Patriziati ticinesi

Patriziati ticinesi

Intervento durante la trasmissione Albachiara di Rete Uno

Oggi si terrà una conferenza stampa indetta dal Dipartimento Cantonale delle Istituzioni che svelerà qualche novità sul tema dei patriziati, istituzioni storiche che non perdono occasione di rinnovarsi per stare al passo coi tempi. Abbiamo colto anche l’occasione per ricordare cosa sono questi enti e di cosa si occupano. Con noi il Direttore del Dipartimento, Presidente del Governo Ticinese e Patrizio di Piotta, Norman Gobbi.

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/albachiara/Patriziati-ticinesi-13050993.html

“Un altro lockdown non sarebbe sostenibile”

“Un altro lockdown non sarebbe sostenibile”

Da www.ticinonews.ch

Secondo il Presidente del Consiglio di Stato non si applicherà una chiusura generalizzata in caso di seconda ondata. Si preferirà invece il controllo regionale dei focolai

In caso di una seconda ondata un lockdown generalizzato “non sarebbe sostenibile, né dal punto di vista sociale ed economico che da quello della capacità di sopportazione della popolazione”. Così sostiene Norman Gobbi, intervistato da Radio3i: “Sarà importante avere misure molto più puntuali e mirate ai gruppi a rischio, sia persone che eventi che più di altri possono diffondere il virus”, ha spiegato il Presidente del Consiglio di stato, interpellato nel merito del nuovo approccio del Consiglio federale sulla gestione della crisi sanitaria. Approccio che, secondo quanto ventilato ieri dal domenicale NZZ am Sonntag, favorirà sempre di più un approccio su base regionale, con i Cantoni in prima linea nelle decisioni. Cantoni dovrebbero quindi poter ordinare autonomamente misure necessarie, come la quarantena, evitando quindi un lockdown nazionale.

“Misure mal digerite da alcuni Cantoni”
“Lo abbiamo visto durante la prima ondata”, ha spiegato Gobbi ai colleghi della Radio, “il fatto che il virus abbia colpito in maniera più marcata alcuni cantoni o alcune regioni ha imposto per esempio al Ticino di intervenire per primi, con la Confederazione che è arrivata dopo con misure a livello nazionale. Misure che sono state mal digerite in alcuni cantoni meno toccati dal virus. Il federalismo significa dunque maggior convivenza a livello nazionale ma anche soluzioni puntuali, e in questo caso regionali, per la gestione del virus nel caso di una seconda ondata”.

L’apertura delle frontiere
Il Consigliere di Stato, durante l’intervista, si è anche espresso sull’apertura definitiva delle frontiere con l’Italia: “Credo che uno dei fattori che ha portato a ridurre la diffusione del virus sia stata anche la minor mobilità internazionale. Ovviamente quindi questa apertura mi preoccupa, l’invito è a usufruire questo aumento della mobilità ma con la consapevolezza che il virus è ancora tra di noi”

Montagne sicure: al via la campagna estiva 2020

Montagne sicure: al via la campagna estiva 2020

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Dipartimento del territorio e la Polizia cantonale, continua la sua attività di prevenzione in montagna con il lancio della campagna estiva del programma Montagne sicure. Quest’anno, oltre al flyer in quattro lingue con i consigli fondamentali rivolti a coloro che decidono di incamminarsi alla scoperta dei sentieri ticinesi, è stato realizzato anche un ulteriore volantino, specifico al contesto COVID-19. Quest’ultimo intende fornire alcune indicazioni agli ospiti delle capanne e dei rifugi alpini al fine di garantire a tutti la sicurezza necessaria per godersi questi momenti di svago.
La pratica dell’escursionismo, così come la ricerca di funghi, richiede particolare prudenza, poiché è sufficiente una piccola disattenzione per infortunarsi in maniera anche grave. I dati degli ultimi anni purtroppo registrano ancora un numero elevato di infortuni avvenuti in montagna. Se da un lato la pratica dell’escursionismo favorisce la forma fisica e la salute, dall’altro i dati statistici dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI) testimoniano una media annuale svizzera che si attesta oggi a 26’000 infortuni (agli inizi degli anni 2000 la media era invece di 17’700), e tra questi conta un’ottantina di decessi.
Nel nostro Cantone la Polizia cantonale – per il tramite del Gruppo Ricerche e Costatazioni – e i suoi partner intervengono nei boschi e nelle vallate del territorio in caso di incidenti e scomparse di escursionisti e di cercatori di funghi. Nel 2019 in Ticino sono stati registrati 7 infortuni in montagna con esito letale. Questo dato indica una diminuzione rispetto all’anno precedente, quando i decessi in montagna a seguito di infortuni ammontavano a 10. Con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e gli infortuni e affinché frequentare la montagna sia sempre un piacere, il programma di prevenzione “Montagne sicure” intende continuare a sensibilizzare coloro che decidono di avventurarsi alla scoperta dei nostri paesaggi e delle nostre vette. Per questo motivo, in collaborazione con la Cancelleria dello Stato, un flyer in quattro lingue rivolto in particolare a escursionisti e a cercatori di funghi contenente fondamentali consigli di sicurezza sarà distribuito nelle prossime settimane. Fra i diversi consigli, si richiama l’attenzione all’importanza dei preparativi (attrezzatura adatta e provviste sufficienti), della scelta di un itinerario idoneo alle proprie capacità fisiche e dell’adattare il ritmo di percorrenza in base alle condizioni, concedendosi delle pause regolari per recuperare le forze. Quest’anno, in relazione all’emergenza sanitaria, per la quale l’invito è di continuare a seguire le fondamentali regole di igiene accresciuta e di distanza sociale, è stato creato un ulteriore flyer specifico con consigli di sicurezza per gli ospiti delle capanne e dei rifugi:

– Prenota il tuo posto letto. Niente pernottamenti senza prenotazione.
– Fai visita alle nostre capanne solo in buona salute
– Porta con te disinfettante, asciugamano e mascherina protettiva.
– Non si assegnano posti letto senza un proprio sacco a pelo o lenzuolo federa cuscino.
– Riporta con te a valle i tuoi rifiuti.

In caso di infortunio si ricorda di contattare i numeri d’emergenza 112 o 117, specificando generalità, il numero del cellulare con cui si sta chiamando, la zona in cui ci si trova o meglio le coordinate con tutti i riferimenti possibili, la dinamica ed infine lasciare libero il telefono.
Si sottolinea inoltre che gli interventi di ricerca in caso di persone disperse, ferite o in difficoltà sono di competenza cantonale. L’incarico di svolgere voli di ricerca è dato dalla Polizia cantonale e dal Soccorso Alpino Svizzero (SAS), di principio alla Rega o ad altri partner. I costi d’intervento in caso d’infortunio, se la persona gode di copertura assicurativa, vengono fatturati alle assicurazioni infortunio o malattia.
Nel caso in cui la persona che viene soccorsa è illesa, se i costi non possono essere addebitati a un ente finanziatore e la persona non è socio REGA (che altrimenti garantirebbe la copertura del pagamento), l’intervento viene fatturato alla persona ricercata.
Si raccomanda pertanto di verificare, prima di ogni escursione, le proprie coperture assicurative o l’affiliazione ad un ente di soccorso svizzero. A titolo d’esempio, un giorno di ricerche che coinvolge diversi partner comporta costi quantificabili in alcune decine di migliaia di franchi. I cittadini stranieri residenti all’estero, hanno la possibilità di divenire sostenitori della REGA. In questo caso, durante i soggiorni in Svizzera avranno diritto ai vantaggi dei sostenitori per salvataggi aerei in Svizzera (fanno testo i confini statali). Per contro, i vantaggi dei sostenitori per rimpatri dall’estero in Svizzera valgono unicamente per i sostenitori con domicilio in Svizzera (indipendentemente dalla loro nazionalità) come pure per gli svizzeri all’estero. I rimpatri all’estero sono possibili ma a spese di chi li richiede.

Presentato lo studio strategico sui Patriziati ticinesi

Presentato lo studio strategico sui Patriziati ticinesi

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha presentato questa mattina in conferenza stampa il nuovo studio strategico sui Patriziati ticinesi. Lo scopo della nuova edizione, elaborata dalla Sezione degli enti locali – con la collaborazione dell’Alleanza patriziale ticinese (ALPA), della Sezione forestale, della Sezione dell’agricoltura, della Sezione dello sviluppo territoriale, dei Comuni, degli Enti regionali per lo sviluppo e di Ticino Turismo – è di descrivere il nuovo contesto nel quale lavorano gli enti patriziali, e le sfide alle quali le amministrazioni saranno confrontate nei prossimi decenni. La pubblicazione è scaricabile gratuitamente dal sito internet www.ti.ch/patriziati.

Nel 2009 la Sezione enti locali, in collaborazione con l’ALPA, ha pubblicato per la prima volta lo studio strategico sugli enti patriziali ticinesi intitolato «Visioni e prospettive per il Patriziato ticinese». Tenuto conto dell’evoluzione del contesto socio-economico cantonale degli ultimi anni, il Dipartimento delle istituzioni ha deciso lo scorso anno di procedere con un aggiornamento dello studio, finanziato in parte da Banca Stato, con l’obiettivo di individuare una strategia per valorizzare i Patriziati ticinesi.

La finalità della nuova pubblicazione, come ha evidenziato il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, è quella di fornire indicazioni e risposte all’evoluzione e alle sfide con le quali tutte le amministrazioni patriziali si trovano confrontate in Ticino. Per farlo si è cercato di coinvolgere tutti i Patriziati e i loro partner di lavoro attraverso un’analisi sia quantitativa che qualitativa e completata da workshop e seminari.

Come emerso dallo studio, nei prossimi mesi inizierà quindi la pianificazione delle attività per definire i presupposti necessari affinché i Patriziati dispongano entro il 2030 di un’organizzazione e di risorse finanziarie umane adeguati, promuovendo un approccio aperto, procedure burocratiche snelle e un maggiore riconoscimento del ruolo ricoperto.

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi nel suo intervento ha infine sottolineato che “i Patriziati ticinesi restano un elemento centrale della società ticinese, in un mondo in continua evoluzione”. Grazie a questa nuova pubblicazione il Cantone e le realtà patriziali hanno intrapreso un percorso che permetterà agli enti patriziali di trasformarsi – per continuare anche in futuro a servire, nel modo migliore, la comunità.