Vaccini in Ticino, si passa agli over75

Vaccini in Ticino, si passa agli over75

Le autorità cantonali hanno organizzato un momento informativo per un aggiornamento sul piano di vaccinazione nel nostro Cantone.
Gobbi: “La macchina organizzativa funziona”.
De Rosa: “Tutto dipende dalla fornitura dei vaccini”. Zanini: “L’obiettivo rimane quello di evitare morti”
Nonostante la carenza di vaccini la campagna di vaccinazione prosegue in Ticino. Prende il via, infatti, la fase 3 che riguarda gli over75. Da oggi viene estesa la possibilità di annunicarsi alla popolazione over75 in su: 17mila residenti in Ticino domani riceveranno infatti una lettera dal Medico cantonale con tutte le informazioni. Il centro di vaccinazione principale dedicato a questa fase sarà a Giubiasco e sarà operativo da mercoledì 3 marzo. “La macchina operativa funziona, ma la fornitura dei vaccini è l’anello debole”, ha commentato Norman Gobbi. Alla conferenza stampa erano presenti il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il direttore del Dss Raffaele De Rosa e il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini. Qui sotto tutte le informazioni.
 
 
Da www.ticinonews.ch
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Vaccini per tutti da fine maggio

Da metà marzo, in Ticino, potranno invece ricevere il preparato anti-Covid le persone con oltre 75 anni – “Forniture anello debole della campagna”

Inizierà a metà marzo la vaccinazione per le persone con più di 75 anni; queste ultime riceveranno una lettera firmata dal medico cantonale a partire da domani (mercoledì). Potranno inoltre essere vaccinate anche le persone con oltre 80 anni che erano in lista di attesa a causa dei ritardi nelle forniture dei preparati di Pfizer e Moderna. Lo ha dichiarato martedì mattina il consigliere di Stato, Raffaele De Rosa, durante una conferenza stampa a Bellinzona, durante la quale è stato fatto il punto della situazione vaccinale in Ticino.

La campagna di vaccinazione contro il coronavirus nel Cantone procede, ma il ritardo e l’incertezza degli approvvigionamenti (da parte delle aziende farmaceutiche) pesano negativamente sui risultati finora raggiunti e rappresentano “l’anello debole della campagna”, hanno sottolineato le autorità cantonali. “C’è interesse per la vaccinazione, ma dobbiamo ancora invitare la popolazione ad avere pazienza. L’aspetto della fornitura dei vaccini rimane l’anello debole”, ha detto il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Il centro di vaccinazione di Giubiasco (mercato coperto) è in fase di allestimento e sarà operativo dal 3 marzo per gli over 75 ha detto il presidente del Governo, sottolineando che saranno allestiti anche gli altri centri: Conza Lugano, Fevi Locarno, mercato coperto di Mendrisio.

I ritardi nella fornitura dei vaccini hanno causato la perdita di circa 18’000 vaccinazioni, ha dichiarato il farmacista cantonale, Giovan Maria Zanini, sottolineando che in Ticino “dal 4 gennaio fino a domenica sera sono state somministrate 32’775 dosi di vaccino”. Il Ticino, ha aggiunto Zanini, ha ricevuto finora circa 42’000 dosi; circa 10’000 non sono ancora state somministrate ma sono quasi tutte già state consegnate, in distribuzione o riservate.

“In questo momento è in corso la somministrazione della seconda dose di vaccino anti-Covid nei comuni, stiamo parlando di 6’730 persone”, ha spiegato Raffaele De Rosa, consigliere di stato e capo del Dipartimento della sanità e della socialità.

Dopo le vaccinazioni agli over 75, l’obiettivo è procedere alla fase 4 (persone affette da malattie croniche, circa 25’000 persone, da fine marzo). La fase 5 riguarderà gli over 65 (35’000 persone) da metà aprile. La fase 6 riguarderà il personale sanitario (12’000 persone) da inizio maggio. La fase 7 (popolazione adulta sopra i 16 anni), da fine maggio, a causa proprio dei ritardi e delle incertezze nelle forniture dei preparati Pfizer/BioNTech e Moderna.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Vaccini-per-tutti-da-fine-maggio-13853170.html

Da www.rsi.ch/news

 

Tessiner bangen um Schweizer Osterurlauber

Tessiner bangen um Schweizer Osterurlauber

Ostern naht. Angesichts der aktuellen Lage halten sich viele Schweizer mit Buchungen zurück. Im Tessin ist die Lage angespannt.

Das Wichtigste in Kürze
– Nach dem Bundesrat bleiben Restaurants und Bars bis mindestens Anfang April geschlossen.
– Entsprechend verzichten viele Schweizer auf ihre grossen Osterferien im Tessin.
– Kanton und Tourismus schlagen deshalb Alarm und fordern baldige Lockerungen.
In vier Wochen ist Ostern. Für das Tessin beginnt damit das grosse Ostergeschäft – zumindest für gewöhnlich. Denn angesichts der aktuellen Lage warten viele Schweizer mit der Reiseplanung in den Süden.
«Es herrscht eine grosse Unsicherheit», bestätigt auch Jutta Ulrich von Tessiner Tourismus. Eine Aussage über die Osterbuchungen könne sie Stand heute aber nicht machen. Der Grund: Viele Buchungen würden noch immer sehr kurzfristig erfolgen.
Vor gut zwei Wochen erklärte sie gegen über Nau.ch aber noch, dass nur «wenige Buchungen in den Hotels» eingegangen seien.

Politik will Gastro vor Ostern öffnen
Eine Tendenz, die auch der Kanton fürchtet. Wie der Tessiner Staatsrat am Wochenende mitteilte, wolle er Restaurants und Bars deshalb spätestens am 22. März öffnen. Zumindest tagsüber und entsprechend den bekannten Schutzplänen.Auch der Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi spricht sich für eine baldige Lockerung der Massnahmen aus. «Es geht darum, Hunderte von Geschäften wieder in Betrieb zu nehmen, die für drei Monate geschlossen werden mussten», betont der 43-Jährige auf Anfrage. Die Entwicklung der letzten Wochen sei ja schliesslich «mehr als ermutigend» gewesen.

https://www.nau.ch/news/wirtschaft/tessiner-bangen-um-schweizer-osterurlauber-65875493

Da www.nau.ch

Coronavirus: Tessiner Staatsrat setzt Bundesrat unter Druck

Coronavirus: Tessiner Staatsrat setzt Bundesrat unter Druck

Das Tessin wird ungeduldig. In einem Brief an den Bundesrat fordert der Regierungsrat eine Ausstiegsstrategie aus den Massnahmen gegen das Coronavirus.

Das Wichtigste in Kürze
– Das Tessin will seine Massnahmen gegen das Coronavirus lockern dürfen.
– Die Lage sei stabil genug, argumentiert der Regierungsrat, die Leute seien müde.
– Der Bundesrat wurde in einem Brief gebeten, «regionale Unterschiede» zu beachten.

Am Mittwochabend verschickte der Tessiner Regierungsrat einen Brief, adressiert an den Bundesrat. Es seien «regionale Unterschiede» betont worden, so Regierungspräsident Norman Gobbi zum «Corriere del Ticino». Konkret wolle das Tessin, dass die Landesregierung eine Ausstiegsstrategie aus dem Lockdown evaluiere.

«Grosses Ungleichgewicht» zwischen Tessin und Lombardei
Die Fallzahlen im italienischsprachigen Kanton hätten sich auf einem tiefen Niveau stabilisiert, so der Regierungsrat. Ebenso sei der Druck auf die Spitäler massiv gesunken. «In dieser Situation wird es schwierig, weiterhin Anstrengungen von der Bevölkerung zu verlangen», so Gobbi. Man verspüre eine zunehmende Müdigkeit.

Im Grenzgebiet zum Tessin, der Lombardei, sei das Leben fast wieder zur Normalität zurückgekehrt. Das sei «ein grosses Ungleichgewicht», meint der «Lega»-Politiker.

Tessin hat Coronavirus «unter Kontrolle»
Wegen der Mutationen des Coronavirus macht sich Gobbi aber keine Sorgen: «Die Situation ist unter Kontrolle.» Zwar sei ein Anstieg der Varianten zu verzeichnen, aber die globalen Fälle blieben stabil. Auch die fortgeschrittene Impfung der gefährdeten Personengruppe spreche für leichte Lockerungen.

«Im Moment bitten wir lediglich darum, dass die Bundesbehörde die Situation der Jugendlichen sorgfältig prüft», so der Staatsratspräsident. Beispielsweise könnte das Tessin sportliche Aktivitäten im Freien und in der Halle wieder zulassen. Oder Freizeit- und Kulturangebote öffnen. Von Restaurants und Bars sei im Brief nicht die Rede gewesen.

https://www.nau.ch/politik/bundeshaus/coronavirus-tessiner-staatsrat-setzt-bundesrat-unter-druck-65869531

Da www.nau.ch