Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 31 gennaio 2020 del TG di Teleticino
http://teleticino.ch/il-tg/il-ticino-da-molto-all-esercito-YK2297526
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Nelle giornate di ieri e oggi presso il Centro cantonale della protezione civile di Rivera si è tenuto l’annuale Rapporto di Corpo della Cantonale. In apertura, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi si è complimentato con tutti i presenti per la qualità del lavoro svolto e peraver dimostrato “capacità, autorevolezza e dedizione” caratteristiche indispensabili per poteresercitare al meglio questa professione. Ha inoltre sottolineato come, durante eventi di rilievo internazionale – in particolare la visita del Segretario di Stato americano Pompeo e il WEF di Davos –la Polizia cantonale abbia saputo dar prova di professionalità ed efficienza, rispondendo “presente”quando necessario.
Tra le sfide che la Polizia cantonale si trova ad affrontare, il Consigliere di Stato ha ricordato la criminalità informatica, i reati economico-finanziari e le problematiche legate alla viabilità, ambiti nei quali è importante che le Autorità sappiano farsi trovare pronte e possano fornire risposte concrete a fenomeni di grande impatto sulla popolazione.
Il Comandante Matteo Cocchi ha dal canto suo ripercorso quanto svolto durante lo scorso anno, che ha visto la nomina del nuovo Capo della Polizia giudiziaria Thomas Ferrari e quella del nuovo Capo della Gendarmeria Marco Zambetti, e informato tutti i collaboratori, uniformati e non, sugli obiettiviche s’intendono raggiungere nell’ambito della visione 2020-2025. In particolare, il Comandante haposto l’accento sui riscontri positivi ottenuti anche lo scorso anno grazie al lavoro di squadra, che ha portato tra i diversi risultati raggiunti l’aumento del tasso di risoluzione degli incarti e una visibilità positiva oltre i confini cantonali, segnatamente a seguito dell’Esercitazione della Rete integrata Svizzera per la Sicurezza ERSS19. Ha inoltre ricordato l’affetto dimostrato dalla popolazione in occasione delle porte aperte della Polizia cantonale, svoltesi a Lodrino il 5 ottobre. Un abbraccio caloroso che dimostra il rispetto e la vicinanza dei cittadini.
La parola è poi passata ai capi area, al tenente colonnello Lorenzo Hutter, Sostituto Comandante e Capo dello Stato Maggiore, al maggiore Thomas Ferrari, Capo della Polizia giudiziaria e al maggioreMarco Zambetti, Capo della Gendarmeria, i quali hanno esposto ai presenti l’insieme delle attività del Corpo svolto nel 2019 proponendo, a supporto, delle retrospettive statistiche sui fatti di competenza della Polizia cantonale. In questa circostanza, particolare accento è stato posto sull’ulterioreperfezionamento delle competenze e sulla necessità di poter contare su un continuo apporto specialistico. Il personale è inoltre stato informato sui numerosi progetti che miglioreranno l’operatività grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie e sulle sfide alle quali sarà confrontato nell’immediato futuro sia da un punto di vista operativo sia di ulteriore collaborazione con i numerosi partner cantonali, federali e internazionali.
Comunicato stampa
Oggi pomeriggio il Dr. iur Avv. Matteo Salvadè ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, per assumere, a partire dal 1. febbraio 2020 e sino al 29 febbraio 2020, la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Mendrisio-Sud, nella misura del 100%. Andrà a sostituire temporaneamente il Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per infortunio.
Il Dr. iur Avv. Matteo Salvadè è attivo presso la Pretura di Mendrisio-Sud dal 2011 in qualità di Segretario assessore. In questa autorità giudiziaria ha già svolto il ruolo di Pretore supplente per un breve periodo nel 2017, mentre dal mese di luglio dello scorso anno e sino a oggi, 31 gennaio 2020, è stato Pretore aggiunto supplente nella misura del 50%.
Il Pretore supplente della Giurisdizione di Mendrisio-Sud assumerà la carica dal
1. febbraio in sostituzione del Pretore titolare avv. Enrico Pusterla, assente per infortunio e al quale vengono trasmessi i migliori auguri di pronto ristabilimento.
Alla cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi svoltasi oggi a Mendrisio hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia, Frida Andreotti e il Pretore di Mendrisio-Nord Andrea Alberti.
Didascalia: da sinistra Frida Andreotti, Norman Gobbi, Matteo Salvadè e Andrea Alberti.
Comunicato stampa congiunto DECS/DI
La Sezione degli enti locali (SEL) e l’Istituto della formazione continua (IFC), in colla-borazione con l’Ordine degli ingegneri e degli architetti del Cantone Ticino (OTIA) comunicano che la Commissione di valutazione ha individuato i finalisti e decretato i vincitori del premio “Comune Innovativo 2020”. Il vincitore della sezione “Comunità SMART” è il Comune di Capriasca con il progetto “Lugaggia Innovation Community”, mentre ad aggiudicarsi il primo premio della sezione “Innovazioni in Comune” è il Comune di Stabio con il progetto “Ufficio energia”.
Il concorso “Comune innovativo”, giunto alla sua quinta edizione, si pone un triplice obiettivo: anzitutto intende mettere in risalto i progetti innovativi pensati dai Comuni, in secondo luogo vuole stimolare un miglioramento continuo delle Amministrazioni comunali attraverso la «competizione virtuosa» e, infine, desidera favorire la condivisione di idee e conoscenze tra gli enti locali.
Al premio, promosso congiuntamente dal Dipartimento delle istituzioni (DI), dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) e dall’Ordine degli ingeneri e degli architetti del Cantone Ticino (OTIA), hanno preso parte 21 progetti nelle due sezioni previste dalla competizione, ovvero “Comunità SMART” e “Innovazioni in Comune”.
Per la sezione “Comunità SMART”, dedicata all’utilizzo delle nuove tecnologie, il vincitore è il Comune di Capriasca con il progetto “Lugaggia Innovation Community”. La realtà locale di Capriasca ha avuto la meglio sugli altri due progetti, selezionati tra i finalisti, ovvero “Piatta-forma eGov” del Comune di Lugano e “SmartxME” del Comune di Mendrisio.
Per la sezione generale “Innovazioni in Comune”, invece, ad aggiudicarsi il primo posto è il progetto “Ufficio energia” presentato dal Comune di Stabio. Gli altri tre finalisti della categoria sono stati invece il Comune di Acquarossa con il progetto “Incentivare il ripopolamento”, il Comune di Cadenazzo con l’iniziativa “Sportello lavoro” e il Comune di Sorengo che ha pre-sentato il progetto “SorenGO”.
La consegna ufficiale del premio ai due vincitori avverrà alle ore 17.00 di martedì 4 febbraio 2020 al Palazzo dei Congressi di Lugano in occasione del Secondo simposio Cantone-Comuni (il programma dell’evento è disponibile sul portale www.ti.ch/eventisel).
Ulteriori informazioni relative al premio sono disponibili sul sito www.comuneinnovativo.ch.
Da www.tio.ch
Dopo 24 anni di presidenza Boris Donda passa il testimone a Daniele Bisang. Due annegamenti nei laghi e fiumi ticinesi
Cambio ai vertici della Regione Sud della Società svizzera di Salvataggio (SSS): dopo ben 24 di presidenza (25 in comitato) Boris Donda ha lasciato la carica a Daniele Bisang, già vicepresidente e pure da 25 anni in comitato. Il passaggio di consegne è avvenuto durante dell’annuale assemblea della Regione Sud svoltasi lo scorso 18 gennaio al San Salvatore su organizzazione della Sezione di Paradiso che, quest’anno, compie i 40 anni di attività.
A Donda sono andati in particolare i ringraziamenti del presidente del Comitato centrale della SSS Rudolf Schwabe, presente all’assemblea, che ha elogiato il suo intenso e lungimirante lavoro sia a livello regionale che nazionale e internazionale a favore della divulgazione del nuoto di salvataggio.
Prevenzione alla base – Un lavoro fondato sulla prevenzione e sulla formazione di nuotatori atti al salvataggio: lo scorso anno, in Ticino, ne sono stati formati poco meno di 280 (Corso base pool) e sono stati rilasciati ben 170 brevetti giovanili. Nel 2019 in Ticino si sono verificati solo due decessi per annegamento, avvenuti in acque libere (lago Ceresio e Verbano), mentre a livello svizzero le morti sono una quarantina, di cui la maggior parte in laghi e fiumi.
Acque (più) sicure – L’opera di sensibilizzazione sui pericoli nascosti dalle acque, dunque, è sempre molto importante e in Ticino si avvale della collaborazione del Dipartimento cantonale delle Istituzioni e della Polizia lacuale. «L’estate scorsa è stata torrida e fiumi e laghi sono stati molto frequentati – ha detto ai presenti il capo del Dipartimento Norman Gobbi – Se gli annegamenti sono stati pochi, è anche segno che, da una parte, la campagna “Acque sicure” funziona e che, dall’altra, possiamo contare sulla competenza e la disponibilità delle Sezioni di salvataggio». Gobbi ha quindi ringraziato la Salvataggio per il suo importante ruolo e il presidente uscente per il suo lungo lavoro.
Sensibilizzazione dei bambini – Una nota positiva è venuta nell’ambito della prevenzione nella prima infanzia: l’iniziativa “Acqua Amica Mia” destinata a concludersi a livello nazionale e che in Ticino aveva permesso di avvicinare e sensibilizzare circa 2’500 bambini all’anno di varie scuole dell’infanzia potrà continuare anche nel 2020 grazie ad accordi presi con il Dipartimento cantonale dell’Educazione, della Cultura e dello Sport. Come ha spiegato la responsabile del settore Mariella Maghetti, cambierà il materiale didattico e le modalità d’uso, ma l’opera di prevenzione rimarrà.
Infine l’assemblea ha accolto le dimissioni dal Comitato di Dieter Schmid, da 10 anni capo istruttore regionale, e della segretaria Tamara Piazza. Gli uscenti hanno ricevuto un omaggio – oltre che dal Comitato regionale – anche da parte della SSS Sezione di Bellinzona, nella quale hanno operato a lungo; Sezione che ha proposto, con successo, la nomina di Boris Donda a presidente cantonale onorario. L’assemblea, alla presenza anche del vicepresidente centrale Clemente Gramigna, è stata aperta dalle parole del vice presidente della SSS Paradisio Thomas Bächtold e della sua presidente Nicole Eckert, nonché del sindaco di Paradiso Ettore Vismara.
Qual è oggi il ruolo del Comune? Quale autonomia accordare agli enti locali? Come stanno cambiando le amministrazioni comunali per rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini e qual è la reale partecipazione alla vita comunitaria della popolazione? Come ravvivarla in un’epoca in cui sembra predominare l’individualismo? “Sono tanti i temi che affrontiamo nel secondo Simposio Cantone/Comuni di martedì 4 febbraio – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Come già l’anno scorso, i protagonisti principali per abbozzare delle risposte sono i politici locali (in particolare sindaci e municipali) e i funzionari comunali, in particolare segretari comunali, ma non solo. E lo facciamo (tutti gli interessati possono ancora iscriversi entro il 28 gennaio direttamente utilizzando il link www.ti.ch/eventisel, ndr) proprio a 2 mesi esatti dalle elezioni comunali, per mettere l’ente comunale al centro dell’attenzione. Sono personalmente convinto che i cittadini ticinesi miglioreranno la qualità della loro vita, il loro benessere, le loro opportunità nella misura in cui i Comuni avranno gli strumenti, la capacità, le forze e il dinamismo per essere sempre più vicini e propositivi nei loro confronti”.
Ma oggi i Comuni non sono tutti uguali. E questo nonostante le aggregazioni. “È vero – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – e per questo dovranno avere strumenti adeguati. Con il Simposio cerchiamo di individuare piste e strategie in una visione che metta il Comune al centro dell’azione politica. Anche se – è chiaro – sarà sempre la capacità delle donne e degli uomini chiamati a guidare un Comune a fare la differenza! In quest’ottica non è scritto da nessuna parte che più il Comune è grande e migliore è la sua capacità di soddisfare i bisogni della gente. Gli esempi di enti locali virtuosi, anche se piccoli o medi per dimensione e numero di abitanti, non mancano. Non mi si fraintenda: non voglio dire che le aggregazioni non portano benefici. Anzi! Voglio invece ribadire che anche in questo 2020 e negli anni futuri a fare la differenza è e sarà comunque la capacità dei politici, così come quella dei funzionari che lavorano per e nei Comuni. A soli due mesi dalle elezioni comunali il Simposio vuole lanciare anche questo messaggio, per il bene del Ticino, per il bene delle cittadine e dei cittadini ticinesi. Tutto questo – lo sottolineo – al di là degli steccati politici e delle polemiche interne ai partiti, legate quasi esclusivamente alle candidature, che purtroppo constato sempre più frequentemente nelle ultime settimane!”, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Comunicato stampa
Il Consiglio di Stato ha adottato il messaggio che propone l’abbandono dell’aggregazione tra Collina d’Oro e Muzzano, respinta – seppur di misura – in votazione consultiva in entrambi i comuni.
Lo scorso 20 ottobre 2019 si è svolta la votazione consultiva sul progetto di aggregazione tra i comuni di Collina d’Oro e Muzzano, dalla quale è scaturito un esito di stretta misura contrario in entrambi i comuni. A Collina d’Oro lo scarto è stato di 11 voti (831 favorevoli, 842 contrari) e a Muzzano le schede contrarie hanno superato quelle favorevoli per un voto (219 no, 218 sì).Nel rispetto della volontà popolare e tenuto conto della situazione dei due comuni, il messaggio governativo propone al Gran Consiglio di decretare l’abbandono di questo progetto avviato nel febbraio 2017 con l’istanza aggregativa dei due municipi.
Quanto alle prospettive future, si ricorda che Collina d’Oro e Muzzano formano lo scenario “Collina Sud” proposto dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), attualmente al vaglio del Gran Consiglio. Coerentemente con l’impostazione aperta all’adattamento proposta dal PCA, che lascia ai comuni autosufficienti la priorità nel determinarsi nei concreti processi aggregativi nell’equilibrio complessivo del piano, è intenzione del Dipartimento delle istituzioni valutare con i municipi che entreranno in carica il prossimo aprile l’eventuale conferma, rivalutazione o adattamento dello scenario PCA che li coinvolge.
(foto: www.collinadoro.com)
Il direttore del Dipartimento delle istituzioni risponde a chi critica il dispositivo di sicurezza del WEF
Molte critiche sono state sollevate nei confronti dell’ingente dispositivo del WEF, a cui partecipano anche dei ticinesi. Interpellato da Teleticino, Norman Gobbi ha spiegato come per il Ticino i costi siano parzialmente coperti dal Cantone organizzatore, quindi dai Grigioni. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha anche rilanciato, spiegando che l’impegno ticinese viene ripagato in esperienza: “È un investimento che ritorna in formazione dei nostri agenti”, che possono così confrontarsi con grandi eventi cui bisogna garantire un elevato stardard di sicurezza.
Da www.liberatv.ch
Lo storico gerente del Peter Pan di Bellinzona ne ha per tutti: “La concorrenza? Forse invidiosa… E sui giovani dico che dovrebbero smetterla di stare al telefonino”
Gianni Morici rappresenta un nome importante nella ristorazione ticinese. Il suo Peter Pan, chiuso da pochi giorni, ha fatto la storia. In una lunga e sentita intervista, ha raccontato a TicinoLibero cosa farà ora, cosa è cambiato e che cosa vorrebbe cambiare, lanciando anche qualche accusa.
Cosa ha provato al momento di chiudersi alle spalle per l’ultima volta la porta del Pit?
“Sicuramente è stata una svolta importante nella mia vita, ho passato quasi 28 anni in quel locale, in pratica metà della mia vita. Non è stato facile, oltretutto ho fatto direttamente io il lavoro di sbaraccare ed è stato dura, ogni cosa che prendevo in mano era un ricordo. Quale mi ha emozionato di più? Smontare il palco, l’ultima cosa che ho portato via, è stato il clou del locale, ci sono stati concerti, successi. Toglierlo è stata un’emozione forte”.
Cosa porterà nel cuore di questi anni?
“Adesso continuerò a organizzare concerti, quel che porto del Pit è la crescita, è stato il mio lungo apprendistato che mi ha fatto crescere in tutti i sensi, anche professionale. Ovviamente c’è il ricordo di mio fratello, quando lavoravamo assieme, con lui che si dedicava di un lato del bar e io di un altro, riuscivamo a fare tanto, la sua parte manca”.
Quali sono i suoi progetti ora?
“Abbiamo rilevato il bar che si chiamava Ramarro, l’abbiamo addobbato stile Peter Pan, sarà un bar pub con concerti soprattutto nel weekend, portando avanti la nostra linea”.
Di fatto un nuovo Peter Pan?
“Lo gestiremo nello stesso modo, abbiamo portato il juke box e alcuni cimeli, per far sentire a loro agio i clienti. Alcuni stanno già arrivando”.
Servono ancora a Bellinzona e in Ticino locali così?
“Per me sì. Negli anni ’90 il bar era praticamente la seconda casa dei giovani. Uscivi di casa e andavi al bar. Al Peter Pan abbiamo formato una grande casa, con tanta gente che veniva e si divertiva. Per me sono clienti, ma sono tutti amici e figli miei, eravamo una grande famiglia. Ritengo che locali simili, dove il giovane si senta a casa, sono utili per dare una svolta al modo di vivere che stiamo abbracciando, dove si sta ore e ore sul telefonino senza parlare con nessuno, senza scambiare due parole. Ci stiamo chiudendo e il bar dà l’opportunità di conoscere gente, di socializzare, di suonare. Spero che i miei figli quando avranno l’età potranno avere un bar come punto di incontro con gli amici piuttosto che vederli col telefonino sempre”
Negli anni è diventato più difficile fare l’esercente?
“Sì perché per il cliente è diventato più facile andare a comparsi una birra o farsi una cenetta a casa senza spendere troppo, dunque al ristorante o al bar si va al bisogno, per questo vanno inventati degli eventi per portare gente. Se non fai un concerto, non dai qualcosa in più i giovani bevono per strada o si trovano nelle loro case. Adesso è facile trovare bere, anche birra, e fare ristorazione più difficile”.
Sono aumentati, negli anni, i clienti maleducati che vi rendono la vita difficile?
“Diciamo che ci sono sempre stati. Noto che sono cresciuti i vicini senza un minimo di tolleranza, sono diventati molto più rigidi, non sopportano nulla. Hanno troppo in mano la situazione, chiamano la Polizia e 30-40 persone che si stanno divertendo devono smettere, stare in silenzio, togliere la musica, tutto per una persona che ha detto di sentire rumore. Mi pare poco democratico. Al Peter Pan per anni non ha chiamato nessuno, poi hanno costruito dei palazzi vicino e ogni tanto arrivava la telefonata, ma quando fanno la musica alla piscina all’aperto tutto va bene. Magari si tratta anche di un vicinato geloso del successo del tuo locale che funziona, basta chiamare la Polizia ed essa interviene. Rivedrei tutto a livello di legge, mi pare una legge del Far West, vecchissima. Io andrei a vedere che davvero il volume sia superiore alle norme e identificare che chi ha telefonato sia davvero chi dice di essere”.
Sta lanciando accuse a qualcuno in particolare?
“Presumo, anche se non possono dirmelo, che alcune chiamate contro di noi siano arrivate dal bar di fronte a noi, per concorrenza. I nostri clienti che parcheggiavano nei loro parcheggi erano sempre multati. Io prenderei nome e cognome del cittadino che avverte la Polizia, redigendo un verbale e se in effetti era tutto nella norma fargli pagare per aver distolto gli agenti magari da altri interventi. Non si può che ad ogni rumore arrivano a far spegnere la musica, per una sola reclamazione”.
Detto tutto ciò, vale ancora la pena investire nella ristorazione in Ticino?
“Se si parla di grossi investimenti no, non abbiamo i numeri e gli utenti di una grande città, come Como o Milano”
Da www.liberatv.ch
Il dottore si è spento a 68 anni. Era fratello dell’ex ministro Lele e padre della deputata e municipale di Massagno Sabrina
Lutto a Faido e in tutta la Leventina per la morte improvvisa a 68 anni, del veterinario Mauro Gendotti, fratello dell’ex ministro Lele e padre della deputata e municipale di Massagno Sabrina. Sono gli stessi famigliari oggi a darne l’annuncio, insieme ai vertici del Partito popolare democratico, nel quale milita da anni Sabrina, Gran Consigliera e Municipale a Massagno. Anche il consigliere di Stato Norman Gobbi ricorda su Facebook la figura del dottor Gendotti, la cui vita, scrive, “si è interrotta bruscamente, lasciando tutti sgomenti e tristi”.
Mauro, aggiunge Gobbi, “ha dato molto all’agricoltura, in particolare all’alpicoltura, come veterinario e come appassionato alpigiano e cultore dell’arte casearia, anche quale vicepresidente della Società ticinese dell’economia alpestre. Un addio al caro Mauro e la nostra vicinanza alla moglie Melania e ai figli Sabrina e Pietro”.