Biglietto nominale accolto all’unanimità

Biglietto nominale accolto all’unanimità

I direttori cantonali di giustizia e polizia accolgono la proposta di Norman Gobbi. Il biglietto nominale potrebbe entrare in vigore già la prossima stagione
Presentarsi ai cancelli di stadi e piste di ghiaccio con un biglietto vergato dal proprio nome. Già dalla prossima stagione di calcio e hockey questo scenario potrebbe diventare realtà. I direttori cantonali di giustizia di e polizia hanno infatti accolto all’unanimità una proposta in tal senso presentata da Norman Gobbi.

Il tema era tornato di stretta attualità nelle ultime settimane, dopo gli scontri avvenuti a Lucerna e Zurigo a margine di due partite di Super League. Fra i direttori cantonali della giustizia si stava formando una maggioranza a sostegno dell’introduzione di un biglietto nominale per accedere agli stadi, proposta sostenuta anche dalla Consigliera federale Viola Amherd. Una misura notoriamente invisa dai club sportivi che hanno sempre lamentato e temuto un aggravio finanziario e logistico per metterla in pratica.

Poi è arrivata la pandemia
L’obbligo di presentare certificato covid e un documento d’identità insieme al biglietto per assistere ad una partita aveva però dimostrato come si potesse effettivamente introdurre qualcosa di simile ad un biglietto nominale. Ed oggi, durante la seconda giornata di lavoro dei direttori cantonali di giustizia e polizia riuniti a Mendrisio, è arrivata la conferma dell’ampio sostegno al provvedimento.

#sport #sicurezza
La notizia è stata data sui suoi profili social dal direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi che in un post corredato da un cuore ha scritto: “È tornato il pubblico, ma è tornata anche la violenza negli stadi di calcio. L’hooliganismo è un fenomeno difficile da estirpare in Svizzera. La nostra proposta di introdurre il biglietto nominativo per entrare negli stadi e nelle piste oggi è stata accolta all’unanimità a Mendrisio dai miei colleghi direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. Il ticket nominativo dovrebbe entrare in vigore per la stagione 2022-2023 dei massimi campionati di calcio e hockey. È una soluzione molto efficace, come dimostrato dai principali campionati di calcio europei. Avanti a favore della sicurezza e dello sport”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/biglietto-nominale-accolto-all-unanimita-LX4880580

Da www.ticinonews.ch

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Il biglietto nominativo sarà realtà

Lo ha annunciato Norman Gobbi via social, specificando che la proposta è stata accolta all’unanimità dai direttori cantonali di giustizia e polizia

«È tornato il pubblico, ma è tornata anche la violenza negli stadi di calcio». Con queste parole, via social, il consigliere di Stato Norman Gobbi è tornato a parlare di sport e sicurezza. E lo ha fatto, soprattutto, annunciando l’entrata in vigore del biglietto nominale a partire dalla stagione 2022-23. E ancora: «L’hooliganismo è un fenomeno difficile da estirpare in Svizzera. La nostra proposta di introdurre il biglietto nominativo per entrare negli stadi e nelle piste oggi è stata accolta all’unanimità a Mendrisio dai miei colleghi direttori cantonali di giustizia e polizia». La misura, scrive ancora Gobbi, dovrebbe appunto entrare in vigore nella stagione 2022-23 e varrà per i massimi campionati di calcio e hockey. «È una soluzione molto efficace, come dimostrato dai principali campionati di calcio europei. Avanti a favore della sicurezza e dello sport».

Da www.cdt.ch

A breve un piano contro la violenza domestica

A breve un piano contro la violenza domestica

A Mendrisio è in corso la Conferenza cantonale dei direttori di Giustizia e polizia, in Ticino dopo 16 anni. Diversi i temi sul tavolo, tra cui i flussi migratori e la violenza negli stadi
 
Un piano cantonale contro la violenza domestica sarà presentato a breve dai Dipartimenti Istituzioni e Socialità con tutte le misure implementate negli anni per contrastare questa triste deriva della società. È quanto è emerso dalla Conferenza cantonale dei direttori di Giustizia e polizia, che si svolge in questi giorni in Ticino dopo 16 anni. Tanti i temi sul tavolo, dalla violenza domestica, ai flussi migratori, alla violenza negli stadi con un denominatore comune: più collaborazione, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di dati.

Violenza domestica
Un tema, quello della violenza in senso ampio, tornato ancora sotto i riflettori dopo il recente dramma di Solduno e per fare il punto a livello svizzero, all’Hotel Coronado è arrivata anche la consigliera federale Karin Keller Sutter. “Abbiamo sottoscritto questa carta d’azione congiunta per trovare delle misure per ridurre questo fenomeno sociale che tocca tutte e tutti in maniera indifferenziata, anche i più piccoli”, ha detto ai microfoni di Ticinonews Norman Gobbi.

Braccialetti con tecnologia GpS
Dal primo gennaio il Ticino, in ambito civile, si doterà di cinque braccialetti elettronici con tecnologia GpS per gli autori di violenza domestica e stalking. Un dispositivo che, tuttavia, permette di controllare solo a posteriori eventuali infrazioni, come del resto sancito dal legislatore federale. Proprio con la consigliera federale Karin Keller Sutter si sta discutendo di un potenziale controllo 24h/24h. “È la grande sfida, come Conferenza andremo in Spagna per verificare il sistema spagnolo che parrebbe essere uno dei più efficaci”, sottolinea Gobbi. Il braccialetto spagnolo permetterebbe infatti alla potenziale vittima di allertare in tempo reale la polizia qualora si sentisse in pericolo. Ma questa è appunto musica del futuro.
Coronavirus: impatto sulle politiche d’integrazione

Coronavirus: impatto sulle politiche d’integrazione

Comunicato stampa

Si terrà mercoledì 24 novembre la Giornata cantonale dell’integrazione 2021. Organizzata dal Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni, quest’anno la giornata sarà dedicata all’impatto della pandemia sulle politiche e sulle misure d’integrazione degli stranieri. La pandemia di COVID-19 e i conseguenti provvedimenti sanitari stanno cambiando il panorama sociale, politico ed economico in modo duraturo. I processi di integrazione risultano trasformati, in forme che cominciano solo ora a trasparire: tra queste anche la digitalizzazione.

La pandemia ha fortemente impattato sulla mobilità delle persone. L’invito delle autorità sanitarie alla popolazione di rimanere a casa ha giocoforza rallentato il processo di integrazione dei migranti e degli stranieri, limitati nei contatti, non solo con le rispettive famiglie di origine, ma anche con la società d’accoglienza e le organizzazioni incaricate della loro integrazione.
Quali similitudini e differenze ci sono nelle crisi sociali causate dalle epidemie a distanza di un secolo – la “Spagnola” e il coronavirus – e quale l’effetto nella percezione dell’”altro”, lo straniero? È possibile promuovere un percorso di integrazione sociale, professionale e linguistico della popolazione straniera all’epoca del distanziamento sociale? Quali sono le nuove sfide nella presa a carico delle fasce più fragili della popolazione straniera poste dalla digitalizzazione? In una società complessa e multiculturale è fondamentale che nelle emergenze le istituzioni siano capaci di comunicare rischi e contromisure all’intera popolazione. Quali sono state le difficoltà che ha dovuto affrontare l’Ufficio del medico cantonale, in collaborazione con enti e associazioni che si occupano d’integrazione stranieri, nella comunicazione nelle lingue della popolazione migrante? Quanto hanno pesato le percezioni differenti delle malattie e delle cure nelle diverse culture?
Per rispondere a queste e ad altre domande del pubblico, è stato organizzato un pomeriggio di studio che si terrà mercoledì 24 novembre, dalle ore 16.45 alle 19.45 all’Auditorium dell’Istituto di economia e commercio di Bellinzona. Dopo il saluto di benvenuto del Consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, interverranno: Rosario Talarico, specialista di storia della sanità e dell’igiene pubblica; Tindaro Ferraro, capo-supplente della promozione dell’integrazione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM); Debora Banchini, Capo-divisione della migrazione, Croce Rossa Sottoceneri; Rebecca Simona, Coordinatrice settore migrazione, Soccorso Operario Svizzero; Marcello Cartolano, Presidente  ACLI Servizi Ticino, Vladimir Miletić, Direttore del progetto Serbinfo.ch e Giorgio Merlani, Medico cantonale.
L’accesso al dibattito, aperto al pubblico, è consentito unicamente ai titolari del Certificato Covid. È richiesta l’iscrizione entro il 21 novembre con il modulo d’iscrizione disponibile all’indirizzo www.ti.ch/giornatadellintegrazione.