Il Consiglio di Stato in visita nel Canton Grigioni

Il Consiglio di Stato in visita nel Canton Grigioni

Il Consiglio di Stato si è recato oggi in visita in Mesolcina, rispondendo a un invito del Governo del Canton Grigioni.
L’incontro fra Esecutivi ha consentito di discutere svariati argomenti politici di interesse comune ed è iniziato con la visita ad una realtà imprenditoriale innovativa.
Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Manuele Bertoli e accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, è stato ricevuto oggi a Lostallo da una delegazione del Governo grigionese – il Presidente Mario Cavigelli, il vicepresidente Jon Domenic Parolini, e i Consiglieri di Stato Martin Jäger e Christian Rathgeb – accompagnata dal Cancelliere Daniel Spadin e dall’addetto alle relazioni esterne Carlo Crameri.
Durante la riunione politica che ha occupato la prima parte dell’incontro, i due Esecutivi si sono confrontati su numerose tematiche di interesse comune; fra queste il Programma d’agglomerato di quarta generazione del Bellinzonese, la situazione delle «società fittizie» in Mesolcina, la mobilità nella zona industriale di San Vittore e alcune misure per la promozione della lingua e della cultura italiana in Svizzera. La discussione ha toccato anche questioni relative al programma di politica regionale «San Gottardo 2020», le prospettive legate al risanamento della galleria autostradale del San Gottardo e il progetto di nuovo stabilimento industriale delle FFS.
All’arrivo in Mesolcina i due Governi sono stati salutati dal sindaco di Lostallo Nicola Giudicetti, dal vicesindaco Andrea Peduzzi e da Samuele Censi, Presidente della regione Moesa, e hanno visitato la sede della Swiss Alpine Fish AG, impresa locale che ha creato il primo allevamento indoor di salmoni in Svizzera. L’incontro si è poi concluso con un pranzo conviviale.
Al comunicato sono allegate alcune immagini dell’incontro, liberamente pubblicabili dai media con l’indicazione «Cancelleria dello Stato del Cantone dei Grigioni».

“Strade sicure” e Nez Rouge presenti a Carnevale

“Strade sicure” e Nez Rouge presenti a Carnevale

Il Dipartimento delle istituzioni informa che per l’imminente edizione del Carnevale Rabadan di Bellinzona proseguirà la collaborazione con Nez Rouge. Nell’ambito del programma cantonale di prevenzione “Strade sicure”, l’offerta per coloro che desiderano vivere le serate di carnevale senza l’ansia di dover condurre il proprio veicolo al rientro, verrà intensificata. Nelle serate di giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 e martedì 13 febbraio – dalle ore 23.30 alle 06.00 – sono state confermate le due postazioni in partenza dalla Città del Carnevale e dalla Stazione FFS di Lugano.

Ormai da numerose edizioni, la Società Rabadan concede a tutti i partecipanti alla manifestazione la possibilità di raggiungere Bellinzona e di rincasare in sicurezza con i mezzi pubblici. I pass e il braccialetto Rabadan sono validi quali titolo di trasporto su treni e bus in tutto il perimetro di validità dell’abbonamento Arcobaleno secondo le indicazione contenute nei vari supporti informativi.

In questo contesto si inserisce l’apprezzata collaborazione con Nez Rouge nell’ambito del programma di promozione della sicurezza stradale. Con questa proposta, coloro che non se la sentono di rientrare a casa al volante, possono decidere di farsi accompagnare da un volontario dell’associazione partendo da Bellinzona o da Lugano (zona “Park and Rail”) dopo una prima parte di viaggio in treno.

Per godere di questo servizio proposto con la massima discrezione, è necessario scaricare l’”App” gratuita o semplicemente chiamare lo 0800 802 208. Per tutte le sere è opportuno calcolare circa 20-30 minuti di attesa prima del rientro, che da quest’anno sarà possibile già a partire dalle ore 23.30.

Oltre a “Strade sicure”, lo scorso dicembre è stata lanciata una campagna di prevenzione stradale supplementare con uno slogan assai eloquente: “Se bevi non guidi!”. Nel periodo dei carnevali si nota un aumento del consumo di alcolici e le statistiche sugli incidenti mostrano un significativo incremento della proporzione di incidenti legati all’alcool proprio in coincidenza dei differenti carnevali. Per ricondurre questo fenomeno, il Dipartimento delle istituzioni invita i partecipanti ad un atteggiamento più responsabile, con la designazione di una persona che rinuncerà all’alcool per guidare al rientro o affidandosi al servizio accompagnato di Nez Rouge o utilizzando i mezzi pubblici.

Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale ricordano infine che non è consentito di mettersi alla guida con vestiti di carnevale che possono compromettere la visuale e l’udito e non consentono di allacciare la cintura di sicurezza. La padronanza del veicolo deve sempre essere assicurata; chi infrange queste regole può essere sanzionato con una multa o, nei casi più gravi, il ritiro della patente.

Il servizio di Nez Rouge sarà pure presente alla Stranociada di Locarno venerdì 9 febbraio e durante il Carnevale Orpenagin di Tesserete le sere di venerdì 16 e sabato 17 febbraio.

Ticino: se dietro al bancone siede la mafia

Ticino: se dietro al bancone siede la mafia

Articolo apparso nell’edizione di mercoledì 7 febbraio 2018 del Corriere del Ticino

L’operazione «Stige» ha riportato sotto i riflettori i sospetti legami tra la ristorazione di casa nostra e la ’ndrangheta Suter: «Ci si chiede come certi locali riescano a sopravvivere» – Gobbi: «Ma chi parla di omertà è parte del problema»

Ai banconi e ai tavoli dei ristoranti ticinesi siede anche la mafia? L’interrogativo è tornato di stretta attualità, dopo che negli scorsi giorni il quotidiano «Le Temps» aveva riferito dell’operazione antimafia denominata «Stige» e – alla luce delle indagini condotte dalla Procura di Catanzaro – degli interessi della malavita anche per la ristorazione a sud delle Alpi. Con il titolo «l’ombra della mafia nei bar ticinesi» sullo sfondo, si parlava in effetti di un milione di bottiglie di vino vendute in Svizzera e in particolare a locali di Lugano e Chiasso. Locali, questi, che sarebbero legati a doppio filo alla cosca della ‘ndrangheta Farao-Marincola. E a riferirne, sabato sul Corriere del Ticino, era stato anche l’editoriale di Giovanni Mariconda. «Sono preoccupato come tutti, perché la consapevolezza che il fenomeno sia più ampio di quanto percepito c’è ed è reale» sottolinea da parte sua il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, da noi contattato. In tal senso, conferma il consigliere di Stato, «le antenne di polizia e magistratura restano alzate su tutto il territorio». Detto questo, trattandosi nella maggior parte di riciclaggio di denaro estero, «si dà soprattutto seguito a segnalazioni che, per competenza, spettano alla Confederazione e vanno quindi sottoposte a procedure più strutturate». Per Gobbi la questione va però affrontata «senza fare troppi allarmismi. Parliamo di anomalie e investimenti sospetti in qualche modo circoscrivibili e per i quali c’è un’attenzione accresciuta».

Pareri a confronto
A non usare tanti giri di parole è per contro il presidente di GastroTicino Massimo Suter. «Una certa preoccupazione – riconosce – non va celata. Così come non dobbiamo nasconderci dietro un dito, sapendo che la ristorazione o il commercio al dettaglio sono portati a essere presi di mira da loschi individui. E il perché è presto detto: in questi settori gira velocemente molto contante e non sempre in modo trasparente». Detto altrimenti, prosegue Suter, «la tentazione di sfruttare un ristorante per ripulire il denaro è presente e sarebbe da ipocriti negarlo. Certi articoli o indagini che menzionano il Ticino non mi fanno insomma sobbalzare più di tanto dalla sedia». Dato il contesto, stando al nostro interlocutore le scarse informazioni e la riservatezza su determinate operazioni sospette non devono a loro volta sorprendere. «Che tra il personale di bar e ristoranti regni una certa omertà lo trovo quasi logico, non essendo quella mafiosa la migliore delle compagnie con le quali avere a che fare» afferma Suter. Un atteggiamento, questo, che fa però storcere il naso a Gobbi, chiaro nel replicare a Suter: «Se qualcuno denuncia dell’omertà è parte del problema. E ciò poiché, in qualità di presidente di GastroTicino, dovrebbe essere in prima linea nel combattere determinati fenomeni. Come avvenuto ad esempio nel settore dell’edilizia servono un’assunzione di responsabilità e maggiore senso civico».

Campanelli d’allarme
Il presidente di GastroTicino torna invece sui possibili campanelli d’allarme. «Gli addetti ai lavori – spiega – sanno benissimo come funziona un’azienda nel ramo della ristorazione e di conseguenza quali sono i potenziali margini di guadagno». A fronte di determinate spese e di un’utenza circoscritta, rileva al proposito Suter, «ci si chiede in effetti come alcuni locali riescano a sopravvivere. E il collegamento con la malavita è una spiegazione che non viene esclusa da chi è pratico del mestiere e sa fare due calcoli. Far emergere delle prove concrete, ammette comunque Suter, «non è evidente. Anche perché “in dubio pro reo” e un sentore, per quanto ricorrente, non basta. Dal dubbio alla certezza il confine resta piuttosto ampio». L’appello di Suter a chi opera nella ristorazione è dunque quello «di mantenere gli occhi aperti» e di non esitare a denunciare fattispecie equivoche.
In questo quadro in Ticino l’occhio è puntato sul Sottoceneri, anche perché – rileva il presidente di GastroTicino – «la vocazione finanziaria della regione la espone maggiormente a situazioni di un certo genere». A questo si aggiungono poi le maglie forse troppo larghe della legge. «La facilità con la quale molte società, che si nascondono dietro l’anonimato, posso aprire un locale, fallire, e riaprire poche settimane più tardi è un meccanismo malsano che non aiuta. Un problema che la politca, forse più a livello federale che cantonale, dovrebbe affrontare al più presto. Questi individui, in effetti, non devono poter essere protetti in modo così vistoso. Anche perché a rimetterci alla fine è l’immagine del settore ma soprattutto l’anello debole della catena, ovvero i fornitori locali».