Sezione della circolazione: work in progress!

Sezione della circolazione: work in progress!

Dal Mattino della domenica | Norman Gobbi spiega i prossimi passi della ristrutturazione

Quando gli ingranaggi di una macchina sono rotti, o “girano” male, vanno oliati. Lo stesso possiamo pensare per la “macchina dello Stato”. Anche in questo caso laddove è necessario bisogna agire. Ed è quello che un leghista in Governo deve assolutamente impegnarsi a fare: non restare con le mani in mano quando si può migliorare il servizio a un cittadino.

La fanteria dello Stato
È quello che mi sono sempre impegnato a fare, soprattutto da quando ho l’incarico di Consigliere di Stato. Tra le varie rettifiche e “riparazioni”, c’è anche quella per i servizi della Sezione della circolazione. Questa sezione del mio Dipartimento – ma come in fondo tutto il Dipartimento – è al fronte nel rapporto con i cittadini, ed è per questo che il suo funzionamento tocca profondamente la sensibilità di ognuno di noi. Conscio di tutto ciò, ho voluto lavorare su meno burocrazia e su un ammodernamento dei servizi, in un ambito che più che mai sta subendo una forte trasformazione tecnologica.

La riorganizzazione della Sezione
Ma cosa è stato fatto fino ad ora a Camorino? Qualcuno di voi forse se ne sarà già accorto, avendo avuto a che fare con gli uffici della sezione. Quello che è importante ricordare è che siamo “work in progress”, ovvero ci stiamo lavorando, e perciò potreste trovare durante la vostra visita qualche “cantiere”. Vi chiedo di pazientare, poiché tutto funzionerà al meglio quando la ristrutturazione sarà terminata. Nel frattempo, alcune migliorie sono già state messe in atto.

Innanzitutto, gli orari dei principali servizi sono già stati modificati, rendendoli aperti ininterrottamente, quindi anche sul mezzogiorno, permettendo una maggiore flessibilità e libertà. Le sessioni giornaliere di esami teorici sono state riorganizzate, e non è più necessario prendere un appuntamento per parteciparvi. Anche le modalità di collaudo sono in corso di adeguamento per permettere un utilizzo più efficiente degli spazi, evitando che si creino momenti vuoti dati dalla mancata occupazione, dalla disdetta a breve o dalla mancata presentatore di chi avrebbe avuto un appuntamento per il collaudo. Inoltre, si potrà terminare il collaudo direttamente all’interno dei capannoni, senza doversi recare negli uffici per eventuali documenti.

Per finire, proprio lo scorso mese ho firmato una convenzione che avvia una nuova collaborazione tra il mio Dipartimento e l’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA). Grazie a questa firma, dal 2018 i detentori di veicoli che non superano un collaudo a causa di difetti lievi potranno effettuare le riparazioni in un garage certificato, senza ripetere la procedura di verifica a Camorino o alla sede del TCS. In questo modo la procedura sarà più rapida e semplice.

Semplificato il rapporto Stato-Cittadino
Questi sono solo alcuni esempi delle modifiche che con il mio Dipartimento stiamo apportando alla Sezione della circolazione, che hanno già portato a un miglioramento del servizio e a un aumento della capacità di collaudo, ma che offriranno il massimo delle loro potenzialità quando tutti gli interventi saranno ultimati.

La riorganizzazione della Sezione della circolazione è questo: ottimizzare le risorse, migliorando il servizio ai ticinesi. Da anni con il mio Dipartimento c’impegniamo costantemente e dedichiamo molte energie alla semplificazione del rapporto tra Cittadino e Stato, e lo facciamo perché siamo certi che questo sia uno dei compiti principali di chi governa. A favore di uno Stato più efficiente ed efficace!

Norman Gobbi,
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Il seminario della Regione Territoriale 3: un occhio al passato

Il seminario della Regione Territoriale 3: un occhio al passato

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Il Dipartimento delle istituzioni informa che negli scorsi giorni la Leventina ha ospitato il tradizionale seminario della Regione Territoriale 3 che, oltre al Comando militare, ha visto impegnati il Consigliere di Stato Norman Gobbi e i suoi colleghi responsabili degli affari militari degli altri 4 Cantoni coinvolti, i Comandanti delle Polizie cantonali e i capi delle Sezioni del militare e della protezione della popolazione dei 5 Cantoni che compongono l’unità militare (Grigioni, Svitto, Ticino, Uri, Zugo). L’incontro mirava ad allineare le strategie nell’ambito della sicurezza e di rafforzare i legami tra l’autorità militare e quelle politiche.

Il Canton Ticino ha avuto quest’anno l’onore di ospitare il seminario della Regione Territoriale 3, diretto dal suo Comandante, il divisionario Lucas Caduff; a fare da cornice è stata la regione delle Leventina. L’importante evento istituzionale ha suscitato piena soddisfazione in tutti i partecipanti e raggiunto gli obiettivi, gettando le basi per un’entrata allineata delle autorità militari e civili nel progetto Ulteriore sviluppo dell’Esercito.

Nella serata di mercoledì 20 settembre, i partecipanti hanno visitato la Scuola reclute sanitaria 42 di Airolo dove il Comandante, tenente colonnello SMG Daniele Mayerhofer, ha presentato la struttura e le sfide future; gli ospiti hanno poi assistito a una esercitazione nella quale i militi hanno dimostrato le proprie capacità e quelle dei mezzi a disposizione. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha da parte sua ricordato le importanti ricadute che la presenza di tre Scuole reclute – Airolo, Monte Ceneri e Isone – genera sul territorio ticinese.

Nella seconda giornata il seminario è proseguito nella storica struttura del Dazio Grande di Rodi-Fiesso, per la parte dedicata alle discussioni politiche. Nella mattinata, dopo una breve retrospettiva e prospettiva da parte del divisionario Lucas Caduff, si sono alternati tre referenti di spicco. In un primo momento il comandante di corpo Daniel Baumgartner ha esposto l’importante passaggio dal Comando forze terrestri al Comando istruzione, che avverrà con il progetto Ulteriore sviluppo dell’Esercito. Ha poi preso la parola il comandante di corpo Aldo Schellenberg, attuale capo delle Forze aeree e sostituto del capo dell’Esercito, che ha presentato un ulteriore cambiamento previsto con il passaggio dal comando Stato maggiore di condotta dell’esercito (SMCOEs) al Comando operazioni. In conclusione, il colonnello SMG Gérarld Vernez si è soffermato su un tema di attualità: i rischi legati al mondo informatico e le modalità che l’Esercito ha individuato per contrastare le cyber-minacce.

Discorso pronunciato alla Giornata cantonale dell’integrazione

Discorso pronunciato alla Giornata cantonale dell’integrazione

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della Giornata cantonale dell’integrazione | (fa stato il discorso orale)

Egregi signori,
Gentili signore,

Vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per aver accolto l’invito da parte del Delegato per l’integrazione a partecipare a questo momento di discussione sul tema della migrazione e dell’integrazione nel contesto ticinese.

Un tema quello dell’integrazione che si è fatto sentire sempre più importante, alla luce di un flusso migratorio che è cresciuto negli ultimi anni e che ha toccato anche la nostra realtà da vicino, e a fatti che hanno purtroppo colpito Paesi a noi vicini. Una riflessione su questo tema, ma anche delle azioni mirate all’integrazione, si fanno quindi sempre più necessari.

L’integrazione è in effetti essenziale nella lotta contro la radicalizzazione, e può contribuire a evitare che certi scenari che vediamo in altre zone dell’Europa si palesino anche alle nostre latitudini. Anche nel nostro Cantone siamo stati toccati da episodi nei quali persone che hanno vissuto o transitato sul nostro territorio, persone che a detta di molti erano ben inseriti nella nostra società, sono stati denunciati per le loro tendenze estremiste. Questi casi sono a mio avviso esemplari di come non sia sufficiente nascere e crescere in un Paese per essere ben integrati, e che sia necessario in ogni caso un importante lavoro su questo fronte, con il quale trasmettere ai nuovi arrivati la cultura e i valori sui quali si basa la nostra società.

Quest’anno termina il primo Programma d’integrazione cantonale quadriennale, promosso in maniera congiunta da Confederazione e Cantoni, con il quale si sono voluti perseguire tre obiettivi principali:

-rafforzare la coesione sociale sulla base dei valori sanciti dalla Costituzione federale;

-promuovere un atteggiamento di reciproca attenzione e tolleranza nella popolazione residente autoctona e straniera;

-garantire pari opportunità di partecipazione degli stranieri alla vita economica, sociale e culturale della Svizzera.

Il lavoro svolto fino ad ora dal nostro Servizio per l’integrazione degli stranieri ha permesso di concretizzare questi obiettivi generali in oltre novanta progetti promossi da enti, associazioni, organizzazioni, comunità di stranieri e strutture ordinarie.

È attualmente in consultazione in Governo il nuovo Piano d’integrazione cantonale, che si estenderà dall’anno prossimo fino al 2021, e che per la prima volta sarebbe interamente allestito e coordinato da tre Dipartimenti, con DSS e DECS, oltre a quello che dirigo. Uno dei punti fondamentali sul quale ci vorremmo concentrare in questo nuovo piano è un maggiore e migliore coinvolgimento dei Comuni, che sono il punto di contatto più vicino per la popolazione straniera con le istituzioni, e che quindi rivestono un ruolo centrale nel processo d’integrazione residenti sul nostro territorio. È importante quindi che i Comuni assumano un ruolo attivo nella prima informazione agli stranieri e nell’integrazione sociale. In particolar modo sarà necessario rivolgere una particolare attenzione alle persone con passato migratorio in ambito di asilo, per le quali le competenze sociali, la conoscenza della lingua e la formazione professionale sono da considerarsi prioritarie.

Come Cantone stiamo quindi lavorando per una sempre maggiore integrazione della popolazione straniera sul nostro territorio, per poter garantire un’adeguata coesione sociale. In questo modo sono certo che potremo scongiurare la possibilità che si creino delle pericolose società parallele, nelle quali si potrebbero istaurare delle ideologie estremiste, e impegnarci quindi a favore di una maggiore sicurezza per tutta la popolazione in Ticino.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Piano cantonale delle aggregazioni: visione e concretezza condivise

Piano cantonale delle aggregazioni: visione e concretezza condivise

Da Gestione & Servizi Pubblici (editore Sacchi) |

Nel corso del mese di giugno di quest’anno il Consiglio di Stato ha dato formalmente avvio alla seconda fase del Piano cantonale delle aggregazioni. Il progetto che traccia le linee guida per ridisegnare la geografia locale del Canton Ticino. Le istituzioni non possono restare immobili in una società in continua evoluzione, con esigenze che necessitano dall’ente pubblico servizi e partnership non solo efficaci, ma anche efficienti.

Dopo anni di consolidamenti istituzionali spontanei, il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) – su richiesta del Parlamento tramite modifica della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni – propone la visione cantonale sul futuro dei Comuni ticinesi. Non si tratta di una cartina arbitraria e calata dall’alto, ma di un approfondito lavoro di analisi a più livelli, che include il punto di vista dei molti attori che vivono da vicino il nostro territorio.

La prima fase del PCA si è concentrata sulla valutazione complessiva della politica aggregativa sin qui condotta, definendo il ruolo che il Comune riveste attualmente e che giocherà in futuro. In buona sostanza, l’ente locale è chiamato innanzitutto ad assicurare un determinato standard di servizi, ma dovrà esser sempre più motore di sviluppo e partner dinamico di progetti. Sulla base di questa impostazione e delle relazioni intercomunali attuali, sono stati individuati i potenziali scenari di aggregativi. Questa prima fase è già stata oggetto di una larga consultazione, dove Comuni, partiti, associazioni ed enti hanno potuto esprimersi liberamente.

Sulla scorta degli interessanti e costruttivi input ricevuti – come si dice, “dal basso” – la cartina è stata affinata e conta 27 Comuni, anziché i 23 inizialmente previsti. Di questi, oggi, già 8 ricalcano gli scenari previsti e 2 corrispondono quasi integralmente all’obiettivo cantonale. Un progetto capace di cesellare il necessario compromesso fra l’esigenza di prossimità e una dimensione amministrativa nella misura di erogare servizi di qualità e di promuovere progetti d’investimento d’interesse regionale.

La seconda fase si concentra invece sugli strumenti per concretizzare il PCA. Per i Comuni che determinano ancora una frammentazione istituzionale poco ottimale, occorrono regole affinché il processo aggregativo si sviluppi con coerenza ed entro un ragionevole lasso di tempo. Inoltre, assume una particolare importanza il coordinamento della riforma istituzionale con la riforma Ticino 2020, che intende riordinare flussi e competenze fra Cantone e Comuni: il chiarimento dei rapporti fra i due livelli istituzionali non può più fare riferimento a un “comune minimo”, ma necessita entità solide, operative e intraprendenti.
Oltre ciò sono stati anche previsti incentivi finanziari a sostegno dei Comuni, attraverso l’istituzione di crediti quadro la cui durata si estende fino a 6 anni dall’adozione del PCA da parte del Parlamento. Nello specifico, per i nuovi Comuni vi saranno un contributo alle spese di riorganizzazione amministrativa – aspetto essenziale per strutturare un’amministrazione locale ottimale – e un contributo agli investimenti di sviluppo capaci di stimolare il tessuto socioeconomico del nuovo Comune e della sua regione.

La scorsa fine di giugno ha preso dunque avvio una nuova tornata consultiva affinché i Municipi, i partiti rappresentati in Gran Consiglio e le associazioni di Comuni possano tornare a esprimersi su quanto proposto nella seconda fase del progetto. Questo a conferma di un approccio partecipativo, dove il futuro non viene di certo calato dall’alto.

Vero, in alcuni scenari – penso in particolare al Locarnese e al Luganese – una visione unanime e condivisa non è stata possibile da raggiungere, anche fra gli attori locali stessi. Ma la politica non può adagiarsi sugli stalli e nemmeno bloccarsi a oltranza. Il PCA costituisce un cantiere ambizioso? Certo, ma lungimirante – come la politica deve essere – e dove le proposte condensano un ragionevole equilibrio fra aspirazioni locali, esigenza di prossimità e una visione regionale coerente e dinamica.

Norman Gobbi,
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Bignasca: «Lascio a breve» Si apre la corsa al successore

Bignasca: «Lascio a breve» Si apre la corsa al successore

Dal Giornale del Popolo | Borradori: «La persona giusta è Norman» – Gobbi: «Ne parleremo»

Il coordinatore ci ha confermato la volontà di lasciare alla fine di ottobre. Il sindaco di Lugano lancia la volata al consigliere di Stato.

Ce lo aveva detto già nel mese di maggio e ce lo ha confermato mercoledì. Attilio Bignasca è intenzionato a lasciare la conduzione della Lega dei ticinesi. E lo farà dopo il suo compleanno (che è il 1. novembre). «Ormai compio 74 anni e non ho più la forza di coordinare un movimento come la Lega. Me ne accorgo ogni volta che devo fare una riunione importante, poi mi ci vuole molto tempo per recuperare. Sono stanco e come ho detto nei mesi scorsi, a fine ottobre, lascerò».

Parole che, tuttavia, sembrano finire nel vuoto e che non hanno ancora scosso gli animi degli altri responsabili del movimento di via Monte Boglia, se non qualche mezza frase del tipo: «Lo ha già detto tante volte, ma alla fine resta sempre». Eppure, questa volta, sembra proprio fare sul serio.

E allora vediamo come reagiscono alcuni esponenti di spicco della Lega a cominciare dal sindaco di Lugano Marco Borradori. «Fin dall’inizio Attilio aveva dichiarato che non avrebbe fatto il coordinatore per molto tempo. Se dovesse abbandonare mi dispiacerebbe, ma lo comprenderei. Lui ha ripreso in mano la Lega dal Nano e sotto la sua direzione il movimento ha ottenuto molti successi elettorali». Lo stesso Borradori aggiunge: «Se dovesse lasciare per la Lega si aprirebbe un periodo non facilissimo perché trovare una persona che abbia le caratteristiche per condurre il movimento non è semplice. Secondo me l’identikit ideale del futuro coordinatore è il seguente: dovrebbe avere tra i 37 e i 45 anni. Possedere un’esperienza istituzionale insieme a un temperamento barricadero. Da tempo la Lega ha queste due anime e dovrebbero essere presenti anche nel nuovo coordinatore. Inoltre deve essere ammirato e rispettato all’interno del movimento. Personalmente credo che solo Norman Gobbi abbia tutte queste caratteristiche. Non nascondo che ne ho già parlato con lui e mi ha detto che il lavoro da consigliere di Stato lo impegna parecchio. Lo capisco bene. Ma se mi si chiede chi vedo in quel ruolo, dico senza dubbio Gobbi».

Invece Borradori non potrebbe ricoprire quella carica? «No, perché ho un’età che non mi permette di essere sindaco e coordinatore contemporaneamente. E poi, per natura, ho un’anima istituzionale. Mi piace l’anima barricadera della Lega, ma non è nelle mie corde».

Il consigliere di Stato Norman Gobbi non si espone personalmente, ma non ha comunque detto di No all’invito di Borradori. Pure lui ci traccia un identikit simile a quello fatto dal sindaco di Lugano. «Il nuovo coordinatore dovrà sicuramente essere riconosciuto come tale dalle due anime della Lega e già oggi essere un punto di riferimento. Inoltre non dimentichiamo che dovrà portare la Lega a elezioni importanti come quelle del 2019 e del 2020. Dobbiamo comunque ancora parlarne», conclude.

Da parte sua Boris Bignasca, da noi contattato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla questione.

(Articolo di Nicola Mazzi)

Il Governo accoglie in Ticino i cadetti dell’Accademia Suvorov

Il Governo accoglie in Ticino i cadetti dell’Accademia Suvorov

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli e il Consigliere di Stato
Norman Gobbi parteciperanno sabato 23 settembre alla giornata ticinese dei
cadetti Suvorov di Mosca, che commemorano con la loro annuale presenza in
Svizzera l’anniversario della leggendaria marcia alpina del settembre 1799. Il
programma della manifestazione prevede due esibizioni musicali, a Bellinzona e
Airolo.

La tournée svizzera dei cadetti Suvorov è coordinata dal Servizio di protocollo militare delle autorità federali, nell’ambito della collaborazione fra le forze armate della Federazione russa e della Confederazione. In questo ambito, il Gruppo di amicizia Svizzera-Russia delle Camere federali si è assunto il compito di proporre – come nel 2016 – una «Giornata ticinese», nell’intento di approfondire ulteriormente i legami e la collaborazione tra la Svizzera italiana e varie regioni russe. L’evento consolida infatti il legame fra il nostro Cantone e le regioni russe legate al nome e la storia del Generale Suvorov, come San Pietroburgo e Krasnodar, regioni con le quali il Cantone Ticino ha firmato accordi di collaborazione e già realizzato vari scambi di visite.

Il momento culminante della giornata del 23 settembre consisterà in una esibizione
pubblica a Bellinzona, a partire dalle 10.30 circa, che vedrà i Cadetti attraversare in formazione musicale la città ed esibirsi in un concerto. In serata è previsto un secondo concerto pubblico in piazza ad Airolo, sulla via del rientro ad Andermatt. I due appuntamenti saranno seguiti, rispettivamente, dal Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli e dal Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Con Cassis, il problema dei frontalieri sarà preso sul serio”

“Con Cassis, il problema dei frontalieri sarà preso sul serio”

Da Ticinonews.ch | Norman Gobbi sull’elezione odierna. “A ciascuno il suo turno. Oggi è un giorno di festa per il Ticino”

Il consigliere di Stato ticinese ed ex candidato al Consiglio federale Norman Gobbi (LEGA/UDC) definisce l’elezione di Ignazio Cassis come “un giorno di festa per il Ticino”.L’entrata di uno svizzero-italiano in governo apre la strada a una migliore presa in considerazione degli interessi dei Ticinesi a Berna, ha dichiarato Gobbi all’ats. Anche il problema dei frontalieri sarà meglio considerato, secondo il leghista.

Alla domanda se per lui non fosse troppo doloroso non essere stato eletto nel 2015 quale candidato UDC alla successione di Eveline Widmer-Schlumpf, il ticinese ha risposto in maniera molto filosofica: “a ciascuno il suo turno, allora non era il mio turno”.

L’articolo su Ticinonews.ch: http://www.ticinonews.ch/ticino/409152/con-cassis-il-problema-dei-frontalieri-sara-preso-sul-serio

Gran finale in vigna per S.Pellegrino Sapori Ticino

Gran finale in vigna per S.Pellegrino Sapori Ticino

Da CdT.ch | La Festa della Vendemmia alla tenuta Colle degli Ulivi di Coldrerio ha salutato gli ospiti di S.Pellegrino Sapori Ticino chiudendo un’edizione ricca di successi

COLDRERIO – Un appuntamento gourmet all’ombra di uno dei vigneti più belli e caratteristici del Ticino e non solo. Il gran finale dell’undicesima edizione di S.Pellegrino Sapori Ticino è andato in scena domenica 17 settembre alla Tenuta Colle degli Ulivi di Coldrerio di Bernardino Caverzasio, dove in 140 si sono dati appuntamento per uno dei riti collettivi più amati: la vendemmia.
Durante la mattinata, infatti, l’enologo della tenuta Eliano Meroni insieme ai suoi collaboratori hanno accompagnato gli ospiti a visitare la vigna, pronta a farsi spogliare dei suoi frutti per realizzare i grandi vini del Colle degli Ulivi vinificati da Zanini.

A realizzare il menu della giornata sono stati 4 grandi nomi della cucina ticinese e non solo: Martin Dalsass, Alessandro Fumagalli, Egidio Iadonisi e Ambrogio Stefanetti. Alta cucina declinata in piatti e sapori semplici eppure studiati nei dettagli, per una giornata dedicata interamente ai sapori popolari che ben si conciliano con la festa della vendemmia, uno dei momenti più folcloristici del festival enogastronomico. Ad affiancare i piatti dei grandi chef sono stati i vini di Bernardino Caverzasio, i vari Collivo (in versione bianco, rosato e rosso) e l’omonimo Bernardino, la più ricercata delle etichette di casa.

La location del Colle degli Ulivi è il miglior biglietto da visita per dare l’arrivederci ai tanti ospiti che hanno seguito da vicino l’edizione del 2017 di S.Pellegrino Sapori Ticino: tantissimi gli appuntamenti che sono andati a comporre un festival tra i più importanti d’Europa, che anno dopo anno si è guadagnato un posto al sole nel settore. E questo grazie ai grandi nomi della cucina, che hanno trasformato il canton Ticino in un palcoscenico gourmet.

Articolo e foto su: http://www.cdt.ch/ticino/mendrisiotto/182999/gran-finale-in-vigna-per-s-pellegrino-sapori-ticino

Kooperation notwendig

Da Behoerdenspiegel newsletter | Der Schweizer Staatsrat Norman Gobbi machte klar, dass Katastrophenschutz heutzutage nicht mehr allein bewältigt werden kann.

(BS) Katastrophen- und Bevölkerungsschutz können heute nur noch durch die
Zusammenarbeit verschiedener Akteure realisiert werden. Das wurde auch beim Vorabendempfang zum diesjährigen Europäischen Katastrophenschutzkongress in der Schweizer Botschaft in Berlin deutlich.

So unterstrich etwa Staatsrat Norman Gobbi, Präsident der Regierungskonferenz
Militär, Zivilschutz und Feuerwehr der Eidgenossenschaft: “Krisenbewältigung ist inzwischen nur noch durch die Kooperation unterschiedlicher Stellen möglich.” Und die Schweizer Botschafterin in der Bundesrepublik, Ihre Exzellenz Christine Schraner-Burgener, betonte: “Katastrophen kennen inzwischen keine Grenzen mehr.”

http://www.behoerden-spiegel.de/

I “campioni” ticinesi del risotto

I “campioni” ticinesi del risotto

Da ticinonews.ch | Ecco i vincitori tra gli chef e i gruppi di carnevale che hanno cucinato in Piazza Grande a Locarno

Nonostante la pioggia, oltre 3mila persone hanno fatto da splendida cornice alla quarta edizione del “Festival del risotto” organizzato venerdì 15 e sabato 16 settembre in Piazza Grande a Locarno da GastroLagoMaggiore e Valli con il patrocinio di Ticino a Tavola.

Marino Lanfredini, chef dell’Hotel Serpiano, ha vinto venerdì sera il “4° Campionato ticinese” con il risotto allo Zincarlin della Valle di Muggio in crema di barbabietola con bottarga d’uovo e germogli di crescione. Al secondo posto si è classificato Enrico Pistoletti, del Ristorante San Maurizio 1619 “Truffle Bistro” di Lugano, con il risotto alla Formaggella della Valle di Blenio e tartufo nero di Alba, mentre sul terzo gradino del podio è salito Luca Merlo, chef del Ristorante Cereda di Sementina, con il risotto ai funghi porcini e verdure.

La giuria – presieduta dalla sommelier Elena Mozzini con co-presidente il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ha consegnato il Trofeo Sandro Vanini SA e gli importanti premi della Riseria di Taverne, Rapelli SA, Prodega Transogurmet e Centro Dannemann Brisssago.

Ecco gli altri partecipanti in ordine casuale: Giuseppe Virgilio (Albergo Ristorante America, Locarno), Federico Palladino (Hotel Coronado, Mendrisio), Rosanna Gagliardi ed Emanuele Rizzuti (Fourchette verte Ticino), Remi Agustoni (Casa del Vino Ticino, Morbio Inferiore), Paolo De Michelis (Ristorante Piazza, Locarno), Giovanni Boglio (Ristorante Fox Grill, Mendrisio), Alessandro Cassaro (Ristorante Portico, Locarno), Giuseppe Cautiero e Samuele Calloni (Ristorante Buffet della Stazione, Lugano), Nicolò Ferrari (chef neo-diplomato di GastroTicino – fuori concorso).

Tra i carnevali e i gruppi in gara sabato sera, invece, la giuria popolare ha emesso il seguente “verdetto”: primo il Carnevale di Gordevio Re Painach con il risotto ai funghi e pepe Vallemaggia, secondo l’Ente Manifestazioni Maggesi con il risotto ai funghi porcini ai profumi della Vallemaggia e terzo il Carnevaa dal Picet di Savosa con il Risott dal Picet; apprezzato anche il risotto “Carioca” cucinato dall’Associazione RIGnam.

Ad arricchire la manifestazione musica, degustazione con il Birrificio San Martino di Stabio, la presenza del Centro Dannemann di Brissago con la ruota della fortuna e l’arrotolamento dei sigari dal vivo, il wine-bar con vini della regione e l’esposizione di auto Sant’Antonio Car Locarno.

Un grande evento reso possibile dalla preziosa collaborazione dei ristoranti di Piazza Grande, della Città di Locarno in omaggio a “Locarno Città del Gusto 2015” quando il Festival del risotto fu il grande evento di chiusura ed è ora suo evento ricorrente, e di numerosi altri partner.

Foto e articolo da: http://www.ticinonews.ch/ticino/408637/i-campioni-ticinesi-del-risotto