“La prevenzione resta fondamentale”

“La prevenzione resta fondamentale”

Nel 2021 la campagna Acque sicure è stata confrontata con il massiccio numero di turisti

È stato presentato negli scorsi giorni il bilancio per la stagione 2021 della campagna di prevenzione Acque sicure, promossa dal Dipartimento delle istituzioni; una campagna che quest’anno è stata in particolare confrontata con la massiccia presenza di turisti, affrontando quindi   nuove sfide, come conferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Analogamente allo scorso anno, anche nel 2021 molti turisti, sia svizzeri che stranieri, hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze nel nostro Cantone sfruttando appieno tutte le sue bellezze naturalistiche. Questo ha imposto un ripensamento della strategia di prevenzione della campagna che, oltre ad essere già stata declinata in altre lingue tra cui tedesco, francese e inglese, ha cercato di anticipare il più possibile le informazioni di prevenzione ai turisti che hanno scelto il Ticino quale destinazione, per esempio tramite inserzioni su guide e riviste turistiche, mezzi pubblici, o ancora con affissioni digitali pressi i distributori di benzina presenti a nord della Alpi e lungo le principali vie d’accesso verso il nostro Cantone”.

In effetti il bilancio, che conta 9 annegamenti (la statistica include pure un cittadino kosovaro annegato nel fiume Ticino mentre fuggiva dalla Polizia), vede coinvolti principalmente cittadini stranieri o turisti provenienti da oltre Gottardo. Un segnale che i messaggi di sensibilizzazione tra i ticinesi sono “passati”? “Direi di sì. Le ticinesi e i ticinesi del resto sono abituati a frequentare i nostri laghi e le nostre acque già da bambini; le fondamentali attività di sensibilizzazione che da anni vengono svolte sul nostro territorio permettono alla popolazione di comprenderne i rischi e quindi di affrontare le nostre acque con il necessario rispetto. Spesso invece chi viene dall’estero crede erroneamente che i nostri laghi siano come il mare, restano ammaliati dalla sua bellezza e dalla sua apparente calma senza tuttavia conoscerne le insidie tra cui il terreno scosceso, tant’è che dalle statistiche emerge che diverse persone che purtroppo perdono la vita a causa di un annegamento non erano in grado di nuotare.”

Quest’anno al centro delle cronache v’è stata la foce del Cassarate. Come si intende agire in questo luogo? “La Commissione Acque sicure dallo scorso mese di agosto si è già incontrata due volte con il dicastero competente della Città di Lugano. Attualmente le soluzioni proposte sono due: rafforzare in loco le misure comunicative con un adeguamento della segnaletica, rispettivamente introdurre un servizio di pattugliamento analogo a quello che da qualche anno già svogliamo nei punti critici in Valle Verzasca. La decisione finale spetterà alla Città, ma la Commissione si è detta disponibile a sostenere un progetto pilota di un anno così da poter valutare l’efficacia della misura. L’obiettivo finale – conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi – è che tutti possano godere di questo magnifico angolo della Città, come pure di tutte le zone balneari del Cantone, in piena sicurezza”.

Acque sicure: il bilancio della stagione 2021

Acque sicure: il bilancio della stagione 2021

Comunicato stampa
 “La prudenza fa la differenza”: è con questo nuovo slogan che si è sviluppata nel 2021 la campagna di prevenzione “Acque sicure”, promossa dal Dipartimento delle istituzioni, analogamente alle campagne “gemelle” poste sotto il cappello di “Ticino sicuro”: “Strade sicure”, “Montagne sicure”, “Cyber sicuro” e “Stop radicalizzazione”. Al termine della stagione – fissata indicativamente al 31 ottobre – è stato stilato un bilancio che parla di un maggior numero di vittime (9) rispetto agli ultimi due anni (media dell’ultimo decennio: 5). Se si considera l’elevato numero di persone presenti sulle rive delle acque libere del Cantone in questo 2021, il bilancio negativo viene mitigato. Una considerazione rafforzata dall’assenza di annegamenti nel settore del canyoning, nonostante mai come quest’anno gli appassionati di questo sport abbiano scelto il Ticino per le loro discese lungo i fiumi.

Per la commissione cantonale “Acque sicure”, presieduta da Boris Donda e coordinata per il Dipartimento delle istituzioni dalla responsabile della campagna Fabienne Bonzanigo, l’anno 2021 è stato particolarmente impegnativo. Le conseguenze della pandemia sul turismo già preannunciavano un anno record per quanto riguarda la presenza di ospiti in Ticino e il numero di ticinesi che si sarebbero fermati in loco per godersi le vacanze. Per questo motivo il pacchetto di azioni di prevenzione e di sensibilizzazione è stato molto nutrito. A cominciare dalle affissioni digitali presso i distributori di benzina presenti oltre San Gottardo lungo le principali vie di accesso al Canton Ticino, così da sensibilizzare i viaggiatori ancora prima di raggiungere il nostro Cantone.  


Informazione a 360 gradi
Le attività promosse dalla commissione “Acque sicure” hanno toccato molteplici contesti e interessato a 360 gradi i media, con particolare attenzione anche ai social. Proprio in questo campo si segnala l’apertura della nuova pagina Facebook relativa alle citate campagne di prevenzione promosse dal Dipartimento delle istituzioni, sotto la denominazione di “Ticino sicuro”. Un elenco, ancorché sommario, dà l’idea di quanto fatto: media planning con inserti informativi sui media cartacei, media online e sulle applicazioni mobile di alcune testate cantonali; sponsoring di trasmissioni televisive e promozione dei video della campagna di sensibilizzazione; diffusione di radio spot su emittenti radiofoniche private del Cantone, pillole informative su Rete uno e sponsoring della meteo su Rete uno e Rete tre. Inoltre sono stati programmati manifesti su tutto il territorio cantonale con un rafforzamento sulla rete di affissioni UPI nei Comuni più sensibili. Ma ancora: affissioni digitali nei mezzi di trasporto pubblici, nei distributori di benzina e negli uffici postali. Inserzioni promozionali e articoli informativi su riviste regionali, riviste turistiche (distribuite anche in Lombardia e nella Svizzera interna), riviste tematiche legate ad attività sportive in acqua. La campagna social, oltre che sulla pagina Facebook “Ticino sicuro”, è stata condotta anche sulle pagine Facebook e Instagram della Polizia cantonale, di alcuni enti partner della commissione e di enti, sia regionali che nazionali, che collaborano con la campagna (per esempio le OTR e la Rega). Sono stati raggiunti tutti i target anche attraverso la sensibilizzazione e l’informazione con le newsletter Infogiovani e Infofamiglie. È stata mantenuta l’attività dei pattugliatori tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto nei punti critici dei fiumi Maggia e Verzasca, così come l’hotline canyoning in partenariato con le aziende idroelettriche. Per rimanere nel mondo canyoning, sono stati distribuiti volantini in 5 lingue, tramite i Comuni e le OTR, nei campeggi e negli esercizi pubblici frequentati dai torrentisti.
Da segnalare anche la presenza e la sensibilizzazione effettuata sul territorio dalla Commissione Acque sicure in occasione di eventi e manifestazioni, tra cui la “Traversata del Ceresio” e il “Cliff diving”.  


Annegamenti: più nei laghi che nei fiumi
La statistica evidenzia per quest’anno – nel periodo tra giugno e agosto – un totale di 9 annegamenti. Come detto, si tratta di un dato quasi doppio rispetto alla media decennale, ma che in parte può essere spiegato anche per l’alto afflusso nel 2021 di persone lungo le rive dei laghi e lungo il corso dei fiumi. Nella cifra complessiva figura pure il cittadino kosovaro annegato nel fiume Ticino mentre fuggiva dalla Polizia. La casistica di quest’anno presenta 5 annegamenti nei laghi (3 nel Ceresio, di cui 2 alla foce del Cassarate) e 2 nel Verbano. Tre persone hanno perso la vita nei torrenti e una in piscina. Le vittime sono 7 uomini e 2 donne; le categorie di persone annegate sono essenziale due: persone con capacità natatorie insufficienti e persone vittime di malori. Come detto nel canyoning quest’anno non vi sono stati fortunatamente decessi, ma “solo” 5 infortuni gravi (essenzialmente in Riviera e in Valle Maggia) così come diversi infortuni minori. Sia gli annegamenti sia gli infortuni sono stati prevalentemente a danno di persone straniere o della Svizzera interna. 

 

Aggregazione a quattro in valle

Aggregazione a quattro in valle

Gran finale per le serate informative sul progetto aggregativo in bassa Leventina, che concerne i Comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio.
L’appuntamento, lunedì 15 novembre alle 20 alla palestra «Fantin» a Giornico, vedrà la partecipazione del direttore del Dipartimento delle istituzioni NormanGobbi.
Sarà l’occasione, 
per il consigliere di Stato, di illustrare i vantaggi della fusione, che sarebbe la seconda nel Distretto dopo il matrimonio (in due fasi) che ha portato alla nascita di Faido.
La votazione consultiva in bassa valle si terrà il 13 febbraio 2022. In caso di sì alle urne vedrebbe la luce Sassi Grossi, un’entità di circa 3.000 abitanti con un Municipio di 7 e un Legislativo di 25 membri.

Da www.cdt.ch

“Lavoriamo per costruire il Ticino di domani”

“Lavoriamo per costruire il Ticino di domani”

Norman Gobbi evidenzia l’importanza del Comuni e presenta un nuovo progetto

Si è ritornati a porre i Comuni al centro dell’attenzione questa settimana, con una novità assoluta per la Svizzera: il progetto del “Buon governo”. Ne abbiamo parlato con il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Il Dipartimento delle istituzioni sta lavorando su tre assi di intervento per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune. Da un lato – quello più conosciuto – è legato alla dimensione del Comune, ossia il grande cantiere delle aggregazioni. Poi c’è la riforma dei compiti, caratterizzata dal progetto del Consiglio di Stato Ticino2020. Quale terzo asse vi è la riforma del funzionamento del Comune, ossia con quali strumenti e procedure governare. Qui si inserisce il progetto del “Buon governo”.

Ma concretamente di che cosa si tratta? “Il progetto del “Buon governo” – precisa il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – tocca la revisione dei meccanismi sui quali si fonda l’operato dei Comuni. L’iniziativa è portata avanti dalla Sezione degli enti locali (SEL) in collaborazione con i due Comuni di Faido e di Tresa. Grazie all’accompagnamento di alcuni collaboratori della SEL, i due Comuni coinvolti nel progetto pilota potranno adottare nuove modalità di lavoro. L’obiettivo è quello da una parte di adeguare il modo di lavorare per essere al passo con i tempi e soddisfare le nuove esigenze dei cittadini e dall’altra di seguire le procedure corrette per evitare ad esempio di commettere errori formali che potrebbero anche sfociare in sanzioni”.

Come abbiamo detto si tratta di una prima a livello svizzero. “È vero. Si tratta di un progetto innovativo che vede la Sezione degli enti locali assumere un ruolo di consulente nei confronti dei Comuni e che inoltre introduce un approccio più partecipativo. Infatti, basandosi sulla democrazia diretta che regge il sistema federalista svizzero, i cittadini sono coinvolti attivamente nelle fasi del Buon governo in modo da costruire un concetto condiviso e quindi accettato”. 

Quale sarà l’iter di questo progetto pilota? Quando vedremo i risultati? “Dopo le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa che dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 si stilerà un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà avvio prossimamente. Sarà musica per la prossima legislatura. Ma l’importante è iniziare ora, direttamente sul terreno, con i due Comuni. In conclusione vorrei ringraziare le autorità e i collaboratori dei Comuni di Tresa e di Faido per aver aderito a questo progetto”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.       

 

Il capo dell’esercito incontra il Ticino

Il capo dell’esercito incontra il Ticino

Oggi il capo dell’esercito, comandante di corpo Thomas Süssli, ha tenuto una relazione in merito alle attuali sfide dell’esercito davanti a oltre 150 dirigenti delle aziende ticinesi.

Come già i suoi predecessori, il comandante di corpo Süssli si incontra periodicamente con rappresentanti della politica, dell’economia, della cultura, dell’istruzione e dei media nelle differenti regioni della Svizzera.
I continui cambiamenti ai quali siamo confrontati necessitano di spiegazioni che sono meglio comprensibili se date di persona. È per questo che Süssli mantiene viva la tradizione di recarsi a cadenze regolari nei differenti cantoni per incontrare i portatori di interesse della regione. 

L’organizzazione della giornata è stata assicurata dalla divisione territoriale 3, comandata dal divisionario Lucas Caduff. Con i militari della sua Divisione, Caduff assicura alle autorità civili gli impieghi sussidiari necessari a far fronte a bisogni straordinari in mezzi e uomini. “Le prestazioni dell’esercito sono molto apprezzate”, ha spiegato il divisionario Caduff in apertura, evidenziando che “la grande partecipazione all’odierna manifestazione dimostra l’interesse nei confronti dell’esercito”.

Süssli ha illustrato ai presenti l’evoluzione che ha portato all’odierna situazione geopolitica, le sfide globali, come ad esempio quella ambientale, le possibili implicazioni per la Svizzera e come l’Esercito svizzero contribuisce alla sicurezza della nazione. Rimanendo all’esempio del cambiamento climatico, per l’Esercito non è importante chi o cosa stia causando il surriscaldamento globale, ma quali conseguenze esso porterà, i possibili scenari e come potrebbe essere impiegato per farvi fronte (ad esempio intervenendo in occasione di eventi naturali). Pensare di ridurre un possibile impiego delle truppe alle sole catastrofi è però limitativo. L’attenzione deve rimanere anche su eventuali conflitti futuri. “Le minacce moderne possono essere classificate meno chiaramente – confida il comandante di corpo ai suoi ospiti – perché i conflitti di oggi non seguono il processo di escalation tipico di quelli del passato”.

Per poter assolvere il suo compito, l’Esercito deve disporre delle necessarie risorse in uomini, competenze, mezzi e materiale. In quest’ottica rientrano le neocostituite truppe della cyberdifesa, così come l’acquisto dei caccia da combattimento, per il quale la Confederazione ha ricevuto il benestare del popolo.    

Un tema importante trattato da Süssli di particolare interesse per i presenti, è quello della formazione militare alla condotta: “Coloro che assolvono i corsi di formazione per ufficiali e per sottufficiali superiori sono ad esempio in grado di svolgere analisi approfondite delle situazioni, così da sottoporre ai loro capi diverse varianti con vantaggi e svantaggi, invece di proporre solo la prima soluzione individuata”, ha spiegato il capo dell’Esercito. Il grande valore aggiunto è rappresentato dai servizi pratici, parte integrante della formazione. Grazie ad essi l’esercito può infatti essere considerato una delle migliori scuole svizzere di quadri, che richiede ai suoi allievi che esercitino i concetti di condotta appresi in modo teorico anche in condizioni reali di lungo periodo, e non solo mediante simulazioni in aula.

Da ultimo, il comandante di corpo Thomas Süssli, ha ricordato che un Esercito di milizia quale è quello svizzero si basa sulla possibilità data ai cittadini e alle cittadine di abbandonare il proprio posto di lavoro quando devono prestare servizio. Questo può avvenire grazie a dei datori di lavoro ben disposti, e per tale disponibilità ha tenuto a ringraziare i presenti.

L’incontro si è tenuto a Lugano, nella cornice del LAC. A portare la voce delle Istituzioni è stato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Nel suo intervento Norman Gobbi ha sottolineato come il Ticino ha collaborato e continua a collaborare in modo proficuo con l’esercito, sottolineando il valore degli investimenti svolti in passato dall’esercito sul territorio cantonale e citando quelli già pianificati per i prossimi anni.

Da: Divisione territoriale 3

https://www.vtg.admin.ch/it/organizzazione/cdo-op/div-ter-3.detail.news.html/vtg-internet/miliz/2021/21-10/il-capo-dell-esercito-incontra-il-ticino.html

 

«Violenza allo stadio, sì ai biglietti nominativi»

«Violenza allo stadio, sì ai biglietti nominativi»

Dopo gli scontri a Zurigo e Lucerna, il presidente de direttori cantonali della sicurezza propone l’introduzione dei controlli di identità
Norman Gobbi: «Sul principio siamo d’accordo»
In Ticino la presenza di tifosi ospiti non ha creato particolari problemi di ordine pubblico

Introdurre controlli d’identità agli ingressi degli stadi? Sì, no, forse. Un tema ricorrente che regolarmente fa discutere e scalda gli animi dei supporter delle varie squadre. C’è chi lo ritiene uno strumento utile per contrastare le derive del tifo violento e chi invece la reputa una misura non necessaria, se non addirittura «liberticida». Il tema è tornato d’attualità proprio in questi giorni, in seguito ai disordini scoppiati lo scorso fine settimana durante le partite di calcio a Zurigo e Lucerna. Sabato sulle rive della Limmat, diversi sostenitori dell’FC Zurigo avevano lanciato fuochi d’artificio contro i tifosi del Grasshopper. Il giorno seguente a Lucerna, ultrà sangallesi avevano vandalizzato autobus dei trasporti pubblici e fatto esplodere petardi alla stazione ferroviaria dopo la partita fra la loro squadra del cuore e quella di casa. Disordini che hanno spinto i direttori cantonali della sicurezza a preparare un giro di vite. Il loro presidente, Fredy Fässler (SP), ha proposto l’introduzione di questo tipo di controlli.

Costituita una task force
In un’intervista pubblicata ieri sul «St. Galler Tagblatt», il presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia ha sottolineato la necessità di «discutere soluzioni nazionali ancora più vincolanti». Inoltre, ha aggiunto, il concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive alla polizia strumenti sufficienti, tuttavia «manca un’applicazione unificata dell’accordo e, le autorità non sfruttano tutti gli strumenti disponibili». Una task force composta da rappresentanti dei cantoni, delle forze di polizia, dei club, della Lega svizzera di calcio, dei fan club e delle strutture di dialogo tra i tifosi è chiamata a proporre possibili soluzioni entro la prossima primavera.

Ordine pubblico
Che sia dunque la volta buona per l’introduzione dei tanto discussi controlli anche in Ticino? Lo abbiamo chiesto al direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il quale già nel 2018 propose l’introduzione di apparecchiature per l’identificazione facciale e la verifica dei documenti d’identità da istallare agli ingressi. «Sono d’accordo sul principio dei controlli d’identità. Ritengo però che la soluzione ottimale – che viene praticata ormai in tutte le nazioni e per tutti i più importanti campionati di calcio, per esempio – sia quella di giungere finalmente ai biglietti nominativi», ha risposto il consigliere di Stato al Corriere del Ticino. «Alcune società di calcio svizzere fanno resistenza, ma è la strada da percorrere. Le criticità non sono le città di Zurigo, Lucerna o il Ticino. Le criticità sono create da certe tifoserie che seguono alcuni club». Per quanto riguarda il nostro cantone, Gobbi sottolinea che gli strumenti offerti dal concordato vengono utilizzati: «La Polizia cantonale mi conferma che anche di recente per alcuni tifosi è stato chiesto l’obbligo di notifica presso il posto di polizia. Osservo che nel dopo divieti COVID, la presenza di tifosi ospiti e più in generale del pubblico non ha creato in Ticino particolari problemi di ordine pubblico. Mi auguro che si possa continuare così».

No alle trasferte?
Sul tavolo, lo ricordiamo, c’è anche la possibilità di chiudere i settori per tifosi ospiti negli stadi. Uno scenario esaminato dalla Swiss Football League. Considerato che si sta sempre di più andando verso la costruzione di impianti moderni (e, di riflesso, sicuri), è un’opzione praticabile anche in Ticino? Ancora Gobbi: «Credo sia una questione di tempo e di buona volontà. Ripeto: la soluzione principale da implementare – accanto al concordato – è quella dei biglietti nominativi. Non risolveremo tutti i problemi, ma una gran parte sì».

Da www.cdt.ch

Minori e violenza in famiglia: una serata pubblica per discutere il tema  

Minori e violenza in famiglia: una serata pubblica per discutere il tema  

Comunicato stampa

Nel quadro delle iniziative per sottolineare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, il Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità propone giovedì 11 novembre un primo incontro pubblico dal titolo “Minori e violenza in famiglia. Lo sguardo nascosto”, in cui si discuteranno cause, conseguenze e percezione della violenza agita in famiglia e di cui sono spesso vittime i minori.

In Svizzera la violenza domestica coinvolge i minori nella metà degli interventi di polizia e la loro presenza è certamente ancora più importante in situazioni altrettanto drammatiche che non giungono a conoscenza delle autorità.
Bambini e adolescenti sono esposti alla violenza tra i genitori o in altre relazioni familiari con una frequenza e un’intensità preoccupanti; essi vedono, ascoltano, respirano tra le mura di casa relazioni e dinamiche non sane e violente, senza che vi sia particolare riguardo per le loro emozioni, per la loro fragilità, per il loro bisogno e il loro diritto alla protezione e alla cura.
Una prima iniziativa per affrontare il tema, che coerentemente con le strategie nazionali avrà spazio anche nelle strategie e nelle misure del Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica in sinergia con il Programma cantonale di promozione dei diritti, di prevenzione della violenza e di protezione dei bambini e dei giovani, è prevista per giovedì 11 novembre 2021dalle 17:00 alle 20:00 al Cinema Lux di Massagno, e ruoterà attorno alla visione di un film e al successivo dibattito di approfondimento.
Il film proposto è L’affido-una storia di violenza, premiato a Venezia nel 2017 per la miglior regia (Xavier Legrand) e la miglior opera prima, che rappresenta con drammatica efficacia la disgregazione di una famiglia e le importanti conseguenze dell’esposizione alla violenza sulle vittime, soprattutto sui minori.
A seguire, un dibattito aperto al pubblico per cercare di rispondere ad alcune domande: come è affrontata la violenza familiare che colpisce bambini e ragazzi? Quali sono le conseguenze sui minori della violenza subita e con quale consapevolezza i professionisti la affrontano, quando sono confrontati con dinamiche familiari complesse e non sempre facilmente interpretabili? Ne parleranno – dopo il saluto di benvenuto del Consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni – Sonia Giamboni, pretore di Leventina e giudice della Pretura penale di Bellinzona; Letizia Vezzoni, avvocata e membro del Gruppo di accompagnamento in materia di violenza domestica; Cristiana Finzi, Delegata per l’aiuto alle vittime di reati; Domenico Didiano, psichiatra e psicoterapeuta del bambino e dell’adolescente; Ilario Lodi, Direttore di Pro Juventute sezione Ticino; con la moderazione di Chiara Orelli Vassere, coordinatrice istituzionale in tema di violenza domestica presso il Dipartimento delle istituzioni. 
L’accesso alla serata, aperta al pubblico, è consentito unicamente ai titolari del Certificato Covid.

Seduta di clausura del Consiglio di Stato

Seduta di clausura del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha tenuto oggi una seduta di clausura per svolgere una serie di approfondimenti tecnici e politici. La riunione è servita al Governo per aggiornare le proprie strategie su alcuni temi prioritari già tematizzati nel programma di Legislatura – evoluzione demografica, mercato del lavoro, cambiamenti climatici, digitalizzazione, pianificazione ospedaliera, prospettive finanziarie – e per delineare i propri orientamenti, in una prospettiva di medio e lungo periodo.

Il Consiglio di Stato ha dedicato la seduta di clausura – la seconda della Legislatura, dopo la giornata extra muros organizzata nel novembre 2019 a Lugano – all’analisi di alcuni temi politici prioritari per lo sviluppo futuro del nostro Cantone. Grazie a diverse audizioni, il Governo ha potuto approfondire numerosi temi strategici attorno ai quali andranno costruite soluzioni in grado di assicurare al Ticino uno sviluppo solido a medio e lungo termine.

I primi tre temi affrontati riguardano demografia, mercato del lavoro e cambiamenti climatici. Sulla base delle audizioni odierne verranno nei prossimi mesi approfonditi alcuni aspetti, determinanti per affinare i provvedimenti che non sono già stati definiti dalle politiche pubbliche in vigore.

Demografia
Il Consiglio di Stato ha anzitutto preso in esame l’evoluzione demografica degli ultimi anni in Ticino. Gli specialisti dell’Ufficio di statistica hanno evidenziato che la situazione attuale nel nostro Cantone è caratterizzata da un’inversione di tendenza: la popolazione residente, dopo un aumento costante fra il 1990 e il 2016, si trova ora in una fase di stabilizzazione.
Il Consiglio di Stato ha preso atto delle cifre presentate e intende ora ulteriormente approfondire l’analisi, ad esempio prendendo in considerazione l’influenza delle dinamiche transfrontaliere sulla struttura della popolazione ticinese.

Mercato del lavoro
Il Consiglio di Stato è stato orientato sulla situazione del mercato del lavoro nel nostro Cantone, con particolare riferimento agli effetti della crisi pandemica.
In generale, il quadro economico fornisce per il momento indicazioni confortanti, che confermano la solidità della Svizzera e del Ticino, come emerge anche dalla progressiva riduzione del ricorso alle indennità per lavoro ridotto. Degno di nota è che i dati ticinesi sul PIL e sulla disoccupazione sono oggi nuovamente allineati ai valori nazionali. Le incertezze congiunturali – difficoltà di approvvigionamento, prezzi delle materie prime – invitano comunque alla prudenza, in vista dei prossimi mesi.
In merito all’evoluzione dei posti di lavoro, la tendenza per il 2021 è fin qui positiva e appare sotto controllo, anche grazie alla forte ripresa del settore turistico. Una nuova analisi dettagliata dei profili delle persone iscritte agli Uffici regionali di collocamento ha inoltre confermato che – dopo la fase acuta della pandemia – si è già verificato un forte riassorbimento delle persone che nel 2020 erano rimaste senza lavoro. In relazione a questi dati, vi è anche il tema dell’evoluzione dei salari, che deve essere considerato per avere un quadro qualitativo della situazione del mercato del lavoro.
Il Consiglio di Stato intende ora lavorare per accrescere ulteriormente la consapevolezza delle autorità federali sulle sfide che caratterizzano il nostro mercato del lavoro, considerando le specificità del frontalierato in Ticino e il potere d’attrazione dei poli urbani della Svizzera tedesca.

Cambiamenti climatici
Il Governo ha incontrato gli specialisti in tema di protezione dell’ambiente e protezione della popolazione, ricevendo informazioni aggiornate sulle misure da prendere in considerazione – a livello cantonale – per affrontare le trasformazioni del clima.
Gli effetti delle dinamiche globali sono ormai sempre più evidenti, anche in Ticino, come confermano i recenti eventi meteorologici estremi e la crescente attenzione politica verso fenomeni come le cosiddette «isole di calore». Dato questo contesto, assumono un carattere prioritario temi come l’approvvigionamento di acqua potabile e la sicurezza idrologica, vista anche la crescente urbanizzazione delle zone di fondovalle. Occorrerà inoltre aumentare la capacità di risposta ai pericoli naturali e alle crisi ricorrenti, come le ondate di siccità o i periodi di canicola. Fondamentale sarà a questo proposito la possibilità di ricorrere a un numero sufficiente di persone formate, da impiegare in risposta a emergenze ed eventi catastrofici. Vista la trasversalità dei rischi, sarà infine necessario assicurare la coordinazione fra le attività promosse dai Dipartimenti e adottare una prospettiva di lungo termine.
Il Consiglio di Stato ha ricordato che il Ticino si trova oggi all’avanguardia fra i Cantoni svizzeri per quanto riguarda l’efficienza energetica, la promozione delle rinnovabili e la riduzione delle emissioni di CO2. Il Governo ha quindi confermato il proprio impegno per promuovere la sostenibilità ambientale, anche in un’ottica di riduzione dei pericoli naturali. Sarà inoltre importante continuare a sensibilizzare la popolazione sui comportamenti corretti da assumere nella vita quotidiana.

Su altri aspetti particolarmente complessi (digitalizzazione, pianificazione ospedaliera, progetto Ticino 2020), il Consiglio di Stato ha affrontato i diversi dossier in corso ed è stato informato sulla loro evoluzione.

Digitalizzazione della società
Anche la digitalizzazione della società e delle istituzioni è stata al centro degli approfondimenti del Governo, che si è concentrato su alcuni dossier prioritari per lo sviluppo dei sistemi di e-government in Ticino – come la firma elettronica e l’identità digitale – e sulle nuove possibilità che si aprono, ad esempio nell’archiviazione di documenti.
Il Consiglio di Stato ha recepito le spiegazioni ricevute, confermando il proprio impegno per gestire in modo attivo la transizione digitale dei servizi dello Stato. È stato confermato che, dopo la nomina di un Delegato del Consiglio di Stato per la digitalizzazione, sarà prossimamente precisata la strategia cantonale. Fra le priorità, vi sarà anche il cambiamento della cultura interna all’Amministrazione cantonale, con la modifica dei processi di lavoro in modo da sfruttare le nuove possibilità tecnologiche.

Pianificazione ospedaliera
Il Consiglio di Stato ha rivolto il proprio sguardo anche alla situazione del sistema sanitario cantonale, ripercorrendo gli sviluppi avvenuti negli ultimi due anni.
Sono state analizzate le più recenti decisioni di politica sanitaria a livello federale e cantonale, come la recente modifica decisa dal Gran Consiglio in merito ad una più chiara suddivisione di compiti, competenze e responsabilità nell’elaborazione della pianificazione ospedaliera. Sono state inoltre ricordate le questioni ancora in sospeso, a seguito di ricorsi o sentenze del Tribunale amministrativo federale sull’attuale regime pianificatorio.
Il Consiglio di Stato ha sottolineato la buona collaborazione tra le strutture e la flessibilità del dispositivo attuale per fare fronte alle sfide della pandemia. In prospettiva, occorrerà tenere conto dei criteri di qualità ed economicità per adattare l’offerta, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione e del fabbisogno, nei tre campi interessati (somatico acuto, psichiatria e riabilitazione). Idealmente, il nuovo progetto di pianificazione ospedaliera dovrebbe essere consegnato entro la fine del 2023.

Riforma «Ticino 2020»
In merito alla riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020», il Consiglio di Stato è stato informato sul grado di avanzamento del progetto e sugli scenari che sono al momento in fase di discussione fra il Cantone e i Comuni.
È stato sottolineato che rimane la volontà comune di giungere a una soluzione condivisa, che punterà a preservare lo spirito della riforma consolidando i punti sui quali è stato possibile trovare una linea comune. L’ipotesi è quindi di semplificare le chiavi di riparto della spesa fra Cantone e Comuni, adattando nel contempo le responsabilità decisionali.
Il Consiglio di Stato ha preso atto dell’avanzamento delle trattative verso una soluzione che permetta di migliorare la collaborazione fra Cantone e Comuni a vantaggio dei servizi e della qualità di vita della popolazione. La proposta sarà ora affinata, in vista di una sua condivisione, in alternativa alla consultazione.

Infine, per quanto riguarda il riequilibrio finanziario, il Consiglio di Stato ha continuato i lavori per riportare in equilibrio i conti nei prossimi anni, e ha discusso la portata della recente decisione del Gran Consiglio, che impone pure di raggiungere il pareggio di gestione corrente entro il 2025.
Considerata l’incertezza sulla portata della ripresa economica attualmente in atto, l’obiettivo condiviso del Governo è di muoversi con gradualità verso l’obiettivo, delineando un percorso che fa riferimento ai futuri preventivi, partendo da quello riferito all’anno 2023, mantenendo la sufficiente flessibilità d’azione per potersi adattare a mutamenti improvvisi del contesto – come quelli ai quali abbiamo assistito negli ultimi due anni.
Entro fine anno, i servizi dell’Amministrazione saranno pertanto coinvolti in una analisi dei conti, per permettere di avviare in largo anticipo l’elaborazione del preventivo 2023.
In merito alla perequazione finanziaria intercantonale, è stato infine confermato che è stato costituito un gruppo di lavoro per proporre modifiche degli attuali meccanismi di calcolo, che potrebbero avere effetto a partire dalla prossima revisione del sistema a livello federale. L’intento è di ottenere in futuro che siano meglio considerati alcuni elementi specifici della realtà ticinese, legati in particolare alle caratteristiche del territorio e alle dinamiche transfrontaliere. A questo scopo, è stato chiarito che occorrerà lavorare per stringere alleanze con altri Cantoni, di montagna e di frontiera.

Il ‘Buon governo’ inizia dai Comuni

Il ‘Buon governo’ inizia dai Comuni

Faido e Tresa sono le prime due località a partecipare al progetto pilota del Cantone

“Modalità, reale o utopica, di governare perseguendo il bene pubblico”. È questa una delle definizioni del termine ‘Buon governo’, che, oltre a essere un vero e proprio manifesto politico, è anche un ciclo di affreschi trecenteschi di Ambrogio Lorenzetti. Si tratta di una serie di sei affreschi posti nelle sale del Palazzo Pubblico di Siena che in modo allegorico e didascalico rappresentano gli effetti sui cittadini del ‘Buon governo’ e del ‘Mal governo’. Un invito, quello del Lorenzetti, rivolto ai governanti dell’epoca a ricercare il bene comune, cioè la subordinazione dell’interesse privato a quello della comunità. Un invito che ha ancora un valore universale.
E il principio del ‘Buon governo’ è entrato ora a pieno titolo anche tra gli obiettivi del Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune ticinese. Due le località scelte – Faido e Tresa – quali enti locali territoriali pilota per implementare il terzo asso d’intervento, dopo quello della riforma dei compiti (la riforma Ticino2020, in via di completamento, ndr) e quello della dimensione ovvero il processo aggregativo avviato dallo scomparso ex consigliere di Stato Alex Pedrazzini oltre due decenni fa. Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, a proposito del progetto ‘Buon governo’, ha parlato di prima a livello svizzero, «che attraverso il coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini intende accompagnare le realtà comunali nell’adottare strumenti di lavoro appropriati e al passo con i tempi». «L’evoluzione delle aspettative della cittadinanza nei confronti delle istituzioni, i cambiamenti avvenuti dal punto di vista socioeconomico e territoriale nonché la crisi sanitaria in corso hanno mutato profondamente le realtà locali», ha ricordato ancora il consigliere di Stato Gobbi nel corso di una conferenza stampa. Da qui l’esigenza di rivedere i meccanismi di funzionamento di questa entità statale, la più prossima ad aziende e cittadini e che – per usare le parole di Gobbi – «assicurano un’appropriata vita residenziale». In particolare si sta lavorando su tre fronti, ha spiegato da parte sua Marzio Della Santa, capo della Sezione degli enti locali: la riforma della dimensione – con quali risorse governare (aggregazioni); la riforma dei compiti – in quali ambiti governare (Ticino2020); la riforma del funzionamento – con quali strumenti e procedure governare (Responsabilità sociale del Comune, Buon governo).
«Le realtà comunali devono stabilire delle priorità: le risorse finanziarie sono limitate mentre i bisogni dei cittadini mutano e aumentano», ha continuato Della Santa. Per favorire il processo decisionale diventa fondamentale «coinvolgere oltre agli organi politici e dell’amministrazione comunale, anche la società civile per creare il senso di appartenenza», ha spiegato Della Santa che ha parlato pure di «democrazia partecipativa» e di «federalismo asimmetrico». La prima per intendere che le decisioni devono partire dal basso in modo da condividere il più possibile l’obiettivo a cui tendere, per esempio la realizzazione di una piazza o di un centro sportivo, tenendo sempre presente che le risorse finanziarie sono scarse per definizione. La seconda, per indicare che non tutti i Comuni hanno le risorse e la struttura socioeconomica per portare avanti progetti di valenza sovraregionali. «Un conto è la Città di Lugano e un altro il Comune di Linescio», ha sintetizzato Della Santa.

Di cosa si tratta
Il Buon governo, nella declinazione della Sezione degli enti locali, «è un insieme di strumenti e procedure che servono ad assicurare un’adeguata conduzione politica del Comune coinvolgendo i cittadini e gli attori economici presenti sul territorio per rispondere ai loro bisogni», ha affermato Della Santa. Tra gli strumenti troviamo il piano di sviluppo con il quale si precisano la visione e gli obiettivi strategici a lungo termine, nonché le azioni di legislatura da attuare per raggiungerli; il portfolio delle politiche, ovvero la definizione delle politiche locali associandole ai settori di propria competenza. Si va dall’amministrazione generale, all’economia pubblica e alla protezione dell’ambiente. Ma è il terzo strumento, il rendiconto annuale integrato, la novità. «Questo è il modo con il quale il Comune espone i risultati politici raggiunti e giustifica le risorse finanziarie utilizzate durante l’anno di riferimento», aggiunge il capo della Sezione degli enti locali. Non più solo bilanci preventivi e consuntivi, ma anche una valutazione sul raggiungimento o meno degli obiettivi strategici.

Grazie all’accompagnamento di alcuni collaboratori della Sezione degli enti locali, i Comuni di Faido e Tresa coinvolti nel progetto pilota (terminerà nel 2024, ndr) potranno adottare nuove modalità di lavoro. Corrado Nastasi, sindaco di Faido, si è detto contento di questo esperimento soprattutto se servirà «a riaccendere l’interesse dei cittadini verso le attività locali».

Piero Marchesi, sindaco di Tresa, ha invece salutato l’intento di dare «più indipendenza progettuale e maggiore consapevolezza ai Comuni che vorranno prendersi più compiti». L’obiettivo è quello da una parte di adeguare il modo di lavorare per essere al passo con i tempi e soddisfare le nuove esigenze dei cittadini e dall’altra di seguire le procedure corrette per evitare ad esempio di commettere errori formali che potrebbero anche sfociare in sanzioni.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 27 ottobre de La Regione

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Partecipazione dal basso per decisioni condivise
Presentato il progetto pilota «Buon governo» per una politica comunale più partecipativa – L’obiettivo è adeguare il modo di lavorare per essere al passo con i tempi ed evitare errori formali– Della Santa: «Non ci si limiterà a un semplice esercizio di Consuntivo»

Una decisione approvata dal Municipio, avallata dal Consiglio comunale e, nonostante un ampio consenso politico, oggetto di ricorsi o referendum che bloccano o allungano l’intero processo decisionale. Non occorre scomodare l’esempio luganese del PSE: i casi, in Ticino, non mancano e per questo motivo il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di lanciare il progetto «Buon Governo», una prima nazionale che intende accompagnare le realtà comunali nell’adottare strumenti di lavoro appropriati e al passo con i tempi attraverso il coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini. In buona sostanza, l’obiettivo del progetto pilota che coinvolge i Comuni di Tresa e Faido è aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da evitare conflitti e arrivare a scelte il più possibile condivise. E in questo senso, è stato citato l’esempio del rifacimento del nucleo di Melide, un progetto condiviso con la cittadinanza ma, nonostante questo, oggetto di una raccolta firme. Ma proprio grazie al sostegno della popolazione, il referendum è stato affossato lo scorso 31 gennaio da oltre il 63% dei cittadini.

Riforme non sempre in discesa
Il progetto pilota, presentato ieri in conferenza stampa a Bellinzona, è il terzo asse di intervento sul quale sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020). Ma se da un lato la riforma Ticino 2020, come spiegato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, sta incontrando qualche difficoltà perché non tutti i Comuni sono pronti ad assumersi più

responsabilità, dall’altro la riforma del funzionamento degli Enti locali sembra essere partita con il piede giusto, raccogliendo l’adesione entusiasta di Faido e Tresa. «Non è semplice riavvicinare la politica al cittadino ma siamo convinti di poter raggiungere un grande risultato», ha affermato il sindaco sopracenerino, Corrado Nastasi. «Per costruire la Faido di domani non ci sarà un’unica visione imposta dall’alto». Egualmente entusiasta anche il sindaco di Tresa, Piero Marchesi, che ha posto l’accento «sull’ottima risposta della popolazione nel prendere parte allo studio strategico Malcantone Ovest». Ma come procederanno, dunque, i due Comuni? Per prima cosa, ha spiegato il capo della Sezione degli Enti locali, Marzio Della Santa, gli obiettivi strategici a lungo termine (si parla di almeno tre legislature) verranno precisati nel Piano di sviluppo. «Questa fase vede il coinvolgimento di Municipio, Consiglio Comunale, funzionari dirigenti e rappresentanti della società civile». Le politiche da implementare saranno definite nel Portfolio mentre i risultati raggiunti troveranno spazio nel Rendiconto annuale integrato. Ma il discorso «non si limiterà a un semplice esercizio di Consuntivo sui costi sostenuti ». Sempre nel rendiconto annuale verrà evidenziato anche l’impegno in ambito di responsabilità sociale del Comune.

Quadro normativo da rivedere
Il progetto pilota «Buon Governo » durerà per tutta la legislatura 2021-2024. Grazie all’accompagnamento di alcuni collaboratori della Sezione degli enti locali i due Comuni coinvolti nel progetto pilota potranno adottare nuove modalità di lavoro. L’obiettivo è quello da una parte di adeguare il modo di lavorare per essere al passo con i tempi e soddisfare le nuove esigenze dei cittadini e dall’altra di seguire le procedure corrette per evitare ad esempio di commettere errori formali che potrebbero anche sfociare in sanzioni. Si tratta di una prima a livello svizzero che vede la Sezione degli enti locali assumere un ruolo di consulente nei confronti dei Comuni e che inoltre introduce un approccio più partecipativo. Infatti, basandosi sulla democrazia diretta che regge il sistema federalista svizzero, i cittadini sono coinvolti attivamente nelle fasi del «Buon governo» in modo da costruire un concetto condiviso e accettato. Dopo le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa che dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 si stilerà un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo ( la revisione della Legge organica comunale) che prenderà il via prossimamente.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 27 ottobre del Corriere del Ticino

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I Comuni di domani

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14825049

Faido e Tresa nel progetto pilota

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14825043

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14825025

Servizi all’interno dell’edizione di martedì 26 ottobre 2021 de Il Quotidiano

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https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-Buon-governo-nei-comuni-ticinesi-14824860.html

Da www.rsi.ch/news

Esercitazione partner SMPP: bilancio positivo

Esercitazione partner SMPP: bilancio positivo

Comunicato stampa

Sull’arco di tre giorni, dal 19 al 21 ottobre, è stata effettuata un’importante esercitazione di Stato maggiore, che ha coinvolto alcuni partner della protezione della popolazione: Polizia cantonale, Protezione civile, Pompieri, Servizi ambulanze, Servizi tecnici, l’Ufficio del veterinario cantonale e l’Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo. L’esercizio messo in atto presentava quale scenario di partenza un focolaio di influenza aviaria, nel Mendrisiotto. Questo evento, sommato ad altre situazioni particolari, ha visto la costituzione di uno Stato maggiore regionale di condotta (SMRC), con sede presso il Centro pronto intervento del Mendrisiotto, coordinato dalla Polizia cantonale.  

L’organizzazione e la pianificazione dell’esercitazione si sono svolte sotto la direzione della Sezione del militare e della protezione della popolazione.
La simulazione ha permesso di:  

Allenare la costituzione di un SMRC
Esercitare e perfezionare il ritmo di condotta dello SMRC
•  Esercitare le capacità di condotta dei quadri
•  Consolidare le sinergie operative di tutti gli enti coinvolti
•  Testare la prontezza, l’operatività e la capacità a durare degli specialisti  

Questi esercizi, va ricordato, hanno lo scopo di verificare e assicurare il pieno funzionamento delle misure tecniche e organizzative, al fine di garantire una maggiore sicurezza alla popolazione in caso di eventi particolarmente pericolosi e che richiedono un notevole sforzo organizzativo, sia a livello di mezzi sia a livello di personale messo in campo. A seguito dei risultati ottenuti, che saranno valutati nelle prossime settimane, verranno predisposti dei correttivi, laddove necessario, per ulteriormente migliorare l’efficacia d’intervento sul terreno e di condotta in situazioni che superano, per l’elevato grado di minaccia, l’ordinaria attività dei diversi enti.
La direzione dell’esercizio si è detta soddisfatta dei risultati raggiunti e intende riproporre a scadenze regolari questa importante attività di formazione continua che permette di essere pronti a rispondere in maniera adeguata alle differenti emergenze che potrebbero sorgere a livello cantonale. In particolare, un’esercitazione che vedrà impiegata anche una truppa sul terreno, è prevista per il mese di ottobre del 2022.