Salvate l’ex Re dalla segatura

Salvate l’ex Re dalla segatura

Sabato 20 settembre a Biasca andrà in scena la seconda Festa cantonale di lotta svizzera: vi parteciperanno 200 atleti – Fra di loro anche Joel Wicki, incoronatosi a livello svizzero nel 2022 – Solo otto i ticinesi in gara: «Ma il movimento è in crescita»

Stavolta i Bratwurst non mancheranno. Sarà invece assente il nuovo Schwingerkönig, il 30.enne grigionese Armon Orlik, che domenica scorsa a Mollis ha vinto la Festa federale pur non avendo disputato lo Schlussgang (il confronto finale). Già il fatto che in poche righe abbiamo utilizzato tre parole in tedesco vi fa capire quanto la lotta svizzera – perché è di questa disciplina che stiamo parlando – non sia ancora radicata a Sud delle Alpi. Un motivo in più per recarsi, sabato 20 settembre, a Biasca, teatro della seconda edizione dell’appuntamento cantonale.

Che successo a Cadenazzo
Dopo il successo del 2022 a Cadenazzo con l’incoronazione del colosso lucernese Sven Schurtenberger, l’associazione ticinese presieduta da Loris Di Pietro ripropone un evento che – meteo permettendo – attirerà 3.000 spettatori. Che ammireranno i 200 atleti che si sfideranno in uno dei cinque cerchi dell’arena allestita nei pressi della pista di ghiaccio, ad un tiro di schioppo dalla stazione ferroviaria.

Il vulcanico casaro bernese
Bisogna essere onesti: da noi, in Ticino, non c’è la stessa vibrante passione che fa pulsare i cuori dei «cugini» confederati. Passo dopo passo, però, la lotta svizzera sta prendendo piede anche alle nostre latitudini. Merito soprattutto dell’intraprendenza di un casaro dell’Emmental, il vulcanico Jürg Dräyer. «La prima volta che ho partecipato ad una Festa federale avevo 3 anni. È qualcosa di unico, di indimenticabile. Quando sono arrivato in Ticino ho pensato che potesse essere una buona idea farvi conoscere questa splendida specialità», puntualizza.Il cantone è pronto ad ospitare un evento come quello federale? «Non è affatto facile organizzare una manifestazione simile. Ci vuole un’area grande in grado di accogliere almeno 400 mila spettatori, più della popolazione ticinese… E poi servono gli sponsor. Diciamo che potremmo accontentarci di una via di mezzo. Ma questa, semmai, è musica del futuro».

Come l’hockey, per noi
L’attenzione, ora, è riposta sulla Festa cantonale che andrà in scena fra due settimane. Tra i 200 lottatori 8 saranno ticinesi ed altrettanti degli atleti coronati federali. Cosa significa? Che nella rassegna nazionale, che si svolge ogni tre anni, si sono classificati nelle prime posizioni. Fra di loro ci sarà addirittura un ex Re, il 28.enne lucernese Joel Wicki, trionfatore nel 2022 a Pratteln. «Lo sappiamo: la lotta elvetica sta alla Svizzera tedesca come l’hockey ai ticinesi. È un’altra realtà culturale. Ma anche se la strada è in salita, la percorriamo volentieri», ha evidenziato di fronte alla stampa Bruno Schiavuzzi, presidente del Comitato d’organizzazione.

Sapori e suoni nostrani
Da mesi lui e i colleghi stanno lavorando alacremente. Finora tutto è filato liscio, ma l’impegno è incessante perché «vogliamo offrire un’esperienza unica e far conoscere il Ticino e le sue tradizioni al pubblico che arriverà dal resto del Paese». Ecco dunque i piatti tipici come il risotto e le esibizioni dei corni delle Alpi, della Filarmonica di Biasca, dei Cantiamo Sottovoce e dei Tri Per Dü. Ogni atleta, inoltre, verrà premiato con una forma di formaggio. Più tipico di così.

Il «Kaffee Fertig» a colazione
Vediamo il programma. Le casse apriranno alle 6, ora in cui entreranno gli atleti per la colazione a base di… Kaffee Fertig e Bratwurst. Alle 7.50 mano sul cuore per l’inno svizzero e dieci minuti più tardi via alle sfide. Ogni lottatore disputerà sei incontri, i migliori si affronteranno alle 17 nell’atto finale. Dopo aperitivo e pranzo, la gara riprenderà alle 13. L’evento si concluderà a mezzanotte. Per chi non potesse recarsi a Biasca, la RSI seguirà in diretta l’appuntamento.

Sorridono gli alberghi
«Il livello dei nostri campioni non è ovviamente paragonabile a quello dei confederati. Notiamo comunque dei netti miglioramenti. Peccato che, al momento, non riusciamo a coinvolgere i ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, i quali scelgono altri sport», ha osservato il timoniere dell’Associazione ticinese di lotta svizzera Loris Di Pietro. «Siamo onorati di ospitare una disciplina che è sinonimo di passione, cultura, identità, rispetto, lealtà ed amicizia. Faremo conoscere Biasca e la nostra regione, che potranno beneficiare inoltre di un indotto importante, in primis legato ai pernottamenti», ha dal canto suo affermato il capodicastero Sport, tempo libero e turismo del Borgo Joël Rossetti. Info sul sito www.fctls.ch.

Da www.cdt.ch

(Immagine: www.fctls.ch)

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A Biasca la seconda Festa cantonale
Si svolgerà il 20 settembre a Biasca la Festa cantonale della lotta svizzera, con la partecipazione dei migliori atleti elvetici e una grande offerta a livello di gastronomia e intrattenimento per tutta la famiglia.

Il 20 settembre avrà luogo a Biasca la Festa cantonale di lotta svizzera in un’arena creata per l’occasione, con oltre 5’000 posti, 3’300 dei quali a sedere. L’evento, che avrà luogo nell’area delle scuole medie, accoglierà centinaia di atleti e migliaia di spettatori da tutta la Svizzera, per un grande evento popolare e sportivo accompagnato naturalmente da un ricco programma anche a livello folkloristico e gastronomico. Si tratta inoltre dell’unica tappa ufficiale in Ticino del circuito della Federazione di lotta svizzera Esv (Eidgenössischer Schwingerverband). Quella del 20 settembre sarà dunque un’occasione unica per ammirare i campioni della lotta svizzera in Ticino, ma anche per scoprire e celebrare le radici culturali alpine valorizzando lo sport, la comunità e le tradizioni locali. L’evento ha luogo ogni 3 anni e segue la Festa federale (Esaf ), e offrirà quindi l’opportunità di ammirare dal vivo i campioni che hanno lottato a Glarona per il titolo svizzero della Festa federale. Fra gli atleti più bravi e più conosciuti che si daranno battaglia a Biasca spiccano i nomi di Ambühl Joel, Burch Jonas, Gwerder Michael, Schuler Alex, Schurtenberger Sven – rigorosamente citati col cognome anteposto al nome, secondo la tradizione di questa disciplina sportiva – oltre al celeberrimo Wicki Joel, vincitore della più blasonata Festa federale del 2022 e già finalista a Zugo nel 2019.

Origini antichissime
La lotta svizzera è un’arte ancora poco conosciuta alle nostre latitudini, ma va detto che sta cominciando a farsi conoscere e a raccogliere attorno a sé diversi appassionati. Sport nazionale per antonomasia, emblema di forza e rispetto, combina tecnica, potenza e fair play in un’atmosfera davvero unica. È molto più di una competizione: è infatti come detto innanzitutto una festa popolare dalle origini antichissime e non del tutto chiare.
Si sa però che la cattedrale di Losanna, ad esempio, conserva al suo interno una rappresentazione pittorica di questa disciplina – risalente addirittura al Quattrocento – che mostra il tipico modo di afferrare l’avversario tramite la cintura dei caratteristici pantaloni indossati dagli atleti, chiamato appunto Hosenlupf, termine con cui si indica, oltre alla presa, anche questo sport in generale.
Ciò che iniziò come passatempo aggregativo tra pastori nelle regioni alpine svizzere di lingua tedesca – legato a doppio filo con le festività religiose – si è poi evoluto nel tempo in uno sport con regole ben codificate e competizioni organizzate in modo molto professionale, benché alcuni suoi aspetti siano ancora molto amatoriali e strettamente connessi al mondo rurale. In questo senso, ricordiamo ad esempio che i premi destinati ai migliori lottatori non sono classici trofei, bensì prodotti agricoli e soprattutto animali, spesso dei tori.

I pionieri a sud delle Alpi
La Festa cantonale ticinese è nata dall’entusiasmo di Edi Ritter – già presidente dell’Associazione ticinese di lotta svizzera – e grazie anche a Jürg Dräyer, casaro dell’Emmental. Insieme hanno lavorato duro per gettare le basi del movimento a livello cantonale, organizzando nel 2017, con Bruno Schiavuzzi, i primi ‘Giochi tradizionali svizzeri’ in Ticino: appunto la lotta, l’Hornussen (un incrocio tra il baseball e il golf praticato con un bastone elastico), i giochi da cortile come il lancio del ferro di cavallo, il salto in lungo e quello in alto.
Dopo quella del 2022, organizzata a Cadenazzo e vinta da Schurtenberger Sven davanti a ben 4mila persone, quella in cartellone a Biasca sarà la seconda edizione della Festa cantonale ticinese.

Un ricco programma
L’evento, come detto, non offrirà soltanto spettacoli sportivi, ma pure attività destinate a tutta la famiglia e una vasta offerta di specialità culinarie come griglia e raclette, oltre a un fitto programma di animazione che proseguirà fino a mezzanotte. Notevole lo sforzo a livello organizzativo: sono infatti oltre 400 i volontari coinvolti affinché tutto possa svolgersi nella massima efficienza.

La tribuna coperta offre fra l’altro una vista privilegiata e il massimo comfort, oltre a garantire il posto riservato e al coperto in caso di maltempo. I biglietti – singoli o combinati al pranzo – sono già disponibili online all’indirizzo www.fctls.ch.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 5 settembre 2025 de La Regione

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Segatura, sudore e bratwurst protagonisti a Biasca. Schiavuzzi: “Venite, anche solo a curiosare”
200 lottatori, di cui 8 ticinesi, e già più di 1’700 biglietti venduti. La seconda festa cantonale ticinese di Lotta svizzera sta per approdare a Biasca: il Comitato organizzatore cerca volontari.
A poche settimane dal successo incredibile della festa federale a Mollis in Canton Glarona la lotta svizzera fa ora tappa in Ticino. A Biasca è infatti quasi tutto pronto per la seconda festa cantonale ticinese, dopo la prima a Cadenazzo nel 2022. Sui 3’000 posti disponibili nell’arena 1’700 sono già stati acquistati. “Lo slancio è stato dato anche dalla Festa federale, per cui l’appassionato o il ticinese incuriosito che non è andato a Mollis ha ora la possibilità di venire a Biasca per vedere un po’ cos’è questa lotta svizzera”, ha spiegato il presidente del Comitato organizzativo Bruno Schiavuzzi a Ticinonews Sera. A Biasca ci saranno quindi attività con gli sponsor, chalet con offerte da bere e da mangiare “e invitiamo le famiglie ad essere curiose e sbirciare quello che succede nell’area aperta al pubblico e chissà, essere tra gli spettatori attivi nell’arena nelle prossime edizioni”.

200 lottatori verso Biasca
Per dare qualche numero saranno duecento i lottatori che arriveranno in Riviera, tra cui il gigante Joel Wicki. Otto di questi saranno ticinesi. Per quanto riguarda il pubblico, dopo il successo della prima edizione di Cadenazzo (con 3’400 spettatori) c’è ottimismo. “Qui a Biasca abbiamo un’infrastruttura meravigliosa e penso che arriveremo, se c’è bel tempo, a 4’000 spettatori” ha dichiarato l’esperto e responsabile accoglienza del comitato Jürg Dräyer. “Abbiamo fatto anche un po’ di pubblicità a Mollis, molti ci hanno detto che arriveranno da oltre Gottardo perché il Ticino è sempre un viaggio che considerano di grande valore”.  Nell’attesa di incoronare il secondo campione ticinese, per Biasca sarà anche un’occasione importante per mettersi in mostra. Schiavuzzi ne è convinto: “Noi crediamo che la promozione del nostro territorio passi attraverso questi eventi che non sono solo per i ticinesi, ma per tutta la Svizzera. Poi ci avvicinano: abbiamo un tunnel del Gottardo, abbiamo Alptransit, possiamo quindi togliere queste montagne e vivere insieme questa svizzeritudine che ci fa onore”.
 
Si cercano volontari
Per organizzare a puntino il tutto serve però ancora una mano. Un appello lanciato dagli organizzatori è infatti quello della ricerca di una figura fondamentale, quella dei volontari. “Sono importantissimi per eventi grandi come il nostro. Se qualcuno avesse voglia di darci una mano alla buvette o alla cassa sul nostro sito può trovare tutti gli accrediti per poter passare magari qualche oretta con noi e vivere quest’ambiente sicuramente diverso”. 

https://www.ticinonews.ch/ticino/segatura-sudore-e-bratwurst-protagonisti-a-biasca-schiavuzzi-venite-anche-solo-a-curiosare-417402

Visita di cortesia dell’Ambasciatore della Svezia

Visita di cortesia dell’Ambasciatore della Svezia

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline l’Ambasciatore del Regno di Svezia Carl Magnus Nesser.
La visita di cortesia ha permesso di presentare le particolarità del nostro Cantone e di discutere svariati argomenti di interesse comune.

L’Ambasciatore Carl Magnus Nesser è giunto in vista a Bellinzona accompagnato da una delegazione composta anche dalla console onoraria di Svezia in Ticino Elisabeth Borella e da Massimo Borella della Camera di commercio Svezia-Svizzera (SSCC). L’incontro ha permesso di discutere svariati temi di attualità, offrendo l’occasione per un confronto sulle relazioni diplomatiche e commerciali che legano la Confederazione e il Regno di Svezia.
Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Delegato alle relazioni esterne Francesco Quattrini, ha colto l’opportunità per condividere con l’Ambasciatore alcune informazioni sulle caratteristiche che contraddistinguono il Ticino e sull’attuale situazione socio-economica, politica e culturale del nostro Cantone.

‘Urbano’, si entra nel vivo Sondaggio a 360° in 7 Comuni

‘Urbano’, si entra nel vivo Sondaggio a 360° in 7 Comuni

Città e DI: per capire se ha senso continuare col progetto

Aggregazioni sì/no, ma con chi? Un tema, quello delle unioni amministrative, sempre attuale e molto controverso nella nostra regione. Per tastare il polso alla cittadinanza, il Municipio di Locarno ha lanciato di recente un sondaggio (del quale riferisce l’ultimo numero del foglio informativo “Locarno360°”, fresco di pubblicazione) che si ricollega alle iniziative in atto, a livello istituzionale, tra il Comune e il Cantone (Sezione enti locali). In pratica un chiaro riferimento alla delicata fase di consultazione e a un prestudio volto a valutare le potenzialità di una futura aggregazione tra 7 Comuni della regione (scenario “Urbano”) che avevano dato la propria adesione all’idea: Locarno, Losone, Brione sopra Minusio, Orselina, Minusio e TeneroContra, più Mergoscia (Comune commissariato, che Tenero-Contra, come ampiamente riferito, aveva deciso di voler “adottare”).

‘Una fotografia della realtà attuale’
Del sondaggio proprio ieri ha riferito, in una nota, il Dipartimento delle istituzioni (DI). Partendo dal basso, con il coinvolgimento diretto della popolazione, l’intenzione è “rilevare come cittadine, cittadini e aziende percepiscono la qualità della vita nei rispettivi Comuni”. La raccolta di informazioni sarà completata con una serie di serate informative nei quartieri.
La fase attualmente in corso è denominata di “bilancio partecipato”, il cui scopo è, ricorda il Cantone, “scattare una fotografia della realtà attuale: punti di forza, criticità, bisogni quotidiani e aspettative di chi vive e lavora sul territorio. I dati raccolti offriranno ai Comuni una base concreta per valutare se proseguire o meno con l’elaborazione di un progetto aggregativo, assicurando che ogni scelta sia radicata nelle esperienze reali della popolazione”.

Online, per tutti (dai 15 anni)
“Come si vive a Locarno?”, questo il nome del sondaggio, è già online sul sito della città (www.locarno.ch/it/come-si-vive-a-locarno) e lo rimarrà fino al 30 ottobre. Vi possono partecipare tutti i residenti a partire dai 15 anni, nonché, come accennato, le aziende attive sul territorio cittadino. Sempre in tema di aggregazioni, va ricordato che è invece naufragato l’altro scenario proposto dal DI, il “Piano”, visti gli abbandoni di Gordola, Cugnasco-Gerra e Lavertezzo e lo spostamento operato da Tenero-Contra verso l’“Urbano”, preferito rispetto al “Piano” nel quale era stato inserito inizialmente. Il dialogo con i Comuni proseguirà a livello cantonale il 10 settembre proprio a Locarno, dove il governo incontrerà sindache e sindaci ticinesi. Per il DI, “l’occasione per un confronto diretto sui principali dossier aperti e per rafforzare il rapporto di collaborazione istituzionale, nel solco del federalismo cooperativo che caratterizza il nostro Cantone”.
Tornando a Locarno, la Città non è nuova a pratiche partecipative. Iniziative come la riqualifica dei parchi giochi – realizzata anche grazie al contributo dei più piccoli – il progetto GiRotonda, che ha promosso un dialogo creativo tra cittadini e autorità, o gli incontri pubblici del Programma d’azione comunale (Pac), dimostrano come il coinvolgimento della popolazione sia diventato un punto fermo dell’azione politica locale. “In un momento cruciale per il futuro del nostro territorio, è fondamentale raccogliere le opinioni di chi ci abita e lo anima ogni giorno”, sottolinea il Municipio. “Ogni voce conta e può contribuire a costruire una città più sostenibile, coesa e vicina ai bisogni reali”.

I temi della rivista
“Locarno360°” aggiorna infine la cittadinanza su tutta una serie di contenuti variegati, tra eventi, anniversari di importanza storica a livello mondiale, progetti concreti a favore della popolazione e della città del futuro. Un focus speciale interessa il centenario del Patto di Locarno siglato nel 1925. Tra le iniziative principali legate alla ricorrenza spiccano il rinnovato Percorso della Pace, che guida i visitatori attraverso 12 luoghi simbolici, e l’istituzione del Premio Locarno Città della Pace, assegnato al regista iraniano Mohammad Rasoulof per il suo impegno nella promozione della libertà e della dignità umana.
A livello di spazi urbani, “Locarno360°” evidenzia la valenza di progetti come la riqualificazione della Rotonda di piazza Castello, che si appresta a diventare un “Giardino per la città”, così come è stato chiamato il progetto che ha vinto il concorso pubblico. Completano il numero di fine estate l’aggiornamento del progetto di Prossimità per i giovani, che promuove ascolto e dialogo, e l’unione delle scuole della collina, che rafforza il senso di comunità locale.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 settembre 2025 de La Regione

Bellinzona, ora si alzano i calici A «PerBacco» si celebra il vino

Bellinzona, ora si alzano i calici A «PerBacco» si celebra il vino

La festa della vendemmia nel centro storico inizia domani: molti gli eventi in agenda

Tutto è pronto, a Bellinzona, per levare i calici. La decima edizione di «PerBacco», la festa della vendemmia che va in scena nel centro storico, si apre domani (giovedì 4) e si concluderà domenica. Oltre alle degustazioni di 114 etichette ticinesi (di cui 99 vini fermi e 15 bollicine) nei wine bar, in programma ci saranno molti eventi che ruotano attorno alle eccellenze vitivinicole (cfr. il CdT di venerdì). Si inizia domani alle 17. Si proseguirà venerdì, sempre dalle 17, con l’apertura delle postazioni e dei punti di ristoro nel cuore della capitale. Alle 18.30 nella corte di Palazzo Civico si terrà, come da tradizione, la cerimonia ufficiale alla presenza del sindaco Mario Branda e del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. La serata proseguirà in musica fin dopo la mezzanotte.

Dalla pigiatura alla distillazione
Il clou dell’evento sarà però il giorno successivo in concomitanza con il mercato del sabato, dalle 10. Sarà presente anche l’Associazione pittori e scultori ticinesi. Diverse le attività tematiche proposte per scoprire a fondo il mondo del vino: ecco quindi che in piazza Governo sarà possibile assistere e partecipare alla pigiatura dell’uva, vedere all’opera un bottaio e scoprire come avviene la distillazione. A seguire (dalle 17 alle 19) la degustazione dei vini delle cantine lungo il viale Stazione e l’intrattenimento musicale che andrà avanti per tutta la sera. Alle 18 nella chiesa Collegiata si terrà inoltre uno speciale concerto (frutto del gemellaggio con il Festival dei corni delle Alpi) con organo e corni. Una cena speciale, a tema medievale, è quella che sarà invece proposta sotto i portici di piazza Collegiata alle 19.30 (prenotazioni a bellinzonadinnerclub@ hotmail.com). Infine, domenica, dalle 10 apriranno i wine bar unitamente alle diverse esibizioni dei gruppi musicali e all’animazione folkloristica, con gli sbandieratori, i gruppi in costume e i corni delle Alpi. Maggiori dettagli sul sito www.perbaccobellinzona. ch.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 settembre 2025 del Corriere del Ticino

(Immagine: perbaccobellinzona.ch)

Ancora profondo rosso

Ancora profondo rosso

Fervono i lavori del Consiglio di Stato per allestire il Preventivo 2026
Si delinea un deficit attorno ai 100 milioni di franchi
Gobbi: «Il disavanzo è rilevante, per le misure di rientro terremo conto delle indicazioni del Parlamento»

Per avere la conferma, servirà ancora qualche settimana. Ma, stando a quanto inizia a trapelare, anche il preventivo per il prossimo anno si preannuncia da profondo rosso. Il disavanzo per le finanze del Cantone si aggirerebbe, infatti, attorno ai 100 milioni di franchi. Ieri il Governo ha incontrato i presidenti dei principali partiti, indicando a grandi linee le cifre del Preventivo 2026.
«Come abbiamo fatto con le associazioni del personale, i Comuni e l’economia, abbiamo fornito un quadro generale del futuro Preventivo 2026 anche ai presidenti dei partiti», spiega il presidente del Governo Norman Gobbi. «Per ora – aggiunge – abbiamo presentato solo le macro-cifre e le misure principali, in modo da poter orientare preventivamente tutti gli attori coinvolti », prosegue Gobbi, sottolineando comunque che « il deficit è rilevante ». Già, ma come intende muoversi allora l’Esecutivo? «Affineremo nei prossimi giorni le misure, ma nel farlo terremo conto delle indicazioni politiche arrivate dal Gran Consiglio lo scorso anno, soprattutto per quanto riguarda i settori da toccare meno nell’ambito della manovra di rientro». Tuttavia, precisa ancora il presidente del Governo, «andrà cercato un equilibrio tra entrate e uscite: se da una parte aumentano i bisogni, dall’altra bisogna essere consapevoli che questi devono essere coperti in qualche modo». Insomma, la coperta resta corta.

Al vaglio le misure di rientro
Tornando al Preventivo 2026, per ora, oltre all’ammontare del disavanzo d’esercizio – che ricalca quello di quest’anno -, va detto che il Consiglio di Stato, nell’allestire il documento, non ha previsto alcuna quota della Banca nazionale svizzera (BNS). Dunque, in caso di distribuzione dei proventi ai Cantoni, la situazione finanziaria potrebbe migliorare significativamente. Anche perché le entrate fiscali avrebbero retto. Restano invece ancora da definire con precisione le misure di rientro che il Governo intende attuare per mitigare il deficit. Secondo quanto abbiamo potuto apprendere, l’Esecutivo starebbe lavorando su provvedimenti che riguardano la mancata sostituzione del personale partente nell’Amministrazione cantonale, mentre altre misure di risparmio riguarderebbero la scuola, anche se è stato chiarito di non volerne in alcun modo intaccare la qualità. Per contro, sul fronte delle entrate, il Consiglio di Stato potrebbe agire sulle stime immobiliari, ritoccandole verso l’alto in attesa della prospettata riforma, che però richiederà anni.

Evitare il copione del 2024
Come spiegato da Gobbi, il Governo avrebbe comunque deciso di fare tesoro delle indicazioni emerse durante il dibattito in Gran Consiglio sul Preventivo 2025. E questo per evitare che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno, quando il Parlamento aveva deciso di stralciare alcune delle misure di risparmio e aggravi presentati dal Governo, peggiorando il deficit dello Stato.
Una delle variabili da tenere in considerazione sarà anche l’eventuale aumento dei premi di cassa malati per il prossimo anno. Nel caso di una nuova impennata, anche le uscite per i sussidi RIPAM aumenterebbero. Andando quindi a «pesare» sul preventivo. Ma anche l’esito delle votazioni del 28 settembre potrebbe giocare un ruolo rilevante. Proprio domani, il Consiglio di Stato presenterà la propria posizione sui temi al voto e Gobbi non nasconde la propria preoccupazione: «I timori, da parte nostra, sono forti. Se passassero sia le iniziative cantonali sulle casse malati, sia la riforma federale sul valore locativo, l’effetto per il Cantone sarebbe di quasi mezzo miliardo di franchi ». In caso di un sì alle urne alle due iniziative, il Governo ha comunque la facoltà di far «slittare» la loro entrata in vigore, evitando così di rimettere mano al preventivo.

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Incontro UP-Governo

«Toni più civili nella discussione»
Rapporti da migliorare

Il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale (UP) del Gran Consiglio si sono incontrati lunedì sera a Gentilino per una riunione politica, seguita da un momento conviviale «Da un lato – spiega il presidente del Governo Norman Gobbi – l’obiettivo è di migliorare i rapporti con incontri regolari, rivedendo anche le modalità di interazione tra Legislativo ed Esecutivo, ad esempio istituzionalizzando delle riunioni con i presidenti delle commissioni e anche con l’UP, nell’ottica di un migliore dialogo». Tutto, però, deve partire da un rapporto di fiducia, aggiunge Gobbi: «Senza quello, un dialogo è difficile».

Evasione dei messaggi
Il passo successivo sarà però anche «condividere la priorità di evasione dei messaggi ancora pendenti nelle Commissioni».
Infine, sottolinea Gobbi, l’auspicio espresso in occasione dell’incontro con l’UP «è che la discussione abbia toni più civili».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 settembre 2025 del Corriere del Ticino

Comuni ticinesi: Il DI guarda al futuro con nuove prospettive di collaborazione

Comuni ticinesi: Il DI guarda al futuro con nuove prospettive di collaborazione

Comunicato stampa

Perequazione, aggregazioni e dialogo istituzionale: sono questi i tre fronti su cui il Dipartimento delle istituzioni sta concentrando la propria azione in ambito comunale. Guidato dal Presidente Norman Gobbi, ha concluso a inizio estate il ciclo di incontri con i Municipi ticinesi, mentre nel Locarnese entra nel vivo il prestudio aggregativo che coinvolge cinque Comuni attorno a Locarno. Il 10 settembre, infine, tutti i sindaci si riuniranno a Locarno per un confronto diretto con il Governo, nel quadro del nuovo mandato affidato a Gobbi dal Consiglio di Stato per rafforzare i legami con cittadini e territorio.

Perequazione finanziaria e riforma Ticino2020
Gli incontri con i Municipi hanno evidenziato la necessità condivisa di superare l’attuale modello di redistribuzione basato unicamente sulla capacità fiscale dei Comuni, per approdare a un sistema più aderente ai compiti effettivamente assunti a livello locale. L’orientamento espresso dal territorio è chiaro: procedere verso una «perequazione per ambiti», legata a prestazioni pubbliche concrete come trasporti, scuola, servizi sociali e cultura.  

«Il sistema perequativo deve tornare a essere uno strumento di coesione e di responsabilità condivisa, capace di valorizzare il ruolo e le specificità di ogni Comune», afferma Marzio Della Santa, capo della Sezione degli enti locali.  

Il futuro della perequazione dipenderà dall’evoluzione della riforma Ticino2020. Le indicazioni raccolte durante gli incontri saranno la base per elaborare una proposta di revisione entro il 2026, con l’obiettivo di riportare il progetto su un binario operativo e condiviso.  

Aggregazioni nel Locarnese
Sul fronte delle aggregazioni comunali, entra nel vivo il prestudio aggregativo legato allo scenario «Urbano» del Locarnese, che coinvolge Locarno, Losone, Brione Sopra Minusio, Orselina, Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia.
Il percorso parte dal basso, con il coinvolgimento diretto della popolazione: a partire da settembre sarà lanciato un sondaggio per rilevare come cittadine, cittadini e aziende percepiscono la qualità della vita nei rispettivi Comuni, affiancato anche da una serie di serate informative nei quartieri. Questa fase di «bilancio partecipato» ha lo scopo di scattare una fotografia della realtà attuale: punti di forza, criticità, bisogni quotidiani e aspettative di chi vive e lavora sul territorio. I dati raccolti offriranno ai Comuni una base concreta per valutare se proseguire o meno con l’elaborazione di un progetto aggregativo, assicurando che ogni scelta sia radicata nelle esperienze reali della popolazione.  

Incontri con i sindaci a Locarno
Il dialogo con i Comuni proseguirà a livello cantonale il prossimo 10 settembre a Locarno, dove il Governo incontrerà le sindache e i sindaci ticinesi. Sarà l’occasione per un confronto diretto sui principali dossier aperti e per rafforzare il rapporto di collaborazione istituzionale, nel solco del federalismo cooperativo che caratterizza il nostro Cantone.  

Un mandato per rafforzare i legami con il territorio
Infine, si rammenta che il Consiglio di Stato, lo scorso mese di giugno, ha affidato al Presidente Norman Gobbi un mandato specifico per intensificare le relazioni tra Amministrazione cantone, cittadini e tessuto economico. L’obiettivo è valorizzare le peculiarità del territorio ticinese e rafforzare la fiducia reciproca tra istituzioni e società civile, con un approccio pragmatico e vicino alla realtà quotidiana delle persone.   «Questi diversi percorsi – dalla perequazione alle aggregazioni, fino al dialogo diretto con i sindaci – rispondono a una stessa visione: costruire un Cantone più coeso, dove istituzioni e comunità collaborano per il bene comune», sottolinea Norman Gobbi.  

 

Incontro tra il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio

Incontro tra il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio si sono incontrati ieri nell’ex Palazzo municipale di Gentilino per una riunione politica, seguita da un momento conviviale. I partecipanti – accolti dal Municipio del Comune di Collina d’Oro – hanno colto l’occasione per discutere, in un clima franco e costruttivo, vari argomenti di attualità e dello stato dei rapporti istituzionali tra esecutivo e parlamento.

La riunione di ieri – richiesta nello scorso mese di giugno dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio – ha permesso un’approfondita discussione su vari temi di attualità, in un clima contrassegnato da toni schietti e dalla comune volontà di migliorare la collaborazione istituzionale, a pieno beneficio degli interessi della popolazione ticinese. Le due delegazioni – guidate dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e dal Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann – hanno inoltre espresso la volontà di programmare, anche in futuro, una serie di incontri regolari.
Al termine dell’incontro di lavoro, i partecipanti hanno proseguito le discussioni in modo informale, nel corso di un momento conviviale.

Campionati europei di bocce di Chiasso: saluto

Campionati europei di bocce di Chiasso: saluto

Il saluto del Presidente del Consiglio di Stato e Presidente del comitato d’onore

Personalmente, l’immaginario delle bocce mi riporta con la mente ai viali del bocciodromo di Piotta, dove ho imparato a giocare, e a quei momenti di incontro (e di scontro, leale ma accesissimo!) che avvicinavano le generazioni.
Altre persone, magari, ricorderanno le prime esperienze vissute in estate al grotto o durante le vacanze all’estero, al mare o in montagna.
Indipendentemente da come ognuno di noi si sia avvicinato a questa disciplina, il tempo trascorso a praticarla ci ha insegnato valori come la precisione dei gesti, la ricerca della massima concentrazione e il controllo delle emozioni.
Il Campionato europeo di quest’anno è il nuovo capitolo di una storia millenaria, che si estende dalla preistoria all’epoca digitale, dimostrano la longevità di uno sport che continua a unire e appassiona.
Grazie a questo evento, la Città di Chiasso e per il nostro Cantone hanno l’opportunità di diventare un palcoscenico a livello continentale, rendendo onore alla tradizione di un giocoamatissimo a sud delle Alpi.
Per Chiasso si tratta di un avvenimento speciale: in questa piccola grande Città, chiamata dai giornalisti «la culla delle bocce», si è svolto nel 1983, in un Palapenz da poco inaugurato, il primo Campionato mondiale di bocce. Pochi anni dopo, nel 1986, venne riconosciuta la Confederazione boccistica internazionale, la cui sede principale si trova qui nel Sud del Ticino. Nel 2003, lo stesso Palapenz ha avuto l’onore di ospitare l’ottavo campionato mondiale di bocce e infine, nel 2007, Chiasso ha proposto per la prima volta tutti i Campionati svizzeri sotto lo stesso tetto.
Per questo nuovo capitolo della lunga storia d’amore fra Chiasso e le bocce, auguro alle autorità comunali, agli organizzatori e a tutti i partecipanti di vivere momenti che, come è nello spirito di questo gioco, riescano a fare incontrare persone di tutte le età e provenienze, nel quale mostrare a tutta l’Europa un Ticino positivo e allineato ai valori migliori che lo sport è in grado di insegnarci.
Un caloroso benvenuto in Ticino a tutte le giocatrici e giocatori e al pubblico che sarà presente.

(Immagine: www.federbocce.ch)

“Wir schaffen das”… nicht!

“Wir schaffen das”… nicht!

Dieci anni dopo: riflessioni dalla frontiera sud

Dieci anni fa, il 31 agosto 2015, Angela Merkel pronunciava la frase destinata a diventare il simbolo della politica migratoria tedesca senza reali controlli: «Wir schaffen das» (“Ce la faremo”).
Con quelle parole, la Germania si presentava come faro di speranza. Oggi, a distanza di un decennio, quella dichiarazione continua a dividere l’opinione pubblica e, in particolare, la Svizzera e la regione ticinese ne hanno vissuto direttamente le conseguenze.
«Diversi episodi di criminalità e terrorismo hanno riacceso il dibattito sulla gestione dei confini e sull’efficacia dei controlli» osserva il consigliere di Stato Norman Gobbi. «Alcuni responsabili di attentati in Germania e in altri Paesi europei risultavano entrati con i flussi migratori del 2015–2016, senza verifiche sistematiche. Inoltre – prosegue Gobbi – le statistiche mostrano un aumento dei reati commessi da richiedenti asilo o persone prive di uno status definito, in particolare furti e aggressioni. Questo conferma come la politica migratoria delle porte aperte, sostenuta dai movimenti no-borders, si sia rivelata fallimentare».
Le difficoltà, sottolinea Gobbi, non si sono limitate alla sicurezza. «Dal punto di vista socio-economico, l’arrivo massiccio e incontrollato di migranti ha avuto conseguenze pesanti. Ancora oggi una parte significativa di loro non ha raggiunto un’autonomia economica sufficiente e continua a dipendere dall’assistenza sociale, con costi rilevanti per la collettività e con forti tensioni sociali. Anche scuole e sistemi di formazione hanno faticato ad assorbire i nuovi arrivati, soprattutto adulti con scarse competenze linguistiche e professionali».
Il 2016 fu l’anno in cui la frontiera sud della Confederazione, il Canton Ticino, si trovò al centro della cosiddetta “stagione delle porte aperte”, generata dalle politiche tedesche di accoglienza. «In quell’anno – ricorda Gobbi – furono registrati quasi 34’000 ingressi illegali solo in Ticino: un record per la Svizzera, che mise a dura prova la sicurezza e le strutture di accoglienza. L’ondata migratoria creò sfide politiche, sociali e operative senza precedenti sia per il Cantone sia per la Confederazione».
La situazione fu particolarmente critica a Chiasso, principale punto di transito verso la Svizzera interna. «La pressione era tale – spiega Gobbi – che furono necessari interventi straordinari in materia di ordine pubblico, protezione civile, polizia e coordinamento con Berna. Nell’emergenza, abbiamo aperto un centro di riammissione a Rancate, capace di gestire l’alto numero di arrivi. Una risposta possibile solo grazie alla rapidità e alla capacità del mio Dipartimento e dei miei collaboratori. Abbiamo dimostrato al resto della Confederazione che il Ticino è davvero la Porta Sud del Paese».
Quale insegnamento trarre da quegli anni? «L’ondata migratoria del 2015–2016 ha mostrato chiaramente che non bastano i buoni sentimenti o gli slanci umanitari – conclude Gobbi –. Serve una politica migratoria chiara e rigorosa, con controlli di frontiera efficaci e una cooperazione concreta, non semplici slogan emotivi».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 31 agosto 2025 de Il Mattino della domenica