Comprato il terreno per il nuovo ospedale

Comprato il terreno per il nuovo ospedale

Oltre alla Saleggina anche l’Infocentro di Pollegio

A Bellinzona è stato sottoscritto ieri l’atto di compravendita tra Cantone e Armasuisse per il terreno della Saleggina, finora di proprietà dell’Esercito, sul quale l’Ente ospedaliero cantonale edificherà il nuovo nosocomio regionale. A porre la loro firma il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, per conto del Consiglio di Stato, ed Eros Hürlimann per conto del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddps). L’atto di compravendita non definisce soltanto l’acquisto e il passaggio dei terreni tra Armasuisse Immobili Sa e il Cantone Ticino nel comparto Saleggina – dove da decenni è presente lo stand di tiro che verrà smantellato e bonificato insieme a quella che fra gli anni 50 e 70 del secolo scorso è stata una discarica per rifiuti edili, solidi urbani e materiale di scavo – ma anche il contratto di servitù relativo allo stabile Infocentro a Pollegio. “Con questa firma – viene sottolineato in un comunicato – si dà avvio concretamente a due progetti d’interesse cantonale per i quali il Gran Consiglio ha votato nella primavera 2021 un credito 16 milioni di franchi”. Da un lato, appunto, la pianificazione ai Saleggi quale sede del futuro ospedale regionale e dall’altro il completamento degli importanti lavori di rinaturazione del fiume Ticino che consegneranno ai bellinzonesi un nuovo spazio di aggregazione, l’atteso parco fluviale; non da ultimo (terzo tassello dell’intero progetto) l’acquisizione da parte del Cantone dell’Infocentro di Pollegio. Tutto da definire, ricordiamo, il futuro dell’ospedale San Giovanni dove potrebbero proseguire delle attività mediche e di ricerca.

Chi andrà dove
Il passo compiuto ieri pomeriggio “chiude il lungo e articolato iter portato avanti dal Dipartimento istituzioni, in collaborazione col Dipartimento finanze ed economia, con quello della sanità e della socialità, con la Città di Bellinzona, il Comune di Pollegio, Armasuisse, AlpTransit San Gottardo Sa e Consorzio correzione fiume Ticino. L’accordo, ricordiamo, prevede che AlpTransit ceda ad Armasuisse il terreno di Pollegio situato accanto all’Infocentro per le sue esigenze di istruzione militare; il terreno agricolo qui sacrificato sarà compensato con una bonifica e trasformazione in pregiata Superficie di avvicendamento colturale (Sac) di altrettanti 10mila metri quadrati situati alla Saleggina; qui, come detto, lo stand di tiro sarà smantellato e le relative attività di sparo per i militi saranno integrate nel nuovo Centro polifunzionale d’istruzione e tiro previsto nel Comune di Monteceneri. La firma di ieri segue la recente sentenza del Tribunale federale (novembre 2021) contraria ai ricorsi dell’Unione contadini ticinesi e dell’agricoltore che vi pascola le mucche contro la decisione parlamentare dell’aprile scorso.
Norman Gobbi esprime soddisfazione per l’obiettivo raggiunto: «Si tratta – afferma il consigliere di Stato – di un punto d’arrivo e di un punto di partenza: si chiude un percorso molto impegnativo a livello di contatti e di strategia per riuscire a mettere d’accordo svariati attori coinvolti, trovando soluzioni che soddisfano tutte le parti. Da oggi abbiamo la possibilità di pianificare, presentare e finalizzare quei progetti che hanno una valenza molto importante sul fronte ambientale e su quello della politica sanitaria. Avere tutti i portatori d’interesse sin dall’inizio delle attività allo stesso tavolo ha permesso di trovare importanti sinergie future tra i differenti progetti a favore della collettività, non da ultimo mantenendo in toto l’attività svolta in Ticino dall’Esercito e portando in dote al Cantone e alla regione della Bassa Leventina una infrastruttura interessante qual è l’Infocentro di Pollegio».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 gennaio 2022 de La Regione

“Saleggina”: firmato l’atto di compravendita tra Cantone e armasuisse  

“Saleggina”: firmato l’atto di compravendita tra Cantone e armasuisse  

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi per conto del Consiglio di Stato, ed Eros Hürlimann per conto del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) hanno firmato questo pomeriggio a Bellinzona l’atto di compravendita che definisce l’acquisto e il passaggio dei terreni tra armasuisse Immobili SA e il Cantone Ticino nel comparto Saleggina di Bellinzona, così come il contratto di servitù relativo allo stabile “Infocentro” nel Comune di Pollegio. Con questa firma si dà avvio concretamente a due progetti di interesse cantonale per i quali il Gran Consiglio aveva votato nella primavera del 2021 un credito 16 milioni di franchi: da un lato la pianificazione ai Saleggi quale sede per il futuro Ospedale regionale di Bellinzona e dall’altro lato il completamento degli importanti lavori di rinaturalizzazione del fiume Ticino, che consegneranno alle cittadine e ai cittadini di Bellinzona un nuovo spazio di aggregazione direttamente a contatto con il fiume Ticino. Non da ultimo (terzo tassello dell’intero progetto) l’acquisizione da parte del Cantone dell’Infocentro di Pollegio.

Il passo compiuto questo pomeriggio – a cui ha assistito anche il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla – chiude il lungo e articolato iter portato avanti dal Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Dipartimento delle finanze, con quello della sanità e della socialità, con la Città di Bellinzona, con il Comune di Pollegio, con armasuisse Immobili SA, con AlpTransit San Gottardo SA e con il Consorzio Fiume Ticino. Una firma che giunge all’indomani della sentenza del Tribunale federale (novembre 2021) nella quale l’Alta Corte di Losanna aveva respinto i ricorsi dell’Unione Contadini Ticinesi e di un privato contro la decisione del Gran Consiglio che il 12 aprile 2021 aveva accolto favorevolmente il messaggio governativo sull’acquisto di fondi alla Saleggina di Bellinzona, stanziando un credito complessivo di 16 milioni e 60 mila franchi.
Norman Gobbi ha espresso soddisfazione per l’obiettivo raggiunto: “Si tratta – ha detto il Consigliere di Stato – di un punto di arrivo e di un punto di partenza: si chiude un percorso molto impegnativo a livello di contatti e di strategia per riuscire a mettere d’accordo svariati attori coinvolti, trovando soluzioni che soddisfano tutte le parti. Voglio quindi ringraziare i due Comuni – la Città di Bellinzona e Pollegio – il consorzio e le istanze federali coinvolte per la fattiva collaborazione con il Cantone. Da oggi abbiamo la possibilità di pianificare, presentare e finalizzare quei progetti che hanno una valenza molto importante sul fronte ambientale e su quello della politica sanitaria. Avere tutti i portatori d’interesse sin dall’inizio delle attività allo stesso tavolo ha permesso dunque di trovare importanti sinergie future tra i differenti progetti a favore della collettività, non da ultimo mantenendo in toto l’attività svolta in Ticino dall’Esercito e portando in dote al Cantone e alla regione della Bassa Leventina una infrastruttura interessante qual è l’Infocentro di Pollegio”.

Imposte di circolazione 2022

Imposte di circolazione 2022

Comunicato stampa

In questi giorni, i detentori di un veicolo immatricolato riceveranno al loro domicilio la fattura dell’imposta di circolazione 2022. La stessa potrà essere pagata entro il 1. marzo 2022 e sarà analoga a quella del 2021. L’imposta di circolazione di base non è infatti stata modificata. La nuova formula di calcolo, contenuta nel messaggio 7670 approvato dal Governo il 12 maggio 2019, è tuttora al vaglio del Parlamento e si prefigge di allineare le imposte di circolazione richieste in Ticino alla media nazionale, seguendo i principi di sostenibilità ambientale e di copertura dei costi dell’infrastruttura stradale.  

Per il 2022 il totale fatturato dal Cantone per le imposte di circolazione ammonterà a 134.4 milioni di franchi – importo di poco superiore al 2021 – al quale si aggiungono circa 3.6 milioni per le imposte di navigazione. Con riferimento unicamente alle 225’042 automobili immatricolate alla fine del 2021 (2020: 224’887) l’ammontare dell’imposta di circolazione 2022 sarà di 104.8 milioni di franchi, leggermente inferiore al gettito del 2021 (104.9 milioni). Al 31 dicembre 2021 l’intero parco veicoli ticinese si attesta a ben 324’017 unità.
Come detto, l’imposta di circolazione 2022 delle automobili non ha subito modifiche rispetto a quella del 2019, 2020 e del 2021, così come i coefficienti bonus-malus, legati alle emissioni di CO2 dei veicoli immatricolati per la prima volta dopo il 01.01.2009. Tali coefficienti sono stati riconfermati, permettendo di mantenere la riduzione complessiva del gettito di oltre 5 milioni di franchi rispetto all’ipotetico gettito senza la modifica di questi parametri, come già nel 2019, 2020 e nel 2021.
Per il pagamento dell’imposta – da saldare entro il 1. marzo 2022 – vi è la possibilità di usufruire della procedura elettronica (e-fattura) che a partire da quest’anno conterrà anche sotto forma di allegato PDF l’abituale volantino informativo, intitolato “Info mobilità 2022”, che fino al 2021 era incluso unicamente nella busta inviata per posta. Da segnalare che la Sezione della circolazione è stata il primo Ufficio dell’Amministrazione cantonale a dotarsi, nel corso del mese di novembre 2021, delle nuove fatture con codice QR.
Annualmente la Sezione della circolazione emette circa 580’000 fatture, l’introduzione della fattura QR permetterà in particolare agli utenti di effettuare i pagamenti anche digitalmente, in modo rapido e semplice tramite scansione.
Nel corso dell’emergenza sanitaria, che richiedeva e tutt’ora richiede numerosi accorgimenti tra cui il distanziamento fisico, e con la necessità di continuare il disbrigo delle pratiche, è stato introdotto il nuovo sistema di gestione degli sportelli tramite appuntamenti, fissabili via telefono ed e-mail. Un sistema che ha dato ottimi risultati, incontrando la soddisfazione di gran parte dell’utenza unitamente all’inoltro di pratiche per posta con la garanzia di evasione in 24 ore. 

Gobbi: “C’è stanchezza e la gente è confusa”

Gobbi: “C’è stanchezza e la gente è confusa”

Coronavirus – “Colpa di regole che cambiano molto in fretta”

“C’è una sorta di scoramento generale. La maggioranza delle persone non ce la fa più a capire, a distinguere, a seguire le regole. Perché queste regole cambiano in fretta. Ormai sono passati due anni interi da quando nella nostra vita si è intromesso il virus. Diventa difficile comprendere dove ci troviamo. Giusto, sbagliato: tutto è opinabile. In questa delicata fase, una cosa si evidenzia: ognuno è chiamato a esercitare la propria responsabilità individuale all’interno di una collettività stanca, ma pronta agli slanci e alle ripartenze!” Norman Gobbi inizia il 2022 con una riflessione che si aggancia al 2021 e pure al 2020, da quando cioè siamo stati tutti confrontati con il coronavirus e con la malattia ad esso legato: la Covid-19. “Mi sembra di essere in un momento storico da fine dell’impero e all’inizio quindi di una nuova stagione. Mi auguro fermamente che la variante Omicron – tanto contagiosa quanto all’apparenza molto meno cattiva –  possa diventare la mutazione che ci accompagnerà verso un’uscita dalla crisi, grazie al passaggio della fase pandemica a quella endemica”, osserva il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Nella sua comunicazione di mercoledì il Consiglio federale sembra quasi essersi assestato su questa posizione, tanto che gli ambienti sanitari non sono stati molto contenti dalle conclusioni a cui è giunto il Governo. “In effetti anche a me pare che questa volta il Consiglio federale si sia dimostrato un po’ più ottimista. Pur con tutte le preoccupazioni per gli effetti sulla nostra sanità. La riduzione dei giorni di isolamento e di quarantena va in tale direzione. E tiene conto del pericolo di una chiusura “tecnica” delle attività produttive, o dei servizi essenziali, incluso il settore sanitario e socio sanitario, che bisogna garantire alla popolazione. Trovo però esagerato – e lo dico a titolo personale – aver proposto un termine sino al 31 marzo prima di rivedere le regole restrittive, tuttora in vigore, imposte nei giorni che hanno preceduto il Natale. Su questo termine potranno esprimersi i Cantoni e dunque vedremo quale sarà la decisione definitiva”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Due anni fa, nel gennaio 2020, sappiamo che ai piani alti del suo Dipartimento e in quelli del DSS si inizia a parlare della possibilità di “un’invasione virale” legata al coronavirus. Si immaginava tutto questo? “Proprio tutto questo assolutamente no. Però l’esperienza acquisita in ambito militare, e quindi di protezione e sicurezza della popolazione, mi ha permesso di intravvedere possibili scenari anche molto critici. Un’esperienza che mi è tornata molto utile nel corso di questa lunga e sofferta crisi”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

 

“Piange il mio cuore”

“Piange il mio cuore”

Lutto ad Airolo. È morto nel giorno del suo 47esimo compleanno il vicesindaco Luca Ceresetti. Molto legato al territorio, Ceresetti ha partecipato lo scorso aprile al voto di ballottaggio per la poltrona di sindaco.

Questo il ricordo del Consigliere di Stato Norman Gobbi sui social: “Oggi, nel giorno del suo 47esimo compleanno, Luca Ceresetti ci ha lasciato, dopo una brevissima malattia. Un amico da sempre e una persona cordiale, sorridente, disponibile e competente. Da poco meno di 2 anni era ufficiale subalterno del Reparto della Gendarmeria Stradale della Polizia cantonale. Ci mancherà il suo impegno per la realizzazione operativa del futuro Centro di controllo dei veicoli pesanti a Giornico. Mi mancherà la sua allegria e la sua capacità di mettersi al servizio della nostra comunità, anche a livello comunale come vicesindaco di Airolo. Il mio cuore piange, nel pensiero della compagna Conny, della mamma Flavia, di tutti i famigliari e di tutti i colleghi. Ciao Cere, grazie per avermi accompagnato lungo questo – troppo breve – tratto di vita”.

Da www.liberatv.ch

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Lutto per la morte del vicesindaco Luca Ceresetti
Si è spento a causa dell’aggravarsi di una patologia

Il municipale Plr è deceduto ieri, giorno del suo 47esimo compleanno, a causa dell’improvviso aggravarsi nelle ultime settimane di una patologia di cui soffriva da un paio d’anni.
Giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia della scomparsa di Luca Ceresetti, vicesindaco liberale radicale di Airolo deceduto ieri, nel giorno del 47esimo compleanno, a causa dell’improvviso aggravarsi nelle ultime settimane di una patologia di cui soffriva da un paio d’anni. Persona carismatica e attaccata al paese altoleventinese, dopo l’elezione in Municipio avvenuta lo scorso aprile aveva successivamente partecipato al voto di ballottaggio per la poltrona di sindaco che aveva visto prevalere il popolare democratico Oscar Wolfisberg. Classe 1975, Ceresetti era stato nominato ufficiale della Polizia cantonale nel febbraio del 2020 e avrebbe dovuto assumere, in qualità di ufficiale subalterno con il grado di tenente, la direzione del Centro di controllo veicoli pesanti di Giornico la cui inaugurazione è attesa quest’anno. Questa nuova funzione è stata introdotta con l’obiettivo di seguire lo sviluppo del progetto e la formazione degli agenti e degli assistenti di polizia che prenderanno servizio a Giornico.
Dopo aver terminato la formazione accademica (bachelor in scienze politiche e militari presso l’Accademia militare Eth di Zurigo), Ceresetti ha maturato un’esperienza professionale in Svizzera e all’estero con funzioni dirigenziali in importanti studi d’ingegneria. Dal 2003 al 2007 è stato Ufficiale professionista dell’Esercito ricoprendo diverse funzioni. Nel 2007 ha poi assunto il comandato del Centro d’intervento del San Gottardo ad Airolo e dal 2013 fino al 2020 è stato caposezione sicurezza ed esercizio di infrastrutture di traffico presso lo studio d’ingegneria Lombardi. I funerali si terranno in forma privata lunedì 17 gennaio.

Il ricordo dell’amico Norman Gobbi
Il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, ha ricordato con affetto Ceresetti tramite un post pubblicato sui social: “Un amico da sempre e una persona cordiale, sorridente, disponibile e competente. Da poco meno di 2 anni era ufficiale subalterno del Reparto della Gendarmeria stradale della Polizia cantonale. Ci mancherà il suo impegno per la realizzazione operativa del futuro Centro di controllo dei veicoli pesanti a Giornico. Mi mancherà la sua allegria e la sua capacità di mettersi al servizio della nostra comunità, anche a livello comunale come vicesindaco di Airolo. Il mio cuore piange, nel pensiero della compagna Conny, della mamma Flavia, di tutti i famigliari e di tutti i colleghi. Ciao Cere, grazie per avermi accompagnato lungo questo – troppo breve – tratto di vita”.

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 15 gennaio 2022 de La Regione

Formazione delle pattuglie miste tra Svizzera e Italia: la lotta alla criminalità non ha confini

Formazione delle pattuglie miste tra Svizzera e Italia: la lotta alla criminalità non ha confini

Comunicato stampa

Il territorio di Chiavenna è stato al centro nelle scorse settimane di un intenso ciclo formativo che, per due giorni, ha coinvolto agenti della Polizia cantonale ticinese, della Polizia del canton Grigioni, dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) nonché dei Carabinieri delle province di Como, Varese, Sondrio e Bolzano. Un programma di addestramento incentrato principalmente sul tema dei pattugliamenti misti previsti dagli accordi bilaterali in materia e che ha impegnato in totale (sotto il coordinamento del Comando provinciale Carabinieri di Sondrio e del Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso) una sessantina di agenti e una ventina di formatori. A una parte teorica su quelle che sono le basi legali dei servizi congiunti ne è seguita una più pratica dove sono state approfondite ed esercitate le procedure operative sia svizzere sia italiane.
Si è dunque aggiunto un ulteriore tassello nel lavoro congiunto che vede impegnate le forze dell’ordine nell’ambito dell’accordo sulla cooperazione di polizia e doganale entrato in vigore nel novembre 2016. Obiettivo: rafforzare in maniera integrata e ancor più efficace la lotta ai fenomeni criminali nelle zone di confine. 

Non per forza a cinque Comuni

Non per forza a cinque Comuni

I sindaci di Prato e Quinto si dicono possibilisti anche su un’aggregazione ridotta

Prove di rilancio per l’aggregazione dell’Alta Leventina. A larghissima maggioranza, lo scorso 20 dicembre il Consiglio comunale di Prato ha infatti invitato il locale Municipio ad «analizzare concretamente in tempi brevi quali scenari aggregativi siano attuabili e cosa comportino», conferma da noi interpellato il sindaco Davide Gendotti. Nelle prossime settimane, come anticipato dal CdT, saranno dunque contattati Airolo, Quinto, Dalpe e Bedretto per chiedere «quali siano le loro intenzioni e se siano disposti ad approfondire il tema». L’obiettivo di Gendotti è quello di arrivare a una soluzione «entro la fine della legislatura corrente». Una soluzione che potrebbe essere anche quella di procedere a tappe: «Sono possibilista per un’eventuale fusione anche solo con Quinto», afferma il sindaco di Prato Leventina, ricordando come ormai da diversi anni si parli di una possibile aggregazione in alta valle senza però essere mai riusciti ad arrivare a una conclusione. Dalla votazione popolare pre-consultiva del 2007 era emersa la spaccatura tra i comuni più piccoli di Dalpe, Bedretto e Prato Leventina schieratisi per il ‘No’, e i poli di Airolo e Quinto invece favorevoli. Il processo si era quindi interrotto, per riprendere parzialmente slancio nella direzione di unire unicamente Quinto e Airolo salvo poi essere nuovamente congelato nel 2018 quando tutti i cinque Comuni avevano deciso di rinviarlo a questa legislatura. Ora i tempi sembrano nuovamente maturi, quantomeno per discuterne. Gendotti è dell’avviso che l’aggregazione porterebbe a «un’ottimizzazione delle risorse sia a livello gestionale sia a livello politico. Attualmente abbiamo infatti cinque amministrazioni comunali che spesso svolgono lo stesso lavoro». Il sindaco di Prato Leventina dubita tuttavia che si possa arrivare a corto termine a una fusione a cinque, ma ritiene che si possa almeno fare un primo passo: «Anche solo un’unione con Quinto potrebbe portare a un coordinamento migliore a livello di progettualità». Ma innanzitutto bisogna capire quali siano le intenzioni degli altri Comuni: «Vogliamo discutere nel dettaglio e capire quali sono i pro e i contro secondo ogni ente locale coinvolto. L’intenzione non è infatti quella di forzare qualcuno ad aggregarsi. Tuttavia, sarebbe ideale iniziare a fare un primo passo e poi vedere cosa accadrà in futuro».
Un primo passo che in realtà è già stato fatto dal legislativo di Prato, riportando di attualità il discorso e tendendo in particolare la mano a Quinto. Un Comune «che è sempre stato pro aggregazione», rileva il sindaco Aris Tenconi, il quale vede di buon occhio l’intervento di Prato: «È sicuramente positivo, visto che in questo modo si rilancia la discussione in tutta la regione». Tenconi inoltre ribadisce che una fusione potrebbe portare dei vantaggi al futuro Comune in termini di turismo, infrastrutture e grandi progetti. E per quanto riguarda una prima tappa a due? «Non vedo controindicazione a un’aggregazione iniziale con Prato». Potrebbe dunque essere una possibilità, anche se prima «bisogna ancora discuterne, cercando anche di capire le intenzioni degli altri Comuni».

Scetticismo ad Airolo, Dalpe e Bedretto
A differenza di Prato e Quinto, tra i sindaci degli altri tre Comuni coinvolti sembrerebbe prevalere lo scetticismo. Sul tema si mostra molto tiepido il sindaco di Airolo Oscar Wolfisberg: «Premettendo che dall’inizio della nuova legislatura non ne abbiamo ancora discusso all’interno del Municipio, il mio parere personale è che sia prematuro rilanciare il discorso dell’aggregazione», afferma interpellato da ‘laRegione’. A sostegno della propria opinione, Wolfisberg – come Tenconi eletto sindaco nell’aprile 2021 – cita l’importanza dell’autonomia comunale «per dare priorità agli importanti progetti avviati da Airolo», su tutti la progettazione della riqualifica del fondovalle con copertura di circa un chilometro di autostrada destinata a cambiare volto al paese, attesa entro il 2026 nell’ambito dei lavori per la realizzazione del secondo tubo del San Gottardo. «Siamo pronti a sederci al tavolo con gli altri Comuni, ma credo che per quanto riguarda Airolo sia meglio attendere l’avvio di alcuni importanti cantieri e nel frattempo continuare a collaborare. Su determinati temi puntuali, come scuole, determinate infrastrutture e servizi, si lavora infatti già in un’ottica di sinergia dell’alta valle». Anche a Dalpe non sembrano esserci segnali di apertura verso un’aggregazione, nemmeno limitata a due o tre: «Attualmente non vediamo benefici particolari derivanti da una fusione, nemmeno a livello finanziario», sottolinea il sindaco Mauro Fransioli. Già nel 2007 la popolazione si era nettamente espressa contro con quasi l’80% di no. «E attualmente non mi sembra che ci sia un cambiamento di tendenza in corso. Sarebbe quindi illogico andare a proporre una fusione se la popolazione non è di questo avviso». In ogni caso la porta non viene totalmente chiusa: «Siamo tuttavia sicuramente disposti a discuterne e a valutare i pro e i contro», afferma Fransioli, precisando che Dalpe è comunque disposto «a migliorare ulteriormente le collaborazioni con gli altri Comuni e a unire le forze per realizzare determinati progetti». Chiara la volontà del Comune di Bedretto di rimanere indipendente, ribadita al nostro giornale dal sindaco Ignazio Leonardi: «È giusto parlarne e ci sarà l’occasione di farlo con gli altri municipi, ma non saliremo sul carro. La nostra posizione non è cambiata da quando nel 2007 (82% di ‘No’, ndr) anche la popolazione aveva chiaramente respinto l’idea di approfondire il discorso aggregativo. Finché ci sono le forze, e sono fiducioso che nuove leve subentreranno a questo Municipio, Bedretto preferisce continuare sulle proprie gambe e proseguire, come fatto bene finora, sulla strada delle collaborazioni».

Gobbi: ‘A determinate condizioni ben visto anche un progetto intermedio’
Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) che da tempo auspica un’alta valle riunita in un unico Comune, commenta positivamente la mossa del Consiglio comunale di Prato. «È sempre una buona notizia quando si constata il dinamismo di un legislativo anche sul tema delle aggregazioni. Vuol dire che il discorso rimane sempre aperto, nella ricerca di un coinvolgimento attivo. Non dimentichiamo che ogni progetto aggregativo trova la sua forza se lo stesso viene proposto dal basso, sul territorio interessato». Chiediamo al consigliere di Stato se un’aggregazione a tappe, con una prima fase che non per forza coinvolga tutti i cinque comuni, sarebbe comunque accolta favorevolmente dal Di. «Pensare che un’aggregazione, anche a tappe, possa avere successo solo sommando i vari addendi è limitativo. Occorre, come detto, un progetto che preveda il miglioramento della qualità di vita residenziale degli abitanti e delle aziende toccate. Se questo si realizza allora è ben visto anche un progetto intermedio che esprime la volontà della popolazione. D’altro canto, per rimanere in valle, l’esempio del Comune di Faido (ente locale che ha vissuto tre fasi aggregative nel 2006, nel 2012 e nel 2006, ndr) attesta la validità di questa mia affermazione». Restando in Leventina, il prossimo 13 febbraio i cittadini di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio saranno chiamati a esprimersi in votazione popolare consultiva in merito al progetto aggregativo che mira a costituire un unico Comune della Bassa Leventina denominato Sassi Grossi.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 11 gennaio 2022 de La Regione

Utile e concreta: la Protezione Civile avvia una nuova campagna comunicativa

Utile e concreta: la Protezione Civile avvia una nuova campagna comunicativa

Comunicato stampa

Sin dall’inizio della pandemia da COVID-19 la Protezione Civile (PCi) è stata uno dei partner della protezione della popolazione più presenti “al fronte” e maggiormente in vista agli occhi dell’opinione pubblica. Ha fornito il suo supporto e ha messo a disposizione le sue competenze in favore di strutture sanitarie e sociosanitarie così come della popolazione e delle autorità comunali. Per valorizzare però i numerosi compiti di protezione, assistenza e sostegno che la Protezione Civile svolge regolarmente a favore della popolazione ticinese, è stata avviata una campagna comunicativa dallo slogan “Anche qui: utili e concreti” volta a mettere in luce e a far conoscere i numerosi impieghi svolti lontano dai riflettori.

In questi giorni alle sei Regioni di Protezione Civile sono stati consegnati alcuni banner raffiguranti tre ambiti di intervento “tradizionali”: il supporto tecnico (interventi di ripristino a seguito di eventi metereologici o di altra natura), l’assistenza a persone bisognose e la protezione dei beni culturali. Questi manifesti in futuro verranno affissi dalle Regioni di Protezione civile in prossimità del luogo in cui saranno temporaneamente svolti interventi puntuali da parte dei militi di PCi, quali il ripristino di sentieri, l’assistenza ad ospiti di case anziani o l’allestimento di un inventario di beni degni di protezione.
Un modo per ricordare che la Protezione civile… è utile e concreta.   

Auto in coda per il test Covid

Auto in coda per il test Covid

Con la diffusione della variante Omicron, anche in Ticino i nuovi contagi giornalieri restano molto alti. E in tale contesto i test rappresentano un pilastro fondamentale per il contenimento del virus. Ecco dunque che, com’era già accaduto il weekend di Capodanno, anche negli ultimi due giorni le autorità cantonali hanno provveduto a mantenere un’adeguata offerta di test sul territorio. Stavolta anche con un drive-in.
Un drive-in – organizzato al Centro della protezione civile di Rivera – che ha fatto il pienone. Sabato sono stati effettuati quasi 400 test, mentre domenica sono stati superati i 600, ci dice Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, tracciando un bilancio positivo.
La capacità era di circa 520 test giornalieri. Una cifra, questa, che ieri è tuttavia stata superata. «Siamo passati da due a tre linee di test» ci spiega. Questo per far fronte, domenica, al ridotto dispositivo delle farmacie e al suggerimento delle autorità sanitarie di effettuare un test prima del rientro a scuola.
Il drive-in sarà quasi sicuramente riproposto anche il prossimo weekend, ci anticipa Pedevilla. Anche in vista dell’inizio della scuola reclute, previsto per il 17 gennaio, che richiede un test di conferma prima dell’entrata in servizio.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 gennaio 2022 di 20Minuti