Coronavirus e violenza domestica: la rete ticinese contro la violenza domestica è operativa

Coronavirus e violenza domestica: la rete ticinese contro la violenza domestica è operativa

Comunicato stampa

Le misure a tutela della salute pubblica volute dal Consiglio federale e dal Consiglio di Stato ticinese impongono in questo periodo di stare al proprio domicilio. La convivenza obbligata comporta non solo la condivisione di momenti familiari spensierati, ma anche delle difficoltà che potrebbero aggravare episodi di violenza intrafamiliare, episodi che possono portare a violenze inaccettabili e proibite dalla legge.

Il Consiglio di Stato rammenta che anche in questo periodo la rete contro la violenza domestica nel nostro Cantone è sempre operativa. In caso di necessità, tutte le persone che sono toccate dal fenomeno della violenza domestica non devono esitare a prendere contatto con:  

In caso di timore per la propria integrità o di un proprio famigliare
Polizia 117  
Urgenze mediche
144
Casa Armonia (protezione e accoglienza immediata)
raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sopraceneri)
0848 33 47 33
Casa delle Donne (protezione e accoglienza immediata)
raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sottoceneri)
078 624 90 70  
Servizio per l’aiuto alle vittime di reati
091 814 75 02 – 091 814 75 08  
Ufficio dell’assistenza riabilitativa / Ufficio di patronato
per gli autori/autrici
091 815 78 71  
Ufficio dell’aiuto e della protezione
091 814 71 01  
Consultorio delle Donne
informazioni e sostegno alle donne (Lugano) 
091 972 68 68 – 076 248 09 94 
Consultorio Alissa
informazioni e sostegno alle donne (Bellinzona) 
091 826 13 75    

Per i corpi di polizia la protezione delle vittime è come sempre una priorità.
La polizia può continuare a ordinare l’allontanamento di una persona violenta dalla propria abitazione e segnalare alle autorità competenti i casi in cui sono minacciati dei minori.
Possono ancora essere emanati divieti di contatto e di avvicinamento e le autorità cantonali continuano ad occuparsi dei casi a elevato rischio di violenza. In questo senso le Autorità regionali di protezione, la Camera di protezione, le Preture e il Ministero pubblico e il Magistrato dei minorenni garantiscono la loro operatività.  
La rete contro la violenza domestica ha intensificato inoltre la sensibilizzazione alle famiglie attraverso l’attivazione di messaggi informativi su siti molto frequentati e attraverso messaggi in newsletter e social media quali ad esempio:
www.ticinoperbambini.ch/Coronavirus
www2.aspi.ch/lettera-ai-genitori-ai-tempi-del-coronavirus/        

Coronavirus: visita del Consigliere federale Ignazio Cassis

Coronavirus: visita del Consigliere federale Ignazio Cassis

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato e una delegazione dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) hanno incontrato oggi a Bellinzona il Consigliere federale Ignazio Cassis, Capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L’incontro ha permesso di fare il punto della situazione sulla diffusione del coronavirus in Ticino e sulle misure intraprese per affrontare questa crisi sanitaria.

Si è svolto oggi a Palazzo delle Orsoline un incontro tra il Consiglio di Stato in corpore, una delegazione dello SMCC composta dal Comandante della Polizia cantonale e Capo dello SMCC Matteo Cocchi, Ryan Pedevilla, Caposezione della protezione della popolazione e del militare, e Giorgio Merlani, Medico cantonale, e il Consigliere federale Ignazio Cassis accompagnato dal Segretario di Stato Roberto Balzaretti, Capo della Direzione degli affari europei.  

Il Consiglio di Stato ha anzitutto ringraziato Ignazio Cassis per l’incontro e per aver sostenuto la posizione del Cantone nei confronti delle autorità federali. Il Cantone Ticino sottolinea che questa soluzione ha permesso di compiere dei passi in avanti rendendo le misure cantonali per fronteggiare la crisi sanitaria compatibili con il quadro giuridico federale.

Il Consiglio di Stato e lo SMCC hanno poi ribadito la serietà della crisi sanitaria in Ticino, confermata in data odierna dal superamento della soglia dei cento decessi e che mette a dura prova la tenuta del sistema sanitario ticinese. Il Ticino è stato colpito prima rispetto ad altri Cantoni e finora in maniera più dura.

Da parte sua, il Consigliere federale Ignazio Cassis ha espresso la vicinanza della Confederazione al Ticino e lodato il lavoro delle autorità cantonali, del personale sanitario e di tutti coloro che sono impegnati nella gestione della crisi. Il Consigliere federale ha poi sottolineato che “la soluzione trovata, che permette al Ticino di adottare misure più restrittive rispetto a quelle in vigore nel resto del Paese, dimostra quanto Berna riconosca la situazione straordinaria che il Cantone sta vivendo e quanto faccia il possibile per sostenerlo”.

Il Capo del DFAE ha ricordato come l’intervento del proprio Dipartimento abbia permesso di far giungere in Ticino del materiale medico, nonostante le molte restrizioni al transito merci imposte da diversi Paesi. Proprio stamattina il Consigliere federale ha portato con sé due respiratori pronti per l’uso in cure intensive. Contatti regolari fra il ministro degli esteri ed i suoi omologhi dei Paesi vicini assicurano inoltre che il personale sanitario frontaliero possa continuare a lavorare in Svizzera, evitando il collasso dell’intero sistema. Infine, tali contatti rendono possibile l’operazione di rimpatrio delle migliaia di turisti svizzeri ancora bloccati all’estero. 

La visita del Consigliere federale Ignazio Cassis proseguirà con la sua partecipazione al rapporto dello SMCC alla Centrale cantonale di allarme (CECAL).

“Sempre nei nostri cuori, grazie per quello che hai fatto per noi e per il Ticino”

“Sempre nei nostri cuori, grazie per quello che hai fatto per noi e per il Ticino”

Da www.liberatv.ch

La Lega piange Attilio Bignasca.

Michele Foletti: “Se ne va un altro pezzo del nostro movimento. Dopo la morte di Giuliano scoprimmo un Attilio diverso”. Zali: “Mancherai a tutti noi”. Caverzasio: “La sua voce era sempre ascoltata, non solo nella Lega”

La notizia è arrivata quasi all’ora di pranzo di una domenica di quarantena, gettando nello sconforto i rappresentanti leghisti e della politica in generale: Attilio Bignasca, conosciuto come Conte Zio, fratello di Giuliano, se ne è andato.

Stanno arrivando le prime reazioni social e non solo.
La Lega lo saluta così: “Addio caro Attilio, ti ricorderemo per sempre! Grazie di cuore per tutto quello che hai fatto per il nostro Cantone e per la Lega, sarai sempre nei nostri cuori”.
Norman Gobbi lo ricorda con tristezza: “Caro Attilio, grazie per quanto hai fatto e quanto ci hai insegnato. Ti ricorderemo come “il pompiere” (Nano dixit) e “Conte Zio”. Ci mancherai, tanto! Un abbraccio a Paola, Antonella, Carlotta, Giulianino e Filippo”.

Poche e sentite parole per Claudio Zali: “Caro Attilio mancherai a tutti noi”.
Interpellato da La Regione, il capogruppo Michele Foletti è commosso. “È un pezzo della nostra storia che se ne va, un altro importante pezzo dopo la scomparsa del fratello Giuliano… (..). Quando nel 2013 morì Giuliano, il fondatore del nostro movimento, scoprimmo un nuovo Attilio. Riuscì in un’impresa che a molti parve impossibile, quella cioè di tenere insieme la Lega: riuscì a motivarci tutti e a proseguire. Come coordinatore, riuscì a portare avanti la Lega e a farla crescere”.

Anche Daniele Caverzasio gli riserva belle parole, sempre a La Regione: “Attilio mancherà a tutti. Quando iniziai in Gran Consiglio ero suo compagno di banco, mi fece da mentore, spiegandomi tutto quello che c’era da sapere sui meccanismi del parlamento. Lo chiamavamo Conte Zio, lo zio di tutti di noi e una voce, la sua, sempre ascoltata nel movimento, e non solo nel movimento”.

Anche Massimiliano Robbiani ha voluto dire la sua: “Caro Attilio, caro amico riposa in pace. Sei sempre stato una persona discreta, molto attiva politicamente e molto sensibile. Te ne sei andato in punta di piedi. Hai sempre lottato per il ceto medio e basso.. e collaborato in stretta armonia con tuo fratello Nano. Due caratteri diversi ma con un unico obiettivo, lavorare per il bene dei Ticinesi e del Ticino. Mi hai sempre capito e rispettato anche perché sei sempre stato una persona intelligente e comprensiva. Ci mancherai caro Attilio. Lavorerò e lavoreremo per portare avanti tutto quello che tu hai sempre fatto e voluto per bene del tuo amato Ticino. Riposa serenamente”.

Il granconsigliere Stefano Tonini ha svelato un retroscena accaduto durante la campagna elettorale per le cantonali; “Buon viaggio caro Attilio, grazie per tutti i momenti e il tempo che mi hai dedicato in questi anni. È stato molto bello ascoltare i tuoi aneddoti sull’arbitraggio. Ma un grazie te lo dico soprattutto per quello che mi hai detto durante la corsa per le elezioni Cantonali dello scorso anno: parole forti, forse troppo dure, ma che mi hanno fatto cambiare atteggiamento in alcune situazioni e mi hanno dato anche lo stimolo e la motivazione per fare bene e per poi accettare appieno la carica in Gran Consiglio. Grazie, quindi, per avermi portato a fare del mio meglio. In giorni come questi non esistono mai le parole giuste, ma spero comunque che il mio pensiero ti arrivi, là, ovunque tu sia”. 

Il sindaco di Bioggio e granconsigliere Eolo Alberti, che sta vivendo un momento difficile avendo contratto il Coronavirus, posta una foto con Bignasca e Zali. “Un grave lutto, che ha colpito il mondo politico e famiglia Bignasca è per noi motivo di dolore e in questa triste circostanza ogni parola suona superflua. Il ricordo di Attilio rimarrà sempre tra di noi. La vita ci mette sempre a dura prova e per questo abbraccio dal più profondo del cuore Antonella e tutta la famiglia Bignasca. Riposa in pace Attilio”.

Anche i Giovani UDC lo ricordano: “I Giovani UDC Ticino porgono a tutta la famiglia Bignasca e ai cari amici della Lega dei Ticinesi le proprie condoglianze. Caro Attilio, non ti dimenticheremo. Riposa in pace”.

Segue di poco un toccante ricordo dell’UDC cantonale, che si rammarica di non poter salutare come si vorrebbe Attilo Bignasca, date le attuali disposizioni sui funerali. “L’UDC Ticino si unisce al dolore dei famigliari e della Lega dei Ticinesi per la scomparsa di Attilio Bignasca. In particolare siamo vicini, in questo momento di tristezza, alla figlia Antonella e suo marito Carlo Danzi. Siamo riconoscenti al coordinatore del movimento leghista per il suo impegno costante nella difesa del Ticino e della Svizzera. Abbiamo combattuto assieme, ognuno nei rispettivi ranghi e nel totale rispetto reciproco, molte battaglie politiche per il bene del popolo ticinese. Ci dispiace che le attuali circostanze non permettano di celebrare un meritevole addio e ultimo saluto degno del rango per una persona che ha contribuito per decenni a proteggere e a cambiare le sorti del nostro cantone. Il vivo ricordo di Attilio Bignasca ci dà la motivazione e l’opportunità per riaffermare con gli amici leghisti gli stessi principi e ideali nei quali crediamo e che ci muovono anche nelle nuove sfide”.

Gli rivolge un pensiero il democentrista Tiziano Galeazzi: “Addio caro Attilio fai buon viaggio… avrò sempre un bel ricordo di te. Ora potrai raggiungere tuo fratello Nano e mettete un pò a posto anche il Paradiso…. Sincere condoglianze a tutta la tua famiglia”.

 
Coronavirus: l’esercito porta a termine la prima missione in Ticino, ma il lavoro prosegue

Coronavirus: l’esercito porta a termine la prima missione in Ticino, ma il lavoro prosegue

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni informa che domani, lunedì 30 marzo, il primo distaccamento militare impiegato in Ticino porterà a termine il compito a lui affidato nel campo della logistica. I militari tornano a disposizione dell’esercito svizzero e a loro verranno affidati nuovi incarichi in tutta la Svizzera, a seconda delle richieste dei cantoni, per far fronte all’emergenza COVID-19. In Ticino sono tuttora in impiego 150 militari con compiti sanitari in supporto agli infermieri di tutti gli ospedali dell’EOC e delle cliniche private.

Il distaccamento in partenza fa parte della compagnia di trasporto 1/4, una delle prime a essere state mobilitate a seguito della decisione del Consiglio federale del 16 marzo scorso con la quale si autorizzava a chiamare in servizio le truppe in prontezza elevata per sostenere le autorità civili nei settori della sanità, della logistica e della sicurezza. Proprio nel settore della logistica, il 19 marzo, il distaccamento in questione ha dato il cambio agli uomini del battaglione logistico 92 del tenente colonnello SMG ticinese Marcello Lesnini che per primi, essendo in servizio per l’annuale corso di ripetizione, sono stati incaricati di fornire appoggio al Canton Ticino per lo spostamento di materiale sanitario tra gli ospedali. Per la prestazione fornita nello spostare letti, respiratori e apparecchi per monitorare i pazienti in terapia intensiva, gli uomini del battaglione logistico 92 hanno ricevuto i sentiti ringraziamenti dell’Ente Ospedaliero Cantonale prima di essere sostituiti, alla fine del normale corso di ripetizione, da alcuni uomini della mobilitata compagnia di trasporto 1/4. Ora anche quest’ultimi hanno terminato il loro compito e tornano in seno alla loro compagnia, in Svizzera interna, pronti per nuove missioni.

Il distaccamento della compagnia di trasporto 1/4 è il primo, tra i militari mobilitati, a portare a termine il suo compito a favore delle autorità civili. Inoltre non bisogna dimenticare che già prima della mobilitazione diverse unità militari, soprattutto i militari in ferma continuata e le reclute delle scuole sanitarie 42 di Airolo del colonnello SMG Daniele Meyerhofer, sono state chiamate a prestare il loro aiuto per il trasporto e la cura dei pazienti degli ospedali ticinesi; alcune sono ancora in servizio, mentre altre sono state sostituite e rinforzate da altre truppe mobilitate come la compagnia sanitaria 2 del capitano Marco Spacio. In Ticino sono tuttora in impiego 150 militari che svolgono compiti sanitari in supporto agli infermieri delle strutture sanitarie (Ospedali dell’EOC e cliniche private) e a favore del servizio ambulanze, mentre l’esercito è pronto a fornire ulteriore supporto alle autorità a fronte di future richieste

“Amici svizzero tedeschi, non venite”

“Amici svizzero tedeschi, non venite”

Da www.mattinonline.ch

“Dall’11 marzo abbiamo lo stato di necessità, alcuni giorni dopo lo ha istituito anche la Confederazione con la situazione straordinaria e il Consiglio di Stato ha allineato il termine sino al 19 aprile, come previsto attualmente da Berna. Dico attualmente perché sappiamo che è una lotta che ha bisogno della partecipazione di tutti ma comunque con i dati che abbiamo ancora di esito incerto”.
“Proprio a seguito del prolungo dello stato di necessità e della modalità operativa instaurata nel Governo ho proposto di prorogare il termine del passaggio di presidenza. Stiamo lavorando come una squadra, con compiti suddivisi. Il presidente si occupa in modo costante del contatto con la popolazione, io anche a livello di conferenze intercantonali, dove intrattengo contatti e metto a disposizione la nostra esperienza ticinese, come lo Stato Maggiore di Condotta. Gli altri cantoni guardano a noi come un esempio. La decisione è la più giusta, la priorità del Governo è affrontare la lotta al Coronavirus”.
“Abbiamo ricevuto segnalazione da parte dei cittadini e non solo di cittadini confederati che fanno anche sport sul nostro Cantone. Sono situazioni che creano caos, ieri Berset ha chiesto di restare a casa per Pasqua, li prego di rimanere a casa anche adesso, anzi lo dirò in svizzero tedesco, per coloro che amano il nostro Cantone come noi”.

“Ottimo lavoro della Polizia nel 2019”

“Ottimo lavoro della Polizia nel 2019”

Nelle ultime settimane con i rigidi controlli alle frontiere la criminalità è scomparsa
Aumentare il grado di sicurezza per i cittadini ticinesi: è questo l’obiettivo che da quando ha preso in mano, nel 2011, il Dipartimento delle istituzioni si era prefissato il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
I dati per il 2019 pubblicati all’inizio di questa settimana sono un’ulteriore conferma che l’obiettivo è stato centrato. “Se da un lato – afferma Gobbi – vi è stato un leggero aumento dei reati rispetto al ‘18, dall’altro l’incremento è ben lontano dalla situazione in cui il Cantone versava un decennio fa. Gli sforzi e i mezzi messi in campo hanno prodotto i loro frutti, favorendo il contrasto dei fenomeni criminali. La Polizia cantonale lo scorso anno ha registrato 19’877 reati (esclusi quelli alla Legge federale sulla circolazione stradale), ossia un aumento del 4.9% rispetto al 2018. Ma nei confronti del 2012 i furti con scasso sono scesi del 55%, le rapine del 62%, i reati alla Legge stradale del 58%. Con poche differenze, questo trend interessa tutti i distretti cantonali. Inoltre è notevole la percentuale in cui i casi sono stati risolti. Se parliamo di tutti i reati contemplati nel codice penale il dato si fissa al 45.8%, ma nel 2019 è anche maggiore per i casi più gravi come gli omicidi (100%) e le rapine (61.8%)”.
“Alcuni fatti di cronaca del 2019 – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – hanno portato l’autorità politica e la società civile a interrogarsi sulle soluzioni da implementare per contrastare fenomeni non più abituali. Per impedire a bande che giungono in Ticino di effettuare furti in serie o di assalire portavalori e bancomat, occorre mettere in campo la professionalità di gendarmi e inquirenti che contraddistingue la Polizia cantonale. Caratteristica questa che negli anni ha permesso di assicurare alla giustizia numerosi rapinatori e ladri tanto da raggiungere tassi di risoluzione dei reati al di sopra della media Svizzera”.
“Il futuro sarà sempre più improntato nel contrasto della media e grande criminalità nonché dai tentativi d’infiltrazione della criminalità organizzata. Casistiche che ci porranno di fronte a problematiche impegnative da risolvere e che vedranno i servizi maggiormente interconnessi a livello nazionale e internazionale. In particolare per quanto riguarda i reati economici sempre più complessi e i reati informatici sempre più sofisticati. Intanto, la grave crisi generata dalla diffusione del virus Covid-19 con le relative misure adottate dal Consiglio di Stato e dalla Confederazione hanno sostanzialmente eliminato quasi tutti i reati sul nostro territorio, grazie anche al forte controllo esercitato alle frontiere. È una magra consolazione, certo, ma anche un dato di fatto”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.
Corona-Helden – gefeiert und ausgenutzt?

Corona-Helden – gefeiert und ausgenutzt?

Intervento nella puntata di venerdì 27 marzo 2020 della trasmissione Arena/SRF

https://www.srf.ch/sendungen/arena/corona-helden-gefeiert-und-ausgenutzt

(dal minuto 9.00)

Das Coronavirus hat die Schweizer Wirtschaft infiziert: Arbeitnehmer bangen um ihre Löhne, Unternehmen geraten in finanzielle Schwierigkeiten. Für sie hat der Bundesrat ein gigantisches Hilfspaket geschnürt. Aber was ist mit jenen, die nicht nur arbeiten können, sondern sogar müssen?

Während der Grossteil der Schweiz stillsteht, viele im Home-Office arbeiten oder von Kurzarbeit betroffen sind, laufen die stillen Heldinnen und Helden am Limit: Pflegepersonal, Kassiererinnen oder Lastwagenchauffeure. Sie haben nicht nur mit Ausfällen in den eigenen Reihen und steigender Arbeitslast zu kämpfen, sondern riskieren durch den häufigen Kontakt zu anderen Leuten tagtäglich ihre Gesundheit. Für manche Spitalabteilungen hat der Bundesrat sogar angeordnet, dass Arbeits- und Ruhezeiten nicht mehr eingehalten werden müssen. Wird den Menschen an der Front zu viel zugemutet? Oder ist es in solchen Krisenzeiten selbstverständlich, dass alle tun, was sie können, um Schlimmeres zu verhindern?

Gleichzeitig wird landauf, landab verkündet, man solle doch bitte zuhause bleiben – oder zumindest den geforderten Abstand einhalten. Das aber ist auf vielen Baustellen kaum möglich. Das Tessin hat deshalb einen Baustellen-Stopp angeordnet, wurde aber vom Bundesrat zurückgepfiffen. Sollen Baustellen nun in der ganzen Schweiz geschlossen werden? Oder wären die Folgen so gross, dass die Gesamtwirtschaft unverhältnismässigen Schaden nehmen würde?

Auch wenn der Bundesrat in Rekordtempo ein Hilfspaket für die gebeutelte Wirtschaft aufgegleist hat, stellt sich die Frage: Ist damit alles abgedeckt? Oder fallen noch Menschen durch die Maschen? Und: Bekommen die Schweizer Banken, die das Hilfsprogramm unterstützen, damit ein neues Image in der Bevölkerung?

Zu diesen Fragen begrüsst Sandro Brotz in der «Arena»:

  • Monika Rühl, Direktorin Economiesuisse
  • Vania Alleva, Präsidentin Gewerkschaft Unia
  • Thomas Matter, Nationalrat SVP/ZH und Bankunternehmer
  • Cédric Wermuth, Nationalrat SP/AG

Zugeschalten:

  • Norman Gobbi, Regierungsrat Lega/TI
  • Ursi Barandun Schäfer, Pflegeexpertin Intensivstation Universitätsspital Basel
  • Ueli Mäder, emer. Professor für Soziologie
L’aggregazione Val Mara prosegue senza Bissone

L’aggregazione Val Mara prosegue senza Bissone

Comunicato stampa

Dando seguito alla volontà dei comuni coinvolti, il Consiglio di Stato ha deciso l’esclusione del Comune di Bissone dal progetto di aggregazione con Arogno, Maroggia, Melano e Rovio. La procedura prosegue nel comprensorio dei quattro comuni e lo studio di aggregazione verrà adattato e aggiornato di conseguenza.

Il progetto aggregativo “Val Mara” è stato inizialmente avviato per volontà dei municipi di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio, che nel novembre 2017 hanno presentato istanza di aggregazione, accolta dal Consiglio di Stato. Allora Bissone aveva deciso di non aderire allo studio, scelta rispettata dagli altri comuni e dal Governo.
In un secondo tempo il Municipio di Bissone ha cambiato orientamento, presentando istanza aggregativa con Arogno, Maroggia, Melano e Rovio, che il Consiglio di Stato, con l’accordo dei comuni, ha accolto il 22 agosto 2018.

L’apposita Commissione di studio ha allestito il proprio rapporto, presentato in fase di elaborazione ai rispettivi Consigli comunali e in cinque serate informative destinate alla popolazione.
Il rapporto finale è stato sottoscritto dalla Commissione il 9 dicembre 2019 e poi sottoposto ai Consigli comunali per il preavviso previsto dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr). Lo scorso 20 gennaio 2020 i cinque consigli comunali hanno discusso il rapporto e in seguito hanno preso posizione i rispettivi municipi. Il 14 febbraio 2020 l’intero incarto è stato trasmesso al Governo.
Da quest’ultimo risulta che il rapporto della Commissione di studio è stato preavvisato

  • favorevolmente dai consigli comunali di Arogno (18 sì, 1 no, 0 astenuti), Maroggia (16-4-0), Melano (20-1-0) e Rovio (12-6-1) e dai rispettivi Municipi,
  • negativamente dal Consiglio comunale di Bissone (4 sì, 13 no, 2 astenuti) e dal rispettivo Municipio.

Inoltre, il Consiglio comunale di Bissone, in aggiunta al preavviso a larga maggioranza contrario, ha adottato la seguente risoluzione politica:
Il Consiglio comunale, alla luce dello schiacciante risultato scaturito oggi dalla votazione, contrario all’aggregazione, chiede al Municipio di Bissone d’intraprendere i passi necessari nei confronti della Commissione di studio e del Consiglio di Stato, affinché il Comune di Bissone venga escluso dal progetto aggregativo e quindi dalle ulteriori fasi della relativa procedura, conformemente all’art. 6 cpv. 2 della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni”.
Da parte loro, i municipi di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio hanno chiesto al Consiglio di Stato di poter proseguire la procedura limitatamente ai loro quattro comuni, così come era stata avviata in origine.
Conformemente all’indirizzo di voler possibilmente privilegiare le scelte dei comuni in materia di aggregazioni e dando seguito alle richieste dei comuni, il Consiglio di Stato ha quindi deciso di far proseguire il progetto aggregativo senza Bissone, essendo riunite le condizioni di legge.
I rappresentanti di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio nella Commissione di studio dell’aggregazione – sindaci e segretari comunali (con ruolo tecnico) – sono stati confermati come proposto dai rispettivi municipi e la Commissione è stata incaricata di adattare lo studio aggregativo al comprensorio dei quattro comuni per poi trasmetterlo al Consiglio di Stato.
La procedura aggregativa continua pertanto senza il Comune di Bissone, così come richiesto dalle autorità comunali.

“Wir sind in dieser Krise zwei Schritte voraus”

“Wir sind in dieser Krise zwei Schritte voraus”

Da www.tagesanzeiger.ch

Staatsrat Norman Gobbi (Lega) will verschärfte Massnahmen beibehalten.

Der Bundesrat wollte sich am Mittwoch nicht festlegen, ob die Kantone mehr Entscheidungsspielraum erhalten sollen. Sie aber fordern dies. Frustriert?

Nein, es ist nur aufgeschoben. Der Entscheid, glaube ich, wird am Freitag in unserem Sinne ausfallen.

Was aber, wenn Bern sich trotz allem anders entscheiden sollte und die Zügel eng hält?
Wir würden den Dialog noch schärfer führen.

Anders gesagt: Sie würden die totale Konfrontation suchen. Das Bundesamt für Justiz hat ja bereits mit einem Rechtsgutachten geantwortet und das Tessiner Vorpreschen als gesetzeswidrig taxiert.
Wir haben diesen Brief zur Kenntnis genommen – mit einem schlechten Gefühl. Und man könnte ja mit einem anderen Rechtsgutachten auf ein solches Schreiben antworten.

Vom Tessiner Sonderweg, Baustellen zu schliessen und über 65-Jährigen den Lebensmitteleinkauf zu verbieten, wollen Sie sich also partout nicht abbringen lassen?
Wir wollen doch alle das Gleiche: die Bevölkerung schützen und möglichst rasch diese Krise über- stehen. Aber Bundesbern und ei- nige Deutschschweizer Kantone sind skeptisch gegenüber unse- ren Massnahmen. Ich verstehe das. Wenn es einen nicht direkt stark betrifft, ist es schwierig zu verstehen.

Aber?
Wir sind der Kanton mit den meisten Corona-Ansteckungen pro 1000 Einwohner, sehr nahe am Krisenherd Norditalien. Wir müssen in Grenzorten wie Chias- so nur rüberschauen und sehen, was läuft: nämlich gar nichts mehr, niente, alles chiuso. Wir sind also in dieser Krise der Deutschschweiz zwei Schritte voraus. Was bei uns passiert, wird spätestens in zwei Wochen auch in der Deutschschweiz sein.

Müsste die Schweiz jetzt nicht geeinter auftreten?
Natürlich! Aber das heisst nicht, dass alle Kantone die gleichen Bedürfnisse haben zum genau gleichen Zeitpunkt. St. Gallen und Tessin zum Beispiel, die Lage ist bei beiden zurzeit ein- fach unterschiedlich.

Wie ist denn die Lage zurzeit im Tessin?
Sie ist ernst. Aber wir sind bereit. Alle halten zusammen.

Das heisst, alle unterstützen den Entscheid der Regierung, die meisten Baustellen zu schliessen und die Wirtschaft noch weiter zu bremsen?
Das war kein Top-down-Ent- scheid, das muss ich klar festhal- ten. Alle Parteien unterstützen uns, auch die Sozialpartner, also die Gewerkschaften, aber auch der Baumeisterverband.

Wenn man sich aber umhört, sind nicht alle Betriebe gleichermassen auf dieser Linie. Öffentlich will sich aber niemand dazu äussern.
Solches ist mir nicht zu Ohren gekommen. Wir wollen aber im Dialog mit allen stehen, mit unseren Leuten. Die Signale, auch von der Bevölkerung sind klar: chiudere, schliessen. Und um zurück zu den Baustellen zu kommen: Es wird für viele Be- triebe immer schwieriger, Mate- rial zu bekommen. Vieles kommt aus Italien, und die Lieferkette reisst langsam ab.

Was können Sie über den seelischen Zustand Ihres Kantons sagen?
Vor ein, zwei Wochen hatten die Leute Angst. Das muss man zu- geben. Nun sind sie ruhiger. Und man darf nicht vergessen, dass die Tessiner daran gewohnt sind, in einem Labor zu leben.

Was meinen Sie mit Labor?
Das Tessin nahm schon oft früh gewisse Entwicklungen vorweg: Lohndumping, die Freizügigkeit. Und nun das Covid.