Terminata l’allerta sulla balneazione nei fiumi e torrenti del Sopraceneri

Terminata l’allerta sulla balneazione nei fiumi e torrenti del Sopraceneri

Comunicato stampa

La Commissione cantonale di prevenzione e di sensibilizzazione “Acque sicure”, considerato che la portata dell’acqua di fiumi e torrenti del Sopraceneri è ritornata nella norma, toglie l’allerta lanciata il 5 luglio scorso, con la quale metteva in guardia sui pericoli per la balneazione. In questo senso gli esperti della commissione ritengono che oggi sia possibile bagnarsi e praticare sport in piena libertà. Ovviamente sempre rispettando le raccomandazioni sui comportamenti e le regole da seguire nelle acque libere al motto della campagna di “Acqua sicure”: La prudenza fa la differenza.

Si ricorda inoltre che ieri, martedì, lo Stato Maggiore Regionale di Condotta ha revocato il divieto di balneazione per il fiume Maggia e per i lidi del lago Maggiore, visto che le analisi del Laboratorio cantonale hanno permesso di stabilire una buona qualità microbiologica delle acque limpide del fiume e del lago. Resta valida in queste zone la raccomandazione generale di fare il bagno unicamente in acque limpide, evitando quindi acque molto torbide e dove sono presenti grandi quantitativi di materiale galleggiante.  

Ticino sociale: per i ticinesi, sempre.

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Aiutiamo una valle a rialzarsi!

#forzavallemaggia

Dona anche tu:

CH02 0900 0000 1621 3240 9

con la causale: FORZA VALLE MAGGIA

Puoi richiedere la cedola scrivendo a meutel@bluewin.ch o telefonando allo 091 973.10.43 orari d’ufficio.

 

Forza Vallemaggia!
L’Alta Vallemaggia ha oggi bisogno dell’aiuto di tutti. “C’est l’argent qui fait la guerre”, e fa anche la ricostruzione. Le regioni colpite dal nubifragio, per potersi rialzare e guardare al futuro, necessitano soprattutto di fondi (osiamo sperare che a nessun politicante verrà in mente di recarsi sulle zone colpite con una pala in mano per scattarsi dei selfie da pubblicare sui social).
La Lega e il Mattino sostengono la colletta per la Vallemaggia lanciata dall’Associazione Ticino Sociale: le informazioni le trovate in questa pagina.
In pochissimo tempo, divulgando l’iniziativa solo sui canali social, è stato possibile raccogliere oltre 15mila franchi. Invitiamo i nostri lettori a contribuire secondo le proprie possibilità. Anche un piccolo aiuto è importante. Tante somme modeste, messe assieme, fanno una cifra grossa.

 

Ticino Sociale lancia la raccolta #forzavallemaggia

Ticino Sociale lancia la raccolta #forzavallemaggia

La testimonianza del presidente dell’ente benefico Norman Gobbi

Sono le 5.50. Esco di casa, come ogni mattina, per percorrere quel sentiero che da Nante mi porta fino a Giof. La bellezza della natura mi entra dentro e ogni giorno lo scenario muta. Spero di incontrare anche questa mattina, come regolarmente avviene, un gruppo di cervi o camosci che scende a bere, alla ricerca di un nuovo ciuffo d’erba buono. In questi giorni il pensiero mi proietta sull’altro versante delle “mie” montagne. Qui è tutto verde. Le nubi nere nel cielo blu mi ricordano però che a pochissimi chilometri da qui molti pascoli fino a settimana scorsa ospitali oggi sono ricoperti di massi, sassi, fango. Case e cascine del tutto o parzialmente distrutte. Collegamenti interrotti. È lo scenario con il quale ci siamo risvegliati, attoniti, domenica mattina.

Penso ai miei amici in alta Vallemaggia, a coloro che come me hanno scelto di abitare in montagna; di vivere e far crescere i loro figli dove le radici sono ancora più forti nel farti sentire a casa. Una scelta: la vera testimonianza di chi sa che queste nostre magnifiche valli e montagne hanno bisogno di noi per vivere, assicurando così il… respiro vitale di tutte le nostre comunità, da Chiasso ad Airolo.

Sono giornate di dolore; sono giornate frenetiche da parte di tutte quelle persone impegnate ad assicurare di nuovo i collegamenti, di cercare le vittime, di assistere chi ha subito il contraccolpo psicologico di questo evento drammatico, di iniziare a garantire i servizi indispensabili al vivere quotidiano. Un quotidiano oggi sconvolto, ma che tutti gli abitanti della Lavizzara, di Cevio e della Rovana, così come chi lì possiede un rustico o una cascina, vogliono che al più presto ritorni “normale”. Il mio GRAZIE più sentito va ai collaboratori e alle collaboratrici degli enti di primo intervento che immediatamente si sono attivati, sotto la regia dello Stato maggiore regionale di condotta, diretto dalla Polizia cantonale.

C’è tanto lavoro da fare, qui in Vallemaggia, così come in Mesolcina. Noi uomini e donne di montagna sappiamo che le avversità succedono. Non per fatalismo, ma per un insegnamento quotidiano alla vita dura. Sappiamo però reagire. Lo stanno facendo con grande dignità e coraggio le autorità comunali, le associazioni attive in Vallemaggia, gli enti della protezione della popolazione. Noi, come cittadine e cittadini del Ticino dobbiamo far sentire la nostra vicinanza, il nostro sostegno soprattutto, con qualsiasi mezzo disponibile. Noi, autorità cantonali (e federali) dobbiamo essere al fianco della popolazione. Come già stiamo facendo e dopo l’emergenza bisogna pensare alla ricostruzione. Un lavoro impegnativo e lungo per ricostruire e restituire un ambiente naturale il più possibile simile a quello inondato furiosamente dalle piene.

È una missione in più che si aggiunge nella nostra agenda politica. Lo faccio personalmente nella qualità di Consigliere di Stato. Lo faccio personalmente come uomo di montagna che testimonia tutti i giorni l’importanza di vivere anche nelle zone più discoste di questo nostro amato Cantone. Lo faccio anche come presidente di Ticino Sociale, che ha avviato una raccolta fondi per dire #forzavallemaggia!

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 7 luglio 2024 del Mattino della domenica

Balneazione: rischio elevato nei corsi d’acqua del Sopraceneri

Balneazione: rischio elevato nei corsi d’acqua del Sopraceneri

Comunicato stampa

La Commissione cantonale di prevenzione e di sensibilizzazione “Acque sicure” invita la cittadinanza e gli ospiti presenti nel nostro Cantone alla massima prudenza e attenzione nel caso di balneazione nei fiumi e nei torrenti del Sopraceneri. Un invito che vale per tutti i prossimi giorni a causa di un livello al di sopra della media stagionale di tutti i corsi d’acqua.

Le abbondanti e frequenti precipitazioni di pioggia e in particolare di neve in alta quota nel corso dei mesi primaverili sta provocando in queste ultime settimane un innalzamento del livello dell’acqua in tutti i fiumi e torrenti. In questo senso gli esperti della commissione cantonale “Acque sicure” invitano alla prudenza e a una valutazione attenta dei pericoli in caso di balneazione.

Si ricorda inoltre il divieto generale di balneazione a fini precauzionali sul fiume Maggia e, in presenza di detriti, sulle rive del lago Maggiore in zona Locarno, Ascona e Tenero diramato ieri dallo Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC) attivo per far fronte agli eventi accaduti in Vallemaggia.
Lo stato del divieto verrà aggiornato dalle autorità competenti una volta terminate le analisi da parte del Laboratorio Cantonale.

Ticino: lotta alla bancarotta fraudolenta a costo zero

Ticino: lotta alla bancarotta fraudolenta a costo zero

Pochi anni fa, il tema dei fallimenti pilotati era prepotentemente entrato nell’agenda politica cantonale grazie alla sistematica denuncia di Unia. Pur essendo ancora lontani dal Modello Zurigo, dei progressi per combatterli ci sono stati. L’abolizione dei circondari distrettuali e l’introduzione del perito all’Ufficio fallimenti hanno portato a una crescita delle denunce per reati riconducibili alla bancarotta fraudolenta. L’incognita è quale fine facciano le denunce nell’ingolfato Ministero Pubblico. Quest’ultimo, intervistato da area, si dice ottimista.

Eppur qualcosa si muove. Qualche anno fa, era il 2017, il sindacato aveva denunciato con forza l’inazione istituzionale alla lotta alla bancarotta fraudolenta, compiuta da impresari che volutamente svuotavano le casse delle ditte, le riempivano di debiti e lasciavano il conto finale di salari e oneri non versati ai lavoratori alla collettività tramite la procedura d’insolvenza. Nel giro di poco
tempo, riaprivano ditta con mezzi e personale identico come se nulla fosse.
Sulla necessità di contrastare il fenomeno in crescita erano tutti concordi, dal sindacato al padronato, alle forze politiche e giudiziarie in campo. Coscienti che il rischio zero non esista, perlomeno attenuare i danni con una lotta efficace di contrasto, che facesse da deterrente alla brutta piega presa del fenomeno, era l’auspicio formulato. A distanza di qualche anno, si può tentare di tracciare un bilancio.
Iniziamo con le cifre del fenomeno. L’importo totale andato perso nelle procedure fallimentari negli ultimi cinque anni in Ticino ammonta a 865 milioni di franchi, con una media annuale di 173 milioni. Rispetto al quinquennio precedente (2014-2018), sono una cinquantina di milioni in più della media annuale ticinese (124 milioni). Ad influire sulla crescita degli importi persi nei fallimenti, ha giocato sicuramente un ruolo la pandemia. Inoltre, va sempre specificato che non tutti i fallimenti sono dovuti a condotte illegali. Veniamo ai risultati ottenuti dalla lotta istituzionale contro i fallimenti detti fraudolenti o pilotati. «Nel 2015 il Cantone ha creato un circondario unico di esecuzione e fallimento, eliminando i vari uffici distrettuali» spiega Frida Andreotti, direttrice della Divisione Giustizia. «La precedente frammentazione veniva spesso sfruttata per scopi truffaldini. Non di rado alcuni debitori seriali, appena cambiato domicilio, si recavano all’Ufficio esecuzione del nuovo luogo di residenza richiedendo l’estratto esecutivo, che evidentemente risultava senza alcuna esecuzione. In tal modo riuscivano ad ottenere merci e prestazioni a credito senza saldare il dovuto, sulla base di una presunta e ostentata solvibilità che in realtà non hanno». La seconda misura introdotta è stata la creazione nel 2019 della figura del perito contabile all’interno dell’Ufficio fallimenti. Il suo compito è analizzare i casi di fallimento e, qualora ravvisasse qualcosa di penalmente rilevante, denunciarlo al Ministero pubblico. «Da quando è entrato in funzione il perito – spiega Andreotti – alla magistratura sono stati segnalati 184 incarti di possibili reati fallimentari, oltre il doppio rispetto a quanto avveniva in passato».
L’introduzione del perito risponde a un’esigenza voluta dalla Confederazione. Dal prossimo anno infatti, la legge federale imporrà agli uffici di fallimento cantonali l’obbligo di segnalare alla magistratura quei reati perseguibili d’ufficio constatati nella loro funzione. Il Ticino ha dunque introdotto una figura resa obbligatoria da Berna con cinque anni d’anticipo. E i risultati, almeno in termini di denunce dei casi sospetti, si sono visti. Avvocati esperti della materia ci confermano che dall’arrivo del perito e con la creazione di un unico circondario, dei progressi ci siano stati.
Ma le denunce son poi diventate condanne? Al quesito il Ministero pubblico non può rispondere, almeno in tempi brevi. Non disponendo di una statistica informatizzata dei reati, il Ministero pubblico impiegherebbe molto tempo nel rispondere, ci dicono da via Bossi. Ma ci concedono un colloquio con Andrea Gianini, uno degli otto procuratori che si occupano di reati finanziari. Nessuno si occupa principalmente di bancarotta fraudolenta. «Manca la massa critica» spiega Gianini, riferendosi al numero insufficiente di procuratori per creare una squadra specializzata. Il pensiero va al Canton Zurigo, dove l’autorità politica aveva deciso nel 2014 che, a fronte di un’esplosione dei casi di bancarotta fraudolenta, la lotta ai fallimenti abusivi fosse una priorità. Tutti i casi sospetti sono stati centralizzati verso un’unica Pretura a cui spetta un ruolo di coordinamento tra i vari uffici cantonali, è stato istituito un corpo specializzato di polizia sulla bancarotta fraudolenta e la Procura è stata rinforzata affinché ogni procuratore avesse un numero adeguato d’incarti da seguire. I risultati ottenuti sono stati definiti eccezionali, tanto che si parla di Modello Zurigo quale esempio. Torniamo in Ticino, dove notoriamente la Procura è in perenne affanno nel gestire la mole d’incarti. «Mediamente ci sono circa 280 incarti l’anno per procuratore dei reati finanziari, mentre circa seicento per i procuratori che si occupano dei casi di polizia. A Zurigo, chi si occupa di finanziaria ne ha circa una quarantina» spiega il procuratore Gianini. Piuttosto evidente la disparità di forze dei magistrati inquirenti tra i due Cantoni.
Se le denunce del perito dell’Ufficio fallimenti finiscono nell’imbuto della magistratura ingolfata, i progressi nell’azione di contrasto alla bancarotta fraudolenta sono da relativizzare? «Dei 34 casi segnalati dall’inizio dell’anno dal perito dell’Ufficio fallimenti, cinque sono stati evasi» spiega Gianini, aggiungendo di esser fiducioso che entro la fine dell’anno «circa un 40% sarà evaso». Secondo Gianini, le cose van più veloci perché i dossier preparati dal perito sono ben fatti e dunque resta poco da chiarire all’autorità inquirente. «Ci fossero più periti, i risultati della lotta contro le bancarotte fraudolente sarebbero ancor migliori». Stando al procuratore dunque, si nota un sensibile miglioramento nella lotta alla bancarotta perlomeno nelle denunce inoltrate dal perito dell’Ufficio fallimenti. Sussiste però un problema nello smaltimento delle “vecchie” denunce. Dal sindacato assicurano che diverse denunce relative a bancarotte fraudolente e seriali, giacciono nei cassetti della Procura da troppo tempo. A titolo d’esempio, si cita una denuncia inoltrata dal sindacato cinque anni fa a tutela di un proprio associato, vittima di titolari d’azienda con tre fallimenti seriali alle spalle con debiti complessivi che sfioravano i quattro milioni. Pur avendo il sindacato più volte sollecitato informazioni sullo stato dell’inchiesta, di risposte dal Ministero pubblico non ne sono arrivate. Nel frattempo, uno dei denunciati nel 2021 compare a registro di commercio quale direttore di una quarta azienda. In conclusione, seppur dei miglioramenti vi sono stati, la lotta ai fallimenti pilotati ticinese è ancora lontana dal Modello Zurigo, dove l’autorità politica ha fornito mezzi e risorse per lottare contro la bancarotta fraudolenta. La questione s’inserisce nelle difficoltà in cui si dibatte la Procura ticinese da molti anni, vedi decenni. Pesano in questo contesto le dichiarazioni del capodipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, a commento della sonora bocciatura popolare della Cittadella della Giustizia per una spesa di ottanta milioni di franchi da lui fortemente voluta. «Per il popolo ticinese investire sulla giustizia non è la prima priorità.
A questo punto, le riforme nell’ambito della Giustizia dovranno essere a costo zero»

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Le bilan grimpe à quatre morts et quatre disparus au Tessin, une nouvelle alerte aux inondations émise

Le bilan grimpe à quatre morts et quatre disparus au Tessin, une nouvelle alerte aux inondations émise

Le bilan des intempéries au Tessin s’alourdit à quatre morts et quatre disparus. Une nouvelle victime a été découverte mardi lors des recherches le long de la rivière Maggia. Une alerte aux inondations a par ailleurs été émise par les autorités dans trois vallées du canton. Les services de secours ont découvert une personne décédée le long de la rivière Maggia durant leurs recherches, a indiqué le conseiller d’Etat tessinois Norman Gobbi dans l’émission Forum de la RTS. Le total des personnes décédées dans le canton lors des intempéries de samedi dernier s’élève désormais à quatre personnes. La nouvelle victime a été d’abord localisée par un hélicoptère militaire, avant d’être récupérée par un appareil de la Rega, précise la police cantonale. La procédure d’identification est en cours. Les trois autres victimes, dont les corps ont été découverts dimanche matin, ont été identifiées. Il s’agit de trois femmes allemandes, deux âgées de 73 ans et une autre de 76 ans, a indiqué la police tessinoise. Elles venaient du Land du Bade-Wurtemberg. Les trois femmes ont été victimes d’un glissement de terrain dans la région de Fontana, dans le Val Bavona, une vallée latérale du Val Maggia qui a été particulièrement touchée par les intempéries.

Quatre personnes toujours recherchées
Quatre personnes sont toujours portées disparues. Dans le Val Maggia, seules des recherches à la surface de l’eau étaient possibles, selon la police cantonale. “Le débit des cours d’eau ne permet pas d’effectuer des contrôles plus approfondis”, a-t-elle précisé dans un communiqué. Les opérations se concentrent actuellement dans les régions de Peccia et Prato Sornico ainsi que sur le tronçon de rivière entre Pian di Peccia et Bignasco.
Une quinzaine de spécialistes sont engagés dans les recherches, dont des membres de la police cantonale (unité de recherche et d’investigation, équipe canine, unité lacustre et pilotes d’hélicoptères) ainsi que des sauveteurs du Club alpin suisse. Les secouristes sont soutenus par des hélicoptères de l’armée et civils.

Alerte aux inondations dans trois vallées
Les vallées de l’Onsernone, de la Maggia et de la Lavizzara sont en danger d’inondation imminent, ont également annoncé les autorités tessinoises dans l’après-midi, via l’application d’alerte Alert Swiss. Dans la localité de Prato Sornico, dans la haute vallée de la Maggia, les habitants sont appelés à quitter leurs habitations situées à proximité de la rivière. Ils doivent également éviter les caves et les garages souterrains. En outre, les autorités mettent en garde contre le fait de circuler en voiture ou à vélo dans les rues inondées.
Selon le communiqué, il convient en principe d’éviter la proximité des cours d’eau, car les débordements peuvent aussi survenir par surprise.

Une aide fédérale
Un soutien psychologique a été mis en place. Onze psychologues et soignants du Care Team Ticino, assisté par le Peer Support de la police cantonale, ont été envoyés sur le terrain.
La présidente de la Confédération Viola Amherd s’est rendue sur place lundi pour constater les dégâts. La Confédération y a envoyé des spécialistes pour aider à construire le plus rapidement possible un pont provisoire afin que le haut de la vallée ne soit plus coupé du monde extérieur.

https://www.rts.ch/info/regions/autres-cantons/2024/article/le-bilan-grimpe-a-quatre-morts-et-quatre-disparus-au-tessin-une-nouvelle-alerte-aux-inondations-emise-28557649.html

Les victimes dans le Val Maggia étaient des touristes allemandes

Les victimes dans le Val Maggia étaient des touristes allemandes

Les services de secours ont découvert une personne décédée mardi le long de la rivière Maggia durant leurs recherches, a indiqué le conseiller d’Etat tessinois Norman Gobbi sur l’émission Forum de la RTS. Le total des personnes décédées au Tessin s’élève à quatre.
La nouvelle victime a été d’abord localisée par un hélicoptère militaire, avant d’être récupérée par un appareil de la Rega, précise la police cantonale. La procédure d’identification est en cours.
Les trois autres victimes, dont les corps ont été découverts dimanche matin, ont été identifiées mardi. Il s’agit de trois femmes allemandes, deux âgées de 73 ans et une autre de 76 ans, a indiqué la police tessinoise. Elles venaient du Land Bade-Wurtemberg.
Les trois femmes ont été victimes d’un glissement de terrain dans la région de Fontana, dans le Val Bavona. Le Val Bavona est une vallée latérale du Val Maggia. Il a été particulièrement touché par les intempéries de samedi dernier. Quatre personnes sont encore portées disparues au Tessin.

https://www.rfj.ch/rfj/Actualite/Suisse/Les-victimes-dans-le-Val-Maggia-etaient-des-touristes-allemandes.html

 

«Die Stimmung ist sehr gedrückt»

«Die Stimmung ist sehr gedrückt»

Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi zum Unwetter in Tessin

Nach dem Unwetter ist Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi besorgt über die Lage in den Tessiner Dörfern. Und entwarnt besorgte Touristen: Sie sollen im Sommer trotzdem kommen. Bei der Anreise durch den Gotthard dürfte es allerdings Geduld brauchen.

In der Nacht auf Sonntag haben heftige Unwetter die Schweiz getroffen. Im Tessiner Maggiatal gab es schwere Hochwasser, drei Menschen sind bei einem Erdrutsch gestorben. Die Zerstörung ist riesig. Der Tessiner Regierungsrat und alt Lega-Nationalrat Norman Gobbi (47) gibt Blick Auskunft über die Lage im Kanton.

Herr Gobbi, im Tessin wurden Häuser und Brücken zerstört, es gab Todesopfer. Wie ist die Stimmung?
Die Stimmung ist vor allem im oberen Maggiatal sehr gedrückt. Der Gemeindepräsident von Lavizzara hat es gesagt: Wir hätten nie gedacht, dass wir so etwas erleben. Verschiedene Häuser und Ferienhäuser sind betroffen, auch ein Bauernhof wurde komplett zerstört. In Prato Sornico hat es das Eis- und Sportzentrum – das auch wichtig ist für Anlässe – stark getroffen. Nach einem solchen Unwetter ist die Angst gross, dass die Leute das Leben dort hinterfragen. Wir müssen nun alle Kräfte einsetzen, damit diese abgelegenen Regionen attraktiv bleiben.

Was sind die mittelfristigen Prioritäten?
Erst einmal müssen wir das Trinkwasser und die Mobilfunk- und Elektrizitätsversorgung sicherstellen. Verschiedene Dörfer sind derzeit von der Versorgung abgeschnitten. Das Baudepartement will auch testen, ob die Velobrücke über die alte Valmagginabahn in Cevio für Kleinfahrzeuge stabil und belastbar genug ist. Dann wären verschiedene Dörfer immerhin wieder erreichbar.

Vergangene Woche gab es Todesopfer beim Unwetter im Misox, gestern im Maggiatal. Macht man sich Sorgen über zukünftige Unwetter?
Alle Alpenregionen sind betroffen, es wird immer schwieriger, diese Ereignisse zu verhindern. Wir sind mit anderen Gebirgskantonen dran, Strategien zu erarbeiten. Das ist wichtig für die ganze Schweiz. Die Kantone Wallis, Tessin und Graubünden sind strategisch wichtig für die schweizweite Energieversorgung.

Muss man die Hochwasserstrategie überdenken?
Diese Bemühungen gibt es, aber es ist schwierig, für ein solches Jahrhundertereignis vorzusorgen. Wir müssen das anschauen und die präventiven Massnahmen verstärken. Vor allem, um die Dörfer besser schützen zu können.

In den ersten Kantonen haben die Sommerferien begonnen. Sollen Touristen geplante Ferien im Tessin absagen?
Die Touristen sollen trotzdem kommen, das wollen die Tessiner. Es braucht aber Geduld am Gotthard. Wegen des Unwetters im Misoxtal hat der Transitverkehr am Gotthard zugenommen, da wird es zu langen Wartezeiten kommen.

Müssen die Touristen Angst haben?
Nein. Das Tessin ist einer der sichersten Kantone der Schweiz.

Letztes Jahr gab es im Tessin eine Hitzewarnung, dieses Jahr Überschwemmungen. Raten Sie den Deutschschweizer Senioren, noch ins Tessin zu ziehen?
Die Lage im Tessin ist nach wie vor angenehm. Wir haben frische Bergluft und warme Sommer. Es gibt keinen Grund, nicht mehr ins Tessin zu ziehen.

Trotz möglicher Unwetter, die in Zukunft drohen?
Bergregionen wie das Tessin brauchen den Tourismus. Die Herausforderungen der Zukunft werden den gesamten europäischen Kontinent betreffen. Das Tessin wird immer ein einladender und sicherer Ort bleiben.

https://www.blick.ch/politik/tessiner-regierungsrat-norman-gobbi-zum-unwetter-in-tessin-die-stimmung-ist-sehr-gedrueckt-id19901470.html?utm_source=copy&utm_medium=social&utm_campaign=share-button&utm_term=blick_app_ios

Alta Vallemaggia, Gobbi: “oggi i lavori incentrati sull’approvvigionamento di acqua ed elettricità”

Alta Vallemaggia, Gobbi: “oggi i lavori incentrati sull’approvvigionamento di acqua ed elettricità”

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni aggiorna sulla situazione nella zona colpita dal nubifragio. “Si sta verificando la fattibilità di utilizzare la passerella ciclopedonale per garantire l’attraversamento di veicoli leggeri”.

“In base al censimento finora effettuato, al momento non vi sono segnalazioni di ulteriori dispersi o di altre persone da mettere in salvo. Ma fino a quando non l’avremo terminato, è difficile dare una risposta sicura, perché non sappiamo se vi fossero turisti accampati nella zona”. Questo l’aggiornamento fatto da Renato Pizolli, portavoce dello Stato maggiore interpellato questa mattina da Ticinonews, in merito alla situazione in Alta Vallemaggia, zona colpita da un violento nubifragio nella notte tra sabato e domenica. “Non vi sono grandi novità rispetto a stanotte, a parte i tre punti di contatto per le emergenze attivati con la Polizia a Fusio, Piano di Peccia e San Carlo”.

Approvvigionamento di acqua e telecomunicazioni
“Al momento sono ancora interrotte buona parte delle forniture di acqua ed elettricità in diverse frazioni del comprensorio, sia nel Comune di Cevio sia in quello di Lavizzara”, afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “Il lavoro di oggi verterà appunto soprattutto sull’approvvigionamento di acqua laddove non è erogata”. In parallelo, “i partner tecnici stanno lavorando per ripristinare la fornitura elettrica, in modo da poter riattivare anche le telecomunicazioni”.

Vie di comunicazione
Viste le difficoltà a livello di viabilità, il ponte pedonale potrebbe rappresentare un buon punto di incontro? “Il servizio del Dipartimento del territorio, Divisione costruzioni, sta verificando la fattibilità di utilizzare la passerella ciclopedonale. Bisogna stabilirne la portata e capire se si riesca a garantire l’attraversamento di veicoli leggeri”. Questo però “dovrà essere verificato dal punto di vista tecnico della statica, dato che anche il ponte è stato toccato dall’importante alluvione”, termina Gobbi.
Sospesa la navigazione dei battelli di SNL nel Verbano
A seguito del maltempo che ha colpito le Valli superiori del Ticino, il notevole riversamento di detriti nel lago Maggiore, in particolare nel golfo di Locarno, ostacola la navigazione dei battelli SNL. Per motivi di sicurezza, da subito e fino a nuovo avviso, la navigazione di tali imbarcazioni sul bacino svizzero del Verbano è quindi sospesa.
Morti e dispersi in Alta Vallemaggia

Morti e dispersi in Alta Vallemaggia

Tre vittime sotto una frana. Regione devastata dal maltempo

Temporali di eccezionale violenza hanno seminato morte e distruzione. Il crollo del ponte a Visletto ha isolato la regione da Cevio in su. Evacuati in elicottero bimbi e monitori di una colonia a Mogno e i 300 partecipanti a un torneo di calcio in Lavizzara. La polizia non esclude che vi siano altre vittime. Le voci di abitanti e autorità locali
Il maltempo che si è scatenato in Alta Vallemaggia nella notte tra sabato e domenica si è portato via la vita di tre persone. Due donne attorno ai 70 anni, svizzero-tedesche: la frana scesa nel riale a Fontana, in Valle Bavona, ha raso al suolo la loro casa di vacanza. La terza vittima non è stata formalmente identificata. Nel bilancio anche un disperso a Peccia, in Lavizzara.
I danni materiali del nubifragio non sono ancora stati determinati con precisione. È crollata u n’arcata del ponte di Visletto, a Cevio, e la parte alta della Valle è rimasta isolata. Il fiume in piena ha tagliato i collegamenti elettrici, quelli della telefonia (fissa e cellulari), come pure i tubi dell’acqua potabile. Prima dell’alba sono stati mobilitati i soccorritori, che sono intervenuti in forze.
Nel corso della giornata di ieri hanno portato in salvo con l’elicottero 48 bambini e 20 adulti che erano alloggiati alla colonia montana di Mogno, allagata e fortunatamente solo sfiorata dalla piena. Altre 300 persone, salite a Piano di Peccia per un torneo di calcio amatoriale sul campo del Draione, sono state sorprese dalla furia dei temporali che per ore si sono sfogati impietosi sulla regione. Anche per loro è stata predisposta l’evacuazione con elicotteri. Evacuazione terminata in serata. Passato il primo spavento, per gli abitanti e le autorità delle aree colpite è iniziato il tempo dello sgomento e dell’incredulità. «Mai in vita mia avrei pensato di essere qui a raccontarvi ciò che i miei occhi hanno visto in queste ore – è il commento, con la voce rotta, del sindaco di Lavizzara, Gabriele Dazio –. Ho sorvolato la zona: quanta distruzione. Avevamo degli amici, un centro sportivo e delle abitazioni che ora non ci sono più. Mi chiedo come riusciremo a dare un futuro alle nostre comunità. Una situazione difficile da descrivere e persino da immaginare. È un tristissimo giorno per la Vallemaggia e il Ticino».
Gli ha fatto eco, durante il medesimo incontro con la stampa, la sindaca di Cevio Wanda Dadò: «Con i colleghi di Municipio siamo sgomenti e vicini ai familiari delle vittime. Le zone più colpite sono Roseto, Fontana e Bosco Mondada, in Valle Bavona. Speriamo di ripristinare presto l’elettricità, la telefonia e le maggiori vie di comunicazione. Le ditte sono al lavoro. Continueremo così. E cerchiamo di star vicino soprattutto alla popolazione».
È intervenuto poi il consigliere federale Ignazio Cassis: «Non è semplice trovarsi due domeniche di fila per esprimere la partecipazione della Confederazione in tragedie provocate dalla natura, ma è necessario farlo in quanto vi sono famiglie che si apprestano a vivere un lutto. Che cosa sta succedendo? Andremo avanti così tutta l’estate? Nessuno lo sa… È un momento che ci tocca e che ci fa capire quanto siamo fragili. Porto anche il saluto della presidente della Confederazione Viola Amherd, colpita anche nel suo cantone, quello del Vallese, dove vi sono state vittime ed evacuati».
A portare un segno di vicinanza da parte del Cantone i consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi: entrambi hanno assicurato il pieno appoggio per le operazioni più urgenti di soccorso e di sostegno alla popolazione.
In un precedente aggiornamento dedicato ai media, il capitano della Polizia cantonale Antonio Ciocco, responsabile dello Stato maggiore di condotta, non ha escluso altri dispersi. La situazione diventerà più chiara con il ripristino delle comunicazioni.

Le testimonianze di ore di paura
A esprimersi, ieri, non sono state solo le autorità. Fra le tante persone che incontriamo in una valle brulicante di soccorritori e sirene, c’è una giovane rientrata da Piano di Peccia, dove aveva partecipato al torneo di calcio: «Ero scesa giusto per chiudere in stalla i miei cavalli poi sono risalita. Anche se c’era maltempo mai avrei pensato che accadesse quello che poi è avvenuto! Per la forte pioggia ci siamo raccolti tutti nel tendone, nessuno era fuori, c’era musica e tutto procedeva comunque nel migliore dei modi. Poi la corrente è saltata ed è stato il caos, gente che voleva andarsene, chi voleva restare, alla fine è stata chiamata la polizia e ci hanno obbligati a restare all’interno della tensostruttura. Chi aveva freddo, chi dormiva, chi è stato sveglio tutta la notte. In mattinata siamo usciti fino alle auto e abbiamo visto almeno tre frane. Alle 5.30 è arrivata la Rega per un’ispezione. Poi è stato organizzato il trasporto di evacuazione per il pomeriggio. Io, conoscendo bene la zona, sono scesa a piedi. Era pieno di scoscendimenti, auto e strade demolite. Da Piano di Peccia sono arrivata a Visletto. Sono stanchissima». Con lei due ragazzi della Bassa Valle che in quota hanno una casa di vacanza: «Pioveva tantissimo, con alcuni secchi cercavamo di raccogliere l’acqua entrata nell’abitazione. Verso le 2 siamo usciti per controllare la situazione del fiume, era molto vicino alla strada cantonale. Ora siamo qui, a Bignasco, in attesa delle indicazioni. Pensavamo di prendere il bus ma il collegamento è interrotto».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 1 luglio 2024 de La Regione