.
“Abbiamo voluto creare un percorso concreto e accessibile, per sensibilizzare le persone, contribuire a ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza. Diffondere una cultura di prudenza e rispetto della montagna è il nostro obiettivo principale”, afferma Pierre Crivelli, segretario del GAT.
La collaborazione con il progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni e con un rappresentante GAT nella Commissione consultiva, rafforzerà l’iniziativa grazie alla fornitura di materiale informativo e, dove necessario, esperti con competenze complementari a quelle delle guide alpine. Secondo Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva: «Questa è un’opportunità, offerta da un partner qualificato, per raggiungere il nostro pubblico di riferimento con azioni mirate e davvero utili, in un periodo in cui l’interesse per la montagna e per le attività fuori pista è in costante crescita».
Grazie al sostegno di partner e sponsor come AET, il GAT mantiene contenuta la quota d’iscrizione, rendendo la formazione accessibile ad un ampio pubblico. Rimane aperta la possibilità per nuovi sponsor di contribuire a questo importante progetto di sensibilizzazione.
Ogni giornata, condotta da professionisti riconosciuti a livello federale, permetterà ai partecipanti di conseguire la formazione di livello 1 del sistema Swiss Mountain Training (SMT).
Perché la libertà in montagna nasce dalla conoscenza, dal rispetto e dalla consapevolezza.
www.guidealpineticino.chwww.guidealpineticino.ch/event-list

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La sicurezza in montagna ora va ben «Oltre la traccia»

In inverno gli infortuni sulla neve sono all’ordine del giorno: gli incidenti possono essere prevenuti promuovendo «la cultura della prudenza» – Lo faranno le guide alpine, attraverso cinque giornate, nell’Alto Ticino e a San Bernardino.

Prevenire gli incidenti da valanga, certo. Ma anche e soprattutto farsi promotori della cultura della sicurezza in montagna. La scorsa stagione invernale in Svizzera si sono registrati 21 morti a causa delle slavine. Oltre la metà dei decessi è avvenuta in maggio a causa del clima umido, freddo e ventoso. Bisogna sensibilizzare. Ecco perché le Guide alpine ticinesi (GAT) lanciano il progetto «Oltre la traccia» che mira a formare coloro che vanno in alta quota. Affinché non capitino più altre tragedie. Cinque le giornate in programma dal corrente mese di dicembre a gennaio, in Ticino (Cioss Prato, Airolo, Carì e Nara) ed in Mesolcina (San Bernardino): «L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico, fornendo strumenti pratici e conoscenze fondamentali per muoversi con maggiore consapevolezza e responsabilità nel territorio alpino ». È particolarmente rivolta a chi pratica discipline quali lo sci escursionismo ed il fuori pista oppure si «accontenta » di una passeggiata con le racchette da neve.

Azioni mirate sul territorio
Un progetto importantissimo che va a concatenarsi con quello promosso da sette anni dal Dipartimento delle istituzioni, vale a dire «Montagne sicure ». L’impegno delle guide alpine sarà impreziosito dalle raccomandazioni di esperti con competenze complementari, mentre a disposizione dei partecipanti vi sarà del materiale informativo dettagliato. «Abbiamo voluto creare un percorso concreto e accessibile, per sensibilizzare le persone, contribuire a ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza. Diffondere una cultura di prudenza e rispetto della montagna è il nostro obiettivo principale», afferma il segretario del GAT Pierre Crivelli. Gli fa eco Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva, secondo il quale si tratta di una grande opportunità «offerta da un partner qualificato per raggiungere il nostro pubblico di riferimento con azioni mirate e davvero utili, in un periodo in cui l’interesse per la montagna e per le attività fuori pista è in costante crescita».

Le date da segnare sull’agenda
GAT è un’associazione che riunisce una quindicina di guide alpine, quattro maestri di arrampicata, due accompagnatori di montagna (specializzati nell’affrontare le medie vette) e tre aspiranti guide. «Tutti i nostri membri sono persone che della loro passione ne hanno fatto un mestiere. Dopo avere seguito le differenti formazioni e conseguito i rispettivi brevetti federali, continuano a promuovere le attività di montagna ed in particolare sul territorio ticinese, ma non solo», si legge sul sito www.guidealpineticino. ch. Il GAT ha un rappresentante nella Commissione consultiva di «Montagne sicure», campagna di sensibilizzazione che sarà rafforzata da «Oltre la traccia». I cinque appuntamenti in altrettante località sono in agenda nelle seguenti date (minimo 8 partecipanti): Cioss Prato (sabato 13 dicembre), Airolo (sabato 20 dicembre), San Bernardino (lunedì 29 dicembre), Carì (lunedì 5 gennaio) e Nara (domenica 11 gennaio).
Ogni giornata, che vedrà in qualità di relatori professionisti riconosciuti a livello federale, permetterà ai partecipanti di conseguire la formazione di livello 1 del sistema Swiss mountain training. Tutte seguiranno lo stesso canovaccio e sono pensate, ribadiamo, per gli appassionati degli sport invernali: sci alpinismo, freeride e racchette da neve. Grazie al sostegno di partner e sponsor come l’Azienda elettrica ticinese, il GAT riesce a mantenere «contenuta la quota d’iscrizione, rendendo la formazione accessibile ad un ampio pubblico. Rimane aperta la possibilità per nuovi sponsor di contribuire a questo importante progetto di sensibilizzazione. Perché la libertà in montagna nasce dalla conoscenza, dal rispetto e dalla consapevolezza ».

Unione d’intenti con il Cantone
«Montagne sicure» ha quali obiettivi – leggiamo dalla pagina Web del Dipartimento delle istituzioni – la sensibilizzazione e il sostegno a progetti legati alla sicurezza ad alta quota in tutte le stagioni dell’anno e all’indirizzo di tutti i suoi frequentatori. Inevitabile, pertanto, la collaborazione con «Oltre la traccia». Ciò che consentirà, ancora di più, di veicolare il messaggio che quando si va in montagna bisogna andarci… con testa, seguendo consigli come quelli che trovate nel box a lato.

I consigli da seguire per evitare il peggio
I consigli, quando si va in montagna in inverno, sono sempre gli stessi. Ma vanno seguiti alla lettera. Innanzitutto consultare il bollettino valanghe ed accertarsi del grado di pericolo (da 1 a 5). In secondo luogo occorre prestare attenzione alle condizioni della neve, che nel corso della giornata possono cambiare più volte. Poi bisogna preparare nel dettaglio l’escursione, soprattutto se possibile non uscire da soli.
Fondamentale è altresì adattare l’attrezzatura alle condizioni, in particolare per quanto riguarda l’abbigliamento. Infine, quando si effettuano gite di gruppo, vanno chiariti fin da subito i ruoli.

Al via le campagne estive “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”

Al via le campagne estive “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”

Comunicato stampa

Con l’arrivo dell’estate tornano anche quest’anno le campagne di sensibilizzazione “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”, promosse dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con esperti del settore, enti di soccorso e numerosi partner. L’obiettivo è chiaro: promuovere la sicurezza di chi vive la natura, fornendo strumenti utili per informare, educare e proteggere, sia in montagna che in prossimità di fiumi e laghi.

Entrambe le iniziative si fondano sulla prevenzione, la diffusione di buone pratiche e lo sviluppo di un comportamento consapevole, con l’intento di ridurre gli incidenti e i rischi legati alle attività all’aperto.

Montagne Sicure: libertà e responsabilità
La montagna affascina per la sua bellezza e il senso di libertà che trasmette, ma può nascondere insidie spesso sottovalutate, soprattutto da chi la frequenta solo saltuariamente. Escursioni non adeguatamente pianificate, condizioni meteorologiche imprevedibili, percorsi al di sopra delle proprie capacità e attrezzatura inadeguata sono tra le principali cause di incidenti. Inaspettatamente, le statistiche degli ultimi anni mostrano che spesso sono proprio gli escursionisti esperti a essere maggiormente coinvolti in incidenti, talvolta con esiti fatali.  
Per questo motivo, la campagna “Montagne Sicure” continua a promuovere il messaggio “Liberi e sicuri”, invitando a pianificare con cura ogni uscita, rispettare sentieri segnalati e indicazioni ufficiali, consultare preventivamente le previsioni meteo ed equipaggiarsi in modo adeguato.  
Durante l’estate, il materiale informativo sarà distribuito lungo i principali percorsi escursionistici, presso capanne e impianti di risalita. Sono previste anche attività formative in collaborazione con le guide alpine, il Soccorso alpino, la Polizia cantonale e altri partner. Il libretto “Consigli per una montagna sicura” sarà disponibile a breve in tedesco, francese e inglese, così da raggiungere anche i visitatori internazionali.  
In collaborazione con sureVIVE (una società di Rega), è in corso un’analisi approfondita degli incidenti per definire le priorità tematiche delle prossime campagne. Inoltre, vista la crescente diffusione di smartphone e strumenti digitali, verranno organizzati momenti formativi sull’uso corretto delle app e delle funzionalità utili in caso di emergenza. Anche Ticinopass, il pass unico per accedere agli impianti di risalita ticinesi, partecipa alla rete di collaborazioni, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità reciproca e il messaggio condiviso della sicurezza in montagna.  

Acque Sicure: conoscere per prevenire
Anche le acque dei laghi e dei fiumi, se non affrontate con consapevolezza, possono diventare pericolose. Tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in zone non sorvegliate o l’uso imprudente di stand up paddle e canoe senza dispositivi di sicurezza sono comportamenti a rischio, talvolta fatali.  
La campagna, che torna con lo slogan “La prudenza fa la differenza”, sarà al centro di un’intensa azione informativa in italiano, tedesco, francese e inglese. Il programma, realizzato con il contributo dei Comuni interessati e delle associazioni partner, si rivolge a bagnanti, sportivi, famiglie, anziani e migranti, promuovendo comportamenti responsabili, la conoscenza delle aree balneabili e il rispetto delle regole di sicurezza e della segnaletica.  
Saranno attivi i servizi di pattugliamento lungo i fiumi Maggia, Verzasca e nella zona della foce del Cassarate. Quest’anno i pattugliatori, oltre ai compiti di sensibilizzazione e di avviso agli enti di soccorso in caso d’incidente, svolgeranno un sondaggio ai bagnanti per valutare la loro percezione dei rischi. Un’infoline dedicata ai torrentisti sarà operativa grazie alla collaborazione con le aziende idroelettriche. Materiale informativo verrà distribuito nei lidi, nelle piscine e nei locali pubblici.  
Le attività di sensibilizzazione coinvolgeranno anche il pubblico residente, con campagne sui media cantonali, articoli redazionali e contributi su riviste specializzate. Sono inoltre previste iniziative didattiche durante eventi manifestazioni, con un’attenzione particolare ai bambini, categoria particolarmente vulnerabile.  
Si segnala la posa di nuova segnaletica presso la pozza di S. Petronilla a Biasca e l’aggiornamento di quella al Pozzo di Tegna e al ponte di ferro a Ponte Brolla, danneggiata dall’alluvione del 2024.  
Tra le novità principali figura il riconoscimento ufficiale della Società Svizzera di Salvataggio Lugano come unico centro cantonale per la formazione delle unità cinofile da salvataggio. Questo progetto, sostenuto dalla Commissione Acque Sicure, rappresenta una prima assoluta a livello nazionale e costituisce un passo fondamentale nella strategia di prevenzione per le acque libere del Cantone, in particolare con l’utilizzo di unità cinofile imbarcate sui natanti in servizio sul lago e durante le manifestazioni estive che andranno ad aggiungersi agli incontri con le scuole  e presso enti e associazioni.

Un tuffo nella prevenzione: premiati i vincitori
L’evento si è svolto presso lo Splash & Spa di Rivera, in collaborazione con la Croce Verde di Lugano e la Polizia cantonale. Le giornate hanno riscosso un buon riscontro da parte del pubblico e hanno incluso una simulazione di salvataggio in acqua di un bambino. Ci congratuliamo con i vincitori, che verranno contattati personalmente.

Le campagne sono rese possibili grazie a una rete di collaborazioni solida e articolata. Tra le più recenti, spicca quella con RSI, BancaStato e TicinoSentieri, che ha portato alla pubblicazione di “In cammino tra i laghetti”, una serie di prospetti che integra messaggi di sensibilizzazione di entrambe le campagne.
Come sottolinea Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni: «Il Cantone Ticino conferma attraverso il lavoro delle due Commissioni consultive Montagne sicure e Acque sicure il proprio impegno per la sicurezza di chi frequenta la natura. Le sinergie tra Dipartimento, soccorritori, professionisti dei due settori e operatori turistici sono fondamentali per trasformare l’informazione in azione concreta: la prima misura di protezione è una scelta consapevole».  

Tutti gli interessati possono trovare aggiornamenti, materiale informativo e consigli pratici sui siti ufficiali www.montagnesicure.ch e www.acquesicure.ch, oppure seguendo le pagine Facebook e Instagram di TicinoSicuro.