Incontro con i rappresentanti delle stazioni sciistiche

Incontro con i rappresentanti delle stazioni sciistiche

Comunicato stampa

Mercoledì pomeriggio il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha incontrato i responsabili delle stazioni sciistiche cantonali nell’imminenza dell’apertura degli impianti. È stata l’occasione per fare il punto della situazione sull’implementazione dei piani di protezione voluti dal Consiglio federale e vincolanti all’ottenimento dell’autorizzazione all’apertura accordata dal Gruppo di lavoro Grandi manifestazioni istituito dal Consiglio di Stato.

Il prossimo fine settimana in Ticino partirà la stagione sciistica. Alcune stazioni apriranno gli impianti e saranno così pronte ad accogliere i primi sciatori.
Proprio alla vigilia di questa data, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, assieme al presidente del Gruppo di lavoro Luca Filippini, ha voluto incontrare gli operatori del settore unitamente all’Unione trasporti pubblici e turistici Ticino (UTPT).
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di dare un segnale di supporto a chi lavora in questo contesto in un momento certamente non facile e caratterizzato da grande incertezza. Da entrambe le parti ci si è dichiarati pronti a dare il meglio in modo costruttivo e propositivo per cercare, nell’interesse comune, di sostenere l’attività anche in un periodo del tutto particolare come quello che stiamo vivendo.
Si è discusso e sono state fornite risposte puntuali sull’implementazione dei piani di protezione obbligatori, indispensabili per ottenere l’autorizzazione per l’apertura delle infrastrutture da parte del Cantone, attraverso il Gruppo Grandi manifestazioni. Piani di protezione che dovranno inevitabilmente essere adattati a seconda dell’evoluzione della crisi sanitaria.
Nelle prossime settimane, a seconda delle necessità, potranno essere convocate altre riunioni.       

 

Un nuovo settore per i patriziati

Un nuovo settore per i patriziati

Comunicato stampa

In seguito agli approfondimenti emersi dallo studio strategico dei patriziati, il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di istituire il settore Patriziati all’interno della Sezione degli enti locali. Coordinato da Fausto Fornera, già ispettore dei patriziati, il nuovo servizio è operativo da inizio settembre 2020 e ha il compito di gestire le attività ordinarie nonché le numerose sfide che i 200 enti patriziali dovranno affrontare nei prossimi anni.

A dieci anni dalla prima edizione, il Dipartimento delle istituzioni ha voluto aggiornare lo studio strategico sul mondo dei patriziati ticinesi. Dall’analisi svolta, sono emerse una serie di riflessioni che sono ora in fase di approfondimento. Una delle misure già attuate è stata la costituzione, dal mese di settembre, del nuovo settore dei patriziati all’interno della Sezione degli enti locali. L’obiettivo è quello di avere un’organizzazione strutturata per far fronte alle numerose attività che coinvolgono i Patriziati ticinesi.
Il servizio gestito da Fausto Fornera, infatti, si occupa anche di evadere le istanze per l’ottenimento dei sussidi finanziari stanziati dal Fondo di aiuto patriziale e dal Fondo per la gestione del territorio, i quali nel corso del 2019 sono aumentati notevolmente (47 nuove istanze, a fronte delle 17 dell’anno precedente); questo elemento testimonia il dinamismo che caratterizza diversi enti patriziali. Inoltre, il neo settore offre consulenza e garantisce la vigilanza su tutti i Patriziati, nonché coordina e supporta i Patriziati nel caso in cui non possano gestire dal profilo amministrativo i propri enti. In questo caso il Consiglio di Stato attribuisce al locale Municipio il mandato di occuparsi dell’amministrazione del Patriziato (nel 2019 e nel 2020 si sono verificati due casi di gerenza).
I Patriziati restano un elemento centrale della società ticinese, in un mondo in continua evoluzione. In quest’ottica il nuovo assetto organizzativo permetterà alla Sezione degli enti locali di far fronte alle nuove sfide che gli enti patriziali dovranno raccogliere nei prossimi anni. In particolare, dovranno, oltre alla gestione e alla valorizzazione del territorio, sostenere la promozione economica nelle regioni periferiche e rafforzare lo spirito comunitario, in modo particolare nei comuni aggregati.