Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 30 agosto 2019 de Il Quotidiano
Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 30 agosto 2019 de Il Quotidiano
Comunicato stampa
Il Consiglio di Stato ha nominato il cap Marco Zambetti, attuale responsabile del Reparto Giudiziario 2, alla funzione di nuovo Capo Area della Gendarmeria. Dal 1° gennaio 2020 subentrerà al tenente colonnello Decio Cavallini, che passerà al beneficio della pensione al termine della sua brillante carriera professionale nella Polizia cantonale.
Marco Zambetti, classe 1968, è entrato nel Corpo della Polizia cantonale nel 1989 e ha fatto parte della Gendarmeria sino al 1998. Dal 1. settembre 1998 opera in seno alla Polizia giudiziaria, area nella quale ha maturato una notevole esperienza, quale inquirente e responsabile, nel servizio antidroga e nei commissariati locali. Dal 1. dicembre 2010 è Ufficiale responsabile del Reparto giudiziario 2. Nel 2014 ha rivestito per 9 mesi, parallelamente alla sua attività professionale in seno alla Polizia cantonale, il ruolo di Direttore ad interim delle Strutture carcerarie Cantonali. Le competenze acquisite negli anni di servizio in ambito operativo, gestionale, di accompagnamento a importanti progetti legislativi e nella conduzione di svariate operazioni di Polizia, potranno costituire un sicuro valore aggiunto nel suo nuovo ruolo di Capo Area della Gendarmeria.
Il Consiglio di Stato formula i migliori auguri al neo nominato ed esprime i ringraziamenti più sentiti al tenente colonnello Decio Cavallini, che passerà al beneficio della pensione il prossimo 31 dicembre. Assunto in Polizia cantonale il 1. dicembre 1984 quale Ufficiale aggiunto con il compito di dirigere i Reparti speciali, Cavallini è stato in seguito responsabile della Sezione Comando, unità specializzata della Polizia cantonale. Dal marzo 1993 è stato promosso al grado di capitano e nel 1999 è stato chiamato a dirigere l’allora Gendarmeria del Sopraceneri. Dall’ottobre 2001 ha ricoperto la funzione di Capo di Stato Maggiore, dove ha diretto numerose e importanti operazioni di Polizia fino al 2003. Nell’ottobre 2005 è stato promosso al grado di maggiore e dal gennaio 2007 ricopre la funzione di Capo Gendarmeria. Nel gennaio 2012 è stato promosso al grado di Tenente colonnello. Attualmente ricopre pure la funzione di Presidente dei Capi Gendarmeria in seno al concordato romando di Polizia (RBT) e nell’arco della sua carriera è stato membro di diverse commissioni a livello nazionale.
Marco Zambetti
Da www.liberatv.ch
Stagione da record per i funghi in Ticino. Sarà stato il clima. Sarà stata la luna. Chissà…
Sta di fatto che nelle ultime due settimane i boschi del Ticino si sono riempiti di funghi. Porcini belli, sani, profumati e gustosi..
La grande ‘buttata’ si è registrata in ogni regione del cantone, nei boschi di castagno e di faggio e si può dire che sia stato un gran bell’inizio di stagione. Negli ultimi giorni il fenomeno è calato, ma ancora oggi si trovavano bellissimi boleti nelle radure o sotto le foglie. Se nel primo periodo i funghi si trovavano tra i 1’000 e i 1’500 metri di quota, ora sembra che abbiano iniziato a scendere, e con l’arrivo dell’autunno si abbasseranno ulteriormente di quota.
Il ‘là’ l’aveva dato su Facebook il 12 agosto l’ex ministro Paolo Beltraminelli fotografato con due grossi porcini, trovati probabilmente in Engadina. Ma non sappiamo, e nemmeno chiediamo… Ma anche il presidente del Partito socialista, Igor Righini, ha postato nei giorni scorsi sulla sua bacheca un maxi boleto… E non poteva mancare una foto del ministro Norman Gobbi, che i funghi li ha sicuramente trovati nella sua Leventina. Commento: “La felicità fatta a porcino”.
Da www.tio.ch
Numerosi militi della Batteria 2 della Artiglieria 234 si sono ritrovati per una grande rimpatriata, a distanza di ben 21 anni dalla loro scuola reclute, che si svolse nell’estate del 1998 alla Caserma del Monte Ceneri.
Per ricordare quei momenti, i militi si sono dati appuntamento proprio dove si svolse il servizio militare: alla Cantina della Caserma.
Erano presenti la Sezione Cannonieri (comandata dal ten Indenmini), la Sezione Trasmissioni (comandata dal ten De Micheli e dal ten Tschannen) e la Sezione Comando (comandata dal ten Sciaroni), nonché i militi della compagnia Autisti, tra cui il consigliere di Stato Norman Gobbi, allora caporale.
Alla cena era presente anche l’Istruttore di unità, colonnello Franco Piffaretti.
La scuola reclute del 1998 rappresenta l’ultimo anno dell’artiglieria nel Canton Ticino.
Comunicato stampa
La stagione della raccolta di funghi si annuncia buona ma i pericoli sono sempre dietro l’angolo. Di nuovo, nell’ambito del progetto “Montagne sicure” del Dipartimento delle Istituzioni, torniamo a sensibilizzare i raccoglitori di funghi e gli escursionisti che percorrono boschi e vallate del Ticino. Negli scorsi anni vi sono stati diversi infortuni ed è estremamente importante seguire i consigli di prevenzione per evitare cadute anche con esiti letali.
Preparare l’escursione per evitare infortuni
Un buon stato di salute e una valutazione realistica delle proprie possibilità sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri e i boschi. Scegliete un itinerario idoneo ed evitate le escursioni individuali poiché anche piccoli contrattempi possono trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Comunicate il vostro itinerario e non cambiatelo. Il grado di difficoltà dei sentieri è indicato chiaramente dal colore della segnaletica in base all’esperienza richiesta:
gialla per i sentieri escursionistici, gialla con punta bianco – rosso – bianco per i sentieri di montagna e blu con punta bianco – blu – bianco per i sentieri alpini. La categoria del sentiero indica sia la sua praticabilità, sia i requisiti che l’escursionista e il suo equipaggiamento devono soddisfare.
Adattare l’attrezzatura alle condizioni
È estremamente importante scegliere l’attrezzatura, in particolare gli scarponi, in base al percorso che si intende effettuare. Nello zaino non devono mancare indumenti per la pioggia, il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare (numero di emergenza 117 o 112).
Prestare attenzione al ritmo
Le cadute sono purtroppo le cause più frequenti di infortuni in montagna. Un ritmo troppo elevato e quindi la stanchezza possono favorirle. Uscire dai sentieri è pericoloso poiché aumenta il rischio di caduta e di perdita di orientamento.
Concedersi delle pause
Senza pause adeguate che favoriscono il recupero delle forze vi esponete ai pericoli. Godete appieno del paesaggio bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione.
Fare attenzione ai bambini
In caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere il bambino. I sentieri esposti che richiedono concentrazione prolungata non sono adatti ai più piccoli.
In caso di infortunio
In caso di infortunio se possibile contattare il 117 o il 112 specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.
Si ricorda infine che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso di infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia. Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata. Si raccomanda pertanto
di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero.
A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini di stato). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.
Da www.rsi.ch/news
Alcuni dossier aperti rimarranno in sospeso.
La collaborazione con la Lombardia può comunque continuare
La crisi italiana conclamata mercoledì con le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha ripercussioni anche in Ticino.
Alcuni dossier aperti tra Svizzera e Italia rimarranno dunque in sospeso. In particolare, quello legato all’accordo fiscale sui frontalieri. “Questa interruzione della continuità verso Roma da parte del Governo lombardo sicuramente interrompe anche questi passi che si erano compiuti su questo fronte, ma anche su altri, penso in particolar modo anche all’altro dossier che è molto caldo, perché non è sul confine, ma proprio all’interno del nostro territorio che è il caso di Campione d’Italia sul quale c’eravamo più volte confrontati con loro”, ha sottolineato il consigliere di Stato Norman Gobbi.
Ma non ci sono solo notizie negative, la collaborazione con il Governo lombardo, che non decade con quello centrale, continua, ha affermato Gobbi. “L’importate per noi è continuare a lavorare con la regione Lombardia e risolvere i problemi puntuali nell’ambito delle nostre competenze, ma di continuare anche a lavorare nella risoluzione di oggetti, che non sono nostre competenze, ma che vorremo sottoporre ai rispettivi Governi nazionali”.
Comunicato stampa
Questa mattina l’avv. Luisa Delmué ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, assumendo, a contare dal 21 agosto 2019, la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Locarno-Città. L’avv. Luisa Delmué, attiva presso la Pretura di Locarno-Città in qualità di Segretaria assessore, sostituirà temporaneamente il Pretore titolare avv. Marco Agustoni, assente per infortunio. Alla cerimonia hanno partecipato il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti e il Presidente del Consiglio della magistratura, Werner Walser.
Classe 1989, l’avv. Luisa Delmué ha conseguito nel 2013 il Master in diritto all’Università di Friborgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato in Ticino nel 2015. A partire dallo stesso anno ha svolto il ruolo di Segretaria assessore presso la Pretura di Locarno-Città, all’interno della quale ha potuto consolidare il proprio percorso di crescita segnatamente dal punto di vista professionale, rafforzando le proprie conoscenze e competenze tecnico-giuridiche.
Il Governo tiene a formulare i migliori auguri per una buona convalescenza al Pretore Marco Agustoni, ringraziando Luisa Delmué per la disponibilità ad assumere temporaneamente la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Locarno-Città.
Foto (da sin.): la direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti, il consigliere di Stato Norman Gobbi, il neo pretore supplente, Luisa Delmué, l’usciere Sergio Thoma e il presidente del Consiglio della Magistratura, Werner Walser.
Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 21 agosto 2019 de La Regione
In consultazione l’adeguamento della normativa cantonale alle nuove disposizioni varate a Berna Il Dipartimento: ‘I finanziari saranno assoggettati alla vigilanza federale.
Per i commercialisti e gli immobiliari autorizzazioni invece da mantenere’.
Si propone di abolire il regime autorizzativo per i fiduciari finanziari, visto che saranno assoggettati “alla vigilanza a livello federale”, ma di mantenerlo per i commercialisti e gli immobiliari. Inoltre, vengono suggerite alcune “puntuali” modifiche normative, ad esempio per quel che riguarda i requisiti per l’ottenimento del nullaosta a operare. L’annunciato progetto di revisione della LFid, la Legge cantonale sull’esercizio delle professioni di fiduciario, è dall’8 agosto in consultazione. Elaborata dalla Divisione giustizia del Dipartimento istituzioni, in collaborazione con l’Autorità di vigilanza sui fiduciari, per adeguare il testo ticinese alle leggi federali sugli istituti finanziari (LIsFi) e sui servizi finanziari (LSerFi), la bozza di messaggio governativo è stata sottoposta – oltre che alla Ftaf, la Federazione delle associazioni fiduciarie, e alla stessa Autorità di vigilanza – al Ministero pubblico, al Tribunale d’appello, all’Ordine degli avvocati e a quello dei notai, all’Associazione bancaria, a quelle dei consumatori (Acsi) e degli inquilini (Asi), alla Camera di commercio, alla Camera dell’economia fondiaria (Catef) e ai sindacati. Alle cerchie interessate il capo del Dipartimento Norman Gobbi e la direttrice della Divisione Frida Andreotti hanno dato un mese – fino all’8 di settembre – per formulare eventuali osservazioni sui cambiamenti prospettati. Il tempo d’altronde stringe. Le due leggi federali dovrebbero infatti entrare in vigore il prossimo gennaio (il condizionale è d’obbligo). A inizio 2020 sarà quindi pronta anche la rivista normativa cantonale? Il Dipartimento istituzioni lo spera, consapevole comunque che molto dipenderà dal contenuto delle prese di posizione degli enti consultati e dall’iter della revisione legislativa in Gran Consiglio.
Gli operatori: 1’500 a fine 2018
In Ticino l’attività di fiduciario è disciplinata per legge dal 1985: da allora per svolgere le professioni di fiduciario finanziario (gestione patrimoniale…), di fiduciario commercialista o di fiduciario immobiliare occorre un’autorizzazione. Che dal 2012 viene rilasciata dall’Autorità di vigilanza, organo indipendente dall’Amministrazione cantonale. Le dimensioni (e l’importanza) del parabancario sono riassunte anche nei numeri menzionati nel documento in consultazione. Alla fine dello scorso anno in Ticino, annota la Divisione giustizia, “le persone autorizzate a esercitare iscritte nell’albo cantonale dei fiduciari erano 1’500 (tre in più rispetto al 2017), per un totale di 1’841 autorizzazioni: 1’184 fiduciari con una sola autorizzazione, 282 con due autorizzazioni e 34 con le tre autorizzazioni (finanziario, commercialista, immobiliare ndr)”.
Ora, la Legge federale sugli istituti finanziari e la Legge federale sui servizi finanziari, approvate dalle Camere poco piu di un anno fa per rafforzare la tutela dei clienti, rendono necessaria una revisione della ticinese LFid. In base alle disposizioni varate a Berna, anche i fiduciari finanziari saranno assoggettati alla vigilanza della Finma. Sarà quest’ultima, autorità federale che vigila sui mercati finanziari, ad autorizzare l’esercizio dell’attività, spiega il Dipartimento istituzioni. Il quale propone di sopprimere in Ticino il regime autorizzativo per i fiduciari finanziari, essendo prossimamente sottoposti “alla vigilanza federale e non più a quella cantonale”. Chiede invece di conservare il citato regime per i commercialisti e gli immobiliari: anche in futuro la loro attività andrebbe autorizzata. Nel progetto di messaggio si suggerisce poi di apportare dei correttivi alla legge cantonale. Per esempio aggiungendo “un ulteriore requisito ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione”: il fiduciario che la sollecita, “oltre a non trovarsi in stato di insolvenza comprovata da un attestato di carenza beni o in stato di fallimento, non deve trovarsi in stato di sovraindebitamento certificato da un estratto dell’Ufficio esecuzione per debiti indipendenti da eventuali precetti relativi alla propria attività di fiduciario (ad esempio tasse o premi di cassa malati o assicurativi non pagati)”.
‘LFid efficace’
L’adattamento della normativa ticinese alle nuove direttive federali è stato per il Dipartimento istituzioni anche l’occasione per interrogarsi sull’“efficacia” della legge cantonale sui fiduciari. E al riguardo non ha dubbi: “La LFid deve essere mantenuta”. E questo “tenuto conto dell’importanza economica del settore, della credibilità e della necessità di mantenere un’immagine positiva e attrattiva della piazza economica ticinese, della volontà di proteggere i clienti sul mercato finanziario ticinese e svizzero, della buona fede delle attività commerciali, nell’ottica di garantire una stabilità in un settore oggetto di frequenti pressioni nel rispetto della concorrenza tra i professionisti attivi”. Ma la legge cantonale va conservata “anche per motivi economici e politici di ordine generale”: in Ticino, si osserva nella bozza di messaggio, “negli ultimi decenni il parabancario si è sviluppato in maniera importante, crescendo in quantità ma anche in qualità dei servizi offerti, una garanzia solida di continuità per il futuro e per il benessere del nostro cantone”.
Servizio all’interno dell’edizione di martedì 20 agosto 2019 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12094924
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Da www.rsi.ch/news
Le priorità del Governo
Tra i temi: la riforma fiscale, la pianificazione ospedaliera e la riforma Ticino 2020
La gita del Consiglio di Stato ticinese nel Sopraceneri è stata un piacevole momento conviviale, ma sicuramente anche un’occasione di discussione informale sulle sfide che attendono il Governo e i singoli dipartimenti da domani, mercoledì, quando è prevista la prima riunione a Palazzo delle Orsoline.
La RSI ha colto l’occasione per chiedere ai consiglieri di Stato le loro priorità per il nuovo anno politico:
Christian Vitta, direttore del Dipartimento Finanze ed Economia
“Sono molti i cantieri aperti, ci terrei su tutti. Due esempi: il tema del mercato del lavoro e la riforma fiscale”.
Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento Educazione, Cultura e Sport
Legandosi alla riforma fiscale , ha precisato che è uno dei primi dossier che il Governo tratterà con il rientro dopo la pausa estiva “l’abbiamo già un po’ esplicitata nell’accordo che abbiamo trovato a luglio, in cui presenteremo un messaggio che riguarda migliori condizioni di insegnamento e di apprendimento nella scuola dell’obbligo. Il messaggio è quasi pronto quindi spero che settimana prossima il Governo potrà accoglierlo”.
Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento Sanità e Socialità
“Priorità ce ne sono molte: la pianificazione ospedaliera da ricostruire, la pianificazione anziani 2030, il pacchetto sociale con delle misure sui sussidi di cassa malati rispettivamente gli assegni famigliari e gli assegni prima infanzia”
Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni
“Sicuramente abbiamo molte priorità quella del piano cantonale delle aggregazioni, ma soprattutto Ticino 2020 è quello che più ci occuperà visto che si tratta della riforma interna del canton Ticino”.
Claudio Zali, direttore del Dipartimento del Territorio
“Per il quadriennio, non solo per quest’anno, l’obiettivo è quello di andare avanti con grandi progetti infrastrutturali e quindi non nell’ordine d’importanza, ma in ordine sparso: il collegamento veloce Bellinzona-Locarno, che è un po’ tema caldo di queste settimane, ma anche tram-treno e al circonvallazione Agno-Bioggio”.
Ci saranno alcuni dossier che non mancheranno di far discutere anche in Parlamento, ed eventualmente alle urne. In particolare, il pacchetto fiscale bis e quello sul salario minimo.
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Le-priorit%C3%A0-del-Governo-12094765.html