Cultura forte, voci diverse: dodici i progetti vincitori del Bando Partecipazione Culturale

Cultura forte, voci diverse: dodici i progetti vincitori del Bando Partecipazione Culturale

Comunicato stampa

Prima edizione di successo per il Bando Partecipazione Culturale (BPC) 2025-2026 “Cultura forte. Progetti da voci diverse.”.
Ne danno notizia il Dipartimento delle istituzioni (DI) e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS).

Il Bando, dotato di 50’000.- franchi complessivi, è stato concepito per promuovere la partecipazione attiva alla vita culturale, valorizzando la pluralità di espressioni e identità presenti sul territorio cantonale. L’iniziativa sostiene progetti che favoriscono l’incontro, il dialogo e la coesione attraverso la cultura, promuovendo un’equa partecipazione delle persone con background migratorio.
Coordinato dal Servizio per l’integrazione degli stranieri del DI, dall’Ufficio del sostegno alla cultura e dall’Ufficio fondi Swisslos del DECS, il Bando si inserisce negli obiettivi strategici delle politiche di integrazione e delle politiche culturali, colmando una lacuna nel finanziamento di progetti all’intersezione tra cultura e integrazione. Con questa e le prossime edizioni si desidera evidenziare che una cultura forte è una cultura diversificata, partecipata e alimentata dalla pluralità di voci.
La prima edizione ha riscosso grande interesse: sono pervenute una quarantina di candidature, con proposte di elevata qualità e forte radicamento locale. Una Commissione di valutazione, composta da sette persone con numerose competenze ed esperienze negli ambiti della migrazione, della cultura e della partecipazione, ha selezionato 12 progetti vincitori.
Questi saranno presentati al pubblico sabato 20 settembre, a partire dalle 16:00, in occasione della Festa dei popoli organizzata dalla Città di Locarno. Dopo una breve introduzione sul Bando Partecipazione Culturale e i saluti istituzionali della Consigliera di Stato e direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti e della Municipale e capa del Dicastero Socialità, Giovani e Cultura della Città di Locarno Nancy Lunghi, è prevista una tavola rotonda dedicata al tema della partecipazione culturale e delle sue implicazioni. La giornalista Barbara Camplani (RSI) dialogherà con Nora Bardelli, dottoressa in antropologia delle migrazioni e direttrice amministrativa del nccr-on the move, il Polo di Ricerca Nazionale per gli studi sulla migrazione e la mobilità basato all’università di Neuchâtel; Lisa Pedicino, manager culturale e co-direttrice dell’Istituto Nuova Svizzera (INES); Rasit Sadiki, docente alla Scuola specializzata per le professioni sanitarie e sociali, membro della Commissione di valutazione del Bando e dell’Associazione Rom in Ticino.
Seguirà, alle 17:00, la premiazione dei 12 progetti selezionati, presentati attraverso reel realizzati in collaborazione con il Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD) del DECS. L’appuntamento si concluderà con un breve sguardo all’edizione 2026-2027 del Bando e sarà seguito da un rinfresco.
L’evento si svolgerà nell’Aula magna dell’Alta scuola pedagogica del Dipartimento formazione e apprendimento (DFA/ASP) della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).
Per partecipare alla premiazione dei progetti selezionati nell’ambito della prima edizione del Bando Partecipazione Culturale, è necessario iscriversi entro mercoledì 17 settembre 2025 tramite il seguente link: https://www4.ti.ch/di/integrazione-degli-stranieri/home/iscrizioni.

“Questione di parole”. Settimana contro il razzismo 2025  

“Questione di parole”. Settimana contro il razzismo 2025  

Comunicato stampa

Dal 21 al 30 marzo 2025 si terrà la Settimana contro il razzismo dal titolo “Questione di parole”. L’obiettivo è riflettere sul ruolo del linguaggio nel razzismo, comprendendone il significato e soprattutto l’impatto, per favorire un uso più consapevole e inclusivo delle parole. Il programma propone 25 eventi di sensibilizzazione del pubblico, resi possibili grazie alla collaborazione tra il Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni e 36 tra enti, associazioni, comuni e scuole, con il supporto di librerie, biblioteche e RSI EDU.

La SCR 2025 si concentra sul tema “le parole del razzismo”. Le parole hanno un peso: possono descrivere, identificare, ferire o dare forza, a seconda del contesto, di chi le usa e di chi le ascolta. Sono anche uno dei principali strumenti di discriminazione. Secondo il monitoraggio SLR “Razzismo in cifre”, il razzismo verbale – ingiurie, minacce e discorsi d’odio – è la forma più diffusa di razzismo. Questo dato è confermato anche dalle cifre fornite dai vari consultori cantonali e dal rapporto annuale 2023 della Rete di consulenza per le vittime del razzismo. Riflettere sul linguaggio significa quindi affrontare il razzismo alla radice, partendo da uno degli elementi fondamentali: l’uso o l’abuso di parole. 

25 occasioni per riflettere sul peso delle parole
La SCR 2025 propone 25 appuntamenti per riflettere sull’impatto delle parole nel razzismo. Nel programma sono proposti eventi per tutte le età e sparsi sul territorio cantonale: workshop e conferenze con ospiti d’eccezione, esposizioni, letture di testi da parte di studenti e studentesse, testimonianze, spettacoli teatrali ed eventi rap, momenti ludici, escape room e molto altro. L’obiettivo è offrire alla popolazione diverse modalità per approcciarsi alla tematica del razzismo, rendendo il messaggio accessibile e coinvolgente. Il programma di quest’anno si arricchisce grazie alla collaborazione di comuni, associazioni, istituti scolastici ed enti attivi sul territorio, che contribuiscono a diffondere in modo trasversale e capillare un importante messaggio di sensibilizzazione.  
Tra gli appuntamenti spicca l’evento inaugurale di venerdì 21 marzo alle ore 18.30, promosso dal Servizio per l’integrazione degli stranieri in collaborazione con la Biblioteca Cantonale di Bellinzona. La conferenza vedrà la partecipazione di Paolo Nitti e Nogaye Ndiaye, che approfondiranno il legame tra parole e razzismo, analizzando fenomeni come l’odio digitale e il razzismo inconsapevole. 

Collaborazioni strategiche per ampliare la sensibilizzazione
Considerata l’affinità con il tema di questa edizione, diverse biblioteche e librerie del Cantone parteciperanno esponendo nelle loro vetrine, dal 21 al 30 marzo, una selezione di libri sul razzismo. RSI EDU con una raccolta di video tematici disponibili su una pagina dedicata, offre inoltre un prezioso strumento didattico per docenti e scuole, fruibile anche nei prossimi mesi.  
Infine, la mostra “Noi e gli Altri – Dai pregiudizi al razzismo” sarà presente a Palazzo delle Orsoline durante la SCR 2025, per permettere alle collaboratrici e ai collaboratori dell’Amministrazione cantonale e alle deputate e ai deputati del Gran Consiglio di approfondire la tematica in un’ottica di apertura istituzionale. 
Un’edizione partecipata con il sostegno della Confederazione e di Swisslos
Forte del successo degli scorsi anni, anche per l’edizione 2025 della SCR è stata rinnovata la modalità di partecipazione collaborativa, arricchita da nuove partnership. Un incontro di coordinamento ad agosto 2024 ha permesso di presentare il tema, così come di favorire e sviluppare sinergie tra enti, scuole e associazioni.  
L’edizione 2025 della SCR è ulteriormente valorizzata dal sostegno del Servizio per la lotta al razzismo della Confederazione e dalla nuova collaborazione con Swisslos, segnando continuità e al tempo stesso un ampliamento della presente edizione.

Tavola rotonda “Rompere il soffitto di cristallo …”

Tavola rotonda “Rompere il soffitto di cristallo …”

Comunicato stampa

Sabato 23 settembre 2023 alle ore 14.30 avrà luogo a Locarno una tavola rotonda dal titolo “Rompere il soffitto di cristallo: fattori di successo delle carriere di cittadine e cittadini con origini migratorie” promossa dal Servizio per l’integrazione degli stranieri (SIS) del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Città di Locarno. Parteciperanno il prof. Gianni D’Amato, Direttore del Forum svizzero per gli studi sulla migrazione e sulla popolazione dell’Università di Neuchâtel, Marguerite Ndiaye Broggini, consigliera comunale, Melark Jabro, giovane auto-imprenditore, e Michela Trisconi, Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri. La discussione sarà moderata da Francesca Torrani, giornalista RSI.

Attraverso la Tavola rotonda, il Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni intende aprire uno spazio di dialogo e approfondimento sul tema della partecipazione alle sfere politiche ed economiche da parte di cittadine e cittadini con background migratorio. Partendo dai risultati di una ricerca nazionale, con un’appendice anche internazionale, presentati in anteprima dal prof. D’Amato, verranno affrontate le modalità e il livello di partecipazione degli immigrati nella vita sociale, economica e politica attraverso due testimoni, Marguerite Ndiaye Broggini e Jabro Melark, che porteranno la propria esperienza di successo nel nostro Cantone, contestualizzandola attraverso le misure di integrazione degli stranieri implementate nel Programma d’integrazione cantonale (PIC). La presenza di questi ospiti permetterà dunque di approfondire la tematica sia a livello teorico che pratico, passando dal contesto nazionale alla nostra realtà locale.  

Una tematica di interesse sociale e istituzionale
La partecipazione civica e politica di persone con varie esperienze e background è un elemento importante all’interno della nostra democrazia. Esplorare i fattori che favoriscono e quelli che ostacolano la partecipazione in varie sfere sociali ed economiche è d’interesse per la società tutta. La tavola rotonda permetterà dunque di riflettere alle misure di supporto sul piano strutturale ed istituzionale che bisognerebbe implementare per rafforzare il potenziale in ambito formativo e occupazionale di cittadine e cittadini di origine migratoria, così come per prevenire le discriminazioni, tutti elementi compresi all’interno del Programma d’integrazione cantonale (PIC) che il Servizio per l’integrazione degli stranieri è chiamato ad attuare.   La Tavola rotonda presso il Palazzo Marcacci, si inserisce nell’ambito della Festa dei Popoli che si svolgerà dalle ore 14.00 nella cornice di Piazza Grande a Locarno con il saluto delle autorità comunali, e da parte di Omar Gianora, presidente della Commissione cantonale per l’integrazione stranieri, e vedrà la partecipazione di enti, associazioni e comunità straniere attive a favore della diversità, dell’integrazione e della coesione sociale.  

Il progetto “Repchance-Svizzera” in breve
“Repchance-Svizzera è un progetto avviato nel 2023 dal Forum svizzero per gli studi sulla migrazione e la popolazione dell’Università di Neuchâtel in collaborazione con altre università europee. Mira ad identificare i fattori che influenzano i percorsi e le carriere politiche di successo di cittadine e cittadini svizzeri con background migratorio. L’analisi prende in considerazione persone con background migratorio che hanno ricoperto un mandato politico nel periodo tra il 2012 e il 2022 a livello federale, cantonale e comunale (in questi ultimi due casi per i cantoni di Zurigo, Vaud, Grigioni e Basilea Città). In un’ottica comparativa, la ricerca si concentra altresì su condizioni e fattori che permettono un accesso ad altri settori della società, attraverso lo svolgimento di interviste con persone di origini migratorie occupanti posizioni chiave nelle organizzazioni della società civile, nelle imprese e nell’amministrazione pubblica.  

Link
Progetto “Repchance-Svizzera”: https://www.unine.ch/sfm/fr/home/recherche/repchance.html

Uniti contro la discriminazione

Uniti contro la discriminazione

Comunicato stampa

Dal 10 al 16 maggio 2021 si terrà la Settimana cantonale di azione contro il razzismo. Il Servizio per l’integrazione degli stranieri (SIS) del Dipartimento delle istituzioni intende promuovere il tema della diversità per combattere la tentazione del rifiuto e della discriminazione.

La collaborazione fra Confederazione, Cantoni e Comuni è essenziale per garantire delle efficienti politiche contro la discriminazione. Il razzismo rimane il maggior ostacolo all’integrazione.
L’edizione 2021 della Settimana cantonale di azione contro il razzismo e la discriminazione è coordinata dal Servizio per l’integrazione degli stranieri ed è organizzata da OtherMovie Lugano Film Festival (ricordiamo che lo scorso anno la “Settimana” era stata annullata a seguito delle limitazioni sanitarie).
La manifestazione prevede due film che trattano la tematica da due angolazioni e percezioni diverse: 

  • Sami Blood, 2016, di Amanda Kernell
  • La città senza notte, 2015, di Alessandra Pascetta  

Le pellicole sono fruibili gratuitamente e liberamente dal 10 al 16 maggio sulla homepage www.luxreplay.ch
L’evento sarà preceduto da una tavola rotonda lunedì 10 maggio alle ore 20.30 (da seguire in diretta su Facebook OtherMovie Lugano Film Festival, oppure via Zoom, previa iscrizione inviando una mail a info@othermovie.ch), con diversi invitati. È prevista la partecipazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni.  

La locandina e il relativo programma sono scaricabili dal sito del Servizio cantonale per l’integrazione degli stranieri.  

https://www4.ti.ch/di/integrazione-degli-stranieri/home/

(Foto: locandina del film Sami Blood)

Giornata cantonale dell’integrazione

Giornata cantonale dell’integrazione

Comunicato stampa

Nel fine settimana, sabato 12 ottobre, si è tenuta a Bellinzona la Giornata cantonale dell’integrazione, un evento annuale promosso dal Dipartimento delle istituzioni, in particolare dal Servizio per l’integrazione degli stranieri, quest’anno in collaborazione con l’Ufficio dello sport del DECS.

La Giornata cantonale dell’integrazione si è incentrata su un’attività all’aperto per rafforzare l’interazione tra le persone, abbinando la conoscenza del territorio all’attività sportiva.
L’appuntamento – che ha radunato circa duecento persone e ha visto la partecipazione del presidente della Commissione cantonale degli stranieri Omar Gianora e del sindaco di Bellinzona Mario Branda – ha permesso alla popolazione ticinese e alle comunità di trascorrere assieme un piacevole pomeriggio, inizialmente partecipando a una camminata d’orientamento in Città e poi a una merenda nel villaggio realizzato al Centro Gioventù + Sport. Uno spazio animato dalle comunità anche con proposte culinarie e con animazioni folkloristiche, da operatori del settore e da alcune Federazioni sportive. In mattinata si era invece approfittato del mercato cittadino per far conoscere le motivazioni e gli obiettivi della Giornata cantonale. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita di questa manifestazione.

Fra accoglienza e polemica

Fra accoglienza e polemica

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 11 ottobre 2019 de La Regione

Domani è la Giornata cantonale dell’integrazione, sotto l’egida del Dipartimento istituzioni

Per Norman Gobbi non ci sono contraddizioni fra il suo ruolo istituzionale e la posizione leghista sull’immigrazione: ‘Discussioni all’italiana’
L’integrazione, in fondo, è anche una questione di orientamento: trovare convergenze, parlarsi, superare le distanze. Ecco allora che ‘Orientiamoci insieme’ è un gran bel nome, per la Giornata cantonale d’integrazione che si terrà domani a Bellinzona, sotto l’egida del Dipartimento delle istituzioni (Di). Un pomeriggio dedicato a tutta la popolazione, che inizierà alle 14 con una camminata d’orientamento in otto tappe: un paio d’ore abbondanti per incontrarsi e trovare insieme una direzione (si parte e si torna al Centro Gioventù e Sport; iscrivetevi su www.ti.ch/giornata-integrazione o annunciatevi sul posto). Poi alle 16.30 ci saranno la merenda, lo svago e le attività informative.

Ne approfittiamo per parlare di integrazione a tutto campo col direttore del Di Norman Gobbi, che ‘mette la faccia’ su un ampio piano quadriennale da 12 milioni di franchi, il che a qualche leghista potrebbe anche far storcere il naso.

Gobbi, la giornata si apre alla popolazione. Quali risultati si attende da questa iniziativa?
Come l’anno scorso a Mendrisio, invece di parlare di grandi teorie vogliamo valorizzare il lavoro concreto fatto nei Comuni, visto che sono i più vicini alla realtà dell’integrazione. E lo sport è uno degli ambiti che facilita meglio l’integrazione.

La giornata rientra nel quadro di un programma quadriennale molto ambizioso (vedi accanto). Quali sono i punti di forza della sua applicazione in Ticino?
Sostanzialmente quello di fare le cose normalmente: la politica d’integrazione passa attraverso percorsi consolidati, come i pilastri legati a scuola e mondo del lavoro, dove l’integrazione avviene quasi naturalmente. Succedeva in passato con chi arrivava dall’Italia e poi dalla Jugoslavia, con qualche difficoltà in più perché comunque le distanze culturali aumentavano. A maggior ragione richiede uno sforzo l’integrazione della migrazione da Asia e Africa.

In questo quadro si è istituito anche il corso di Specialista della migrazione. Il suo compagno di partito Lorenzo Quadri si è subito chiesto se questa formazione non ‘incoraggi l’industria dell’asilo.’ Cosa risponde?
Diciamo che non sono convinto neanch’io. Il corso è promosso dal Decs ed è rivolto soprattutto a chi opera nei comuni. Quanto all’industria dell’asilo: c’è già, se penso a quante risorse vi sono impiegate a livello federale. Risorse della collettività che inevitabilmente vengono sottratte ad altri ambiti. La politica d’integrazione invece mira a garantire che chi ha un permesso di soggiorno venga appunto integrato, per evitare quello che avviene in certi paesi vicini: ghettizzazione, scollamento da valori come la democrazia e il rispetto dell’altro sesso.

‘Industria dell’asilo,’ ‘migranti con lo smartphone,’ ‘delinquenti stranieri…’ La comunicazione di molti suoi sodali e del ‘Mattino’ non pare incoraggiare uno degli obiettivi prioritari del progetto: la ‘promozione di un atteggiamento di reciproca attenzione e tolleranza nella popolazione.’
D’altra parte c’è chi parla di frontiere aperte, che è altrettanto aberrante. Comunque il sottoscritto ha portato la politica d’integrazione fuori da quella partitica, lei non faccia l’errore di rimettercela. Ricordo che semmai fu in passato che si verificarono abusi in questo senso. Il sottoscritto, nel bene e nel male, porta avanti una politica d’integrazione che è svincolata da visioni di parte e risponde alle deleghe istituzionali. Ho le mie opinioni, ma quando qualcuno ha diritto di rimanere dev’essere integrato. Poi è vero che la politica d’integrazione non è fine a se stessa: dobbiamo raggiungere determinati obiettivi; per esempio, è opportuno che chi è disoccupato e beneficia di aiuto statale faccia dei passi per inserirsi nel mondo del lavoro.

Insisto: il direttore di un dipartimento ha un ruolo politico, non è un funzionario. E lei è anche uno dei maggiori rappresentanti della Lega. Non può sfuggirmi la contraddizione fra politica d’integrazione e polemiche anti-immigrati.
Appunto. Giudichi la mia politica invece di fare queste discussioni all’italiana.

L’integrazione è anche quella di chi viene da più vicino: ad esempio i residenti europei. Una recente mozione denuncia ‘decine di casi di persone che ricevono continuamente visite di ausiliari di polizia e di impiegati comunali il mattino presto per verificare che cos’hanno nel frigorifero e quale biancheria hanno nei loro armadi,’ per verificarne la residenza. Lo ritiene giusto?
È una misura dettata dalla legge federale, e spetta poi alla polizia verificare l’effettiva residenza. Risponderemo in questo senso alla mozione, nei tempi dovuti.

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Piano ambizioso da 12 milioni

‘Orientiamoci insieme’ – l’evento promosso domani dal Dipartimento delle istituzioni insieme a quello dell’Educazione, della cultura e dello sport – è anche il simbolo di una strategia più ampia. La camminata d’orientamento a Bellinzona s’incastona infatti nel programma d’integrazione 2018-2021. Un piano da 12 milioni di franchi, suddivisi equamente fra la Confederazione, da una parte, e il Cantone e i Comuni dall’altra. Il piano si muove lungo molteplici direttrici, e comprende l’informazione e la consulenza a chi è appena arrivato, ma anche quei corsi di lingue fondamentali per trovare un lavoro e adempiere ai requisiti su permessi e naturalizzazioni.
Poi ci sono la formazione e l’avvio al lavoro, con i pretirocini d’integrazione seguiti quest’anno da una cinquantina di giovani adulti e un centinaio di adolescenti: «Un modo per colmare lacune nelle competenze sociali e formative, e aiutare i giovani a trovare la strada più adatta nel mondo del lavoro», spiega il Delegato cantonale per l’integrazione Attilio Cometta; «è l’obiettivo più sfidante e impegnativo, ma anche il più importante» in una realtà dove la disoccupazione fra gli stranieri è quasi doppia rispetto a quella degli svizzeri. «Nuovo e prioritario» – prosegue il Delegato – è anche «il sostegno alla prima infanzia, sia per i bambini che provengono dall’estero che per quelli nati qui da genitori immigrati di recente». Uno sforzo strategico di socializzazione precoce, «a partire già dai progetti di inserimento mamma-bambino e negli asili nido, in vista di una migliore integrazione nella scuola dell’infanzia».
Ché chi ben comincia è a metà dell’opera.
Il programma persegue anche la tutela dalle discriminazioni, in particolare attraverso il Centro ascolto razzismo e discriminazione (Cardis), che offre supporto a vittime e testimoni di atti razzisti. Chi ne ha bisogno può contattare il numero gratuito 0800 194 800 o scrivere a cardis@discriminazione.ch. Infine ci sono i servizi di interpretariato e mediazione interculturale. Progetti ai quali possono accedere tutti, anche chi è in attesa di permesso; se ne viene esclusi nel caso in cui il soggiorno sia stato definitivamente negato.  Infine, appunto, c’è l’obiettivo del ‘vivere assieme’ che soffia su questo sabato bellinzonese. E che forse è più intangibile, ma è il traguardo finale di ogni sforzo e di ogni investimento. Con l’auspicio che la popolazione, straniera e no, sia pronta a orientarsi insieme e accolga l’invito.