Al San Gottardo per limitare il turismo pasquale in Ticino

Al San Gottardo per limitare il turismo pasquale in Ticino

Comunicato stampa

“Se amate il Canton Ticino, restate a casa!”. È questo il messaggio che deve essere recepito da chi, nonostante i ripetuti appelli, è ancora intenzionato a trascorrere le vacanze di Pasqua in Ticino. Il chiaro messaggio è al centro di un’apposita campagna che sottolinea quanto già evidenziato più volte dalle autorità federali e ticinesi negli scorsi giorni.

Appello congiunto delle polizie cantonali di Ticino e Uri – Restate a casa!

I Corpi di polizia cantonali di Ticino e Uri hanno informato oggi i media in merito alle attività di sensibilizzazione, di informazione e di controllo che saranno effettuate al San Gottardo. In quest’ambito sono previsti nel corso della settimana degli appositi posti di blocco a Göschenen che vedranno al lavoro, in stretta collaborazione, agenti ticinesi e urani. Chi transiterà sarà informato sull’attuale situazione legata al Covid- 19, che vede il Canton Ticino particolarmente colpito dal virus. Al contempo sarà consigliato a coloro che sono intenzionati a raggiungere il sud delle Alpi, per motivi non urgenti o a fini turistici, di rientrare ai propri domicili. Questo attraverso la consegna di volantini che evidenziano come non sia il momento giusto per visitare il Ticino e che il loro comportamento potrebbe da un lato mettere in pericolo la salute mentre dall’altro ulteriormente sovraccaricare le strutture sanitarie ticinesi, già estremamente sotto pressione. Saranno inoltre sanzionate eventuali violazioni alla Legge federale sulla circolazione stradale.

Bisogna continuare a seguire rigorosamente le regole di condotta

Il numero di casi in Svizzera continua ad aumentare. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo agire in modo responsabile e restare a casa. Questo è l’unico modo per limitare il contagio ed evitare di sovraccaricare il nostro sistema sanitario. Soprattutto durante le vacanze di Pasqua, c’è una grande tentazione di trascorrere il tempo libero all’aperto con gli altri o di recarsi in un altro cantone quando la meteo è favorevole. I turisti in Ticino sono i benvenuti ma non in questo momento e quindi rinnoviamo l’appello affinché questo non succeda. Pertanto si deve rimanere a casa ed uscire unicamente per recarsi al lavoro, andare dal medico o in farmacia, aiutare qualcuno o fare la spesa.

Le polizie cantonali di Ticino e Uri ringraziano la popolazione per la comprensione e per il rispetto delle regole di comportamento.

Flyer

Lockdown aufheben?

Lockdown aufheben?

Da TalkTäglich TeleZüri 

Die SVP fordert eine Lockerung der Coronavirus-Massnahmen nach dem 19. April. Doch Bundesrat Alain Berset sagt klar: «Die Erfahrung zeigt, wer zu früh nachgibt, verlängert die Krise.» Aus diesem Grund hält der Gesundheitsminister eine Lockerung der Schutzmassnahmen für illusorisch. Für SP-Nationalrat Cédric Wermuth ist diese Entscheidung absolut richtig: «Die Gesundheit der Menschen hat absolute Priorität.» Wie der Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi zu einem Öffnungsplan steht und ob er an die Vernunft der Deutschschweizer glaubt, über Ostern nicht ins Tessin zu fahren, heute im «TalkTäglich».

https://www.telezueri.ch/talktaeglich/lockdown-aufheben-137367011

 

“In Svizzera il coprifuoco non è attuabile”

“In Svizzera il coprifuoco non è attuabile”

Da www.ticinonews.ch

Queste giornate di sole e temperature alte rischiano di far abbassare la guardia. “L’appello a non venire in Ticino non è passato”

Sono giornate all’insegna del sole con temperature più che primaverili. In altri tempi, a pochi giorni dalla Pasqua, avremmo messo la firma per avere previsioni meteo come queste. Ma non ai tempi del Covid-19, o almeno, non se questo porta la gente a mollare la presa e non rispettare più le raccomandazioni. E proprio in questi giorni, come ha rilevato lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta qualcuno ha già abbassato la guardia. E con l’avvicinarsi del prossimo weekend, la situazione rischia di ripetersi all’ennesima potenza. I colleghi di Radio3i ne hanno parlato con il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

L’appello a non venire in Ticino sembra che non sia passato
“Da un lato il bel tempo non ci aiuta, tutti siamo portati ad uscire”, ha asserito Gobbi. “E proprio quando si esce bisogna tenere conto di tutte le raccomandazioni dell’Ufficio federale di Sanità pubblica e dal Cantone per limitare la propagazione del virus e per fare in modo che il sistema sanitario non venga messo alle strette”. Per quanto riguarda il messaggio più e più volte ripetuto il Consigliere di Stato non è convinto che sia passato: “Il messaggio a non venire in Ticino non mi sembra sia rispettato, so di diversi rustici e di diverse case secondarie occupate, i nostri confederati dovrebbero capire che qui in Ticino ci sono regole più strette rispetto a oltre Gottardo”.

Coprifuoco?
Per quanto riguarda il weekend di Pasqua, è di ieri la notizia di Alain Berset che non esclude un coprifuoco nel periodo festivo. Ma Gobbi non sembra molto convinto: “In Canton Ticino abbiamo fondato le nostre decisioni sul principio di proporzionalità sia nel chiudere sia nei limiti e lo faremo anche quando dovremo riaprire. Il coprifuoco è una chiara delimitazione alla libertà personale e credo sia poco probabile che si riesca ad attuare in Svizzera”, ha spiegato. E poi concluso: “In regimi totalitari come in Cina è stato più facile, in Italia, lo vediamo, è già molto più difficile e in Svizzera dove la libertà individuale è un fondamento essenziale del nostro paese sarebbe ancora più difficile da attuare”.
«Sono molti gli svizzero tedeschi che sono venuti in Ticino»

«Sono molti gli svizzero tedeschi che sono venuti in Ticino»

Da www.tio.ch

La chiusura del San Gottardo durante il weekend di Pasqua è un’opzione esclusa

«Cari amici aus der Deutschschweiz, abbiamo bisogno del vostro aiuto nella lotta contro il coronavirus: non venite in Ticino!»
È l’appello lanciato una decina di giorni fa dal consigliere di Stato Norman Gobbi, rigorosamente in svizzero tedesco: un invito a non passare weekend o vacanze nel nostro cantone, per evitare un aggravarsi dell’emergenza Covid-19.
Ma l’appello è rimasto inascoltato, come ha fatto sapere oggi lo stesso Gobbi in un’intervista rilasciata al Blick. «Sono molti gli svizzero tedeschi che in questi giorni sono venuti nelle loro case secondarie in Ticino, in particolare nel Locarnese e nel Malcantone». Il consigliere di Stato sottolinea comunque che si constatano comportamenti scorretti anche da parte di ticinesi che hanno trascorso le giornate di bel tempo all’esterno, per esempio sulle rive dei laghi.
Per ora – secondo Gobbi – non sarebbe tuttavia necessaria l’introduzione di un coprifuoco. E tantomeno la chiusura del San Gottardo durante il weekend pasquale: «Ma bisogna informare, come stiamo facendo attraverso Viasuisse». E si parla di tutte le zone turistiche, non soltanto del Ticino.
Proprio nei giorni scorsi, le autorità ticinesi hanno multato confederati che si sono recati a fare la spesa in Italia. Ma anche cittadini stranieri che hanno sfruttato il permesso di lavoro per muoversi in Ticino per motivi non legati all’attività professionali.

Braucht es jetzt die Ausgangssperre über die Feiertage?

Braucht es jetzt die Ausgangssperre über die Feiertage?

Da www.blick.ch
Regierungsrat Norman Gobbi und Schweiz-Tourismus-Chef Martin Nydegger auf Blick TV

In der Schweiz zog es am Wochenende die Menschen wieder ins Freie – trotz Corona-Krise. Ob es jetzt die Ausgangssperre über die Ostertage braucht, darüber diskutierten Regierungsrat Norman Gobbi und Schweiz-Tourismus-Chef Martin Nydegger auf Blick TV.

Töfffahrer auf der Schwägalp, Wanderer im Alpstein und Skitourenfahrer am Flüelapass. Überall in der Schweiz lockte das schöne Wetter am Wochenende die Menschen in Massen nach draussen – obwohl sie eigentlich zu Hause bleiben sollten. Das Wetter über Ostern bietet wieder viel Sonnenschein und Temperaturen um die 20 Grad. Pilgern die Deutschschweizern nun trotzdem wieder ins Epizentrum Tessin?
Auf Blick TV diskutierten der Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi und Schweiz-Tourismus-Chef Martin Nydegger darüber, ob es für die Feiertage eine Ausgangssperre braucht.
Norman Gobbi findet eine Ausgangssperre momentan nicht verhältnismässig. Auch auf die Frage, ob der Gotthard über die Feiertage gesperrt werden soll, gibt es von ihm ein klares Nein. Klar ist für ihn aber, dass sich längst nicht alle an die Massnahmen des Bundesrats halten. «Viele Deutschschweizer sind am Wochenende ins Tessin gegangen», sagt er gegenüber Blick TV. Und: «Wir hatten auch Fälle von Deutschschweizern, die über die Grenze nach Italien gingen – das ist strengstens verboten.» Die Personen seien bei ihrer Rückkehr erwischt und gebüsst worden.
Gobbi zählt auf die Eigenverantwortung der Menschen. «Gehen Sie nicht in die Ferienorte, bleiben Sie zu Hause», sagt er. Die Schönheit der Landschaft werde bleiben, jetzt brauche es aber Geduld. Ohnehin würde sich aber die Mehrheit der Bevölkerung an die Massnahmen halten.

«Historische Sondersituation»
Schweiz-Tourismus-Chef Martin Nydegger hat grosses Verständnis für den Wunsch der Leute nach draussen zu gehen. Dennoch appelliert er an die Menschen, dass sie sich jetzt richtig verhalten sollen. «Wir sind in einer historischen Sondersituation», sagt er. Und: «Wenn wir uns jetzt richtig verhalten, können wir vorher wieder raus.» Deshalb halte sich Schweiz Tourismus selbstverständlich an die Vorgaben des Bundes.

Auch Nydegger spricht sich nicht für eine Ausgangssperre aus. Aber: «Besonders attraktive Orte muss man besser unter Kontrolle haben», sagt er. Dazu gehören etwa Seeufer, Passstrasse und touristische Attraktionen. Da brauche es physische Barrieren, damit sich die Leute dran halten. Umso wichtiger sei es, wenn die Krise vorbei ist, dass man vor allem in der Schweiz Ferien macht, hier einkauft und essen geht. (bra)

https://www.blick.ch/news/schweiz/regierungsrat-norman-gobbi-und-schweiz-tourismus-chef-martin-nydegger-auf-blick-tv-braucht-es-jetzt-die-ausgangssperre-ueber-die-feiertage-id15831976.html

 

Caro Attilio, semplicemente GRAZIE! 

Caro Attilio, semplicemente GRAZIE! 

Il “Conte Zio” non c’è più. Pensando al suo carattere e al suo rapporto con il l fratello minore Nano, mi viene in mente una relazione tra due poli opposti, ma che comunque non potevano esistere l’uno senza l’altro, in politica come in ditta.
I loro uffici in Via Monte Boglia si trovavano uno in fondo a sinistra e l’altro in fondo a destra del corridoio, con quello del Nano maniacalmente ordinato e quello di Attilio disordinatamente ricco di documenti.
Fuoco (Nano) e Acqua (Attilio), di carattere e personalità, tanto che Attilio per Nano era il “pompiere”. Ma in maniera più fine era anche un abile tessitore di alleanze in Gran Consiglio che hanno permesso di portare a casa molti progetti leghisti.

Costruttore Attilio lo era di professione. Incantavano i suoi racconti sui lavori svolti a Ginevra con la ditta e la posa di pietre naturali, oppure sul mega progetto in Africa per la replica della Basilica di San Pietro in Costa d’Avorio. Tanti, poi, i progetti realizzati sul territorio, che gli hanno permesso di affinare conoscenze e relazioni personali e che gli hanno consentito di tastare sempre il polso della gente in Ticino.

Nei suoi occhi splendeva l’acume di chi ha già visto o vissuto o che saprà già come andrà a finire. Quello sguardo che Attilio, quale arbitro, non mollava mai dal campo di calcio. Quella capacità di vedere oltre e di percepire anche cose che altri non vedevano o non volevano vedere. Pensiamo al caso CHIT SA, uno dei primi casi di padroncini italiani istallatisi sul territorio ticinese che hanno creato danni all’economia locale; oppure alla fase di costruzione del LAC, con la miriade di subappalti a ditte di padroncini e con la pietra naturale smacchiata arrivata dal Brasile. Il tempo anche qui gli è stato galantuomo.

Sin dall’inizio della Lega dei Ticinesi Attilio ha assunto ruoli istituzionali. Eletto per la prima volta nel 1991 in Gran Consiglio vi resterà ininterrottamente sino al 2015, assumendone la Presidenza nel 2002. Membro apprezzato della commissione gestione e finanze, era la memoria storica; memorabili erano i suoi documenti ormai datati che raccontavano le stesse cose che si ripetevano ad anni di distanza, confermando quel suo acume e immortale memoria. In Consiglio nazionale venne eletto nel 2003 e fece parte del gruppo parlamentare federale UDC; i suoi aneddoti sulle colazioni con il Consigliere federale Hans-Rudolf Merz, che soggiornava nello stesso albergo, testimoniavano la sua capacità naturale di tessere relazioni.
A fine 2009 annunciò le dimissioni da Palazzo federale, permettendomi di fare staffetta e di subentrargli nel 2010; un gesto più unico che raro in politica, quello di “saper mollare la cadrega”, a dimostrazione della sua grande umanità e della sua lealtà verso gli impegni presi, per i quali io personalmente e molti altri gli siamo riconoscenti. Fu anche Municipale ad Agno, dove la Lega poté prima entrare e poi raddoppiare la sua presenza nell’Esecutivo.

Nel 2013, con la scomparsa del fratello Nano, Attilio rispose presente. Assunse la conduzione della Lega con il ruolo di coordinatore, creando il gruppo dei“colonnelli” e portando poi il movimento al risultato migliore di sempre del 2015, sia a livello cantonale che federale. Sempre nel2013, poco dopo la scomparsa di Nano, festeggiò la conquista del sindaco a Lugano con Marco Borradori, e seppe gestire anche le varie successioni in Consiglio di Stato, conla perdita di Michele Barra in ottobre e lasuccessiva entrata di Claudio Zali. Nel 2016 la presenza leghista sul territorio crebbe ancora; sotto la sua conduzione raddoppiammo i nostri municipali e conquistammo diversi sindaci nei Comuni.

L’arrivo della malattia un anno fa lo allontanò dalla scena politica e si ritirò nell’affetto della famiglia, per passare più tempo con i suoi nipotini, come ebbe modo di dire. Attilio e Nano hanno avvicinato la politica alla gente e la gente alla politica; sono stati infatti bravi reclutatori di giovani e meno giovani che vogliono impegnarsi per la nostra gente e il nostro Paese. Attilio era tenace, umano, consapevole e orientato al fare. Questo suo modo di essere e di fare è stato da esempio per molti di noi. È stato un mentore e un maestro per i leghisti impegnati nelle istituzioni. Come ha detto Michele Foletti: “Ci ha insegnato a fare politica con la P maiuscola!”.

Ci manchi già e ci mancherai caro Attilio. Porteremo dentro di noi il piacere e l’onore di averti conosciuto, di aver condiviso con te tutto il nostro percorso politico, di aver vissuto anche il tuo lato umano e il tuo piacere di stare assieme agli amici, come alla Valascia con Alberto, Darione, Enzo, Fabio, Mario, Piero, … e le belle cene terminate con l’immancabile gelato in porzioni smisurate.

Caro Attilio: con Nano, da lassù, proteggete con il vostro occhio benevolo questo Ticino che tanto avete amato, in questo momento difficile umanamente ed economicamente.
Per quanto hai fatto, insegnato e costruito, caro Attilio ti diciamo semplicemente: GRAZIE!

 

Sulla violenza domestica “teniamo alte le antenne”

Sulla violenza domestica “teniamo alte le antenne”

Siamo attivi e vigili soprattutto in queste delicate settimane

“In queste settimane, in cui in Ticino quasi tutta l’economia ha dovuto tirare il freno e bloccarsi e in cui le amministrazioni pubbliche, da quella cantonale a quelle comunali – e qui ringrazio tutti gli amministratori politici e ogni collaboratore amministrativo dei Comuni – devono garantire solo i servizi essenziali per la necessità di fermare gran parte delle attività con l’obiettivo superiore di salvaguardare la salute di ognuno di noi, la vita quotidiana di gran parte delle nostre famiglie si è del tutto rivoluzionata”.
A esprimersi così è il consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Le mamme, ma anche tanti papà, sono diventate d’un tratto anche maestre, docenti dei loro figli, per seguirli nei compiti scolastici richiesti da una scuola che insegna… a domicilio. È un’esperienza particolare, dalla quale sia il sistema scolastico, ma anche i nuclei familiari trarranno grandi insegnamenti e magari nuovi slanci”.
Questa è la parte bella della medaglia. “Sì, perché non dobbiamo nasconderci anche le difficoltà e il disagio che molte famiglie già vivevano in tempi “normali” e che queste settimane e quelle che verranno potrebbero moltiplicare. La violenza domestica rappresenta un fenomeno doloroso della nostra società, contro il quale abbiamo e mettiamo in campo molte energie per combatterlo, per contenerlo, per prevenirlo.
L’obbligo di convivere sotto lo stesso tetto per un maggior numero di ore può potenziare tale disagio e sfociare in atti violenti. Allora è bene sapere che le istituzioni in questo settore non hanno “chiuso per pandemia”, ma rimangono attive, vigili e pronte a intervenire.
Per la nostra Polizia la protezione delle vittime è come sempre una priorità. La polizia può continuare a ordinare l’allontanamento di una persona violenta dalla propria abitazione e segnalare alle autorità competenti i casi in cui sono minacciati dei minori. Possono ancora essere emanati divieti di contatto e di avvicinamento e le autorità cantonali continuano ad occuparsi dei casi a elevato rischio di violenza. In questo senso le Autorità regionali di protezione, la Camera di protezione, le Preture, il Ministero pubblico e il Magistrato dei minorenni garantiscono la loro operatività.
La rete contro la violenza domestica ha inoltre intensificato la sensibilizzazione alle famiglie. Una rete che quindi rimane vigile, alla quale chi è in difficoltà può rivolgersi in ogni momento. Il mio auspicio è che in questi momenti di crisi in molte persone possa scattare un cambiamento positivo. Ma non dobbiamo nemmeno chiedere gli occhi e dunque è necessario che le istituzioni, così come molti enti
no profit attivi sul territorio possano continuare il loro lavoro”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.


Numeri d’emergenza per chi è vittima di violenza domestica

In caso di timore per la propria integrità o di un proprio famigliare si deve chiamare la Polizia al 117
Per urgenze mediche il 144
Casa Armonia (protezione e accoglienza immediata) raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sopraceneri) 0848 33 47 33
Casa delle Donne (protezione e accoglienza immediata) raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sottoceneri) 078 624 90 70
Servizio per l’aiuto alle vittime di reati, 0800 866 866
Ufficio dell’assistenza riabilitativa / Ufficio di patronato: per gli autori/autrici 091 815 78 71
Consultorio delle Donne: informazioni e sostegno alle donne (Lugano) 091 972 68 68 – 076 248 09 94
Consultorio Alissa: informazioni e sostegno alle donne (Bellinzona) 091 826 13 75

Videoconferenze? Utili e necessarie, ma… attenzione!

Videoconferenze? Utili e necessarie, ma… attenzione!

Comunicato stampa

Il Gruppo Cyber sicuro, in relazione al crescente uso delle piattaforme di videoconferenze per scopi professionali, esprime alcune raccomandazioni per persone, aziende ed enti pubblici.

Il Gruppo Cyber Sicuro del Canton Ticino, a seguito del cambio di paradigma di lavoro e studio imposto dal COVID-19, esprime alcune raccomandazioni per persone e aziende sull’utilizzo consapevole delle piattaforme di videoconferenza.
Da più fonti è stato infatti appurato che alcune di queste piattaforme, con particolare riferimento a quelle più diffuse e disponibili gratuitamente, utilizzino i dati propri e del dispositivo per una condivisione o rivendita a scopo commerciale con terze parti.
Questo può ovviamente rappresentare un pericolo in quanto è possibile che queste azioni possano compromettere la sicurezza dei dati aziendali, e quindi la reputazione dell’azienda o dell’ente/istituzione interessata.
Il Gruppo Cyber sicuro invita quindi le persone e le aziende a consultare attentamente i termini e le condizioni d’uso, come pure invita i dipendenti a consultarsi con il proprio datore di lavoro circa la piattaforma più idonea da utilizzare e non prendere iniziative proprie.  

www.cybersicuro.ch
Raccomandazioni per l’uso di piattaforme per videoconferenze   

Truffe e frodi all’insegna del Coronavirus

Truffe e frodi all’insegna del Coronavirus

Comunicato stampa

La diffusione del Covid-19 non ha sicuramente scoraggiato i malintenzionati che si approfittano della situazione con truffe e frodi legate al virus. Sempre più segnalazioni giungono alla Polizia cantonale ed è quindi importante sensibilizzare la popolazione affinché non cada in questo tipo di tranelli.

Per quanto riguarda le tipologie di truffe e frodi, sono state segnalate email che danno parvenza di provenire dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) o dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Missive che promettono visite a domicilio per una valutazione sanitaria e che invece hanno lo scopo di carpire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.) tramite la tecnica del phishing. Vi sono poi finti operatori sanitari che contattano la popolazione proponendo tamponi a domicilio per la ricerca del Covid-19. In questo modo potrebbero riuscire ad accedere alle abitazioni per effettuare dei furti. Non mancano neppure gli appelli sui Social o le telefonate con richieste di donazioni a favore delle vittime del virus. Donazioni che vengono purtroppo intascate dai malintenzionati. Fiorenti pure gli annunci di vendita online di materiale sanitario, previo pagamento, che non viene fornito oppure è di scadente qualità.
Sono stati anche segnalati messaggi WhatsApp da profili clonati che hanno l’obiettivo di infettare con programmi malevoli i cellulari per prenderne il controllo da remoto e infine chiedere il versamento di somme di denaro per il loro sblocco. Pure presenti catene di Sant’Antonio il cui unico scopo è il diffondere false notizie intasando la rete.

– Per proteggervi dai malintenzionati vi invitiamo nuovamente a seguire i sottostanti consigli:
– Se ricevete email da sconosciuti e senza sollecitazione non aprite link e allegati e non rispondete.
  In particolare nei casi di phishing, il mittente tende a sfruttare indirizzi riconducibili a ditte o enti riconosciuti.
– Non condividete dati personali, password o dati di accesso ai vostri account o dispositivi.
– Mantenete costantemente aggiornati il sistema operativo e le applicazioni presenti sui vostri dispositivi.
– Non lasciatevi mettere sotto pressione da persone sconosciute che vi chiamano al telefono.
  In caso di dubbio interrompete immediatamente la telefonata.
– Effettuate pagamenti anticipati unicamente su piattaforme di shopping sicure e per importi poco elevati.
  Per importi maggiori scegliete un altro tipo di pagamento.
– Prima di dar seguito a richieste di pagamento per beni e prestazioni verificatele attentamente.

Vi invitiamo a informarvi unicamente tramite i canali ufficiali di informazione per non incorrere in false notizie (fake news) pubblicate in particolare sui Social.
Diffidate delle attrezzature mediche o dei prodotti disinfettanti il cui prezzo è elevato poiché chi li vende sfrutta l’attuale situazione di incertezza. Inoltre, le autorità sanitarie solitamente non contattano i cittadini per e-mail o per telefono.
In caso di sospetti contattate immediatamente la Polizia al 117. Informate inoltre familiari e conoscenti in relazione a questo tipo di fenomeni.

Coronavirus – La responsabilità salva vite umane. Fai la scelta giusta, resta a casa.

Coronavirus – La responsabilità salva vite umane. Fai la scelta giusta, resta a casa.

Comunicato stampa

“La responsabilità salva vite umane. Fai la scelta giusta, resta a casa.” Il Consiglio di Stato e lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) lanciano oggi un nuovo messaggio per richiamare l’attenzione sull’importanza della responsabilità individuale nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Il nuovo messaggio segna l’entrata nella fase rossa dell’emergenza COVID-19, nel nostro Cantone. Con un rinnovato appello alla responsabilità individuale, si vuole mantenere alta l’attenzione sulle regole di comportamento da rispettare e che molti hanno imparato ad adottare. Il rispetto di queste misure permette infatti di non rendere inutili gli sforzi che sono stati finora compiuti dalle autorità sanitarie, dalle istituzioni, dai lavoratori, dagli over 65, dalle aziende e dalla grande maggioranza della popolazione.

La diffusione del virus si combatte uniti e solidali, restando a casa, rispettando le norme d’igiene accresciute e la distanza sociale. Uscire oggi senza un valido motivo è un comportamento fortemente irresponsabile. È fondamentale affrontare questa pandemia con la dovuta serietà e il rispetto delle regole di comportamento più volte ribadite.

Il Consiglio di Stato e lo SMCC sono consapevoli dei sacrifici già profusi dalla popolazione in queste settimane, alla quale si chiede tuttavia un ulteriore sforzo in termini di pazienza, tolleranza e disciplina. In questi ultimi giorni, è stato infatti osservato un crescente allentamento del rispetto delle misure. In questa fase, è necessario mantenere ancora alta la guardia ed è pertanto fondamentale un ulteriore sforzo collettivo e di responsabilità individuale per rallentare la diffusione del coronavirus fra la popolazione del Canton Ticino.