Modifiche alla Legge cantonale sulla polizia

Modifiche alla Legge cantonale sulla polizia

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi hanno presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa, una serie di modifiche alla Legge cantonale sulla polizia. I nuovi articoli, frutto di un lungo lavoro preparatorio, sono stati al centro di una ampia fase di consultazione.

Nel corso della consultazione – che ha visto coinvolti Ministero pubblico, Magistrato dei minorenni, Consiglio della magistratura, Divisione della giustizia, Associazione dei giudici di pace, Pretura penale e Incaricato cantonale per la protezione dei dati – sono state raccolte numerose osservazioni, che hanno permesso di affinare la bozza di Messaggio sottoposta al Consiglio di Stato.
Le principali modifiche contenute nella proposta di revisione normativa riguardano:

Custodia di polizia – La Polizia cantonale potrà decidere la privazione della libertà temporanea nei confronti di persone che rappresentano un grave e imminente pericolo per l’integrità fisica o psichica propria o di altre persone; ad esempio, un individuo aggressivo e in preda all’alcol o a sostanze psicoattive. Come accade in altri Cantoni, la misura potrà avere una durata massima di 24 ore.

Trattenuta e consegna di minorenni – Una nuova norma regola le modalità di trattenuta di minorenni da parte della Polizia cantonale, per il tempo necessario alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’Autorità regionale di protezione, dovrà essere eseguita in locali di polizia adeguati. La misura risponde alla crescente esigenza di gestire in modo adeguato episodi che vedono coinvolti giovani fuggiti da casa o che frequentano luoghi non adatti a loro, talvolta sotto influsso di alcol o di altre sostanze dannose.

Indagini preventive – Analogamente a quanto accade in altri Cantoni, anche la Polizia ticinese potrà disporre di strumenti d’inchiesta preventivi: osservazione, indagine in incognito, inchiesta mascherata, sorveglianza discreta. Le nuove norme, elaborate nel rispetto del quadro legale attuale e secondo le indicazioni della Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, permetteranno agli agenti di agire con maggiore efficacia prima dell’apertura di un procedimento penale, ad esempio nell’ambito della lotta al traffico di stupefacenti e a reati come la pedofilia su internet.

L’ufficio dell’incasso e delle pene alternative trasloca a Bellinzona

L’ufficio dell’incasso e delle pene alternative trasloca a Bellinzona

Articolo apparso nell’edizione di sabato 17 febbraio 2018 de La Regione

L’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative cambia sede. Da lunedì 19 febbraio, infatti, verrà trasferito dall’attuale sede di Torricella-Taverne a Bellinzona, a Palazzo delle Orsoline. Un trasferimento, si legge in un comunicato diramato dal Dipartimento delle istituzioni (Di), ‘‘volto a rafforzare le sinergie tra l’Ufficio e tutti gli attori interessati, in particolare all’interno della Divisione della giustizia, in ambito contabile e di gestione finanziaria». Frida Andreotti, a capo della Divisione, raggiunta dalla ‘Regione’ spiega come «uno dei compiti principali dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative è quello di garantire l’incasso delle multe, delle pene pecuniarie, delle tasse e delle spese giudiziarie emesse dalle Autorità giudiziarie, civili e penali. Attività che, grazie alla vicinanza fisica dell’Ufficio con gli altri servizi dell’Amministrazione cantonale coinvolti, sarà più coordinata, efficiente ed efficace». Di più. «Il trasferimento dell’Ufficio rientra, dunque, in un processo di rafforzamento del proprio ruolo quale punto di riferimento per la contabilità e la gestione finanziaria in particolare delle Autorità giudiziarie». Per la cittadinanza cosa cambierà, oltre al sapere che il tutto verrà gestito con più coordinamento? «Per quanto riguarda il servizio nei confronti dei cittadini – risponde Andreotti – l’Ufficio già oggi ha un’attività allo sportello molto ridotta, visto che gli utenti prediligono il contatto telefonico oppure tramite posta elettronica. In questo contesto, quindi, rientra il potenziamento dello sportello virtuale dell’Ufficio, con l’obiettivo di incrementare l’offerta a livello web. Un aspetto su cui il Dipartimento delle istituzioni è molto sensibile». Una maggiore attenzione all’offerta su internet che è rappresentata da una nuova pagina web sul sito che avrà al suo interno, scrive il DI, ‘‘le domande frequenti e le relative risposte nell’ambito dell’attività dell’Ufficio, con l’obiettivo di migliorare il servizio all’utenza». Un progetto, quello di questa pagina, che, conclude la direttrice della Divisione giustizia, «s’inserisce nella politica di rafforzamento dell’offerta online portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni, che negli ultimi anni ha promosso numerosi progetti volti a rendere più facile e immediato il rapporto fra lo Stato e i cittadini».