Mamma Patrizia racconta Gobbi: «Deciso, ma anche giocherellone»

Mamma Patrizia racconta Gobbi: «Deciso, ma anche giocherellone»

Intervista a una signora giovanile e simpatica: «Ancora adesso mi chiedono se sono la sorella del Consigliere di Stato».

Cosa significa essere la mamma di un Consigliere di Stato? Patrizia Gobbi, 67enne leventinese e madre del leghista Norman, racconta il suo rapporto col figlio, classe 1977. A partire da un aneddoto curioso, legato all’aspetto molto giovanile della stessa signora Patrizia. «Oggi come ieri mi chiedono se sono la sorella di Norman». 

Che effetto le fa vedere suo figlio che da anni ha una carica così importante?
«Certamente è un motivo di orgoglio. Mi dà la consapevolezza di avere cresciuto due figli, lui e suo fratello Egon, con sani principi e dedizione verso gli altri».

Se lo ricorda Norman da piccolo?
«Era un bambino vispo, sempre in movimento. A quei tempi non c’erano né telefonini, né iPad. Faceva tante attività all’aperto». 

Dava già qualche segnale di volere intraprendere una strada di prestigio?
«A partire dalle scuole medie si intuiva il suo desiderio di volere arrivare da qualche parte. Ma tra il volere e l’arrivare tante volte il percorso non è così facile. Lui ha trovato persone che l’hanno aiutato e sostenuto in questo suo crescere nell’ambito della politica. Voleva diventare ambasciatore, pensate un po’. Mi vedevo già in qualche grande Capitale in vacanza. Ma si è fermato al Palazzo delle Orsoline in favore del suo Cantone». 

Ci racconti il Norman Gobbi senza la “maschera” istituzionale, a volte un po’ dura.
«Non è una persona dura, secondo me. È un uomo deciso nelle sue prese di posizione, anche se scomode. Probabilmente la carriera militare gli ha insegnato a essere non rigido ma appunto deciso, assumendosi poi la colpa se magari qualcosa non funziona come deve. Il Norman casalingo è invece un giocherellone».

Anche lei ha fatto e fa politica. Norman le chiede consigli? 
«Politica forse è un parolone, se mi paragono a lui. Per anni sono stata consigliera comunale e da metà 2020 sono municipale e vice sindaco del comune di Quinto per il gruppo Lega, Udc e Indipendenti. Sono io a chiedere consigli a lui». 

Che famiglia è la vostra? 
«Una normale famiglia del giorno d’oggi, allargata. Norman ha un fratello, Egon nato dall’unione mia e di Mirko, e una sorella e un fratello nati dal secondo matrimonio di suo papà».

Un pregio e un difetto di Norman Gobbi? 
«Sa sempre quello che vuole e sa come raggiungerlo. È un lavoratore infaticabile. Di Norman apprezzo anche le ottime capacità culinarie. Non sa fare solo risotti. Ma anche tanta carne gustosa. Non ha imparato sicuramente da me, bensì dal nonno paterno Dante. Il difetto? Una mamma può dire che suo figlio di difetti non ne ha?» 

Che tipo di mamma è la signora Patrizia?
«Non sono una mamma e suocera assillante. I momenti che Norman trascorre con la famiglia, visti i molteplici impegni, sono pochi. Per questo motivo preferisco che passi il tempo libero con i suoi due figli Gaia e William e la moglie Elena. Mi reco a Nante qualche volta a pranzare e a fare da nonna-sitter quando Norman ed Elena sono assenti per impegni». 

Da www.tio.ch

(Immagine: www.tio.ch)

Insema par ol nos Tesin!

Insema par ol nos Tesin!

Care amiche e cari amici,
ogni giorno negli ultimi quattro anni ho dato il massimo di me stesso per il bene del nostro Ticino. E negli ultimi mesi – da Chiasso ad Airolo – ho toccato con mano l’affetto che avete nei miei confronti.
“Ol risot dal Norman” è stato un pretesto per incontrarvi, per dirvi il mio grazie e per sentirmi vicino alla mia gente, a tutte e a tutti i Ticinesi.
Voi siete e sarete nel mio cuore per realizzare un Cantone forte!
GRAZIE

Norman

 

 

 

 

Malcantone Ovest: Una nomina, vari mal di pancia

Malcantone Ovest: Una nomina, vari mal di pancia

C’è un po’ di delusione per come si è arrivati alla scelta del nuovo comandante E Gobbi parla di «limiti del sistema attuale»
Delusione, principalmente, ma anche qualche arrabbiatura. In Malcantone il caso politico è servito. Certo, non siamo ancora alle «pistolettate » – termine che ha caratterizzato qualche raro sprazzo di vivacità nella campagna di avvicinamento alle cantonali – ma è indubbio che tra i Comuni convenzionati con la Polizia Malcantone Ovest qualche malumore c’è. A non essere andata giù, come noto, è stata la decisione di Caslano – da noi anticipata la scorsa settimana – di nominare il nuovo comandante del Corpo ignorando i sette preavvisi (su nove) dei Comuni convenzionati di Astano, Bedigliora, Magliaso, Miglieglia, Novaggio, Tresa e Pura, favorevoli alla nomina dell’attuale vicecomandante. Curio si è astenuta e Caslano, Comune sede, ha difeso la candidatura di Marco Regazzoni.

Un caso diventato politico
Tutto lecito, è bene ribadirlo, in quanto in base della Convenzione il Comune sede può decidere in autonomia tenendo conto del preavviso, non vincolante, degli altri Comuni riuniti nella Commissione di controllo. Ad essere contestata, anche questo è bene ribadirlo, non è la figura professionale di Regazzoni, quanto il modus operandi di Caslano. Ad aver deluso i Comuni è stato proprio il modo con cui si è arrivati a questa decisione. Tant’è che – ne avevamo riferito ieri – a Tresa e Caslano sono state presentate interpellanze in cui si chiede se i rapporti istituzionali si siano incrinati e se è possibile che qualche Comune scontento possa decidere di fare un passo indietro, disdicendo la convenzione. L’entità di questo «strappo» assumerà una forma più chiara quando i rispettivi Esecutivi risponderanno ai due atti politici. Nel frattempo, stando a quanto abbiamo appurato, il mal di pancia politico è diffuso, anche se qualche Comune getta acqua sul fuoco.

Il Cantone osserva
In tutta questa vicenda, il Cantone osserva come spettatore interessato. Ma che si è già fatto un’idea: «Ritenuto che al momento attuale si tratta di una questione che è di stretta competenza comunale, dall’osservatorio cantonale possiamo solo osservare che questo caso – così come altri – palesa i limiti dell’attuale organizzazione intercomunale dei servizi di polizia di prossimità», ha affermato al Corriere del Ticino il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

I termini della disdetta
E non è escluso che qualcuno possa decidere di «chiedere la separazione» e convogliare a nuove nozze. Con chi? Beh, la cartina geografica parla chiaro: molto probabilmente con la Malcantone Est, che ha sede ad Agno. La disdetta unilaterale delle Convenzione è possibile con un anno di anticipo per l’anno che segue (in parole povere, se la decisione fosse presa oggi, un Comune sarebbe libero dal 1. gennaio 2025) e a quel punto sarebbe necessario siglare un accordo con – verosimilmente – i vicini della Malcantone Est. Stando a voci che non abbiamo potuto verificare ufficialmente, ci sarebbe stato almeno un contatto, un pour parler diciamo, per sondare il terreno. Ma come detto, di ufficiale non c’è nulla, anche se il tema approderà sicuramente sul tavolo di qualche amministrazione locale.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 31 marzo 2024 del Corriere del Ticino

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra la città di Lugano e i suoi Patriziati  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra la città di Lugano e i suoi Patriziati  

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha incontrato il Municipio di Lugano e in seguito i Patriziati della Città e il Presidente dell’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) Tiziano Zanetti. Un momento di dialogo e ascolto privilegiato, durante il quale sono stati approfonditi il rapporto e la collaborazione tra il Cantone, il Comune e i Patriziati.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dal responsabile del settore dei Patriziati Fausto Fornera e dall’ispettore comunale ha incontrato il Municipio di Lugano e 14 dei 15 Patriziati della Città.

Nel corso della prima parte della riunione, insieme all’Esecutivo comunale, l’accento è stato in particolare messo sull’importanza per un Comune aggregato di coinvolgere nei processi decisionali i cittadini residenti nei quartieri. Una popolazione attiva e partecipe a livello locale consente alle Autorità comunali di portare avanti progetti e raggiungere gli obiettivi di legislatura. Grazie anche alla presenza del Responsabile dell’Ufficio quartieri Gabriele Botti la discussione si è articolata approfonditamente e costruttivamente sul valore di avere una rete di quartieri formati da cittadini che consentono di tenere viva la vita comunitaria della città.  

Nel corso della seconda parte del pomeriggio si è invece tenuto un incontro plenario al quale hanno preso parte, oltre al Municipio cittadino anche il Presidente dell’ALPA Tiziano Zanetti e i Patriziati di Lugano, Bogno, Brè, Cadro, Castagnola, Certara, Cimadera, Colla, Davesco-Soragno, Insone-Corticiasca, Piandera, Scareglia, Sonvico e Villa Luganese. Uno dei temi trattati e condiviso da tutti i presenti è la crescente difficoltà a rendere attrattiva l’attività patriziale per i giovani. In quest’ottica l’ALPA, grazie alla collaborazione con Lingue e sport organizza nel corso dell’estate dei momenti di incontro legati al ruolo dei Patriziati e rivolti ai giovani. Il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha dal canto suo proposto ai presenti di approfondire il tema promuovendo un’indagine che aiuti a sondare il motivo che rende i Patriziati poco visibili e attrattivi per le nuove generazioni. Un aspetto peraltro contenuto anche nello Studio strategico sui patriziati promosso negli scorsi anni dalla Sezione degli enti locali.

Il Direttore del DI Norman Gobbi ha salutato in modo estremamente positivo gli spunti e le riflessioni emerse durante gli incontri e ha espresso “un sentito ringraziamento ai municipali e a tutte le persone presenti che investono molto del loro tempo libero nel ricoprire una carica pubblica a livello localeIn un momento difficile per la nostra democrazia fa bene allo spirito confrontarsi con l’esempio di coloro che si impegnano a favore del Comune e dei Patriziati. Una vera e propria vocazione che se valorizzata nel modo giusto potrà di sicuro essere trasmessa anche alle nuove generazioni”.

  

Una sezione femminile a La Stampa

Una sezione femminile a La Stampa

Investimento di 3 milioni per creare 11 posti per le detenute – Il progetto comprende anche interventi a favore dei reclusi anziani e disabili

Una nuova sezione femminile verrà realizzata al penitenziario cantonale la Stampa. Il Consiglio di Stato, mercoledì, durante l’ultima seduta della legislatura, ha licenziato il messaggio all’attenzione del Parlamento. Il progetto è stato presentato dal Dipartimento delle istituzioni per rispondere alle esigenze sviluppatesi nell’ambito dell’esecuzione della pena. Soluzioni sono previste anche per i detenuti anziani e quelli con disabilità fisica e motoria.
L’ala femminile conterà 11 posti, tra cui una cella madre-bambino (per figli fino a 3 anni), per soddisfare adeguatamente le necessità delle recluse.
La realizzazione del progetto costerà circa 3 milioni di franchi. Stando alle prime stime, dal momento dell’approvazione del credito da parte del Gran Consiglio, la costruzione richiederà 20 mesi di cantiere. I lavori comprenderanno anche interventi edilizi globali.
La nuova sezione permetterà al Ticino di risparmiare i costi sostenuti per le carcerazioni oltralpe e di accogliere detenute di altri cantoni.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Una-sezione-femminile-a-La-Stampa-16134109.html

Da www.rsi.ch/news

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Verso la sezione femminile e la ‘Sicurezza dinamica’
Undici celle per donne, compresa una madre-bambino

Via libera alla realizzazione e alla messa in funzione della nuova Sezione femminile al Penitenziario cantonale La Stampa: il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio accogliendo il progetto del Dipartimento delle istituzioni. Un progetto che contempla pure l’adeguamento degli spazi da destinare a detenuti anziani e a quelli con disabilità fisica o motoria e che mira a rispondere all’evoluzione della società anche nell’ambito dell’esecuzione della pena. Sono previsti 11 posti cella dedicati alle detenute donne, compresa una cella madre-bambino. L’impostazione è stata delineata dalla Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, con le Strutture carcerarie cantonali, l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa e il Servizio medico carcerario. Si prevedono la realizzazione delle opere di ristrutturazione e di sicurezza al carcere. Nel messaggio governativo, sono inoltre contemplati gli interventi edilizi. La nuova Sezione femminile soddisfa in maniera adeguata le esigenze delle donne in regime di detenzione chiuso e delle detenute con figli fino a tre anni. Dopo il necessario via libera del Gran Consiglio e la concretizzazione di questi propositi, saranno limitati allo stretto indispensabile i collocamenti delle detenute ticinesi nelle carceri di altri cantoni.
La creazione di una Sezione femminile in una struttura di esecuzione pena maschile, scrive il Consiglio di Stato, “trova quale presupposto imprescindibile l’approccio che concretizza il concetto di “Sicurezza dinamica”, in uso a livello internazionale nel settore che attribuisce un ruolo fondamentale alle relazioni tra gli operatori penitenziari in generale (agenti di custodia, operatori sociali, servizio medico carcerario, terapeuti, insegnanti ecc.) e le persone detenute”. Lo scopo è quello di rafforzare la prevenzione e la sicurezza nell’esecuzione di sanzioni penali.

L’investimento è di tre milioni di franchi
L’investimento complessivo per lo Stato è quantificato in circa 3 milioni di franchi, compresi gli interventi edilizi globali e le risorse necessarie per il funzionamento della nuova Sezione femminile, con tempistiche di realizzazione stimate di 20 mesi dal momento dell’approvazione del credito da parte del Gran Consiglio. Da tale investimento, in termini finanziari, deriverà per il Cantone un indotto positivo pari a circa 1,5 milioni di franchi, considerando sia la diminuzione dei costi attualmente sostenuti per l’esecuzione della pena delle detenute in altre carceri svizzere, sia il potenziale aumento dei ricavi derivanti dal collocamento in Ticino di detenute provenienti da altri cantoni.
Un messaggio, quello del governo, che si spinge addirittura oltre quanto richiesto dalla Commissione di sorveglianza sulle condizioni di detenzione, che aveva espresso, in più occasioni, la volontà di rispondere alle esigenze delle donne detenute e delle necessità attuali e future. La direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti chiarisce che «si è fatto in modo di adeguare la futura struttura carceraria, con misure di carattere logistico e gli spazi per i detenuti anziani e quelli disabili». Le motivazioni del corposo messaggio del governo evocano proprio “la tendenza futura che si traduce con una presenza media maggiore di detenuti donne e anziani come pure detenuti con disabilità fisiche o motorie”. Un’evoluzione e una sfida, queste, che sono legate “alla trasformazione della nostra società che vede anche le donne commettere più reati come pure, contestualmente all’invecchiamento della popolazione, aumentare la criminalità delle persone sopra i 60 anni”.
Nel messaggio viene altresì evidenziato che “il mantenimento dello status quo implichi, dal profilo finanziario, il consolidamento delle spese a carico dello Stato derivanti dai collocamenti delle detenute in strutture fuori Cantone, quantificato attualmente in un importo di 800’000 franchi annuali (sulla base del consuntivo 2022). Un dato che, con un orizzonte su 10 anni, si traduce in una spesa globale di 8 milioni di franchi a carico dello Stato per la gestione, con l’impostazione attuale, della popolazione carceraria femminile”.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 de La Regione

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Sezione femminile C’è il via libera dell’Esecutivo
Licenziato il messaggio che prevede la creazione di 11 celle riservate alle donne – ll costo è di 3 milioni

Il progetto per la creazione di una sezione femminile alla Stampa ha incassato ieri il via libera del Consiglio di Stato. La nuova sezione femminile, come avevamo anticipato (si veda l’edizione del 13 marzo, a pagina 2) sarà composta da 11 posti cella riservati alle detenute, compresa una cella madre- bambino, «con l’obiettivo di accogliere in maniera adeguata le esigenze delle donne in regime detentivo chiuso, oltre che di madri con figli fino ai 3 anni, nonché di limitare allo stretto indispensabile i collocamenti fuori cantone ». Ricordiamo infatti che il Ticino attualmente non dispone di un carcere femminile ( la struttura era stata chiusa nel 2008) e le donne incarcerate sono costrette a scontare la pena al carcere giudiziario della Farera o in due strutture fuori cantone. Dal profilo logistico, i costi di realizzazione si aggirano attorno a un milione e 250 mila franchi. Ma la creazione di una sezione femminile comporterà soprattutto il reclutamento di personale. Stando al Dipartimento delle istituzioni, serviranno 7 agenti di custodia in più. Inoltre, occorreranno almeno cinque persone per l’ambito socio-educativo e amministrativo. Il tutto, per un costo stimato di quasi 1,8 milioni. Complessivamente, quindi, per creare la nuova sezione serviranno circa 3 milioni di franchi. Per quanto riguarda le tempistiche di realizzazione, invece, secondo il Governo occorreranno circa 20 mesi dal momento dell’approvazione del credito da parte del Gran Consiglio. «L’investimento – sottolinea l’Esecutivo -, in termini finanziari, consentirà di generare un indotto positivo per il Cantone pari a circa 1,5 milioni di franchi, considerando sia la diminuzione dei costi attualmente sostenuti per l’esecuzione della pena delle detenute in altri carceri svizzeri, sia il potenziale aumento dei ricavi derivanti dal collocamento in Ticino di detenute provenienti da altri cantoni».
Oltre alla creazione di una sezione per le detenute, il messaggio governativo prevede anche una serie di ammodernamenti pensati per i detenuti anziani e con disabilità motoria.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 di CdT.

Polizia: nuova legge, la parola ora al Gran Consiglio

Polizia: nuova legge, la parola ora al Gran Consiglio

Il governo vara il messaggio dopo l’esito della consultazione. ‘Progetto ampiamente recepito’. Aumentano intanto le truffe telefoniche: sottratti 800mila franchi.

Posto in consultazione dal Consiglio di Stato nel luglio dello scorso anno – diversi gli enti interpellati tra uffici amministrativi, autorità giudiziarie e associazioni –, il progetto di revisione totale della Legge sulla polizia uscito dal Dipartimento istituzioni “è stato ampiamente recepito e sono giunte poche osservazioni puntuali che, dove pertinenti, sono state riprese”. Così scrive il governo in quello che da ieri è un messaggio a tutti gli effetti. Ben centoquaranta pagine. Nella seduta che precede di pochi giorni la fine della legislatura l’Esecutivo ha quindi varato la proposta di riforma all’attenzione del Gran Consiglio che scaturirà a breve dalle urne. Una riforma confezionata “da un gruppo di lavoro costituitosi all’interno della Polizia cantonale, il quale ha potuto contare sul supporto di diversi specialisti”. E che, tradottasi in “85” articoli di legge, vuole garantire una normativa cantonale “completa, aggiornata alle esigenze di oggi, a supporto di un’efficace attività di polizia”.

Le novità salienti
Le novità salienti del disegno di legge licenziato dal governo – che, come informa una nota dello stesso, ha pure dato luce verde al relativo Regolamento – sono “una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia”. Con la revisione legislativa si è inoltre colta l’occasione per dettagliare le norme concernenti la custodia di polizia o quelle sulle indagini, anche ‘mascherate’, preventive, volte a impedire la commissione d’illeciti: queste e altre le misure prospettate a suo tempo dal Consiglio di Stato, sottoscritte nel 2018 dalla maggioranza del Gran Consiglio e successivamente contestate da due giuristi davanti al Tribunale federale. Che nel 2021 ha respinto il ricorso, precisando comunque alcuni aspetti. “Le considerazioni espresse nella sentenza sono state riprese nel messaggio”, fa sapere il governo. Il disegno di legge si occupa pure di lotta alla violenza domestica. All’articolo 34 si afferma che “L’ufficiale della Polizia cantonale può decidere l’allontanamento di una persona dall’abitazione comune e dalle sue immediate vicinanze fino a 30 giorni, come pure vietarle l’accesso a determinati locali e luoghi, se essa rappresenta un serio pericolo per l’integrità fisica, psichica o sessuale di altre persone facenti parte della stessa comunione domestica”.

Minaccia monitorata
Altra novità di peso è “l’istituzione della gestione cantonale delle minacce”. L’obiettivo, spiega il Consiglio di Stato, è “di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente”. Un modo di procedere già “in vigore in molti Cantoni” e la cui “importanza e necessità” sono state evidenziate “anche dal Consiglio federale”. Il progetto di legge ne parla all’articolo 26, che al primo capoverso recita: “La gestione cantonale delle minacce ha lo scopo di riconoscere precocemente e di prevenire la commissione di reati da parte di persone che mostrano un comportamento o intenzioni che lasciano presupporre una predisposizione a commettere violenza contro terzi”. L’articolo 26 mira a prevenire la commissione di reati e la prevenzione è uno dei compiti della polizia. Si intende dunque conferire una chiara base legale all’apposita unità della Cantonale, formata da agenti e psicologi, che analizza “le minacce (comprendenti anche lo stalking) e rendere inoffensive situazioni potenzialmente pericolose, ripristinando l’ordine pubblico”, come aveva indicato il governo rispondendo a un’interrogazione (Titolo: “Violenza anche fuori dalle mura di casa. Cosa si fa in Ticino?”) dell’allora deputata dei Verdi Cristina Gardenghi. Il ‘Gruppo di prevenzione e negoziazione’, Gpn, è nato nel 2019, riprendendo e ampliando le attività del ‘Gruppo gestione persone minacciose e pericolose’ istituito due anni prima e che ha contribuito a sventare nel maggio del 2018 la strage alla Scuola cantonale di commercio a Bellinzona architettata da un allievo. Dice Norman Gobbi, interpellato dalla ‘ Regione’: «Si tratta di un tema sempre più ricorrente anche nelle discussioni tra polizie cantonali, ma pure, su un piano strategico-politico, tra consiglieri di Stato dei vari Cantoni e il Dipartimento federale di giustizia e polizia, proprio perché la gestione delle minacce è un elemento essenziale dell’ambito della prevenzione della violenza in generale». L’obiettivo, sottolinea il capo del Dipartimento istituzioni, «è di disinnescare potenziali atti violenti». Intanto, è di ventidue il numero di truffe telefoniche commesse lo scorso anno. Un dato decisamente in aumento rispetto al 2021, quando sotto questa voce non si era registrato nessun ‘colpo’ messo a segno. È l’elemento che spicca nel bilancio della Sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale. Un anno, il 2022, definito “impegnativo”. Vittime del raggiro, si legge nel comunicato, sono soprattutto persone anziane. E la cifra totale sottratta è di quelle importanti: circa 800mila franchi. A questi numeri vanno aggiunti tra i 300 e i 400 tentativi conosciuti. Collaudato il ‘modus operandi’: i truffatori, per suscitare reazioni emotive immediate nelle vittime e incassare in breve ingenti somme di denaro, telefonano alle vittime e comunicano notizie drammatiche, come un incidente o una malattia a carico di un familiare; per massimizzare il risultato spesso, oltre ai contanti, vengono chiesti gioielli e orologi di valore. Un escamotage per portare a segno la truffa rapidamente evitando lo spostamento della vittima verso la banca per il prelievo di contanti. L’attività investigativa ha permesso di arrestare 8 persone.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 de La Regione

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Verso la nuova legge sulla Polizia ticinese

Il dossier ora andrà in Parlamento
Il Consiglio di Stato nella sua seduta di ieri mattina ha approvato il Messaggio governativo sulla revisione totale della Legge sulla polizia (LPol) e il relativo regolamento. «La nuova proposta di revisione della Legge – si legge nel comunicato stampa del Governo – intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela delle cittadine e dei cittadini e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico».
Più nel dettaglio, «le principali novità della revisione riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia». Un altro tema importante «è quello dell’istituzione della gestione cantonale delle minacce», con l’obiettivo «di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente». La nuova legge, infine, «consolida pure altre importanti novità recenti che rispondono alle esigenze di polizia: sviluppi tecnici, nuovi bisogni legati ai profili di chi opera in polizia, nuove modalità operative e strumenti di attività».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 del Corriere del Ticino

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Nuova legge polizia, si punta sulla prevenzione
Presentato il messaggio del Governo per riformare il testo del 1990 – Comportamenti minacciosi e segnali premonitori, Gobbi: “Disinnescare la potenzialità di violenza”

Prevenire situazioni e comportamenti minacciosi sfruttando i segnali premonitori. Non è la trama di un film di fantascienza, come Minority Report, ma una delle novità della riforma totale della legge ticinese sulla polizia. Il Governo oggi (mercoledì) ha approvato il messaggio che arriverà in Gran Consiglio.

In 30 anni sono cambiate le tecniche operative, gli strumenti, sono cambiati i profili richiesti. La società è cambiata. Ed è evidente che il regolamento sulla polizia, datato 1990, non poteva restare al palo. La riforma approvata mercoledì dal Governo è il frutto di una consultazione che ha interessato la giustizia nel suo insieme, raccogliendo quindi anche le indicazioni dei tribunali, della procura, dei molti attori coinvolti nell’ampia sfera dell’ordine e della sicurezza. Tra le novità, va certamente segnalato il fatto che il nuovo testo sarà comodamente adattabile a qualsiasi nuova forma avrà in futuro la polizia ticinese.

“Potrebbe essere una polizia unica, se questo sarà la volontà del Parlamento – spiega alla RSI il direttore del dipartimento Istituzioni Norman Gobbi – oppure una riorganizzazione della polizia e delle polizie comunali. Oggi la polizia cantonale ha un ruolo preponderante nell’ambito della sicurezza pubblica, mentre le polizie comunali dovranno rafforzare il loro ruolo di prossimità se vogliono adempiere davvero a questa loro missione primaria. Questo sarà uno dei temi che affronteremo con il rapporto del Gruppo di lavoro polizie ticinesi, che dovrà chiarire ruoli, compiti e competenze fra i due livelli, rispettivamente il futuro assetto organizzativo, in quanto oggi abbiamo molte polizie comunali e talvolta l’efficienza e l’efficacia dell’intervento viene meno.

“https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Nuova-legge-polizia-si-punta-sulla-prevenzione-16134769.html

Da www.rsi.ch/news

Nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa: il Governo approva il Messaggio

Nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa: il Governo approva il Messaggio

Comunicato stampa

Nel corso della seduta odierna il Consiglio di Stato ha approvato il Messaggio inerente alla realizzazione e al funzionamento della nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa, accogliendo il progetto del Dipartimento delle istituzioni. Un progetto che contempla pure l’adeguamento degli spazi da destinare a detenuti anziani e a detenuti con disabilità fisica o motoria, volto a rispondere all’evoluzione della nostra società anche nell’ambito dell’esecuzione della pena, a dimostrazione del grado di civiltà del Canton Ticino.

Il progetto, allestito dalla Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, con in particolare le Strutture carcerarie cantonali, l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa e il Servizio medico carcerario, verte sulla realizzazione delle opere di ristrutturazione e di sicurezza presso il Penitenziario cantonale La Stampa e il rispettivo funzionamento, allo scopo di ricavare una Sezione femminile per l’esecuzione della pena, come pure di predisporre i necessari interventi edilizi per degli spazi che permettano un’adeguata gestione di detenuti anziani nonché di detenuti con disabilità fisica o motoria.
La nuova Sezione femminile sarà composta da 11 posti cella dedicati alle detenute donne, compresa una cella madre-bambino, con l’obiettivo di accogliere in maniera adeguata le esigenze delle donne in regime detentivo chiuso, oltre che di madri con figli fino ai 3 anni, nonché di limitare allo stretto indispensabile i collocamenti fuori Cantone. La creazione di una Sezione femminile in una struttura di esecuzione pena maschile trova quale presupposto imprescindibile l’approccio che concretizza il concetto di “Sicurezza dinamica”, in uso a livello internazionale nel settore che attribuisce un ruolo fondamentale alle relazioni tra gli operatori penitenziari in generale (agenti di custodia, operatori sociali, servizio medico carcerario, terapeuti, insegnanti, ecc.) e le persone detenute, con lo scopo di rafforzare la prevenzione e la sicurezza nell’esecuzione di sanzioni penali.
L’investimento complessivo per lo Stato è quantificato in circa 3 milioni di franchi, compresi gli interventi edilizi globali e le risorse necessarie per il funzionamento della nuova Sezione femminile, con delle tempistiche di realizzazione stimate su 20 mesi dal momento dell’approvazione del credito da parte del Parlamento. Un investimento che, in termini finanziari, consentirà di generare un indotto positivo per il Cantone pari a circa 1.5 milioni di franchi, considerando sia la diminuzione dei costi attualmente sostenuti per l’esecuzione della pena delle detenute in altri Carceri svizzeri, sia il potenziale aumento dei ricavi derivanti dal collocamento in Ticino di detenute provenienti da altri Cantoni.
Con il Messaggio approvato oggi il Consiglio di Stato intende dunque portare una particolare attenzione alla detenzione in esecuzione pena femminile ma anche alla detenzione di persone anziane, rispettivamente con disabilità fisica o motoria, riconoscendo quindi l’evoluzione della nostra società alla quale un Carcere moderno nella sua presa a carico deve poter rispondere in maniera adeguata.

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il Messaggio governativo sulla revisione totale della Legge sulla polizia (LPol) e il relativo regolamento. Grazie a una struttura chiara e adattata, la nuova proposta di revisione intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela delle cittadine e dei cittadini e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico.

Il 6 luglio 2022 il Consiglio di Stato, per il tramite del Dipartimento delle istituzioni, aveva messo in consultazione il progetto di revisione totale della LPol fino al 30 settembre 2022. Data l’importanza del tema sono state prese in considerazione e analizzate tutte le osservazioni, anche quelle giunte dopo la scadenza del termine o da enti inizialmente non inseriti fra i destinatari. Il messaggio è stato ampiamente condiviso e sono stati apportati degli accorgimenti puntuali. Per il resto il messaggio conferma tutte le altre principali modifiche.
L’odierna attività di polizia si iscrive in un contesto sociale in continua e rapida evoluzione, come continuo e rapido è l’aggiornamento delle tecniche, delle modalità e degli strumenti di cui la polizia deve servirsi per svolgere le sue funzioni.
La nuova legge è stata concepita in maniera da poter sostenere le sfide con le quali la polizia deve oggi quotidianamente confrontarsi. L’effettiva tutela dei cittadini impone altresì a una buona legge di polizia di non limitarsi a esplicitare le competenze degli organi preposti alla garanzia della sicurezza pubblica, ma di presentare anche caratteristiche di leggibilità e una struttura tali per cui il testo risulti accessibile e comprensibile tanto a coloro che sono tenuti ad applicarlo, quanto a coloro di cui si vogliono proteggere gli interessi. Inoltre, nell’eventualità della costituzione di un Corpo di “polizia unica” le modifiche sarebbero limitate alle denominazioni del testo di legge, vale a dire lo stralcio puntuale dei termini “cantonale” e “comunale” laddove previsto.
Le principali novità della revisione riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia.
Un altro tema importante della revisione è quello dell’istituzione della gestione cantonale delle minacce. L’obiettivo è quello di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente. Questo processo è già in vigore in molti Cantoni e l’importanza e necessità è stata auspicata anche dal Consiglio federale, per esempio in ambito di violenza domestica.
La nuova legge consolida pure altre importanti novità recenti che rispondono alle esigenze di polizia: sviluppi tecnici, nuovi bisogni legati ai profili di chi opera in polizia, nuove modalità operative e strumenti di attività.
Il risultato è un disegno di legge che conta 85 articoli e un disegno di regolamento composto di 72 articoli, accompagnato dal rapporto esplicativo. Per ovviare alla velocità dei cambiamenti cui è sottoposta la nostra società, la nuova revisione è stata impostata per contenere unicamente i fondamenti indispensabili, mentre il regolamento, più flessibile negli aggiornamenti, prevede le disposizioni che non richiedono una base legale in senso formale.

Malcantone: approvato all’unanimità il rapporto sul progetto aggregativo

Malcantone: approvato all’unanimità il rapporto sul progetto aggregativo

Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio hanno compiuto un ulteriore passo verso il progetto aggregativo.
Nella serata di ieri, infatti, tramite trattande extra-loc, i cinque comuni interessati si sono chinato sull’approvazione del rapporto della commissione di studio del 25 gennaio 2023.
In tutti i legislativi/assemblee il rapporto è stato approvato con i seguenti risultati:

ASTANO (assemblea): 32 favorevoli 1 contrario 1 astenuto
BEDIGLIORA (CC): 15 favorevoli 2 contrari 1 astenuto
CURIO (CC): 1 0 favorevoli 3 contrari 1 astenuto
MIGLIEGLIA (assemblea): 32 favorevoli 0 contrari 0 astenuti
NOVAGGIO (CC): 14 favorevoli 1 contrario 0 astenuti

Da www.tio.ch

(Immagine: www.astano.ch)

Sezione della circolazione sempre più digitale

Sezione della circolazione sempre più digitale

Comunicato stampa

Terza e ultima “pillola” informativa del Dipartimento delle istituzioni sull’attività 2022 della Sezione della circolazione. Dopo i settori “Immatricolazioni” e “Ufficio tecnico” questa breve scheda si occuperà del rapporto con il cittadino-utente e delle novità legate sia al 2022 sia a questi primi mesi del 2023.

Le 536’754 pratiche effettuate dai diversi settori e le oltre 940 telefonate giornalmente ricevute sottolineano la considerevole attività della Sezione della circolazione. Nel corso dell’emergenza sanitaria è stato introdotto il nuovo sistema di gestione degli sportelli tramite appuntamenti, fissabili via telefono ed e-mail. Un sistema che ha dato ottimi risultati, incontrando la soddisfazione di gran parte dell’utenza unitamente all’inoltro di pratiche per posta con la garanzia di evasione in 24 ore. Tali modalità di lavoro sono state confermate e migliorare nel 2022. È stata pure mantenuta un’apertura più estesa degli sportelli, dalle ore 07.30 alle ore 16.15 senza pausa sul mezzogiorno, così come ampliata la piattaforma ePartner dedicata ai professionisti del settore, che possono gestire autonomamente gli appuntamenti al collaudo dei veicoli dei propri clienti.

Dalla fine 2021 la Sezione della circolazione è stata il primo Ufficio dell’Amministrazione cantonale a dotarsi delle nuove fatture con codice QR. Annualmente la Sezione della circolazione emette circa 580’000 fatture e l’introduzione della fattura QR permette in particolare agli utenti di effettuare i pagamenti anche digitalmente, in modo rapido e semplice tramite scansione. L’offerta di prestazioni online continua a riscuotere i favori delle cittadine e dei cittadini, che possono comodamente da casa modificare la data del collaudo, cambiare l’indirizzo di domicilio, fissare l’appuntamento per l’esame pratico di guida o pagare le multe ordinarie online. Apprezzata anche la modalità “open doors” per gli esami teorici per auto e navigazione, che consente all’utente di presentarsi il giorno dell’esame consultando le date sul sito senza dover chiedere un appuntamento.

Tra le novità del 2022 si segnala l’introduzione, a partire dal 1° marzo, della nuova targa rossa da usare sul portabiciclette. Nel corso dei 10 mesi dell’anno sono state fornite ben 3’722 targhe rosse, realizzate dalle Strutture carcerarie cantonali, che hanno fornito un eccellente servizio.

In questi primi mesi del 2023 è stato messo in funzione il nuovo sistema di ticketing. Grazie a questo sistema è possibile prenotare online gli appuntamenti del Servizio conducenti e del Servizio immatricolazioni. Anche in questo caso si tratta di una prima per tutta l’Amministrazione cantonale e di un altro importante passo del Dipartimento delle istituzioni nel segno della digitalizzazione, che garantisce servizi online moderni e sempre attivi, diminuendo i tempi d’attesa agli sportelli di Camorino.

A partire dal prossimo 15 aprile è previsto un importante cambiamento per quanto riguarda il rilascio delle licenze di condurre. Da questa data infatti la stampa delle licenze sarà centralizzata a Zurigo così come fatto da tutti gli altri cantoni. Di conseguenza non verranno più stampate e rilasciate licenze di condurre a Camorino da parte della Sezione della circolazione, Servizio conducenti, e le attuali stampanti in sede verranno definitivamente dismesse. Le licenze di condurre saranno emesse normalmente nel giro di 2-3 giorni e successivamente inviate per posta A all’utenza. I costi non subiranno variazioni: il primo rilascio continuerà a costare al cittadino 60 franchi rispettivamente 30 ogni successiva ristampa. Le licenze rilasciate lo scorso anno sono state 21’768 (+1.61%) rispetto al 2021.