Troppa pratica fai da te prima dell’esame finale

Troppa pratica fai da te prima dell’esame finale

Bocciature in aumento. Troppe ore di guida con familiari o conoscenti e poche con il maestro. È quanto ha osservato la Sezione della circolazione

Sempre più giovani vengono bocciati all’esame della patente. Questo nonostante abbiano un anno di pratica alle spalle. Anzi, proprio questo anno di pratica a volte incide negativamente sul risultato finale. «Dal 2021 è possibile ottenere la licenza per allievo conducente già a diciassette anni, ma per chi ne ha meno di venti dovranno trascorrere almeno dodici mesi prima di poter sostenere l’esame pratico», spiega Christian Cattaneo, capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione. «Questa novità ha inciso in modo significativo sulla struttura del percorso formativo, con l’obiettivo di consentire ai giovani di acquisire un’esperienza di guida più ampia e diversificata, affrontando varie situazioni di traffico e condizioni stagionali prima dell’esame pratico», illustra.

Sfide e opportunità: l’impatto sui giovani è considerevole
«In qualità di autorità responsabile dell’organizzazione e dello svolgimento degli esami di guida, abbiamo tuttavia osservato che, in diversi casi, gli allievi iniziano la pratica prevalentemente con i genitori o con dei conoscenti, rivolgendosi al maestro conducente solo poche settimane prima di affrontare l’esame pratico». E qui arrivano i problemi. «Questo approccio presenta lo svantaggio di portare gli allievi conducenti a sviluppare abitudini di guida errate e non conformi agli standard richiesti. Abitudini che risultano più impegnative da correggere nelle fasi finali della preparazione», rimarca Cattaneo. La conseguenza è una diminuzione della percentuale di esami superati. «Benché non sia possibile stabilire un nesso diretto con la modalità di preparazione adottata, si tratta di un elemento che merita attenzione nell’analisi complessiva del fenomeno», sottolinea il capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione.
«In linea generale, un periodo di pratica più lungo può favorire una maggiore maturità e consapevolezza alla guida, elementi fondamentali per la sicurezza stradale», indica Cattaneo. «Tuttavia l’efficacia di questa impostazione dipende in modo rilevante dalla qualità e dalla tempestività dell’insegnamento professionale. Per ottenere risultati migliori raccomandiamo di iniziare sin da subito con alcune lezioni con il maestro conducente, così da acquisire fin dall’inizio le corrette basi di guida, e solo successivamente proseguire la preparazione accompagnati dai genitori o da conoscenti. In alternativa – aggiunge il capo dell’Ufficio tecnico – è possibile integrare regolarmente le lezioni con il maestro conducente lungo tutto il periodo di pratica, oppure riprenderle due o tre mesi prima dell’esame pratico, così da consolidare le competenze, correggere eventuali errori e prepararsi al meglio alla prova finale».
La ragione di base per l’introduzione del periodo minimo di pratica prima dei vent’anni era chiara. «La modifica normativa è stata introdotta a livello federale con l’intento di aumentare la sicurezza stradale, consentendo ai giovani di accumulare un’esperienza di guida più estesa e diversificata prima di accedere all’esame pratico. L’idea di fondo – afferma Cattaneo – è che un’esposizione più lunga a differenti condizioni di traffico contribuisca a ridurre il rischio di incidenti nei primi mesi dopo il conseguimento della patente».

Proposte per il presente e il futuro, in collaborazione con Berna
Sul tema del patentino sono arrivate anche altre proposte. «Il Consiglio cantonale dei giovani ha suggerito di ridurre a sei mesi il periodo minimo di pratica per gli allievi conducenti – rileva Cattaneo –. La Sezione della circolazione condivide, in linea di principio, questa posizione, ritenendo che una maggiore flessibilità possa costituire un incentivo positivo per i candidati meritevoli, senza compromettere gli obiettivi di sicurezza stradale». Ma c’è un vincolo importante: «Occorre precisare che la durata minima del periodo di pratica è stabilita dalla legislazione federale e rientra quindi nella competenza esclusiva del legislatore nazionale. Ogni eventuale modifica richiede pertanto un intervento a livello federale». Il capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione ricorda che «in più occasioni abbiamo già evidenziato alle autorità federali alcuni effetti non pienamente funzionali di recenti modifiche normative, auspicando un confronto più approfondito e una maggiore attenzione alle peculiarità delle realtà cantonali». Per quanto riguarda ulteriori cambiamenti in merito all’ottenimento della patente per l’automobile, «a partire dallo scorso 1° luglio gli esami per il conseguimento della patente di categoria B integreranno progressivamente la valutazione dei sistemi di assistenza alla guida. Questi dispositivi – osserva Cattaneo – se utilizzati correttamente possono contribuire a prevenire fino al 50% degli incidenti gravi, migliorando in modo significativo la sicurezza stradale». Non da ultimo, Cattaneo raccomanda che «per questo motivo, è fondamentale che i futuri conducenti ne conoscano il funzionamento e li impieghino in modo consapevole. L’uso corretto di tali sistemi sarà oggetto sia dell’esame teorico sia di quello pratico, con l’obiettivo di formare guidatori in grado di sfruttare appieno le potenzialità offerte dalla tecnologia, viaggiando in maggiore sicurezza, in modo più rilassato e con un’esperienza di guida più piacevole».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 21 agosto 2025 de La Regione

Il Consiglio di Stato in cerca di equilibrio nel cuore del Ticino

Il Consiglio di Stato in cerca di equilibrio nel cuore del Ticino

In occasione della giornata del presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi ha portato l’esecutivo a Mergoscia, centro geografico del Ticino. Tra i temi scottanti il mini-arrocco e le misure di risparmio. “Un preventivo fragile dal punto di vista finanziario”, spiega il presidente del Consiglio di Stato.

Partiti da Corippo questa mattina i 5 Consiglieri di Stato hanno raggiunto a piedi Mergoscia in occasione della giornata del Presidente del Consiglio di Stato. Scelta ricaduta sul comune della Val Verzasca per rendere omaggio alla località considerata centro geografico del Ticino. Per Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi una camminata positiva: “La camminata è andata bene: chi ci mette un po’ di più, chi un po’ di meno, ma come in ogni situazione bisogna adeguarsi al passo e quindi non bisogna lasciare indietro nessuno. Siamo partiti da Corippo, quindi dalla Valle Verzasca, da quello che era il comune più piccolo di tutta la Svizzera per arrivare nel cuore geografico del Ticino a Mergoscia. È un modo per trovare un equilibrio tra i vari estremi visto che in quest’anno di presidenza gireremo tutto il Ticino. È anche però un messaggio politico per trovare l’equilibrio”, spiega ai microfoni di Ticinonews Norman Gobbi.

Il preventivo
Ad attendere i rappresentati del Governo ticinese una cinquantina di persone del paese. L’esecutivo si è poi riunito nella sala comunale per la seduta settimanale. Sul tavolo tanti temi scottanti tra cui il preventivo 2026 che verrà presentato a settembre. Per Norman Gobbi è un preventivo fragile dal punto di vista finanziario: “Il lavoro è stato fatto, ma è un preventivo che resta fragile dal punto di vista finanziario. Non dobbiamo mai smettere di lavorare nell’interesse di finanze equilibrate che permettono da un lato di sostenere realtà come quelle di Mergoscia -dove il Cantone interviene perché non ci sono più gli organi comunali-, rispettivamente abbiamo anche la necessità di sostenere le zone periferiche ticinesi e le persone più fragili. Il Ticino è complesso e in questa sua complessità tenere l’equilibrio non è cosa facile. È però un obbiettivo che abbiamo”, afferma Gobbi. Sul Preventivo si esprime anche il direttore del Dipartimento delle Finanze e dell’Economia Christian Vitta che punta il dito sul contesto internazionale e che assicura il rispetto al freno ai disavanzi: “Chiaramente il preventivo risente del rallentamento economico a seguito del contesto internazionale. Il nostro obiettivo è rispettare i vincoli costituzionali per il freno ai disavanzi”. 

Premi di cassa malati
Di interesse della popolazione anche i possibili aumenti dei premi di cassa malati. Gli annunci sono attesi tra poco più di un mese e senza ombra di dubbio attirano le attenzioni dell’Esecutivo: “Non sorprendono più. Dobbiamo però capire che questa è diventata una spesa obbligata e quindi bisogna semmai rivedere il sistema federale. Se è vero che la Svizzera offre un sistema sanitario di qualità, d’altra parte il tutto deve essere sostenibile dal punto di vista finanziario. Per migliorare il sistema non si può guardare solo allo Stato, che sia il Cantone o alla Confederazione. Sta a noi cittadini come individui a contribuire: questo evidentemente richiede talvolta delle rinunce, mai facile. Ci sono delle discussione sollevate dai Cantoni latini e in Svizzera c’è una spaccatura culturale su questo tema”, riferisce Norman Gobbi.

Il mini arroco
In tal senso, la popolazione sarà chiamata a votare il 28 settembre su due oggetti: L’iniziativa per il 10% e L’iniziativa “Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!”. Tema che interessa tutto il Cantone, come quello del Mini-Arrocco. Il 25 agosto, infatti, il Gran Consiglio terrà una seduta straordinaria alla richiesta di 37 deputati. La causa è nota a tutti, ovvero lo scambio della Divisione della giustizia e delle costruzioni tra i due consiglieri di stato leghisti. Alla seduta, ricordiamo, non parteciperà il direttore del dipartimento del territorio Claudio Zali. “Spiegheremo quello che vogliono venga spiegato.”, dice Gobbi e aggiunge: “Una parte dei granconsiglieri ha voluto organizzare una seduta straordinaria: è loro responsabilità e noi ci saremo a rispondere. Zali assente? è una scelta del collega. Ne parleremo ancora all’interno del Consiglio di Stato, ma di solito le risposte le dà il presidente del Governo”, conclude Gobbi.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-consiglio-di-stato-in-cerca-di-equilibrio-nel-cuore-del-ticino-416688

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Il Consiglio di Stato in Valle Verzasca

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3054371

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

La tradizionale Giornata del Presidente del Consiglio di Stato, organizzata quest’anno da Norman Gobbi, si svolgerà mercoledì 20 agosto in valle Verzasca. In mattinata il Governo visiterà il villaggio di Corippo e percorrerà in seguito il sentiero panoramico, fino a raggiungere il Comune di Mergoscia, dove incontrerà la popolazione e terrà la propria seduta settimanale.

La Giornata del Presidente prenderà avvio con una visita dell’«albergo diffuso» creato nel villaggio di Corippo, dove il Consiglio di Stato sarà accolto da una delegazione del Municipio di Verzasca. Al termine dell’incontro, il Governo percorrerà il sentiero sulla sponda destra della valle, per raggiungere il Comune di Mergoscia.  

All’arrivo, è previsto un momento di incontro con le autorità comunali e con la popolazione. Nel pomeriggio, il Consiglio di Stato terrà la propria seduta settimanale nella sala comunale di Mergoscia  

Con la scelta di visitare la valle Verzasca, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha voluto rendere omaggio alle località che si trovano nel centro geografico del Ticino e sottolineare la vitalità delle zone periferiche del nostro Cantone – anche in vista dell’evento speciale, previsto durante il mese di settembre, che riunirà i rappresentati dei cento Comuni ticinesi.

Il braccialetto elettronico è sempre più usato: in Ticino 142 in cinque anni

Il braccialetto elettronico è sempre più usato: in Ticino 142 in cinque anni

È quanto risulta da un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale, secondo cui tale misura di espiazione della pena – nel 2023 il 2,5% dei giorni totali di esecuzione della pena – ha dei vantaggi: facilita il reinserimento del condannato e contribuisce a mitigare la situazione a volte tesa a causa del sovraffollamento carcerario.

In Svizzera si ricorre sempre più spesso alla sorveglianza elettronica dei condannati (+25% dal 2018 al 2023 in 25 Cantoni), anche se sussistono grandi differenze fra i Cantoni nell’ordinare questo tipo di misura. È quanto risulta da un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale, secondo cui tale misura di espiazione della pena – nel 2023 il 2,5% dei giorni totali di esecuzione della pena – ha dei vantaggi: facilita il reinserimento del condannato e contribuisce a mitigare la situazione a volte tesa a causa del sovraffollamento carcerario. Da inizio gennaio 2018, in determinati casi è possibile ricorrere al braccialetto elettronico, a condizione che non sussista alcun rischio di fuga o recidiva. Il Codice penale fissa la durata minima e massima in cui tale strumento può essere impiegato. Su mandato del Parlamento, il Consiglio federale ha valutato le esperienze pratiche maturate nei primi cinque anni dall’entrata in vigore della legge da cui emerge che il ricorso al braccialetto è sempre più frequente, ma con differenze importanti.

In alcuni Cantoni la misura non si applica
La sorveglianza elettronica è applicata particolarmente spesso nei Cantoni urbani e in quelli che avevano partecipato al progetto pilota prima dell’introduzione a livello nazionale, come il Ticino. Per esempio, fra il 2018 e il 2023, come indica il rapporto, questa misura è stata concessa 617 volte nel Canton Vaud, 405 a Ginevra, 383 a Berna, 160 a Zurigo, 142 in Ticino e 8 nei Grigioni. Una misura del genere è stata presa in Appenzello Esterno e Uri, e nessuna in Appenzello Interno, Glarona e Nidvaldo. Nel quadro dei lavori in adempimento del postulato è stata pure esaminata l’opportunità di estendere la durata minima e massima d’impiego di questo strumento. La maggioranza dei Cantoni pensa che la normativa in vigore sia sufficiente in considerazione della più recente giurisprudenza del Tribunale federale, opinione condivisa anche dal Consiglio federale.

https://www.ticinonews.ch/svizzera/il-braccialetto-elettronico-e-sempre-piu-usato-in-ticino-142-in-cinque-anni-416667

 

Strade sicure: la scuola ricomincia, la prudenza è obbligatoria

Strade sicure: la scuola ricomincia, la prudenza è obbligatoria

27 i bambini infortunati sulle strade, due investiti sulle strisce pedonali. Questi i numeri dello scorso anno riportati oggi dalla polizia cantonale che lanciando campagna “Strade sicure” torna a parlare di sicurezza stradale in vista dell’inizio delle scuole

Tra pochi giorni le strade del nostro Cantone si riempiranno di zaini, bambini emozionati e, sicuramente, anche di qualche genitore trafelato. È l’inizio della scuola: Un momento speciale ma anche delicato, soprattutto per quello che riguarda la sicurezza stradale in prossimità delle scuole, che non può essere lasciata al caso, ma serve la collaborazione da parte di tutti. “Con il progetto Strade Sicure – in collaborazione con le polizie cantonali e comunali – l’obiettivo è quello di sensibilizzare l’utenza e anche i bambini all’inizio delle scuole”. Ci spiega il portavoce della Polizia cantonale e responsabile del progetto strade sicure Renato Pizolli. “Quando si comincia, o si ricomincia, qualcosa è giusto riallenarsi un pochino. E l’allenamento che noi vogliamo fare è quello di ricordare le buone maniere sulla strada, ma soprattutto le regole da rispettare”.

27 bambini infortunati nel 2024
E questo perché lo scorso anno sono stati 27 i bambini che si sono infortunati sulle strade ticinesi a seguito di un incidente. Di questi, 6 erano pedoni, due dei quali investiti proprio sulle strisce pedonali. Numeri che, nonostante siano in forte diminuzione rispetto all’anno precedente, parlano chiaro. E che chiamano tutti – automobilisti, genitori, bambini – a una maggiore responsabilità. “C’è stata un’importante contrazione: da una quarantina, si è passati a una ventina di bambini che si sono infortunati sulla strada. E anche il numero di coloro che hanno subito l’infortunio come pedoni si è ridotto quasi ai minimi termini, però dobbiamo tener presente che un bambino che si infortuna, soprattutto sul tragitto casa scuola, è una situazione comunque da tenere sott’occhio. La guardia non va quindi abbassata”.

Agenti presenti nei primi giorni di scuola
Per questo motivo, soprattutto nelle prime settimane di scuola, saranno – come d’abitudine – presenti agenti della cantonale e comunale nei pressi delle scuole, proprio perché spesso, proprio a causa delle numerose auto presenti, il rischio di incidenti è accresciuto. “Più autoveicoli ci sono nei dintorni di un edificio scolastico, più è alta la probabilità che possano capitare degli incidenti. Parlo soprattutto di quei casi in cui chi arriva in prossimità di una scuola lo fa in maniera disordinata, ad esempio occupando il marciapiede, posteggiando in mezzo alla strada o facendo scendere il bambino sulla carreggiata per poi ripartire. Qui si creano dei seri pericoli”.

Sensibilizzazione fra i più piccoli
La sensibilizzazione parte anche dai più piccoli, che a scuola seguiranno dei momenti di educazione stradale perché i pericoli non mancano. “I bambini conoscono le regole di comportamento sulla strada e di solito sono molto bravi a rispettarle, camminando sul marciapiede, non giocando durante il tragitto, stando in fila indiana e con il più grande del gruppo che cammina sul lato della strada. Perciò si comportano in maniera corretta”. Tuttavia, prosegue Pizolli, più ci si avvicina alla scuola, più aumenta il rischio di imbattersi in situazioni caotiche, come appunto auto sul marciapiede. “Se in questa situazione i bambini si mettono a giocare, ecco che il rischio di finire in un incidente aumenta”. Ma anche le strisce pedonali rappresentano un punto a rischio. “L’inizio della scuola è un momento delicato, in cui tutti dobbiamo riassettarci. E anche se si è in ritardo la sicurezza va messa al primo posto”.

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Uri

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Uri

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato ieri il Governo del Canton Uri. La riunione istituzionale e amicale si è svolta – dopo una pausa di 5 anni – sul passo del San Gottardo, che segna il confine geografico fra i due territori. L’incontro ha permesso di discutere vari argomenti di interesse comune – dalla compartecipazione nella centrale idroelettrica del Lucendro alle celebrazioni previste nel 2029/2030, per l’apertura al traffico della seconda canna della galleria autostradale.

L’incontro fra i Consigli di Stato di Ticino e Uri ha permesso, anzitutto, di confermare che la vicinanza geografica fra i nostri Cantoni è accompagnata dalla comunanza di vedute su vari temi politici di attualità – dallo sfruttamento idroelettrico delle acque alpine alla concezione del federalismo nel XXI secolo, alla luce degli sviluppi demografici e socioeconomici attualmente in corso in Svizzera. La riunione è stata organizzata dopo che si è trovata una soluzione politica condivisa sulla gestione del Lucendro, proprio nei pressi del passo del San Gottardo.

Le due delegazioni guidate dal Presidente Norman Gobbi e dal Landamano Christian Arnold si sono confrontate anzitutto sul futuro dell’impianto idroelettrico del Lucendro, primo anello della Catena produttiva della valle Leventina, alimentato dalle acque del massiccio del San Gottardo. I due Governi hanno confermato il loro accordo sulla soluzione che prevede di creare una società anonima detenuta inizialmente da entrambi i Cantoni, nel rispetto delle condizioni fissate dalle autorità federali. L’obiettivo è di costituire la nuova società entro la fine del 2025 e di giungere all’approvazione della relativa concessione, da parte dei due Parlamenti cantonali, entro la fine del 2027.

Le due delegazioni hanno inoltre concordato di avviare i lavori preparatori in vista di un evento comune, da organizzare nel 2029/2030, in occasione dell’apertura al traffico della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo.

La Deputazione ticinese incontra la popolazione a Melano per la giornata del Presidente.

La Deputazione ticinese incontra la popolazione a Melano per la giornata del Presidente.

L’evento, aperto alla popolazione, avrà luogo mercoledì 27 agosto 2025 alle ore 18 sul Piazzale Santa Lucia a Melano (in caso di cattivo tempo nella palestra delle scuole elementari a Melano).

Come da tradizione, la Deputazione ticinese alle Camere federali organizza ogni anno un incontro estivo nel Comune di residenza del presidente in carica. Lo scorso dicembre la Consigliera nazionale Greta Gysin, domiciliata a Val Mara nel quartiere di Rovio, è stata eletta Presidente per l’anno 2025.

L’evento, aperto alla popolazione, avrà luogo mercoledì 27 agosto 2025 alle ore 18 sul Piazzale Santa Lucia a Melano (in caso di cattivo tempo nella palestra delle scuole elementari a Melano), dove si terrà un incontro conviviale con la Consigliera nazionale in cui interverranno Jgor Zocchetti, Sindaco di Val Mara, Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato e la stessa Greta Gysin. L’evento sarà moderato da Rosy Nervi e Flavio Sala, con intermezzi musicali della Scuola di Musica Terzo suono di Melano.
Seguirà poi un momento conviviale con rinfresco.

Nel pomeriggio i deputati avranno inoltre l’opportunità di partecipare alla visita del Mulino di Maroggia. Per l’occasione potrà essere visitata in anteprima la mostra fotografica “Obiettivo Val Mara” allestita in Villa Santa Lucia, che propone fotografie in bianco e nero di Davide Stallone, un connubio di leggerezza tra urbanistica e manufatti dei luoghi, in una visione odierna del territorio di Val Mara.

https://www.ticinonews.ch/ticino/la-deputazione-ticinese-incontra-la-popolazione-a-melano-per-la-giornata-del-presidente-416621

Locarno78: alla ticinese Carla Juri il premio speciale della critica indipendente

Locarno78: alla ticinese Carla Juri il premio speciale della critica indipendente

L’attrice di Ambrì, in concorso al Pardo, riceve il Boccalino d’Oro: «Un gesto d’affetto che mi emoziona» – Riconoscimenti anche a Fahdel, Aragno, Pascariu, Krings, Graux, Fazendeiro e Jorg

Per l’attrice Carla Juri, il Locarno Film Festival non è una meta lontana cui tornare, ma un orizzonte vicino che scandisce il suo percorso artistico e di vita. Carla Juri, 40 anni, è nata a Locarno. E qui ritrova il dialogo con il pubblico e con una comunità cinematografica che, negli anni, l’ha vista crescere e affermarsi.
Nella 78. edizione, la sua presenza è stata, per così dire, doppia: in concorso internazionale con Donkey Days di Rosanne Pel e e, oggi pomeriggio al Rivellino, per la consegna del Boccalino d’Oro speciale, assegnato per celebrare i 25 anni del premio della critica indipendente, alla quale erano presenti anche Giona A. Nazzaro, Norman Gobbi e Nicola Pini.
«Questo riconoscimento mi emoziona molto – confida Carla Juri al Corriere del Ticino – perché arriva da un gruppo di persone che conosce bene il festival e il suo spirito. È un gesto d’affetto che sento, che mi rilassa e mi fa sorridere. Significa che c’è un pubblico che mi ha seguita nel tempo e che continua a farlo, e sapere di poter contare su questa relazione di fiducia è qualcosa che non si può dare per scontato».

Venticinque anni di storia
Istituito nel 2000, il Boccalino d’Oro è un riconoscimento radicato nel territorio e nello spirito conviviale del festival. Nato per avvicinare anche il pubblico alla manifestazione, nel tempo ha saputo conquistare un ruolo di prestigio, diventando un simbolo di partecipazione e di passione condivisa per il cinema. Quest’anno, la giuria del premio – organizzato come sempre da Ugo Brusaporco e Arminio Sciolli – ha motivato così la scelta di premiare Carla Juri: «Attrice che, di interpretazione in interpretazione, cresce nella dimensione attoriale, toccando una invidiabile maturità. Carla Juri ha accompagnato nella sua crescita anche questo premio che nel suo venticinquesimo la vuole ringraziare. Un nuovo punto di partenza nel nome di un premio e di un festival che rende grazie a Locarno e a cittadini come lei».

Una identità plurale
Cresciuta in una famiglia bilingue italo-tedesca, Juri ha trasformato la propria identità plurale in una risorsa artistica. Dopo essersi formata tra Zurigo, Los Angeles e Londra, ha vinto due volte il riconoscimento ufficiale del cinema svizzero, il Quartz, e, nel 2013, a Locarno, il premio come miglior attrice per Feuchtgebiete, di David Wnendt. Quattro anni dopo è stata diretta da Denis Villeneuve in Blade Runner 2049, continuando poi a muoversi con disinvoltura tra cinema d’autore e grandi produzioni internazionali. Il Ticino, però, resta la base da cui ripartire: «Mi dà energia per tornare fuori nel mondo. Ho bisogno delle radici per potermi rinnovare», dice.
Partecipare al Festival, per Juri, non è soltanto una tappa professionale, ma un’occasione per ritrovare il contatto diretto con il pubblico e con il ritmo unico di Locarno. «Essere qui in concorso è un privilegio che vivo con gratitudine – sorride – Ma ciò che apprezzo di più è poter tornare a far parte, anche solo per qualche giorno, di questa comunità». In Donkey Days, Carla Juri veste i panni della madre della protagonista nei flashback della giovinezza, quando ancora non era madre. Un ruolo che le ha permesso di raccontare il personaggio da una prospettiva diversa, lontana dagli stereotipi materni, e di esplorare le fragilità e i desideri che precedono la maternità.
«Il film è diventato la mia vita reale – racconta – Tutto era così vero che non ho nemmeno fatto il parallelo con la mia vita fuori dal set. Interpretare una madre prima che lo diventasse davvero mi ha fatto riflettere sul fatto che, nella vita, spesso i gesti che lasciano un segno sui figli non sono intenzionali. Poveri genitori, succede. E, nonostante la cura e l’amore, c’è sempre una parte di imprevedibilità, di mistero, che appartiene alle relazioni familiari».
Una regola professionale sorprende chi la incontra: non rivedere i propri film subito dopo l’uscita. «Magari lo farò a 70 o 80 anni, quando sarò meno critica con me stessa e saprò vedere solo i lati positivi. Adesso, preferisco risparmiarmi certi pensieri».
Una scelta che nasce dal desiderio di non lasciarsi influenzare: «Quello che vivi sul set, e tramite il personaggio, non lo vedi mai completamente sullo schermo, e forse è giusto così». Guardando ai ragazzi che sognano una carriera nel cinema, scorge un contesto mutato: «Sotto certi aspetti, oggi è più facile. Il mondo è più piccolo, i giovani sono più connessi. Spero abbiano il coraggio di rischiare, di fallire, perché è così che si cresce». E anche quando un progetto non trova subito il suo pubblico, non lo considera un fallimento: «Ci sono film che non hanno avuto successo immediato e sono diventati classici col tempo. La società cambia e riconosce altro. È il bello del cinema: non c’è mai una fine, ogni fine è un inizio».
Durante la conversazione, cita un nome che l’affascina profondamente: Alberto Giacometti. «Mi colpisce la sua capacità di dare forma a qualcosa di essenziale, spogliando tutto il superfluo. Nelle sue figure allungate sento la tensione e la fragilità che appartengono anche agli esseri umani che interpreto. Nei suoi lavori ritrovo la stessa attenzione alla composizione che cerco in una scena: la possibilità di racchiudere un mondo intero in pochi tratti. Guardare una sua scultura è come fermarsi su un’inquadratura che non ha bisogno di parole».
Negli ultimi anni ha scelto di bilanciare set e vita familiare: «Ho voluto dedicare tempo alla mia famiglia, e questo arricchisce anche il mio lavoro. Ogni esperienza personale aggiunge profondità alle interpretazioni». Con Donkey Days, appena presentato, due film in post-produzione e altri in fase di sviluppo, il futuro si annuncia denso di progetti. Ma il Locarno Film Festival, con la sua Piazza e i suoi incontri, resta un porto sicuro: «Qui sento le mie radici, e so che da qui posso sempre ripartire».

https://www.cdt.ch/societa/cinema/alla-ticinese-carla-juri-il-premio-speciale-della-critica-indipendente-403082

(Immagine: Corriere del Ticino)

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25 anni di Boccalino d’oro

Il premio della critica indipendente ha celebrato l’anniversario con un riconoscimento speciale per Carla Juri
Non c’è immagine migliore di quella della grande attrice europea Carla Juri, con il suo simpatico bambino, che riceve il Boccalino d’Oro per la Storia del Premio, per dire di un riconoscimento nato per unire la fortezza Festival con i cittadini e le attività di Locarno. 25 anni fa iniziava un cammino di cinema e comunità che ha visto ieri nel cortile del Rivelino Ldv nei tavoli sparsi registi, direttori della fotografia, compositori e montatori e attrici, in una comunità che condivideva le delizie della Pasticceria Marnin condite con vini e spumanti versati in piccoli boccalini ghiacciati.
Il Boccalino d’oro 2025 è andato in Libano con ‘Tales of the Wounded Land’ di Abbas Fahdel, l’unico a non essere presente, in Georgia con ‘Dry Leaf’ di Alexandre Koberidze, al quale è andato il Premio Speciale della Giuria e che si è fermato a conversare con il cast di ‘Le Lac’ di Fabrice Aragno, premiato per la Miglior regia e accompagnato da uno dei più grandi marinai svizzeri: Bernard Stamm, una leggenda vivente. A consegnare i premi erano presenti il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Sindaco di Locarno Nicola Pini.
Il Premio per la miglior attrice è andato a Katia Pascariu per ‘Sorella di Clausura’ di Ivana Mladenovi. Commosso Nicolas Graux per il premio alla fotografia per il suo ‘Tóc, giấy và nước… (Hair, Paper, Water…)’ che ha firmato con un entusiasta Trương Minh Quý.Il premio per il miglior contributo all’arte cinematografica è andato a ‘As Estações’ di Maureen Fazendeiro mentre Joseph Krings, premio per il miglior montaggio per ‘Rosemead’ di Eric Lin ha parlato del suo mestiere sottovalutato chiacchierando poi con Carla Juri con cui aveva lavorato. Infine, il premio speciale per il suo straordinario contributo al Locarno film festival è andato a un commosso Daniele Jorg che per anni ha lavorato a fianco dei suoi presidenti e direttori artistici con originalità e saggezza.
Ad aprire la Cerimonia sono stati il direttore artistico Giona A. Nazzaro e Padre Abramo.

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 16 agosto 2025 de La Regione

 

A scuola in sicurezza, con l’impegno di tutti

A scuola in sicurezza, con l’impegno di tutti

Comunicato stampa

L’inizio dell’anno scolastico rappresenta un momento di grande emozione per bambini e bambine: per alcuni è il primo giorno sui banchi, mentre altri ritrovano gli amici e le amiche di sempre dopo le vacanze estive. Come da tradizione, prende il via anche una nuova fase di sensibilizzazione promossa dal progetto “Strade sicure” e dalla Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali e il Touring Club Svizzero (TCS). L’obiettivo è fornire consigli di prevenzione rivolti sia a chi accompagna i bambini e le bambine a scuola sia ai e alle conducenti di veicoli. In questo periodo dell’anno, infatti, è ancora più importante prestare attenzione e adottare comportamenti responsabili per proteggere tutti.

In base alle statistiche più recenti, lo scorso anno 27 bambini/e si sono infortunati a seguito di incidenti sulle strade ticinesi (40 nel 2023). Di questi, 6 erano pedoni (16), con 2 bimbi/e (3) investiti sulle strisce pedonali.
I più giovani non sempre sono in grado di valutare correttamente la velocità di un veicolo o la distanza che li separa da esso, e potrebbero quindi immettersi repentinamente sulla carreggiata senza la dovuta prudenza, anche dove non è presente un passaggio pedonale.
Le persone adulte sono pure chiamate a dare il buon esempio, evitando, in qualità di pedoni, comportamenti che possano mettere a rischio la sicurezza dei più giovani. Va inoltre evidenziato che questi ultimi, a causa della loro statura, hanno un campo visivo più ridotto rispetto alle persone adulte. Questo può rendere loro più difficile individuare tempestivamente altri utenti della strada e, allo stesso tempo, può essere più difficoltoso per chi guida vederli. 

Rammentiamo quindi alcuni consigli di comportamento nel tragitto casa-scuola:  

Per i bambini e le bambine che si spostano a piedi

  • La regola d’oro è: mai correre o giocare, né in strada né sul marciapiede.
  • Per una maggiore sicurezza camminare sempre sul marciapiede o, dove assente, a lato della carreggiata.
  • Indossare abiti chiari ed elementi riflettenti, soprattutto nel periodo invernale. I colori chiari e sgargianti ti rendono più visibile anche di giorno.  

Quando si attraversa la strada

  • Guardare e ascoltare con attenzione.
  • Prima di attraversare la strada assicurarsi sempre di essere stati visti da chi è alla guida e che il suo veicolo sia completamente fermo.  

Per genitori o conoscenti che accompagnano gli/le scolari/e in auto

  • Non fermarsi nel perimetro scolastico ma usare gli appositi parcheggi.
  • Rispettare la segnaletica presente nelle vicinanze della scuola.
  • Circolare con maggiore prudenza in prossimità degli istituti scolastici.
  • Assicurare sempre correttamente bambini e bambine con gli appositi sistemi di sicurezza all’interno dell’abitacolo.  

Questi e altri consigli sono consultabili sul sito www.stradesicure.ch, nell’opuscolo “Tutti a scuola” – già distribuito nelle classi –, e sui canali social della Polizia.  

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

La tradizionale Giornata del Presidente del Consiglio di Stato, organizzata quest’anno da Norman Gobbi, si svolgerà mercoledì 20 agosto in valle Verzasca.
In mattinata il Governo visiterà il villaggio di Corippo e percorrerà in seguito il sentiero panoramico, fino a raggiungere il Comune di Mergoscia, dove incontrerà la popolazione e terrà la propria seduta settimanale.

La Giornata del Presidente prenderà avvio con una visita dell’«albergo diffuso» creato nel villaggio di Corippo, dove il Consiglio di Stato sarà accolto da una delegazione del Municipio di Verzasca. Al termine dell’incontro, il Governo percorrerà il sentiero sulla sponda destra della valle, per raggiungere il Comune di Mergoscia.  
All’arrivo, è previsto un momento di incontro con le autorità comunali e con la popolazione. Nel pomeriggio, il Consiglio di Stato terrà la propria seduta settimanale nella sala comunale di Mergoscia.  
Con la scelta di visitare la valle Verzasca, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha voluto rendere omaggio alle località che si trovano nel centro geografico del Ticino e sottolineare la vitalità delle zone periferiche del nostro Cantone – anche in vista dell’evento speciale, previsto durante il mese di settembre, che riunirà i rappresentati dei cento Comuni ticinesi.