Vallemaggia: misure precauzionali in vista delle piogge dei prossimi giorni

Vallemaggia: misure precauzionali in vista delle piogge dei prossimi giorni

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC), attivo per far fronte agli eventi accaduti in Vallemaggia, comunica che, in ragione dei temporali previsti da domani e dell’attuale fragilità idrogeologica, sono state disposte delle puntuali misure precauzionali in base all’analisi dei rischi effettuata dai servizi tecnici del Dipartimento del territorio. Servizi che hanno definito delle aree di evacuazione nelle zone già maggiormente interessate dai dissesti idrogeologici.

Per la definizione delle zone sono state prese in considerazione le infrastrutture e le abitazioni già colpite e quelle limitrofe che potrebbero essere colpite da eventuali altri fenomeni intensi. Le attuali condizioni idrogeologiche, lo stato di avanzamento delle singole messe in sicurezza, l’attuale deflusso delle acque nei pressi delle abitazioni e la morfologia del territorio, profondamente modificata, richiedono particolare prudenza, risultando difficile prevedere la risposta dei bacini idrografici anche a precipitazioni di intensità inferiore a quelle osservate la notte tra il 29 e il 30 giugno.
Per questi motivi lo SMRC ha disposto che da venerdì 12.07.2024, ore 06:00, nei sottoelencati comprensori e località è prevista un’evacuazione dei residenti, per la Val Lavizzara via terra, per le zone al di sopra della frana di Fontana vi sarà la possibilità di essere evacuati per via aerea. Alle persone toccate dalla misura si richiede di lasciare le zone in coordinazione con i Comuni interessati e gli enti di primo intervento. Per coloro che non saranno ospitati da parenti o amici è prevista la possibilità di alloggio presso il Centro della Protezione civile di Ascona. La richiesta di eventuale alloggio presso la PCi di Ascona deve essere effettuata previo contatto telefonico al numero 0848 25 55 55.

Località e zone interessate dalle misure:

  • Roseto, limitatamente alle abitazioni nei pressi del fiume Bavona
  • Fontana in Val Bavona.
  • Piano di Peccia: parte del nucleo di Sant’Antonio, Rünee Basso e, in sponda destra del fiume di Peccia nelle vicinanze del riale proveniente dall’Alpe di Sovenat e zona Cappellina della Neve.
  • Peccia, area Grotto Pozzasc.
  • località Bola-Croisa nei pressi di Mogno (Ri di Röd).
  • abitato di Prato Sornico nei pressi del riale Scudau.
  • Broglio, zona Campasc.

Non sono previste modifiche o chiusure in relazione al transito veicolare all’interno della parte alta della Vallemaggia. Per quanto attiene il passaggio sulla passerella in zona Visletto, sia per i veicoli leggeri sia per i pedoni non sono previste limitazioni.
Puntuali restrizioni, anche totali, possono essere previste su tutto il territorio toccato, in base all’evoluzione della situazione.
La messa in atto delle misure è puntuale ed è basata sulla situazione pregressa e sull’allerta meteo di grado 4 emanata dall’Ufficio federale di meteorologia e climatologia.
Lo SMRC è consapevole della portata delle decisioni per la popolazione della Vallemaggia ed esprime agli abitanti la propria solidarietà in questo difficile momento.

«Siamo in un Paese libero, non evacuiamo con la forza»

«Siamo in un Paese libero, non evacuiamo con la forza»

Cavergno. È qui che si congiungono Lavizzara e Bavona, le due valli devastate nella notte tra il 29 e il 30 giugno da un nubifragio. Ed è qui che i media incontrano Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni. «L’esercito – conferma – resterà in Alta Vallemaggia fino almeno al 21 luglio. È stato deciso dopo la richiesta del Cantone. La protezione civile sarà invece presente attivamente almeno fino alla fine di agosto».

«Doppiamente solidali» – «Una delle persone disperse è un sergente di uno dei miei battaglioni – dice Maurizio Dattrino, comandante della regione territoriale 3 –. Per questo siamo doppiamente solidali verso quello che è accaduto. Siamo subito stati chiamati in causa per evacuare persone, per dare una mano nella ricerca dei dispersi e per contribuire alla posa di un ponte provvisorio al posto di quello crollato a Cevio (Visletto). Purtroppo lo stesso weekend anche il Vallese è stato colpito dal maltempo. Per cui l’esercito ha dovuto ponderare come dividere le forze».
Cosa fanno i militari al momento – Attualmente diversi militari sono attivi nella costruzione di un guado nella zona in cui sarà posato il nuovo ponte. Altri sono impegnati nelle operazioni di sgombero al Piano di Peccia. Altri ancora aiuteranno nel creare un accesso alla Valle Bavona, in particolare nei pressi di Fontana.
Tempistica dilatata – «Il ponte provvisorio di Cevio – riprende Dattrino – dovrà reggere per almeno un anno e mezzo. Forse due. Quindi si stanno effettuando tutti i test necessari a livello di sicurezza. La tempistica? Si è dilatata. Quello che resta del ponte vecchio è inutilizzabile, il ponte provvisorio sorgerà in una nuova posizione. Le condizioni meteorologiche ci condizionano e ci rallentano. Ad esempio nella giornata di domani, venerdì, non si potrà fare molto».
Allerta di grado 4: che si fa? – Proprio per domani, venerdì, Meteo Svizzera ha diramato un allerta di grado 4. Saranno evacuate ancora le persone delle zone a rischio? Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione ticinese, assicura: «Si riattiva in maniera ridotta il dispositivo messo in atto nello scorso weekend». «Siamo in un Paese libero – aggiunge Gobbi –. Non evacuiamo con la forza. Chi vuole resta a casa sua e se ne assume la responsabilità».
Da Tio.ch
Allertare la popolazione, si punta al cellulare

Allertare la popolazione, si punta al cellulare

Presentata la nuova strategia per allarme in caso di catastrofe: l’UFPP si affiderà a una combinazione di canali – Costi per 310 milioni di franchi

Fino al 2035 l’Ufficio federale della protezione civile (UFPP) si affiderà a una “combinazione di canali per rispondere all’esigenze in materia d’informazione, d’allerta e d’allarme” per far fronte ad eventi eccezionali come quelli che recentemente hanno colpito il Vallese e il Ticino. La nuova strategia, presentata giovedì dall’Ufficio, vuole adattare i sistemi di comunicazione in caso di catastrofe alla digitalizzazione e alle nuove abitudini mediatiche dell’informazione.
Finora, infatti, per avvisare la popolazione sono state utilizzate le sirene, la comunicazione radio e l’app Swiss Alert. Ora l’UFPP vuole espandere questo sistema con una trasmissione cellulare, una tecnologia basata sulle reti di telefonia mobile che invia brevi messaggi a tutti i telefoni cellulari nel raggio di ricezione di un’antenna.
Ad accompagnare la nuova strategia, anche un ulteriore sviluppo dei punti di incontro per le emergenze, rispetto ai quali si esamina la possibilità di dotarli di una connessione WLAN.
Per attuare la strategia, l’UFPP ha previsto una spesa di 310 milioni di franchi fino al 2035.

https://www.rsi.ch/info/svizzera/Allertare-la-popolazione-si-punta-al-cellulare–2200481.html

Alta Vallemaggia pronta a un’eventuale evacuazione

Alta Vallemaggia pronta a un’eventuale evacuazione

Allerta meteo: da giovedì sera “si procederà a sfollare chi ne facesse richiesta”, riferisce Ryan Pedevilla, Capo sezione del militare e della protezione civile ticinese

A seguito dell’allerta meteo diramata da MeteoSvizzera, le autorità ticinesi stanno mettendo in atto le misure necessarie per l’eventuale evacuazione nell’Alta Vallemaggia di coloro che si trovano all’interno delle zone a rischio e già colpite dalle recenti ondate di maltempo. Lo conferma ai microfoni della RSI il capo della sezione del militare e della protezione della popolazione ticinese.

“Lo Stato maggiore regionale di condotta è al tavolo con i responsabili dei due municipi di Cevio e Lavizzara per definire chi ancora si trova all’interno delle zone di pericolo, contattarle e verificarne le condizioni, relativamente a quella che sarà la situazione nel corso della notte e nella giornata di domani, venerdì”, riferisce Pedevilla. “Prese queste misure, sarà possibile evacuare chi lo vorrà ancora in serata (di giovedì ndr) dalla Val Bavona con un ponte aereo, per poi riportare al domicilio al momento in cui sarà possibile ripristinare il collegamento, nella serata di domani piuttosto che in quella di domenica”.

Meteosvizzera ha lanciato un’allerta di livello 4 per possibili temporali su tutto il territorio del Canton Ticino, nel Moesano e in Val Bregaglia a partire dalle 06.00 di domani mattina e fino alla mezzanotte di venerdì. La fase più intensa dei rovesci è attesa domani, venerdì, tra le 10.00 e le 18.00. Da questa sera, quindi, in Alta Vallemaggia, si procederà a sfollare chi ne facesse richiesta.

Anche in Mesolcina la situazione viene costantemente monitorata e si è pronti a intervenire in caso di evento maggiore. Dovesse alzarsi eccessivamente il livello del fiume Moesa, è inoltre possibile la chiusura del tratto autostradale in zona Boffalora, riaperto una settimana fa.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Alta-Vallemaggia-pronta-a-un%E2%80%99eventuale-evacuazione–2200850.html

Revisione della legge organica comunale: analizzati i risultati del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Revisione della legge organica comunale: analizzati i risultati del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Comunicato stampa

Lo scorso 1° febbraio si è tenuto il quinto Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, voluto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e promosso dalla Sezione degli enti locali per iniziare a riflettere insieme a Municipali, Consiglieri comunali, Segretari e Funzionari comunali sulla riforma della Legge organica comunale (LOC) che sarà sviluppata nel corso della Legislatura cantonale 2023/2027. Di recente la Sezione degli enti locali ha trasmesso una sintesi dei risultati a tutti i Comuni ticinesi, specificando anche i prossimi passi del progetto.  

Il Dipartimento delle istituzioni ricorda che le circa cento persone presenti all’evento – in parte selezionate tramite sorteggio – sull’arco di un’intera giornata hanno lavorato suddivisi in gruppi, riflettendo sui temi che hanno reputato debbano essere affrontati nella revisione generale della legge.  
Nei mesi successivi la Sezione degli enti locali ha analizzato ed elaborato i risultati emersi durante l’evento e negli scorsi giorni ha trasmesso una sintesi delle discussioni a tutte e a tutti i partecipanti coinvolti nonché a tutte le Cancellerie comunali.  
In generale, il Dipartimento delle istituzioni esprime la propria soddisfazione per l’impegno che i rappresentanti comunali hanno profuso lo scorso 1° febbraio e ha preso atto con piacere che gli stessi hanno indicato di aver trovato un ambiente accogliente e informale in cui hanno potuto presentare con spontaneità il loro vissuto istituzionale e le loro aspettative.  
Tra i temi emersi durante la giornata i più ricorrenti sono stati: l’incentivo a introdurre le deleghe di competenze esecutive dal Municipio all’amministrazione comunale; una maggior promozione della formazione dei politici e dei collaboratori delle amministrazioni comunali; la retribuzione dei mandati dei politici locali, nonché l’introduzione nella legge di regole differenziate a dipendenza del Comune.  
Sulla base di questi elementi la Sezione degli enti locali sta quindi attualmente definendo i temi fondamentali sui quali si incentrerà la revisione della legge. In una fase successiva saranno invece organizzati nuovi momenti di confronto con politici e funzionari comunali. L’obiettivo è quello di presentare un primo progetto di revisione legislativa entro la fine della legislatura corrente. Senza attendere gli importanti tempi tecnici che l’elaborazione di un progetto di nuova legge istituzionale comporta, è al vaglio l’ipotesi di anticipare alcune modifiche attraverso un pacchetto di revisione dell’attuale Legge organica comunale.  
Il Dipartimento delle istituzioni sottolinea infine che il clima costruttivo e collaborativo da parte del Cantone e dei Comuni costituisce senz’altro una solida base di partenza su cui costruire la revisione legislativa. Inoltre, ritiene fondamentale elaborare una proposta equilibrata che, oltre a rispettare la Costituzione e le leggi settoriali vincolanti, consideri il ruolo, le competenze e le esigenze di tutti gli attori sul campo.    

Terminata l’allerta sulla balneazione nei fiumi e torrenti del Sopraceneri

Terminata l’allerta sulla balneazione nei fiumi e torrenti del Sopraceneri

Comunicato stampa

La Commissione cantonale di prevenzione e di sensibilizzazione “Acque sicure”, considerato che la portata dell’acqua di fiumi e torrenti del Sopraceneri è ritornata nella norma, toglie l’allerta lanciata il 5 luglio scorso, con la quale metteva in guardia sui pericoli per la balneazione. In questo senso gli esperti della commissione ritengono che oggi sia possibile bagnarsi e praticare sport in piena libertà. Ovviamente sempre rispettando le raccomandazioni sui comportamenti e le regole da seguire nelle acque libere al motto della campagna di “Acqua sicure”: La prudenza fa la differenza.

Si ricorda inoltre che ieri, martedì, lo Stato Maggiore Regionale di Condotta ha revocato il divieto di balneazione per il fiume Maggia e per i lidi del lago Maggiore, visto che le analisi del Laboratorio cantonale hanno permesso di stabilire una buona qualità microbiologica delle acque limpide del fiume e del lago. Resta valida in queste zone la raccomandazione generale di fare il bagno unicamente in acque limpide, evitando quindi acque molto torbide e dove sono presenti grandi quantitativi di materiale galleggiante.  

Ticino sociale: per i ticinesi, sempre.

Ticino sociale: per i ticinesi, sempre.

Aiutiamo una valle a rialzarsi!

#forzavallemaggia

Dona anche tu:

CH02 0900 0000 1621 3240 9

con la causale: FORZA VALLE MAGGIA

Puoi richiedere la cedola scrivendo a meutel@bluewin.ch o telefonando allo 091 973.10.43 orari d’ufficio.

 

Forza Vallemaggia!
L’Alta Vallemaggia ha oggi bisogno dell’aiuto di tutti. “C’est l’argent qui fait la guerre”, e fa anche la ricostruzione. Le regioni colpite dal nubifragio, per potersi rialzare e guardare al futuro, necessitano soprattutto di fondi (osiamo sperare che a nessun politicante verrà in mente di recarsi sulle zone colpite con una pala in mano per scattarsi dei selfie da pubblicare sui social).
La Lega e il Mattino sostengono la colletta per la Vallemaggia lanciata dall’Associazione Ticino Sociale: le informazioni le trovate in questa pagina.
In pochissimo tempo, divulgando l’iniziativa solo sui canali social, è stato possibile raccogliere oltre 15mila franchi. Invitiamo i nostri lettori a contribuire secondo le proprie possibilità. Anche un piccolo aiuto è importante. Tante somme modeste, messe assieme, fanno una cifra grossa.

 

Ticino Sociale lancia la raccolta #forzavallemaggia

Ticino Sociale lancia la raccolta #forzavallemaggia

La testimonianza del presidente dell’ente benefico Norman Gobbi

Sono le 5.50. Esco di casa, come ogni mattina, per percorrere quel sentiero che da Nante mi porta fino a Giof. La bellezza della natura mi entra dentro e ogni giorno lo scenario muta. Spero di incontrare anche questa mattina, come regolarmente avviene, un gruppo di cervi o camosci che scende a bere, alla ricerca di un nuovo ciuffo d’erba buono. In questi giorni il pensiero mi proietta sull’altro versante delle “mie” montagne. Qui è tutto verde. Le nubi nere nel cielo blu mi ricordano però che a pochissimi chilometri da qui molti pascoli fino a settimana scorsa ospitali oggi sono ricoperti di massi, sassi, fango. Case e cascine del tutto o parzialmente distrutte. Collegamenti interrotti. È lo scenario con il quale ci siamo risvegliati, attoniti, domenica mattina.

Penso ai miei amici in alta Vallemaggia, a coloro che come me hanno scelto di abitare in montagna; di vivere e far crescere i loro figli dove le radici sono ancora più forti nel farti sentire a casa. Una scelta: la vera testimonianza di chi sa che queste nostre magnifiche valli e montagne hanno bisogno di noi per vivere, assicurando così il… respiro vitale di tutte le nostre comunità, da Chiasso ad Airolo.

Sono giornate di dolore; sono giornate frenetiche da parte di tutte quelle persone impegnate ad assicurare di nuovo i collegamenti, di cercare le vittime, di assistere chi ha subito il contraccolpo psicologico di questo evento drammatico, di iniziare a garantire i servizi indispensabili al vivere quotidiano. Un quotidiano oggi sconvolto, ma che tutti gli abitanti della Lavizzara, di Cevio e della Rovana, così come chi lì possiede un rustico o una cascina, vogliono che al più presto ritorni “normale”. Il mio GRAZIE più sentito va ai collaboratori e alle collaboratrici degli enti di primo intervento che immediatamente si sono attivati, sotto la regia dello Stato maggiore regionale di condotta, diretto dalla Polizia cantonale.

C’è tanto lavoro da fare, qui in Vallemaggia, così come in Mesolcina. Noi uomini e donne di montagna sappiamo che le avversità succedono. Non per fatalismo, ma per un insegnamento quotidiano alla vita dura. Sappiamo però reagire. Lo stanno facendo con grande dignità e coraggio le autorità comunali, le associazioni attive in Vallemaggia, gli enti della protezione della popolazione. Noi, come cittadine e cittadini del Ticino dobbiamo far sentire la nostra vicinanza, il nostro sostegno soprattutto, con qualsiasi mezzo disponibile. Noi, autorità cantonali (e federali) dobbiamo essere al fianco della popolazione. Come già stiamo facendo e dopo l’emergenza bisogna pensare alla ricostruzione. Un lavoro impegnativo e lungo per ricostruire e restituire un ambiente naturale il più possibile simile a quello inondato furiosamente dalle piene.

È una missione in più che si aggiunge nella nostra agenda politica. Lo faccio personalmente nella qualità di Consigliere di Stato. Lo faccio personalmente come uomo di montagna che testimonia tutti i giorni l’importanza di vivere anche nelle zone più discoste di questo nostro amato Cantone. Lo faccio anche come presidente di Ticino Sociale, che ha avviato una raccolta fondi per dire #forzavallemaggia!

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 7 luglio 2024 del Mattino della domenica

Balneazione: rischio elevato nei corsi d’acqua del Sopraceneri

Balneazione: rischio elevato nei corsi d’acqua del Sopraceneri

Comunicato stampa

La Commissione cantonale di prevenzione e di sensibilizzazione “Acque sicure” invita la cittadinanza e gli ospiti presenti nel nostro Cantone alla massima prudenza e attenzione nel caso di balneazione nei fiumi e nei torrenti del Sopraceneri. Un invito che vale per tutti i prossimi giorni a causa di un livello al di sopra della media stagionale di tutti i corsi d’acqua.

Le abbondanti e frequenti precipitazioni di pioggia e in particolare di neve in alta quota nel corso dei mesi primaverili sta provocando in queste ultime settimane un innalzamento del livello dell’acqua in tutti i fiumi e torrenti. In questo senso gli esperti della commissione cantonale “Acque sicure” invitano alla prudenza e a una valutazione attenta dei pericoli in caso di balneazione.

Si ricorda inoltre il divieto generale di balneazione a fini precauzionali sul fiume Maggia e, in presenza di detriti, sulle rive del lago Maggiore in zona Locarno, Ascona e Tenero diramato ieri dallo Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC) attivo per far fronte agli eventi accaduti in Vallemaggia.
Lo stato del divieto verrà aggiornato dalle autorità competenti una volta terminate le analisi da parte del Laboratorio Cantonale.

Ticino: lotta alla bancarotta fraudolenta a costo zero

Ticino: lotta alla bancarotta fraudolenta a costo zero

Pochi anni fa, il tema dei fallimenti pilotati era prepotentemente entrato nell’agenda politica cantonale grazie alla sistematica denuncia di Unia. Pur essendo ancora lontani dal Modello Zurigo, dei progressi per combatterli ci sono stati. L’abolizione dei circondari distrettuali e l’introduzione del perito all’Ufficio fallimenti hanno portato a una crescita delle denunce per reati riconducibili alla bancarotta fraudolenta. L’incognita è quale fine facciano le denunce nell’ingolfato Ministero Pubblico. Quest’ultimo, intervistato da area, si dice ottimista.

Eppur qualcosa si muove. Qualche anno fa, era il 2017, il sindacato aveva denunciato con forza l’inazione istituzionale alla lotta alla bancarotta fraudolenta, compiuta da impresari che volutamente svuotavano le casse delle ditte, le riempivano di debiti e lasciavano il conto finale di salari e oneri non versati ai lavoratori alla collettività tramite la procedura d’insolvenza. Nel giro di poco
tempo, riaprivano ditta con mezzi e personale identico come se nulla fosse.
Sulla necessità di contrastare il fenomeno in crescita erano tutti concordi, dal sindacato al padronato, alle forze politiche e giudiziarie in campo. Coscienti che il rischio zero non esista, perlomeno attenuare i danni con una lotta efficace di contrasto, che facesse da deterrente alla brutta piega presa del fenomeno, era l’auspicio formulato. A distanza di qualche anno, si può tentare di tracciare un bilancio.
Iniziamo con le cifre del fenomeno. L’importo totale andato perso nelle procedure fallimentari negli ultimi cinque anni in Ticino ammonta a 865 milioni di franchi, con una media annuale di 173 milioni. Rispetto al quinquennio precedente (2014-2018), sono una cinquantina di milioni in più della media annuale ticinese (124 milioni). Ad influire sulla crescita degli importi persi nei fallimenti, ha giocato sicuramente un ruolo la pandemia. Inoltre, va sempre specificato che non tutti i fallimenti sono dovuti a condotte illegali. Veniamo ai risultati ottenuti dalla lotta istituzionale contro i fallimenti detti fraudolenti o pilotati. «Nel 2015 il Cantone ha creato un circondario unico di esecuzione e fallimento, eliminando i vari uffici distrettuali» spiega Frida Andreotti, direttrice della Divisione Giustizia. «La precedente frammentazione veniva spesso sfruttata per scopi truffaldini. Non di rado alcuni debitori seriali, appena cambiato domicilio, si recavano all’Ufficio esecuzione del nuovo luogo di residenza richiedendo l’estratto esecutivo, che evidentemente risultava senza alcuna esecuzione. In tal modo riuscivano ad ottenere merci e prestazioni a credito senza saldare il dovuto, sulla base di una presunta e ostentata solvibilità che in realtà non hanno». La seconda misura introdotta è stata la creazione nel 2019 della figura del perito contabile all’interno dell’Ufficio fallimenti. Il suo compito è analizzare i casi di fallimento e, qualora ravvisasse qualcosa di penalmente rilevante, denunciarlo al Ministero pubblico. «Da quando è entrato in funzione il perito – spiega Andreotti – alla magistratura sono stati segnalati 184 incarti di possibili reati fallimentari, oltre il doppio rispetto a quanto avveniva in passato».
L’introduzione del perito risponde a un’esigenza voluta dalla Confederazione. Dal prossimo anno infatti, la legge federale imporrà agli uffici di fallimento cantonali l’obbligo di segnalare alla magistratura quei reati perseguibili d’ufficio constatati nella loro funzione. Il Ticino ha dunque introdotto una figura resa obbligatoria da Berna con cinque anni d’anticipo. E i risultati, almeno in termini di denunce dei casi sospetti, si sono visti. Avvocati esperti della materia ci confermano che dall’arrivo del perito e con la creazione di un unico circondario, dei progressi ci siano stati.
Ma le denunce son poi diventate condanne? Al quesito il Ministero pubblico non può rispondere, almeno in tempi brevi. Non disponendo di una statistica informatizzata dei reati, il Ministero pubblico impiegherebbe molto tempo nel rispondere, ci dicono da via Bossi. Ma ci concedono un colloquio con Andrea Gianini, uno degli otto procuratori che si occupano di reati finanziari. Nessuno si occupa principalmente di bancarotta fraudolenta. «Manca la massa critica» spiega Gianini, riferendosi al numero insufficiente di procuratori per creare una squadra specializzata. Il pensiero va al Canton Zurigo, dove l’autorità politica aveva deciso nel 2014 che, a fronte di un’esplosione dei casi di bancarotta fraudolenta, la lotta ai fallimenti abusivi fosse una priorità. Tutti i casi sospetti sono stati centralizzati verso un’unica Pretura a cui spetta un ruolo di coordinamento tra i vari uffici cantonali, è stato istituito un corpo specializzato di polizia sulla bancarotta fraudolenta e la Procura è stata rinforzata affinché ogni procuratore avesse un numero adeguato d’incarti da seguire. I risultati ottenuti sono stati definiti eccezionali, tanto che si parla di Modello Zurigo quale esempio. Torniamo in Ticino, dove notoriamente la Procura è in perenne affanno nel gestire la mole d’incarti. «Mediamente ci sono circa 280 incarti l’anno per procuratore dei reati finanziari, mentre circa seicento per i procuratori che si occupano dei casi di polizia. A Zurigo, chi si occupa di finanziaria ne ha circa una quarantina» spiega il procuratore Gianini. Piuttosto evidente la disparità di forze dei magistrati inquirenti tra i due Cantoni.
Se le denunce del perito dell’Ufficio fallimenti finiscono nell’imbuto della magistratura ingolfata, i progressi nell’azione di contrasto alla bancarotta fraudolenta sono da relativizzare? «Dei 34 casi segnalati dall’inizio dell’anno dal perito dell’Ufficio fallimenti, cinque sono stati evasi» spiega Gianini, aggiungendo di esser fiducioso che entro la fine dell’anno «circa un 40% sarà evaso». Secondo Gianini, le cose van più veloci perché i dossier preparati dal perito sono ben fatti e dunque resta poco da chiarire all’autorità inquirente. «Ci fossero più periti, i risultati della lotta contro le bancarotte fraudolente sarebbero ancor migliori». Stando al procuratore dunque, si nota un sensibile miglioramento nella lotta alla bancarotta perlomeno nelle denunce inoltrate dal perito dell’Ufficio fallimenti. Sussiste però un problema nello smaltimento delle “vecchie” denunce. Dal sindacato assicurano che diverse denunce relative a bancarotte fraudolente e seriali, giacciono nei cassetti della Procura da troppo tempo. A titolo d’esempio, si cita una denuncia inoltrata dal sindacato cinque anni fa a tutela di un proprio associato, vittima di titolari d’azienda con tre fallimenti seriali alle spalle con debiti complessivi che sfioravano i quattro milioni. Pur avendo il sindacato più volte sollecitato informazioni sullo stato dell’inchiesta, di risposte dal Ministero pubblico non ne sono arrivate. Nel frattempo, uno dei denunciati nel 2021 compare a registro di commercio quale direttore di una quarta azienda. In conclusione, seppur dei miglioramenti vi sono stati, la lotta ai fallimenti pilotati ticinese è ancora lontana dal Modello Zurigo, dove l’autorità politica ha fornito mezzi e risorse per lottare contro la bancarotta fraudolenta. La questione s’inserisce nelle difficoltà in cui si dibatte la Procura ticinese da molti anni, vedi decenni. Pesano in questo contesto le dichiarazioni del capodipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, a commento della sonora bocciatura popolare della Cittadella della Giustizia per una spesa di ottanta milioni di franchi da lui fortemente voluta. «Per il popolo ticinese investire sulla giustizia non è la prima priorità.
A questo punto, le riforme nell’ambito della Giustizia dovranno essere a costo zero»

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