Norman Gobbi confermato coordinatore della Lega fino a fine anno

Norman Gobbi confermato coordinatore della Lega fino a fine anno

Comunicato Lega dei Ticinesi

Domenica 16 giugno a Rivera (Comune di Monteceneri), la Lega dei Ticinesi si è riunita in Assemblea ordinaria. Fatto il punto dopo le recenti elezioni comunali, nelle quali la Lega ha conquistato 4 municipali in più, rieletto 4 sindaci ed eletto numerosi vice-sindaci, i presenti hanno confermato Norman Gobbi nel ruolo di coordinatore del Movimento sino a fine anno.
All’ordine del giorno dell’Assemblea ordinaria 2024 della Lega dei Ticinesi c’era – in particolare – la valutazione dei risultati elettorali alle recenti Comunali, nonché la proposta d’aggiornamento dello Statuto e le decisioni sul coordinamento del Movimento.
Nell’analisi del voto dello scorso aprile, il coordinatore ad interim Norman Gobbi ha sottolineato il buon risultato complessivo ottenuto che ha permesso di ridare slancio a tutto l’ambiente Leghista. A Lugano è stato confermato il sindaco Michele Foletti e, assieme a lui, tutti i municipali dei principali centri del Cantone, oltre quelli di numerosi Comuni periferici e di valle. Rispetto al 2021, negli esecutivi siedono ora 45 municipali (di cui quattro sindaci: Blenio, Bioggio, Lugano, Torricella-Taverne) rispetto ai 42 della precedente legislatura. Ricordiamo che la Lega ha presentato liste autonome o congiunte in 59 dei 97 Comuni nei quali si sono svolte le elezioni nelle varie forme.
Per quanto riguarda la revisione dello Statuto, i principali cambiamenti riguardano l’inserimento nel documento della figura del Coordinatore e dei suoi compiti prioritari e la ridefinizione nel dettaglio delle tipologie di soci. La nuova proposta di Statuto è stata accolta all’unanimità al termine di un’aperta e costruttiva discussione in sala.
A seguire, il coordinatore ad interim, ha fatto il punto della situazione in merito alla ricerca del coordinatore che dovrà riprendere le redini del Movimento e scegliere la linea politica per il prossimo termine elettorale previsto nel 2027 con le elezioni cantonali. I presenti hanno deciso, anche alla luce dell’entusiasmo colto in sala, di proseguire con il periodo di interinato fino a fine anno, quando verrà organizzata un’Assemblea straordinaria per la formalizzazione della nomina del nuovo coordinatore. A condurre la Lega saranno quindi Norman Gobbi come coordinatore ad interim, con il supporto dei vice Roberta Pantani Tettamanti, Gianmaria Frapolli, Alessandro Mazzoleni e Daniele Piccaluga.
L’Assemblea è terminata con la presentazione dell’attività parlamentare degli ultimi mesi, da parte del vice capogruppo in Gran Consiglio Andrea Sanvido.

L’estate sta arrivando: “Piacere, libertà e sicurezza”

L’estate sta arrivando: “Piacere, libertà e sicurezza”

Norman Gobbi sulle campagne di prevenzione Acque sicure e Montagne sicure

L’estate è ancora alle porte e la primavera è stata molto piovosa, ma le campagne di prevenzione e di sensibilizzazione sulla sicurezza in vista dei mesi con il maggior afflusso di turisti e delle vacanze dei residenti sono o stanno entrando nel vivo. Sentiamo il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che ha introdotto negli ultimi anni una serie di campagne a 360 gradi per aumentare la sicurezza anche durante le attività sportive e del tempo libero estive: “Il Ticino è un luogo splendido e tra ticinesi e ospiti, che giungono da ogni parte del mondo, sono in molti – e mi ci metto in prima persona – a godere della sua natura e delle molte possibilità che offre il suo territorio. Per far sì che il piacere prevalga su ogni altro aspetto occorre però tener conto anche della sicurezza, perché non dobbiamo mai sottovalutare che nelle acque dei nostri laghi e fiumi o sui sentieri delle nostre montagne si possono nascondere pericoli, evitabili solo se si tengono in considerazione alcune anche semplici regole di comportamento. È l’obiettivo che ci siamo prefissati nel corso di questi anni: far passare questi messaggi di prudenza e di attenzione per limitare il più possibile incidenti che possono tradursi in tragedie. Il tutto rispettando il piacere e la libertà di ognuno nel rapportarsi con la natura”.

Le campagne sulla prevenzione, come Acque sicure e Montagne sicure, hanno dato buoni risultati, se si pensa alla netta diminuzione nel corso degli anni al Sud delle Alpi del numero di vittime nei laghi e nei fiumi e in montagna. Sentiamo ancora Norman Gobbi: “Lo ribadisco ai miei collaboratori e all’opinione pubblica tutti gli anni: ogni vittima è una di troppo. Per questo – nonostante possibilità finanziarie ridotte – abbiamo l’obbligo di mettere in campo il meglio per essere efficaci. Ci sono svariate misure che toccano soprattutto la comunicazione, sfruttando tutti i canali possibili, social inclusi. Ma non solo: anche azioni concrete. Per esempio mi riferisco al lavoro dei volontari pattugliatori nei mesi di luglio e agosto lungo i tratti più pericolosi dei fiumi Maggia e Verzasca, oppure alla Foce del Cassarate sul lago di Lugano. Per raggiungere un effetto moltiplicatore della nostra attività è basilare inoltre la collaborazione con il maggior numero di partner. Tra questi ci sono i Comuni, ma non dimentico gli stakeholder legati al turismo, allo sport e al tempo libero, così come importanti enti e istituzioni legati alla scurezza, le agenti e gli agenti delle nostre Polizie per esempio. Un lavoro a 360 gradi per una sicurezza a 360 gradi. È evidente che non si potrà mai essere certi che tutto fili senza problemi. Per questo è necessario il massimo impegno di tutti e la massima consapevolezza che anche una piccola azione può fare la differenza. Nella speranza che l’estate ci regali giorni magnifici, colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che operano a favore di queste campagne, dai miei collaboratori alle persone che condividono il nostro impegno e i nostri stessi obiettivi sul fronte della sicurezza”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.    

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 16 giugno 2024 de Il Mattino della domenica

Chiusa l’inchiesta, presa di posizione

Chiusa l’inchiesta, presa di posizione

La presa di posizione del Consigliere di Stato Norman Gobbi

“Ho preso atto della decisione del Procuratore generale che chiude definitivamente qualsivoglia ipotesi di mio coinvolgimento nell’intervento della Polizia cantonale a seguito dell’incidente occorsomi nel novembre 2023 e che smentisce ancora ogni illazione e maldicenza di cui sono stato oggetto. Ho altresì preso atto che il PG ritiene che il comportamento di due agenti intervenuti debba essere valutato da un Giudice. Solidarizzo umanamente con i due agenti manifestando piena fiducia nella Magistratura, così come nel Corpo della Polizia cantonale e a tutti gli agenti. Non rilascerò ulteriori dichiarazioni rimettendomi, se del caso, a quanto ritenesse di comunicare o di commentare il mio legale avv. Renzo Galfetti.”

****

Comunicato stampa del Ministero pubblico

Complemento incidente della circolazione stradale in Valle Leventina 

In relazione all’incidente della circolazione stradale avvenuto il 14.11.2023 – poco dopo la mezzanotte sulla corsia Sud-Nord in zona Stalvedro – che ha visto il coinvolgimento del Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Ministero pubblico comunica che le parti nel procedimento penale sono state informate della imminente chiusura dell’istruzione. Il Procuratore generale Andrea Pagani ha prospettato le seguenti decisioni:

  • l’emanazione di un decreto di abbandono nei confronti dell’ufficiale della Polizia cantonale che era di picchetto la sera dei fatti.
  • l’emanazione di un atto d’accusa dinanzi alla Pretura penale (per l’ipotesi di reato di favoreggiamento) nei confronti del sottoufficiale superiore di Gendarmeria di picchetto la sera dei fatti e del capo gruppo in servizio quella notte. Per quest’ultimo l’ipotesi di reato viene prospettata in via principale nella forma della correità, subordinatamente in quella della complicità.

Alle parti è stato fissato un termine di 10 giorni per presentare eventuali istanze probatorie. Si ricorda che per tutti vale il principio della presunzione di innocenza fino all’emanazione di una decisione definitiva e che nei confronti del Consigliere di Stato non è pendente alcun procedimento penale. Per il momento non saranno rilasciate ulteriori informazioni.

Basso Mendrisiotto, lo studio di aggregazione è stato formalmente avviato

Basso Mendrisiotto, lo studio di aggregazione è stato formalmente avviato

A partecipare i comuni di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo. L’obiettivo è il voto entro il 2026.

La Commissione che è stata incaricata dal Consiglio di Stato di elaborare la proposta di aggregazione per il Basso Mendrisiotto ha formalmente dato avvio ai lavori per lo studio relativo al processo aggregativo.
A confermarlo questo lunedì mattina sono i comuni interessati – ovvero Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo – attraverso una nota diffusa dal Municipio di Chiasso.
«I lavori sono iniziati con degli obiettivi ben precisi e tra questi la volontà di operare nella piena trasparenza verso la popolazione che sarà puntualmente informata», conferma la Commissione.
Un primo checkpoint sui lavori dovrebbe quindi arrivare «entro l’estate del prossimo anno».
La popolazione verrà poi coinvolta – attraverso il voto – nella seconda metà del 2026. Un traguardo ideale, questo, che permetterebbe al neonato Comune di inaugurare il suo nuovo corso all’inizio della prossima legislatura quadriennale.

Da www.tio.ch

(Immagine: copyright comune Balerna)

****

Aggregazione nel basso Mendrisiotto, la Commissione ha dato inizio allo studio

I Comuni interessati dall’aggregazione sono Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo. La cittadinanza dei cinque comuni sarà chiamata alle urne per esprimersi in merito all’aggregazione nella seconda metà del 2026.
Un ulteriore passo avanti è stato fatto nel Basso Mendrisiotto per l’aggregazione dei comuni di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo. Negli scorsi giorni, infatti, la Commissione incaricata di presentare al Consiglio di Stato la proposta di aggregazione ha formalmente dato inizio allo studio, si legge in una nota del Comune di Chiasso.

Popolazione al voto tra due anni
I lavori, viene spiegato, “sono iniziati con degli obiettivi ben precisi e tra questi la volontà di operare nella piena trasparenza verso la popolazione che sarà puntualmente informata sullo stato dei lavori. Una prima comunicazione alla cittadinanza in merito alle analisi ed alle proposte che verranno formulate nello studio aggregativo è prevista entro l’estate del prossimo anno. La cittadinanza dei cinque Comuni sarà invitata ad esprimersi in una votazione popolare che avrà luogo nella seconda metà del 2026 così da permettere, nel caso di risultato positivo della consultazione, la nascita del nuovo Comune in concomitanza con le elezioni comunali del prossimo quadriennio”.

Il progetto
Il progetto di aggregazione tra i cinque comuni del Basso Mendrisiotto, ricordiamo, è nato nell’estate del 2021 quando l’esecutivo di Vacallo ha promosso un primo incontro tra Municipi e Sezione degli enti locali per una discussione sull’ipotesi aggregativa tra sei comuni. Allora c’era infatti anche Novazzano, che in seguito ha deciso di chiamarsi fuori. Un passo indietro che aveva fatto anche Balerna, ma alcuni cittadini hanno promosso una raccolta firme per chiedere l’avvio di una formale procedura di aggregazione nel comprensorio. Iniziativa che è stata dichiarata riuscita dal Municipio a inizio marzo 2023.

https://www.ticinonews.ch/ticino/aggregazione-nel-basso-mendrisiotto-la-commissione-ha-dato-inizio-allo-studio-396134

****

Basso Mendrisiotto al lavoro «per il miglior progetto possibile»
La Commissione incaricata di studiare l’unione fra Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo ha iniziato le riunioni: «Partiti con il piede giusto»
 
Si è atteso l’esito delle elezioni comunali. Poi si è partiti. La Commissione incaricata di presentare al Consiglio di Stato la proposta di aggregazione dei Comuni di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo ha formalmente dato inizio allo studio. L’obiettivo ultimo è andare in votazione consultiva nell’autunno del 2026 e tenere le prime elezioni nel 2028. L’obiettivo primo, invece, è presentare il miglior studio aggregativo possibile, di modo da dare ai cittadini tutte le informazioni necessarie per decidere se aderire al progetto o meno, e farlo nel modo più trasparente possibile: «L’obiettivo del gruppo di lavoro – dice il sindaco di Vacallo Marco Rizza, coordinatore della Commissione – è quello di mettere sul piatto le opportunità e gli eventuali punti negativi di questa unione». Per farlo la Commissione si è data appuntamento ogni mese e mezzo circa e conta di terminare il proprio studio la prossima estate. Le cose da discutere sono parecchie, dal quale servizio andrà dove nell’ipotetico futuro Comune a temi più specifici (Rizza ha citato modalità più efficienti per l’individuazione di posti di lavoro nel comprensorio, o la realizzazione di un polo sportivo «raggiungibile in sicurezza da tutte le realtà aggregate). Ci sarà poi da decidere il nome del nuovo Comune: «Verranno fatte proposte e l’auspicio è che si trovi un comune accordo». L’inizio intanto è buono: «Siamo partiti con il piede giusto».

«Meglio che da soli? Si vedrà»
Che si partisse senza scintille non era sulla carta scontato, dato che Balerna è parte dello studio in seguito a una raccolta firme e non per volontà municipale: «Intendiamo rispettare l’esito della raccolta firme senza riserve – dice il sindaco Luca Pagani – e quindi ci impegneremo a lavorare al miglior progetto possibile. Che poi questo sarà meglio dello status quo lo vedremo a studio terminato». Oltre alla votazione popolare consultiva, il progetto dovrà essere avallato anche dai rispettivi Consigli comunali, e i singoli Municipi daranno pure un parere. Sarà allora che si giocherà la vera battaglia. A comporre la Commissione, oltre ai rappresentanti dei cinque Esecutivi, vi è anche Edy Muscionico in rappresentanza dei «firmatari» di Balerna: «Il nostro scopo era quello di presentare alla popolazione uno studio più completo e trasparente possibile e permettere il voto consultivo». Sia Pagani che Muscionico, che in aprile è entrato a sua volta in Municipio, concordano nel dire che la Commissione ha iniziato a lavorare bene. E concordano anche sul fatto che, almeno lo scorso aprile, il tema aggregazione non ha spostato la bilancia politica nel Comune. Ci sarà, insomma, tutto il tempo per discuterne. E così negli altri quattro Comuni.

Da www.cdt.ch

«Le riforme pendenti dovranno essere a costo zero»

«Le riforme pendenti dovranno essere a costo zero»

Il direttore del DI Norman Gobbi: «Prendo atto che le spese per la Giustizia non sono una priorità, né per il popolo né per il Parlamento»

«Dopo oltre trent’anni di discussioni e dibattito politico, il voto dimostra che né il popolo, né il Parlamento (che ha votato il referendum obbligatorio) considerano questi investimenti a favore della Giustizia una priorità», ha commentato il direttore del Dipartimento delle istituzioni ( DI), Norman Gobbi. « Ne prendo atto serenamente. Se il popolo ha deciso così, significa che la Giustizia versa in buone condizioni». Con quali conseguenze quindi sulle riforme pendenti? «A questo punto, le riforme nell’ambito della Giustizia dovranno essere a costo zero. Chi reclama più risorse, dovrà riconoscere l’esito del voto». Del resto, prosegue Gobbi, «oggi il popolo ha deciso di non spendere, e questo è un chiaro segnale anche per le risorse umane, che peraltro non sapremmo dove collocare». Più in generale, per quanto concerne la ristrutturazione dell’attuale Palazzo di giustizia, secondo Gobbi « la soluzione, nonostante qualcuno ritenga che sia a portata di mano, non sarà tanto immediata». E ancora: «Soluzioni gratis non esistono. Già oggi siamo confrontati con problemi di spazio, che ci obbligano a cercare soluzioni puntuali, per nulla gratis». Sulle critiche legate all’assenza di un piano B, il direttore del DI ha tagliato corto: «Sono state analizzate e sottoposte al giudizio della Commissione diverse soluzioni. Siamo arrivati a questa proposta, ritenuto che fosse la migliore e che, anche per volontà del Parlamento, l’opzione dell’affitto non era ritenuta strategica». Da ultimo, il direttore del DI non ha nascosto che i litigi e le frizioni all’interno della Magistratura possono aver influito sul voto finale. «Queste polemiche hanno sempre un riflesso sulla popolazione».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 giugno 2024 del Corriere del Ticino

La lite per otto tulipani e i casi pendenti superano quota 100.000

La lite per otto tulipani e i casi pendenti superano quota 100.000

I direttori dei dipartimenti di giustizia
Norman Gobbi e colleghi cercano soluzioni in ambito penale

La guerra dei tulipani è durata oltre due anni. A scatenarla è stata una signora friburghese, che ha avuto l’ardire di tagliare otto fiori nel giardino della sua vicina. Furibonda, quest’ultima si è rivolta alla polizia per denunciare il misfatto, che le ha provocato danni materiali per una ventina di franchi, oltre al dolore per la prematura scomparsa dei suoi tulipani. Gli agenti hanno sottoposto l’accusata a un interrogatorio, cui sono seguiti ben tre tentativi di conciliazione, tutti infruttuosi. La lite tra vicine è così finita in mano al procuratore pubblico, che avrebbe voluto archiviarla senza seguito. Ma i giudici l’hanno sconfessato, con una sentenza di cinque pagine in cui si leggeva tra le altre cose, che la colpa dell’imputata «non poteva essere considerata come minore ». Il procuratore ha dovuto rifare i compiti, con tanto di visita degli agenti sul luogo del crimine per stabilire se i tulipani fossero protetti da una recinzione o meno. Alla fine, l’ascia di guerra è stata sotterrata con una multa di 100 franchi, contro la quale fortunatamente la denunciante non si è opposta, altrimenti il conflitto sarebbe andato ancora avanti.
Questo caso, riportato dalla Sonntagszeitung, è stato raccontato dal procuratore generale friburghese Fabien Gasser durante un recente incontro sul tema del sovraccarico della giustizia. «Lavoriamo con la frustrante sensazione che l’energia spesa in questi casi potrebbe essere più utile in altri casi», ha detto Gasser.
La scelta non manca. Sono oltre 100.000 i casi pendenti in Svizzera, secondo quanto emerso nello scorso mese di aprile a Berna all’assemblea della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), del cui comitato fa parte il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi.
Ed è stato proprio Gobbi, in qualità di presidente della Commissione affari giuridici penali della CDDGP, a presentare un primo progetto volto ad analizzare le cause dell’eccessivo carico di lavoro di cui soffrono da tempo le autorità cantonali di perseguimento penale e a proporre misure per migliorare la situazione. Un progetto in seguito adottato dal plenum.
I direttori cantonali di giustizia e polizia ritengono che l’attuale situazione di tensione delle autorità del perseguimento penale nei Cantoni sia «una conseguenza diretta della complicazione nella procedura penale, a 12 anni dell’introduzione del Codice di procedura penale federale (CCP), oltre ai numerosi emendamenti sostanziali fatti al codice penale svizzero (CP)», che hanno reso più complesse le disposizioni. «Nonostante l’attribuzione di nuove risorse all’interno delle autorità del perseguimento penale cantonali, l’attuale organizzazione non permette di affrontare adeguatamente questo fenomeno – secondo i direttori cantonali di giustizia e polizia -; il sistema della catena penale rischia quindi di andare fuori regime nonostante l’aumento di personale, senza guadagnarne in efficienza, poiché le nuove disposizioni di legge non lo permettono».
Per questo motivo, si vogliono ora «raccogliere dati statistici e cifre, nonché opinioni degli operatori del settore, che forniscano un quadro complessivo del carico di lavoro e della situazione lavorativa della polizia, dei ministeri pubblici e dei tribunali». Sarà così possibile effettuare una disanima approfondita delle cause del sovraccarico e di seguito identificare eventuali correttivi e soluzioni.
L’obiettivo è quello di garantire una giustizia veloce ed efficiente. Un obiettivo cui, tra l’altro, avrebbero potuto contribuire anche le due vicine di casa friburghesi se invece di scannarsi per otto tulipani tra aule di giustizia e tribunali fossero andate insieme al più vicino negozio di fiori, avessero acquistato e ripiantato il maltolto e infine avessero brindato alla ritrovata serenità. A.S.

****

In Ticino siamo ammalati di «ricorsite»
L’opposizione facile a ogni progetto è ormai la regola – L’ira di un architetto: «Sono arrabbiato»

Un investimento da 50 milioni di franchi. Fermo da anni. A causa di opposizioni e ricorsi. Legittimi ma estenuanti per chi come Robert Saudino, architetto di Ascona, aspetta che il «suo» progetto immobiliare a Ronco sopra Ascona si sblocchi. Il classatore è sul tavolo dello studio. Le pagine sono tante ma in fondo racchiudono una sola verità. La «ricorsite» ha fatto un’altra vittima in Ticino. Una delle tante. «Sono arrabbiato ma anche deluso», confida Saudino mettendo le carte in bella mostra. «Le abbiamo provate tutte. Abbiamo anche informato la popolazione con una serata pubblica ma non c’è stato niente da fare». Occorre aspettare. Settimane, mesi, anni. Il progetto a Ronco sopra Ascona non è un caso isolato.

A Sementina si attende la nuova scuola elementare da vent’anni. Non può partire a causa di un ricorrente. Sempre lo stesso. Che impugna tutte le sue carte. Legittime, di nuovo. Ma debilitanti. Per chi la nuova scuola intende farla, ovviamente. Ma guardando un po’ più in grande anche per le ditte. Che aspettano. Anche se hanno già i contratti. «Noi per fare il nostro progetto a Ronco sopra Ascona ci siamo rivolti a una società importante ma cosa sarebbe successo se l’azienda in questione fosse stata più piccola? Semplice. I suoi dipendenti non avrebbero lavorato per mesi mettendo in grossa difficoltà la ditta e loro stessi», continua Saudino. Che sta aspettando mesi, anni per realizzare un complesso immobiliare contestato come sempre succede dai confinanti. La storia è presto detta. Per arrivare al terreno edificabile Saudino ha una licenza edilizia per scavare una galleria ma i confinanti hanno ricorso al Consiglio di Stato perché a loro dire il rinnovo della stessa – avvenuto a più riprese – non gli è stato comunicato. «Si sono aggrappati a un cavillo», sottolinea l’architetto, sempre più deluso. Perché «in 57 anni di lavoro è la prima volta che mi capita una cosa del genere».

In realtà Saudino è stato fortunato. Perché quasi in ogni Comune ci sono progetti che vanno a rilento. Che sono belli e stupendi sulla carta. Ma si fermano proprio inciampando… sulla carta. Ricorsi, opposizioni. Ai Comuni, al Dipartimento del Territorio, al Consiglio di Stato, al Tribunale amministrativo cantonale. Sono centinaia e centinaia. Ogni anno. Solo il Dipartimento del Territorio, come si scopre dal rendiconto del Consiglio di Stato, nel 2023 ha risposto a 673 ricorsi che lo riguardavano. Tutto questo quando le domande di costruzione non accennano a diminuire. Ma anzi crescono. Si gonfiano. Anno dopo anno. Tanto che l’anno scorso sono state quasi 4mila.

Le ricette di economiesuisse

Arrabbiarsi soltanto però non serve. C’è anche chi, come economiesuisse, l’organizzazione mantello delle imprese svizzere, chiede che le procedure vengano semplificate. Al più presto. Perché la «ricorsite» non è un’abitudine solo ticinese, bensì di tutta la Svizzera. Come sta scoprendo ad esempio anche l’ex campionissimo di tennis, Roger Federer. Che sta costruendo la sua casa dei sogni sul lago di Zurigo. Scontrandosi puntualmente con rimostranze e opposizioni. L’ultima è solo di alcuni giorni fa contro la rimessa per barche. Che Federer vorrebbe realizzare sul lago.

Semplificare le procedure. È questa la visione dell’organizzazione delle imprese svizzere. Semplificazione che dovrebbe iniziare già dal tempo di elaborazione delle domande di costruzione da parte delle autorità. Che dovrebbe essere al massimo di 100 giorni.Questo perché secondo una valutazione della Banca cantonale di Zurigo, in Svizzera occorrono in media 140 giorni per l’approvazione di una domanda di costruzione. Nella città di Zurigo ci vogliono 330 giorni e nel canton Ginevra 500. Ma la corsa ad ostacoli spesso non si conclude con l’ottenimento della licenza edilizia. Economiesuisse lo sa bene. Così come sa che la causa principale delle successive lungaggini sono appunto le opposizioni e i ricorsi. Secondo le stime della Banca cantonale di Zurigo, il 10% dei progetti edilizi approvati – fa notare sempre l’organizzazione mantello delle imprese svizzere – non viene mai realizzato a causa di questo problema. Ecco quindi che per economiesuisse le opposizioni e i ricorsi dovrebbero essere trattati in modo definitivo entro un massimo di 18 mesi.

Ma non è finita. Un’altra richiesta è che i ricorsi dovrebbero essere possibili una sola volta e solo da parte dei diretti interessati. Inoltre, presso le autorità dovrebbe essere definita un’unica persona di contatto competente con potere decisionale e la facoltà di impartire istruzioni. Infine, per rendere la procedura di inoltro di una domanda di costruzione più semplice e veloce, sarebbero anche necessarie procedure puramente digitali senza discontinuità.

Articoli pubblicato nell’edizione di domenica 9 giugno 2024 de La Domenica

Acquisto ex Banca del Gottardo: “Ancora poche ore per votare Sì”

Acquisto ex Banca del Gottardo: “Ancora poche ore per votare Sì”

Settimana dedicata alla Giustizia per il capo dipartimento Norman Gobbi

Oggi, tra i numerosi temi in votazione sia a livello cantonale, sia a livello federale, ve n’è uno che tocca da vicino il Dipartimento delle istituzioni. Si tratta dell’acquisto dello stabile ex Banca del Gottardo, che accoglierà autorità della Giustizia ticinese, nonché altri uffici dell’amministrazione cantonale e che permetterà di ristrutturare l’attuale Palazzo di giustizia di Lugano, garantendo così per i prossimi 50 anni grazie a questi due stabili gli spazi necessari. “A chi questa mattina non avesse ancora espresso il suo voto – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – chiedo uno sforzo per sostenere questo progetto. È giunto davvero il momento, dopo 25 anni di discussioni, dopo aver vagliato tutte le altre opportunità in città e a seguito di una situazione ormai poco decorosa dell’attuale Palazzo in via Pretorio di investire per dare alla nostra magistratura a Lugano gli spazi necessari per l’amministrazione della Giustizia. Il tutto senza dover andare a pagare affitti milionari e ricercare soluzioni raffazzonate che ci farebbero spendere molti soldi senza avere una soluzione definitiva. Checché ne dicano gli avversari di questo progetto, il Cantone ha i soldi per fare questo investimento. Soldi che entrano nel mercato ticinese, sostenendo le nostre aziende e i nostri artigiani. Soldi che verrebbero comunque impiegati per altri tipi di investimenti del Cantone, senza raggiungere l’obiettivo di risolvere l’annoso problema logistico della Giustizia a Lugano”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

La settimana che ci siamo lasciati alle spalle è stata caratterizzata da diversi appuntamenti che hanno messo la nostra Magistratura al centro delle attenzioni. Si è cominciato lunedì, con la giornata dedicata all’apertura dell’Anno giudiziario. Si è proseguito martedì sera con una tavola rotonda sulle sfide e la complessità della digitalizzazione della giustizia organizzata dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), dall’Università della Svizzera italiana (USI) e dall’Ordine degli avvocati. “Un altro momento importante sempre sul tema della trasformazione digitale della giustizia si è svolto giovedì con un incontro informativo organizzato dalla Divisione della giustizia di presentazione del progetto nazionale Justitia 4.0 alla magistratura ticinese da parte del Capo progetto Jacques Buehler, segretario generale aggiunto del Tribunale federale. Venerdì inoltre, e per la prima volta, il Comitato nazionale del progetto Justitia 4.0, organo di livello operativo superiore a cui risponde al Direzione del progetto, si è incontrato a Palazzo delle Orsoline per la consueta riunione ordinaria. Una visita che riconosce l’impegno da sempre assicurato dal Canton Ticino fin dall’avvio del progetto nel 2019. Cantone che, anche con gli investimenti logistici e tecnici necessari, sarà pronto per assicurare l’entrata in vigore della Legge federale concernente le piattaforme per la comunicazione elettronica nella giustizia (LCEG), attualmente in discussione alle Camere federali”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.   

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 9 giugno 2024 de Il Mattino della domenica

Patriziati riuniti a Losone con tanti progetti

Patriziati riuniti a Losone con tanti progetti

Oltre 23 milioni di franchi investiti dall’Alleanza patriziale ticinese nel 2023 in attività di ogni genere. Gobbi: “Colonna portante dell’economia locale”

Il 70% del territorio ticinese è di proprietà dei patriziati e alcuni godono di buoni mezzi finanziari, come quello di Losone che sabato ha ospitato la tradizionale assemblea dell’Alleanza patriziale ticinese (ALPA). Un momento di bilancio e di pianificazione di futuri progetti. Patriziati ticinesi che appaiono sempre più propositivi e collaborativi con i Comuni: nel 2023 sono stati investiti oltre 23 milioni di franchi in progetti che spaziano dalla cura del paesaggio alle infrastrutture sul territorio fino all’ambito sociale.
“È un ente pubblico”, sottolinea il presidente del patriziato di Losone, Carlo Ambrosini, ai microfoni della RSI. “Quindi lo facciamo non solo per i patrizi, ma per il Comune e per tutta la comunità”. Una collaborazione in crescita quella fra i patriziati (che mettono a disposizione i terreni) e i Comuni che invece ci mettono i servizi. Del resto in Ticino i Comuni scesi a un centinaio mentre i patriziati sono ancora duecento e garantiscono una vicinanza al territorio ancora maggiore.
“I patriziati ticinesi sono da sempre anche dei vettori economici nei settori tradizionali come in quelli innovativi”, sottolinea il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi. “Qui si percepisce progettualità, vedo in vari progetti che vengono realizzati sul territorio. Lo scorso anno il Fondo di aiuto patriziale, che sostiene gli investimenti, è stato usato tutto, e anzi si è dovuto attingere alle riserve. Questo significa che i patriziati sono davvero una colonna portante per l’economia locale”. Il patriziato di Losone, per esempio, non possiede soltanto boschi ma anche preziosi terreni in piano ed è uno tra i più benestanti del Cantone, ma anche uno dei più intraprendenti. Tra le attività un’azienda forestale con una centrale di teleriscaldamento a cippato e una ventina di dipendenti.
Di fusione o riduzione dei patriziati “se ne parla in modo non diretto”, chiarisce Tiziano Zanetti, presidente dell’ALPA, “chiedendo ai patriziati che sono più in difficoltà di trovare delle collaborazioni con quelli vicini unendosi, per esempio, con dei segretariati condivisi”. Secondo Zanetti, inoltre, sarebbe auspicabile avere di norma un rappresentante nell’esecutivo di tutti e quattro gli enti regionali di sviluppo.
Nel finale dell’assemblea, è stata votata una risoluzione per salvare gli alpeggi di proprietà patriziale minacciati dalla presenza del lupo affinché il Cantone intervenga in modo più incisivo di quanto fatto finora, altrimenti – sostengono – si rischia l’abbandono.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Patriziati-riuniti-a-Losone-con-tanti-progetti–2172320.html

****

L’Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA) in assemblea

L’Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA) ha tenuto ieri la sua assemblea annuale presso le Scuole Elementari di Losone. L’evento ha visto la partecipazione di 200 delegati rappresentanti dei vari patriziati del Canton Ticino.

Durante l’assemblea, il presidente Tiziano Zanetti ha presentato una relazione dettagliata sull’attività del Consiglio Direttivo dell’ALPA e ha evidenziato il dinamismo e l’energia con cui i patriziati ticinesi hanno affrontato le sfide dell’ultimo anno. «L’ultimo periodo è stato ricco di iniziative e di eventi promossi dal mondo patriziale, dalle proposte culturali alle ristrutturazioni di alpi e rifugi», ha affermato Zanetti.
Tra i punti salienti dell’assemblea le relazioni dei rappresentanti dell’ALPA in vari organismi, l’aggiornamento sullo Studio Strategico del 2020 e sulle sue implicazioni future, la presentazione dei conti 2023 e preventivo 2024, la nomina dei revisori e designazione della località per l’assemblea 2025.
Un momento significativo dell’assemblea è stato l’intervento di Norman Gobbi, Consigliere di Stato, che ha ribadito l’importanza della collaborazione tra i patriziati e il governo cantonale, sottolineando il dinamismo e l’energia del movimento patriziale.
Energie positive e sfide future – Zanetti ha parlato di «energia positiva» anche per descrivere l’approccio propositivo dei patriziati nel gestire le proprie attività. Tuttavia, ha anche evidenziato le difficoltà incontrate, come il fallimento del progetto GEREPA per la gestione dei registri patriziali, sottolineando la necessità di una soluzione alternativa veloce.
Il presidente ha anche riportato della nascita del Gruppo Territorio e Alpeggi (GTA), un nuovo gruppo di lavoro che include l’ALPA e i rappresentanti delle principali organizzazioni ticinesi dell’economia agricola di montagna, con l’obiettivo di affrontare sfide come l’approvvigionamento idrico per gli alpeggi e la protezione contro i grandi predatori.
Prospettive per il Futuro – Gobbi ha inoltre parlato dell’importanza di guardare al futuro del patriziato fino al 2040, sottolineando la necessità di un ringiovanimento delle forze patriziali e di un maggiore impegno nella formazione per garantire la continuità.
Risoluzione a favore degli alpeggi patriziali – Durante l’assemblea i delegati hanno votato all’unanimità a favore di una risoluzione urgente per il futuro degli alpeggi di proprietà patriziale. La risoluzione sottolinea il ruolo storico degli Enti patriziali nella salvaguardia del territorio e del suo valore culturale, nonché il loro impegno continuo nella ristrutturazione degli alpeggi e nelle infrastrutture connesse.
Tuttavia, «si riconosce che le sfide attuali richiedono una strategia condivisa su più fronti. In particolare, si evidenzia la minaccia rappresentata dalla presenza del lupo, che potrebbe vanificare gli sforzi e le risorse investite negli alpeggi».
La risoluzione chiede «un intervento urgente e mirato da parte delle autorità cantonali per regolare la presenza del lupo sul territorio, con particolare attenzione alle zone di pascolo che costituiscono la maggior parte degli alpeggi ticinesi».
Da www.tio.ch
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi invitato dai concittadini Jenisch, Manuš e Sinti

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi invitato dai concittadini Jenisch, Manuš e Sinti

Comunicato stampa

La comunità nomade svizzera ha incontrato questo pomeriggio il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi presso l’area del Seghezzone-Giubiasco. L’invito, inoltrato al Consigliere di Stato da parte della comunità, è stato motivato dalla volontà di esprimere la loro riconoscenza nei confronti del Governo ticinese nel sostenere i concittadini Jenisch, Manuš e Sinti.

Il Consiglio di Stato due settimane fa ha risposto alla consultazione federale promossa dall’Ufficio federale della cultura (UFC) sulla concezione delle aree di transito per nomadi stranieri. In quella circostanza il Consiglio di Stato ha confermato la sua posizione di pieno sostegno alla comunità nomade svizzera (Jenisch, Manuš e Sinti) per l’occupazione di aree di sosta a loro dedicate. Aree che invece non devono poter accogliere persone appartenenti a comunità rom straniere. Non vi è infatti alcuna base legale che rende obbligatoria la creazione e l’occupazione di queste aree di sosta da parte di rom stranieri; vi è invece un chiaro impegno sancito dalla Costituzione svizzera nei confronti della minoranza nazionale Jenisch, Manuš e Sinti.

Anche i nomadi svizzeri hanno inoltrato le proprie osservazioni all’UFC, sottolineando che appoggiano pienamente la presa di posizione del Cantone Ticino, auspicando che l’autorità federale prenda in conto anche il disappunto da parte della comunità jenisch svizzera sulle proposte poste in consultazione. Il disaccordo condiviso tra il Governo cantonale e la comunità nomade svizzera concerne la volontà dell’UFC di creare delle aree di transito per i nomadi stranieri, mentre la giurisprudenza della Confederazione non ne prevede alcuna base legale.

L’incontro ha permesso al Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato per l’occasione dalla Mediatrice culturale nell’ambito nomadi Nadia Bizzini, di raccogliere spunti e osservazioni da parte dei rappresentanti della comunità nomade svizzera e di ribadire l’ottima collaborazione instauratasi tra il Dipartimento delle istituzioni e la comunità stessa.

Nella foto (Copyright OtherMovie) il Consigliere di Stato Norman Gobbi e May Bittel, referente della comunità jenisch svizzera. 

Acque sicure: obiettivi e attività per il quadriennio 2024-2027

Acque sicure: obiettivi e attività per il quadriennio 2024-2027

Comunicato stampa

Prende avvio quest’anno la campagna di sensibilizzazione “Acque sicure” per il quadriennio 2024-2027. Tra le novità di quest’anno figura il cambio di presidenza della commissione cantonale consultiva: a Boris Donda è subentrata Anna Nizzola, specialista nelle discipline del canyoning e attenta osservatrice di tutto quanto si muove in Ticino a livello di sport d’acqua. Inoltre la commissione ha fissato gli obiettivi che dovranno essere raggiunti attraverso le attività della campagna di prevenzione.

Lo scorso anno le vittime nelle acque libere sono state 4, di cui 3 nei laghi. Un risultato che ha confermato la tendenza alla diminuzione degli annegamenti in Ticino, tenuto conto che nel 2022 vi furono 6 vittime e 9 nel 2021. “La nostra volontà – sottolinea la nuova presidente Anna Nizzola – è quella di ridurre ulteriormente i decessi a causa di annegamenti ma anche gli infortuni gravi. È un obiettivo per il nuovo quadriennio che ci impegna tutti, anche se sappiamo come alcuni fattori siano imponderabili. Negli ultimi anni abbiamo visto che la prevenzione ha dato buoni risultati e in questo senso lavoriamo a favore dei residenti e dei numerosi ospiti che raggiungono il nostro splendido territorio”.

Gli altri obiettivi per il quadriennio sono legati a una rielaborazione della strategia di prevenzione e di sorveglianza, che fa capo a numerosi partner, come la Società Svizzera di Salvataggio, l’UPI, i Comuni, le società idroelettriche, l’agenzia turistica ticinese, ecc. Inoltre si insisterà sulla sensibilizzazione di residenti e turisti sui rischi insiti nei corsi d’acqua allo scopo di responsabilizzarli, mentre si insisterà a fronteggiare i pericoli legati a nuovi fenomeni, come gli sport estremi, l’aumento dell’utenza, il consumo di alcool. Il target della campagna di prevenzione e delle misure è definito sulla base dei risultati dell’analisi di rischio. In generale si tratta dei fruitori delle acque del nostro Cantone, che siano lacustri, di torrenti, corsi d’acque o di piscine pubbliche, con la definizione di specifiche azioni di sensibilizzazione secondo i vari gruppi d’interesse: bambini, genitori, anziani, migranti, società sportive.

In particolare, la compagna “Acque sicure” per il 2024 sotto lo slogan “La prudenza fa la differenza” confermerà parecchie attività già collaudate negli ultimi anni. Tra queste, per esempio, il lavoro di pattugliamento di tratti dei fiumi Verzasca e Maggia tutti i giorni durante i mesi di luglio e agosto e il pattugliamento della Foce del Cassarate, con l’appoggio dei cani da salvataggio, nei fine settimana e nei giorni festivi infrasettimanali e i prefestivi da metà giugno a inizio settembre in collaborazione con la Città di Lugano e la SSS di Lugano. Verrà intensificata la cartellonistica sia nelle spiagge pubbliche sia in alcuni punti a rischio (pozza Santa Petronilla a Biasca, ponte di ferro in Valle Maggia, pozzo naturale di Cugnasco-Gerra e imbarcatoio Lugano-Giardino).

“La campagna Acque sicure – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi –  deve il suo successo alle numerose collaborazioni a più livelli. Tra queste, per il 2024 si segnalano il nuovo opuscolo realizzato in collaborazione con il Dipartimento del territorio sul tema del wakesurf (il surf che si pratica sui laghi utilizzando le onde generate da una barca o da una moto d’acqua) e la collaborazione con la campagna informativa del Dipartimento sanità e socialità per il tema dei cianobatteri destinata a Comuni e ai lidi privati e pubblici”.

Anche sul fronte della sensibilizzazione mediante i canali social Instagram e Facebook di Ticinosicuro verranno introdotte alcune novità, come la campagna informativa sul tema “come salvare una vita senza mettersi a rischio e in pericolo”. Anche quest’anno particolare attenzione verrà posta sull’informazione dei migranti, tramite loro associazioni e tramite i Comuni, organizzando pure incontri informativi ad hoc con queste associazioni.

Per saperne di più si può visitare il sito www.acquesicure.ch e seguire i canali social di Ticinosicuro.