Permessi, Gobbi in Gran Consiglio: ‘Ripeto, niente di illegale’

Permessi, Gobbi in Gran Consiglio: ‘Ripeto, niente di illegale’

Da www.laregione.ch

Rispondendo alle interpellanze di Pronzini, Quadranti e Sirica il presidente del governo spiega come semmai la discussione è sull’apprezzamento della legge

Il Consiglio di Stato conferma che nessuna decisione è stata presa illegalmente, il tema di discussione è se l’apprezzamento della legge è stato troppo restrittivo o troppo largo.
Il presidente del governo e direttore del Dipartimento delle istituzioni risponde così in Gran Consiglio all’interpellanza dell’Mps Matteo Pronzini, del liberale radicale Matteo Quadranti e del socialista Fabrizio Sirica che chiedevano lumi sulle pratiche dell’Esecutivo in materia di rilascio dei permessi per stranieri e sui relativi controlli. Il tutto, lo ricordiamo, ha preso le mosse dalla trasmissione ‘Falò’ della Rsi andata in onda il settembre. Trasmissione che, rileva Gobbi, “ha trattato in modo confuso alcuni ambiti e veicolato un messaggio inesatto, facendo credere che la giurisprudenza fosse stata disattesa”. Sempre rispondendo, il presidente del Consiglio di Stato ricorda che, a mente del collegio, “in ambito di prassi relativa ai controlli non si pongono problemi di legalità”. Nessuno degli interpellanti si è dichiarato soddisfatto, anzi. Matteo Pronzini ha informato che presto procederà a un esposto alla magistratura sul tema, iniziativa cui ha dato il proprio sostegno anche Sirica. In conclusione, Gobbi ha anche informato sulla genesi del suo “ribollire le busecca“: «In alcuni casi ci è stato detto che dovevano tenere qui situazioni dove erano coinvolte persone condannate per pedofilia».

Debiti di Campione: ‘Dichiarazioni incoraggianti’

Debiti di Campione: ‘Dichiarazioni incoraggianti’

Da www.laregione.ch

Il presidente del Consiglio di Stato saluta con favore l’immediata disposizione del neosindaco dell’enclave Canesi di saldare gli scoperti con la Svizzera

“Prendiamo atto di questa dichiarazione, senz’altro incoraggiante”. È accolta con favore dal presidente del Consiglio di Stato ticinese la nota diramata in mattinata dal neoletto sindaco di Campione d’Italia su una delle prime disposizioni date: saldare i debiti con la Svizzera. “Auspichiamo da tempo che la situazione debitoria di Campione venga risolta una volta per tutte – osserva Norman Gobbi, da noi sentito –. Non mancheremo di comunicare l’avvenuto pagamento”.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni sottolinea che non mancheranno le occasioni d’incontro con il nuovo esecutivo dell’enclave, da due anni retto dal commissario prefettizio Giorgio Zanzi: “Per tutto quanto concerne le relazioni con Campione d’Italia avremo presto un’interlocuzione diretta con il nuovo sindaco e con la sua giunta per valutare tutte le richieste che saranno avanzate. Il Canton Ticino continuerà a lavorare con la massima disponibilità con Campione in nome della storica amicizia”.

Visita di cortesia dell’Ambasciatore del Brasile

Visita di cortesia dell’Ambasciatore del Brasile

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Evandro Didonet, Ambasciatore del Brasile per la Svizzera e il Liechtenstein. L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità e ricordare i legami fra il nostro Cantone e la Repubblica federale brasiliana.

La visita di cortesia dell’Ambasciatore Evandro Didonet ha offerto l’occasione per condividere informazioni d’attualità in campo politico e sociale, e di analizzare le relazioni economiche a livello federale – dati gli intensi scambi che legano i due Paesi e che fanno del Brasile il primo partner commerciale della Confederazione nell’America Latina.
Come di consueto, il Presidente del Consiglio di Stato ha presentato alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Canton Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide future.
L’attenzione è stata poi rivolta alla situazione della pandemia da coronavirus, che ha messo a dura prova i sistemi sanitari, tanto nel nostro Cantone quanto in Brasile.  

Carnevale 2021

Carnevale 2021

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso che i festeggiamenti carnascialeschi saranno permessi unicamente in ambito gastronomico (risottate, ecc.) nel rispetto delle direttive COVID in vigore e delle normative applicate nel settore GASTRO.

Una prima decisione di principio di sospendere i grandi cortei e le serate danzanti per il carnevale 2021 era stata discussa e fatta propria dagli organizzatori dei maggiori carnevali ticinesi (Bellinzona, Chiasso, Biasca, Tesserete), comunicata al termine di un incontro con il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e con lo speciale Gruppo di lavoro “Grandi manifestazioni” istituito dal Governo. La situazione legata alla diffusione del virus Covid-19 e le incertezze sullo sviluppo dei contagi aveva consigliato di annullare i grandi eventi legati ai principali carnevali che si sarebbero dovuti svolgere nei primi mesi dell’anno venturo.
L’incontro odierno, al quale ha preso parte pure “La Stranociada” di Locarno, svoltosi a Bellinzona ha permesso al Gruppo di lavoro “Grandi manifestazioni” di approfondire ulteriormente assieme ai responsabili dei maggiori carnevali ticinesi le criticità che una grande aggregazione di persone porta con sé in un contesto sanitario delicato.
Alla luce di queste riflessioni il Governo ha deciso di limitare i festeggiamenti in tutto il Cantone in occasione del Carnevale 2021, permettendo solo le risottate (o eventi gastronomici simili) che da sempre caratterizzano i carnevali popolari ticinesi. Tenendo però conto di precise restrizioni: varranno sia le direttive COVID sia le normative applicate al settore GASTRO (per esempio: clienti seduti, personale con la mascherina, tutte le disposizioni per il tracciamento, ecc.).
Nella sua decisione il Consiglio di Stato definisce inoltre che per gli eventi gastronomici che prevedono la presenza in contemporanea di più di mille persone (ad es. risotto in Piazza della Riforma a Lugano) va richiesta l’autorizzazione cantonale per “grandi manifestazioni” con relativo concetto di protezione (per le altre serve invece l’autorizzazione comunale). Inoltre, nei prossimi giorni il Governo chiederà ai colleghi grigionesi di coordinare l’applicazione di queste misure anche nelle regioni limitrofe del Cantone dei Grigioni, in modo da garantire in tutta la regione un’equivalente regolamentazione.
Infine, il Governo cantonale si riserva di introdurre ulteriori restrizioni a seguito dell’evoluzione pandemica e anche in tal caso non sono previsti indennizzi da parte dell’ente pubblico.

(Foto: www.rabadan.ch, Massimo Pedrazzini)

Nell’ex prigione qualcosa si muove: ecco cosa sta succedendo

Nell’ex prigione qualcosa si muove: ecco cosa sta succedendo

Da www.tio.ch
Il Naravazz è ufficialmente chiuso nel 2013. Ma puntualmente la popolazione nota curiose attività. Stefano Laffranchini, direttore delle strutture carcerarie ticinesi: «Usiamo l’edificio per le esercitazioni».
Intanto resta aperta l’ipotesi di creare un carcere femminile.

L’hanno chiuso ufficialmente nel 2013. Eppure, di tanto in tanto, qualche abitante di Torricella-Taverne nota curiosi movimenti attorno al Naravazz, un ex prigione dal passato illustre. Stefano Laffranchini, direttore delle strutture carcerarie ticinesi, interpellato da Tio/20Minuti spiega: «Usiamo l’edificio per le esercitazioni. Sappiamo che la gente ogni tanto fa domande. Non c’è da preoccuparsi, è tutto in regola».

Quella pagina web ancora attiva
I quesiti, tuttavia, sono alimentati anche dal fatto che sul sito del Cantone l’ex carcere risulta tuttora in funzione. A fare sì che, dopo 7 anni, la pagina web sia ancora attiva sembrerebbe esserci un inghippo legislativo. Il Naravazz, il cui ultimo inquilino è stato l’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative (UIPA), nel frattempo trasferito a Palazzo Governativo, a un certo punto pareva destinato a diventare un carcere femminile. «Questa ipotesi di progetto – fanno sapere dal Dipartimento delle istituzioni – rientra in una discussione più ampia che riguarda la pianificazione di tutte le strutture carcerarie. Il Cantone, come è risaputo, valuta di realizzare il nuovo penitenziario cantonale».

Le mille vite di una prigione
Sedici camere, con la possibilità di ospitare una ventina di detenuti. «Il Naravazz – aggiunge Laffranchini – ha avuto più vite. A un certo punto era destinato a persone in esecuzione di pene eseguite in regime di lavoro esterno, di semiprigionia. Oppure a esecuzioni di pene di breve durata. Ospitava anche detenuti in esecuzione di pena che non presentavano un rischio di fuga e per i quali non c’era da attendersi il rischio di recidiva».

Una location ideale
Il carcere aperto trova attualmente spazio allo Stampino di Cadro. «Il Naravazz invece – conclude Laffranchini –, con le sue celle e col suo ambiente carcerario, momentaneamente resta una location ideale per qualsiasi tipo di esercitazione legato alle forze dell’ordine. Dalla polizia alla protezione civile».