Infrastrutture critiche nel mirino degli hacker

Infrastrutture critiche nel mirino degli hacker

In Svizzera oltre 100 attacchi in poco più di quattro mesi – L’analisi dell’esperto di sicurezza informatica Alessandro Trivilini

Gli attacchi vengono perpetrati di nascosto. I criminali spesso sono entità invisibili, che si muovono con grande destrezza nel cyberspazio. Ma quando colpiscono, fanno male e possono causare danni enormi. Stiamo parlando della cybercriminalità, che anche in Svizzera è sempre più diffusa.
Per le autorità federali, proteggere popolazione ed economia dalla criminalità informatica è diventata una priorità. E per poter osservare la situazione e proteggere altre istituzioni, dal mese di aprile di quest’anno per i gestori di infrastrutture critiche è obbligatorio segnalare qualsiasi attacco subito.
Ebbene, stando all’Ufficio federale per la cibersicurezza, sono stati colpiti anche enti pubblici. Da aprile ad agosto, ci sono stati ben 24 attacchi: 10 a livello comunale, 5 cantonale e 9 a livello federale.
E nel mirino dei pirati informatici finiscono sempre più spesso anche altre strutture nevralgiche: aeroporti, ospedali o aziende attive nei trasporti pubblici. Nel dettaglio, la Confederazione segnala 8 attacchi a istituzioni sanitarie, 9 nel settore dell’istruzione, 5 nelle telecomunicazioni, 3 ad aziende elettriche e 4 attacchi a fornitori di acqua potabile. A questi se ne sommano altri, in settori come le assicurazioni o la finanza, per un totale di 106 attacchi.
Per migliorare ancora la trasparenza, da ottobre si passerà dal semplice obbligo di notifica a un sistema di multe per chi non comunicherà di essere stato vittima di un cyberattacco.

L’IA che facilita la costruzione degli attacchi e un ecosistema sempre più complesso
Oltre 100 attacchi a infrastrutture critiche in poco più di quattro mesi in Svizzera. “È un dato altamente sottovalutato” afferma Alessandro Trivilini, responsabile Servizio informatica forense della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), interpellato dal Telegiornale della RSI. Da una parte, sottolinea, “siamo entrati appieno nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa, che facilita la costruzione di attacchi”, dall’altra “la sicurezza informatica è diventata più complessa”, in cui gli attacchi colpiscono un ecosistema formato da fornitori, consulenti, aziende di servizi a istituzioni.
Negli attacchi, continua Trivilini, vengono presi di mira gli enti pubblici, perché si tratta di “soldi facili”. Gli enti pubblici devono infatti rispondere ai cittadini per quanto riguarda la protezione dei loro dati sensibili. “Non possono permettersi di dire che non erano preparati, quindi: o evitano l’attacco oppure pagano il riscatto”.
Ma cosa devono fare ditte e gestori di infrastrutture critiche per proteggersi? Innanzitutto si devono rendere conto se fanno parte dei gestori di infrastrutture critiche, spiega ancora l’esperto. “In un piccolo Comune della Valle di Muggio che ha in gestione l’acquedotto, il sindaco ha le stesse responsabilità tecniche del direttore dell’AIL, che fornisce acqua a una grossa città” afferma, a titolo di esempio. È quindi fondamentale “adeguarsi alle normative attuali e assicurarsi che tutti i fornitori e consulenti da cui si ricevono servizi informatici siano adeguati e formati, e questo nel tempo e non una volta all’anno, perché gli attacchi continuano a cambiare” conclude Trivilini.

https://www.rsi.ch/info/svizzera/Infrastrutture-critiche-nel-mirino-degli-hacker–3061412.html

Male i consiglieri di Stato sui social, ma si distingue Gobbi

Male i consiglieri di Stato sui social, ma si distingue Gobbi

Il ticinese vanta su Instagram un discreto numero di follower. Gli altri colleghi in Svizzera? Scarso seguito e pochi post

Una ristretta base di follower e post neutri, oltre che poco frequenti. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio pubblicato da ricercatori dell’Università di Losanna (UNIL) sull’utilizzo dei social media da parte dei consiglieri di Stato.
Stando agli esperti dell’Istituto superiore di studi in amministrazione pubblica dell’ateneo romando, Facebook è la piattaforma su cui i membri dei vari governi cantonali hanno il più alto numero di seguaci: la maggior parte ne conta fra gli zero e i 5000. Eccezioni sono rappresentate da politici noti su scala nazionale come gli ex deputati a Berna Natalie Rickli (UDC/ZH), con oltre 27’000, e Mathias Reynard (PS/VS), con più di 12’000.

Anche su Instagram i consiglieri di Stato faticano a costruire delle grandi community. Secondo le cifre dello studio, la media di follower è inferiore ai 5000. A distinguersi è il leghista ticinese Norman Gobbi, che sfora quota 14’000.
Per quanto riguarda l’ultimo social preso in considerazione, ovvero X, è emerso che in molti snobbano il servizio di microblogging di proprietà di Elon Musk. La maggior parte infatti non ha nemmeno un profilo. Ancora una volta, è Rickli a rappresentare un’anomalia (45’000 follower), così come, in Romandia, il centrista vallesano Christophe Darbellay (12’000) o la liberale-radicale vodese Isabelle Moret (9000).
I ricercatori dell’UNIL hanno inoltre osservato differenze legate alla regione linguistica di appartenenza. In media, i “ministri” cantonali francofoni hanno un tasso di pubblicazione simile a quello dei loro colleghi italofoni. I politici svizzerotedeschi sono invece meno attivi.
Su Facebook, i consiglieri di Stato tendono a postare raramente. Gli autori dello studio riferiscono di una frequenza generalmente inferiore a 0,2 messaggi al giorno. Tuttavia, alcuni, in particolare quelli sulla cinquantina, emergono per la loro attività più costante.
La situazione è simile su Instagram, dove non si raggiungono gli 0,1 post al giorno. La stragrande maggioranza non pubblica o lo fa molto poco su X, il che porta i ricercatori a definire un canale di comunicazione “marginale” questo social media.
Passando al contenuto dei post, l’83% ha un legame con il ruolo di consigliere di Stato. Sono invece in pochi gli eletti che condividono aspetti della loro vita privata. Un numero prevalente di messaggi ha peraltro nessuno o scarso contenuto politico.
I “ministri” sono spesso neutri (77%) a livello di emozioni quando pubblicano qualcosa. Una percentuale contenuta (21%) si mostra positiva, mentre quasi nessuno lascia trasparire negatività (2%).
Infine, lo studio, realizzato analizzando 154 membri di esecutivi durante tutto il 2024, evidenzia come un gran numero di post non affronti questioni di politica pubblica. I più popolari sono temi come la cultura, le tradizioni, lo sport o il tempo libero. Al contrario, si preferisce glissare su argomenti che dividono la popolazione, vedasi la sanità, le tasse o la migrazione.
 
La riserva verde della Val Marcri è realtà

La riserva verde della Val Marcri è realtà

Dopo anni di gestazione, sabato è stato inaugurato in Bassa Leventina un progetto che arriva da lontano e che riunisce tre patriziati con un valore importante per l’ambiente, la ricerca e il turismo

Dopo trent’anni di gestazione la Riserva forestale della Val Marcri è realtà, un risultato ottenuto dalla collaborazione tra i patriziati di Personico, Bodio e Pollegio con chiari obiettivi naturalistici, scientifici e ricreativi. La riserva in Bassa Leventina occupa 1’500 ettari, oltre 2’000 campi da calcio, con un forte potenziale turistico come evidenziato dal servizio del Quotidiano.

Il punto più basso della Riserva forestale è a 900 metri d’altitudine, il più alto a 2’300. In mezzo ettari di boschi tra faggi, abeti, ontani e larici, una lunga rete di sentieri, laghetti e rivoli d’acqua, fra le tre valli laterali sospese di Marcri, Nedro e D’Ambra.

Sabato circa 200 persone di ogni età hanno festeggiato a tre ore e mezzo di cammino da Personico – a 1’740 metri di altitudine – la realizzazione di questo progetto iniziato tanto tempo fa.

“L’idea della riserva l’abbiamo avuta negli anni Novanta – ha riferito Flavio Tognini, già membro della Commissione cantonale riserve forestali – quando abbiamo scoperto una valle sospesa, dal paesaggio incantevole e dai boschi di grande valore naturalistico. Particolarità è che tre patriziati si sono uniti in questo progetto che ha portato poi alla creazione di una delle riserve forestali più grandi del Ticino”. Remo Guzzi, presidente del Patriziato di Personico, ha aggiunto che non è stato così difficile unirsi. In fondo – ha spiegato alla RSI – “i tre patriziati sono formati da persone che amano la montagna, hanno il loro rustico e l’hanno vista lunga”. Di attuale proficua collaborazione, ha parlato anche Stefano Borsini, presidente del Patriziato di Bodio.

Ora vi è la possibilità di monitorare quello che è lo sviluppo di un ecosistema boschivo per i prossimi cinquant’anni senza l’influsso umano e imparare dalla natura quelli che sono i processi che regolano questo sviluppo, come sottolineato all’inaugurazione da Aron Ghiringhelli dell’Ufficio forestale del 2° circondario. Il progetto ha anche un importante impatto sul turismo.

La riserva è stata finanziata per 1,4 milioni di franchi da Cantone e Confederazione, per indennizzo e manutenzione dell’area, che comprende pure una quindicina di rifugi a disposizione degli amanti della montagna.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/La-riserva-verde-della-Val-Marcri-%C3%A8-realt%C3%A0–3060116.html

 

Una formazione per escursionisti consapevoli

Una formazione per escursionisti consapevoli

Diffondere un approccio più consapevole e sicuro all’escursionismo, offrendo nozioni fondamentali e approfondimenti pratici per vivere la montagna in sicurezza. È questo l’obiettivo della nuova iniziativa formativa dedicata a chi frequenta la montagna in modo occasionale ideata da TicinoSentieri, in collaborazione con il progetto di prevenzione Montagne sicure, denominata ‘Escursionista consapevole’. Il percorso formativo si articola in dieci moduli, che comprendono sia contenuti teorici sia uscite pratiche tra escursioni e passeggiate. È possibile, viene precisato nella relativa nota, partecipare anche a singoli moduli, scegliendo in base agli interessi e alle possibilità. Al termine del corso ognuno dei partecipanti riceverà inoltre un certificato di frequenza per i moduli a cui ha preso parte. La formazione, si spiega poi, dovrebbe venire riproposta regolarmente nel tempo, garantendo così flessibilità e continuità. Durante il corso, si legge nel comunicato, “verranno trattati i punti importanti da considerare in sede di pianificazione e preparazione di un’escursione, come scegliere un itinerario adatto, interpretare le previsioni meteorologiche ed equipaggiarsi adeguatamente”.

Il prossimo 3 settembre alle 20.30 è prevista una presentazione online della formazione (l’iscrizione è obbligatoria). Il primo modulo, intitolato ‘Introduzione all’escursionismo’, si svolgerà venerdì 3 ottobre con una serata teorica, seguita da un’escursione pratica il giorno successivo, sabato 4 ottobre. Per maggiori informazioni, consultare il sito web www.ticinosentieri.ch.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 21 agosto 2025 de La Regione

(Immagine: www.ticinosentieri.ch)

Troppa pratica fai da te prima dell’esame finale

Troppa pratica fai da te prima dell’esame finale

Bocciature in aumento. Troppe ore di guida con familiari o conoscenti e poche con il maestro. È quanto ha osservato la Sezione della circolazione

Sempre più giovani vengono bocciati all’esame della patente. Questo nonostante abbiano un anno di pratica alle spalle. Anzi, proprio questo anno di pratica a volte incide negativamente sul risultato finale. «Dal 2021 è possibile ottenere la licenza per allievo conducente già a diciassette anni, ma per chi ne ha meno di venti dovranno trascorrere almeno dodici mesi prima di poter sostenere l’esame pratico», spiega Christian Cattaneo, capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione. «Questa novità ha inciso in modo significativo sulla struttura del percorso formativo, con l’obiettivo di consentire ai giovani di acquisire un’esperienza di guida più ampia e diversificata, affrontando varie situazioni di traffico e condizioni stagionali prima dell’esame pratico», illustra.

Sfide e opportunità: l’impatto sui giovani è considerevole
«In qualità di autorità responsabile dell’organizzazione e dello svolgimento degli esami di guida, abbiamo tuttavia osservato che, in diversi casi, gli allievi iniziano la pratica prevalentemente con i genitori o con dei conoscenti, rivolgendosi al maestro conducente solo poche settimane prima di affrontare l’esame pratico». E qui arrivano i problemi. «Questo approccio presenta lo svantaggio di portare gli allievi conducenti a sviluppare abitudini di guida errate e non conformi agli standard richiesti. Abitudini che risultano più impegnative da correggere nelle fasi finali della preparazione», rimarca Cattaneo. La conseguenza è una diminuzione della percentuale di esami superati. «Benché non sia possibile stabilire un nesso diretto con la modalità di preparazione adottata, si tratta di un elemento che merita attenzione nell’analisi complessiva del fenomeno», sottolinea il capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione.
«In linea generale, un periodo di pratica più lungo può favorire una maggiore maturità e consapevolezza alla guida, elementi fondamentali per la sicurezza stradale», indica Cattaneo. «Tuttavia l’efficacia di questa impostazione dipende in modo rilevante dalla qualità e dalla tempestività dell’insegnamento professionale. Per ottenere risultati migliori raccomandiamo di iniziare sin da subito con alcune lezioni con il maestro conducente, così da acquisire fin dall’inizio le corrette basi di guida, e solo successivamente proseguire la preparazione accompagnati dai genitori o da conoscenti. In alternativa – aggiunge il capo dell’Ufficio tecnico – è possibile integrare regolarmente le lezioni con il maestro conducente lungo tutto il periodo di pratica, oppure riprenderle due o tre mesi prima dell’esame pratico, così da consolidare le competenze, correggere eventuali errori e prepararsi al meglio alla prova finale».
La ragione di base per l’introduzione del periodo minimo di pratica prima dei vent’anni era chiara. «La modifica normativa è stata introdotta a livello federale con l’intento di aumentare la sicurezza stradale, consentendo ai giovani di accumulare un’esperienza di guida più estesa e diversificata prima di accedere all’esame pratico. L’idea di fondo – afferma Cattaneo – è che un’esposizione più lunga a differenti condizioni di traffico contribuisca a ridurre il rischio di incidenti nei primi mesi dopo il conseguimento della patente».

Proposte per il presente e il futuro, in collaborazione con Berna
Sul tema del patentino sono arrivate anche altre proposte. «Il Consiglio cantonale dei giovani ha suggerito di ridurre a sei mesi il periodo minimo di pratica per gli allievi conducenti – rileva Cattaneo –. La Sezione della circolazione condivide, in linea di principio, questa posizione, ritenendo che una maggiore flessibilità possa costituire un incentivo positivo per i candidati meritevoli, senza compromettere gli obiettivi di sicurezza stradale». Ma c’è un vincolo importante: «Occorre precisare che la durata minima del periodo di pratica è stabilita dalla legislazione federale e rientra quindi nella competenza esclusiva del legislatore nazionale. Ogni eventuale modifica richiede pertanto un intervento a livello federale». Il capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione ricorda che «in più occasioni abbiamo già evidenziato alle autorità federali alcuni effetti non pienamente funzionali di recenti modifiche normative, auspicando un confronto più approfondito e una maggiore attenzione alle peculiarità delle realtà cantonali». Per quanto riguarda ulteriori cambiamenti in merito all’ottenimento della patente per l’automobile, «a partire dallo scorso 1° luglio gli esami per il conseguimento della patente di categoria B integreranno progressivamente la valutazione dei sistemi di assistenza alla guida. Questi dispositivi – osserva Cattaneo – se utilizzati correttamente possono contribuire a prevenire fino al 50% degli incidenti gravi, migliorando in modo significativo la sicurezza stradale». Non da ultimo, Cattaneo raccomanda che «per questo motivo, è fondamentale che i futuri conducenti ne conoscano il funzionamento e li impieghino in modo consapevole. L’uso corretto di tali sistemi sarà oggetto sia dell’esame teorico sia di quello pratico, con l’obiettivo di formare guidatori in grado di sfruttare appieno le potenzialità offerte dalla tecnologia, viaggiando in maggiore sicurezza, in modo più rilassato e con un’esperienza di guida più piacevole».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 21 agosto 2025 de La Regione

Il Consiglio di Stato in cerca di equilibrio nel cuore del Ticino

Il Consiglio di Stato in cerca di equilibrio nel cuore del Ticino

In occasione della giornata del presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi ha portato l’esecutivo a Mergoscia, centro geografico del Ticino. Tra i temi scottanti il mini-arrocco e le misure di risparmio. “Un preventivo fragile dal punto di vista finanziario”, spiega il presidente del Consiglio di Stato.

Partiti da Corippo questa mattina i 5 Consiglieri di Stato hanno raggiunto a piedi Mergoscia in occasione della giornata del Presidente del Consiglio di Stato. Scelta ricaduta sul comune della Val Verzasca per rendere omaggio alla località considerata centro geografico del Ticino. Per Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi una camminata positiva: “La camminata è andata bene: chi ci mette un po’ di più, chi un po’ di meno, ma come in ogni situazione bisogna adeguarsi al passo e quindi non bisogna lasciare indietro nessuno. Siamo partiti da Corippo, quindi dalla Valle Verzasca, da quello che era il comune più piccolo di tutta la Svizzera per arrivare nel cuore geografico del Ticino a Mergoscia. È un modo per trovare un equilibrio tra i vari estremi visto che in quest’anno di presidenza gireremo tutto il Ticino. È anche però un messaggio politico per trovare l’equilibrio”, spiega ai microfoni di Ticinonews Norman Gobbi.

Il preventivo
Ad attendere i rappresentati del Governo ticinese una cinquantina di persone del paese. L’esecutivo si è poi riunito nella sala comunale per la seduta settimanale. Sul tavolo tanti temi scottanti tra cui il preventivo 2026 che verrà presentato a settembre. Per Norman Gobbi è un preventivo fragile dal punto di vista finanziario: “Il lavoro è stato fatto, ma è un preventivo che resta fragile dal punto di vista finanziario. Non dobbiamo mai smettere di lavorare nell’interesse di finanze equilibrate che permettono da un lato di sostenere realtà come quelle di Mergoscia -dove il Cantone interviene perché non ci sono più gli organi comunali-, rispettivamente abbiamo anche la necessità di sostenere le zone periferiche ticinesi e le persone più fragili. Il Ticino è complesso e in questa sua complessità tenere l’equilibrio non è cosa facile. È però un obbiettivo che abbiamo”, afferma Gobbi. Sul Preventivo si esprime anche il direttore del Dipartimento delle Finanze e dell’Economia Christian Vitta che punta il dito sul contesto internazionale e che assicura il rispetto al freno ai disavanzi: “Chiaramente il preventivo risente del rallentamento economico a seguito del contesto internazionale. Il nostro obiettivo è rispettare i vincoli costituzionali per il freno ai disavanzi”. 

Premi di cassa malati
Di interesse della popolazione anche i possibili aumenti dei premi di cassa malati. Gli annunci sono attesi tra poco più di un mese e senza ombra di dubbio attirano le attenzioni dell’Esecutivo: “Non sorprendono più. Dobbiamo però capire che questa è diventata una spesa obbligata e quindi bisogna semmai rivedere il sistema federale. Se è vero che la Svizzera offre un sistema sanitario di qualità, d’altra parte il tutto deve essere sostenibile dal punto di vista finanziario. Per migliorare il sistema non si può guardare solo allo Stato, che sia il Cantone o alla Confederazione. Sta a noi cittadini come individui a contribuire: questo evidentemente richiede talvolta delle rinunce, mai facile. Ci sono delle discussione sollevate dai Cantoni latini e in Svizzera c’è una spaccatura culturale su questo tema”, riferisce Norman Gobbi.

Il mini arroco
In tal senso, la popolazione sarà chiamata a votare il 28 settembre su due oggetti: L’iniziativa per il 10% e L’iniziativa “Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente!”. Tema che interessa tutto il Cantone, come quello del Mini-Arrocco. Il 25 agosto, infatti, il Gran Consiglio terrà una seduta straordinaria alla richiesta di 37 deputati. La causa è nota a tutti, ovvero lo scambio della Divisione della giustizia e delle costruzioni tra i due consiglieri di stato leghisti. Alla seduta, ricordiamo, non parteciperà il direttore del dipartimento del territorio Claudio Zali. “Spiegheremo quello che vogliono venga spiegato.”, dice Gobbi e aggiunge: “Una parte dei granconsiglieri ha voluto organizzare una seduta straordinaria: è loro responsabilità e noi ci saremo a rispondere. Zali assente? è una scelta del collega. Ne parleremo ancora all’interno del Consiglio di Stato, ma di solito le risposte le dà il presidente del Governo”, conclude Gobbi.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-consiglio-di-stato-in-cerca-di-equilibrio-nel-cuore-del-ticino-416688

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Il Consiglio di Stato in Valle Verzasca

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3054371

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

La tradizionale Giornata del Presidente del Consiglio di Stato, organizzata quest’anno da Norman Gobbi, si svolgerà mercoledì 20 agosto in valle Verzasca. In mattinata il Governo visiterà il villaggio di Corippo e percorrerà in seguito il sentiero panoramico, fino a raggiungere il Comune di Mergoscia, dove incontrerà la popolazione e terrà la propria seduta settimanale.

La Giornata del Presidente prenderà avvio con una visita dell’«albergo diffuso» creato nel villaggio di Corippo, dove il Consiglio di Stato sarà accolto da una delegazione del Municipio di Verzasca. Al termine dell’incontro, il Governo percorrerà il sentiero sulla sponda destra della valle, per raggiungere il Comune di Mergoscia.  

All’arrivo, è previsto un momento di incontro con le autorità comunali e con la popolazione. Nel pomeriggio, il Consiglio di Stato terrà la propria seduta settimanale nella sala comunale di Mergoscia  

Con la scelta di visitare la valle Verzasca, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha voluto rendere omaggio alle località che si trovano nel centro geografico del Ticino e sottolineare la vitalità delle zone periferiche del nostro Cantone – anche in vista dell’evento speciale, previsto durante il mese di settembre, che riunirà i rappresentati dei cento Comuni ticinesi.

Il braccialetto elettronico è sempre più usato: in Ticino 142 in cinque anni

Il braccialetto elettronico è sempre più usato: in Ticino 142 in cinque anni

È quanto risulta da un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale, secondo cui tale misura di espiazione della pena – nel 2023 il 2,5% dei giorni totali di esecuzione della pena – ha dei vantaggi: facilita il reinserimento del condannato e contribuisce a mitigare la situazione a volte tesa a causa del sovraffollamento carcerario.

In Svizzera si ricorre sempre più spesso alla sorveglianza elettronica dei condannati (+25% dal 2018 al 2023 in 25 Cantoni), anche se sussistono grandi differenze fra i Cantoni nell’ordinare questo tipo di misura. È quanto risulta da un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale, secondo cui tale misura di espiazione della pena – nel 2023 il 2,5% dei giorni totali di esecuzione della pena – ha dei vantaggi: facilita il reinserimento del condannato e contribuisce a mitigare la situazione a volte tesa a causa del sovraffollamento carcerario. Da inizio gennaio 2018, in determinati casi è possibile ricorrere al braccialetto elettronico, a condizione che non sussista alcun rischio di fuga o recidiva. Il Codice penale fissa la durata minima e massima in cui tale strumento può essere impiegato. Su mandato del Parlamento, il Consiglio federale ha valutato le esperienze pratiche maturate nei primi cinque anni dall’entrata in vigore della legge da cui emerge che il ricorso al braccialetto è sempre più frequente, ma con differenze importanti.

In alcuni Cantoni la misura non si applica
La sorveglianza elettronica è applicata particolarmente spesso nei Cantoni urbani e in quelli che avevano partecipato al progetto pilota prima dell’introduzione a livello nazionale, come il Ticino. Per esempio, fra il 2018 e il 2023, come indica il rapporto, questa misura è stata concessa 617 volte nel Canton Vaud, 405 a Ginevra, 383 a Berna, 160 a Zurigo, 142 in Ticino e 8 nei Grigioni. Una misura del genere è stata presa in Appenzello Esterno e Uri, e nessuna in Appenzello Interno, Glarona e Nidvaldo. Nel quadro dei lavori in adempimento del postulato è stata pure esaminata l’opportunità di estendere la durata minima e massima d’impiego di questo strumento. La maggioranza dei Cantoni pensa che la normativa in vigore sia sufficiente in considerazione della più recente giurisprudenza del Tribunale federale, opinione condivisa anche dal Consiglio federale.

https://www.ticinonews.ch/svizzera/il-braccialetto-elettronico-e-sempre-piu-usato-in-ticino-142-in-cinque-anni-416667

 

Strade sicure: la scuola ricomincia, la prudenza è obbligatoria

Strade sicure: la scuola ricomincia, la prudenza è obbligatoria

27 i bambini infortunati sulle strade, due investiti sulle strisce pedonali. Questi i numeri dello scorso anno riportati oggi dalla polizia cantonale che lanciando campagna “Strade sicure” torna a parlare di sicurezza stradale in vista dell’inizio delle scuole

Tra pochi giorni le strade del nostro Cantone si riempiranno di zaini, bambini emozionati e, sicuramente, anche di qualche genitore trafelato. È l’inizio della scuola: Un momento speciale ma anche delicato, soprattutto per quello che riguarda la sicurezza stradale in prossimità delle scuole, che non può essere lasciata al caso, ma serve la collaborazione da parte di tutti. “Con il progetto Strade Sicure – in collaborazione con le polizie cantonali e comunali – l’obiettivo è quello di sensibilizzare l’utenza e anche i bambini all’inizio delle scuole”. Ci spiega il portavoce della Polizia cantonale e responsabile del progetto strade sicure Renato Pizolli. “Quando si comincia, o si ricomincia, qualcosa è giusto riallenarsi un pochino. E l’allenamento che noi vogliamo fare è quello di ricordare le buone maniere sulla strada, ma soprattutto le regole da rispettare”.

27 bambini infortunati nel 2024
E questo perché lo scorso anno sono stati 27 i bambini che si sono infortunati sulle strade ticinesi a seguito di un incidente. Di questi, 6 erano pedoni, due dei quali investiti proprio sulle strisce pedonali. Numeri che, nonostante siano in forte diminuzione rispetto all’anno precedente, parlano chiaro. E che chiamano tutti – automobilisti, genitori, bambini – a una maggiore responsabilità. “C’è stata un’importante contrazione: da una quarantina, si è passati a una ventina di bambini che si sono infortunati sulla strada. E anche il numero di coloro che hanno subito l’infortunio come pedoni si è ridotto quasi ai minimi termini, però dobbiamo tener presente che un bambino che si infortuna, soprattutto sul tragitto casa scuola, è una situazione comunque da tenere sott’occhio. La guardia non va quindi abbassata”.

Agenti presenti nei primi giorni di scuola
Per questo motivo, soprattutto nelle prime settimane di scuola, saranno – come d’abitudine – presenti agenti della cantonale e comunale nei pressi delle scuole, proprio perché spesso, proprio a causa delle numerose auto presenti, il rischio di incidenti è accresciuto. “Più autoveicoli ci sono nei dintorni di un edificio scolastico, più è alta la probabilità che possano capitare degli incidenti. Parlo soprattutto di quei casi in cui chi arriva in prossimità di una scuola lo fa in maniera disordinata, ad esempio occupando il marciapiede, posteggiando in mezzo alla strada o facendo scendere il bambino sulla carreggiata per poi ripartire. Qui si creano dei seri pericoli”.

Sensibilizzazione fra i più piccoli
La sensibilizzazione parte anche dai più piccoli, che a scuola seguiranno dei momenti di educazione stradale perché i pericoli non mancano. “I bambini conoscono le regole di comportamento sulla strada e di solito sono molto bravi a rispettarle, camminando sul marciapiede, non giocando durante il tragitto, stando in fila indiana e con il più grande del gruppo che cammina sul lato della strada. Perciò si comportano in maniera corretta”. Tuttavia, prosegue Pizolli, più ci si avvicina alla scuola, più aumenta il rischio di imbattersi in situazioni caotiche, come appunto auto sul marciapiede. “Se in questa situazione i bambini si mettono a giocare, ecco che il rischio di finire in un incidente aumenta”. Ma anche le strisce pedonali rappresentano un punto a rischio. “L’inizio della scuola è un momento delicato, in cui tutti dobbiamo riassettarci. E anche se si è in ritardo la sicurezza va messa al primo posto”.

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Uri

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Uri

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato ieri il Governo del Canton Uri. La riunione istituzionale e amicale si è svolta – dopo una pausa di 5 anni – sul passo del San Gottardo, che segna il confine geografico fra i due territori. L’incontro ha permesso di discutere vari argomenti di interesse comune – dalla compartecipazione nella centrale idroelettrica del Lucendro alle celebrazioni previste nel 2029/2030, per l’apertura al traffico della seconda canna della galleria autostradale.

L’incontro fra i Consigli di Stato di Ticino e Uri ha permesso, anzitutto, di confermare che la vicinanza geografica fra i nostri Cantoni è accompagnata dalla comunanza di vedute su vari temi politici di attualità – dallo sfruttamento idroelettrico delle acque alpine alla concezione del federalismo nel XXI secolo, alla luce degli sviluppi demografici e socioeconomici attualmente in corso in Svizzera. La riunione è stata organizzata dopo che si è trovata una soluzione politica condivisa sulla gestione del Lucendro, proprio nei pressi del passo del San Gottardo.

Le due delegazioni guidate dal Presidente Norman Gobbi e dal Landamano Christian Arnold si sono confrontate anzitutto sul futuro dell’impianto idroelettrico del Lucendro, primo anello della Catena produttiva della valle Leventina, alimentato dalle acque del massiccio del San Gottardo. I due Governi hanno confermato il loro accordo sulla soluzione che prevede di creare una società anonima detenuta inizialmente da entrambi i Cantoni, nel rispetto delle condizioni fissate dalle autorità federali. L’obiettivo è di costituire la nuova società entro la fine del 2025 e di giungere all’approvazione della relativa concessione, da parte dei due Parlamenti cantonali, entro la fine del 2027.

Le due delegazioni hanno inoltre concordato di avviare i lavori preparatori in vista di un evento comune, da organizzare nel 2029/2030, in occasione dell’apertura al traffico della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo.