Permessi in Ticino, strategia anti-stranieri

Permessi in Ticino, strategia anti-stranieri

Da www.corrieredicomo.it

Durissimo botta e risposta tra Gobbi, ministro della Lega, e alcuni deputati

Da un lato, la dura accusa dei vertici del Partito Liberale Radicale: «Il Cantone «mobbizza» i cittadini stranieri regolarmente residenti in Ticino». Dall’altro lato, la piccata replica del governo di Bellinzona: «Non è vero».
Strane storie di ordinaria contraddizione giungono da oltreconfine. Pochi giorni fa un «messaggio» del Consiglio di Stato ha risposto punto su punto a una mozione del Plr in cui si sosteneva che da parte del «Dipartimento delle istituzioni, e dalla Sezione della popolazione in particolare, vi è in atto una strategia antistranieri a tutto campo, inclusi coloro che non hanno mai dato problemi di sorta e tra questi anche quelli benestanti». Una strategia, sostengono i Liberali, potenzialmente in grado di penalizzare anche gli stessi cittadini svizzeri, dato che gli stranieri vessati dai controlli «contribuiscono al pagamento di imposte e a generare un certo indotto cantonale di cui beneficiano tutti i residenti, ticinesi compresi, in difficoltà».
Le accuse del Plr appaiono circostanziate. «Ci sono decine di casi di persone che ricevono continuamente visite di ausiliari di polizia e di impiegati comunali il mattino presto per verificare che cos’hanno nel frigorifero e quale biancheria hanno nei loro armadi. Si tratta di liste di persone, anche buoni contribuenti e residenti da diversi anni, e che mai hanno dato problemi, da controllare nel periodo di sei mesi».
Insomma: uno scenario da guerra fredda nei confronti di chi chiede il rinnovo del permesso B (dimora) o C (residenza). Una vera e propria stretta che sarebbe stata voluta e messa in atto dal ministro leghista Norman Gobbi, noto per le sue scelte anti-frontalieri.
 La replica, come detto, è arrivata pochi giorni fa. Ed è stata altrettanto dura nei toni e secca nelle argomentazioni. «La mozione propone una lettura dei fatti poco attinente alla realtà», si legge nelle prime righe. E più sotto: «I toni utilizzati dai mozionanti (i firmatari della mozione, ndr) e le allusioni a procedure persecutorie nei confronti degli stranieri sono infondati».
I numeri, dicono i funzionari del Dipartimento delle Istituzioni, «parlano chiaro: in Ticino si contano 173.553 permessi attivi; le decisioni negative per le quali l’Ufficio Migrazione ha fissato un termine di partenza o di cessazione di attività nel 2018 sono state 759, ovvero lo 0,44%. Di queste non tutte hanno poi implicato realmente un allontanamento dalla Svizzera, vuoi perché la situazione si è sanata in seguito, vuoi perché è stato accolto il ricorso. Alla luce di quanto precede, mal si comprendono simili affermazioni che accrescono solo l’animosità su un tema già sufficientemente delicato e complesso».
In realtà, ammette il governo, alcuni recenti cambi di norme hanno imposto un «nuovo approccio», forse più rigido ma sicuramente non discriminatorio. E diretto per lo più a «impedire che prestazioni sociali siano impropriamente erogate».

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Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la prima seduta ordinaria del 2020 – la 53. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dai rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La Piattaforma ha discusso lo stato di avanzamento della riforma istituzionale «Ticino 2020». Lo scorso 12 febbraio, il Comitato strategico ha concordato di procedere alla seconda fase del progetto, che dovrà concludersi entro fine anno e chiarire la fattibilità dei diversi scenari ipotizzati. L’obiettivo è di costruire uno scenario condiviso, per permettere al Consiglio di Stato di presentare il proprio messaggio al Parlamento entro la seconda metà del 2021.
In merito alla riforma fiscale delle imprese – e al Decreto legislativo che prevede la ripartizione di 13,5 milioni di franchi tra i Comuni ticinesi – il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha precisato che il Cantone effettuerà in autunno il versamento per il 2020. I rappresentanti dei Comuni hanno chiesto un’informazione puntuale a tutti gli enti locali sulla chiave di riparto dell’importo versato dal Cantone e sulle conseguenze a livello di forza finanziaria e per le future perequazioni.
La Piattaforma è stata poi informata anche sui lavori in corso per analizzare la procedura di incasso delle imposte ordinarie. Nei prossimi mesi il Gruppo di lavoro misto Cantone-Comuni consoliderà le proposte per migliorare la collaborazione: l’obiettivo è di presentare un rapporto al Consiglio di Stato. La Piattaforma è stata informata anche sull’intenzione del Cantone di contribuire alla realizzazione della rete internet a fibra ottica anche nelle zone periferiche.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi informato sull’avvio dei lavori per la Pianificazione integrata del settore anziani per il periodo 2021/2030: dopo il primo incontro, l’obiettivo è di giungere entro fine estate a consegnare le proposte da porre in consultazione.
Per quanto riguarda la riforma delle prestazioni complementari, in vista delle modifiche normative federali che entreranno in vigore il 1. gennaio 2021, è stata attirata l’attenzione in particolare sulle nuove regole previste in materia di riconoscimento delle spese per l’alloggio.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha in seguito fornito alcuni chiarimenti sulle tariffe orarie per i supplenti delle scuole comunali: è stato spiegato che il regolamento è stato di recente modificato, per tenere conto degli ultimi sviluppi legislativi.
Per quanto riguarda la riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, il Dipartimento delle istituzioni ha infine confermato che la bozza di Messaggio del Consiglio di Stato è attesa per la fine dell’estate 2020: a seguire, sarà avviata la consultazione esterna.
È stato infine comunicato che il Cantone sosterrà la partecipazione dei Comuni alla «Festa dei vicini», evento promosso nell’ambito del Programma di integrazione cantonale per stimolare la vita delle comunità locali.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 27 maggio 2020.

Per ulteriori informazioni riguardo alle consultazioni in corso: www.ti.ch/piattaformacc

«Sicurezza, un aiuto da Berna»

«Sicurezza, un aiuto da Berna»

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 4 marzo 2020 del Corriere del Ticino

Il consigliere nazionale dell’UDC Piero Marchesi auspica un sostegno finanziario ai Cantoni con compiti di polizia di frontiera
Norman Gobbi: «Serve a contrastare la criminalità»
Il consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC) ha presentato una mozione in cui chiede che ai Cantoni di frontiera chiamati a intervenire in prima persona per garantire la sicurezza dei confini venga corrisposto un sostegno finanziario da Berna. «Molti Cantoni che si trovano nelle zone di confine, in particolare a sud della Svizzera, svolgono compiti di polizia di frontiera e sostengono dunque dei costi che altri non hanno, accollandosi compiti che la Confederazione non svolge in modo completo», spiega Marchesi al Corriere del Ticino.
Da noi contattato, il direttore delle istituzioni Norman Gobbi ha accolto positivamente la richiesta: «Faccio una premessa, la situazione legata ai reati tipici della criminalità transfrontaliera è oggi certamente migliore rispetto, per esempio, al decennio scorso. Ma questo risultato è stato ottenuto proprio grazie a un rafforzamento dell’impegno richiesto alla nostra Polizia cantonale e ai Corpi delle Polizie Polo, assieme alla collaborazione intensa con le guardie di confine. Ci sono però avvenimenti, anche recenti e penso in particolare ai sei assalti ai bancomat (di cui uno fallito) oppure all’assalto a un portavalori a Monteggio, che non possono farci abbassare la guardia e che richiederanno sempre un costante lavoro di prevenzione e repressione, oltre che di indagine». Pertanto, «la proposta di Marchesi mi trova quindi del tutto favorevole: ai Cantoni di frontiera deve essere riconosciuto il lavoro che svolgono anche a beneficio del resto della Svizzera. Poter contare su un maggior introito da parte della Confederazione a favore degli sforzi compiuti dalle Polizie cantonali alla frontiera permetterebbe di migliorare il contrasto alla criminalità transfrontaliera. E la riflessione diventa ancora più importante per le incognite legate alla riorganizzazione dell’Amministrazione federale delle dogane e quindi del Corpo delle guardie di confine».

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare della Divisione della giustizia

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare della Divisione della giustizia

Comunicato stampa

La Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni informa che martedì 3 marzo 2020 verrà pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso pubblico per la posizione di Ufficiale di esecuzione cantonale. Una misura che s’inserisce nell’implementazione della riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare, nell’ambito della quale il Consiglio di Stato ha proceduto frattanto alla nomina dell’avv. Fernando Piccirilli quale futuro Capo della Sezione di esecuzione e fallimento delle Divisione della giustizia, che entrerà in vigore il 1° agosto 2020.

A seguito dell’approvazione da parte del Parlamento del Messaggio governativo di riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare, avvenuta nel febbraio 2019, il Dipartimento delle istituzioni, e per esso la Divisione della giustizia, ha avviato negli scorsi mesi i lavori di implementazione della nuova struttura, che entrerà formalmente in funzione, considerati i naturali avvicendamenti dal profilo del personale dirigente, il 1° agosto 2020. Questa riorganizzazione, inserita rammentiamo nel pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali varato la scorsa legislatura, prevede in particolare l’istituzione della Sezione di esecuzione e fallimento della Divisione della giustizia, che comprenderà l’Ufficio di esecuzione e l’Ufficio dei fallimenti, ciascuno diretto da un Ufficiale cantonale.Nomina del responsabile della Sezione di esecuzione e fallimento
Il Consiglio di Stato, a seguito di una procedura di concorso interna all’Amministrazione cantonale, ha nominato l’avv. Fernando Piccirilli, attuale Ufficiale di esecuzione del Sopraceneri e Responsabile cantonale del settore esecutivo, quale futuro Capo della Sezione di esecuzione e fallimento. Classe 1964, egli vanta una lunga esperienza nel settore esecutivo e fallimentare, all’interno del quale, in ruoli differenti, è attivo dal 1997. All’avv. Fernando Piccirilli spetterà in particolare assicurare la direzione del settore – che conta un centinaio di collaboratrici e collaboratori sparsi nelle varie sedi e agenzie cantonali – d’intesa con la Direzione della Divisione della giustizia, dal punto di vista della conduzione, della gestione, compresi i progetti strategici, della pianificazione e del coordinamento.

A nome del Consiglio di Stato, il Dipartimento delle istituzioni si congratula con l’avv. Fernando Piccirilli, formulando i migliori auguri per questa nuova sfida all’interno dell’Amministrazione cantonale e in particolare del settore esecutivo e fallimentare.

Pubblicazione del concorso esterno per la posizione di Ufficiale di esecuzione cantonale
Martedì 3 marzo 2020 sarà pubblicato il concorso esterno per la funzione di Ufficiale cantonale, che avrà quale compito principale quello di assicurare la direzione (conduzione, gestione, coordinamento, pianificazione e controllo) dell’Ufficio di esecuzione (sedi di Lugano, Mendrisio, Bellinzona, Locarno e agenzie di Biasca, Faido, Acquarossa e Cevio, compresi il Contact center e il Centro cantonale per i precetti esecutivi) che conta circa 80 collaboratori, garantendo il raggiungimento degli obiettivi generali del settore esecutivo sotto la supervisione del Caposezione.

Per la posizione posta a concorso si ricerca una persona con formazione accademica (licenza universitaria o master) che disponga di una comprovata esperienza nella conduzione del personale e nella conduzione di un ufficio e di progetti, un’eventuale esperienza nel settore esecutivo, capacità decisionali, di analisi di negoziazione, di sintesi, di gestione dei problemi, attitudine pronunciata alle relazioni con partner esterni ed interni. Affidabilità, discrezione, rigore e buona conoscenza delle lingue ufficiali sono altri aspetti che si rivelano essenziali per la posizione posta a concorso.

Tutte le informazioni e i requisiti per partecipare al concorso pubblico saranno consultabili alla pagina web www.ti.ch/concorsi.  

Designazione dell’Ufficiale di fallimento cantonale
Per quanto attiene la posizione di Ufficiale cantonale dell’Ufficio dei fallimenti, è prevista una procedura di concorso interna all’Amministrazione cantonale. Si rammenta come attualmente siano attivi a livello di funzionari dirigenti il Signor Silvio Bottegal, Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri e Responsabile cantonale del settore fallimentare, e il Signor Marco Piattini, Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri, prossimo al pensionamento dall’Amministrazione cantonale nel corso dell’anno. Come detto, la riorganizzazione comporta la presenza di un unico Ufficiale di fallimento cantonale.  

Sicurezza cyber: “Tutto comincia da te”

Sicurezza cyber: “Tutto comincia da te”

Presentata la nuova campagna di prevenzione

“Cyber sicuro”: è il nome dato alla quarta campagna di prevenzione lanciata dal Dipartimento delle istituzioni, assieme al Dipartimento delle finanze e dell’economia e in collaborazione con il Dipartimento dell’educazione, cultura e sport. “Un passo importante e indispensabile – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – in quest’era dominata ormai dalla digitalizzazione, che ha trasformato e trasformerà sempre di più i processi lavorativi, le modalità di produzione e fruizione dell’informazione e della comunicazione, nonché del modo di vivere il tempo libero. Tale cambiamento porta con sé molte opportunità, ma pure rischi concreti legati ad attacchi informatici, oppure a truffe online. Proprio per questo abbiamo istituito il Gruppo strategico Cyber sicuro che funge da punto di riferimento per questioni legate alla sicurezza informatica a livello cantonale e per la gestione di crisi in caso di attacchi informatici a infrastrutture e/o dati sensibili. Il Gruppo ha allestito un piano operativo («roadmap») che tiene in considerazione l’evoluzione della sicurezza informatica e del costante aumento delle minacce”.

Di particolare rilievo l’approccio interdipartimentale dato a questa nuova campagna di sensibilizzazione e prevenzione: “Non poteva che essere così – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Il Gruppo strategico, con la creazione di un sito (www.cybersicuro.ch) e la definizione di alcune attività già per questo 2020 e per il 2021, si pone come punto di riferimento a livello cantonale di ogni attività che si svolge nell’ambito della cyber sicurezza. Non si vuole tarpare le ali a iniziative private. Anzi: quest’ultime saranno favorite e rientreranno nella collaborazione che si vuole estendere a 360 gradi. La campagna si svilupperà anche in stretto contatto con l’autorità federale, per la quale saremo un partner privilegiato nel lavoro che viene svolto a livello nazionale, così da non disperdere le forze e condurre un’attività efficace ed efficiente. Per il Dipartimento delle istituzioni si tratta di un ulteriore sviluppo di quanto già viene fatto nel contesto della prevenzione a favore della gente, segnatamente per ridurre gli incidenti sulle strade, quelli in montagna e quelli nei nostri laghi e fiumi. Con Cyber sicuro andiamo a toccare un differente ambito – non legato strettamente alla protezione dell’incolumità fisica –, grazie al quale vogliamo limitare effetti negativi che possono verificarsi quando utilizziamo applicativi informatici, tentativi di truffe e di furto di dati personali compresi”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

 

Le tendine sono state installate

Le tendine sono state installate

Da www.rsi.ch/news

Si trovano nei pressi dei 4 ospedali dell’EOC e della clinica Moncucco. Accolgono chi presenta sintomi sospetti, evitando il contagio di terzi

L’annuncio era arrivato mercoledì dal direttore del DSS Raffaele De Rosa. Dalle parole si è passati ai fatti giovedì, quando sono state installate le tendine della Protezione civile nei pressi dei quattro ospedali dell’EOC e della clinica Moncucco. Queste strutture servono per accogliere chi presenta sintomi sospetti del coronavirus, evitando il contatto e l’eventuale contagio di altri pazienti.
“Informiamo l’utenza su vari aspetti, come la disinfezione della mani, e distribuiamo le mascherine a chi presenta sintomi d’influenza”, ha commentato da Mendrisio Marco Quattropani. Secondo lo stesso comandante del PCi del Mendrisiotto, non c’è stato un aumento dell’utenza rispetto a quella che normalmente già si reca all’ospedale.
Dalla conferenza stampa di Bellinzona, è emerso che l’unico malato ticinese sta bene, ma è ancora degente. Sono giunti i risultati di 15 casi sospetti, tutti negativi. Delle cinque persone sotto osservazione, quattro stanno bene mentre per la quinta si è in attesa dei risultati.
Il medico cantonale Giorgio Merlani ha invece ricordato le misure di prudenza: non solo lavarsi le mani, ma evitare di andare al lavoro o a scuola se si presentano sintomi e nemmeno fare visita ai degenti in ospedale o in casa anziani.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Le-tendine-sono-state-installate-12786756.html

Lugano, risottata baciata dal sole

Lugano, risottata baciata dal sole

Da www.ticinonews.ch

File chilometriche e nessun timore per il coronavirus, il tradizionale evento si è svolto senza problemi

La fila per aggiudicarsi un piatto di agognato risotto era quasi chilometrica. Segno che nella città sulle rive del Ceresio l’emergenza coronavirus preoccupa, ma non troppo. Nessun allarmismo. Complice anche il sole, i luganesi si sono riversati in Piazza Riforma.
Se in Nord Italia la vita quotidiana è sospesa, con scuole, teatri, musei e attività varie chiuse causa coronavirus, al di qua della frontiera la vita trascorre come da copione. Con buona pace di quanti, specie sui social media, hanno invocato perlomeno l’annullamento dei vari carnevali.

http://teleticino.ch/il-tg/lugano-risottata-baciata-dal-sole-AH2393288

Decio Cavallini… riposo!

Decio Cavallini… riposo!

Documentario di Storie/RSI – domenica 23 febbraio 2020

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12759165

“Devo guadagnarmi lo stipendio fino al 31 dicembre”. Dopo trent’anni nella polizia cantonale per Decio Cavallini gli ultimi mesi saranno come i primi. Ha attraversato momenti storici e drammatici della vita del Cantone, prima nei Reparti Speciali poi nella Gendarmeria ticinese e nel mantenimento d’ordine, sempre con approccio da vecchia scuola militare.
Giunto al traguardo della pensione stila un bilancio che malinconicamente non può essere tutto positivo. “La violenza è insita nell’essere umano”. Man mano che si avvicina il traguardo, Decio riflette sul futuro cercando di colmare il vuoto che teme lo possa attendere.
Una riflessione sull’ordine, sul rigore e sul potere, inteso soprattutto come grande responsabilità. Come ci si mette al riparo dalle derive che possono conseguire dal suo esercizio? E come ci si può preparare a rinunciarvi? Tutti temi che accomuneranno anche la riflessione in studio: ospite di questa puntata sarà una personalità ticinese che è arrivata fino ai vertici dell’Amministrazione federale, dopo una carriera lunga e ricca di ruoli diversi, tutti di grande responsabilità.
Giudice, Comandante della Polizia, segretario generale del Dipartimento cantonale dell’educazione, capoprogetto per la creazione dell’Usi, direttore della SUPSI… fino ad arrivare alla carica di Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione. Da poco ufficialmente in pensione, ma già al lavoro su nuovi progetti, con Rachele Bianchi Porro ci sarà questa settimana Mauro Dell’Ambrogio.