La carica dei… 100!

La carica dei… 100!

Comuni: ne nasceranno 3 al posto di 9. Norman Gobbi guarda però avanti

Presto il Ticino sarà formato da 100 Comuni, dopo le tre votazioni consultive di domenica scorsa su tre progetti. Le cittadine e i cittadini di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio, di Giornico e Bodio e di Quinto e Prato hanno detto “sì” in modo molto più convinto di quanto alcuni immaginavano ai 3 progetti aggregativi, che faranno nascere Lema, Giornico e Quinto.

“Cento è un bel numero – afferma soddisfatto il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. La mia soddisfazione è soprattutto rivolta alle autorità locali e alle cittadine e ai cittadini che si sono impegnati a sostenere i tre progetti. Le aggregazioni nascono dal basso e in molti casi rispondono a un bisogno riscontrato sul piano democratico, per mancanza di persone disposte a occupare una carica pubblica. Ma anche a causa di risorse finanziarie o territoriali insufficienti per rispondere autonomamente ai bisogni della propria popolazione. E questo comporta l’incapacità di dare servizi e prestazioni qualitative, efficaci e a un costo sostenibile. Nei tre nuovi Comuni vi saranno più capacità e questo farà bene alla cittadinanza. Per questo sono soddisfatto”.

Se 100 è un bel numero, vuol dire che ci fermiamo qui con le aggregazioni? “No, vi sono ancora regioni del Ticino che dovrebbero cogliere delle opportunità. Penso in particolare al Locarnese, al Basso Mendrisiotto e alla Rovana, ma non solo. Vedremo nel prossimo futuro come le autorità locali e la popolazione intenderanno muoversi. È vero però che non mi immagino più un Ticino con soli 27 Comuni, come definito dal Piano cantonale sulle aggregazioni. La visione cantonale è cambiata anche grazie a un ripensamento della missione comunale. Il Comune economico della fine degli anni Novanta, complice la globalizzazione, ha lasciato il posto al Comune residenziale, il cui compito è quello di sviluppare in maniera sostenibile la qualità di vita della cittadinanza e delle aziende che vi risiedono. La dimensione di un Comune assume una nuova importanza e va quindi valutata dal punto di vista della sostenibilità sociale. Parole forse difficili, per esprime però un concetto semplice: il Comune per offrire i migliori servizi deve essere il più unito possibile, con una popolazione attiva e democraticamente coinvolta”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi. 

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 3 dicembre 2023 de Il Mattino della domenica

Aziende nel mirino degli hacker «Lugano punti sull’innovazione»

Aziende nel mirino degli hacker «Lugano punti sull’innovazione»

L’ultimo caso notevole, in ordine di tempo, riguarda BancaStato. Meglio: i malcapitati correntisti che, ingannati da pagine-trappola create appositamente dagli hacker, hanno regalato ai malintenzionati i propri codici di accesso. Scoperto il trucco, a metà ottobre, la banca è subito intervenuta. Ma il danno ammonterebbe ad alcuni milioni di franchi.

È la prova di come la minaccia digitale è dietro l’angolo, e pronta a colpire anche nel piccolo Ticino. La «rapina» digitale alla banca cantonale inciderà non poco sulla statistica di polizia di quest’anno: nel 2022 la sezione informatica della Polizia cantonale aveva condotto 31 inchieste, la modalità di truffa più diffusa – la violazione di email aziendali – aveva fruttato un bottino di 1.2 milioni di franchi.

Scenario in evoluzione
Come si contrasta, dunque, la minaccia? Gli strumenti si evolvono continuamente e lo stesso vale per le strategie criminali, sottolinea Hildebrant. Per questo motivo, come emerso nel corso del simposio, «la soluzione non può essere riposta unicamente nell’acquisto di tecnologia, ma nell’inserimento di essa sinergicamente in un complesso sistemico fatto di persone, tecnologie e processi che olisticamente provvedono alla difesa continuativa dell’azienda e dei suoi asset».

Lugano guarda avanti
L’anello debole in tutto questo rischia di essere proprio il fattore umano. Di qui l’importanza della formazione del personale, per le aziende, e di un monitoraggio continuativo. In quest’ottica, sottolinea il presidente della Franklin, «le collaborazioni tra pubblico e privato sono e saranno sempre più importanti» in particolare coinvolgendo i centri di ricerca.
Ai lavori nel campus di Sorengo erano invitati inoltre il sindaco di Lugano Michele Foletti, il consigliere di Stato Norman Gobbi, esperti di cyber-sicurezza provenienti da aziende presenti sul territorio come il Casinò di Lugano, In the Cyber Group, Volocon, AdFulcon eTether (coorganizzatore del Plan B di Lugano) ma anche dalla SUPSI e dalla Polizia cantonale di Ginevra. L’obiettivo era «raccogliere un’ampia gamma di prospettive attuali e raccomandazioni» in un contesto, quello luganese, in rapida crescita. Se Lugano punta ad accrescere il proprio ruolo di città- polo, sottolinea Hildebrant, deve puntare «sull’acquisizione di progetti di ricerca innovativi e sulla collaborazione pubblico-privato». Solo così gli investimenti aumenteranno e, auspica Hildebrant, con il tempo anche i risultati.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 3 dicembre 2023 de La Domenica