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Articolo apparso nell’edizione di giovedì 15 marzo 2018 de La Regione

Serie A e B: Gobbi impone ai club ticinesi la verifica sistematica dei tifosi presenti. Per i disordini alla Valascia del 14 gennaio individuata una quarantina di violenti.

Le principali squadre di hockey e calcio ticinesi dovranno dotare i loro stadi di sistemi informatici che registrino alle casse i volti dei tifosi in entrata confrontandoli con i loro documenti d’identificazione. Scopo: verificando le generalità dei presenti, sarà più facile risalire ai responsabili di eventuali disordini. Un metodo deterrente a beneficio della sicurezza di tutti. Lo ha riferito ieri sera la Rsi citando il consigliere di Stato Norman Gobbi. Interpellato dalla ‘Regione’, il capo del Dipartimento istituzioni, con un passato di arbitro d’hockey, conferma di aver sottoposto recentemente questa soluzione ai club di serie A e B. Ignota per ora la risposta. «Ai sodalizi che non accetteranno – specifica – il Dipartimento revocherà la possibilità di giocare le partite in presenza di pubblico a partire dal prossimo campionato. Dove applicata – aggiunge –, la misura ha ottenuto ottimi risultati». Nel moderno impianto di Zugo, ad esempio, «ha permesso di ridurre sensibilmente il dispositivo di sicurezza interno e anche l’impiego della polizia. Quanto ai costi di acquisto e gestione, sono contenuti». E a chi potrebbe gridare allo scandalo per l’ennesimo presunto attacco alla privacy, «rammento che non si tratta di una novità. In taluni parchi divertimento già avviene e talvolta viene chiesta anche l’impronta digitale del pollice».

Quello che si dice “inviare un forte segnale”. L’ha fatto ieri mattina la Polizia cantonale bussando alla porta di 13 ticinesi fra i 41 e i 17 anni (si tratta di un solo minorenne) che nel pomeriggio del 14 gennaio avevano preso parte alle violenze scoppiate dentro la Valascia a margine dell’incontro con il Losanna, i cui supporter avevano dato il via agli scontri. Mentre i 13 ticinesi venivano trasferiti in centrale e interrogati – comunicano gli inquirenti – le loro abitazioni sono state perquisite e in talune è stato trovato materiale pirotecnico. Un blitz che alcuni supporter biancoblù non hanno gradito, ritenendolo eccessivo. Ciò che più conta, secondo Polizia e Procura, è che grazie al “minuzioso lavoro d’inchiesta” sono stati identificati una quarantina della sessantina di facinorosi scontratisi; 17 sono ticinesi, habitués della Valascia, mentre gli altri risiedono nei Cantoni Vaud, Uri, Svitto, Berna e Lucerna, le cui Polizie eseguiranno oggi e nei prossimi giorni blitz analoghi. Idem in Germania, a Jena, da dove provenivano 15 supporter della squadra calcistica del Carl Zeiss gemellati con quelli del Losanna. I ticinesi interrogati e poi rilasciati riceveranno dal procuratore pubblico Nicola Respini, titolare delle indagini, proposte di condanna con decreti d’accusa cui potranno opporsi accettando così di sottoporsi a un processo in Pretura penale. A ciò si aggiungeranno le misure anti hooliganismo, in primis il divieto d’accesso agli stadi per alcuni mesi/anni. Diverse le accuse mosse: sommossa, violenza contro funzionari, lesioni, vie di fatto, danneggiamento, infrazione alla Legge federale sulle armi e gli esplosivi nonché dissimulazione del volto. Proprio il fatto che in gran parte avessero il volto coperto ha complicato – ma non reso impossibili – le operazioni d’individuazione. D’aiuto sono stati l’impianto di videosorveglianza interno ed esterno della pista di ghiaccio e le immagini registrate dalle tv presenti.

In questo modo – specificano Procura e Polizia cantonale – s’intende “inviare un forte segnale, affinché si possa godere in sicurezza dello spettacolo offerto dagli eventi sportivi”. Quanto al 14 gennaio, spunta l’aggravante della presenza di numerose famiglie con bambini. Durante gli interrogatori quasi tutti i 13 ticinesi hanno motivato il loro agire con la necessità di rispondere all’attacco. Quel pomeriggio, ricordiamo, sono volati fumogeni, seggiolini, spranghe, girelli conta-persone. Gli agenti hanno esploso proiettili di gomma. In un comunicato diffuso ieri sera, l’Hcap ribadisce le proprie scuse al pubblico e confida che “nelle sanzioni si possa distinguere fra chi ha provocato e chi ha reagito seppure con l’eccesso, e che si tengano in dovuta considerazione il principio di proporzionalità e di parità di trattamento con altri avvenimenti in ambiti sportivi e non sportivi”.

Intervista all’interno dell’edizione del 15 marzo 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10246463

Chiusura temporanea Sezione della circolazione e interruzione servizi online

Chiusura temporanea Sezione della circolazione e interruzione servizi online

Il Dipartimento delle istituzioni informa che venerdì 30 marzo 2018 tutti gli uffici e i servizi della Sezione della circolazione rimarranno eccezionalmente chiusi per permettere l’introduzione della nuova banca dati federale concernente l’ammissione alla circolazione. Per poter collegare il nuovo sistema, l’applicativo informatico della Sezione della circolazione sarà infatti messo fuori rete dal 30 marzo al 2 aprile 2018; pertanto anche i servizi online non saranno utilizzabili per tutta la durata dei lavori di manutenzione e saranno nuovamente disponibili a partire da martedì 3 aprile 2018.

L’attuale sistema composto da quattro diverse banche dati – MOFIS (che registra i dati relativi all’immatricolazione dei veicoli), FABER (che raccoglie i dati relativi ai conducenti) ADMAS (che documenta le misure amministrative) e TARGA (che raccoglie i dati relativi ai certificati tipo dei veicoli) – attivo da oltre trent’anni è ormai obsoleto e la manutenzione è possibile unicamente con notevole dispendio di risorse e di energie.

Da questa necessità e dal bisogno di centralizzare queste quattro differenti banche dati, è nata l’esigenza da parte dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) di offrire un nuovo sistema centralizzato – denominato sistema informativo di ammissione alla circolazione (SIAC) – molto più performante e capace di eliminare le ridondanze dovute alla presenza di dati di medesimi soggetti in diverse banche dati e sovrapposizioni tra Cantoni.

La scelta di introdurre il sistema nel fine settimana pasquale è stata concordata tra l’USTRA e tutti i Cantoni della Svizzera al fine di permettere l’installazione del sistema SIAC su tutti gli applicativi informatici delle varie Sezioni della circolazione cantonali.

Il Dipartimento delle istituzioni conferma il proprio impegno nello snellire le procedure burocratiche, così da rendere più rapida e soddisfacente l’interazione fra la cittadinanza e l’autorità cantonale. La Sezione della circolazione, uno degli uffici più sollecitati dell’Amministrazione cantonale, si conferma così una volta ancora all’avanguardia nell’alleggerimento delle procedure e nel miglioramento della qualità del servizio.

Val Mara: costituita la Commissione di studio per l’aggregazione

Val Mara: costituita la Commissione di studio per l’aggregazione

Nella seduta odierna il Consiglio di Stato, sulla base dell’istanza congiunta dei Municipi di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio del 21 novembre 2017, ha formalmente istituito una commissione incaricata di elaborare un rapporto per l’aggregazione dei Comuni della Val Mara. Nella sua decisione il Governo ha preso atto della volontà del Municipio di Bissone di non intraprendere la procedura aggregativa.

Convinti che i tempi siano maturi per la costituzione di un Comune unico, i Municipi intendono concretizzare un’aggregazione definita d’opportunità. Si tratta, infatti, di quattro realtà locali oggi amministrativamente autonome, che vogliono tuttavia consolidare il proprio assetto politico-amministrativo nell’interesse dei cittadini. L’Esecutivo di Bissone ha deciso, dal canto suo, di non partecipare al progetto.

In quest’ottica il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere l’istanza di aggregazione dei quattro Comuni, istituendo nel contempo la Commissione di studio incaricata di allestire la proposta aggregativa. I quattro Comuni promotori del progetto aggregativo hanno infatti espresso la volontà di non interferire con la decisione di Bissone, ritenendo che l’aggregazione proposta sia conforme al Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) nel quale i Comuni di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio appartengono allo scenario aggregativo “Val Mara”.

La Commissione designata dal Governo è formata da:
• per il Comune di Arogno: Corrado Sartori, Sindaco (supplente: Claudio Firpo, Vicesindaco)
• per il Comune di Maroggia: Jean-Claude Binaghi, Sindaco
• per il Comune di Melano: Daniele Maffei, Sindaco (supplente: Davide Cresta, Vicesindaco)
• per il Comune di Rovio: Riccardo Costantini, Sindaco
e dai rispettivi segretari comunali, questi ultimi con un ruolo tecnico.

La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.


Servizio all’interno de Il Quotidiano
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