Il “30” cambia comandante

Il “30” cambia comandante

Il battaglione fanteria montagna 30 ha un nuovo comandante. Al tenente colonnello Giovanni Ortelli, di Sagno, alla guida del battaglione composto di militi ticinesi dal 1° ottobre 2013, subentra il maggiore Maurizio Padè, di Giubiasco. Il passaggio delle consegne nel corso di una cerimonia tenutasi a Bellinzona. Il comandante della brigata fanteria montagna 9, il brigadiere Maurizio Dattrino, ha ringraziato il comandante uscente “per il lavoro svolto e l’impegno profuso e ha augurato al nuovo comandante tante soddisfazioni alla testa del bat fant mont 30”, battaglione che continuerà a esistere anche nell’Ulteriore sviluppo dell’esercito, integrato nella futura Divisione territoriale 3. Fra i presenti alla cerimonia il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, autorità militari e famigliari. Il battaglione sarà presente l’anno prossimo in un corso di ripetizione in Ticino e sarà impegnato in numerose attività ed esercitazioni sul territorio.

La sicurezza non è solo una promessa elettorale

La sicurezza non è solo una promessa elettorale

Il benessere della popolazione passa anche e soprattutto dalla nostra sicurezza. Mai così pochi furti negli ultimi 10 anni!

La scorsa settimana mi sono recato nel Mendrisiotto per assistere all’esercitazione ODESCALCHI. In quest’occasione un milite della protezione civile che in quei giorni prendeva parte all’esercizio si è avvicinato. Non lo conoscevo e credevo volesse darmi le sue impressioni sulla simulazione in corso. Mi sbagliavo. Mi ha raccontato di come, qualche tempo fa, sua sorella fosse stata la vittima di un furto in un’abitazione. Si è sentita profondamente segnata da quell’episodio. Una sensazione sgradevole, di impotenza e di paura.

Sicurezza è un bene basilare da difendere
Non mi stancherò mai di ripeterlo: la sicurezza rappresenta un elemento fondamentale nella vita di una persona. Si tratta di un bene primario che lo Stato, soprattutto il nostro, deve garantire a tutti i suoi cittadini. Deve quindi impegnarsi e mettere in campo tutte le risorse necessarie per offrire ai propri cittadini un elevato grato di sicurezza. Ne sono profondamente convinto e non mi stancherò mai di ripeterlo. Per il sottoscritto la sicurezza di tutti i cittadini del nostro Cantone non è una mera promessa politica formulata nel corso della campagna elettorale. Garantire la sicurezza della popolazione è uno degli obiettivi politici per cui mi batto con serietà e impegno quotidiano. Senza mollare e senza esitare mai. Un capitolo dedicato alla sicurezza è peraltro contenuto nel documento in cui abbiamo indicato gli obiettivi che il Governo intende perseguire nel corso di questa legislatura iniziata lo scorso anno.

Giorno dopo giorno, misura dopo misura cerco di aggiungere un mattone al Ticino sicuro che sto costruendo e che voglio per tutti i Ticinesi. La sicurezza non passa solo dal contrastare il crimine sul territorio, non è unicamente la caccia al ladro o al rapinatore o meglio ancora il prevenire tali situazioni: la sicurezza passa anche da azioni politiche concrete come l’introduzione della richiesta sistematica del casellario giudiziale per evitare che potenziali criminali vengano a insediarsi in Ticino. La sicurezza passa anche – e soprattutto! – da più agenti di polizia sul nostro territorio: questo oltre che dal rafforzamento degli effettivi è stato possibile anche grazie all’avvicinamento della nostra Polizia cantonale al territorio con la regionalizzazione della Gendarmeria che ha riportato gli agenti sul terreno.

In Ticino meno furti grazie alle misure volute dal DI
Ma i risultati? Già i risultati sono lì da vedere: prendiamo l’esempio dei furti nelle abitazioni. Secondo le statistiche della Polizia cantonale la media di furti commessi in Ticino del mese di marzo 2016 ha registrato un record positivo, ossia il valor uno dei valori più bassi degli ultimi 10 anni!
Si tratta di risultati tangibili che sono stati possibili grazie alla strategia intrapresa dal mio Dipartimento nel corso degli ultimi anni volta ad accrescere l’efficacia delle forze dell’ordine e di riflesso la sicurezza della popolazione.

Ho chiesto al giovane, se fosse cambiato qualcosa per sua sorella nel corso di questi anni. Mi ha risposto che la divisa blu ossia quella che indossa la Polizia cantonale, ma pure le Comunali e le Guardie di confine, per lei rimane una certezza. La zona in cui risiede la signora era stata colpita da diversi furti nelle abitazioni. Qualcosa in effetti per la signora è davvero cambiato: le sue abitudini. Ha iniziato infatti a seguire i consigli della Polizia cantonale per prevenire i furti. Ma soprattutto la presenza della nostra Polizia, a stretto contatto con lei. “Si – mi ha detto il giovane milite. Quella divisa blu, in azione sulle nostre strade aiuta davvero a garantire la sicurezza di tutti noi: sia quella oggettiva che quella percepita da tutta la popolazione”. Quella divisa blu che mi impegnerò a garantire sul nostro territorio per il bene e il benessere di tutti i Ticinesi!

“Chi cercherà lo scontro farà i conti con le sanzioni”

“Chi cercherà lo scontro farà i conti con le sanzioni”

Dal Corriere del Ticino di oggi, 1. luglio 2016, una mia intervista sulla normativa, da oggi in vigore, che impedisce di dissimulare il volto in pubblico

Il direttore delle Istituzioni, tra velo e provocazioni

Norman Gobbi, concretamente cosa cambierà da oggi?
«Diverse cose. Perché il divieto di portare il burqa è solo uno dei tanti elementi della nuova legge sull’ordine pubblico. Legge che, infatti, permetterà ad esempio alle autorità comunali di lottare, e anche in maniera significativa, contro l’accattonaggio e il littering, due fenomeni che possono favorire il generarsi di una percezione d’insicurezza nei cittadini. Nell’ambito della dissimulazione del viso ci sono poi ulteriori aspetti. Da un lato legati all’ordine pubblico, e penso alle manifestazioni sportive o a un certo tipo di raduni politici con tutti i danni conseguenti alla non riconoscibilità delle persone. Dall’altro, e alludo al burqa, si tratta di ribadire i nostri valori, ma anche che il mostrare il volto pubblicamente è da ricondurre a una forma di riconoscimento e non a questioni religiose».

Dobbiamo attenderci una pioggia di multe alle turiste del Golfo arabo?
«Le persone che vivono nel nostro cantone e si coprono il viso con il niqab saranno toccate dalla nuova legge nella misura in cui la stessa mira soprattutto a integrarle nella società. Questi residenti andranno accompagnati con dei programmi, finalizzati alla comprensione e al rispetto dei nostri usi e costumi. Salvo provocazioni mirate o incomprensioni, non credo invece che vi saranno complicazioni con i turisti: a conferma di ciò l’ambasciata saudita ha di recente invitato i suoi cittadini a voler rispettare il divieto di indossare il burqa sul nostro territorio proprio per evitare problemi».

Avete previsto un periodo di adeguamento. Ma cosa si intende?
«Essendo una novità c’è evidentemente una componente educativa che avrà la precedenza. Un po’ come avvenne quando la cintura al volante divenne obbligatoria. Naturalmente se alla fase di sensibilizzazione non seguirà un adeguamento, subentreranno le sanzioni».

Il sostituto procuratore generale Antonio Perugini ha richiesto buon senso. Detto altrimenti, la magistratura vi ha chiesto di non forzare la mano?
«Perugini ha fatto capire che la legge è finalizzata al rispetto di un costume locale e non all’imposizione di una norma di comportamento. Il buonsenso risiederà quindi nell’evitare lo scontro. Sappiamo che c’è chi ha già annunciato di voler venire in Ticino per creare tensioni (l’imprenditore franco-algerino Rachid Nekkaz, n.d.r.). A queste persone che cercano lo scontro occorre ricordare, che come per altre leggi, chi non rispetta le norme dovrà fare i conti con le conseguenze che ne discendono, le sanzioni».

Quali le difficoltà pratiche per le autorità chiamate a far rispettare la legge?
«Sarà importante che le varie polizie comunali dialoghino fra loro, soprattutto se attive all’interno di un’area esigua come può essere il lungolago che da Lugano porta a Paradiso. L’obiettivo in effetti è quello di cercare di avere una prassi condivisa, proprio per evitare che in un Comune venga tollerato un certo comportamento e in un altro no, creando insicurezza nell’applicazione del diritto. A tal proposito ritengo che i primi 6 mesi saranno decisivi per capire gli effetti e le modalità d’attuazione della legge e, se del caso, al fine di apportare dei correttivi nel quadro delle direttive legislative».


Come replica all’affermazione «Gobbi ha fatto uno sgambetto a un settore turistico già in ginocchio»?

«Innanzitutto è il popolo che ha deciso, approvando l’iniziativa in votazione. Ciò detto, il settore del turismo invece di continuare a piangersi addosso ha la possibilità di sfruttare questa legislazione a proprio favore. I fatti di Parigi e Bruxelles hanno spaventato e allontanato dall’Europa ad esempio il turista asiatico. Grazie a leggi come queste possiamo riconquistare quei mercati alla ricerca di elevati standard di sicurezza che noi sappiamo offrire più che altrove. Sono sicuro che questo elemento, unito al rispetto dei costumi, rappresenti un valore aggiunto e un fattore d’attrazione per una fascia di turisti, soprattutto benestanti».


C’è un preciso settore in cui crede che i nuovi paletti porteranno a un miglioramento dell’ordine pubblico?

«Delegando alle polizie comunali alcuni compiti di prossimità, la legge permetterà di lottare contro fenomeni poco “svizzeri” come il littering e l’accattonaggio. In quest’ultimo caso parliamo infatti di persone che spesso non hanno nemmeno il diritto di restare sul territorio e vanno riaccompagnate alla frontiera. Inoltre grazie a una speciale banca dati potranno essere schedati e bloccati più velocemente i soggetti recidivi. Per quanto riguarda invece il littering, alla legge si potranno affiancare efficaci campagne di sensibilizzazione, un po’ come fatto a Bellinzona con i mozziconi giganti».


In generale perché invece ritiene che il Ticino beneficerà dalle nuove leggi?

«Da un lato, e penso al littering, i nuovi paletti permetteranno di far fronte alla parziale perdita di quelle buone abitudini tipicamente svizzere, che se rimaste intatte forse non ci avrebbero spinto a modificare la legge. Dall’altro i cittadini hanno espresso una chiara volontà, e a mio modo di vedere la legge e la sua applicazione serviranno per ribadire che in Svizzera il popolo è sovrano e che quanto decide va rispettato. E qui mi riferisco al divieto di celare il viso in pubblico».

Ticino 2020, via al cantiere

Ticino 2020, via al cantiere

Da RSI.ch l Fatti i gruppi di lavoro. La tempistica: nel 2018 il progetto arriverà in Gran Consiglio. È ufficialmente partito il progetto Ticino 2020, che si propone di ridefinire e facilitare i rapporti fra il Cantone e i comuni. Il Consiglio di Stato ha infatti definito i membri dei gruppi di lavoro.

La struttura organizzativa decisa l’8 giugno prevede un comitato strategico con quattro membri (i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli, il presidente dell’Associazione dei comuni ticinesi Riccardo Calastri e il sindaco di Mendrisio Carlo Croci) un comitato guida composto da dieci persone, una direzione di progetto con a capo Elio Genazzi della sezione enti locali e Michele Passardi in rappresentanza delle località.

I gruppi di lavoro saranno sette di quattro persone ognuno: sei affronteranno compiti legati ad ambiti tematici quali la previdenza sociale, l’assistenza, le famiglie, la politica degli anziani, le scuole e la mobilità, mentre l’ultimo si occuperà di perequazione. Le loro proposte di soluzione dovranno scaturire entro fine anno, nel 2017 saranno tradotte in modifiche di legge che nel 2018 arriveranno all’attenzione del Gran Consiglio. L’attuazione della riforma, che prevede il riassetto delle amministrazioni cantonale e comunali, avverrà a partire dal 2019.

Norman Gobbi a Bruxelles

Norman Gobbi a Bruxelles

Da RSI.ch l Le organizzazioni europee anche in ambito di protezione civile interagiscono con quelle svizzere. Norman Gobbi in veste di presidente della Conferenza governativa dei direttori cantonali del militare, della protezione civile e dei pompieri era oggi (giovedì) a Bruxelles per conoscere gli interlocutori, a pochi giorni da un importante esercizio trasfrontaliero (Odescalchi, con il coinvolgimento anche delle autorità italiane) ma in una delle settimane peggiori per le istituzioni europee, dopo il voto sulla Brexit con ripercussioni anche per i rapporti fra Berna e l’Unione.

“In ambito di sicurezza ci sono necessità anche continentali e la differenza fra la Svizzera, l’UE e gli Stati membri è comunque meno sentita che in settori più politici e meno operativi”, ha sottolineato il consigliere di Stato ticinese.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Norman-Gobbi-a-Bruxelles-7685078.html

Entra in vigore il divieto di dissimulazione del volto

Entra in vigore il divieto di dissimulazione del volto

Il 1. luglio 2016 entrano in vigore le nuove leggi sull’ordine pubblico e la dissimulazione del volto negli spazi pubblici il cui obiettivo è la tutela dell’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Si sono conclusi nel corso del pomeriggio i lavori preparatori coordinati dal Dipartimento delle istituzioni e necessari per l’entrata a regime delle nuove disposizioni legislative.

Anzitutto va ricordato che contro le nuove disposizioni legislative sono pendenti due ricorsi al Tribunale federale ai quali non è stato concesso l’effetto sospensivo e pertanto le nuove leggi entrano in vigore domani, 1. luglio 2016, come deciso dal Consiglio di Stato.

Nel corso del pomeriggio si è quindi tenuto a Bellinzona l’ultimo incontro previsto nell’ambito dei lavori preparatori in vista dell’entrata in vigore delle nuove norme. Alcuni funzionari dell’Amministrazione cantonale si sono riuniti con i rappresentanti dell’Agenzia turistica ticinese e delle Organizzazioni turistiche regionali per aggiornarsi reciprocamente su quanto svolto da entrambe le parti. Già nelle scorse settimane il Dipartimento delle istituzioni ha organizzato un incontro informativo al quale hanno preso parte i Municipi e le Polizie comunali e ha pure condiviso con il Dipartimento federale degli affari esteri un documento contenente alcune linee guida tramesse in seguito alle Ambasciate svizzere.

Si rammenta che dal 1. luglio 2016 ai reati già previsti dalla legge sull’ordine pubblico come l’accattonaggio, il disturbo della quiete pubblica e gli schiamazzi notturni, sono stati aggiunti anche altri comportamenti punibili quali l’imbrattamento del suolo o di luoghi pubblici (littering) e la dissimulazione del volto negli spazi pubblici. A quest’ultimo aspetto, regolato da una specifica legge, è stato dato particolare risalto mediatico anche dagli organi d’informazione esteri. Il Dipartimento ribadisce a tal proposito che non sarà più permesso coprire il viso in modo non identificabile negli spazi pubblici. Chiunque dissimulerà il proprio viso, o istigherà una terza persona a dissimularlo, si renderà pertanto punibile.

Gobbi stende…al tappeto

Gobbi stende…al tappeto

Da ticinonews.ch l Nonostante la pioggia, si è svolta con successo la prima Festa cantonale di lotta svizzera tenutasi nel weekend a Gudo. Numerosi i visitatori che, sia dal Ticino che d’Oltralpe, hanno voluto ammirare i 120 atleti che si sono confrontati sui tre anelli di segatura. 

Tra loro c’era pure un lottatore d’eccellenza, nientepopodimeno che il Consigliere di Stato Norman Gobbi che ha voluto cimentarsi nella disciplina tanto conosciuta nella Svizzera interna. Dopo qualche difficoltà iniziale, il ministro ha letteralmente steso al tappeto il suo avversario.

“Grande ambiente oggi alla 1. Festa Lotta Svizzera Ticino” ha commentato il ministro su Facebook, postando pure il video della sua performance. “Patriottismo, sport e alla fine un po’ di impegno personale. Viva la Svizzera!”

http://www.ticinonews.ch/video/ticino/296262/gobbi-stendeal-tappeto

Una presidente per la Regio

Una presidente per la Regio

Da RSI.ch l L’assessore di regione Lombardia con delega ai rapporti con il canton Ticino Francesca Brianza è stata investita oggi, giovedì, della carica presidenziale della Regio Insubrica per l’anno a venire, venendo così a sostituire il Consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, che l’ha detenuta dal 2015.

“Sono onorata di assumere la presidenza della Regio Insubrica, organo che sta diventando sempre più un punto di riferimento fondamentale sia per la risoluzione di tante problematiche transfrontaliere, sia per mettere a frutto le varie opportunità”, ha dichiarato la neoeletta. “In un periodo di grande incertezza dovuto al nuovo riassetto istituzionale previsto dalla Riforma Costituzionale e alla revisione degli accordi bilaterali italo-svizzeri, il prossimo passo sarà costituire tavoli tematici per sviluppare ambiti fondamentali come viabilità, lavoro, sport, cultura e turismo”.

L’investitura ha avuto luogo durante l’assemblea generale della Regione Insubrica tenutasi a Villa Gallia a Como e alla quale è intervenuto, tra gli altri, anche il cancelliere dello Stato del Canton Ticino e segretario della Regio Giampiero Gianella.

Odescalchi, c’era anche Parmelin

Odescalchi, c’era anche Parmelin

Da ticinonews.ch l Si avvia alle fasi conclusive l’operazione Odescalchi: la più grande collaborazione transfrontaliera organizzata dall’Esercito svizzero partita domenica all’alba con la simulazione di un maxi incidente ferroviario a ridosso del confine.

Nelle ultime ore i 5000 militi e partner civili impegnati sul campo hanno ultimando i lavori di ripristino tra Chiasso e Como. In particolare si è proceduto allo sgombero delle macerie, alla messa in sicurezza dei cantieri e alla ricostruzione degli assi stradali. Un esercizio imponente di cui nei prossimi giorni TeleTicino proporrà un ampio reportage e che oggi numerose autorità hanno potuto visitare in prima persona. Tra loro il consigliere federale Guy Parmelin, i ministri Paolo Beltraminelli e Norman Gobbi e il prefetto di Como Bruno Corda.

“Sono impressionato dalla giornata” ha affermato il Consigliere federale ai microfoni di TeleTicino. “Penso che l’esercizio sia stato preparato in modo eccellente e anche che potremo trarne degli insegnamenti per essere ancora migliori”.

La scissione coatta è realtà

La scissione coatta è realtà

Da RSI.ch l Il Gran Consiglio ha approvato di misura la modifica della legge sulle aggregazioni

La scissione coatta è ora possibile. Il Gran Consiglio ticinese, nella sua ultima seduta prima delle vacanze estive, ha approvato – con 38 voti favorevoli, 32 contrari e 5 astenuti – la modifica della legge sulle aggregazioni e separazioni dei comuni del 16 dicembre 200; favorevoli Lega, PLR, PS e Verdi, contrari PPD e la Destra.

La modifica – ricordiamo – si è resa necessaria in seguito ad una sentenza del tribunale federale del 25 agosto 2015, sull’aggregazione del nuovo comune di Verzasca (vedi correlati, ndr.).

“Dobbiamo sopperire alla lacuna nell’attuale legge per poter procedere, in determinati scenari e date determinate premesse, a scissioni anche coatte di comparti di territori”, ha ribadito il direttore del dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi.

Una posizione che la sala ha fatto propria, seppur con una maggioranza risicata.