Coronavirus – Convivere con fiducia con il virus

Coronavirus – Convivere con fiducia con il virus

Comunicato stampa

L’allentamento delle misure di contenimento del coronavirus, annunciato oggi dal Consiglio federale, segna l’entrata in una nuova fase della pandemia. Il Consiglio di Stato saluta positivamente la decisione e guarda con fiducia al futuro: grazie a un buon grado di immunità, alla responsabilità individuale e all’esperienza acquisita possiamo ora continuare a convivere con il virus senza ulteriori provvedimenti. Occorre tuttavia ricordare che la pandemia non è terminata e che la prudenza rimane essenziale. Il cambiamento viene pertanto sottolineato con il passaggio al colore «blu» della campagna cantonale di sensibilizzazione e con un aggiornamento delle raccomandazioni. Particolare attenzione andrà posta nei confronti delle persone più vulnerabili che dovranno continuare a proteggersi ed essere protette attraverso i comportamenti ormai noti: uso della mascherina, igiene, distanziamento, arieggiamento dei locali e vaccinazione. In caso di sintomi, rimane inoltre fondamentale porsi immediatamente in isolamento e sottoporsi a un test. Sempre oggi il Consiglio di Stato ha deciso di abrogare il decreto esecutivo del 3 gennaio 2022 sui provvedimenti in materia di contenimento del contagio da COVID-19 nelle scuole. Cade di conseguenza, da domani 17 febbraio 2022, anche l’obbligo dell’uso della mascherina a scuola.

L’evolvere della situazione epidemiologica ha permesso oggi al Consiglio federale – dopo consultazione con i Cantoni – di stabilire l’abbandono delle misure per contenere la diffusione del coronavirus in Svizzera. Questa decisione segna l’avvio di una nuova fase di convivenza con il virus e decreta la fine di un sistema di provvedimenti che si è rivelato efficace ed equilibrato, evitando di limitare in maniera sproporzionata la libertà personale, sociale e economica nella nostra società.  
Il Consiglio di Stato guarda con fiducia ai prossimi mesi, conservando tuttavia la necessaria prudenza. Le persone più vulnerabili al virus devono infatti continuare a proteggersi e a essere protette, grazie ai comportamenti personali che ogni cittadina e ogni cittadino ha imparato e applicato in questi due anni. Alla luce del nuovo quadro normativo, la campagna di sensibilizzazione «Distanti ma vicini» torna da oggi al colore «blu», con una serie di raccomandazioni aggiornate che mettono particolare attenzione alla protezione delle persone vulnerabili.    
Il Governo ticinese coglie l’occasione per rivolgere un pensiero di gratitudine a tutta la popolazione ticinese che durante tutta la crisi ha dimostrato responsabilità personale e collettiva e si è distinta per il proprio spirito di adattamento. Un ringraziamento particolare va al personale delle strutture ospedaliere e, più in generale, al sistema sanitario ticinese che ha profuso uno sforzo immenso, tuttora in corso. Non vanno infine dimenticati gli altri settori della nostra economia e della nostra società, che hanno contribuito –  direttamente o indirettamente – alla buona gestione di questa situazione del tutto eccezionale. Il Governo ricorda con cordoglio le molte persone decedute in questi lunghi mesi e rivolge un pensiero di vicinanza – a nome di tutta la collettività – alle loro famiglie e a tutte le persone ancora ospedalizzate e a quelle toccate dagli effetti a lungo termine della malattia.  
Al di là degli aspetti sanitari ed economici, il Consiglio di Stato auspica che i prossimi mesi siano l’occasione per avviare un lavoro, personale e collettivo, di ricucitura anche delle divisioni che si sono create durante la pandemia. Il ritorno a una nuova normalità passerà anzitutto dal recupero del sentimento di coesione che è indispensabile al buon funzionamento del Paese. Si tratta di un impegno che spetta a ognuno di noi, anche per onorare chi ha sofferto e continua a soffrire a causa delle conseguenze della crisi.

I venti di guerra in Ucraina e la sicurezza della Svizzera

I venti di guerra in Ucraina e la sicurezza della Svizzera

I venti di guerra che nelle ultime settimane soffiano sull’Ucraina – al di là di quelli che possono essere gli accordi che escludono un intervento armato della Russia – arrivano anche sul nostro collo e devono interrogarci sul grado di sicurezza del nostro Paese. Soprattutto se si considera la fragilità del sistema difensivo europeo e la potenza che può mettere in campo una nazione come la Russia. Assodato che gli Stati Uniti – a di là delle apparenze – mai vorrebbero entrare in questo conflitto, al nostro interno dobbiamo essere pronti ad affrontare un’eventuale crisi, che diverrebbe globale e ci riguarderebbe da vicino. Come ci ha dimostrato la pandemia legata al coronavirus, nei casi estremi la Svizzera è chiamata a risolvere i problemi in modo autonomo e sovrano. Anche di fronte a un eventuale conflitto armato non potremmo illusoriamente aspettarci che qualcuno ci tolga le castagne dal fuoco, gettandosi in una difesa della Svizzera.

In una seria e dettagliata analisi della situazione, il comandante di corpo Thomas Süssli, capo dell’Esercito svizzero, sulla NZZ del 15 febbraio mette in evidenza le diverse minacce che possono nascere da questa crisi – molto più vicina a noi di quanto taluni potrebbero credere – e le capacità di risposta che può dare il nostro esercito. Tra le caratteristiche positive figura sicuramente la grande possibilità di azione delle nostre forze armate, che fa leva anche sulla milizia e sulle competenze che molti soldati portano in dote. Un esercito che, anche grazie ai futuri aerei da combattimento, sarebbe in grado di dare una risposta a 360 gradi alle attuali e future minacce. Per questo una Svizzera neutrale e armata è essenziale per assicurare l’autonomia del nostro Paese, visti i tempi che corrono!

Opinione pubblicata nell’edizione di mercoledì 16 febbraio 2022 del Corriere del Ticino