SATI: una realtà in continua evoluzione

SATI: una realtà in continua evoluzione

Comunicato stampa

Il concreto aumento dei cyber-rischi sia nell’ambito professionale sia nell’ambito privato è una diretta conseguenza della digitalizzazione della nostra società. Un fenomeno al quale le Autorità di polizia sono chiamate a rispondere adeguando i propri strumenti di contrasto. In questo senso, è previsto un rafforzamento della Sezione analisi tracce informatiche (SATI) della Polizia cantonale con l’integrazione di alcune figure professionali specialistiche.
Nel corso del 2022 la SATI ha sviluppato 31 inchieste (36 nel 2021), effettuato 101 (72) perquisizioni in supporto ad altri servizi, eseguito 1’026 (1’095) analisi informatico-forensi, elaborato 49 (45) analisi criminali operative, collaborato durante 25 (27) ricerche d’urgenza ed evaso 221 (250) richieste e-mail giunte da utenti o altre autorità. Inoltre, ha fornito un importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco. Le attività illecite più frequenti riscontrate sono le truffe denominate Business Email Compromise (BEC) – che hanno generato un danno
economico di circa 1’260’000 franchi – e gli attacchi ransomware. È stato inoltre osservato un aumento di reati in cui l’illecito profitto è stato incassato in cripto-valute.

In queste tipologie d’indagine, una delle difficoltà più grandi risiede nell’identificazione degli autori i quali, operando prevalentemente dall’estero, utilizzano espedienti che permettono loro di mantenere l’anonimato. Pertanto la collaborazione con le polizie estere risulta cruciale: in tredici occasioni la SATI ha infatti collaborato con le autorità estere in base alla Convenzione sulla criminalità informatica di Budapest (che fornisce una base giuridica per la cooperazione internazionale in ambito di indagini), per procedere alla conservazione di dati presenti su server di società ticinesi. Inoltre, un intervento scaturito da una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale da parte delle autorità italiane ha portato alla perquisizione di una società situata nel Sopraceneri e al sequestro di alcuni server, nonché di materiale per l’acquisizione e distribuzione non autorizzata di segnali IPTV, tra i quali Sky e Dazn.

Un aspetto fondamentale resta la formazione, di base e continua, in ambito della cybercriminalità, della criminalità digitale e di quella legata all’evoluzione tecnologica. A questo proposito, lo scorso anno 34 ispettori e ispettrici di Polizia giudiziaria hanno conseguito la certificazione rilasciata dall’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) nell’ambito della criminalità informatica. Inoltre, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’attività di contrasto a questi fenomeni, è in previsione l’inserimento di figure professionali specialistiche all’interno della SATI.

Quando l’anello debole della sicurezza informatica è il fattore umano, la prevenzione riveste un’estrema importanza. In particolare, vi sono alcuni accorgimenti che ogni utente può adottare per diminuire i rischi. Tra i tradizionali consigli vi è l’invito a diffidare delle e-mail ricevute senza sollecitazione e di cui non si conosce il mittente; a non dare seguito a richieste di pagamento; a usare prudenza se si ricevono e-mail che sollecitano un’azione da parte di chi le riceve e si minaccia altrimenti di conseguenze (perdita di denaro, querela penale, blocco del conto, disgrazia), a non aprire link e allegati in caso di e-mail sospette.
Un altro aspetto cruciale in questo ambito è la protezione degli accessi, fisici e virtuali: in quest’ultimo caso servirsi di password complesse, cambiandole regolarmente e utilizzando combinazioni diverse per i vari servizi online e, se possibile, attivare l’autenticazione a più fattori. Inoltre, un consiglio importante valido in tutti gli ambiti – ma in maniera specifica per le aziende – è mantenere costantemente aggiornati il sistema operativo e gli applicativi (ad esempio antivirus), effettuare delle copie di backup e investire coscienziosamente nella sicurezza della propria infrastruttura informatica e nella formazione dei propri collaboratori e
delle proprie collaboratrici.

È possibile informarsi consultando i siti della Polizia cantonale www.polizia.ti.ch, del gruppo cantonale Cyber Sicuro www.cybersicuro.ch e della Prevenzione svizzera della criminalità (PSC) https://www.skppsc.ch/it/temi/internet/. Per quanto riguarda invece le segnalazioni è attivo il Centro nazionale per la cybersicurezza (NCSC) all’indirizzo https://www.ncsc.admin.ch/ncsc/it/home.html.

Un 2022 intenso per i Commissariati di polizia

Un 2022 intenso per i Commissariati di polizia

Comunicato stampa

L’attività dei Commissariati di Lugano, Mendrisio, Bellinzona e Locarno ha conosciuto nel 2022 una sostanziale stabilità per quanto riguarda i casi di violenza più gravi. Gli eventi più efferati, come quelli di omicidio (uno ad Avegno) o come alcuni tentati omicidi avvenuti a Stabio, Agno e Pura hanno impegnato particolarmente gli investigatori e le investigatrici. Un centinaio le costatazioni di decessi, dovuti a infortuni, decessi poi rivelatisi naturali o ad atti propri. Le rapine, gli incendi di grandi dimensioni, come nel Gambarogno e nelle Centovalli, come pure quei reati finanziari che colpiscono principalmente le persone più vulnerabili (ad esempio “money mule” e “romance scam”) si presentano pure con una certa frequenza.

L’attività dei Commissariati si estende su molteplici campi d’investigazione che riguardano prevalentemente la media e grande criminalità. Le inchieste possono quindi comprendere omicidi, rapine, aggressioni, estorsioni, incendi, truffe, appropriazioni indebite e furti, infortuni, scomparse persone e morti sospette. Gli approfondimenti, che possono essere condotti in stretta collaborazione con altre sezioni della Polizia cantonale, concernono in prevalenza la realtà territoriale del distretto di competenza ma, sempre più spesso, possono implicare anche collaborazioni con altri Cantoni svizzeri e/o altre Nazioni.

Tra le inchieste più complesse nel 2022 vi è l’omicidio avvenuto ad Avegno a inizio aprile, quando un giovane ha ucciso la madre all’interno dell’abitazione. Vi è stato poi il tentato omicidio e il suicidio consumatisi a fine luglio da parte di un uomo, che dopo aver ucciso a Cantello (I) con un’arma da fuoco un altro uomo che riteneva rivale in amore, ha raggiunto Stabio e ha ferito gravemente la compagna, per poi togliersi la vita sparandosi. Nel corso dell’anno si contano altri due tentati omicidi in ambito familiare: a Pura a metà marzo una donna ha accoltellato l’ex marito mentre ad Agno, nel mese di agosto, un padre ha ferito il
figlio con un’arma da fuoco.

Per quanto riguarda le rapine si contano 23 episodi sulla pubblica via (26 nel 2021), 2 nelle stazioni di servizio e 7 in abitazioni private. La quasi totalità delle rapine avvenute sulla pubblica via è stata chiarita con l’identificazione e l’arresto degli autori, mentre in un caso la rapina si è rivelata falsa e legata ai problemi finanziari del denunciante. Fra gli eventi di maggior rilievo si segnala una rapina in abitazione nel Mendrisiotto, con vittima una coppia di anziani, commessa da quattro individui mascherati fuggiti poi con la refurtiva. Vi è inoltre stato un caso di tentativo di rapina e sequestro di persona, avvenuto nel Luganese a fine anno. In questa circostanza gli autori hanno aggredito il proprietario mentre lasciava l’abitazione e, dopo averlo percosso, sono fuggiti con il sopraggiungere della polizia.

Altro ambito ad aver impegnato in maniera importante i Commissariati è legato all’infortunistica, con un centinaio di casi nel 2022. Tra gli infortuni più gravi si conta l’incidente aviatorio con esito letale sopra Gordola nel mese di marzo, quando un elicottero ha colliso con i cavi dell’alta tensione facendolo precipitare e, qualche mese dopo in Valle di Blenio, una caduta accidentale durante una gita in montagna ha causato la morte di due adolescenti e un terzo è rimasto gravemente ferito.

Rilevante per l’attività svolta, l’inchiesta nel Gambarogno sull’incendio boschivo che tra fine gennaio e inizio febbraio ha attivato per diversi giorni gli enti di primo intervento e che ha portato anche ad alcune evacuazioni preventive nell’abitato di Indemini. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire l’origine colposa dell’incendio, causato da due uomini, poi identificati e interrogati, che durante un bivacco notturno non avevano spento completamente un fuoco. Nello stesso periodo anche nelle Centovalli un incendio di rilevanti proporzioni ha impegnato pompieri e inquirenti.

Per quanto riguarda i reati finanziari, la casistica è molto variegata. In particolare si sono registrate truffe che colpiscono le fasce più fragili della popolazione (ad esempio “money mule” e “romance scam”, per le quali è stata svolta una decina d’inchieste). Hanno fatto parte della casistica trattata dai Commissariati pure alcune inchieste relative a truffe per crediti Covid (in parte approfondite in collaborazione con la Sezione Reati economico-finanziari).

In leggero aumento gli incidenti sulle strade ticinesi

In leggero aumento gli incidenti sulle strade ticinesi

Comunicato stampa

Il 2022 ha segnato un leggero aumento degli incidenti della circolazione stradale in Ticino. La Polizia cantonale e le polizie comunali lo scorso anno sono infatti intervenute per la constatazione di 3’932 incidenti (+7% rispetto al 2021). Di questi 3’200 con soli danni (+7%), 539 con feriti leggeri (-12%) e 182 con feriti gravi (+7%). Si tratta di cifre leggermente superiori a quelle precedenti alla situazione legata alla pandemia COVID. È stata invece registrata una diminuzione di quelli mortali, 10 in totale con altrettante vittime (-7%).

L’intero territorio cantonale, sugli assi stradali che portano alla vicina Italia, in prossimità dei principali agglomerati urbani, sul Piano di Magadino nonché in determinati, ma sempre più lunghi periodi, in prossimità della galleria autostradale del San Gottardo, continua a essere interessato da serie problematiche legate alla viabilità. Situazioni che possono portare anche a una completa paralisi del traffico e che sono pure state acuite dalla sensibile ripresa del settore turistico. In particolare interessando principalmente alcune valli ticinesi nei periodi di maggior afflusso quali l’estate. Al telelavoro, possibilità di cui hanno continuato a beneficiare alcuni lavoratori, si è contrapposto l’aumento dei transiti transfrontalieri. In questi ambiti l’attività di polizia continua ad avere quale obiettivo il limitare le conseguenze sul traffico stradale degli incidenti e delle panne di veicoli.

Fra i fenomeni da costantemente monitorare si evidenzia quello relativo alla mobilità lenta, con un crescente numero di monopattini e mezzi elettrici offerti sul mercato e la loro a volte difficile convivenza con altri utenti della strada nonché le modifiche dei veicoli a motore all’origine di rumori molesti. Pure da segnalare le rischiose esibizioni di motoveicoli e autovetture, condotte in particolare da giovani, nelle vicinanze dei centri commerciali dopo gli orari di chiusura.

L’aumento del traffico si è tradotto anche in un incremento del numero dei controlli della velocità effettuati. Per quanto riguarda quelli legati all’attività della Polizia cantonale, gli apparecchi fissi hanno registrato 10.7 milioni di veicoli con lo 0.43% in infrazione. Sommati ai 685 controlli mirati, in totale le revoche della licenza di condurre sono salite a 2’696 rispetto alle 2’436 del 2021. I casi pirata sono stati 25 come nel 2021, di cui 5 registrati in abitato.

I controlli per guida in stato di inattitudine sono stati 7’655, in aumento del 3.1% rispetto al 2021. I casi positivi e non idonei alla guida rilevati sono stati 830 (670 nel 2021). In questa specifica attività 1’302 persone sono state controllate a seguito di un incidente mentre 1’628 in qualità di autisti professionisti.

Il 2 dicembre 2022 è stato inaugurato il Centro di Controllo dei Veicoli Pesanti di Giornico (CCVP). Centro che migliora sensibilmente la sicurezza dei transiti dei veicoli pesanti nel tunnel del San Gottardo, garantendo alla Polizia cantonale una moderna struttura di controllo. La realizzazione del CCVP, con un investimento di 250 milioni di franchi, ha visto coinvolti più enti, ad iniziare dalla Confederazione, per il tramite l’Ufficio federale delle strade (USTRA), il Cantone con il Dipartimento delle Istituzioni e il Dipartimento del territorio nonché i comuni toccati dall’opera. Passando all’attività di verifica, nel corso dei controlli nello specifico settore del rispetto dell’Ordinanza lavoro e riposo sono stati esaminati 1’496 conducenti di 490 aziende con l’emissione di 168 contravvenzioni. 

Un vescovo non ticinese? “Rimango molto perplesso”

Un vescovo non ticinese? “Rimango molto perplesso”

Norman Gobbi sulla petizione che chiede di cambiare la Convenzione con Roma

In questi giorni a Berna è stata presentata una petizione sottoscritta da circa 2’200 (uella!) persone per chiedere una modifica della convenzione Stato-Chiesa.
L’obiettivo è togliere la norma secondo cui il vescovo della Diocesi di Lugano deve essere scelto (dal Papa) tra i sacerdoti cittadini ticinesi. La Convenzione è del 1968, quando venne resa autonoma dalla Diocesi di Lugano, ed è sottoscritta tra la Svizzera e la Santa Sede. Per questo motivo la petizione è stata presentata al consigliere federale Ignazio Cassis e al Nunzio apostolico Martin Krebs, rappresentante di Roma in Svizzera e nel Liechtenstein. “D’accordo che la Chiesa è universale. D’accordo che i tempi cambiano. Ma non vedo assolutamente la necessità di tale modifica in questa forma”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
“So che non mi farò degli amici, ma – sempre a titolo personale – ritengo che togliere questa regola significhi abdicare ai tanti impegni che invece si è sempre assunta, anche come istituzione riconosciuta dalla costituzione, la Chiesa locale”.  Il “pastore” della nostra comunità ticinese dovrebbe essere sempre espressione dell’identità della nostra realtà territoriale”, prosegue Gobbi.
“Osservo inoltre tra parentesi che il numero dei sacerdoti potenzialmente interessati potrebbe essere maggiore se i diversi preti provenienti dall’estero e incardinati nella nostra Diocesi – perfettamente integrati nella realtà ticinese – decidessero di ottenere la cittadinanza svizzera. Comunque: trovo perlomeno particolare sia il momento scelto, sia la forma della petizione. Le dimissioni improvvise del vescovo Valerio Lazzeri hanno lasciato sicuramente un grande vuoto, colmato dalla scelta del Pontefice di inviare in Ticino in qualità di amministratore apostolico il vescovo mons. Alain De Raemy e lasciando a Papa Francesco il tempo per affrontare la questione della nomina del nuovo vescovo. Chiedere di modificare ora la Convenzione con la Santa Sede sembra significare un’assenza totale in questo momento di sacerdoti ticinesi all’altezza. Se questa è la realtà rimango abbastanza sorpreso e deluso. E come me molti ticinesi. Fermo restando che la libertà di espressione è sacrosanta e che quindi anche lanciare una petizione sia un diritto riconosciuto a tutti, faccio due riflessioni: qual è la legittimità di 2’200 firme? Rispetto tutti coloro che hanno sottoscritto la petizione, ma questa cifra, considerando la facilità anche tramite internet di raggiungere un elevato numero di sottoscrittori, non mi pare così indicativa. Inoltre, seconda riflessione, penso che una simile proposta dovesse essere richiesta tuttalpiù da un vescovo in carica, non da un gruppo di persone. Persone che sicuramente hanno nobili finalità, ma che hanno scelto un momento di “debolezza istituzionale” per inserire una novità di non poco conto”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 9 aprile 2023 de Il Mattino

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare!

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare!

Domenica le cittadine e i cittadini Ticinesi hanno dato un massiccio sostegno alle nostre candidature sulla lista del Consiglio di Stato. A voi va il nostro GRAZIE, coscienti che questa fiducia comporti per entrambi una forte responsabilità. Continuiamo il nostro impegno a favore del Ticino, negli ambiti di nostra competenza e sull’insieme dell’attività di Governo. Il lavoro, le realizzazioni e i cambiamenti che facciamo incidono sul benessere della nostra gente. Votandoci in modo convinto le Ticinesi e i Ticinesi ci hanno premiato, permettendo alla Lega dei Ticinesi di rimanere lo schieramento politico di maggioranza relativa all’interno del Governo. Accanto a questo successo abbiamo registrato purtroppo una diminuzione di consensi per il Gran Consiglio. Stiamo già valutando – assieme – cause e contromisure, perché ci attendono nuove sfide elettorali nei prossimi mesi a livello federale e a livello comunale, ma soprattutto perché abbiamo la responsabilità di trovare soluzioni concrete ai bisogni della popolazione, interpretando le preoccupazioni e le speranze di tutte e di tutti i Ticinesi. Lavoriamo per questo!

GRAZIE per il sostegno!

Forza Lega di Ticinesi!

Operazione Sunrise preparata a Lugano e Ascona: conferenza

Operazione Sunrise preparata a Lugano e Ascona: conferenza

ll colonnello Franco Valli interverrà al forte Mondascia di Biasca la sera del 2 maggio, con cena per gli iscritti

Conferenza dal titolo ‘Luci e ombre 1945 Operazione Sunrise’ martedì 2 maggio, ore 19, al forte Mondascia di Biasca. Relatore il colonnello Franco Valli, responsabile dell’Archivio truppe ticinesi. Operazione Sunrise è il nome in codice assegnato alle trattative segrete intraprese dal generale delle SS Karl Wolff, plenipotenziario militare del Terzo Reich in Italia, e dai servizi segreti Usa in Svizzera per negoziare la resa separata delle forze tedesche schierate nel Nord Italia. Gli incontri si svolsero nel massimo segreto a Lugano e Ascona, senza la conoscenza delle autorità ufficiali svizzere, e furono coordinati dal maggiore Max Waibel dei servizi segreti elvetici. Iscrizione entro tre giorni prima della conferenza allo 079 444 02 23 o grossiosvaldo@ticino.com. Contributo 30 franchi con cena conviviale compresa. Il contributo va a favore del forte Mondascia dove ha sede il Museo di storia militare che si gestisce unicamente con la propria attività. Posti limitati.

Info www.fortemondascia.ch.

Da www.laregione.ch

(Immagine: www.laregione.ch)

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Comunicato stampa
Al termine della cerimonia d’insediamento, il Consiglio di Stato ha tenuto la propria seduta costitutiva per la Legislatura 2023-2027, durante la quale sono stati designati il Presidente e il Vicepresidente per l’anno 2023/2024 e sono stati attribuiti i Dipartimenti.

Nel primo anno di Legislatura, sarà Raffaele De Rosa a rivestire la carica di Presidente del Governo, mentre Christian Vitta è stato nominato quale Vicepresidente. I Dipartimenti per la Legislatura 2023-2027 sono distribuiti come segue:  

Dipartimento delle istituzioni
Direttore – Norman Gobbi
Supplente – Claudio Zali  

Dipartimento della sanità e della socialità
Direttore – Raffaele De Rosa
Supplente – Marina Carobbio Guscetti  

Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport
Direttrice – Marina Carobbio Guscetti
Supplente – Christian Vitta  

Dipartimento del territorio
Direttore – Claudio Zali
Supplente – Raffaele De Rosa  

Dipartimento delle finanze e dell’economia
Direttore – Christian Vitta
Supplente – Norman Gobbi  

Controllo cantonale delle finanze
Direttore – Norman Gobbi    

Non importa quale due ruote, l’importante è la sicurezza

Non importa quale due ruote, l’importante è la sicurezza

Comunicato stampa

Le strade svizzere figurano tra le più sicure al mondo. Tuttavia, il continuo calo del numero di infortuni gravi riscontrato per anni conosce ora un rallentamento. In questa specifica casistica, la categoria nella quale si registrano più feriti gravi è quella dei motoveicoli. Per questo motivo Strade sicure anche quest’anno ricorda alcuni importanti consigli di prevenzione.
Con la bella stagione e il periodo pasquale aumenta il numero di persone che, con la propria due ruote, si reca al lavoro o la utilizza nel tempo libero. Con esso però cresce pure il rischio di incorrere in un incidente con conseguenze anche fisiche, pertanto è fondamentale che al primo posto venga sempre messa la sicurezza. In Ticino nel 2022 si sono registrati 465 incidenti che hanno coinvolto almeno un motoveicolo (430 nel 2021; 343 nel 2020), di cui 268 (243, 273) con conseguenze sulla persona. Per iniziare al meglio e in tutta sicurezza la nuova stagione, il progetto di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure consiglia di:

Indossare sempre abbigliamento tecnico omologato ad alta visibilità: casco sempre allacciato, visiera pulita, giacca e pantaloni con protezioni, guanti, calzature adatte, protezione per la schiena;

Controllare periodicamente il proprio mezzo: in particolare la parte meccanica e la parte della sicurezza, come l’efficienza dei freni e lo stato degli pneumatici;

Applicare i concetti di guida difensiva e di prudenza: in due casi su tre, una guida cosiddetta difensiva permetterebbe di ridurre in modo significativo gli incidenti motociclistici.

Prestare particolare attenzione anche nel traffico urbano: bruschi cambi di direzione, sorpassi non consentiti e il mancato rispetto delle regole aumentano il rischio d’incidenti. Il 54% degli incidenti motociclistici gravi è dovuto a una collisione con un altro veicolo che spesso si verifica alle intersezioni e alle uscite all’interno di una località.
Questi consigli, all’apparenza rivolti unicamente a conducenti di moto o scooter, sono validi per tutte le tipologie di veicoli a due ruote. Infatti, anche laddove non è previsto un obbligo, l’utilizzo del casco e di un abbigliamento adatto può fare la differenza in caso di incidente.
Strade sicure invita inoltre i/le conducenti di motoveicoli e scooter a valutare la possibilità di rimettersi in discussione seguendo dei puntuali aggiornamenti. Allo scopo di consolidare capacità e tecniche di guida vi è infatti la possibilità di partecipare a corsi post-formazione appositamente pensati per gli utenti delle due ruote motorizzate.
Anche per chi si sposta in bicicletta vi sono corsi di perfezionamento, in particolare per la pratica del Mountain biking, in forte crescita negli ultimi anni e dove purtroppo si registra un aumento di incidenti gravi.

Per ulteriori informazioni: https://www4.ti.ch/di/strade-sicure/mobilita-motorizzata/dueruote/mettete-in-moto-la-vostra-sicurezza/

Non c’è (quasi) stata partita

Non c’è (quasi) stata partita

Fin da metà pomeriggio è apparso chiaro che i due seggi della lista Lega-Udc sarebbero rimasti nelle mani di Norman Gobbi e Claudio Zali, rappresentanti del movimento di via Monte Boglia, in festa. A Piero Marchesi uno strategico terzo posto, davanti a Boris Bignasca.
Nemmeno il momentaneo testa a testa tra Claudio Zali e Piero Marchesi interno alla lista Lega-Udc per il secondo seggio in governo ha adombrato l’atmosfera in via Monte Boglia. «Dai che Claudio ce la fa bene», dice qualcuno dei convenuti, la cui esultanza è cresciuta man mano che le posizioni si consolidavano. Nel momento più critico è rimasta decisamente fiduciosa Sabrina Aldi, vicegapogruppo della Lega in Gran Consiglio e portavoce del movimento: «Attendiamo serenamente i risultati dei prossimi comuni, anche perché Claudio Zali ha fatto un ottimo lavoro e credo proprio che verrà riconfermato». Così sarà in serata, quando a conti fatti avrà ottenuto 57’224 voti, il mai masso in discussione Norman Gobbi 64’027, mentre il democentrista Piero Marchesi ne racimolerà 46’654, arrivando terzo nonostante le ambizioni di entrate in Consiglio di Stato, ma comunque riuscendo a lasciarsi alle spalle il leghista Boris Bignasca, il cui obiettivo era di fare da sbarramento.
Una campagna elettorale, quella della lista LegaUdc, contraddistinta da alterni sgambetti interni tra i due schieramenti, e che ha raggiunto lo scopo di riconfermare l’area come la più votata, anche se nonostante la tendenza al rialzo durante tutto il giorno, alla fine chiuderà in leggera perdita rispetto a quattro anni fa: -0,43%. Era solo una strategia? «La lista era competitiva ed è stata concepita e voluta così – valuta Aldi –. Nel senso che da una parte avevamo come uscenti due personalità forti che si ripresentavano, e il nostro capogruppo, e dall’altra pure l’Udc ha messo in campo nomi forti, con Marchesi che ha esplicitamente dichiarato di voler entrare in governo. La competizione c’è stata, era vera e sincera, e ha dato pepe alla campagna». Aldi però non nasconde la propria preoccupazione per gli odierni risultati del Gran Consiglio.
Tra i primi ad arrivare in casa leghista c’è il sindaco di Lugano Michele Foletti, che lascia il parlamento dopo 28 anni. Ma è tutt’altro che dispiaciuto: «Sono assolutamente sollevato. Non avevo più tempo di fare il parlamentare come ho fatto prima di diventare sindaco e quindi non mi sentivo nemmeno più a mio agio a frequentare un Palazzo senza poter essere parte attiva nel determinarne le scelte. Mi concentrerò sulla mia città per il prossimo anno e le prossime elezioni comunali». Anche perché il clima in parlamento secondo Foletti «è peggiorato tantissimo, ormai sono tutti lì a scattarsi selfie e fare post per mettersi in mostra, e in pochi lavorano». Per quanto riguarda la trasformazione della Lega, invece, «ora mi assomiglia di più – afferma Foletti –. Ora c’è un altro equilibrio che bisogna cercare di raggiungere», commenta il sindaco di Lugano riferendosi alla possibilità di perdere qualche rappresentante nell’emiciclo. Sul tema interpelliamo anche il consigliere nazionale e direttore del ‘Mattino della domenica’ Lorenzo Quadri, per cui «è possibile che ci possa essere un travaso da un partito all’altro, ma l’obiettivo non è di travasare i voti bensì di fare crescere l’area». Come spiega questa erosione a favore dei democentristi? «Chiaramente chi è all’opposizione si può profilare meglio. Noi in Consiglio di Stato abbiamo dovuto assumere delle responsabilità di governo. Quello che dico sempre è che alla Lega in questi ultimi anni è mancato un po’ lo spirito di opposizione e di piazza. Di recente abbiamo lanciato l’iniziativa per la deducibilità integrale dei premi di cassa malati, spero che nel prossimo quadriennio si possa tornare a mobilitare di più la piazza».
Dopo poco arriva anche il deputato Daniele Caverzasio, che quattro anni fa era in lista per il Consiglio di Stato ed è arrivato terzo. Come mai quest’anno non si è ripresentato? «Sono state fatte altre scelte, su qualcun altro di molto valido». Boris Bignasca però è arrivato quarto e non terzo, Caverzasio avrebbe fatto meglio? «È difficile dirlo» risponde ridendo con timidezza, e fa delle valutazioni simili a quelle di Antonella Bignasca, secondo cui il quarto posto ottenuto dal cugino non è una sconfitta: «No, perché mentre Marchesi ha apertamente dichiarato di voler essere eletto, Boris ha fatto capire che non era interessato alla carica ma a fare da supporto. L’ho sempre detto anche per quanto riguardava suo papà, il Nano: nelle votazioni per il Consiglio di Stato andava male perché tutti sapevano che non voleva stare a Bellinzona, mentre a Lugano faceva ottime elezioni».

Gobbi: ‘Premiante la lista unitaria’
Da Nante arriva per una toccata e fuga a fine pomeriggio Norman Gobbi, accolto da cori da stadio, abbracci, congratulazioni e brindisi. Alla sua quarta elezione per il Consiglio di Stato, questo tipo di domenica è diventata un’abitudine? «L’abitudine non c’è mai, c’è sempre un po’ di attesa e tensione prima del voto. Per quanto riguarda i risultati, sono sicuramente soddisfatto perché l’elettorato ha premiato la scelta di aver fatto una lista unitaria». E anche il ‘prodotto Norman’ ha di nuovo convinto? «Secondo i sondaggi la mia rielezione era piuttosto sicura, ma ha fatto bene la competizione interna, con una sfida tra Claudio e Piero Marchesi che dal punto di vista elettorale ha premiato». La sfida c’era anche tra Boris Bignasca e Marchesi, ma non è andata così bene, è un problema? «Ognuno alla fine corre sulle sue gambe, Boris aveva l’obiettivo di arrivare terzo, ma non era evidente. Questo però non credo sia l’aspetto essenziale. Vedremo anche cosa succederà con i risultati in Gran Consiglio dove comunque la squadra si è mossa bene, molto più di quattro anni fa». Quanto alla prospettata maggior frammentazione, secondo Gobbi «per il buon lavoro del parlamento potrebbe diventare un problema». Mentre in merito al suo lavoro a capo del Dipartimento istituzioni, la priorità nella prossima legislatura «sarà di consolidare lo snellimento delle procedure a favore delle aziende e dell’utenza e confermare l’approccio vicino ai cittadini».

Zali: ‘Marchesi non si è troppo avvicinato
«Era chiaro che ci tenevo e ci tengo a rimanere in Consiglio di Stato, la campagna è stata lunga e non potremo mai dire se la mia vita sarebbe stata migliore se fossi uscito dal governo…», risponde ironico ma serafico il confermato direttore del Dt Claudio Zali quando ‘laRegione’ lo raggiunge a risultati definitivi. Risultati che, appunto, confermano i due seggi leghisti in governo, che sono stati ‘in ballo’solo fino a metà pomeriggio: «Il Ticino è fatto di molte realtà differenti tra loro, con richieste diverse anche al mio Dipartimento – annota Zali –. Domande che portano a risposte diverse e che non sempre soddisfano tutti. I primi Comuni scrutinati, per un caso, sono stati di zone periferiche e hanno portato un certo risultato. Se si fosse cominciato da un grande centro la dinamica sarebbe stata diversa». Tant’è, e Zali è sereno nel concedere al ‘rivale’ di lista Marchesi di «aver fatto un’eccellente votazione». Anche se, sibillino, riconosce che «non si è comunque avvicinato più di quel tanto…».

Bignasca: ‘Ho perso questa battaglia’
Dal canto suo Boris Bignasca un po’ atterrito ci dice che «Norman e Claudio hanno fatto entrambi una splendida votazione e siamo molto soddisfatti, quindi questo obiettivo prioritario è stato raggiunto. Dall’altra parte la mia votazione personale è stata – diciamo – buona, ma sicuramente non ho raggiunto l’obiettivo di arrivare terzo, che era quello che mi era stato dato in assemblea dalla Lega». Le dispiace? «Ho preso questa battaglia. Ho fatto di tutto per cercare di raggiungere il risultato che mi era stato richiesto e quindi sì, sono dispiaciuto di non avercela fatta. Ma vedo che la nostra base, i nostri simpatizzanti, sono contenti comunque – afferma mentre i festeggiamenti sono al loro apice –. E se sono contenti loro, lo sono pure io». Il suo ruolo di capogruppo non è messo in discussione? – gli domandiamo –: «Se sarò eletto in Gran Consiglio, insieme agli altri colleghi di gruppo faremo le dovute valutazioni. Al momento non mi sembra ci sia una messa in discussione, ma spetterà al gruppo decidere quello che vuole». Qualche settimana fa aveva dichiarato che se non fosse arrivato terzo avrebbe iniziato a fare opposizione, era solo una minaccia da campagna elettorale o cambierà atteggiamento in Gran Consiglio? «Assieme al gruppo valuteremo caso per caso, se ad esempio dire ogni tanto qualche no su temi come burocrazia, pressione migratoria, conti pubblici, tasse…». Anche sulla tassa di collegamento? «Quella è oggetto di un’iniziativa popolare, quindi andrà a votare il popolo». Quanto all’alleanza con l’Udc, per Bignasca non è messa in discussione: «L’accordo è siglato e per le Federali sarà ancora in vigore. Forse lì sarà più facile, perché i temi che ci accomunano sono più a livello nazionale che cantonale. Inoltre in quel caso ci sono le congiunzioni e quindi ognuno può fare la sua corsa».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 3 aprile 2023 de La Regione

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L’attesa di Zali e l’urlo di gioia di via Monte Boglia
La lista unica Lega e UDC conferma i due seggi in Consiglio di Stato e la maggioranza relativa – Gobbi: «La litania del Governo del Mulino bianco non ha attecchito fra gli elettori» – Il direttore del DT pensa già alle priorità del quadriennio : «Equilibrio finanziario»

Un pomeriggio di fuoco. Da una parte Claudio Zali, arrivato già attorno alle 15.30 allo storico quartier generale di via Monte Boglia per assistere allo spoglio in diretta dei risultati. Dall’altra Piero Marchesi, giunto al raduno di Agno poco prima di sera. Lega e UDC unite sulla lista per il Consiglio di Stato, sì, ma mai assieme per davvero. Lo si è capito fin dalle prime battute della campagna elettorale che i due partiti di destra avrebbero fatto corsa a sé stante. Perché la partita, di fatto, si giocava e si è giocata su due persone soltanto. Zali e Marchesi, appunto. Norman Gobbi – ancora una volta vera e propria macchina elettorale (64.027 voti, il più votato dei cinque candidati in lista) – ha semplicemente giocato un’altra partita.

Comune dopo comune
Il duello a distanza fra il consigliere di Stato uscente e il presidente dell’UDC ticinese è stato quindi vero, senza esclusione di colpi. E ha prodotto un avvincente testa a testa fra i due anche nelle prime ore dello spoglio. Dopo Bedretto, uno dei primissimi comuni scrutinati, Marchesi era addirittura avanti. Penna alla mano, Raide Bassi, candidata UDC al Gran Consiglio, ha stretto i pugni in segno di giubilo, annotando su alcuni fogli i voti personali conquistati dall’uno e dall’altro. Dall’altra parte, alla sede della Lega, Zali ha continuato a fissare lo schermo del telefonino. Il nervosismo – anche se coperto dalle grida di giubilo all’arrivo dei voti di lista, che premiavano almeno inizialmente la destra – era palpabile. Vero.

La forbice si allarga
La battaglia a distanza è proseguita ancora, comune dopo comune. Ma con una tendenza sempre più chiara: il margine di voti fra Zali e Marchesi si stava allargando in favore del leghista. Un processo lento, certo, ma inesorabile. Tanto che già alla seconda proiezione elettorale, i simpatizzanti del movimento, rivolgendosi a Zali, gli hanno urlato: «Adesso non balli più, stai tranquillo». Il consigliere di Stato uscente ha potuto tirare un sospiro di sollievo solo dopo il risultato di Bellinzona, dove Zali ha preso oltre 1.600 voti in più rispetto a Marchesi. «La partita rimane aperta », ha tuttavia rilanciato il capogruppo UDC in Gran Consiglio Sergio Morisoli. «Ce la giochiamo nello sprint finale del Sottoceneri. Nel Sopraceneri Piero ha fatto molto bene, in un territorio notoriamente radicale e di sinistra. Vediamo. Noi puntiamo molto alla vittoria, ma anche al minor distacco, in quanto vorrebbe dire che siamo lì davanti». Ma, con il passare dei minuti e dei comuni scrutinati, la tendenza si è trasformata in una certezza: il secondo seggio di destra in Governo è stato vinto da Zali (57.224 voti). Importante il distacco finale da Marchesi (46.654): oltre 10.500 voti.

«Niente panico»
Con la (doppia) vittoria oramai in tasca, in via Monte Boglia è esplosa la festa. Birra, gin tonic, bollicine, bianco fermo, rosso. Zali, nel frattempo raggiunto dalla sua famiglia, è rimasto impassibile. Prima di sciogliersi in coincidenza dell’arrivo di Norman Gobbi, il quale inizialmente ha scelto di vivere la giornata elettorale a casa sua, «con una fondue per la famiglia e gli amici». «Sono sempre giornate molto intense, molto particolari », ha detto Zali in serata. «L’abbraccio del popolo leghista in via Monte Boglia, il clima da corrida, è veramente particolare. Il Ticino è una realtà con molte componenti. Fosse uscito per primo il dato di una grande città, probabilmente avrei vissuto diversamente i momenti iniziali. La narrazione ha invece voluto che si partisse con i risultati delle regioni periferiche, delle valli, zone in cui i cacciatori e gli agricoltori hanno voci importanti. E dove il malcontento per alcune questioni legate al mio dipartimento (vedi il lupo, n.d.r.) si è fatto sentire. Lì i miei avversari avevano buon gioco. Ma va bene così: alla fine era inutile andare nel panico, anche se un pizzico di preoccupazione c’era. Inizialmente le operazioni di spoglio sono andate a rilento, tanto che dopo un po’ di tempo c’erano soltanto 4.000 voti». Al di là dei personalismi e del duello Zali-Marchesi, la lista unica Lega-UDC ha tenuto. «Le liste forti fanno sì che ogni candidato voglia dare il suo contributo », prosegue Zali. «Chi ha potenziale, riesce a portare tanto alla lista. Nessuno ci sta ad arrivare ultimo, dunque questo tipo di alleanza moltiplica gli impegni in favore, appunto, della lista». Risolta la questione Governo, è già ora di guardare alla prossima legislatura. E a un futuro economicamente fragile per le casse del Cantone. «Dobbiamo ritrovare l’equilibrio finanziario», ha non a caso spiegato il consigliere di Stato. «Sarà il fil-rouge iniziale, che però rischia di condizionare tutto il quadriennio. Un Governo in affanno finanziariamente è un Governo che ha poco margine di manovra per i propri progetti. La salute delle finanze determinerà tutto il resto ».

«Strategia vincente»
L’altro personaggio del giorno è stato, come visto, Gobbi, trascinatore leghista non solo con i voti, ma anche per la voglia di festeggiare assieme alla base. «La concorrenza interna alla lista ha permesso di attrarre attenzione e di mobilitare l’elettorato », ha spiegato. «Sono contento, perché la scelta strategica di unire le forze è stata premiata dall’elettorato ticinese». Una strategia che, a sinistra, ha prodotto l’esatto contrario. «La differenza fra noi e loro è stata quella di non integrare le differenze », ha sottolineato Gobbi. «Noi avevamo una differenza all’interno della lista fra Zali e Marchesi, che ha creato concorrenza ma ha permesso di consolidare l’alleanza Lega-UDC. A sinistra, invece, hanno escluso le minoranze o le voci critiche. E questo ha penalizzato tutta l’area rossoverde». Gobbi è quindi un eletto molto soddisfatto: «Probabilmente ho cotto più chicchi di riso rispetto ai voti che ho raccolto», ha detto con autoironia. «Ma in un cantone come il nostro, stare fra la gente è essenziale. E a me piace molto stare fra la gente». Quanto alla futura legislatura, Gobbi ha spiegato che «il sostegno alla popolazione da un punto di vista del rilancio economico sarà fondamentale, così come una riforma interna al Cantone per contenere i costi. Se sarà sempre un Governo da Mulino bianco? Questa litania non ha attecchito nell’elettorato, a dimostrazione che la gente vuole soluzioni pragmatiche al di là dello scontro ideologico che magari può nascere in Parlamento ».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 3 aprile 2023 del Corriere del Ticino

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Il Consiglio di Stato a Matrioska: “Altro che Governo del Mulino Bianco. Gli elettori hanno premiato la squadra”

La legislatura che inizierà nei prossimi giorni sarà molto impegnativa per il nuovo Consiglio di Stato, che dovrà affrontare temi importanti, con il grande punto interrogativo sulla delicata situazione delle finanze cantonali. Raffaele De Rosa sarà il primo presidente di un Governo riconfermato per quattro quindi, con l’unica, scontata variabile di Marina Carobbio, eletta sulla lista rosso-verde al posto di Manuele Bertoli. I cinque ministri hanno fatto le prime riflessioni a caldo sul voto di ieri nell’ultima parte di Matrioska, su TeleTicino. Felice per l’elezione Marina Carobbio, ma delusa per il risultato della sua lista: “Ci aspettavamo qualcosa di più, ma il nostro è un progetto politico sul medio lungo termine – ha detto – Carobbio –. Faremo le debite riflessioni sul fatto che non abbiamo raggiunto l’obiettivo, al di là della riconferma del seggio in Governo, anche alla luce dei risultati odierni per il Gran Consiglio”. La frammentazione del voto non tocca solo la sinistra, ha aggiunto, ma è un fenomeno più generale. E sull’ottimo risultato di Avanti con Ticino & Lavoro, che ha ottenuto il 3,2% dei consensi: “Non è una forza politica di sinistra ma di centro. Vedremo comunque quali saranno le loro proposte concrete”.
Quasi commosso Claudio Zali, l’unico ministro insidiato all’interno della propria lista: “Per me era una sfida importante e ringrazio di cuore chi mi ha sostenuto”. Zali ha sottolineato l’ottima votazione del suo avversario Piero Marchesi: “Nel pomeriggio ci siamo scambiati una telefonata. Ora si deve guardare avanti, le frizioni nella nostra lista sono avvenute a distanza, in una campagna elettorale che ha dato luogo a qualche fraintendimento, ma se dall’altra parte non si litiga e va a finire così…”, ha detto riferendosi al deludente risultato di socialisti e verdi.
Christian Vitta, con oltre 68’000 voti personali, è stato il ministro più votato, nonostante il PLR abbia perso terreno. E sul deludente risultato del PLR a Lugano, il ministro ha sottolineato che “la sezione è uscita da anni assai complicati” e che i conti bisognerà farli alla luce dei risultati del Gran Consiglio. “Già un anno fa in Governo avevo pronosticato che Christian sarebbe stato il più votato”, ha detto Norman Gobbi. Nel commentare il suo ottimo risultato personale, Vitta ha spiegato che sull’esito ha certamente influito il suo anno di presidenza durante la pandemia: “Ma in generale elettrici ed elettori hanno apprezzato l’elemento di coesione del Consiglio di Stato in quel momento difficile, e il nostro aver saputo lavorare uniti ha pagato. Ora ci aspetta un quadriennio impegnativo, e sarà importante lavorare con determinazione e con unità di intenti. Spero che questo amalgama permetterà al Ticino di superare i problemi che deve affrontare”.
Gli ha fatto eco De Rosa: “Al di là dei risultati personali, è stato premiato un lavoro di squadra e un impegno quotidiano in favore delle cittadine e dei cittadini”. Cambierà qualcosa nella ripartizione dei dipartimenti, visto che De Rosa ha, per anzianità, avrebbe diritto di optare per il DECS lasciato libero da Manuele Bertoli? “Sono stato onorato e fiero di dirigere il Dipartimento sanità e socialità – ha risposto il ministro del Centro – ma è importante ricordare che lavoriamo all’interno di un collegio governativo, indipendentemente dal dipartimento che dirigiamo. Quella sulla ripartizione sarà una discussione che faremo serenamente all’interno del Governo nei prossimi giorni”.
Altro tema da affrontare, le eventuali elezioni suppletive per eleggere il o la subentrante di Marina Carobbio al Consiglio degli Stati. Il Consiglio di Stato sembra intenzionato e evitarle: “Sarebbe un elemento critico portare i ticinesi a votare quattro volte in pochi mesi, da qui alle federali di ottobre”, ha detto Gobbi.
Sul “Governo del Mulino Bianco”, uno degli slogan che l’UDC ha utilizzato per cercare di scalzare il seggio di Zali con lo slogan “Cambiamo ora”, il ministro leghista ha detto: “Se all’interno di un Governo volano botte da orbi ma fuori non si sente nulla, se abbiamo dato verso l’esterno l’impressione di essere compatti è un buon segno. Sia chiaro che non siamo cinque cloni che non discutono sui temi. Il Governo del Mulino bianco? Una bella trovata elettorale, ma niente di più”.
L’accusa al passato Consiglio di Stato è stata quella di aver gestito il temi con un eccesso di dipartimentalismo, senza pestarsi i piedi d’un l’altro.
“In una grande organizzazione con 5’000 dipendenti il dipartimentalismo è inevitabile – ha spiegato Vitta -. In ogni caso, le discussioni all’interno del collegio, ci sono ma quando si decide una linea il Governo è coeso. Sembra quasi che la capacità di lavorare insieme sia un fattore negativo, ma vi lascio immaginare cosa sarebbe successo se avessimo litigato durante la pandemia. Il fatto di riuscire a fare una sintesi delle diverse posizioni e di portarla avanti in modo coeso non è affatto negativo”.
Coesione sarà dunque la parola d’ordine della prossima legislatura? “Nessuno da solo riesce a ottenere risultati -ha detto Raffaele De Rosa -. Per farlo ci vuole un gioco di squadra, e anche voi come media dovreste avere maggiore responsabilità spiegando e veicolando maggiormente i punti positivi dei passi avanti che vengono fatti. Il mio impegno, insieme ai colleghi, dai prossimi sarà ripartire da dove ci siamo lasciati e trovare convergenze per il bene del Ticino, ma per farlo bisognerà che ognuno sia disposto a smussare le proprie posizioni. L’importante è riuscire ad andare avanti e non fare passi indietro, come alcuni vorrebbero magari solo per propaganda elettorale”.
Oggi si capirà se ci sarà un rilevante travaso di voti dalla Lega verso l’UDC a livello parlamentare. Ma secondo Gobbi i candidati leghisti al Gran Consiglio si sono mossi molto per tamponare questa tendenza. “Ho visto una squadra motivata. In ogni caso, i rapporti tra i nostri due partiti rimarranno ancora di due a uno dal profilo numerico, e non credo che cambierà molto nei rapporti di forza. L’importante, invece, dal punto di vista strategico è che l’area della destra sta lavorando bene insieme, con alcune differenze di posizione che però sono un arricchimento”.

Da www.liberatv.ch

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Casa anziani Alto Vedeggio: esercitazione di salvataggio/evacuazione

Casa anziani Alto Vedeggio: esercitazione di salvataggio/evacuazione

Comunicato stampa

Allo scopo di testare la prontezza d’intervento a seguito di un avvenimento interno alla struttura di Mezzovico, la Direzione della casa anziani Alto Vedeggio ha svolto venerdì scorso 31 marzo, dalle 13.00 alle 19.30, un esercizio di salvataggio in scala 1:1. L’operazione ha coinvolto i partner della protezione della popolazione e conseguentemente le strutture di condotta e il personale preposto al salvataggio. Questi ultimi hanno dovuto operare in uno scenario che prevedeva la necessità di evacuare la casa anziani a seguito di un problema tecnico.

L’esercizio, diretto da un quadro della Polizia cantonale in stretta collaborazione con il Servizio della protezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, ha visto l’impiego di una quarantina di soccorritori provenienti dagli Enti partner della protezione della popolazione. In particolare hanno collaborato: la Polizia cantonale, i corpi pompieri di Lugano e Monteceneri, i servizi d’autoambulanza, l’organizzazione di protezione civile di Lugano Campagna, la Direzione della casa anziani Alto Vedeggio con il proprio personale.  
Grazie allo scenario predisposto si è potuto testare l’attivazione della catena d’allarme e allenare il coordinamento, così come la condotta di un dispositivo d’urgenza al fronte, denominato SMEPI (Stato maggiore degli enti di primo intervento). La direzione d’esercizio ha messo l’accento sulle modalità (tecnico/tattiche) di intervento e sulle capacità di condotta, quali elementi fondamentali per riuscire ad affrontare questo genere di situazioni.  
L’esercitazione, organizzata nell’ambito delle attività della Commissione dell’istruzione della protezione della popolazione (CT istr PP), ha avuto un riscontro molto positivo e ha permesso d’identificare alcuni spunti di miglioramento che verranno ora elaborati e conseguentemente implementati.