Regio Insubrica: riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo

Regio Insubrica: riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo

Comunicato stampa della Comunità di Lavoro Regio Insubrica (20 novembre 2025) 

Si sono tenute questa mattina presso la Sala del Consiglio del Comune di Morbio Inferiore (Cantone Ticino) le riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di Lavoro Regio Insubrica, alle quali hanno partecipato il Presidente del Consiglio di Stato del Cantone Ticino, Norman Gobbi, il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte, Alberto Preioni, e il rappresentante di Regione Lombardia, Fabrizio Turba, nonché Presidenti e rappresentanti delle Province di Como, Novara e Verbano Cusio Ossola.
Sono stati passati in rassegna diversi temi di particolare attualità e rilevanza per il territorio di riferimento, trattati nei lavori dei tavoli tematici e dei gruppi di lavoro della Regio Insubrica, quali Economia, Turismo e Cultura, Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica, Protezione Civile, Concertazione Inerti e Mobilità, ambito per il quale si attende l’entrata in vigore dell’Accordo sul cabotaggio firmato tra Svizzera e Italia nel 2024.
È stata dedicata una finestra di approfondimento sui XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, che si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026, e si è provveduto ad un aggiornamento sul Programma di Cooperazione Italia-Svizzera Interreg 2021-2027, per il quale il Comitato di Sorveglianza si riunirà a Malles Venosta (BZ) il 10 e 11 dicembre.
È stato infine stabilito che l’Assemblea generale 2026 si terrà nella seconda metà di settembre in Piemonte, dove avrà luogo, con la ricorrente annuale rotazione, il passaggio di Presidenza per l’anno 2026-2027 da Regione Lombardia a Regione Piemonte.
Al termine degli incontri istituzionali, i partecipanti sono stati accompagnati nella visita al Parco delle gole della Breggia dal Sindaco di Morbio Inferiore, Claudia Canova. L’organizzazione nel 2025 delle riunioni di Ufficio Presidenziale e Comitato Direttivo in forma itinerante ha sottolineato l’importanza per la Regio Insubrica dei legami con il territorio e del coinvolgimento delle autorità locali.

Votazione del 28 settembre 2025: il piano d’azione del Consiglio di Stato

Votazione del 28 settembre 2025: il piano d’azione del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Nelle ultime settimane, il Consiglio di Stato ha svolto una serie di incontri che hanno permesso di approfondire le modalità di applicazione delle due iniziative popolari – approvate dalla popolazione ticinese lo scorso 28 settembre 2025 – nel contesto della già fragile situazione delle finanze cantonali e tenendo conto dell’evoluzione prevista per i prossimi anni. Il Consiglio di Stato conferma l’intenzione di applicare le due iniziative parallelamente e in maniera graduale (a tappe), a partire dal 2027: un messaggio sarà presentato entro la prossima primavera per permettere al Parlamento di poterlo esaminare per tempo. Nel rispetto della volontà popolare, l’obiettivo del Governo è di assicurare la sostenibilità finanziaria – nel rispetto del meccanismo costituzionale del freno ai disavanzi – e garantire, nel contempo, la stabilità del sistema e delle finanze cantonali nel tempo.

Dopo la votazione del 28 settembre 2025, il Consiglio di Stato ha avviato una serie di approfondimenti e incontri per individuare un modo finanziariamente sostenibile per applicare le due iniziative approvate a livello cantonale e l’imposta immobiliare cantonale sulle abituazioni secondarie, accolta a livello federale. Il Consiglio di Stato ha incontrato in due occasioni i promotori delle iniziative cantonali e, nella giornata di ieri, i rappresentanti dei Comuni ticinesi e quelli del mondo economico e sindacale. Nelle scorse settimane, il Governo ticinese ha, inoltre, incontrato il prof. Nils Soguel, esperto di finanze pubbliche e direttore dell’Istituto di studi superiori in amministrazione pubblica dell’Università di Losanna.  
L’obiettivo di questi incontri era di approfondire le possibili modalità di applicazione della volontà popolare con uno sguardo complessivo sulla già fragile situazione delle finanze pubbliche ticinesi e la sua evoluzione nei prossimi anni. Come noto, i tre oggetti avranno infatti importanti conseguenze finanziarie per il Cantone e per i Comuni ticinesi e andranno a sommarsi ad altri nuovi oneri, come quelli legati alle misure di risparmio annunciate dalla Confederazione e quelli provocati dall’entrata in vigore della riforma sanitaria EFAS. Il nostro sistema dei sussidi di cassa malati (RIPAM) è tra i più generosi di tutta la Svizzera: nel 2025 il Cantone dedicherà a questa voce di spesa oltre 420 milioni di franchi, pari a oltre il 10% della spesa corrente dello Stato – una somma che nel 2026 è destinata a salire a quasi 450 milioni e che dal 2020 è già cresciuta di oltre 100 milioni a causa dell’aumento dei premi di cassa malati.  
Date queste premesse, il Consiglio di Stato ha deciso di agire su tre elementi:

  • creazione delle basi tecniche, finanziarie e politiche per attuare le due iniziative
  • possibili misure per rendere sostenibile l’impatto sui conti pubblici
  • ulteriore contenimento della crescita della spesa sanitaria.

Il Governo elaborerà ora una proposta per assicurare l’imprescindibile finanziamento delle misure approvate dalla cittadinanza, lavorando su tre principi: gradualità di applicazione, coordinamento degli aspetti tecnici, politici e finanziari, e responsabilità condivisa tra tutti gli attori interessati. La soluzione ricercata dovrà garantire il rispetto delle normative sulla gestione finanziaria dello Stato e, in particolare, il vincolo costituzionale del meccanismo di freno ai disavanzi.  
Per quanto riguarda le due iniziative popolari cantonali, il Consiglio di Stato conferma che l’entrata in vigore potrà avvenire solo contemporaneamente all’approvazione delle misure di finanziamento. Il Consiglio di Stato intende applicarle in maniera graduale (a tappe) a partire dal 2027, attraverso l’introduzione di meccanismi transitori, sia per l’applicazione del principio del 10% del reddito disponibile sia per l’integrazione delle deduzioni fiscali, in modo da creare un sistema unitario e coerente. Il messaggio con le proposte del Governo verrà trasmesso al Parlamento entro la primavera del 2026 e conterrà le proposte di finanziamento e tutti i dettagli tecnici sull’applicazione delle due iniziative. Nell’elaborazione delle proposte di applicazione, è previsto un ulteriore il coinvolgimento dei rappresentanti dei Comuni ticinesi oltre che dei rappresentanti del mondo politico, economico e sindacale, e dei due Comitati d’iniziativa in modo da continuare ad approfondire le riflessioni già avviate.  
Per quanto riguarda invece l’imposta immobiliare cantonale sulle abitazioni secondarie, il Consiglio di Stato ha già costituito un gruppo di lavoro, che coinvolge anche i Comuni, per definire le modalità e i contenuti della nuova imposta sulle residenze secondarie. Considerato il venire meno dei proventi fiscali legati all’imposizione del valore locativo, l’intento è di limitare l’impatto finanziario del cambiamento di sistema che, sulle base delle attuali indicazioni, dovrebbe avvenire a partire dal 2028.  
In parallelo a questi sforzi, il Consiglio di Stato intende inoltre continuare a promuovere iniziative a livello federale, in collaborazione con la Deputazione ticinese alle Camere federali. In questo ambito occorrerà continuare a lavorare sulla riduzione dei costi del sistema sanitario, sulle modalità di messa in vigore della riforma EFAS e su una revisione del sistema di perequazione finanziaria intercantonale.  
In conclusione, il Consiglio di Stato sottolinea nuovamente che il voto del 28 settembre non risolverà il problema di fondo, che consiste nell’aumento della spesa sanitaria. Il Governo continuerà perciò a sfruttare ogni margine di manovra a sua disposizione sul piano cantonale e, parallelamente, a fare pressione sulle autorità federali – invitandole a prendere atto che il sistema attuale ha ormai ampiamente mostrato i propri limiti e che è necessaria una profonda riforma, che preveda tra l’altro sistemi perequativi aggiornati alla realtà della Svizzera odierna.

Presa di ostaggi, esercitazione congiunta per 3 polizie cantonali

Presa di ostaggi, esercitazione congiunta per 3 polizie cantonali

Comunicato stampa

Le polizie cantonali di Ticino, Turgovia e Zugo hanno condotto un’esercitazione intercantonale di grande portata, finora unica nel suo genere. Per due giorni l’attenzione si è concentrata sulla
gestione di una simulazione relativa a una presa di ostaggi e a un rapimento. L’obiettivo era quello di verificare il coordinamento operativo a livello superiore, la gestione congiunta dell’intervento e i processi di comunicazione tra i corpi coinvolti.
Per la prima volta in questa forma, i tre corpi di polizia partecipanti hanno affrontato insieme una situazione molto complessa. L’esercitazione, che si è svolta in diverse località nei cantoni di Zugo, Turgovia e Ticino, si è articolata in varie fasi: dalla prima segnalazione, alle misure tattiche e alle indagini, fino alla gestione operativa congiunta dell’evento.
Alla due-giorni hanno partecipato numerosi specialisti e specialiste dei tre corpi, supportati da ulteriori forze operative provenienti dai rispettivi concordati di polizia. L’esercitazione ha richiesto ai partecipanti un elevato livello di coordinazione, professionalità, flessibilità e comunicazione.
Lo scenario dell’esercitazione prevedeva il rapimento e la presa di ostaggi di più persone. Le prime segnalazioni sono pervenute quasi contemporaneamente nei cantoni Ticino e Zugo. In seguito, l’evento si è esteso al Canton Turgovia. I presunti autori, simulati, hanno dato sfoggio di elevata mobilità, ponendo le forze di polizia di fronte a complesse sfide tattiche e logistiche. Al termine di intense attività di polizia, i sette autori sono stati infine arrestati e tutte le vittime liberate.
Il fulcro dell’esercitazione era la collaborazione intercantonale in caso di evento non comune, in particolare in situazioni straordinarie che richiedono l’impiego di forze d’intervento specializzate
provenienti da più cantoni. Particolare attenzione è stata dedicata al coordinamento operativo a livello superiore, alla gestione dell’evento e alla comunicazione tra le formazioni operative coinvolte e gli stati maggiori di condotta.
Sulla base della valutazione dell’esercitazione, i corpi di polizia che hanno preso parte alle attività stanno ora verificando i processi, i mezzi operativi e le infrastrutture esistenti. Lo scopo è quello di
garantire che, in caso reale, la collaborazione intercantonale funzioni in modo professionale e affidabile e che l’evento possa essere gestito congiuntamente con successo.
In un primo bilancio, i tre comandanti dei corpi di polizia coinvolti hanno tratto conclusioni positive e considerano l’esercitazione un passo importante verso una gestione degli interventi ancora più efficiente e coordinata in situazioni non comuni.

Deputazione e Governo: fronte comune su perequazione e tagli FFS

Deputazione e Governo: fronte comune su perequazione e tagli FFS

C’è preoccupazione per la riorganizzazione di Cargo ed i progetti ferroviari messi in pausa, ma pure impegno a difendere gli interessi del Ticino a Berna

Questa mattina a Bellinzona si è tenuto l’incontro della deputazione ticinese alle camere federali con il Consiglio di Stato, al centro delle discussioni rimangono la perequazione finanziaria e i tagli previsti delle Ferrovie federali svizzere.
La perequazione finanziaria nella sua struttura attuale sfavorisce il cantone Ticino. Il Consiglio di Stato e la deputazione ticinese hanno ribadito la volontà di far fronte comune a Berna, sottolineando però le oggettive difficoltà nel far comprendere la posizione ticinese. 
La deputazione ha – tra le altre cose – incontrato anche i dirigenti di FFS. Soddisfazione per i dipendenti di Cargo, che hanno tutti trovato un nuovo impiego. Preoccupazione invece per quella che sarà una seconda ondata di licenziamenti. 
“Purtroppo – afferma Greta Gysin, presidente della deputazione ticinese alle Camere federali – questa riorganizzazione di Cargo è una necessità. Lo abbiamo visto dal punto di vista finanziario. Così Cargo, se non modifica i propri processi di produzione, non può sopravvivere. E perderemo di fatto tutti i posti di lavoro in Ticino. Ci sarà un seguito in questa riorganizzazione. E dovremo prestare attenzione perché, per le persone colpite, si trovino delle soluzioni. Ma anche perché il trasporto merci su ferrovia non cada nel dimenticatoio”.
Sempre in ambito ferroviario, il programma “Trasporti 45” ha messo nel cassetto alcuni progetti di ammodernamento delle stazioni ticinesi. Anche su questo punto è stata promessa battaglia.
“Ci sono diversi progetti – aggiunge Gysin – ma, per citare due esempi, si tratta di rendere più flessibili i nodi di Bellinzona e di Lugano per permettere una maggiore frequenza. Ma anche di adeguare ad esempio, il marciapiede di Mendrisio per permettere anche a treni più lunghi la fermata in quella stazione. Sono dei progetti di minore entità, ma che per il buon funzionamento e per il flusso del trasporto pubblico in Ticino, sono assolutamente essenziali”.
Una posizione evidentemente condivisa dal Consiglio di Stato. Il presidente Norman Gobbi ha confermato l’impegno comune per far rientrare queste opere nel programma “Trasporti. 45”. E sono progetti che, è stato detto, non hanno una valenza solo regionale, ma anche nazionale e internazionale.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Deputazione-e-Governo-fronte-comune-su-perequazione-e-tagli-FFS–3290072.html