Furti Biciclette e anziani nel mirino dei malviventi

Furti Biciclette e anziani nel mirino dei malviventi

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 28 marzo 2018 del Corriere del Ticino

È una chiara flessione quella che ha registrato la statistica dei furti in Ticino. In particolare, oltre al calo dei furti con scasso (–29%) già emerso durante il bilancio dell’operato della Polizia cantonale, l’attività della Sezione reati contro il patrimonio ha registrato una riduzione «della totalità dei colpi nelle abitazioni, dove la diminuzione è stata del 32%. Ovvero dai 1.355 nel 2016 ai 926 del 2017», precisa la Polizia. Unica eccezione sono i furti di veicoli, in particolar modo delle biciclette. «Un fenomeno questo che si è accentuato lo scorso anno», rileva la Polizia che evidenzia poi come «visto l’elevato valore delle biciclette sportive ed elettriche, si è di fronte a un vero e proprio fenomeno finalizzato alla rivendita. Sono stati effettuati diversi arresti, in particolare di cittadini italiani che agivano come pendolari del furto entrando in Ticino con il preciso scopo di rubare biciclette elettriche, per poi rivenderle su internet o in Italia presso negozi specializzati». In tal senso, l’inchiesta più importante ha riguardato un negozio del Sopraceneri, svaligiato a fine maggio da quattro lituani, che hanno sottratto merce per circa 100.000 franchi. Detto delle biciclette elettriche, nel corso del 2017 gli agenti sono altresì stati sollecitati nella lotta ai falsi nipoti. Truffatori che, «grazie all’ottimo lavoro di prevenzione svolto negli ultimi anni erano diminuiti. Purtroppo, dopo il periodo di tranquillità, il fenomeno dei falsi nipoti è ricomparso in Ticino, soprattutto nella seconda metà del 2017». In tal senso, le truffe nei confronti degli anziani hanno raggiunto quota 7, per un importo complessivo di 230.000 franchi.

Il futuro delle Polizie comunali

Il futuro delle Polizie comunali

Intervista all’interno dell’edizione di martedì 27 marzo de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10295861

 

Articolo apparso nell’edizione di mercoledì 28 marzo de La Regione

Polizie strutturate, sì dei Poli ai 25 agenti più capo
Sì a un minimo di 25 agenti più il comandante perché una polizia comunale possa definirsi strutturata. La proposta del Dipartimento istituzioni ha ricevuto l’ok ieri, in occasione della riunione della Conferenza consultiva cantonale sulla sicurezza, dei municipali titolari dei dicasteri polizia dei Comuni polo. Si è invece convenuto di soprassedere sulla prospettata riduzione delle regioni di polizia comunale e quindi dei Comuni polo. In base alla legge vigente, i corpi locali strutturati devono essere composti almeno di 5 agenti più un comandante. Il gruppo di lavoro “Polizia ticinese” suggeriva 20 agenti più il comandante. L’Associazione delle polizie comunali, presieduta da Dimitri Bossalini, e il rappresentante dei comandanti delle polizie polo Roberto Torrente proponevano 15 agenti più il comandante, ritenendolo un numero sufficiente per garantire il servizio sulle 24 ore. Il Dipartimento chiedeva come detto 25 agenti più il comandante. Ed è questo lo scenario condiviso dai politici, ovvero dai municipali dei Comuni polo. Alla riunione, coordinata dal direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, hanno preso parte, oltre ai capidicastero, rappresentanti della Polizia cantonale e delle polcomunali. Quanto al numero delle regioni di polizia si è optato per lo statu quo, per il momento. Il gruppo di lavoro prevedeva quattro regioni di polizia, unendo i Comuni polo Chiasso e Mendrisio. L’Associazione delle polcom suggeriva cinque regioni, mantenendo i poli Mendrisio e Chiasso. Si resta per ora a sette (prima della nuova Bellinzona le regioni erano otto, con Giubiasco Comune polo). Sette regioni con altrettanti Comuni polo: Ascona, Locarno, Bellinzona, Biasca, Lugano, Chiasso e Mendrisio. «Il risultato più importante della riunione odierna (di ieri, ndr) è stato l’approvazione da parte dei Comuni polo del nuovo numero minimo di agenti per le polizie comunali strutturate: la presenza di 25 agenti più il comandante garantirebbe un vero servizio efficace sull’arco delle ventiquattro ore nel comprensorio della polizia strutturata», afferma Norman Gobbi. Scatterà ora la consultazione presso gli enti locali in vista di un’eventuale modifica di legge da sottoporre al Gran Consiglio.

 

Articolo apparso nell’edizione di mercoledì 28 marzo 2018 del Corriere del Ticino

Sicurezza Sulle polizie comunali la riduzione resta ferma ai box
La riorganizzazione della polizia è stata al centro della 15.esima Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, tenutasi ieri a Bellinzona e alla quale hanno partecipato il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, i municipali dei Comuni-Polo in materia di polizia e i rappresentanti delle forze dell’ordine cantonale e comunali. In particolare, per il momento sarebbe sospesa «la riorganizzazione territoriale delle regioni di polizia comunale – precisano le Istituzioni in una nota – in modo che le importanti innovazioni contenute nel progetto di ‘’Polizia ticinese’’ possano trovare un’ampia quanto rapida condivisione». L’idea di ridurre i poli delle polizie comunali da 7 a 5 resta dunque per il momento ai box. Al contrario, i presenti si sono detti concordi «sulle proposte formulate dal gruppo di lavoro e dal Dipartimento, concernenti compiti e competenze, rispettivamente l’effettivo minimo per i corpi di polizia comunale». Effettivo minimo che è stato fissato a 25 agenti più il comandante. Durante l’incontro si è poi accennato all’applicazione della nuova legge cantonale sulla prostituzione – avallata dal Gran Consiglio a fine gennaio – e che entrerà in vigore il prossimo 1. gennaio 2019. In merito, Gobbi ha spiegato quali saranno i principali cambiamenti, a livello operativo, per la polizia cantonale e le comunali. Infine, il consigliere di Stato ha informato i presenti sull’intenzione di elaborare una «strategia cantonale dedicata al fenomeno dell’accattonaggio».