Ancora profondo rosso

Ancora profondo rosso

Fervono i lavori del Consiglio di Stato per allestire il Preventivo 2026
Si delinea un deficit attorno ai 100 milioni di franchi
Gobbi: «Il disavanzo è rilevante, per le misure di rientro terremo conto delle indicazioni del Parlamento»

Per avere la conferma, servirà ancora qualche settimana. Ma, stando a quanto inizia a trapelare, anche il preventivo per il prossimo anno si preannuncia da profondo rosso. Il disavanzo per le finanze del Cantone si aggirerebbe, infatti, attorno ai 100 milioni di franchi. Ieri il Governo ha incontrato i presidenti dei principali partiti, indicando a grandi linee le cifre del Preventivo 2026.
«Come abbiamo fatto con le associazioni del personale, i Comuni e l’economia, abbiamo fornito un quadro generale del futuro Preventivo 2026 anche ai presidenti dei partiti», spiega il presidente del Governo Norman Gobbi. «Per ora – aggiunge – abbiamo presentato solo le macro-cifre e le misure principali, in modo da poter orientare preventivamente tutti gli attori coinvolti », prosegue Gobbi, sottolineando comunque che « il deficit è rilevante ». Già, ma come intende muoversi allora l’Esecutivo? «Affineremo nei prossimi giorni le misure, ma nel farlo terremo conto delle indicazioni politiche arrivate dal Gran Consiglio lo scorso anno, soprattutto per quanto riguarda i settori da toccare meno nell’ambito della manovra di rientro». Tuttavia, precisa ancora il presidente del Governo, «andrà cercato un equilibrio tra entrate e uscite: se da una parte aumentano i bisogni, dall’altra bisogna essere consapevoli che questi devono essere coperti in qualche modo». Insomma, la coperta resta corta.

Al vaglio le misure di rientro
Tornando al Preventivo 2026, per ora, oltre all’ammontare del disavanzo d’esercizio – che ricalca quello di quest’anno -, va detto che il Consiglio di Stato, nell’allestire il documento, non ha previsto alcuna quota della Banca nazionale svizzera (BNS). Dunque, in caso di distribuzione dei proventi ai Cantoni, la situazione finanziaria potrebbe migliorare significativamente. Anche perché le entrate fiscali avrebbero retto. Restano invece ancora da definire con precisione le misure di rientro che il Governo intende attuare per mitigare il deficit. Secondo quanto abbiamo potuto apprendere, l’Esecutivo starebbe lavorando su provvedimenti che riguardano la mancata sostituzione del personale partente nell’Amministrazione cantonale, mentre altre misure di risparmio riguarderebbero la scuola, anche se è stato chiarito di non volerne in alcun modo intaccare la qualità. Per contro, sul fronte delle entrate, il Consiglio di Stato potrebbe agire sulle stime immobiliari, ritoccandole verso l’alto in attesa della prospettata riforma, che però richiederà anni.

Evitare il copione del 2024
Come spiegato da Gobbi, il Governo avrebbe comunque deciso di fare tesoro delle indicazioni emerse durante il dibattito in Gran Consiglio sul Preventivo 2025. E questo per evitare che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno, quando il Parlamento aveva deciso di stralciare alcune delle misure di risparmio e aggravi presentati dal Governo, peggiorando il deficit dello Stato.
Una delle variabili da tenere in considerazione sarà anche l’eventuale aumento dei premi di cassa malati per il prossimo anno. Nel caso di una nuova impennata, anche le uscite per i sussidi RIPAM aumenterebbero. Andando quindi a «pesare» sul preventivo. Ma anche l’esito delle votazioni del 28 settembre potrebbe giocare un ruolo rilevante. Proprio domani, il Consiglio di Stato presenterà la propria posizione sui temi al voto e Gobbi non nasconde la propria preoccupazione: «I timori, da parte nostra, sono forti. Se passassero sia le iniziative cantonali sulle casse malati, sia la riforma federale sul valore locativo, l’effetto per il Cantone sarebbe di quasi mezzo miliardo di franchi ». In caso di un sì alle urne alle due iniziative, il Governo ha comunque la facoltà di far «slittare» la loro entrata in vigore, evitando così di rimettere mano al preventivo.

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Incontro UP-Governo

«Toni più civili nella discussione»
Rapporti da migliorare

Il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale (UP) del Gran Consiglio si sono incontrati lunedì sera a Gentilino per una riunione politica, seguita da un momento conviviale «Da un lato – spiega il presidente del Governo Norman Gobbi – l’obiettivo è di migliorare i rapporti con incontri regolari, rivedendo anche le modalità di interazione tra Legislativo ed Esecutivo, ad esempio istituzionalizzando delle riunioni con i presidenti delle commissioni e anche con l’UP, nell’ottica di un migliore dialogo». Tutto, però, deve partire da un rapporto di fiducia, aggiunge Gobbi: «Senza quello, un dialogo è difficile».

Evasione dei messaggi
Il passo successivo sarà però anche «condividere la priorità di evasione dei messaggi ancora pendenti nelle Commissioni».
Infine, sottolinea Gobbi, l’auspicio espresso in occasione dell’incontro con l’UP «è che la discussione abbia toni più civili».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 settembre 2025 del Corriere del Ticino

Comuni ticinesi: Il DI guarda al futuro con nuove prospettive di collaborazione

Comuni ticinesi: Il DI guarda al futuro con nuove prospettive di collaborazione

Comunicato stampa

Perequazione, aggregazioni e dialogo istituzionale: sono questi i tre fronti su cui il Dipartimento delle istituzioni sta concentrando la propria azione in ambito comunale. Guidato dal Presidente Norman Gobbi, ha concluso a inizio estate il ciclo di incontri con i Municipi ticinesi, mentre nel Locarnese entra nel vivo il prestudio aggregativo che coinvolge cinque Comuni attorno a Locarno. Il 10 settembre, infine, tutti i sindaci si riuniranno a Locarno per un confronto diretto con il Governo, nel quadro del nuovo mandato affidato a Gobbi dal Consiglio di Stato per rafforzare i legami con cittadini e territorio.

Perequazione finanziaria e riforma Ticino2020
Gli incontri con i Municipi hanno evidenziato la necessità condivisa di superare l’attuale modello di redistribuzione basato unicamente sulla capacità fiscale dei Comuni, per approdare a un sistema più aderente ai compiti effettivamente assunti a livello locale. L’orientamento espresso dal territorio è chiaro: procedere verso una «perequazione per ambiti», legata a prestazioni pubbliche concrete come trasporti, scuola, servizi sociali e cultura.  

«Il sistema perequativo deve tornare a essere uno strumento di coesione e di responsabilità condivisa, capace di valorizzare il ruolo e le specificità di ogni Comune», afferma Marzio Della Santa, capo della Sezione degli enti locali.  

Il futuro della perequazione dipenderà dall’evoluzione della riforma Ticino2020. Le indicazioni raccolte durante gli incontri saranno la base per elaborare una proposta di revisione entro il 2026, con l’obiettivo di riportare il progetto su un binario operativo e condiviso.  

Aggregazioni nel Locarnese
Sul fronte delle aggregazioni comunali, entra nel vivo il prestudio aggregativo legato allo scenario «Urbano» del Locarnese, che coinvolge Locarno, Losone, Brione Sopra Minusio, Orselina, Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia.
Il percorso parte dal basso, con il coinvolgimento diretto della popolazione: a partire da settembre sarà lanciato un sondaggio per rilevare come cittadine, cittadini e aziende percepiscono la qualità della vita nei rispettivi Comuni, affiancato anche da una serie di serate informative nei quartieri. Questa fase di «bilancio partecipato» ha lo scopo di scattare una fotografia della realtà attuale: punti di forza, criticità, bisogni quotidiani e aspettative di chi vive e lavora sul territorio. I dati raccolti offriranno ai Comuni una base concreta per valutare se proseguire o meno con l’elaborazione di un progetto aggregativo, assicurando che ogni scelta sia radicata nelle esperienze reali della popolazione.  

Incontri con i sindaci a Locarno
Il dialogo con i Comuni proseguirà a livello cantonale il prossimo 10 settembre a Locarno, dove il Governo incontrerà le sindache e i sindaci ticinesi. Sarà l’occasione per un confronto diretto sui principali dossier aperti e per rafforzare il rapporto di collaborazione istituzionale, nel solco del federalismo cooperativo che caratterizza il nostro Cantone.  

Un mandato per rafforzare i legami con il territorio
Infine, si rammenta che il Consiglio di Stato, lo scorso mese di giugno, ha affidato al Presidente Norman Gobbi un mandato specifico per intensificare le relazioni tra Amministrazione cantone, cittadini e tessuto economico. L’obiettivo è valorizzare le peculiarità del territorio ticinese e rafforzare la fiducia reciproca tra istituzioni e società civile, con un approccio pragmatico e vicino alla realtà quotidiana delle persone.   «Questi diversi percorsi – dalla perequazione alle aggregazioni, fino al dialogo diretto con i sindaci – rispondono a una stessa visione: costruire un Cantone più coeso, dove istituzioni e comunità collaborano per il bene comune», sottolinea Norman Gobbi.  

 

Incontro tra il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio

Incontro tra il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio si sono incontrati ieri nell’ex Palazzo municipale di Gentilino per una riunione politica, seguita da un momento conviviale. I partecipanti – accolti dal Municipio del Comune di Collina d’Oro – hanno colto l’occasione per discutere, in un clima franco e costruttivo, vari argomenti di attualità e dello stato dei rapporti istituzionali tra esecutivo e parlamento.

La riunione di ieri – richiesta nello scorso mese di giugno dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio – ha permesso un’approfondita discussione su vari temi di attualità, in un clima contrassegnato da toni schietti e dalla comune volontà di migliorare la collaborazione istituzionale, a pieno beneficio degli interessi della popolazione ticinese. Le due delegazioni – guidate dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e dal Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann – hanno inoltre espresso la volontà di programmare, anche in futuro, una serie di incontri regolari.
Al termine dell’incontro di lavoro, i partecipanti hanno proseguito le discussioni in modo informale, nel corso di un momento conviviale.

Campionati europei di bocce di Chiasso: saluto

Campionati europei di bocce di Chiasso: saluto

Il saluto del Presidente del Consiglio di Stato e Presidente del comitato d’onore

Personalmente, l’immaginario delle bocce mi riporta con la mente ai viali del bocciodromo di Piotta, dove ho imparato a giocare, e a quei momenti di incontro (e di scontro, leale ma accesissimo!) che avvicinavano le generazioni.
Altre persone, magari, ricorderanno le prime esperienze vissute in estate al grotto o durante le vacanze all’estero, al mare o in montagna.
Indipendentemente da come ognuno di noi si sia avvicinato a questa disciplina, il tempo trascorso a praticarla ci ha insegnato valori come la precisione dei gesti, la ricerca della massima concentrazione e il controllo delle emozioni.
Il Campionato europeo di quest’anno è il nuovo capitolo di una storia millenaria, che si estende dalla preistoria all’epoca digitale, dimostrano la longevità di uno sport che continua a unire e appassiona.
Grazie a questo evento, la Città di Chiasso e per il nostro Cantone hanno l’opportunità di diventare un palcoscenico a livello continentale, rendendo onore alla tradizione di un giocoamatissimo a sud delle Alpi.
Per Chiasso si tratta di un avvenimento speciale: in questa piccola grande Città, chiamata dai giornalisti «la culla delle bocce», si è svolto nel 1983, in un Palapenz da poco inaugurato, il primo Campionato mondiale di bocce. Pochi anni dopo, nel 1986, venne riconosciuta la Confederazione boccistica internazionale, la cui sede principale si trova qui nel Sud del Ticino. Nel 2003, lo stesso Palapenz ha avuto l’onore di ospitare l’ottavo campionato mondiale di bocce e infine, nel 2007, Chiasso ha proposto per la prima volta tutti i Campionati svizzeri sotto lo stesso tetto.
Per questo nuovo capitolo della lunga storia d’amore fra Chiasso e le bocce, auguro alle autorità comunali, agli organizzatori e a tutti i partecipanti di vivere momenti che, come è nello spirito di questo gioco, riescano a fare incontrare persone di tutte le età e provenienze, nel quale mostrare a tutta l’Europa un Ticino positivo e allineato ai valori migliori che lo sport è in grado di insegnarci.
Un caloroso benvenuto in Ticino a tutte le giocatrici e giocatori e al pubblico che sarà presente.

(Immagine: www.federbocce.ch)

“Wir schaffen das”… nicht!

“Wir schaffen das”… nicht!

Dieci anni dopo: riflessioni dalla frontiera sud

Dieci anni fa, il 31 agosto 2015, Angela Merkel pronunciava la frase destinata a diventare il simbolo della politica migratoria tedesca senza reali controlli: «Wir schaffen das» (“Ce la faremo”).
Con quelle parole, la Germania si presentava come faro di speranza. Oggi, a distanza di un decennio, quella dichiarazione continua a dividere l’opinione pubblica e, in particolare, la Svizzera e la regione ticinese ne hanno vissuto direttamente le conseguenze.
«Diversi episodi di criminalità e terrorismo hanno riacceso il dibattito sulla gestione dei confini e sull’efficacia dei controlli» osserva il consigliere di Stato Norman Gobbi. «Alcuni responsabili di attentati in Germania e in altri Paesi europei risultavano entrati con i flussi migratori del 2015–2016, senza verifiche sistematiche. Inoltre – prosegue Gobbi – le statistiche mostrano un aumento dei reati commessi da richiedenti asilo o persone prive di uno status definito, in particolare furti e aggressioni. Questo conferma come la politica migratoria delle porte aperte, sostenuta dai movimenti no-borders, si sia rivelata fallimentare».
Le difficoltà, sottolinea Gobbi, non si sono limitate alla sicurezza. «Dal punto di vista socio-economico, l’arrivo massiccio e incontrollato di migranti ha avuto conseguenze pesanti. Ancora oggi una parte significativa di loro non ha raggiunto un’autonomia economica sufficiente e continua a dipendere dall’assistenza sociale, con costi rilevanti per la collettività e con forti tensioni sociali. Anche scuole e sistemi di formazione hanno faticato ad assorbire i nuovi arrivati, soprattutto adulti con scarse competenze linguistiche e professionali».
Il 2016 fu l’anno in cui la frontiera sud della Confederazione, il Canton Ticino, si trovò al centro della cosiddetta “stagione delle porte aperte”, generata dalle politiche tedesche di accoglienza. «In quell’anno – ricorda Gobbi – furono registrati quasi 34’000 ingressi illegali solo in Ticino: un record per la Svizzera, che mise a dura prova la sicurezza e le strutture di accoglienza. L’ondata migratoria creò sfide politiche, sociali e operative senza precedenti sia per il Cantone sia per la Confederazione».
La situazione fu particolarmente critica a Chiasso, principale punto di transito verso la Svizzera interna. «La pressione era tale – spiega Gobbi – che furono necessari interventi straordinari in materia di ordine pubblico, protezione civile, polizia e coordinamento con Berna. Nell’emergenza, abbiamo aperto un centro di riammissione a Rancate, capace di gestire l’alto numero di arrivi. Una risposta possibile solo grazie alla rapidità e alla capacità del mio Dipartimento e dei miei collaboratori. Abbiamo dimostrato al resto della Confederazione che il Ticino è davvero la Porta Sud del Paese».
Quale insegnamento trarre da quegli anni? «L’ondata migratoria del 2015–2016 ha mostrato chiaramente che non bastano i buoni sentimenti o gli slanci umanitari – conclude Gobbi –. Serve una politica migratoria chiara e rigorosa, con controlli di frontiera efficaci e una cooperazione concreta, non semplici slogan emotivi».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 31 agosto 2025 de Il Mattino della domenica

Amministrazione: cerimonia di fine apprendistato

Amministrazione: cerimonia di fine apprendistato

Comunicato stampa

L’Auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona ha ospitato mercoledì 27 agosto 2025 la tradizionale cerimonia per la chiusura del ciclo di formazione degli apprendisti dell’Amministrazione cantonale. L’evento ha permesso di onorare l’impegno delle giovani e dei giovani che hanno svolto il loro tirocinio nei diversi Dipartimenti, e di sottolineare l’impegno di tutti i servizi coinvolti nel mettere a disposizione un ambiente di lavoro stimolante e orientato alla crescita personale.

La cerimonia, organizzata per concludere simbolicamente l’ultimo anno di apprendistato, ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, del Caposezione delle risorse umane, Raniero Devaux, del Presidente dell’Associazione dei pensionati dello Stato, Pierre Spocci – oltre che di un numeroso pubblico formato da genitori, parenti, responsabili della formazione e funzionari in rappresentanza dei diversi settori di attività del Cantone.

Nei loro interventi, i relatori hanno sottolineato il ruolo attivo dell’Amministrazione cantonale nella formazione dei giovani, e la volontà di mettere a disposizione delle giovani generazioni un ambiente di lavoro stimolante. Ai giovani presenti è stato rivolto l’invito a considerare l’attestato di fine tirocinio come un traguardo intermedio, da arricchire con l’esperienza professionale e – soprattutto – tramite un approccio orientato alla formazione individuale permanente.  

Di seguito, la lista dei 74 apprendisti e stagisti hanno terminato con successo il loro tirocinio, suddivisi nelle varie categorie professionali:  

  • apprendista addetto alle attività agricole CFP: Eros Cacciola
  • apprendista agricoltore AFC: Tristan Taddei
  • apprendisti/e cuochi/e AFC: Matilde Domeniconi, Tommaso Scarpa
  • apprendista geomatico AFC: Amel Zekan
  • apprendisti/e gestori/trici delle informazioni e della documentazione AFC: Elia Anghinoni, Samuel Columpsi, Nolween Kümin, Simona Soldati, Jamila Zanoli
  • apprendisti/e impiegati/e di commercio AFC: Nelson Almeida Vieitos, Gioele Arnaboldi, Giada Conforti, Alice Dellatorre, Edina Hrnic, Ivan Jozak, Nicolò Manfrina, Carlos Mina, Martino Musso, Mattia Novaresi, Raffaele Pedrioli, Roberta Praino, Sebastian Scaramella, Tommaso Taccogna, Yasemin Top
  • apprendista impiegata di commercio CFP: Elisa Daniele
  • apprendista impiegato in logistica AFC: Gjulian Dujaka
  • apprendista operatore di edifici e infrastrutture AFC: Milo Cavallo
  • apprendisti informatici AFC: Leonardo Calamaro, Noé Conti, Marco Grebac, Marco Merlini, Sascha Nasciuti, Fabio Pirro
  • apprendista interactive media designer AFC: Lara D’Argenio
  • apprendista laboratorista in biologia AFC: Alan Ciarpelli
  • apprendista meccatronico AFC: Theo Jaquet-Richardet
  • apprendisti operatori informatici AFC: Angelo Berva, Gregory Delcev
  • apprendista operatrice socioassistenziale AFC: Aylin Cömertpay
  • apprendista polydesiger 3D AFC: Matilde Baiardi
  • stagisti/e per il conseguimento della maturità professionale commerciale: Elisa Antonioletti, Martina Beltraminelli, Luigi Benincasa, Matteo Bricalli, Samir Youssef Camponovo, Giovanna Cardoso Giglio, Amélie Crivelli, Sandra Cvetkova, Katarina Jovcic, Nicole La Rocca, Michele Lanini, Cassandra Marra, Alan Metral, Elisa Natali, Martino Novaresi, Ludovico Olivieri, Andrea Pinesi, Christian Raia, Stefano Rappazzo, Bennan Saliji, Saranghi Sivasangaran, Sophia Städler, Matteo Thoma, Samuel Viggiano
  • stagista per il conseguimento dell’attestato federale di capacità quale impiegato di commercio AFC: Anna Pandini, Mayra Pisano, Ambra Rodoni, Elisa Sperolini, Michel Steyaert, Monica Tedone

Il premio speciale dell’Associazione dei pensionati dello Stato, destinato a chi si è distinto particolarmente durante il tirocinio, è stato attribuito a Matilde Baiardi (polydesigner 3D), Giada Conforti (impiegata di commercio), Matilde Domeniconi (cuoca), Theo Jaquet-Richardet (meccatronico), Marco Merlini (informatico aziendale), Simona Soldati (gestrice delle informazioni e della documentazione).  

Sessione autunnale delle Camere federali – Il Consiglio di Stato incontra la Deputazione ticinese

Sessione autunnale delle Camere federali – Il Consiglio di Stato incontra la Deputazione ticinese

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi la Deputazione ticinese alle Camere federali per la tradizionale riunione in vista della sessione parlamentare autunnale, in programma dall’8 al 26 settembre.

Durante la sessione autunnale delle Camere federali verranno trattati diversi oggetti di particolare interesse per il Cantone Ticino, dei quali Consiglio di Stato e Deputazione alle Camere federali hanno discusso durante il tradizionale incontro di preparazione.
Per quanto concerne i temi relativi alla mobilità, Consiglio di Stato e Deputazione hanno dapprima discusso dell’attuale e futura gestione operativa dei due tunnel autostradali al San Gottardo, successivamente è stato tematizzato il credito d’impegno stanziato dal Consiglio federale per quanto concerne l’offerta di trasporto del traffico regionale viaggiatori, giudicato insufficiente dal Governo per rapporto agli obiettivi e alla copertura del fabbisogno dei Cantoni. Governo e Deputazione hanno colto l’occasione per un aggiornamento reciproco in merito alla situazione di FFS Cargo e all’impatto sul Cantone.
La discussione si è in seguito spostata sulla situazione finanziaria della Confederazione e sulle misure di risparmio federali, di prossima trattazione, nonché dei diversi progetti che saranno verosimilmente destinati a subire le conseguenze, come ad esempio gli annunciati tagli legati al Programma Gioventù+Sport.
Per quanto concerne i temi relativi al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, l’attenzione è stata rivolta in maniera particolare alla trattazione congiunta dell’Assemblea federale di numerosi atti parlamentari dedicati alla promozione della formazione professionale.
In ambito di politica sanitaria è stata discussa la situazione relativa ai costi della salute, con particolare riferimento alle due iniziative cantonali per ridurre la spesa per i medicamenti a carico dell’assicurazione malattia, presentate dal Consiglio di Stato lo scorso 9 luglio tramite il messaggio governativo numero 8597.
Durante l’incontro l’accento è stato posto anche su dossier con potenziali importanti ripercussioni finanziarie per il Cantone, quali la perequazione finanziaria nazionale, e sull’impatto derivante dall’entrata in vigore dei dazi statunitensi nei confronti della Svizzera e del Ticino.
A margine dell’incontro con il Consiglio di Stato, la Deputazione ticinese alle Camere federali ha tenuto la sua riunione ordinaria, presieduta dalla Consigliera nazionale Greta Gysin.
Nel pomeriggio sono previsti i festeggiamenti per la Presidente della Deputazione nel Comune di Val Mara.
Il programma di incontri della Deputazione ticinese a Berna durante la sessione autunnale prevede un incontro con il Consigliere federale Ignazio Cassis e con i vertici di Swisscom.

Inaugurata la nuova Riserva forestale Val Marcri: un patrimonio naturale di oltre 1’400 ettari

Inaugurata la nuova Riserva forestale Val Marcri: un patrimonio naturale di oltre 1’400 ettari

È stata ufficialmente inaugurata la Riserva forestale Val Marcri, una delle più estese del Cantone Ticino con i suoi 1’464 ettari, compresi tra i 900 e i 2’310 metri di altitudine. L’inaugurazione si è svolta in presenza del Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Sindaco di Personico Emilio Cristina, il Presidente dell’Alleanza Patriziale Ticinese Tiziano Zanetti, il Direttore dell’Organizzazione Turistica Regionale Bellinzonese e Alto Ticino Juri Clericetti, il Presidente del Patriziato di Personico Remo Guzzi, l’Ingegnere circondario in pensione già membro della Commissione Cantonale Riserve Forestali Dottor Flavio Tognini e il Responsabile dell’Ufficio forestale 2° circondario di Biasca, Aron Ghiringhelli.

L’area protetta comprende le valli sospese della Val Marcri, Val d’Ambra e Val Nèdro, modellate dai ghiacciai e rimaste in gran parte intatte grazie alla difficoltà di accesso e al ridotto sfruttamento boschivo negli ultimi decenni. Qui si incontrano faggete, abetine, peccete e lariceti che potranno evolvere liberamente senza intervento umano, offrendo un habitat ideale a cervi, caprioli, camosci e persino alla lince.

Una lunga storia di collaborazione
Il progetto affonda le sue radici negli anni ’90, quando un giovane ingegnere forestale immaginò per la prima volta di trasformare la Val Marcri in una riserva. Nel 2005 arrivò un lavoro di diploma sul tema, realizzato da Federico Rossini, tra l’altro moderatore della giornata inaugurativa, nel 2007 l’approvazione dello studio preliminare dei tre Patriziati, e nel 2012 quella del progetto definitivo da parte del Gran Consiglio che autorizzava il Consiglio di Stato a firmare la relativa convenzione.
Il dott. Flavio Tognini, ricordando il percorso trentennale, ha dichiarato:
“È una storia lunga, fatta di idee fuori dal comune, di partecipazione e di collaborazione. Fare riserva piace sempre di più, e con l’ampliamento del 2016 siamo arrivati ai 1’464 ettari attuali. Oggi, trent’anni dopo quell’idea iniziale, inauguriamo con grande emozione questa straordinaria opera collettiva”.

Il valore politico e istituzionale
Il Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha ricordato l’importanza del progetto anche come segnale di coesione territoriale:
“Questo risultato celebra le nostre radici, la collaborazione e la visione per il futuro. È un’iniziativa che valorizza una delle nostre preziose valli e ribadisce il ruolo imprescindibile dei patriziati nella cura del territorio ticinese: senza di loro molte aree rischierebbero l’abbandono, con la perdita di una parte essenziale della nostra storia, identità e anima.”

Un modello di governance territoriale
Durante la cerimonia, Cristina Emilio, Sindaco di Personico ha sottolineato:
“Nonostante gli anni trascorsi, i vari attori coinvolti hanno sempre creduto nella bontà di questo progetto. Oggi celebriamo non solo una riserva, ma anche un modello virtuoso di governance territoriale, in cui enti locali e autorità hanno condiviso obiettivi di tutela ambientale e di sviluppo di un turismo sostenibile”.

Turismo responsabile, educazione e ricerca
La riserva non è solo un santuario naturale: diventerà un laboratorio scientifico e didattico, aperto a scuole, ricercatori e cittadini, che potranno osservare l’evoluzione spontanea degli ecosistemi forestali.
Grazie ai 26 km di sentieri escursionistici, curati dai patriziati in collaborazione con Organizzazione Turistica Regionale Bellinzonese e Alto Ticino e Alto Ticino e TicinoSentieri, il territorio sarà accessibile in sicurezza, con segnaletica rinnovata, rifugi rustici (come Alpe Marcri, Stabbio di Mezzo e Cascina di Lago) e punti panoramici attrezzati.
Il Juri Clericetti, Direttore, ha evidenziato:
“La Val Marcri è un autentico paradiso naturale che arricchisce l’offerta turistica del nostro territorio. Vogliamo promuoverlo come esperienza autentica, in linea con i nostri valori legati alla sostenibilità e all’accoglienza”.

Il ruolo dei Patriziati
Tiziano Zanetti, Presidente ALPA (Alleanza Patriziale Ticinese), ha voluto ringraziare i numerosi volontari e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione della riserva sottolineando:
“Un progetto che testimonia la solida rete di collaborazione tra Patriziati, Comune e Cantone, grazie alla quale è possibile realizzare numerose iniziative a favore della comunità e della cura e valorizzazione del territorio. Una collaborazione che ALPA continua a rafforzare, promuovere e far conoscere, coinvolgendo anche le giovani generazioni attraverso la sinergia con Lingue e Sport. Ringrazio di cuore chi ha lavorato e collaborato a questo progetto, perché la riserva è davvero il frutto di un impegno collettivo e della nostra comunità”.

Un bene comune
A nome dei patriziati coinvolti, è stato ribadito l’impegno a garantire la manutenzione dei sentieri e a sostenere iniziative di valorizzazione della riserva, affinché diventi un patrimonio vivo della comunità locale.
“Con questa riserva doniamo alle generazioni future un patrimonio naturale intatto e allo stesso tempo accessibile, un luogo dove natura, scienza ed educazione si incontrano. Ringrazio i nostri antenati per averci donato questi luoghi incantati”, ha dichiarato Remo Guzzi, Presidente del Patriziato di Personico, Patriziato pilota dell’ente promotore della riserva con i Patriziati di Bodio e Pollegio.

Durante la cerimonia di inaugurazione è intervenuto anche Aron Ghiringhelli, Responsabile dell’Ufficio forestale 2° circondario di Biasca che auspica che la riserva forestale possa diventare un patrimonio della comunità locale e vivere grazie alla promozione di iniziative in sintonia con gli scopi per la quale è stata istituita.

Comunicato stampa dei promotori sull’inaugurazione della Riserva Forestale Val Marcri

«Molto rumore per nulla»

«Molto rumore per nulla»

Toni forti ieri al Palazzo dei Congressi durante la sessione straordinaria extra muros per discutere dello scambio al vertice fra Gobbi e Zali, con quest’ultimo assente.
Critiche, stoccate e malumori si sono infranti contro un muro di (almeno apparente) tranquillità. Assente Claudio Zali, il Consiglio di Stato si è presentato ieri al Palazzo dei Congressi di Lugano (quello delle Orsoline è al momento off-limits per lavori) compatto e deciso.
L’obiettivo era chiaro: difendere senza esitazioni l’“arrocchino”, ovvero il cambio di dipartimento “light” fra i due consiglieri di Stato leghisti. 
La linea esposta da Norman Gobbi, in qualità di presidente ma anche come diretto interessato, e ribadita poi dagli altri membri dell’Esecutivo, è rimasta costante: la decisione è stata presa collegialmente, nel rispetto delle leggi e con l’intento dichiarato – su impulso di Zali – di “sbloccare” la riforma della giustizia. Una vicenda, secondo il Consiglio di Stato, ingigantita oltremisura:
«Molto rumore per nulla». Rumore, però, ce n’è stato eccome. Nel lungo pomeriggio di lavori non sono mancati interventi al vetriolo e attacchi poco velati ai due consiglieri leghisti.
Le critiche hanno spaziato dal “giochino politico” in ottica elettorale alla «complicazione più che semplificazione», fino all’accusa di una decisione calata dall’alto. Più volte è stata citata la
questione della comunicazione: la “velina” del 9 luglio, giudicata perentoria e poco esplicativa.
Su richiesta di Matteo Pronzini (Mps) si è quindi votato per sospendere la sessione, al fine di sottoporre all’Ufficio presidenziale tre risoluzioni sul tema.
Due di esse chiedevano di rivedere l’arrocchino. Dopo la deliberazione, l’Ufficio ha però deciso di non fare propria nessuna delle tre.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 26 agosto 2025 di 20Minuiti