Presentazione del Centro di formazione valanghe (Avalanche Training Center) di Airolo Pesciüm.
Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 4 gennaio 2024 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2033191
Presentazione del Centro di formazione valanghe (Avalanche Training Center) di Airolo Pesciüm.
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Lupi e fulmini nuovi temi d’interesse
Il progetto di prevenzione Montagne sicure promosso dal Dipartimento delle istituzioni entra quest’anno nella quinta stagione estiva. Abbiamo chiesto al Consigliere di Stato Norman Gobbi una sua opinione sui primi cinque anni di questa importante campagna di sensibilizzazione. “Il progetto è stato presentato nel mese di dicembre del 2018 e il motivo scatenante, in aggiunta ai già esistenti Strade sicure e Acque sicure, è da associare ai numerosi incidenti che avevano contraddistinto la stagione estiva di quell’anno. Allora mi era sembrato più che opportuno e necessario intervenire con un’attività di sensibilizzazione pensata per chi frequenta la montagna d’estate, ma anche durante l’inverno, per escursioni o attività sportive. Soprattutto rivolta a coloro che lo fanno soltanto occasionalmente e senza specifiche competenze settoriali”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. I risultati raggiunti come li giudica? “Direi che stabilire l’influsso di una campagna sul numero di infortuni e incidenti mortali è difficile. È piuttosto l’unione d’intenti che può creare un importante fronte comune a favore della prevenzione e questo negli anni si è realizzato e verosimilmente ha contribuito a contenere il numero in un periodo in cui l’interesse per la montagna è sensibilmente cresciuto. Oggi il progetto, rivisto a livello organizzativo con la creazione di una commissione e due sottocommissioni tecniche stagionali, può avvalersi dell’aiuto di molti professionisti del settore alpino, di quello della prevenzione e pure di realtà nazionali come Rega e Meteo Svizzera, senza dimenticare TicinoSentieri che proprio quest’anno festeggia i trent’anni di attività e a cui vanno i miei auguri per il traguardo raggiunto”. Ci sono comunque stati dei morti, anche la scorsa estate. “L’imponderabile non possiamo azzerarlo, ma ridurlo sì. Spesso gli incidenti purtroppo mortali sono avvenuti in alta quota e hanno coinvolto persone esperte e preparate: nella quasi totalità dei casi legati a fatalità”. E qual è il ruolo di tutti questi partner? “Il loro supporto è importante per le competenze che portano al progetto, ma pure per i canali di comunicazione che mettono a disposizione per la diffusione dei messaggi di prevenzione, rendendo l’azione sempre più capillare sul territorio cantonale“. Per quest’estate sono previsti nuovi temi? “Negli anni abbiamo aggiornato e integrato nuove tematiche secondo necessità. Lo scorso anno era stato il caso per gli appassionati di MTB (e di E-Bike) e la problematica delle vacche nutrici e dei cani di protezione delle greggi, mentre ora le novità riguardano le regole di comportamento nel caso di incontri ravvicinati con il lupo, rispettivamente la gestione della situazione quando si è sorpresi dai fulmini”. E le modalità comunicative quali saranno? “Oltre ai classici supporti cartacei (la nuova edizione del libretto “Consigli per una montagna sicura” scaricabile dal sito internet www.montagnesicure.ch o il formato cartaceo ottenibile scrivendo all’indirizzo di posta elettronica di-montagnesicure@ti.ch,ndr) e multimediali, si predilige molto l’attività sul terreno e quindi, come già in passato, verranno organizzati eventi di sensibilizzazione con degli esperti. Ricordo pure la piattaforma social Ticino sicuro (Facebook e Instagram) che ingloba i messaggi di prevenzione di Montagne sicure, ma pure degli altri cinque progetti (Strade sicure, Acque sicure, Cyber sicuro, Stop radicalizzazione e Stop. Violenza domestica) per una prevenzione a 360°”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 23 giugno 2023 de Il Mattino della domenica
Appuntamento per domenica 5 marzo dalle 9 alle 14 all’Avalanche Training Center
Domenica 5 marzo, dalle 9 alle 14, si terrà una giornata dedicata alla prevenzione al Centro di formazione sulle valanghe (Avalanche Training Center) della Capanna Piansecco in Val Bedretto. Il Gruppo Ricerche e Constatazioni (Grc) della Polizia cantonale e il Soccorso alpino saranno a disposizione degli interessati per consigli e proporranno delle esercitazioni di ricerca persone (kit Artva).
L’evento rientra nelle attività di sensibilizzazione proposta sul terreno nell’ambito del progetto di prevenzione Montagne sicure promosso dal Dipartimento delle istituzioni.
Una giornata dedicata alla prevenzione e alla formazione sul tema delle valanghe, durante la quale si potranno fare esercitazioni pratiche di ricerca di persone rimaste sotto la neve. È quella che si terrà domenica 12 febbraio, dalle 9 alle 14, al Centro di formazione sulle valanghe (Avalanche Training Center) di Airolo Pesciüm. Le esercitazioni verranno svolte “sotto i consigli dei responsabili del concorso alpino e con gli appositi strumenti”, spiega a Ticinonews il responsabile del Gruppo Ricerche e Constatazioni della Polizia cantonale Stefano Mariani. Sul posto “verranno inoltre fornite delle nozioni di base utili per chiunque volesse affrontare un’escursione in montagna”.
“Chiunque può provare”
Per la giornata di domenica non è necessaria nessuna iscrizione. “Non volevamo che la gente si sentisse “vincolata” a partecipare. Chiunque può venire e provare”. A livello meteorologico “dovrebbe essere una giornata soleggiata. L’unico neo è che purtroppo non ci sarà molta neve”, conclude Mariani.
Da www.ticinonews.ch
Sono numerosi i tentativi per rendere la campagna di sensibilizzazione più capillare Ma anche gli escursionisti esperti possono rimanere vittime di incidenti – Sacha Gobbi: «I consigli sono efficaci, nonostante l’aumento di appassionati degli ultimi anni, gli infortuni non sono esplosi»
La montagna ticinese si è riproposta come lo sfondo di un incubo: lunedì scorso, infatti, è stato ritrovato il corpo del 43.enne scomparso la domenica precedente in Leventina. L’uomo si era incamminato per un’escursione in solitaria. Si tratta della sesta vittima in due mesi (la prima risale al 7 giugno). Sei vittime sono tante, troppe. Eppure, le informazioni sui giusti comportamenti da adottare in montagna non mancano. Ad esempio, la campagna di prevenzione «Montagne sicure» del Dipartimento delle istituzioni (DI), avviata nel 2018, mira proprio a sensibilizzare sul tema la popolazione e i turisti, sia nella stagione estiva, sia in quella invernale.
Come sensibilizzare
Ma come avviene la sensibilizzazione? «La campagna si basa sulla diffusione di informazioni tramite diversi canali e può contare su alcune giornate organizzate direttamente sul posto con gli esperti del settore», ci spiega Sacha Gobbi, responsabile del progetto «Montagne sicure». «Quest’anno, abbiamo proposto una versione aggiornata del libretto di prevenzione. Lo si può trovare nelle capanne, nelle stazioni di risalita e nei negozi di sport, così come sul nostro sito in formato digitale». L’obiettivo è, chiaramente, raggiungere più persone possibili, sensibilizzandole al meglio sulle insidie che si possono presentare durante un’escursione ad alta quota. «Abbiamo anche creato, in collaborazione con la Federazione alpinistica ticinese (FAT), numerosi sottopiatti, che riprendono i temi principali della campagna di prevenzione», aggiunge Gobbi, sottolineando pure l’importanza della cooperazione con diversi partner per far passare il messaggio. Il progetto, infatti, si avvale di una commissione apposita («Montagne sicure») e di sue sottocommissioni tecniche, di cui fanno parte i rappresentanti del Club Alpino Svizzero (CAS), della FAT, del Soccorso Alpino, della Rega e di Meteo-Svizzera. È coinvolto anche il Gruppo ricerche e constatazioni della Polizia cantonale.
Il pubblico della campagna
A ogni modo, anche di fronte a un numero elevato di incidenti di montagna, la strategia di sensibilizzazione seguirà la linea già definita. « Dove possibile, tenteremo comunque di rafforzare la prevenzione », prosegue Gobbi. I consigli mirano a raggiungere soprattutto gli escursionisti occasionali e meno abituati alla montagna, mentre quelli più esperti possiedono già le nozioni necessarie. « Questi ultimi evidenzia – danno già per acquisite alcune competenze, come, ad esempio, riconoscere i gradi di difficoltà dei sentieri ed equipaggiarsi in maniera adeguata». Purtroppo, però, a volte neppure essere preparati è sufficiente a evitare il pericolo. Le recenti vittime di infortuni mortali appartengono proprio a questa categoria.
«Le vittime delle ultime settimane – rileva Gobbi – erano persone esperte e con materiale idoneo ». Si tratta, in questi casi, di sciagurati incidenti non imputabili all’inesperienza. « Decessi che neppure una campagna più capillare avrebbe potuto evitare».
Il contributo
C’è però anche una buona notizia. Infatti, «nonostante negli ultimi due anni, complice la pandemia, siano aumentati gli escursionisti, il numero di incidenti non è cresciuto in maniera considerevole». È ipotizzabile, quindi, che i messaggi diffusi « abbiano avuto una certa efficacia », conclude Gobbi.
Le principali raccomandazioni degli esperti di «Montagne sicure» sono consultabili sul sito www.ti-ch/montagnesicure e sui canali social.
Da sapere
Le difficoltà principali degli escursionisti: i risultati del sondaggio
L’anno scorso, gli esperti di «Montagne sicure» hanno redatto un sondaggio con una trentina di domande per capire il livello di preparazione degli escursionisti. Gli intervistati hanno risposto all’uscita delle teleferiche e nei rifugi. Dai risultati è emerso che le persone interpellate hanno una buona conoscenza di base.
Tuttavia, spesso non hanno molta familiarità con i gradi di difficoltà dei sentieri di montagna, e questo potrebbe creare qualche problema. Oltre a ciò, il sondaggio ha evidenziato che l’escursionista medio non si rende conto della gravità delle conseguenze di un comportamento errato.
La Sezione Bellinzona e Valli del Club Alpino Svizzero (CAS), in collaborazione con il progetto “Montagne sicure” del Dipartimento delle istituzioni propone una giornata di informazione sulla sicurezza.
L’evento si terrà domani, sabato 16 luglio 2022, alla Capanna Piansecco in Val Bedretto (10.00-15.00) ed è rivolto a tutte le persone che si recano in montagna, in particolare a coloro la frequentano soltanto occasionalmente per escursioni o attività sportive.
È prevista la presenza di monitori qualificati pronti a suggerire utili consigli su temi prioritari (meteo, grado di difficoltà dei sentieri, segnaletica, comportamento in caso di allarme, applicazioni a supporto, …) e a rispondere ad eventuali domande.
La partecipazione è gratuita e senza iscrizione.
Per maggiori informazioni, chiamare direttamente in capanna: +41 (0)91 869 12 14
Norman Gobbi presenta la campagna di prevenzione e di sensibilizzazione dell’estate ‘22
“Montagne sicure” fa parte delle cinque campagne di prevenzione e sensibilizzazione pensate e gestite dal Dipartimento delle istituzioni per garantire più sicurezza alle e ai ticinesi e ai numerosi turisti che frequentano le nostre montagne, che trovano beneficio sui nostri laghi e fiumi o che percorrono le nostre strade. “Anche quest’anno le nostre montagne, che presentano percorsi allettanti per l’escursionista, saranno ben frequentate. Il caldo che ci ha accompagnato già durante il mese di giugno ci porta ad approfittare delle temperature più fresche che si registrano al di sopra dei mille metri. Ecco allora che le gite in montagna diventano frequenti. Un’attività che ha conosciuto una buona ripresa, anche come conseguenza della pandemia e quindi con la necessità di vacanze local invece che uscite esotiche. Fornire una capillare informazioni a tutti gli escursionisti, affinché la gita sia sempre un’esperienza di piacere, evitando il più possibile i pericoli, diventa indispensabile”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
“La campagna Montagne sicure – prosegue il Direttore del Dipartimento delle istituzioni – si avvale oggi di una fitta rete di collaborazioni. Si tratta di partner legati in un modo o nell’altro alla montagna. Penso per esempio alla Sezione ticinese del Soccorso alpino svizzero, alle Sezioni del Club Alpino Svizzero (CAS) e della Federazione alpinistica ticinese (FAT); oppure ancora alle capanne Ticino e al Gruppo ricerche e constatazioni (GRC) della Polizia cantonale. Ma vi sono altre collaborazioni. Tutto questo ci permette da un lato di identificare meglio i temi su cui puntare per rendere attenti gli escursionisti e dall’altro di amplificare – tramite queste collaborazioni – i messaggi di prevenzione. Si tratta per noi di rendere il nostro lavoro più efficace e più efficiente, ottimizzando le (poche) risorse finanziarie a disposizione”.
“Affinché la montagna sia sempre un piacere”, recita lo slogan principale della campagna. “E per raggiungere questo obiettivo – sottolinea il nostro interlocutore – quest’anno, in aggiunta ai tradizionali campi di intervento, l’attenzione è stata posta sulla segnaletica dei sentieri (e i differenti gradi di difficoltà), sulla problematica dei cani da protezione delle greggi, su quella delle vacche nutrici, ed è stato affrontato il tema della MTB (e delle E-Bike) in ragione del forte sviluppo di questo settore. Accanto all’abilità richiesta, in particolare, per la conduzione di biciclette elettriche (che rendono gli itinerari “più accessibili” non senza qualche controindicazione) è stato affrontato il tema del rispetto e della convivenza quando sul sentiero si incontrano gli escursionisti. L’impegno e l’entusiasmo di che segue queste campagne di prevenzione sono una sorta di garanzia per la riuscita del progetto. Per questo tengo a ringraziare tutti coloro che si mettono a disposizione per far sì che davvero la montagna sia sempre un piacere. Con un invito finale di buona estate sui nostri monti e montagne, ma sempre con quell’attenzione e quella prudenza che la montagna richiede a tutti noi, esperti o escursionisti della domenica”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Comunicato stampa
Anche durante questo inverno le previsioni ci dicono che le nostre montagne saranno ben frequentate dalla popolazione locale e dagli ospiti. Per questo motivo il Dipartimento delle istituzioni ripropone la campagna di prevenzione e sensibilizzazione invernale del progetto Montagne sicure. La priorità sarà data all’attività sul terreno, subordinatamente alle misure di prevenzione divulgate attraverso i canali di comunicazione del progetto e dei partner, che in numero sempre maggiore hanno aderito alla campagna, mettendo a disposizione le loro competenze settoriali a favore della sicurezza di chi frequenta la montagna.
Come già successo lo scorso anno, le limitazioni negli spostamenti imposte dalle norme di protezione Covid-19 hanno accresciuto l’interesse della popolazione locale e di quella delle regioni limitrofe verso il nostro territorio alpino, sia per la pratica dello sci, sia – soprattutto – per escursioni spesso con le ciaspole.
La campagna di prevenzione invernale assume quindi maggiore rilevanza, perché vuole sensibilizzare le persone che frequentano soltanto occasionalmente la montagna. L’obiettivo è quello di attenuare i rischi e gli incidenti, che a volte possono purtroppo avere esito letale.
Per una maggiore efficacia alla Commissione Montagne sicure presieduta da Alessandro Lava e composta da una decina di persone con competenze settoriali e di prevenzione è stata abbinata una Commissione tecnica invernale, formata da esperti che vivono e conoscono al meglio la montagna e quindi possono indicare tutti quei comportamenti da assumere nella pratica in sicurezza dello sport lungo le piste o “fuori pista”. In questo gruppo sono rappresentati i Club Alpini in Ticino, la Federazione Alpinistica Ticinese, il Soccorso alpino, il Gruppo Ricerche e Constatazioni della Polizia cantonale, il Gruppo valanghe cantonale, le capanne alpine e MeteoSvizzera.
Proprio la collaborazione diretta con e tra i principali partner presenti nel nostro Cantone consente alla campagna di sensibilizzazione e di prevenzione Montagne sicure di pilotare i messaggi più appropriati e di raggiungere un numero sempre più alto di persone.
La messa in rete di tutte queste collaborazione è stata un obiettivo voluto dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, al fine di rendere la campagna sempre più efficace ed efficiente. “Oggi Montagne sicure – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi – riesce a proporre un’azione coordinata, ottimizzando l’impegno dei numerosi attori presenti sul territorio che spesso operano su base volontaria con grandi competenze settoriali”.
Pianificare un’escursione
valutando tutti i rischi
Con il gruppo di specialisti la Commissione Montagne sicure ha elaborato una campagna che insiste sull’importanza di pianificare un’uscita, un’escursione o qualsiasi altra attività in montagna. Grazie alle conoscenze di Massimo Bognuda, rappresentante delle Guide alpine Ticino e a Mattia Soldati, coordinatore del Gruppo valanghe cantonale, la campagna lancia messaggi di sensibilizzazione che richiamano a una corretta valutazione dei rischi, legati alla meteo e alle valanghe. Un altro fattore importante da tenere sempre in considerazione è quello costituito dalle fonti da consultare prima di un’uscita. È inoltre sempre bene affidarsi a quelle ufficiali: i canali social talvolta contengono informazioni soggettive, imprecise e non attuali su una determinata escursione. In questo senso, si ricorda il sito internet www.montagnesicure.ch e la pagina Facebook Ticino sicuro, che informa pure sugli altri progetti di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni.
Sempre in un’ottica di prevenzione, il contributo del presidente del Soccorso alpino Ticino, Tiziano Schneidt, e quello di Stefano Mariani responsabile del Gruppo Ricerche e Constatazioni (GRC) della Polizia cantonale, si rileva determinante per i consigli nel caso di richiesta di soccorso per perdita dell’orientamento o infortuni, ma pure per conoscere dalla loro esperienza la tipologia di errori ricorrenti e lavorare così d’anticipo.
Infine un ruolo fondamentale lo rivestono pure le scuole svizzere di sci che contribuiscono a migliorare il livello tecnico (e di conseguenza la sicurezza personale) e i vari gremi degli sport invernali, all’interno dei quali, grazie alla collaborazione con Ticino Snowsports presieduto da Nedy Sbardella, saranno veicolati gli importanti messaggi di prevenzione del progetto. Si parla, solo per il Ticino, di circa 400 maestri e 8 scuole di sci. In questo contesto di formazione si inserisce pure l’attività impostata dal presidente della commissione e capo dell’Ufficio dello sport Alessandro Lava durante i corsi base di Gioventù e sport, rispettivamente durante i corsi di perfezionamento. Un lavoro importante che permetterà di sensibilizzare un folto numero di appassionati degli sport invernali, in particolare i giovani.
Le misure previste nelle prossime settimane inglobano in particolare l’attività sul terreno. Verrà pure riproposto, dopo il successo della versione estiva, un sondaggio per valutare le competenze delle persone che frequentano la montagna. Tale sondaggio permetterà soprattutto di dimensionare le priorità dei nuovi messaggi di sensibilizzazione da veicolare. La campagna si svilupperà prioritariamente sul terreno con alcune giornate di sensibilizzazione proposte in collaborazione con i partner di progetto (quasi una decina quelle pianificate che saranno comunicate a breve), senza però dimenticare l’utilizzo dei canali multimediali, la realizzazione di un libretto per una montagna vissuta in sicurezza e, più in generale, un’immagine coordinata che mira ad attirare l’attenzione sui temi principali: tra questi sicuramente lo sport fuori pista, la meteo, il bollettino valanghe, la segnaletica e l’orientamento, la corretta preparazione fisica e il giusto equipaggiamento.
Norman Gobbi ha presentato le campagne di prevenzioni Acque sicure e Montagne sicure
“Ogni morto in montagna, sulle strade, nei laghi o nei fiumi è un morto di troppo”. È un’affermazione che usa spesso il Consigliere di Stato Norman Gobbi per far capire l’importanza di avere sempre un comportamento corretto in tutte le situazioni, perché i rischi sono sempre dietro l’angolo. “In questo ambito, quindi, diventano determinanti le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione che ci richiamano e ci ricordano come non valga la pena correre rischi o sottovalutare i pericoli. Soprattutto nei momenti di svago, o quando si fanno attività sportive a contatto con la natura. Sono momenti piacevoli, di cui occorre beneficiare e non possono trasformarsi in tragedie”, sottolinea Norman Gobbi.
Le campagne di sensibilizzazione e di prevenzione sotto il cappello del Dipartimento delle istituzioni sono quattro. “Abbiamo creato una rete per informare e consigliare il cittadino a 360 gradi sui comportamenti da tenere (o da non tenere) sulle strade (con la campagna Strade sicure), lungo i corsi dei fiumi e sui laghi (Acque sicure), in montagna (Montagne sicure) e nella navigazione in rete (con l’ultima campagna attivata “Cyber sicuro”). Queste campagne cercano di essere il più possibile… comunicanti tra loro, così da ottimizzare i mezzi a disposizione, che non sono infiniti. L’intento è quello di fare sempre meglio a beneficio dei ticinesi e pure dei molti turisti che si godono la bellezza del nostro territorio. Per questo è molto importante la collaborazione in primis con Ticino Turismo, ma poi con una variegata serie di partner attivi sul territorio, che possono amplificare i messaggi di prevenzione”, afferma il consigliere di Stato Norman Gobbi.
Proprio venerdì avete presentato l’attività di questa stagione per le campagne “Acque sicure” e “Montagne sicure”. “In considerazione dell’avvio della stagione turistica e in concomitanza con la chiusura delle scuole, in montagna, sui laghi e lungo i fiumi ci sarà sempre più gente alla ricerca di refrigerio, di sano svago a contatto con il nostro splendido territorio. Momenti piacevoli, che non possono, come detto, trasformarsi in tragedie. Per questo occorre sempre tener conto di alcune semplici regole di comportamento. Con le nostre campagne cerchiamo di attirare l’attenzione su questi comportamenti. Quest’anno nell’ambito di Acque sicure, per esempio, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione ad hoc su portali di informazione dei Cantoni di Berna, Lucerna e Zurigo da cui provengono i principali fruitori dei fiumi Verzasca e Maggia. Andiamo a sensibilizzare potenziali turisti quando ancora sono a casa loro e intendono partire per il Ticino… “Acque sicure” ha creato un nuovo slogan, che ben sintetizza lo spirito della campagna: “La prudenza fa la differenza”. È questo anche l’invito che rivolgo a tutte le ticinesi, a tutti i ticinesi e ai turisti, per vivere un’’estate all’insegna del benessere, a contatto con la natura, per una ritrovata normalità, dopo parecchi mesi difficili”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.