Clima e difesa dell’acqua: il ruolo di ArgeAlp

Clima e difesa dell’acqua: il ruolo di ArgeAlp

Da tempo si parla delle Alpi come hotspot dei cambiamenti climatici e il Trentino non ne è immune. Al “Festivalmeteorologia” del novembre scorso, lo scenario futuro per la nostra provincia – illustrato dal Dipartimento di ingegneria dell’Università di Trento – prevede, da qui al 2030, l’incremento di 1°C delle temperature medie annuali, un aumento ulteriore fino a 2°C nel 2050, ondate di calore più frequenti, intensità maggiore delle precipitazioni, diminuzione del numero di giorni con neve al suolo soprattutto sotto i 2000 metri. L’Appa provinciale lavora per approntare una strategia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e il tema è in primo piano in molti altri organismi europei. 

Una politica di protezione del clima per le Alpi è promossa anche da Arge Alp, la Comunità di lavoro delle Regioni Alpine di cui fa parte anche il Trentino insieme ad Alto Adige/Südtirol, Lombardia, Tirolo, Vorarlberg, Land Salisburgo, Baviera, Grigioni, San Gallo e Ticino. Il 20 ottobre scorso, a Bad Ragaz, i rappresentanti delle regioni di Arge Alp si sono espressi a favore della definizione di norme uniformi e di un collegamento dell’area alpina alla rete internazionale dell’idrogeno. Al termine della conferenza, il Canton Ticino (Svizzera) ha assunto la presidenza della Comunità per il 2024. Il nuovo presidente, il Consigliere di Stato Norman Gobbi, ha illustrato il programma di governo, ponendo in primo piano temi come l’adattamento ai cambiamenti del clima, la tutela ambientale, la gestione dei rischi naturali, l’utilizzo di una risorsa cardine come l’acqua. Al dottor Gobbi abbiamo posto alcune domande.

Dottor Gobbi, cosa rappresenta, oggi, la Comunità di lavoro delle Regioni Alpine in termini di collaborazione transfrontaliera su temi globali – e di rilievo particolare per le Alpi – come i cambiamenti del clima? Che cosa può fare, in concreto, Arge Alp?
Uno dei pilastri fondamentali di ARGE ALP dal momento della sua fondazione, avvenuta nel 1972, è stato sicuramente la grande sensibilità nei confronti della salvaguardia dell’ambiente alpino. E’ evidente che i cambiamenti del clima hanno un impatto globale, ma è proprio la messa in rete di idee, progetti e volontà politiche oltre i confini di Regioni, Cantoni, Länder e nazioni ad essere il punto di forza della collaborazione transfrontaliera. Questo avviene grazie a svariate attività di sensibilizzazione attuate nelle varie regioni del territorio alpino e ai progetti concreti in diversi ambiti, che spaziano dall’economia circolare ai trasporti sostenibili, alla valorizzazione del patrimonio alimentare, alla messa di rete di best practices, alla cooperazione in ambito di ricerca sul permafrost o  di rinaturazione fluviale, solo per citare alcuni esempi. La sostenibilità è inoltre uno dei requisiti richiesti per la realizzazione di nuovi progetti sul territorio ed è sempre interessante scoprire l’approccio delle varie regioni al tema e come la peculiarità territoriale influisca nel trovare soluzioni innovative. La loro condivisione è il valore aggiunto e l’essenza della collaborazione transfrontaliera all’interno della Comunità di lavoro alpina.

Nel suo programma, un tema chiave è quello della carenza e dell’utilizzo dell’acqua: come intende svilupparlo?
E’ sotto gli occhi di tutti che i cambiamenti climatici stanno avendo un influsso non indifferente anche alle nostre latitudini. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato delle forti anomalie climatiche, caratterizzate da lunghi periodi di siccità, poca neve in montagna e conseguente carenza d’acqua non solo in pianura, ma anche sugli alpeggi.
Il Cantone Ticino ha quindi scelto il tema dell’acqua per la sua Presidenza dell’anno 2024, proprio per approfondire gli aspetti legati alla sostenibilità, all’approvvigionamento e all’uso oculato dell’acqua e sottolineandone anche gli aspetti legati al corretto smaltimento. In particolare, ci si prefigge di gettare uno sguardo critico sulla gestione delle risorse idriche e al loro utilizzo nelle zone d’estivazione utilizzate per scopi agricoli o agroforestali delle regioni Arge Alp. Il Cantone Ticino lancerà a breve questo nuovo progetto che tocca da vicino tutte le regioni della Comunità alpina e lo scopo è proprio di coinvolgere gli attori sul territorio e offrire loro la possibilità di scambiarsi idee e buone esperienze pratiche.

Fra le priorità di Arge Alp per il periodo 2021-2024 ci sono l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione dei rischi naturali: è possibile una strategia comune delle regioni alpine?
Certo, tutte le regioni della Comunità alpina sono coscienti della sfida e la volontà comune, ribadita anche politicamente nella sottoscrizione delle risoluzioni tematiche, è proprio quella di “remare insieme nella stessa direzione”.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 29 dicembre 2023 de L’Adige (www.ladige.it)

Montagne sicure: partita la stagione invernale

Montagne sicure: partita la stagione invernale

Comunicato stampa

Dopo due inverni nei quali la neve si è fatta desiderare, quest’anno si spera che la meteo possa favorire maggiormente gli amanti degli sport invernali, praticati sulle piste delle stazioni invernali o nel “fuori pista”. Il Dipartimento delle istituzioni ripropone gli utili consigli del progetto di prevenzione e sensibilizzazione Montagne sicure e conferma la collaborazione con i Centri di formazione sulle valanghe presenti ad Airolo Pesciüm e alla Capanna Piansecco in Val Bedretto.

Le deboli nevicate degli ultimi anni hanno di riflesso ridimensionato anche l’attività di prevenzione e sensibilizzazione del progetto Montagne sicure. Quest’anno le attuali condizioni di innevamento lasciano prevedere la necessità di attivare tutte le attività pianificate nell’ambito  della campagna invernale, in particolare quelle previste sul terreno in stretta collaborazione con il Gruppo Ricerche e Constatazioni della Polizia cantonale, rispettivamente con le sottosezioni di CAS e FAT e Soccorso alpino Sezione Ticino. Gli appuntamenti, come d’abitudine, saranno comunicati nel corso dell’inverno.

Sempre pensando all’attività sul terreno, è stata confermata la collaborazione con gli Avalanche Training Center (ATC), due centri di formazione sulle valanghe presenti ad Airolo Pesciüm e alla Capanna Piansecco in Val Bedretto. I risultati del primo anno in termini di utilizzo delle strutture e il coinvolgimento diretto di altre realtà (scolastiche e di formazione Gioventù + Sport) fanno ben sperare in un ulteriore incremento d’interesse.
La tendenza in atto di svolgere sempre più attività al di fuori delle stazioni sciistiche in una natura incontaminata espone le persone a dei rischi supplementari, tra questi quello legato a possibili valanghe. 
I dettagli dei corsi di formazione e per l’utilizzo (gratuito) dei due centri sono disponibili direttamente sul sito internet www.montagnesicure.ch (Airolo Pesciüm 091/873 80 42, Capanna Piansecco 091/869 12 14). 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi sul cambiamento d’abitudine è piuttosto chiaro: “Fuori pista sì, ma con la giusta preparazione fisica e gli adeguati supporti (bollettino valanghe App SLF WhiteRisk, App MeteoSvizzera, App Rega, …) e strumenti (Artva e set sicurezza)! La maggiore libertà nasconde talvolta delle situazioni inaspettate che bisogna saper gestire con determinazione e rapidità. Ricordiamoci che i risultati degli ultimi anni indicanti un numero inferiore di incidenti sono stati falsati dallo scarso innevamento. Facciamoci quindi trovare pronti …”

Il progetto si avvale sempre delle competenze di esperti di montagna e sicurezza presenti nella Commissione consultiva Montagne sicure, rispettivamente dei consigli della Commissione tecnica invernale. Il risultato del lavoro condiviso con tutti i partner è riscontrabile, oltre alle già citate giornate sul terreno, nei messaggi diffusi in forma cartacea, multimediale (una decina i video in circolazione) e tramite i canali social sulle pagine Facebook e Instagram di Ticino Sicuro (la piattaforma di riferimento per le campagne di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni). Supporti aggiornati nei contenuti e nell’immagine coordinata e distribuiti in modo sempre più capillare grazie al prezioso aiuto dei partner e all’integrazione di nuovi canali.  

Il libretto “Consigli per una montagna sicura” e altro materiale di sensibilizzazione è ottenibile scrivendo a di-montagnesicure@ti.ch oppure scaricabile direttamente dal sito internet.    

Accordo tra Sezione della circolazione e Carrosserie Suisse su alcuni controlli

Accordo tra Sezione della circolazione e Carrosserie Suisse su alcuni controlli

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha firmato, assieme al capo della Sezione della circolazione Elia Arrigoni, una Convenzione con l’Associazione Carrosserie Suisse Sezione Ticino, rappresentata dal presidente Damiano Crivelli e dal vice presidente Marcello Levati, che riconosce i controlli in alcuni specifici ambiti eseguiti dalle carrozzerie associate a Carosserie Suisse.

Con questa Convenzione la Sezione della circolazione riconosce la validità degli audit di qualità eseguiti da Carrosserie Suisse presso i propri associati, che hanno quindi la facoltà di fare controlli in ambito di licenze di circolazione collettive e relative a targhe professionali. Le carrozzerie vengono inoltre autorizzate a eseguire riparazioni post-collaudo e a sottoscrivere i rapporti di perizia di prima immatricolazione. Questa firma porta benefici a tutte le parti coinvolte: le carrozzerie evitano doppie ispezioni; Carrosserie Suisse vede incrementare il valore aggiunto dei propri audit di qualità nei confronti dei propri associati e il Dipartimento delle istituzioni migliora la propria efficienza nell’attività di sorveglianza, che mira ad avere un parco veicoli in buono stato per garantire maggiore sicurezza sulle strade.  

Nasce il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale

Nasce il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale

Comunicato stampa

Dal 1° gennaio 2024 prenderà avvio l’attività dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, il primo Istituto cantonale ticinese indipendente e autonomo che assicura le prestazioni in ambito di medicina legale a favore delle Autorità giudiziarie, Ministero pubblico in particolare.

L’Istituto cantonale assume i compiti dell’Ufficio delle scienze forensi entrato in funzione il 1° ottobre 2022 e amplia la sua attività assumendo da gennaio il mandato conferitogli dalla Segreteria di Stato della migrazione del Dipartimento federale di giustizia e polizia per l’allestimento di perizie per l’accertamento dell’età per i richiedenti asilo presunti minorenni.

Attribuito amministrativamente al Dipartimento delle istituzioni/Divisione della giustizia, l’Istituto sarà diretto dalla Dr. med. Rosa Maria Martinez, specialista in medicina legale FMH. Sede dell’Istituto è Bellinzona, nello stabile dell’ex Archivio cantonale in via Carlo Salvioni 14.

Il Dipartimento delle istituzioni (DI) con la Divisione della giustizia presenteranno il nuovo Istituto cantonale di medicina legale a tutti gli interlocutori specializzati del settore, in un incontro esteso agli organi di stampa previsto per

Lunedì 19 febbraio 2024
alle ore 17:00
nella Sala del Gran Consiglio, Palazzo delle Orsoline a Bellinzona

Al termine dell’incontro è prevista la cerimonia di consegna dei diplomi ai neo Medici specializzati in Ispezioni legali (MSIL), a conclusione del corso organizzato dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con l’Ufficio delle scienze forensi e la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA), formazione destinata ai Medici che intervengono nella costatazione dei decessi avvenuta a seguito di cause non naturali.  

Maggiori dettagli, compresa la possibilità di visita della sede in via Carlo Salvioni 14, seguiranno nel corso del mese di gennaio.  

«Lo spirito della Valle assorbe anche le critiche»

«Lo spirito della Valle assorbe anche le critiche»

Parla il Consigliere di Stato Norman Gobbi: «Il passaggio dalla vecchia alla nuova pista comportava il rischio di perdere l’anima dell’HCAP»
«Cereda e Duca? Chissà sino a quando si “accontenteranno” di rimanere a guidare l’HCAP. Un giorno potrebbero ambire anche a piazze cittadine di grande spessore».

Giocatori, allenatore e dirigenti contano tantissimo, ma la vera ricchezza di un club sono i tifosi e tutti i suoi sostenitori. Come il Consigliere di Stato ed ex membro del CdA biancoblù Norman Gobbi, che ci ha concesso una chiacchierata… hockeistica. «Sono cresciuto a Piotta e Ambrì, a 100 metri dalla Valascia. È stato naturale e scontato che sin da bambino, così come tutti i miei amici, fossi attirato dall’hockey. Ho giocato nelle giovanili. Poi visti i risultati non proprio brillanti (ride, ndr) ho iniziato ad arbitrare. Una passione forte sia per l’HCAP sia per l’arbitraggio».

Qual è la cosa più pazza che ha fatto per la sua squadra del cuore?
«Entrare nel consiglio di amministrazione! Sto scherzando ovviamente. L’amore per questa società mi ha spinto a dare un aiuto e un contributo in prima persona, quando ancora non ero stato eletto Consigliere di Stato. Un po’ di pazzia comunque ci vuole per fare il dirigente dell’Ambrì: gli impegni finanziari per rimanere nell’élite dell’hockey nazionale – e internazionale se pensiamo che solo un anno fa abbiamo vinto la Coppa Spengler – sono ingenti. Per fortuna ci sono tanti amici che dimostrano attaccamento e amore per l’HCAP. Senza dimenticare il pubblico e i sostenitori disseminati in tutto il Cantone e fuori Ticino».

C’è un giocatore che ruberebbe – o del passato avrebbe rubato – ai cugini? 
«Oggi come oggi ruberei Thürkauf. Uno perché è svizzero e due perché anno dopo anno sta diventando dominante. E la classifica marcatori di quest’anno è lì a indicarcelo. Per il resto mi tengo stretti tutti i giocatori del passato e di oggi che militano nell’Ambrì».

Come valuta il momento della squadra? 
«Quest’anno sta facendo bene, anche se per noi tifosi nelle viscere l’Ambrì fa sempre bene, anche quando va male. È difficile da capire per molti tifosi di altre squadre. L’HCAP è qualcosa di speciale. Per il tifoso è un patrimonio da tutelare sempre e comunque. Lo spirito della Valle assorbe anche le critiche. È bello che sia così, perché è stata e sarà l’unica maniera per superare i momenti difficili che ci sono stati nel passato e che si ripresenteranno (io spero di no!) anche nel futuro».

Cosa pensa della società?
«Essendo stato nel CdA e attualmente sempre molto vicino ai vertici della società posso solo parlarne bene. Anche perché avrei la possibilità di esprimere eventuali critiche direttamente alle persone che guidano il Club. Ma non ho critiche da avanzare e rispetto pienamente l’impegno che i dirigenti – dal primo all’ultimo – ci mettono per guidare al successo economico e sportivo questo club». 

Cosa pensa dell’allenatore? 
«Cereda è l’allenatore migliore che potevamo avere. Accanto a lui ci metto però pure Duca: un binomio che funziona alla grande! Chissà sino a quando si “accontenteranno” di rimanere a guidare l’HCAP, perché potrebbero ambire anche a piazze cittadine di grande spessore. Mi auguro che continuino il loro lavoro ad Ambrì, dimostrando competenza e una chiara visione strategica. Non solo tecnicamente, ma anche… ambientalmente. Nessuno meglio loro è in grado in interpretare lo spirito della Valle di cui parlavo prima. La cosa più bella che sono stati in grado di fare è utilizzare questo spirito quale motore motivazionale, riuscendo a ottenere successi. Il passaggio dalla vecchia Valascia alla nuova Gottardo Arena comportava il rischio di perdere l’anima dell’Ambrì-Piotta. Cereda e Duca, assieme a tutto il comitato con il presidente Lombardi in testa, sono invece riusciti a far aleggiare questo spirito anche all’interno della nuova (e bellissima) pista».  

Da www.tio.ch

Il governo: sì ai tempi parziali anche per i magistrati

Il governo: sì ai tempi parziali anche per i magistrati

Ok del Consiglio di Stato alla mozione di Maddalena Ermotti-Lepori (Centro) e cofirmatari. Eccezioni per Ministero pubblico e Ufficio del gpc

Sì ai tempi parziali a Palazzo di giustizia. L’ok arriva dal Consiglio di Stato che, nero su bianco, si dice favorevole all’introduzione della “possibilità” di tempi parziali “anche per i magistrati e le magistrate”. Sul tema del grado di occupazione dei togati, il governo condivide quindi la proposta oggetto di una mozione depositata nel settembre del 2020 da Maddalena Ermotti-Lepori del Centro e sottoscritta da altri diciassette deputati di più partiti (Plr, Ps, Verdi, Più Donne, oltre al Centro), “convinti e convinte che la possibilità di lavoro a tempo parziale, in particolare per permettere alle persone di meglio conciliare lavoro e famiglia, sia un’opportunità interessante e vada promossa anche per le professioni qualificate”. Un’opportunità, sostengono inoltre i mozionanti, che “potrebbe portare pure a una organizzazione migliore all’interno della magistratura”.

Disposizione vigente ‘anacronistica e contraddittoria’
In Ticino eccezioni all’esercizio della funzione a tempo pieno di magistrato (appartenente all’ordine giudiziario) non sono oggi contemplate dalla legge, ricorda il governo prendendo posizione sull’atto parlamentare. Tuttavia, rileva, “l’attuale soluzione della Legge sull’organizzazione giudiziaria risulta non allineata rispetto a quanto regolarmente praticato nel resto della Svizzera, ma risulta anche, per certi versi, anacronistica e contraddittoria a livello cantonale, visto che da tempo funzionari, dipendenti e docenti dell’Amministrazione cantonale possono, nei limiti dettati dalle esigenze di servizio, lavorare a tempo parziale”.

Riserve da parte di Procura e Ufficio giudici dei provvedimenti coercitivi

La consultazione “effettuata presso le Magistrature permanenti del Cantone”, aggiunge il Consiglio di Stato, “ha raccolto un ampio consenso riguardo all’introduzione del principio del tempo parziale, con le significative eccezioni del Ministero pubblico e dell’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi (gpc), che notoriamente confrontati con un elevato carico di lavoro, temono con questa novità di perdere in efficienza e rapidità decisionale”.

In altri cantoni

Sono peraltro “numerosi”, indica il Consiglio di Stato, i Cantoni che permettono l’impiego a tempo parziale per i magistrati: “Oltre al Canton Ginevra, citato come modello dagli autori della mozione, hanno legiferato in questo senso Zurigo, Zugo, Vaud, Uri, Soletta, San Gallo, Neuchâtel, Lucerna, Giura, Friborgo, Basilea-Città, Berna e Argovia. “Variegate” le disposizioni sul lavoro a tempo parziale dei togati: alcuni Cantoni “prevedono delle quote minime di occupazione a tempo parziale (esempio: 50% o 80%), altri limitano questa facoltà ai soli giudici, altri invece lo estendono anche alla funzione di procuratore pubblico”. In altri ancora “certe posizioni di rilievo come il presidente del Tribunale d’appello o il Procuratore generale sono riservate a incarichi a tempo pieno”. Osserva l’Esecutivo: “Il quadro che emerge dal confronto cantonale, pur nella sua diversità, è comunque quello di un’ampia possibilità di esercitare la funzione di magistrato a tempo parziale, nei limiti dettati dalle esigenze di organizzazione interna dei singoli tribunali e/o procure pubbliche”. Passando alla giurisdizione federale, l’esercizio dell’attività di giudice a tempo parziale “è ammessa al Tribunale penale federale, al Tribunale amministrativo federale e al Tribunale federale dei brevetti”.

Ora spetta al parlamento pronunciarsi
Il governo invita pertanto il Gran Consiglio ad “approvare” la mozione. In caso di luce verde, l’Esecutivo “provvederà a valutare l’implementazione dell’introduzione del lavoro a tempo parziale per le magistrate e i magistrati”. I mozionanti chiedono di non limitarsi alla soluzione del cinquanta per cento, ma di prevedere la possibilità di lavorare anche, per esempio, “all’ottanta o al settanta per cento”.

Da www.laregione.ch

 

 
“Per un Natale solidale, con e per i Ticinesi

“Per un Natale solidale, con e per i Ticinesi

Comunicato stampa

L’associazione TICINO SOCIALE – sotto il motto “per un Natale solidale, con e per i Ticinesi” – ha devoluto contributi a tre associazioni benefiche che aiutano i Ticinesi in difficoltà. Per un totale di 12’500.- franchi, TICINO SOCIALE ha sostenuto la Fondazione Giuliano Bignasca, il Soccorso d’inverno Ticino e l’associazione “UN cuore a TRE ruote”.

Giovedì 21 dicembre 2023 è stato un momento emozionante per l’associazione TICINO SOCIALE, rappresentata da Norman Gobbi e Daniele Piccaluga, che si adopera nel raccogliere fondi a favore di enti benefici che aiutano i Ticinesi in difficoltà. L’associazione – nata quest’anno – ha scopo ideale ed esclusivamente di pubblica utilità, in particolare si prefigge di promuovere e sostenere, direttamente o indirettamente, qualsiasi tipo di attività volta a promuovere uno sviluppo sociale, civico e solidale della società.

Con l’azione di sostegno “UN NATALE SOLIDALE, CON E PER I TICINESI” l’associazione TICINO SOCIALE è riuscita a raccogliere contributi da ridistribuire a enti benefici attivi sul territorio cantonale. Prima delle festività natalizie, sono stati consegnati i primi contribuiti a tre organizzazioni che da anni sostengono i Ticinesi in difficoltà. Per un totale di 12’500.- franchi sono stati versati contributi a favore di:

Fondazione Giuliano Bignasca (rappresentata dal presidente Boris Bignasca),
Soccorso d’inverno Ticino (rappresentata dalla direttrice Paola Eicher-Pellegrini e dal membro di comitato Roberto Agosta) e
UN cuore a TRE ruote (rappresentata da Don Emanuele Di Marco).

Gli assegni simbolici sono stati consegnati ai rappresentanti dai vari enti, in un momento di scambio reciproco e arricchente, che motiva ancora di più il comitato di TICINO SOCIALE ad operarsi a favore di enti e organizzazioni che aiutano concretamente i Ticinesi in difficoltà.

Didascalia foto:
TICINO SOCIALE ha contribuito con 12’500 franchi a favore di UN cuore a TRE ruote, Soccorso d’inverno Ticino e Fondazione Giuliano Bignasca.

Norman Gobbi acclamato coordinatore della LEGA

Norman Gobbi acclamato coordinatore della LEGA

Nel fine pomeriggio di domenica 17 dicembre, a Rivera (Comune di Monteceneri), la Lega dei Ticinesi si è riunita in Assemblea straordinaria. All’ordine del giorno, in particolare, la valutazione del risultato elettorale alle recenti Elezioni federali, nonché una proposta d’aggiornamento dello Statuto del Movimento. A sorpresa, l’Assemblea ha deciso di nominare Norman Gobbi coordinatore della LEGA fino almeno dopo le comunali 2024.
L’aggiornamento previsto dello Statuto della LEGA non si è svolto nella forma prevista, poiché in sala è stata presentata una mozione d’ordine – da parte di Antonella Bignasca – che ha invitato a concedere al futuro coordinatore la possibilità di scegliersi tutte le persone che comporranno la sua squadra. Questa proposta ha parallelamente chiesto di aprire l’adesione agli organi della LEGA a persone che non ricoprono ruoli istituzionali, così da ampliare la base a favore del Movimento.
La proposta ha ottenuto un ampio consenso, modificando di fatto la trattanda. La cinquantina di presenti ha designato per acclamazione il Consigliere di Stato Norman Gobbi quale coordinatore della LEGA. Gobbi, commosso dalla nomina inattesa, ha dichiarato all’Assemblea: “Non mi state facendo un regalo, perché il doppio ruolo è un onere importante. Lo faccio perché voglio bene alla LEGA, come a tutte e tutti voi, presenti qui stasera a 8 giorni dal Natale”.
Gobbi sarà coordinatore per il tempo necessario ad individuare la figura giusta che riprenda le redini del Movimento e sappia tracciare la linea politica in vista del termine elettorale 2027.
La stessa Assemblea sarà chiamata nei primi mesi ad approvare il nuovo Statuto, rispettivamente a formalizzare la nomina del nuovo coordinatore.
Per quanto riguarda l’esito elettorale, è stata espressa soddisfazione per la conferma del Consigliere nazionale uscente Lorenzo Quadri, mentre sono stati analizzati i motivi per il mancato raggiungimento del secondo obiettivo annunciato, ovvero l’elezione di un secondo leghista alla Camera bassa.

Il bicchiere è sempre mezzo pieno!

Il bicchiere è sempre mezzo pieno!

Gli auguri del Consigliere di Stato Norman Gobbi prima delle festività

In uno dei rarissimi momenti in cui ho avuto un po’ di tempo a casa per fare zapping davanti alla tv, mi sono imbattuto in una trasmissione condotta dal giornalista e scrittore Roberto Giacobbo. In quel momento stava elaborando la teoria del “bicchiere mezzo pieno”. Senza raccontare qui tutto il suo ragionamento mi limito a riportare il motivo per cui il bicchiere è da considerare sempre “mezzo pieno” e non “mezzo vuoto”. E questo indipendentemente dal fatto che si sia per natura ottimisti o pessimisti. Il bicchiere è sempre mezzo pieno perché quando nasce, quando viene creato, il bicchiere è vuoto. Se quindi trovo un bicchiere che ha un contenuto (di acqua, io preferirei di vino…) il bicchiere è sempre mezzo pieno!

Sapere che il bicchiere è sempre mezzo pieno, seppur confrontati con le difficoltà oggettive che la vita nel suo quotidiano svolgimento ci propone, è un mezzo attraverso il quale affrontare ogni problema, consapevoli che ci può essere sempre una soluzione. Una soluzione che magari non riusciamo a trovare da soli, ma che può essere raggiunta anche con l’aiuto e il sostegno di qualcuno, un nostro familiare per esempio, ma non solo.

Al termine di questo 2023 e a pochi giorni dalle festività del Natale e dall’inizio di un nuovo anno mi piace pensare che tutti noi abbiamo questa predisposizione. Ogni giorno io so che il bicchiere è mezzo pieno e non pensiate che la vita di un Consigliere di Stato presenti solo gioie e soddisfazioni. Anzi. Ma so che attraverso l’impegno tutti noi possiamo risolvere anche i problemi più grandi.

È l’augurio che faccio a tutte e a tutti voi: il bicchiere è sempre mezzo pieno!

Il Consiglio di Stato nomina Christel Nicora responsabile del Servizio giuridico della Polizia cantonale

Il Consiglio di Stato nomina Christel Nicora responsabile del Servizio giuridico della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta di ieri Christel Nicora quale Capo settore del Servizio giuridico della Polizia cantonale. In qualità di funzionaria dirigente, Nicora assumerà il ruolo ricoperto in precedenza da Bernadette Rüegsegger, recentemente divenuta la prima donna ufficiale (a capo dei Servizi Generali).

In qualità di Capo settore, Christel Nicora, avrà il compito di dirigere il Servizio giuridico della Polizia cantonale garantendo il supporto e la consulenza giuridica al Comandante, alla Direzione e a tutto il Corpo. Inoltre, tra le varie mansioni, dovrà monitorare l’evoluzione della legislazione, coordinare e promuove l’elaborazione e l’aggiornamento di regolamenti, ordini e altri documenti di servizio, nonché rappresentare la Polizia cantonale davanti alle Autorità giudiziarie.  
Christel Nicora, classe 1989, ha conseguito il bachelor in diritto all’Università di Lucerna nel 2013, concludendo quindi il master nel 2016. Una volta portati a termine gli studi e dopo aver svolto la pratica legale e l’alunnato giudiziario, tra l’altro in Polizia cantonale e nella Divisione giustizia, ha ottenuto il brevetto di avvocato nel giugno 2018. Nell’ottobre dello stesso anno è infine stata nominata giurista presso il Servizio giuridico della Polizia cantonale dove ha avuto modo di approfondire i vari aspetti legali che toccano il Corpo sviluppando numerosi dossier.  
Il Consiglio di Stato formula a Christel Nicora i migliori auguri per la nuova sfida professionale che l’attende all’interno della Polizia cantonale.