Sci, tra chiarezza e incognite

Sci, tra chiarezza e incognite

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 9 dicembre 2020 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sci-tra-chiarezza-e-incognite-13668139.html

Il Cantone ha assicurato il suo sostegno ai responsabili degli impianti di risalita, che dovranno occuparsi di far rispettare le misure

Sabato in Ticino inizierà la stagione dello sci alpino. Nonostante la certezza portata dall’abbondante nevicata, le incognite sono molte.
Mercoledì, i responsabili degli impianti hanno incontrato le autorità cantonali, che hanno assicurato il loro sostegno e fatto chiarezza sull’imminente apertura delle stazioni invernali.
“Oggi abbiamo spiegato quali sono i passi da fare per poter ottenere le autorizzazioni cantonali”, spiega il presidente del Governo Norman Gobbi. “I piani di protezione dovranno essere applicati in maniera rigorosa per evitare le scene che abbiamo visto Oltre Gottardo”.
Toccherà dunque ai gestori degli impianti assicurarsi che le misure vengano rispettate. “Quello che abbiamo capito è che la responsabilità è al 100% nostra”, riassume il direttore di Valbianca Mauro Pini, per il quale “ognuno di noi deve e farà il possibile per fare questo sforzo”.
Tra le altre preoccupazioni, c’è anche la questione della ristorazione sulle piste alla domenica. Ci si chiede poi quello che potrebbe essere annunciato a Berna il 18 dicembre. Forse una limitazione dell’affluenza se non saranno rispettati i piani di protezione?
“Facciamo parte di quelle stazioni che hanno una concessione federale, pertanto non possono farci chiudere, o dovranno dimostrarlo, perché i bus e i treni sono pieni e non c’è nessun controllo”, reagisce il proprietario degli Impianti turistici Bosco Gurin Giovanni Frapolli.
Garanzie e rassicurazioni non ce ne sono. Si può solo fare appello alla responsabilità individuale e alla capacità dei gestori degli impianti, confrontati a una situazione nuova anche per loro.

Lösung im Streit um Bahnverkehr mit Italien

Lösung im Streit um Bahnverkehr mit Italien

Da www.nzz.ch

Aufgrund italienischen Auflagen wollten die SBB kurzerhand alle Züge nach Italien einstellen. Verkehrsministerin Simonetta Sommaruga hat sich bei ihrer Amtskollegin für eine rasche Lösung eingesetzt. Bereits am Abend verkünden die SBB eine neue Regelung.

Eine Medienmitteilung der SBB vom Dienstag sorgte für grosse Aufregung. SBB und Trenitalia stellen am Donnerstag alle grenzüberschreitenden Verbindungen zwischen der Schweiz und Italien auf unbestimmte Zeit ein. Sowohl der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi als auch der Präsident der Region Lombardei Attilio Fontana kritisierten die Einschränkung auf der Schiene scharf. Sie stören sich vor allem daran, dass damit den italienischen Grenzgängern die Ein- und Ausreise in die und aus der Schweiz erschwert wird.
Inzwischen wurde eine Lösung gefunden, wie die SBB am Mittwochabend auf Anfrage der Nachrichtenagentur Keystone-SDA mitteilten. Eurocity-Züge verkehren weiterhin zwischen der Schweiz und Italien, allerdings in reduzierter Zahl. Im Regionalverkehr mit den Tilozügen wird das Reisen komplizierter. Grenzgänger, die zum Arbeiten ins Tessin reisen, müssen in Chiasso umsteigen. Darauf haben sich die beiden Länder und ihre Bahnbetriebe geeinigt.
Am Mittwoch hatte Bundespräsidentin Simonetta Sommaruga mit der italienischen Transportministerin Paola De Micheli über die Situation im grenzüberschreitenden Bahnverkehr gesprochen. Beide Seiten seien an einer raschen Lösung interessiert, teilte Sommaruga nach dem Gespräch über Twitter mit.
Auslöser für die Unterbrechung der Bahn ist ein Dekret der italienischen Regierung. Dieses enthält neben Reiserestriktionen strenge Auflagen für die Transportunternehmen. So muss bei jedem Reisenden vor dem Grenzübertritt die Körpertemperatur durch das Bahnpersonal gemessen werden. Bei Fieber muss das Zugspersonal dem Passagier die Weiterfahrt verweigern. Ebenfalls müssen die Reisenden einen negativen Corona-Test vorweisen, der innert 48 Stunden vor der Einreise erfolgt ist, sowie ein Formular, in welchem der Zugpassagier den Reisezweck deklariert. Beide Papiere müssen die Bahnunternehmen an die italienischen Behörden weitergeben. Schliesslich müssen die SBB ihre Auslastung um 50 Prozent reduzieren.

SBB: «Kontrollen auf kurzen Strecken kaum möglich»

Die SBB sehen sich nicht in der Lage, diese Auflagen zu erfüllen. «Unser Personal ist nicht ausgebildet für Temperaturmessungen», sagt die Sprecherin Ottavia Masserini. «Auch können wir nicht jedes einzelne Formular der Zugpassagiere überprüfen und mit den italienischen Behörden abgleichen.» In Italien, wo der Zugang zu den Perrons meist kanalisierter ist als in der Schweiz, dürften solche Kontrollen einfacher zu handhaben sein. Wie die ausgehandelte Lösung aussieht, ist nicht im Detail bekannt.
Laut den SBB müsste das Personal die Kontrollen auf der Strecke vom Grenzübergang Chiasso bis zum ersten Bahnhof in Italien vollziehen und Passagiere, welche die Auflagen der italienischen Behörden nicht erfüllen, dort aus dem Zug weisen. «Das ist auf solchen kurzen Strecken kaum möglich», sagt Masserini. Sie betont, dass es sich bei der Einstellung der grenzüberschreitenden Verbindungen nicht um einen Alleingang der SBB handle. Man sei stets in Kontakt mit den italienischen Partnern gestanden. Dem Vernehmen nach wurde der Entscheid der SBB auch im Einvernehmen mit Trenitalia getroffen.

BLS-Strecke Brig–Domodossola nicht betroffen

Vorerst nicht betroffen von den hohen Auflagen der italienischen Regierung für den grenzüberschreitenden Verkehr bleibt die Strecke von Brig nach Domodossola. «Wir haben keine Signale von den piemontesischen Behörden erhalten, dass wir zusätzliche Auflagen erfüllen oder unser Angebot einschränken müssen», sagt Stefan Dauner, Sprecher des Bahnunternehmens BLS, welches die Regionallinie betreibt. Man stehe aber in täglichem Kontakt mit der zuständigen Agenzia della mobilità piemontese (AMP). Die Behörde erachte die Strecke von Brig nach Domodossola als wichtigen Service public für die italienischen Grenzgänger, die in der Schweiz einer Arbeit nachgingen.
Offensichtlich legen nicht alle Regionen das Dekret der italienischen Regierung gleich aus. Dem Vernehmen nach sind solche Dekrete, die teilweise in kurzer Zeit aufgesetzt werden, nicht immer bis ins letzte Detail präzis, was Spielraum für Interpretationen lässt.

Coronavirus – Personale dell’Esercito a supporto del sistema sanitario ticinese

Coronavirus – Personale dell’Esercito a supporto del sistema sanitario ticinese

09Comunicato stampa

Come avvenuto durante la fase primaverile della pandemia, il Consiglio di Stato ha richiesto e ottenuto un ulteriore supporto di personale dell’Esercito per il sistema sanitario ticinese, visto che l’attuale situazione di forte pressione potrebbe protrarsi per diversi mesi.

Se durante la prima ondata il numero di persone ospedalizzate in Ticino – dopo il picco, giunto a fine marzo – è diminuito quasi con la stessa rapidità con cui era aumentato, la situazione attuale è caratterizzata da una stabilizzazione dei ricoveri a livelli però molto elevati, pari a circa l’85% del livello massimo raggiunto a primavera. La seconda ondata pandemica sta dunque comportando una pressione elevata e prolungata sul sistema sanitario del nostro Cantone, con un aumento notevole del carico di lavoro per il personale di cura.

Alla luce di queste tendenze, il Consiglio di Stato ha considerato una serie di misure per alleviare il sistema sanitario ticinese. Il Governo si è tra l’altro rivolto all’Ufficio federale della protezione della popolazione, chiedendo che – come avvenuto nella scorsa primavera – il Ticino possa beneficiare di un ulteriore supporto dell’Esercito e dei suoi militi, in particolare per i due ospedali acuti di riferimento COVID ticinesi, la Clinica Luganese Moncucco e l’Ospedale Regionale di Locarno.

Ieri è giunta conferma che la richiesta è stata accolta nella misura di un contingente di 18 militi, che si aggiungeranno agli attuali 12 già attivi presso l’Ospedale Regionale di Locarno, per una durata di 30 giorni. Questo sostegno permetterà, in particolare, di alleviare parzialmente i turni e il carico di lavoro del personale sanitario, confrontato anche con le assenze di operatori posti in isolamento o in quarantena.

Bar chiusi alle 19, ristoranti alle 22

Bar chiusi alle 19, ristoranti alle 22

Da www.rsi.ch/news
 

In Ticino nuova stretta da mercoledì: anche per locali notturni ed erotici, casinò, bowling, tombole. Prorogate tutte le altre misure
Il Governo ticinese ha deciso di inasprire le misure per combattere la diffusione del coronavirus. A partire da mercoledì 9 dicembre tutti i bar dovranno chiudere alle 19.00, tutti i ristoranti (take away compresi) alle 22.00. Sempre alle 22.00 dovranno chiudere anche le case da gioco e gli altri locali notturni (bowling, locali erotici, tombole…). L’obiettivo è quello di ridurre i contatti nel periodo prenatalizio.

Il presidente del Governo, Norman Gobbi, ha poi confermato che le attuali misure (limite assembramento a 5 persone, divieto di attività sportive di gruppo con più di 5 partecipanti, limite di 30 persone per celebrazioni religiose, eventi culturali e sport professionistico) rimarranno in vigore.

La situazione in Ticino resta preoccupante
“La situazione pandemica in Ticino è e resta preoccupante: i contagi non diminuiscono e il numero di ospedalizzati rimane elevato.” ha sottolineato Norman Gobbi durante la conferenza stampa a Bellinzona.

Appello ai commercianti: “Troppa gente, troppe infrazioni alle regole”
“Durante il weekend abbiamo svolto diversi controlli anche nelle attività commerciali, molto sollecitate in questo periodo. La Confederazione ha ulteriormente limitato l’accesso ai negozi, ma purtroppo già questo fine settimana abbiamo riscontrato infrazioni per le superfici commerciali. Per questo faccio appello nuovamente ai commercianti affinché si impegnino in questo senso, così come fanno altri ambiti, ad esempio la ristorazione”.

Aumentano i controlli della polizia
Gobbi ha pure sottolineato che verranno aumentati i controlli: “È stato dato mandato alla polizia di verificare attentamente i piani di protezione in tutti gli ambiti economici”.

“Un Natale diverso”, vademecum per le feste
Nell’ambito della campagna di prevenzione e in vista delle vacanze di Natale, il Consiglio di Stato ha inoltre deciso di diffondere alcune indicazioni sui comportamenti corretti da tenere. Li ha illustrati il direttore del DSS Raffaele De Rosa. In particolare il “Governo invita le cittadine e i cittadini a pianificare con attenzione le proprie attività sociali nelle prossime settimane. La priorità sarà di ridurre il numero di contatti personali, e la loro frequenza, a una cerchia stretta di amici e famigliari. Sarà importante riflettere sulle modalità di incontro e se possibile trovare metodi alternativi per festeggiare a distanza: una passeggiata anziché incontri al chiuso, un brindisi all’aperto o un aperitivo natalizio virtuale. Questo permetterà di non esporre i nostri familiari, gli anziani e le persone vulnerabili, a un possibile contagio e di trascorrere in serenità il periodo natalizio. Anche per gli acquisti natalizi, l’indicazione delle autorità è di programmare con cura i propri spostamenti e di evitare i momenti di maggiore affollamento”.

Merlani: “RT di nuovo sopra 1 e contagi in crescita. Testatevi ai primi sintomi”
Il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani dopo aver tracciato il quadro epidemiologico con le cifre relative a contagi, decessi e ospedalizzazioni, ha nuovamente invitato i cittadini a testarsi senza esitazioni, anche in presenza di sintomi blandi. “Non voglio più sentire frasi come ‘ho fatto la febbre solo un giorno, vediamo come va’, è davvero fondamentale fare l’esame a qualsiasi sintomo, anche singolo, riconducibile al coronavirus.” Merlani ha pure spiegato che l’ultimo indice di trasmissione RT calcolato ha di nuovo superato il valore di 1, “quindi siamo di nuovo in una situazione di crescita dei contagi”.

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Da www.ticinonews.ch

Bar chiusi alle 19, ristoranti alle 22

Il Consiglio di Stato ha deciso: i bar aperti fino alle 19, mentre i ristoranti fino alle 22, così come gli altri locali notturni
Bar chiusi alle 19. Ristoranti, casinò, locali erotici e altri locali notturni dovranno chiudere alle 22. Inoltre le altre misure già in vigore sono state prolungate fino al 23 dicembre, è questa in sintesi quanto presentato oggi dal Consiglio di Stato . La decisione è stata presa dopo che venerdì Alain Berset ha chiesto ai Cantoni di intervenire nel caso i numeri della pandemia non stiano scendendo.
Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato, ha spiegato che ora “vie di mezzo non ce ne sono più”. Se il governo dovesse imporre nuove misure sarebbe la chiusura generalizzata. “Questo è l’antidoto alla chiusura totale”.
Il medico cantonale, invece, ha spiegato come i numeri attualmente mostrano una stabilizzazione, se non già una risalita. L’indice di trasmissione Rt, infatti, è risalito sopra l’1.


LE MISURE NEL DETTAGLIO

Bar
Da mercoledì 9 dicembre, le strutture che non offrono servizio di cucina (inclusi i caffè, i tea-room e i pub ai sensi dell’art. 7 punto 2 RLear), sono tenuti a chiudere alle 19.00. La regola si applica anche a quelli annessi alle panetterie-pasticcerie, alle stazioni di servizio e ferroviarie, alle case e sale da gioco, ai locali erotici, ai campeggi e sulle piste nei comprensori sciistici.

Ristoranti
I ristoranti, cioè le strutture che servono pasti cucinati in proprio da personale dedicato (inclusi gli snack-bar, le osterie, i grotti, i canvetti, le trattorie, le birrerie ai sensi dell’art. 7 punto 1 RLear), possono invece rimanere aperti fino alle 22. Dalle 19 possono servire bevande esclusivamente in accompagnamento ai pasti.

Alle 22 chiudono anche:

take away, kebab, drive in e tutte le strutture che servono cibo d’asporto. Casinò, case da gioco (incluse sale da bowling, bigliardo, tombola e da gioco in generale) i locali erotici e altri locali notturni. Tra le 22 e le 6 è vietato pure l’esercizio della prostituzione a domicilio e nelle camere d’hotel.

LA DIRETTA

17:27 – La conferenza stampa è conclusa

17:17 – Negli ultimi mesi ci sono stati oltre 200 decessi, significa che il virus è più aggressivo?
“Abbiamo avuto 350 decessi durante la prima ondata, circa 250 attualmente. L’impressione dai dati è che il tasso di mortalità sia un po’ più basso, per due aspetti: si testa molto di più, soprattutto nelle case anziani. A livello ospedaliero, non esiste una terapia specifica, ma c’è più esperienza con i farmaci che si possono usare. Quindi l‘impressione è che la mortalità sia un po’ scesa”.

17:17 – Chiudendo i bar alle 19 non c’è il rischio di trasferire le feste nelle case private?
“Sappiamo che esiste un fenomeno di sostituzione, ma la riflessione è che non il 100% di chi avrebbe fatto festa si troverà comunque a fare festa. Rispettivamente all’interno delle case, dove è impossibile controllare in maniera incisiva, i numeri dovrebbero essere un po’ più contenuti. Quindi ci sono dei pro e dei contro, questa è una delle preoccupazioni, ma ci aspettiamo più benefici che non rischi”.

17:14 – Non valeva la pena seguire i Cantoni romandi che hanno scelto la linea dura un mese fa?
“Questo paragone viene sempre fatto, proprio perché la discesa dei Cantoni romandi è stata importante come lo fu quella del Ticino nella prima ondata”, ha risposto Norman Gobbi. Ma i numeri dei Cantoni romandi, un mese fa erano molto diversi, ha aggiunto. “Siamo in una decrescita troppo lenta, ma prima non c‘è stato un aumento esponenziale come quello che c’è stato in Romandia”.
 
17:11 – Il contact tracing ha rilevato un maggior numero di contatti per le persone positive?

“Il contact tracing ha una relativa stabilità, ma qualche episodio che avrei preferito non vedere, di festicciole e quant’altro, esistono e ci sono. Temo che nei prossimi giorni ci saranno di più. Ho l’impressione che ci sia una tendenza a sottoporsi meno al test. Soprattutto tra giovani che osservano meno le regole e questo porta a un rischio maggiore”.

17:10 – “Dottor Merlani si aspettava che si scendesse più in fretta?
“Da un lato non scende come vorremmo. Invece di continuare a scendere abbiamo un’inversione di tendenza e di crescita. Sono preoccupato, avrei preferito essere qui oggi per dire che forse avremmo potuto fare delle aperture per Natale. Questo non è possibile, i dati sono questi. Il Canton Ticino è ancora sotto monitoraggio, non possiamo permetterci adesso di abbassare la guardia”.

17:10 – Le domande
17:08 – Norman Gobbi: “Vie di mezzo non ce ne sono più”
“È la prima volta in cui la Svizzera si trova in una situazione in cui non si scende ma si stabilizza il numero dei contagi”, ha detto riprendendo la parola Norman Gobbi. “Queste misure sono l’antidoto alla chiusura totale. Perché di vie di mezzo non ce ne sono più”.

17:05 – Fate i test
“Non voglio più sentire ho fatto la febbre solo oggi, vediamo domani come va. Io ho avuto febbre per meno di 24 ore quando sono stato positivo, se non avessi fatto il test avrei anche potuto infettare il Consiglio di Stato”, ha spiegato Merlani. “La febbre è un sintomo per fare un test, la tosse, il raffreddore, il mal di testa. Vi sono tutta una serie di sintomi che portano a sottoporsi al test, il più rapidamente possibile”.

17:04 – Attenzione ai piani di protezione
“Non si esclude che se la situazione non dovesse andare meglio, si dovrebbero mettere in atto misure più restrittive”. Merlani si è poi concentrato sui piani di protezione: “Ci sono dei segnali che non sono stati seguiti come dovrebbero. O si seguono alla lettera i piani di protezione o sarà necessario reagire con misure più incisive”.

17:00 – Parla il medico cantonale
Giorgio Merlani ha spiegato come i numeri di oggi siano probabilmente “falsamente bassi”, perché il lunedì sono comunque sempre bassi, inoltre la neve può aver diminuito il numero di test fatti. Sul lungo termine “l’impressione è che siamo di nuovo in crescita”, ha spiegato Merlani. “Sappiamo che la crescita quando parte rischia di essere esponenziale. L’Rt ha di nuovo superato l’1, quindi siamo di nuovo in fase di crescita. È necessario mettere in atto delle misure, sperando che siano sufficienti”.

16:58 – “Scegliamo chi vedere”
Il periodo natalizio, ha spiegato De Rosa, ha ricordato come il Natale sia un momento di intensi scambi sociali. Abitudine che sono da cambiare. “Scegliamo chi vedere”, ha detto. Per questo ha invitato anche a scegliere metodi alternativi di incontro, virtuale o all’aperto.

16:57 – Impossibile contenere un’eventuale nuova ondata
“Non dobbiamo dimenticare che con questi numeri così elevati non vi sono i margini per assorbire un’eventuale nuova ondata”, ha aggiunto De Rosa. “Siamo consapevoli che la pandemia ha cambiato le nostre vite e che tutti sentiamo la stanchezza e magari anche la rabbia per questa situazione. Ma è importante tenere duro per non compromettere ciò che è stato fatto fino a ora”.

16:54 – Parla De Rosa
Il direttore del Dss, Raffaele De Rosa ha sottolineato come “ancora una volta siamo di fronte a una situazione difficile, a una situazione nuova”. Ora assistiamo a una stabilizzazione dei nuovi contagi. “Questa stabilizzazione porta con sé diversi aspetti problematici. Gli ospedalizzati oggi sono 352, esattamente come una settimana fa. Una pressione costante sul sistema sanitario che si aggiunge a ciò che gli ospedali si trovano già sempre a curare nel periodo invernale”.

16:53 – Il tampone non è invasivo
Norman Gobbi ha spiegato di aver fatto un tampone settimana scorsa dopo aver avuto dei contatti. “Il tampone non è invasivo. Se avete dei sintomi fatevi fare il tampone. È lo strumento migliore”.

16:51 – Un Natale diverso
“Un Natale diverso non significa peggiore”, ha detto Gobbi. Ma per questo è necessario trovare un senso di comunità. “Abbiamo già chiesto agli enti comunali e alle associazioni di riattivare servizi come quelli della consegna a casa degli acquisti. E il Consiglio di Stato invita tutti a seguire le regole per proteggere le fasce più deboli della popolazione”.

16:45 – Appello agli attori economici
Il Consiglio di Stato si rivolge agli attori economici. ”Durante questo weekend abbiamo svolto numerosi controlli nelle attività commerciali. Purtroppo già questo weekend abbiamo dovuto constatare una disattenzione sul numero di accessi per le attività commerciali. Per questo il Consiglio di Stato chiede il rispetto stretto di queste norme. Se chiediamo uno sforzo alla ristorazione, nell’ambito del commercio deve essere fatta la stessa cosa”. Alla Polizia cantonale e alle polizie comunali sarà dato mandato di controllare l’accesso ai centri commerciali, così come il rispetto dei piani di protezione.

16:41 – Orari di chiusura anticipato
“A partire da mercoledì, i bar e i servizi di bar dovranno chiudere alle 19. Per ridurre occasioni di incontro non strutturato”, ha spiegato Gobbi. “Le strutture della ristorazione dovranno chiudere alle 22 anziché alle 23 come finora”. Misura che vale anche per l’asporto, la consegna a domicilio, così come tutte le strutture ricreative: casinò, boowling, biliardi, locali erotici.

16:38 – Ciò richiede un intervento
“Vogliamo agire in maniera mirata e ponderata”, ha aggiunto Gobbi. “Sappiamo come dobbiamo comportarci, in questo senso: si confermano le misure già oggi in vigore, che sono già più restrittive di quelle federali”. A questo si sommano orari di chiusura anticipati per i bar, alle 19, e per i ristoranti, alle 22.

16:37 – Situazione di stallo
“I numeri non stanno più calando, ci troviamo in una situazione di stallo e per noi non è soddisfacente”, ha spiegato Norman Gobbi.

16:34 – Parla Norman Gobbi
“Il Consiglio di Stato ticinese si è riunito venerdì, mentre sabato ha parlato con Simonetta Sommaruga e Alain Berset”, spiega Gobbi. “È stata richiamata la responsabilità dei Cantoni nel gestire l’emergenza. Oggi alcuni Cantoni hanno reagito, altri hanno risposto picche”.
 
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Da www.liberatv.ch
Coronavirus, chiusura anticipata per ristoranti e bar.
Gobbi: “Situazione preoccupante”. Merlani: “Fate il tampone”
Il presidente del Governo: “La situazione di stallo è pericolosa. Testarvi è importantissimo”. De Rosa: “Scegliamo chi vedere”

Le autorità cantonali sono tornate a informare la popolazione in merito alle nuove misure anti-Covid in Ticino. Al momento informativo organizzato a Palazzo delle Orsoline hanno preso parte il presidente del Governo Norman Gobbi, il Medico cantonale Giorgio Merlani e il direttore del DSS Raffaele De Rosa.
 

La cronaca della conferenza:

“Situazione preoccupante”
Gobbi: “La situazione in Ticino è preoccupante. Ci troviamo in una fase di stallo in cui ricoveri e contagi non diminuiscono. Significa che la pressione sul sistema sanitario rimane. Il Governo si è riunito venerdì e sabato ha incontrato Berset e Simonetta Sommaruga. È stata richiamata la responsabilità dei Cantoni. Alcuni Cantoni hanno reagito e altri hanno risposto picche. La percezione è quindi differente. Sabato, è stato riconosciuto al Ticino il ruolo di Cantone più esperto nella gestione della pandemia”.

Ecco le nuove misure
Gobbi: “La situazione di stallo è pericolosa perché se dovesse ripartire la curva si ripartirà dall’alto. Se dovesse impattarsi a livello di ricoveri rischia di vanificare l’obiettivo di non mandare in default il sistema ospedaliero. Sabato abbiamo ribadito la volontà di agire in maniera graduale e ponderata. Il Ticino ha già vissuto dei momenti difficili, ma in questa fase dobbiamo ricordarci come dobbiamo comportarci. Ecco il motivo delle nuove misure. Ribadiamo la conferma della misure in vigore attualmente fino al 23 dicembre. Inoltre, avverrà un maggiorato e più severo controllo dei piani di protezione. Sarà mandato alla polizia Cantonale e comunale di far rispettare i piani di protezione nei ristoranti ed esercizi pubblici. In aggiunta, abbiamo chiesto di poter attuare nuove misure. Da mercoledì 9 dicembre, i bar e i servizi dovranno chiudere alle 19:00. I ristoranti dovranno chiudere alle 22:00 anziché alle 23:00. Questo orario varrà anche per tutte le strutture ricreative, compresi i locali erotici”. 

Le regole per i negozi
Gobbi: “Il Governo ricorda che per il settore del commercio mercoledì entreranno in vigore anche le nuove disposizioni decise dal Consiglio federale, in particolare per quanto concerne il numero massimo di clienti. In questo ambito, il Consiglio di Stato ribadisce l’obbligo di rispettare le prescrizioni relative ai piani di protezione, segnatamente i limiti di capienza, l’uso della mascherina e l’offerta alla clientela di disinfettante per le mani”.

“Fate il tampone”
Gobbi: “Fate il tampone è fondamentale. Per la vostra sicurezza e per quella di chi vi sta vicini. Ve lo dico con il cuore: se avete dei sintomi, fatevi fare il tampone!”.

“Scegliamo chi vedere”
De Rosa: “L’analisi dei numeri dei prossimi giorni sarà molto importante. La stabilizzazione dei dati è problematico. Penso al numero di ospedalizzati con una pressione costante sul sistema sanitario. Questa fase di stress sul sistema ospedaliero sarà lunga e dobbiamo impegnarci tutti per aiutare e sostenere infermieri e medici. Non dobbiamo dimenticare che con numeri così elevati non ci sono margini per assorbire un’eventuale nuova ondata. Il Governo ha richiesto il supporto dell’Esercito a sostegno della rete ospedaliera. Siamo consapevoli che la pandemia ha cambiato le nostre vite, ma è importante tenere duro ora per non compromettere tutto. Sappiamo come comportarci. In questi giorni prima di Natale è fondamentale il comportamento di tutti. Queste, di solito, sono settimane molto frenetiche. Scegliamo chi vedere, limitiamo i contatti a una ristretta cerchia di persone. Immaginiamo nuove forme di incontro per non esporre i nuovi familiari a un rischio di contagio”.

“Siamo di nuovo in crescita”
Merlani: “I numeri del lunedì, di solito, sono i più bassi della settimana. L’impressione è che siamo di nuovo in crescita. È necessario mettere in atto delle contromisure rapidamente per avere un impatto determinante sul numero dei nuovi contagi. Se così non sarà, non possiamo escludere ulteriori misure più restrittive. Come ha ribadito il presidente, è fondamentale sottoporsi al test. È davvero importante, non sappiamo più come ripeterlo”. 

Nuove misure previste in Ticino

Nuove misure previste in Ticino

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 6 dicembre 2020 de Il Quotidiano

https://rsi.ch/play/tv/redirect/detail/13660642

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Da www.liberatv.ch

Da domani nuove misure anche in Ticino, lo ha annunciato Gobbi
Il nostro Cantone raccoglie il monito di Berset: “Perché la situazione è preoccupante sia a livello nazionale che ticinese, anche se spaventare maggiormente Berna sono i cantoni della Svizzera tedesca”

Il Ticino fa parte del novero dei Cantoni rimproverati da Berset e Sommaruga di non fare abbastanza per combattere il Covid. “O fate qualcosa o interveniamo noi”, sarebbe stato il monito. E a Bellinzona sono pronti a muoversi, come svela Norman Gobbi alla RSI. “Il Ticino comunque non resta a guardare. Siamo pronti per prendere, da domani, nuove misure. Perché la situazione è preoccupante sia a livello nazionale che ticinese”, ha detto. Anche se ha sottolineato che le maggiori preoccupazioni di Berna sono per i Cantoni svizzero tedeschi dove i contagi salgono, mentre da noi si vive una fase di stallo.

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Da www.cdt.ch

In vista nuove misure per il Ticino?

Oggi si riunisce il Consiglio di Stato e non è un mistero che da questa riunione potrebbero scaturire ulteriori strette

Le parole di Gobbi
A questo proposito, oggi il Consiglio di Stato ticinese si riunirà in seduta a Bellinzona. Non è un mistero che – da questa riunione – potrebbero scaturire ulteriori strette alle misure già in atto in Ticino. Sabato, infatti, Norman Gobbi aveva dichiarato al nostro giornale che «come Consiglio di Stato manteniamo alta la guardia: la protezione del nostro sistema sanitario resta prioritaria». Il presidente del Governo aveva poi aggiunto: «Se a breve termine si dovesse assistere a una stagnazione dei contagi a livelli eccessivi siamo pronti ad agire con nuove misure. E ciò anche in vista di un Natale sì diverso ma che puntiamo a rendere il più normale possibile rispetto al quadro attuale. Non vogliamo ad ogni modo farci travolgere dagli eventi, preferendo analizzare giorno per giorno la situazione».

 
“Potenziato l’armamentario contro la pedocriminalità”

“Potenziato l’armamentario contro la pedocriminalità”

Accordo tra tutti i Cantoni per finanziare una rete di supporto digitale determinante in questa lotta

Il mese di novembre ha portato una novità molto importante per affinare e aumentare il contrasto alla criminalità informatica e alla pedocriminalità. “In effetti – afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – dal 2021 entrerà in funzione una rete di supporto digitale alle indagini sulla criminalità informatica e di riflesso anche contro la pedocriminalità. Uno strumento che mette in rete tutti i Cantoni e che quindi concentrerà le risorse specializzate nella lotta ai crimini informatici. Tale rete è il frutto di un accordo che è stato raggiunto il 12 novembre scorso dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia. Tutti i Cantoni sosterranno finanziariamente questa rete sviluppata dalla Conferenza dei comandanti cantonali di Polizia”.

È una risposta anche alle critiche sollevate negli ultimi mesi, quando venne giudicato negativamente il passaggio della responsabilità di lottare contro i fenomeni criminali in rete dalla Confederazione ai Cantoni. “Le critiche andavano a colpire ingiustamente il nostro sistema federalista, che invece si è rivelato ancora una volta una carta vincente anche in questo contesto di contrasto al crimine. Infatti – sottolinea ancora il Consigliere di Stato Norman Gobbi – l’accordo tra tutti i Cantoni mette a disposizioni ancora maggiori risorse, una coordinazione più mirata, un’analisi più approfondita del fenomeno, senza dimenticare che la Confederazione dovrà fare ancora la sua parte. Ci stiamo impegnando tutti assieme per lottare contro questa criminalità, che diventa una delle nostre priorità”.

La pedocriminalità rappresenta certamente la manifestazione più odiosa e pericolosa della criminalità informatica. “È proprio per questo motivo che sarà una delle nostre priorità, come detto. A livello organizzativo la Polizia cantonale di Berna coordinerà a partire dal 1. gennaio 2021 la sorveglianza “peer-to-peer”, nonché le indagini segrete in assenza di sospetti condotte dai Cantoni nel campo digitale. Proprio perché questo genere di criminalità si muove senza confini territoriali tra Cantoni e anche tra nazioni, la Confederazione, attraverso la fedpol avrà il ruolo di coordinatrice a livello sovracantonale e transnazionale, in particolare con i partner Europol e Interpol. Inoltre la fedpol potrà indirizzare ai Cantoni le transazioni sospette in ambito di pedocriminalità che giungono dagli Stati Uniti. Ciò faciliterà, per esempio, anche la Magistratura ticinese a istruire i procedimenti penali non appena un sospetto viene confermato. È un buon passo avanti quello che stiamo facendo per arrivare sempre più a individuare personaggi senza scrupoli!”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.

 

“Nuove misure se sarà necessario”

“Nuove misure se sarà necessario”

Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi commenta l’invito di Alain Berset ai Cantoni a introdurre nuove misure
Alain Berset lo ha ripetuto molte volte in conferenza stampa: i cantoni che hanno numeri critici devono introdurre nuove misure e correggere la rotta, in caso contrario dovrà intervenire la Confederazione. Il Ticino attualmente è il Cantone con i numeri peggiori e per questo a sud delle Alpi ci si è sentiti chiamati in causa.

Lunedì si riunirà il Governo
Norman Gobbi, intervenuto al Tg di Teleticino, ha però sottolineato come “nelle ultime settimane abbiamo riscontrato una diminuzione, prima marcata e ora più lieve dei contagi” e come le “il Ticino oggi abbia misure più restrittive rispetto ad altri Cantoni”. Un esempio è la Svizzera orientale, dove la mancanza di misure, se non quelle federali, ha portato a un aumento dei casi. Il Consiglio di Stato, ha però aggiunto Gobbi, ritiene la situazione sempre “preoccupante” e per questo si è riunito due volte questa settimana e lo farà ancora lunedì. “Siamo pronti a prendere nuove misure se fosse necessario, proprio per correggere questa curva e permettere a tutti di vivere un Natale diverso ma un po’ più normale”, ha spiegato il presidente, che però ha ripetuto: “Ma se sarà necessario”.

“Si rispettino i piani, o pagano tutti”
Parlando poi di stazioni sciistiche, Gobbi ha spiegato che a gestire le autorizzazioni sarà il Gruppo grandi eventi, che sarà chiamato a valutare i piani di protezione. Piani che, però, sarà importante soprattutto rispettare. Sugli impianti, sulle piste, ma anche nell’ambito della gastronomia. “Qui il richiamo che faccio, proprio perché abbiamo visto alcune disattenzioni anche nell’ambito di esercizi pubblici, è di fare attenzione”, ha sottolineato il consigliere di Stato. “Proprio perché il comportamento sbagliato di taluni, siano essi i gerenti oppure la clientela, poi magari potrebbe comportare strette sulle misure che non toccano solo quell’individuo o quel locale ma toccheranno tutta la collettività”.

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Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Evoluzione-dei-casi-da-monitorare-13656676.html

Evoluzione dei casi da monitorare
Norman Gobbi: le autorità ticinesi analizzeranno i dati e decideranno settimana prossima se imporre nuove restrizioni

Le autorità ticinesi terranno sott’occhio l’evoluzione dei contagi prima di prendere decisioni su nuove limitazioni per frenare la diffusione del coronavirus. Lo ha detto Norman Gobbi dopo le nuove misure e raccomandazioni annunciate da Berna, sottolineando come nel cantone sono già in vigore misure più restrittive di quelle imposte dalla Confederazione.
In caso di uno stallo o un aumento dei nuovi contagi sarà necessario prendere delle misure restrittive in modo da poter godere di un Natale diverso ma più vivibile, ha sottolineato il consigliere di Stato.
Gobbi ha poi rinnovato l’appello a rispettare le norme in vigore per frenare il numero dei casi, perché le nuove misure andrebbero a pesare su tutti.

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Da www.cdt.ch

Gobbi: «Se necessario pronti ad agire»

Il presidente del Consiglio di Stato commenta le esortazioni giunte da Berna: «Lunedì ci riaggiorneremo alla luce dei nuovi contagi, ma non vogliamo farci travolgere dagli eventi»
Alain Berset non ha fatto nomi. L’esortazione del consigliere federale, rivolta a quei Cantoni dove il numero dei contagi non vuole calare (e anzi cresce), sembra tuttavia chiamare in causa il Ticino. «Effettivamente siamo gli ultimi in classifica in termini di incidenza del coronavirus, ma viviamo comunque una fase di discesa» precisa il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. «Una discesa che è stata marcata nelle scorse settimane, mentre negli ultimi giorni si è assistito a uno stallo. Altri cantoni stanno invece conoscendo un aumento dei casi: penso alla Svizzera orientale e ad esempio a San Gallo, dove ci si è sempre adeguati alle direttive della Confederazione senza adottare restrizioni aggiuntive di competenza cantonale».
A livello ticinese, ricorda quindi Gobbi, l’approccio è stato diverso. «Con misure più severe sul piano degli incontri privati e degli eventi pubblici, per i quali ricordo valgono i limiti di 5 e 30 persone a fronte delle 10 e 50 fatte valere dal Consiglio federale».

«Quanto attivismo…»
La situazione, tuttavia, non lascia tranquilla né Berna né Bellinzona. «Perciò come Consiglio di Stato manteniamo alta la guardia: la protezione del nostro sistema sanitario resta prioritaria» ribadisce Gobbi. Per poi chiarire: «Se a breve termine si dovesse assistere a una stagnazione dei contagi a livelli eccessivi siamo pronti ad agire con nuove misure. E ciò anche in vista di un Natale sì diverso ma che puntiamo a rendere il più normale possibile rispetto al quadro attuale. Non vogliamo ad ogni modo farci travolgere dagli eventi, preferendo analizzare giorno per giorno la situazione. Per questa ragione lunedì ci riaggiorneremo e se del caso pianificheremo ulteriori interventi». Una considerazione, questa, che il presidente del Governo ticinese avanza al netto dell’«attivismo federale» palesato ieri e che – aggiunge Gobbi – «sarebbe stato altrettanto gradito nella prima fase della pandemia, la scorsa primavera».

«Vocazioni diverse»
E a proposito del pressing da parte del Consiglio federale. Nelle parole di Berset è parso di cogliere un plauso all’azione radicale intrapresa dai Grigioni, dove bar e ristoranti sono stati chiusi per due settimane. «Questo Cantone vuole salvare Natale e Capodanno, conscio della sua vocazione per il turismo invernale» indica Gobbi: «Un discorso che non vale per il Ticino, che in questo periodo – soprattutto nelle città – non fa così affidamento sul comparto in questione. Di qui la necessità di un approccio differenziato».

Stazioni di risalita sotto esame
Di impianti di risalita ne sono ad ogni modo presenti diversi anche a sud delle Alpi. Un po’ come successo a ottobre con i grandi eventi sportivi, spetterà ai Cantoni dare o meno il via libera a queste attività. Oggi, Norman Gobbi autorizzerebbe le stazioni ticinesi ad aprire? «Da un lato – spiega il nostro interlocutore – andranno valutati i piani di protezione delle singole realtà. Dall’altro farà stato l’evoluzione epidemiologica sul nostro territorio. Come sono rilasciate, queste autorizzazioni ad operare possono infatti essere revocate alla luce di dati negativi. Insomma, di scolpito nella pietra non c’è nulla, serviranno flessibilità e analisi puntuali. Sono però certo della professionalità degli operatori del settore».

La Lombardia e la zona gialla
In continuo divenire non è solamente la situazione entro i confini nazionali. Per dire: in Italia la Lombardia dovrebbe diventare presto zona gialla. Con tutte le conseguenze del caso per chi vi risiede e magari lavora in Ticino. «Con questo scenario oltre frontiera si godrà indubbiamente di una maggiore libertà» rileva Gobbi: «Questo potrebbe per certi versi essere fonte di preoccupazione. Allo stesso tempo però è risaputo che sotto Natale tornerà un regime alquanto restrittivo. Detto ciò, credo che l’obiettivo comune, nostro e della regione lombarda, sia di promuovere atteggiamenti prudenti sul piano degli spostamenti e nonostante il prospetto “liberi tutti” dall’11 al 21 dicembre».

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Da www.laregione.ch

Norman Gobbi: ‘Non sarà una carta bianca’
Il Gruppo grandi eventi si occuperà delle autorizzazioni per gli impianti di risalita.
Ma l’aspetto preponderante saranno i piani di protezione

«Il consiglio di Stato ha l’obiettivo strategico di permettere un Natale diverso sì, ma più normale rispetto alla situazione attuale. Quindi la prossima settimana agiremo in questa direzione anche perché occorre trovare delle soluzioni anche a situazioni particolari». Così il presidente del governo Norman Gobbi sulle direttive emanate del Consiglio federale sull’apertura degli impianti di risalita. «L’autorità federale ha richiamato l’attenzione dei cantoni sulle misure anti-Covid». «Misure – continua Gobbi – che in Ticino sono più restrittive. Pensiamo agli assembramenti pubblici e privati: 5 contro i 10 previsti dalla Confederazione o i 30 per gli eventi, contro i 50». Il consiglio di Stato, spiega ancora Gobbi, monitora regolarmente la situazione qualora questa situazione dovesse peggiorare. 
Per quanto riguarda invece gli impianti di risalita nei comprensori sciistici, «l’apertura fatta dalla Confederazione è un’apertura che va gestita in maniera corretta». Dovranno essere rilasciate delle autorizzazioni e l’organo che se ne occuperà sarà il Gruppo grandi eventi. «Questa autorizzazione non sarà una carta bianca. Per gli impianti di risalita, come in generale per qualsiasi attività economica, l’impegno principale è il rispetto dei piani di protezione. E vigileremo su questo», aggiunge Gobbi facendo intendere che non si tollereranno errori. «Insomma, il comportamento sbagliato di un gestore, di un esercente, ma anche di  singoli individui rischia di pesare su tutti», conclude Gobbi.
Prevena 2020

Prevena 2020

Comunicato stampa

Il Natale si avvicina e la corsa ai regali nei negozi è già iniziata. Anche quest’anno la Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e le Guardie di confine, organizza, durante tutto il periodo dell’Avvento e fino al 24 dicembre, l’operazione PREVENA 2020. L’obiettivo è quello di garantire alla popolazione ancor più sicurezza grazie a un accresciuto presidio del territorio e dei luoghi di grande affluenza. Come sempre il consiglio è quello di evitare distrazioni e di mantenere alta l’attenzione, per non incorrere in spiacevoli sorprese, poiché i malviventi approfittano della disattenzione e dell’imbrunire per compiere furti e  borseggi. Oltre ai consigli di prevenzione legati ai furti, quest’anno rammentiamo pure di rispettare le disposizioni sanitarie ufficiali. Cogliamo l’occasione per fornire nuovamente alcuni utili consigli per prevenire i furti con scasso nelle abitazioni:

– chiudere accuratamente tutte le porte e finestre prima di uscire di casa, evitando di lasciare chiari indizi dell’assenza: biglietti sulla porta, luci spente in casa, messaggi particolari sulla segreteria telefonica, eccetera;
– depositare gli oggetti di valore e i documenti importanti in una cassetta di sicurezza della banca;
– evitare di nascondere le chiavi di casa sotto lo zerbino, dietro i vasi per i fiori o nella bucalettere;
– simulare una presenza all’interno inserendo un timer su più di una luce e farlo accendere a intervalli irregolari.

Inoltre per prevenire sgradite sorprese durante gli acquisti si rinnovano i seguenti consigli:
– evitare, nel limite del possibile, di portare con sé somme consistenti di denaro in contanti e usare preferibilmente le carte di credito;
– custodire il portamonete nelle tasche anteriori dei pantaloni o in quelle interne della giacca;
– portare sempre le borsette a contatto con il corpo e preferibilmente sul davanti e con la cerniera chiusa o comunque mai perderle di vista (ad esempio nei carrelli della spesa);
– mai tenere nello stesso posto le carte bancarie/postali e i codici per il loro utilizzo. Se possibile non conservare i codici per iscritto;
– prestare attenzione quando qualcuno vi urta nella ressa (sovente gli autori di furti e borseggi provocano lo scontro per distrarre le vittime e sottrarre loro denaro e altri valori);
– non lasciare oggetti di valore in vista nei veicoli e verificare che le auto siano regolarmente chiuse a chiave quando si lascia il parcheggio.

Non esitate a chiamare il 117 e a segnalare situazioni sospette che possono sfociare in reati contro il patrimonio.