Cellulare alla guida, oltre mille multe in due mesi

Cellulare alla guida, oltre mille multe in due mesi

Da segnalare, il caso di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp
La polizia segnala anche l’episodio di un automobilista che stava impostando il navigatore e di un autista con licenza in prova al cellulare.

Si è chiusa a inizio febbraio la campagna di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni.
Gli agenti hanno in particolare portato a termine un’azione di prevenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida, effettuando delle azioni di sensibilizzazione, ma anche dei controlli mirati che hanno portato a numerose sanzioni nei confronti dei conducenti sorpresi al volante e contemporaneamente al telefonino.
Come già emerso in occasione di analoghe azioni effettuate in passato, l’uso di questi apparecchi durante la guida continua a essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e degli altri utenti della strada.
Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per un selfie alla guida o per la lettura di un messaggio, oltre che essere un comportamento illegale allunga fortemente i tempi di reazione.
Oltre mille multe – Accanto all’attività di sensibilizzazione, la campagna appena conclusa ha permesso di effettuare sull’arco di due mesi (dicembre e gennaio) 375 controlli della circolazione durante i quali sono state elevate 1.018 contravvenzioni che possiamo distinguere in 853 multe disciplinari (OMD) e 165 contravvenzioni intimate con procedura ordinaria tramite l’Ufficio giuridico della circolazione.
Da segnalare, tra le varie denunce, quelle inoltrate nei confronti di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp, di un conducente d’auto che stava manipolando un navigatore e di un autista con licenza in prova che stava manipolando il cellulare.
Analoghe attività di prevenzione e repressione da parte della Gendarmeria della Polizia cantonale saranno effettuate anche nei prossimi mesi.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1565263/guida-multe-cellulare-mille-due

Da www.tio.ch

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Circolazione, oltre 1’000 contravvenzioni in due mesi
Sono state emesse nel corso di 375 controlli eseguiti durante la campagna di prevenzione “Distrarsi mai”, volta a sensibilizzare sui pericoli di telefonare alla guida

Si è chiusa a inizio febbraio la campagna di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni. Gli agenti hanno in particolare portato a termine un’azione di prevenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida, effettuando delle azioni di sensibilizzazione, ma anche dei controlli mirati che hanno portato a numerose sanzioni nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usavano il telefonino.

Un’abitudine frequente
Come già emerso in occasione di azioni simili effettuate in passato, l’uso di questi apparecchi durante la guida continua a essere una pratica frequente. “Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e degli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per un selfie alla guida o per la lettura di un messaggio, oltre che essere un comportamento illegale, allunga fortemente i tempi di reazione”, si legge in un comunicato.

I numeri delle multe
Accanto all’attività di sensibilizzazione, la campagna appena conclusa ha permesso di effettuare sull’arco di due mesi (dicembre e gennaio) 375 controlli della circolazione, durante i quali sono state emesse 1’018 contravvenzioni, suddivise in 853 multe disciplinari (Omd) e 165 contravvenzioni intimate con procedura ordinaria tramite l’Ufficio giuridico della circolazione.

Contravvenzioni particolari
Tra le varie denunce, si segnalano quelle inoltrate nei confronti di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp, di un conducente d’auto che stava manipolando un navigatore, e di un autista con licenza in prova che stava manipolando il cellulare. Analoghe attività di prevenzione e repressione saranno effettuate anche nei prossimi mesi.

https://www.ticinonews.ch/ticino/circolazione-oltre-1-000-contravvenzioni-in-due-mesi-HB5175810

Da www.ticinonews.ch

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Quando i selfie possono diventare molto pericolosi
Oltre 1.000 le contravvenzioni rilasciate in due mesi agli automobilisti, a causa dell’uso del telefonino alla guida – Nonostante la campagna di sensibilizzazione «Strade sicure» il fenomeno non accenna a diminuire

1.018 contravvenzioni, distinte in 853 multe disciplinari (OMD) e 165 contravvenzioni intimate con procedura ordinaria tramite l’Ufficio giuridico della circolazione. Sono questi i numeri forniti dalla Polizia cantonale, ottenuti dai 375 controlli della circolazione effettuati sull’arco dei mesi di dicembre e gennaio, che hanno visto puniti molti automobilisti che utilizzavano il cellulare alla guida.
Proprio negli ultimi giorni si è chiusa la campagna di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni. Gli agenti hanno in particolare portato a termine un’azione di prevenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida, effettuando delle azioni di sensibilizzazione oltre che i controlli mirati, culminati in numerose sanzioni nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usavano il telefonino. Come già emerso in occasione di simili azioni effettuate in passato, l’uso di questi apparecchi durante la guida continua a essere una pratica frequente degli automobilisti. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e degli altri utenti della strada. Le autorità ritengono quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per un selfie alla guida o per la lettura di un messaggio, oltre che essere un comportamento illegale allunga fortemente i tempi di reazione. Tra le varie denunce, sono state segnalate in particolare quelle inoltrate nei confronti di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp, di un conducente d’auto che stava manipolando un navigatore e di un autista con licenza in prova che stava manipolando il cellulare. Analoghe attività di prevenzione e repressione da parte della Gendarmeria della Polizia cantonale saranno effettuate anche nei prossimi mesi.

Da www.cdt.ch

“Quel muro era un basello”

“Quel muro era un basello”

Nel commentare l’esito della domenica elettorale, il consigliere di Stato svela i retroscena di un incontro con la cellula sanitaria ticinese: “Gli ho detto che sono consulenti, non comandanti”
Prima di Natale gli esperti lanciavano l’allarme di fronte all’ondata di variante Omicron, che rischiava di mettere in ginocchio il sistema sanitario. Quello scenario, però, non si è avverato. Quella degli esperti, secondo alcuni, una visione troppo drammatica. Tra questi il consigliere di Stato Norman Gobbi. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni lo ha raccontato oggi su Teleticino nel commentare l’esito del voto sui media. Infatti, secondo Gobbi, a pesare sul voto odierno potrebbero essere state alcune prese di posizione su alcuni temi in Svizzera interna e l’eccessivo allarmismo in alcuni fasi della pandemia, ha detto il consigliere di Stato.

Il basello Omicron
Media che avrebbero seguito, ha detto, il parere degli esperti. “Ricordo come prima di Natale si parlasse di come in Ticino si andasse contro un muro. Come ho detto anche davanti alla cellula sanitaria, il muro era un basello, che in ticinese significa un gradino. Lo abbiamo superato, è vero con qualche difficoltà, ma senza la drammaticità che i sanitari paventavano”.

A comandare sono gli eletti
Di fronte alla cellula sanitaria, Norman Gobbi ha raccontato di aver chiarito anche quali siano le gerarchie decisionali in Svizzera: “L’ho ricordato anche a loro, loro sono lì come consulenti, non sono lì come decisori o comandanti. Comandanti sono coloro che sono stati eletti nei vari consessi. Punto”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/gobbi-contro-gli-esperti-quel-muro-era-un-basello-NI5183438

Tra Lega e UDC c’è l’intesa: «Uniti per le cantonali»

Tra Lega e UDC c’è l’intesa: «Uniti per le cantonali»

Chiacchierata con il consigliere di Stato Norman Gobbi in vista delle elezioni del prossimo anno: «Qualche mal di pancia può anche rimanere ma il 2019 ha dimostrato che la strategia è vincente»

L’accordo c’è: Lega e UDC correranno assieme in occasione delle elezioni cantonali del 2023 e l’intesa concernerà anche le elezioni federali dell’autunno dello stesso anno. I dettagli verranno definiti nelle prossime settimane. Ad annunciare che a destra si andrà a braccetto anche in futuro è stato il consigliere di Stato della Lega Norman Gobbi, ospite ieri sera di Gianni Righinetti a La domenica del Corriere per un’intervista ad ampio respiro sotto il titolo “Norman o SuperNorman?”. Su Lega-UDC Gobbi ha aggiunto che «i contatti ci sono stati e la disponibilità di entrambe le parti è stata immediata, anche perché il 2019 ha dimostrato che la strategia è stata vincente. Per la Lega che ha mantenuto i due seggi in Governo ma anche per l’UDC che ha conquistato anche grazie all’elettorato leghista (come candidato unico) un seggio al Consiglio degli Stati con Marco Chiesa. Il quale, successivamente, è diventato presidente dell’UDC nazionale ». Gobbi ha ammesso che «qualche mal di pancia può anche rimanere in alcune frange dei due partiti, ma i frutti ci sono per consolidare un’area politica che, separata, non avrebbe la stessa forza nel portare avanti certe politiche». Manca da definire la suddivisione dei cinque posti nella corsa per il Governo: «È stato definito comunque che i due uscenti, il sottoscritto e il collega Claudio Zali ci saranno». Sarà lista unica per il Governo e liste distinte per il Gran Consiglio.

Nuova Lega, vecchie abitudini
Ma Gobbi ha pure detto che entro la fine della primavera è atteso il varo formale della nuova organizzazione in seno alla Lega, pianificata, ma poi rinviata a causa della pandemia e per l’improvviso decesso di Marco Borradori. « Ora dobbiamo dare stabilità alla struttura, che è già pianificata, ma vista la fase d’uscita dalla pandemia, riprendere con gli incontri popolari che hanno sempre contraddistinto la nostra azione e il nostro modo di stare in contatto con elettori e simpatizzanti», ha aggiunto Gobbi. Insomma, «risotto e luganiga prima di ogni altra cosa?», ha chiesto Righinetti. «Il contatto con la gente è sempre stato nel nostro DNA, lo voleva già Giuliano Bignasca e dovrà sempre essere così a mio modo di vedere».

Uscita per direttissima
La chiacchierata a La domenica del Corriere ha preso le mosse dalla volontà del Consiglio di Stato di uscire velocemente dalla pandemia, «i sacrifici, la sofferenza e le difficoltà che abbiamo vissuto ci hanno portato a prediligere un’uscita piuttosto veloce, a optare per la prima variante proposta dal Consiglio federale che ora dovrà esprimersi », ha affermato il direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Ticino «terra rifugio»?
«Ticino bello e sicuro per vivere e rifugiarsi?», ha chiesto Righinetti. «Da un lato la sicurezza è data, i reati commessi sul territorio cantonale sono diminuiti notevolmente. Anche chi compie rapine sa che ha poche possibilità di farla franca, lo stesso vale per i furti nelle abitazioni. E siamo molto attenti anche per correggere le deviazioni date dalla violenza domestica. Ma oggi la stessa, da fatto privato, è diventata un tema pubblico. Se ne parla e si fa prevenzione nonché intervento puntuale». Insomma, il Ticino è bello per gli onesti e troppo sicuro per i disonesti? «No. Credo che il Ticino abbia le antenne più attive sul territorio e un ordinamento svizzero con leggi molto liberali e permissive. La libertà c’è, ma se penso alla dimensione della criminalità è dimostrato che il Ticino è presente e attivo: la coscienza del fenomeno c’è. Non per tutti i Cantoni è così, vi sono alcuni che credono che la criminalità organizzata si esprima solo in italiano. Evidentemente non è così, i fenomeni della criminalità organizzata toccano tutti, anzi, in maniera preponderante i Cantoni svizzero tedeschi e francesi».

Bastone e carota
Norman Gobbi non ha mai nascosto il suo rigore nella gestione dell’immigrazione, con il socialista Manuele Bertoli che aveva dichiarato: «L’arrivo di Norman alle Istituzioni ha reso più difficile la vita degli stranieri in Ticino». Insomma un consigliere di Stato brutto e cattivo? « Fosse così sarei SuperNorman, l’apprezzamento per paletti più stretti è dato, ma le leggi e la giurisprudenza talvolta limitano l’apprezzamento. Quello che abbiamo applicato è un certo rigore perché assicuro che ci sono casi che, se riportati in pubblico, farebbero accapponare la pelle ». Però recentemente abbiamo visto un Gobbi morbido, nel caso di India che negli scorsi giorni ha ottenuto dalla Segreteria di Stato della migrazione il permesso di restare in Svizzera con la sua famiglia. «Ricordo che la richiesta per il riconoscimento del caso di rigore non è stato del Governo ma dell’Ufficio della migrazione, quindi di rango amministrativo e non politico e strategico». Ma Gobbi si è esposto pubblicamente in prima persona. «Ho commentato la decisione dell’Ufficio e dico che occorre evitare di politicizzare questi casi. Ogni situazione è diversa, India e i suoi cari sono rimasti sul nostro territorio per 10 anni per via della procedura e dei numerosi ricorsi. D’altra parte hanno dimostrato di impegnarsi nel processo di integrazione. Questo è il mio giudizio obiettivo, non è questione di essere più o meno morbido. Nei confronti di chi si comporta diversamente il mio auspicio rimane sempre che lascino il nostro territorio». Ma che peso hanno avuto le parole della società civile, di partiti e movimento progressisti e anche del Vescovo? «Penso pari a zero. Se posso essere brutale, la Segreteria di Stato della migrazione valuta secondo il dossier, valuta tecnicamente e non in base alle lettere che riceve a sostegno».

http://teleticino.ch/programmi/la-domenica-del-corriere/la-domenica-del-corriere-130222-MD5173079

Due sì e due no. Si pensa a un’unione a due

Due sì e due no. Si pensa a un’unione a due

Bodio e Giornico hanno approvato il progetto di aggregazione in Bassa Leventina mentre Pollegio e Personico lo hanno respinto. Ora si guarda a una fusione tra chi ha detto sì.

Il progetto aggregativo della Bassa Leventina incassa due sì e due no. A schierarsi a favore della fusione nel Comune ‘Sassi Grossi’, senza sorprese, sono stati i comuni di Bodio, con l’81% di sì (195 sì e 46 no), e Giornico, dove i voti favorevoli sono stati 288 (84%) e i contrari 56. Contrari sono stati Pollegio, con l’82% per il no (266 no e 58 sì), e Personico (65%) con 120 no e 65 sì. A fronte di un totale di 1’094 schede valide, Sassi Grossi ha incassato 606 sì (55%) e 488 no (45%). La possibilità di un’unione a due tra Giornico e Bodio appare ora molto probabile dopo la votazione consultiva di ieri. Uno scenario confermato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) Norman Gobbi raggiunto dalla redazione. «La disponibilità della popolazione di questi due Comuni ci permette di ragionare su una fusione a due. Disponibilità manifestata anche dai due rispettivi sindaci, anche se evidentemente ora, dopo il voto, devono ancora discuterne all’interno dei loro Municipi». Quanto ai due Comuni che hanno respinto il progetto «l’esito era molto probabile visto che i due Consigli comunali si erano già detti contrari e quindi il voto non ci ha sorpreso», rileva Gobbi. Pensando ai possibili scenari chiediamo se per questi due Comuni contrari l’ipotesi di decretare un’adesione coatta sia fuori discussione. «È improbabile e poco in linea rispetto all’esito popolare chiaro nei due Comuni. Pollegio e Personico hanno chiesto autonomia, ma tengo a ricordare che la libertà richiede anche responsabilità e saper assumere le conseguenze delle proprie decisioni e azioni». In un comunicato stampa diramato ieri pomeriggio il Di spiega che la procedura della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei comuni (LAggr) prevede che, dopo il voto consultivo, il Consiglio di Stato formuli la propria proposta in merito al progetto in un messaggio governativo. “Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio”. In particolare, evidenzia il Di, il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. “In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due comuni”.

Se a Bodio e Giornico, dove sia Municipio che Consiglio comunale erano favorevoli all’aggregazione, l’esito favorevole della votazione pareva scontato, a Pollegio da tempo era noto il grande scetticismo riguardo all’unione con gli altri tre enti locali e la maggioranza del Municipio e del Consiglio comunale era contraria. Dove l’esito del voto appariva più incerto era Personico. A differenza del parere favorevole del locale Municipio, il Consiglio comunale si era nettamente schierato contro il progetto aggregativo con 14 voti contrari e 5 favorevoli (più tirata a Pollegio con 11 contrari, 8 favorevoli e un’astensione).

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 14 febbraio 2022 de La Regione

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Ora si va verso la fusione a due

Solamente Bodio e Giornico approvano, in modo chiaro, l’aggregazione in bassa Leventina – L’interesse per la miniunione c’è Il progetto Sassi Grossi bocciato invece da Personico e Pollegio – I sindaci non sono troppo sorpresi, anche se non manca un po’ di delusione

Sassi Grossi non vedrà la luce. E ora, in bassa Leventina, si fa largo il matrimonio a due fra Bodio e Giornico. I risultati della votazione consultiva di ieri sul progetto aggregativo di cui si parla da due decenni sono stati chiarissimi. Dei quattro Comuni interessati solamente quelli appena citati hanno detto sì. E lo hanno fatto in modo schiacciante, con oltre l’80% delle preferenze. Dalle urne è invece uscito il no scontato e granitico di Pollegio e quello che si poteva immaginare (ma non in queste proporzioni) di Personico. Due a due. Niente palla al centro, stavolta, ma direttamente nelle mani dei Municipi che hanno festeggiato l’unione e soprattutto del Consiglio di Stato. L’interesse per delle nozze in versione ridotta sembra esserci, nel rispetto della volontà popolare.

Imelli: «Serviva coraggio»
Ad urne chiuse sono già iniziate le riflessioni. Che entreranno nel vivo questa settimana, quando gli Esecutivi di Bodio e Giornico discuteranno al loro interno l’eventualità di lanciarsi in una nuova iniziativa aggregativa sulle ceneri di Sassi Grossi. Una certezza: non bisognerà ripartire da zero. Le basi ci sono. E, soprattutto, vi è la consapevolezza che gli abitanti desiderano la fusione: a Giornico i sì hanno raggiunto l’83,72%, mentre a Bodio sono stati poco meno (80,91%). Il segnale lanciato alle istituzioni, comunali e cantonali, è evidente. Secondo il sindaco di Bodio Stefano Imelli «il risultato va ben oltre le più rosee aspettative. La popolazione ha seguito la linea del Municipio, del Consiglio comunale e della Commissione aggregazione. Per contro, a livello complessivo, non vedo sorprese. Le argomentazioni dei contrari all’aggregazione sono le stesse da vent’anni. Mi spiace, davvero, che non si è avuto il coraggio di scrivere il primo capitolo di questa storia».
Andrete quindi avanti con un’unione a due? «Nei prossimi giorni avremo una seduta straordinaria di Esecutivo. Dovremo inoltre discuterne anche con il Legislativo. Per quanto riguarda Personico, Comune con il quale negli ultimi anni abbiamo collaborato sull’ipotesi di insediare le Officine FFS di Bellinzona all’ex Monteforno e sul futuro dell’area industriale, da parte nostra la porta rimarrà sempre aperta».

Bellotti: «Soluzione ideale»
Quando lo contattiamo telefonicamente Rosolino Bellotti sta celebrando il pollice alzato di Giornico. «Certo, mi aspettavo un verdetto così netto. Una fusione con Bodio potrebbe essere la soluzione ideale. Già oggi condividiamo delle risorse e, soprattutto, una zona industriale che stiamo cercando di sviluppare. In ogni modo, prima, dovremo discuterne in seno all’Esecutivo. Di questa eventualità e, pure, della conferma della collaborazione con Personico», osserva il sindaco di Giornico. Il timoniere in carica dallo scorso aprile si congeda facendo notare che «nel complesso i sì sono stati 606 (pari al 55,39%) a fronte di 488 no. Bisognerà tener conto anche di questo dato nelle riflessioni che si andranno a fare».

Cristina: «Dimettermi? No»
Personico avrebbe dovuto essere l’ago della bilancia. Il Municipio era favorevole a Sassi Grossi, il Legislativo no. Gli aventi diritto di voto si sono schierati con i consiglieri comunali nella misura del 64,86%. «Sono parzialmente deluso. Per indole sono una persona molto realista. E così è stato anche in questo caso. Come Esecutivo prendiamo atto del verdetto delle urne. Rispetteremo la volontà dei cittadini. La fusione è oramai un tema che per un po’ verrà accantonato », rileva il sindaco Emilio Cristina. Il quale aggiunge subito di essere «contento per il risultato di Bodio e Giornico. Adesso possono ragionare su un matrimonio a due. Per contro a Pollegio si sapeva che avrebbe vinto il no. Dimettermi? No. Resto perché credo che si possa continuare a collaborare in primis con Bodio e Giornico anche se, come dico sempre, per collaborare bisogna essere in due».

Righini: «Una piccola entità»
Un no doveva essere ed un no è stato. A Pollegio era tutto già scritto. La fusione fa storcere il naso. Era stato così il 5 giugno 2011 quando fu bocciata l’aggregazione con Biasca ed Iragna. Allora la percentuale di contrari era stata del 61,32%. Oggi è pari all’82,10%. «È la conferma della tendenza espressa dapprima dal Municipio e poi dal Legislativo. Nessuna sorpresa. L’abbiamo sempre detto che eravamo contrari a questa aggregazione, che di fatto non avrebbe portato ad un profondo cambiamento in bassa Leventina. Come Comune di Pollegio saremmo stati favorevoli ad un’unione se avessimo potuto avere un peso specifico più importante, in un’entità più grande», sottolinea il sindaco Igor Righini, al timone da meno di un anno. L’ex presidente del Partito socialista ticinese, a nostra precisa domanda sull’eventualità molto verosimile di una fusione limitata a Bodio e Giornico, puntualizza che «si tratterebbe comunque di un progetto ancora più piccolo di quello che era originariamente. La riflessione spetta ai due Comuni e, soprattutto, alle istituzioni cantonali».

I prossimi passi
«Il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni». Ad urne appena chiuse, il Dipartimento delle istituzioni (DI) ha indicato quella che – allo stato attuale – è la via più percorribile: addio Sassi Grossi, evviva le nozze a due. I rispettivi Municipi, l’abbiamo scritto in precedenza, si riunirannoa breve per fare il punto. L’interesse, in ogni modo, c’è. Per il resto il Consiglio di Stato dovrà adesso trasmettere al Parlamento il messaggio attraverso il quale, immaginiamo, proporrà di abbandonare il progetto a quattro. «Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i Municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio», conclude il DI. Chissà, invece di Sassi Grossi il futuro ente locale potrebbe chiamarsi Sassi Piccoli. Un piccolo sasso in vista di qualcosa di più grande fra 10-15 anni.

«L’idea di procedere con quello scenario è concreta»
Parla il consigliere di Stato Norman Gobbi: «A Bodio e Giornico c’è la predisposizione alla fusione e si tratta dei Comuni più grandi del comprensorio»

Da leventinese e da direttore del Dipartimento delle istituzioni ieri Norman Gobbi attendeva con trepidazione i risultati della votazione consultiva sul progetto aggregativo in bassa valle denominato Sassi Grossi. Le urne hanno detto in modo incontrovertibile che i cittadini di Bodio e di Giornico vogliono la fusione, mentre quelli di Personico e di Pollegio no. Il verdetto delle urne è fin troppo evidente. Ed il consigliere di Stato ne prende ovviamente atto: «Il risultato non mi sorprende affatto, considerando quelle che erano state le prese di posizione dei Legislativi di Bodio e Giornico, favorevoli alla fusione, e dei Consigli comunali di Personico e Pollegio, per contro contrari a questo progetto aggregativo». La via è tracciata Adesso si fa strada l’ipotesi di una miniunione fra Bodio e Giornico. I rispettivi sindaci, da noi interpellati, affermano di volerne prima discutere con i colleghi di Municipio. Ma l’idea non dispiace affatto, anche perché c’è la volontà popolare da rispettare. C’è il desiderio, insomma, di convolare a nozze per due Comuni che sono uniti in primis dal destino del comparto dell’ex Monteforno, la storica acciaieria diventata oggi un polo di sviluppo economico cantonale.
Cosa ne pensa il direttore del Dipartimento delle istituzioni?
«Mi conforta il fatto che da parte della popolazione di Bodio e Giornico vi sia la predisposizione all’aggregazione. Il risultato è stato chiarissimo. E l’interesse per la fusione a due sembra esserci anche a livello dei sindaci. Si tratta pur sempre dei Comuni più grandi del comprensorio. I Municipi ne discuteranno ora al loro interno e poi si farà il punto con il Consiglio di Stato. In quel caso si tratterà di ricalibrare il rapporto di studio e non di ricominciare da zero». Quando sarà pronto il messaggio governativo? «Non ci vorrà troppo tempo. Questione di settimane».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 14 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

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Sassi Grossi: l’aggregazione non sfonda
Il progetto della Bassa Leventina raccoglie una maggioranza di voti a favore, ma divide i quattro Comuni – Bellinzona pronta a proseguire a due

Il progetto di nuovo Comune di Sassi Grossi in Bassa Leventina raccoglie un voto complessivo a favore, ma il futuro dell’aggregazione è ora condizionato dal risultato odierno della votazione consultiva. E questo perché pur avendo ricevuto una maggioranza complessiva di voti a sostegno dell’idea, Sassi Grossi ha raccolto due “sì” e due “no” fra i quattro Comuni interessati. Bellinzona potrebbe quindi decidere di procedere solo con Bodio e Giornico.

Fusione in Bassa Leventina: i risultati nei quattro comuni
Come hanno votato i cittadini di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio sul progetto di aggregazione nel nuovo comune denominato Sassi Grossi. Nel dettaglio, a fronte di un totale di 1’094 schede valide, “Sassi Grossi” ha incassato 606 sì (55%) e 488 no (45%). Il progetto ha raccolto la maggioranza dei voti a Bodio (195 voti, 81%) e Giornico (288 voti, 84%), mentre a Personico 120 cittadini (65%) bocciano il progetto; ancora più netto il no a Pollegio, con l’82% di contrari (266 voti).

“Il Dipartimento delle istituzioni – si legge in una nota diffusa domenica pomeriggio – ha preso atto dell’esito della votazione consultiva e ricorda che nelle prossime settimane verranno sentiti in Municipi e valutati i possibli scenari, da poi sottoporre al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio. “In particolare il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni”, conclude la nota.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sassi-Grossi-laggregazione-non-sfonda-15088403.html

Da www.rsi.ch/news